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I PFAS, acronimo di sostanze per- e polifluoroalchiliche, sono una vasta famiglia di composti chimici sintetici utilizzati in numerosi settori industriali per le loro particolari proprietà: possono rendere i materiali resistenti all’acqua, ai grassi, alle macchie e alle alte temperature.

Sono stati impiegati nella produzione di tessuti impermeabili, rivestimenti antiaderenti, imballaggi alimentari, schiume antincendio e altri materiali di uso quotidiano. La loro diffusione ha contribuito alla presenza di queste sostanze nell’ambiente, con conseguenze che oggi sono oggetto di approfondimento da parte della comunità scientifica e delle autorità sanitarie.

I PFAS vengono spesso definiti «inquinanti eterni» perché molti di essi sono estremamente resistenti alla degradazione. Il legame carbonio-fluoro, particolarmente stabile, contribuisce alla loro persistenza e rende difficile rimuoverli dall’ambiente una volta che vi si sono diffusi.

Secondo l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), approfondimento sui PFAS, queste sostanze possono raggiungere le acque superficiali e sotterranee, i suoli e le catene alimentari. La loro distribuzione può estendersi anche molto lontano dalle fonti originarie di contaminazione.

PFAS nell’acqua potabile: i risultati dell’indagine italiana

La presenza dei PFAS nelle risorse idriche rappresenta uno dei temi più importanti nella valutazione dell’esposizione ambientale. L’acqua può essere contaminata da scarichi industriali, attività produttive, utilizzo di schiume antincendio e altre fonti di rilascio.

Un’indagine indipendente condotta da Greenpeace Italia nel settembre e ottobre 2024 ha analizzato 260 campioni di acqua potabile raccolti in 235 città italiane, monitorando 58 sostanze appartenenti alla famiglia dei PFAS.

I risultati, pubblicati nel gennaio 2025, hanno rilevato almeno un PFAS in 206 campioni, pari al 79% dei campioni analizzati. Tra le sostanze individuate figuravano PFOA, PFOS e TFA, quest’ultimo appartenente alla categoria dei composti a catena ultracorta.

L’indagine ha segnalato rilevamenti in diverse aree del Paese, comprese località del Veneto come Arzignano, Vicenza, Padova e Rovigo.

È importante precisare che si tratta di un’indagine indipendente su campioni selezionati e non di una misurazione esaustiva di tutta l’acqua distribuita in Italia. La percentuale del 79% descrive quindi i campioni analizzati, non la totalità degli acquedotti o delle persone esposte.

Per consultare i dati e approfondire i risultati, è possibile leggere il rapporto di Greenpeace Italia sulla contaminazione da PFAS nelle acque potabili.

Il ruolo del TFA

Tra le sostanze individuate nell’indagine italiana figura il TFA, o acido trifluoroacetico, un composto a catena ultracorta caratterizzato da elevata persistenza e mobilità nell’ambiente.

La sua presenza nelle risorse idriche sta attirando un interesse crescente perché il comportamento ambientale e gli effetti sulla salute di questa sostanza non sono ancora conosciuti in ogni loro aspetto.

La ricerca sul TFA è particolarmente importante anche perché i trattamenti convenzionali di potabilizzazione non sono necessariamente sufficienti a rimuovere efficacemente tutti i PFAS. L’efficacia dipende dalla sostanza considerata e dalla tecnologia utilizzata.

Come entriamo in contatto con i PFAS

L’esposizione può avvenire attraverso diverse vie e dipende dalle caratteristiche della sostanza, dalle concentrazioni presenti e dalla frequenza del contatto.

Acqua potabile

Il consumo di acqua contaminata può rappresentare una fonte di esposizione, soprattutto nelle aree interessate da contaminazioni persistenti. Per questo motivo sono importanti il monitoraggio delle risorse idriche e la disponibilità di informazioni aggiornate da parte dei gestori e delle autorità competenti.

Alimenti e imballaggi

I PFAS possono raggiungere gli alimenti attraverso l’ambiente, l’acqua utilizzata nella produzione e, in alcuni casi, i materiali a contatto con gli alimenti.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) considera l’alimentazione una delle principali vie di esposizione della popolazione. Nel suo approfondimento sui PFAS negli alimenti, l’EFSA ha esaminato quattro PFAS — PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS — stabilendo nel 2020 una dose settimanale tollerabile di gruppo pari a 4,4 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo.

Questo valore è un riferimento tossicologico per la valutazione dell’esposizione combinata ai quattro composti considerati, non una soglia che consente di giudicare automaticamente sicura o pericolosa una singola porzione di alimento.

Prodotti di uso quotidiano

Alcuni PFAS sono stati impiegati per conferire proprietà idrorepellenti e oleorepellenti a tessuti, rivestimenti, imballaggi e altri prodotti. L’esposizione varia in funzione del composto, del prodotto e delle modalità d’uso.

Ridurre gli impieghi non necessari di sostanze persistenti e scegliere, quando disponibili, alternative adeguatamente documentate può contribuire a limitare il rilascio di questi composti nell’ambiente.

PFAS: rischi per la salute, acqua e ambiente

PFAS e salute umana: che cosa indicano gli studi

La ricerca scientifica ha associato l’esposizione ad alcuni PFAS a diversi effetti sulla salute. Le evidenze non sono identiche per tutte le sostanze: questa famiglia comprende migliaia di composti con proprietà e profili tossicologici differenti.

Gli studi epidemiologici e le valutazioni delle autorità sanitarie hanno approfondito in particolare:

  • Sistema immunitario: alcune sostanze PFAS sono associate a una riduzione della risposta anticorpale alle vaccinazioni.
  • Sistema endocrino e metabolismo: sono state osservate associazioni con alterazioni di alcuni parametri metabolici e ormonali.
  • Colesterolo: l’esposizione ad alcuni PFAS è stata associata a concentrazioni più elevate di colesterolo nel sangue.
  • Fegato: alcuni studi hanno rilevato associazioni con modificazioni di determinati indicatori della funzionalità epatica.
  • Sviluppo e riproduzione: sono in corso valutazioni sugli effetti di alcuni composti durante la gravidanza e nelle prime fasi della vita.
  • Cancro: le evidenze e le classificazioni dipendono dalla singola sostanza. PFOA e PFOS, per esempio, non devono essere considerati equivalenti sotto il profilo della classificazione del pericolo.

La valutazione del rischio tiene conto della quantità assorbita, della durata dell’esposizione, della sostanza coinvolta e della vulnerabilità individuale. La presenza di un PFAS in un campione ambientale, da sola, non dimostra che si svilupperà una patologia: è necessario valutare anche la concentrazione e l’esposizione complessiva.

Per approfondire gli aspetti tossicologici e le valutazioni europee, è possibile consultare la pagina dell’EFSA dedicata ai PFAS.

PFAS negli alimenti cotti: l’importanza dell’acqua utilizzata

Un aspetto interessante riguarda l’acqua impiegata per preparare e cuocere gli alimenti.

Se l’acqua contiene PFAS, una parte di questi composti può trasferirsi agli alimenti durante la cottura. Il fenomeno dipende dalla concentrazione iniziale nell’acqua, dalle caratteristiche della sostanza e dall’alimento considerato.

Pasta e riso, che assorbono acqua durante la cottura, possono presentare un trasferimento diverso rispetto ad alimenti che ne assorbono quantità inferiori.

I risultati di indagini sperimentali su questo tema devono tuttavia essere interpretati considerando le condizioni utilizzate, le concentrazioni iniziali e il numero di campioni analizzati. Non è corretto generalizzare automaticamente risultati ottenuti in condizioni di contaminazione elevata a tutte le situazioni domestiche.

Il tema conferma l’importanza della qualità dell’acqua potabile non soltanto per il consumo diretto, ma anche per la preparazione degli alimenti.

Come ridurre l’esposizione ai PFAS

La contaminazione da PFAS è un problema ambientale complesso, che richiede interventi sulle fonti di rilascio, controlli sulle acque e misure di prevenzione.

A livello individuale è possibile adottare alcune precauzioni ragionevoli:

  • Informarsi sui risultati dei controlli dell’acqua potabile pubblicati dal proprio gestore e dalle autorità competenti.
  • In caso di contaminazione documentata, seguire le indicazioni delle autorità sanitarie locali.
  • Valutare sistemi di trattamento dell’acqua soltanto dopo aver verificato quali PFAS siano in grado di rimuovere e con quale efficacia.
  • Preferire, quando possibile, prodotti per i quali il produttore documenti l’assenza delle sostanze di interesse, evitando di affidarsi esclusivamente a indicazioni generiche come «ecologico» o «naturale».
  • Sostenere la riduzione delle emissioni industriali e una gestione più attenta delle sostanze chimiche persistenti.

Non tutti i filtri domestici sono ugualmente efficaci: alcune tecnologie possono ridurre determinati PFAS, mentre altre possono risultare poco efficaci per specifici composti. La scelta deve basarsi su dati tecnici verificabili e su una manutenzione adeguata.

Zeoliti e PFAS: il contributo della ricerca sui materiali adsorbenti

Tra le tecnologie studiate per il trattamento delle acque contaminate rientrano i materiali adsorbenti, capaci di trattenere determinate sostanze sulla propria superficie o all’interno della loro struttura porosa.

Le zeoliti sono materiali cristallini microporosi, naturali o sintetici, utilizzati in numerose applicazioni di filtrazione, scambio ionico e separazione. La loro struttura può essere modificata o selezionata in funzione delle caratteristiche delle sostanze da trattenere.

La ricerca scientifica sta esaminando anche il loro possibile impiego nel trattamento delle acque contenenti PFAS. Tuttavia, l’efficacia non è uguale per tutte le zeoliti né per tutti i composti: dimensioni molecolari, carica, proprietà superficiali e composizione del materiale possono influenzare il risultato.

Un approfondimento specifico è lo studio Exploring the adsorption of short and long chain PFAS to different zeolites using environmental samples, pubblicato nel 2023 sulla rivista Environmental Science: Water Research & Technology. La ricerca analizza l’adsorbimento di PFAS a catena corta e lunga su differenti zeoliti.

Un secondo riferimento è Zeolites for Sorption of PFAS from Water, pubblicato nel 2024 su Industrial & Engineering Chemistry Research, dedicato alla capacità di differenti zeoliti e setacci molecolari di trattenere PFAS dall’acqua.

Questi studi contribuiscono allo sviluppo di possibili tecnologie per il trattamento delle acque. È però importante distinguere tra adsorbimento dei PFAS in un sistema di depurazione ed eventuale eliminazione di queste sostanze dall’organismo umano: i risultati ottenuti nei filtri o in laboratorio non dimostrano che assumere zeolite per via orale possa rimuovere i PFAS dal sangue o dai tessuti.

Degradazione fungina: il micorisanamento dei PFAS

Il micorisanamento (mycoremediation) è una tecnica di biorisanamento che sfrutta le capacità metaboliche dei funghi per trasformare alcuni contaminanti ambientali. Grazie agli enzimi coinvolti nella degradazione della lignina e di altri composti organici complessi, diverse specie fungine sono state studiate per il trattamento di sostanze inquinanti, tra cui pesticidi, idrocarburi e policlorobifenili (PCB).

L’applicazione ai PFAS è un campo di ricerca più recente e ancora in fase di sviluppo, poiché i legami carbonio-fluoro che caratterizzano queste sostanze sono particolarmente resistenti alla degradazione.

Uno studio pubblicato nel 2014 ha esaminato la capacità del fungo lignivoro Phanerochaete chrysosporium di trasformare il 6:2 FTOH, un alcol fluorotelomerico utilizzato come precursore di altri composti perfluorurati. In condizioni di laboratorio, con l’aggiunta di specifici nutrienti, il fungo ha trasformato una parte del composto in diversi metaboliti, tra cui l’acido 5:3, che ha rappresentato il 32–43% della quantità iniziale dopo 28 giorni. Sono stati rilevati anche altri prodotti, tra cui PFHxA e altri acidi fluorurati.

Una successiva ricerca del 2018 ha confrontato differenti funghi e isolati fungini, tra cui Gloeophyllum trabeum e Trametes versicolor. Anche in questo caso è stata osservata la trasformazione del 6:2 FTOH in una miscela di prodotti, con risultati variabili a seconda della specie e delle condizioni sperimentali.

Questi risultati sono interessanti per lo sviluppo di future tecnologie di biorisanamento. Occorre però distinguere la trasformazione del composto iniziale dalla sua completa degradazione: alcuni metaboliti prodotti possono persistere nell’ambiente e richiedere ulteriori processi di trattamento. L’efficacia del micorisanamento su scala ambientale deve quindi essere ancora approfondita.

Regolamentazione e prospettive future

La riduzione dell’inquinamento da PFAS richiede interventi coordinati a livello industriale, normativo e ambientale. L’Unione europea ha già introdotto restrizioni per alcuni gruppi di queste sostanze e sta valutando ulteriori misure.

La pagina ufficiale dell’ECHA sulle restrizioni dei PFAS permette di seguire gli aggiornamenti normativi e il percorso di valutazione della proposta di restrizione più ampia.

L’obiettivo è ridurre le emissioni, prevenire nuove contaminazioni e favorire alternative più sicure, tenendo conto anche degli impieghi per i quali la sostituzione richiede ulteriori valutazioni tecniche.

Conclusioni: prevenzione, ricerca e consapevolezza

I PFAS rappresentano una sfida importante per la tutela dell’acqua, dell’ambiente e della salute pubblica. La loro persistenza rende necessario intervenire non soltanto sulla contaminazione già presente, ma anche sulle fonti che continuano a rilasciarli.

Monitoraggio delle acque, controlli sugli alimenti, ricerca su tecnologie di depurazione e regolamentazione degli impieghi sono strumenti fondamentali per ridurre l’esposizione nel tempo.

La conoscenza scientifica permette di affrontare il problema con maggiore consapevolezza, evitando sia di sottovalutare i rischi documentati sia di attribuire a singoli prodotti o trattamenti effetti che non sono stati dimostrati.

Informarsi attraverso fonti istituzionali e pubblicazioni scientifiche è un passo concreto per comprendere meglio la contaminazione da PFAS e le strategie disponibili per contrastarla.

Appendice – PFAS e metabolismo osseo: uno studio condotto in Veneto

Un ulteriore ambito di ricerca riguarda i possibili effetti dei PFAS sul metabolismo del calcio e sulla salute dello scheletro. Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Padova e dell’Ospedale di Vicenza, con il coinvolgimento di altri enti di ricerca e il sostegno del Consorzio per la Ricerca Sanitaria (CORIS) della Regione Veneto, ha approfondito la relazione tra esposizione ambientale ai PFAS, calcio nel sangue, vitamina D e paratormone.

La ricerca, pubblicata nel 2025 sulla rivista internazionale Chemosphere, ha coinvolto 1.174 adulti residenti in un’area del Veneto interessata da una contaminazione storica delle acque potabili: 655 uomini e 519 donne, di età compresa tra 20 e 69 anni.

I ricercatori hanno analizzato le concentrazioni ematiche di diverse sostanze PFAS e i livelli di calcio, 25-idrossi-vitamina D e paratormone (PTH). Tra i dodici PFAS esaminati, PFOA, PFOS e PFHxS sono risultati quantificabili in almeno il 90% dei campioni e sono stati selezionati per le analisi principali.

I risultati hanno evidenziato un’associazione positiva tra le concentrazioni di tutti e tre i PFAS e i livelli di calcio sierico. Al contrario, non è stata osservata un’associazione significativa tra i PFAS e il paratormone o la 25-idrossi-vitamina D, fatta eccezione per una specifica associazione tra PFOS e vitamina D trasformata in scala logaritmica.

Quale possibile relazione con la salute delle ossa?

Il calcio è un elemento fondamentale per la mineralizzazione e il mantenimento della struttura ossea. Nel corpo umano, lo scheletro rappresenta il principale deposito di calcio, che viene continuamente scambiato con il sangue attraverso processi regolati da diversi meccanismi fisiologici.

Gli autori ipotizzano che l’associazione osservata possa essere compatibile con un’interferenza dei PFAS nell’omeostasi del calcio e con un possibile coinvolgimento del metabolismo osseo. Tra i meccanismi da approfondire rientra il riassorbimento del tessuto osseo da parte degli osteoclasti, le cellule responsabili della degradazione della matrice ossea e del rilascio dei minerali.

Lo studio, tuttavia, è di tipo osservazionale trasversale: documenta un’associazione statistica, ma non dimostra da solo che i PFAS siano la causa diretta dell’aumento del calcio o di una riduzione della densità ossea nei partecipanti. Inoltre, non ha misurato direttamente la densità minerale ossea come esito principale. Saranno quindi necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi biologici coinvolti e verificare le possibili conseguenze cliniche nel lungo periodo.

Questa ricerca contribuisce ad ampliare le conoscenze sui possibili effetti dell’esposizione prolungata ai PFAS e sottolinea l’importanza di continuare a studiare non soltanto gli effetti già documentati, ma anche i meccanismi biologici attraverso cui queste sostanze persistenti potrebbero influenzare l’organismo.

Riferimenti

Bibliografia

  1. Greenpeace Italia. La prima mappa della contaminazione da PFAS in Italia. 2025.
  2. European Food Safety Authority (EFSA). PFAS nei cibi: valutazione dei rischi e dose settimanale tollerabile. 2020.
  3. European Chemicals Agency (ECHA). Sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS).
  4. Exploring the adsorption of short and long chain PFAS to different zeolites using environmental samples. Environmental Science: Water Research & Technology. 2023.
  5. Zeolites for Sorption of PFAS from Water. Industrial & Engineering Chemistry Research. 2024.
  6. Per- and polyfluoroalkyl substances (PFAS). EFSA.
  7. CNR-IRSA – PFAS negli alimenti cotti in acqua contaminata
  8. Università di Ferrara – Ricerca di Maura Mancinelli sulle zeoliti
  9. Zhang Z, Sarkar D, Biswas JK, Datta R. Biodegradation of per- and polyfluoroalkyl substances (PFAS): A review. Bioresource Technology. 2022;344(Pt B):126223. Articolo scientifico – DOI | PubMed

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Dalle sorgenti sotterranee ai domini di coerenza, dai cluster molecolari all’omeopatia: l’acqua rivela un volto invisibile fatto di energia e informazione.

L’acqua non è soltanto ciò che ci disseta: è l’elemento che accompagna ogni processo vitale, che modella il nostro pianeta e costituisce la maggior parte del nostro corpo. Senza acqua, nessuna cellula potrebbe vivere, nessuna proteina mantenere la propria forma, nessuna reazione biochimica avvenire.

Ma l’acqua sembra custodire anche un volto più misterioso. Alcuni studi e osservazioni hanno mostrato che essa potrebbe possedere una sorta di memoria, una capacità di registrare e trasmettere informazioni energetiche. Ecco perché, da decenni, scienziati e ricercatori la osservano non solo come semplice composto chimico, ma come archivio invisibile di vita ed energia.

L’acqua come archivio di memoria

Immagina le molecole d’acqua non come particelle isolate, ma come piccole unità capaci di organizzarsi in cluster, strutture ordinate che ricordano cristalli liquidi. Quando l’acqua assume questa configurazione, le sue proprietà cambiano: tensione superficiale, potere solvente, capacità di interazione con altre sostanze.

È in questo contesto che nasce il concetto di memoria dell’acqua. Negli anni ’80 il biologo Jacques Benveniste ipotizzò che l’acqua potesse conservare l’impronta di sostanze anche dopo diluizioni estreme. La sua teoria, sebbene contestata e non confermata in repliche indipendenti, aprì la strada a un nuovo filone di ricerche.

La memoria dell’acqua: Benveniste e il dibattito

  • L’idea che l’acqua possa “ricordare” sostanze dissolte, anche dopo diluizioni estreme, nasce con Jacques Benveniste negli anni ’80 (PMC).
  • Quando Benveniste pubblicò i suoi risultati su Nature, suscitò enorme scalpore perché postulava che acqua estremamente diluita potesse avere effetti biologici (Nature).
  • Tuttavia, i tentativi di replica indipendente fallirono per lo più, e si trovò che molti risultati non superavano protocolli in doppio cieco o controlli rigorosi (PMC).
  • Alcuni ricercatori recenti propongono che i risultati osservati possano derivare da un effetto sperimentatore (bias cognitivo) piuttosto che da una proprietà fisica dell’acqua — un “condizionamento” inconsapevole di chi conduce l’esperimento (ResearchGate).
  • Una review moderna conclude che non esistono prove convincenti che l’acqua mantenga modifiche stabili dopo la rimozione di un soluto, almeno secondo la fisica chimica attuale (PubMed).

L’acqua custode di energia e informazioniVibrazioni che risvegliano

Diversi esperimenti hanno cercato di mostrare come l’acqua possa essere influenzata da vibrazioni sottili: suoni, colori, campi magnetici. Secondo queste ricerche, stimoli energetici possono imprimere nell’acqua una nuova struttura, quasi come se fosse “risvegliata” da uno stato di torpore.

È da questo principio che nascono tecnologie come i bio-energizzatori Ojas, che promettono di ridare vitalità all’acqua, imitando ciò che Madre Terra compie da millenni nel sottosuolo con le acque sorgive.

I domini di coerenza

Un contributo decisivo a questa visione è arrivato dai fisici italiani Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice. Secondo la loro teoria, l’acqua non è un liquido uniforme, ma un mosaico di domini di coerenza: regioni microscopiche in cui milioni di molecole vibrano all’unisono, guidate da campi elettromagnetici (Edenwell).

In queste aree l’acqua acquista proprietà sorprendenti: interazioni magnetiche, maggiore potere solvente, capacità di organizzarsi come un metallo liquido. E sarebbe proprio in questi domini che l’acqua potrebbe conservare informazioni energetiche, trasmettendole agli organismi viventi con cui entra in contatto.

Le critiche della scienza ufficiale

È importante però distinguere tra suggestione e dati verificabili. La maggior parte dei chimici e fisici sottolinea che i legami a idrogeno nell’acqua liquida si rompono e si riformano in pochi picosecondi (10⁻¹² s), rendendo difficile sostenere l’idea di una memoria stabile nel tempo. Molti esperimenti che rivendicano effetti energetici dell’acqua non hanno superato protocolli di doppio cieco o replicazioni indipendenti.

Altri studiosi, come Gerald Pollack, hanno descritto fenomeni come l’“Exclusion Zone” (EZ), zone d’acqua vicine a superfici idrofile che sembrano comportarsi in modo diverso dal resto del liquido. Pur interessanti, questi effetti restano oggetto di controversia: potrebbero avere spiegazioni più convenzionali, legate a gradienti ionici o interazioni elettrochimiche.

Studi “avanzati” (controversi) e idee emergenti

  • Un lavoro controverso di Luc Montagnier e collaboratori propone che soluzioni diluite di DNA possano emettere onde elettromagnetiche che “informano” altra acqua, la quale poi ricostruirebbe sequenze di DNA via PCR (arXiv).
  • Questo esperimento è considerato molto speculativo e non accettato come prova affidabile nel mainstream scientifico, a causa di problemi di riproducibilità, protocolli non chiari e mancanza di consenso (ScienceDirect).
  • In molti casi, queste ricerche si collocano al confine tra fisica, biologia e teorie più speculative, e non sono state integrate nei modelli consolidati della scienza.

L’Effetto Zhadin: un enigma ionico

Nel 1997 il fisico russo Giorgio Zhadin osservò un fenomeno curioso: in particolari condizioni di campi magnetici statici e oscillanti, gli ioni in soluzione sembravano accelerare improvvisamente, come spinti da una forza invisibile.

Secondo i modelli classici, ciò non avrebbe dovuto accadere: la forza era miliardi di volte più debole delle agitazioni termiche naturali. Eppure il fenomeno era reale. Fisici italiani e americani, tra cui Del Giudice, spiegarono che in un liquido coerente gli ioni non si muovono in modo casuale, ma in fase, protetti da un campo elettromagnetico autogenerato. In questo stato, liberi dal “rumore termico”, possono rispondere a stimoli esterni con grande sensibilità.

Questo avrebbe implicazioni enormi per la biologia, spiegando meccanismi cellulari come le pompe ioniche e aprendo alla possibilità che i campi elettromagnetici deboli possano interagire profondamente con i processi vitali.

Interazioni con gli organismi viventi

Se siamo composti per oltre il 90% di acqua, non sorprende che essa sia al centro dei nostri processi vitali. Non solo: il nostro corpo è anche un produttore costante di campi elettromagnetici endogeni. Questo significa che l’acqua dentro di noi dialoga sia con l’acqua esterna, sia con i campi magnetici naturali e artificiali che attraversano l’ambiente.

Tra il 1997 e il 2002, diversi esperimenti hanno messo in relazione i domini di coerenza con i processi biologici. In Russia, lo stesso Zhadin condusse uno studio sugli ioni cellulari: sottoponendo un liquido organico a due campi magnetici paralleli — uno statico e uno oscillante a bassa frequenza — osservò che quando la frequenza di quest’ultimo coincideva con la frequenza di ciclotrone degli ioni, questi acceleravano, muovendosi fino al doppio della velocità.

L’aspetto più sorprendente era che l’effetto si verificava solo a basse intensità dei campi, quelle che non producono riscaldamento. In altre parole, non si trattava di un fenomeno termico, ma di un’interazione sottile, protettiva: gli organismi viventi sembrano aver sviluppato meccanismi che li preservano da campi magnetici intensi e caotici, mantenendo invece sensibilità a campi naturali e deboli. Non a caso, molti animali — come pesci e uccelli — utilizzano proprio i campi magnetici terrestri e cosmici per orientarsi senza essere disturbati da grandi masse metalliche o campi artificiali.

L’acqua custode di energia e informazioniL’energia lascia una traccia: la memoria dell’acqua

Ma l’acqua non solo reagisce: sembra ricordare.

Con la microfotografia in campo oscuro, alcuni ricercatori hanno mostrato differenze tra acque “vitali” e acque “stanche”: gocce cristallizzate che, a seconda della loro storia, assumono forme ordinate o caotiche. Un’idea resa celebre anche dagli esperimenti di Masaru Emoto, che fotografava cristalli influenzati da parole, musica ed emozioni.

La spiegazione proposta è che l’acqua, come cristallo liquido dipolare, registri le informazioni energetiche delle sostanze e delle vibrazioni con cui entra in contatto. Non memorizzerebbe la materia in senso chimico, ma l’impronta energetica: una firma invisibile.

È su questo principio che si fonda l’omeopatia: anche in assenza di molecole della sostanza originale, l’acqua diluita e dinamizzata conserverebbe la sua informazione vibrazionale. La succussione, cioè l’agitazione, energizza il liquido e ne moltiplica la capacità di imprimere l’informazione nei cluster molecolari.

Il concetto chiave è semplice ma rivoluzionario: l’energia è il vettore dell’informazione. Senza energia, l’informazione resta muta; con l’energizzazione, diventa un messaggio vivo che può stimolare i recettori dell’organismo.

Energia come impronta digitale

Ogni atomo, ogni elettrone vibra e oscilla, generando un campo energetico che lascia una traccia. L’acqua, sensibile e malleabile, è come una pellicola vergine pronta a registrare queste impronte, per poi trasmetterle.

È per questo che, secondo la bioenergetica, un’acqua “traumatizzata” dal passaggio nelle tubature o dall’inquinamento trasmette disordine, mentre un’acqua energizzata da un campo ordinato — naturale o artificiale, come i dispositivi OJENESIS — restituisce armonia e vitalità.

Dall’acqua al corpo

Se l’acqua è capace di registrare e trasmettere informazioni, allora berla non significa soltanto idratarsi, ma entrare in risonanza con la sua storia energetica. Un’acqua “traumatizzata” da inquinamento o trattamenti industriali può trasmettere disordine, mentre un’acqua “risvegliata” può favorire equilibrio e vitalità cellulare.

È lo stesso principio su cui si basano le medicine vibrazionali: ciò che è infinitamente piccolo, come una frequenza sottile o una vibrazione luminosa, può orientare l’intero sistema, guidando l’organismo verso la salute.

Una lezione dalla natura

La Terra conosce da sempre il segreto per rendere l’acqua viva: il lungo percorso nel sottosuolo, tra minerali e campi naturali, trasforma le acque sorgive in un nettare ricco di vitalità. Le moderne tecnologie di bio-energizzazione cercano di imitare questo processo, restituendo all’acqua quell’armonia perduta nelle reti di distribuzione e nelle lavorazioni industriali.

Le acque energizzate: quando l’acqua ritrova vitalità

Non tutta l’acqua che beviamo è uguale. Un’acqua di sorgente, che ha percorso strati di roccia e minerali nel sottosuolo, porta con sé una vitalità naturale, una struttura più armonica e coerente. Al contrario, l’acqua che arriva nelle nostre case attraverso lunghe condutture, trattata con cloro e sottoposta a pressioni artificiali, spesso appare “spenta”: ha perso parte della sua forza energetica originaria.

Che cos’è un’acqua energizzata?

Con il termine acqua energizzata si intende un’acqua che ha recuperato ordine e vitalità nella sua struttura molecolare. I cluster che compongono l’acqua si dispongono in forme più armoniche e coerenti, restituendo al liquido caratteristiche simili a quelle delle acque di montagna o delle sorgenti incontaminate.

Queste acque, secondo i sostenitori della bioenergetica, non solo hanno un gusto più fresco e leggero, ma favoriscono anche il benessere dell’organismo: migliorano l’idratazione cellulare, sostengono i processi metabolici e riducono la proliferazione di batteri e depositi minerali.

Come si ottiene un’acqua energizzata?

I metodi principali sono diversi:

  • Vibrazioni e frequenze sottili, trasmesse attraverso dispositivi che emettono onde elettromagnetiche armoniche.
  • Cristalli e minerali, che interagiscono con i domini di coerenza dell’acqua trasmettendo le loro proprietà vibrazionali.
  • Movimento vorticoso, che imita i flussi naturali dei torrenti, riordinando la struttura e ossigenando il liquido.
  • Dispositivi bio-energetici come i generatori Ojas (OJENESIS), che imprimerebbero nell’acqua frequenze capaci di ricrearne l’armonia perduta.

L’acqua custode di energia e informazioniL’Acqua Diamante: un caso speciale

Tra le acque energizzate, una menzione particolare merita l’Acqua Diamante. Si tratta di un’acqua “informata” attraverso processi vibrazionali ideati dal ricercatore spirituale Joël Ducatillon.

Secondo i suoi sostenitori, l’Acqua Diamante è un’acqua cosciente, programmata per interagire con le intenzioni di chi la utilizza. Le sue proprietà vibrazionali sarebbero in grado di:

  • purificare il corpo e l’energia personale,
  • amplificare pensieri e intenzioni positive,
  • facilitare processi di trasformazione interiore,
  • rigenerarsi: se mescolata con altra acqua pura, trasmetterebbe le sue informazioni energetiche senza perdere forza.

Il nome “diamante” richiama la sua purezza e capacità riflettente: come una gemma che moltiplica la luce, quest’acqua rifletterebbe e amplificherebbe le vibrazioni di chi la utilizza.

Più che un semplice rimedio, l’Acqua Diamante è considerata un catalizzatore di coscienza, un’acqua che non agisce in modo uniforme su tutti, ma che si modula in base alle intenzioni e ai bisogni di chi la beve.

Origine e fondatore

  • L’Acqua Diamante (o “Diamond Water”) è un’idea promossa principalmente da Joël Ducatillon, che la descrive come un’acqua “informata”, “cosciente” e capace di interagire con le intenzioni umane (Erboristeria Arcobaleno).
  • Secondo Ducatillon, l’idea nacque da una serie di sogni (nel 1994) che gli avrebbero mostrato codici, simbologie e visioni legate alla programmazione dell’acqua con frequenze più elevate. (Letinto).
  • Durante il suo percorso egli avrebbe assemblato un dispositivo chiamato DNA 850 (o “encoder DNA 850”), un tubo di vetro con spirali luminose, che avrebbe la funzione di “programmare” o “elevare” la frequenza dell’acqua (Erboristeria Arcobaleno).
  • L’acqua base (minerale o sorgiva) verrebbe “codificata” o “infusa” con sequenze geometriche / vibrazionali, trasformandola in Acqua Diamante (Erboristeria Arcobaleno).

Caratteristiche e proprietà attribuite

Proprietà / qualità attribuitaDescrizione secondo le fonti
Acqua “quantica”, “codificata”È descritta come un veicolo fisico “vivo e intelligente” capace di veicolare coscienza e informazioni al corpo umano.
Interazione con le intenzioniSi afferma che reagisca e risponda alle intenzioni di chi la beve, apportando modifiche allo stato di coscienza.
Influenza sul DNA / geometrie frattaliAlcune fonti sostengono che l’Acqua Diamante possa trasmettere “nuove geometrie” nella parte non codificante del DNA, facilitando trasformazioni interiori e liberazione di blocchi emotivi.
Auto-rigenerazione / stabilità energeticaSi dice che l’acqua mantenga la sua “vitalità” anche dopo mesi, e che rigeneri se “disturbata”.
MultiplicabilitàÈ attribuita la capacità di essere moltiplicata: partendo da una base, si può “elevare” altra acqua semplice affinché acquisti lo stato Diamante (es. 10 % di Acqua Diamante + resto acqua normale, attesa ~ 24 ore).
Purificazione / trasformazioneFonti affermano che l’Acqua Diamante depuri “memorie cellulari”, alleggerisca blocchi psicologici, promuova il rifasamento energetico e favorisca il benessere fisico ed emozionale.

Modalità d’uso e protocolli

Le fonti alternative riportano una serie di “regole” e pratiche che dovrebbero accompagnare l’utilizzo dell’Acqua Diamante:

  • Contenitori e conservazione: dovrebbe essere mantenuta in vetro, idealmente lasciata “stappata” (aperta) e lontana da campi elettromagnetici.
  • Riproduzione domestica: molte fonti prevedono che basti una “base” di Acqua Diamante (es. 10 %) miscelata con acqua comune, attesa per un certo tempo (es. 24 ore), affinché l’intero volume acquisisca le qualità diamantine.
  • Intenzioni verbali / focalizzazione: spesso si consiglia di pronunciare o pensare intenzioni chiare mentre si maneggia o si assume l’acqua, perché essa “risponda” a tali codici energetici.
  • Uso versatile: viene indicata anche per impieghi cosmetici, gocce oculari, compresse, vaporizzazioni oppure aggiunta a cibi – sempre con l’intenzione come elemento attivo.
  • Quantità varia: non esisterebbe un dosaggio fisso. Molte fonti affermano che anche poche gocce applicate consapevolmente possono essere efficaci.

L’acqua custode di energia e informazioniLe acque sacre: tra fede, tradizione ed energia

Accanto alle acque energizzate e informate come l’Acqua Diamante, esistono in tutto il mondo sorgenti considerate sacre o miracolose, legate a luoghi di pellegrinaggio e devozione. Queste acque non sono “programmate” da dispositivi o tecniche moderne, ma sono venerate da secoli per le guarigioni, i fenomeni inspiegabili o le esperienze spirituali che vi sono associate.

Lourdes in Francia, le fonti dedicate a San Michele in Abruzzo, l’acqua miracolosa di San Damiano nel Piacentino, o la sorgente del Santuario di Collevalenza in Umbria: tutti esempi di acque che, pur risultando comuni nelle analisi chimiche, sono percepite dai fedeli come portatrici di un’energia speciale, capace di trasformare corpo e spirito.

Il filo conduttore è lo stesso che abbiamo visto per le acque informate: l’acqua come veicolo di informazione e intenzione. Se nell’Acqua Diamante è la programmazione vibrazionale a trasmettere coscienza, nelle acque sacre è la forza della fede, della preghiera e del rito comunitario a imprimere nell’acqua la sua potenza.

Queste fonti diventano così non solo luoghi di cura, ma anche ponti tra l’umano e il divino, in cui il valore dell’acqua va oltre la chimica per diventare memoria spirituale e simbolo di guarigione.

Lourdes come archetipo

Lourdes resta la fonte più conosciuta e documentata tra queste acque sacre. Alcuni punti importanti:

  • La Chiesa cattolica non attribuisce proprietà terapeutiche intrinseche all’acqua, ma la considera un “segno”: la fede e la preghiera sono componenti essenziali (Sanctuaire Notre-Dame de Lourdes).
  • Analisi chimiche storiche mostrano che l’acqua di Lourdes è abbastanza pura, con minerali comuni (calcio, magnesio, tracce varie) ma senza sostanze uniche che spiegano miracoli o proprietà energetiche speciali secondo la scienza classica (Wikipedia).
  • Ci sono però tradizioni e credenze che attribuiscono a Lourdes caratteristiche vibrazionali, memoria di preghiere e presenza spirituale che “energizzano” l’acqua agli occhi dei pellegrini (Life is Water).

Alcune acque sacre famose oltre Lourdes

SitoPosizione / DataCaratteristiche attribuite / TradizioneNote / Critiche
Santuario di Collevalenza (Acqua del Santuario dell’Amore Misericordioso)Umbria, ItaliaC’è una sorgente, pozzo profondo scavato nel 1960, che riempie piscine per ammalati e Pellegrini. L’acqua è usata nella “Liturgia delle acque”, immersone dei fedeli, e come segno di purificazione spirituale e guarigione. collevalenza.itÈ un luogo devoto: molto del valore sta nella fede e nella dimensione spirituale, piuttosto che in analisi scientifiche dell’acqua.
House of the Virgin Mary, EfesoTurchiaSorgente naturale presso la Casa della Vergine, con fontane dove i pellegrini bevono e raccolgono l’acqua, credendo abbia qualità di guarigione sia fisica che spirituale. selcukephesus.com Le proprietà attribuite sono in gran parte basate su tradizione religiosa/stringente fede. Non vi sono studi confermati sulla acqua come vettore di energie extra.
Santuario di San Michele/Fonte San Michele nella tradizione abruzzeseAbruzzo, ItaliaCi sono varie grotte e fonti dedicate a San Michele Arcangelo. L’acqua che gocciola da stalattiti, l’acqua delle fontane in località come la Fonte del Garzillo, è considerata curativa ed è usata in rituali (strofini le pareti, bere acqua, invocazioni). visitareabruzzo.itAnche qui, è tradizione popolare; le credenze sono forti ma non ci sono dati chimico-fisici ampiamente documentati relativi a queste acque come in Lourdes.
Acqua Miracolosa di San Damiano (San Damiano, Piacenza)ItaliaSecondo visioni/messe da fede, la Madonna avrebbe indicato dove scavare un pozzo (“acqua miracolosa”) che purifica anima e corpo, bene per malati. San DamianoDi nuovo, testimonianze spirituali e religiose, ma mancanza di studi scientifici indipendenti che confermino fenomeni oltre il simbolico.
Altre fonti locali in ItaliaToscana e AbruzzoFonti minori, ma anch’esse con tradizioni di acque curative: fonti dedicate a San Michele, fontane per curare la tosse, fontane “miracolose” per la vista (Santa Lucia), fontane dove le puerpere andavano per favorire la lattazione, ecc. summofonte.orgSpesso queste fontane sono legate a culti popolari antichi, a culto delle acque pagane trasformati nel cristianesimo. Le proprietà fisiche non sempre misurate sistematicamente.

Conclusione

Dalle geometrie dei cluster alle vibrazioni, dai domini di coerenza all’Effetto Zhadin, dalle interazioni con i campi magnetici alla memoria invisibile, l’acqua si rivela un enigma affascinante: non solo solvente universale, ma tessuto vivo che collega energia, materia e vita.

Molti fenomeni restano controversi, spesso criticati dalla comunità scientifica per la difficoltà di replicazione e la fragilità delle prove sperimentali. Eppure, il fascino rimane: se l’acqua è davvero capace di registrare e trasmettere energia, allora ogni sorso diventa un dialogo con un liquido che porta dentro di sé la storia del mondo.

Perché, in fondo, lo sappiamo tutti: non esiste vita senza acqua.

Bibliografia

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  2. Del Giudice, E., Preparata, G., Vitiello, G. Water as a Free Electric Dipole Laser. Physical Review Letters, 1988.
  3. Pollack, G. The Fourth Phase of Water: Beyond Solid, Liquid, and Vapor. Ebner & Sons, 2013.
  4. Chaplin, M. Water Structure and Science. London South Bank University, https://water.lsbu.ac.uk
  5. Ducatillon, J. The Diamond Water. Testi e dispense diffuse dal movimento spirituale legato all’Acqua Diamante.
  6. Masaru, E. The Hidden Messages in Water. Beyond Words Publishing, 2004.
  7. Scienza e Conoscenza. Articoli e interviste a Emilio Del Giudice, www.scienzaeconoscenza.it
  8. Edenwell. La teoria dei domini coerenti. edenwell.ch
  9. Erboristeria Arcobaleno. Dispensa informativa su Acqua Diamante. erboristeriarcobaleno.com
  10. Erboristeria Arcobaleno: Acqua sorgente di vita
  11. Erboristeria Arcobaleno: La respirazione dell’acqua come base della dinamica della vita
  12. Erboristeria Arcobaleno: Benefici dell’acqua
  13. Erboristeria Arcobaleno: Estrazione dei principi attivi erboristici con tecnologia a ultrasuoni e uso di acqua vitalizzata

L’acqua è molto più di una semplice bevanda: è la sostanza che rende possibile la vita così come la conosciamo. Presente in ogni cellula, tessuto e organo del nostro corpo, l’acqua svolge un ruolo insostituibile in tutte le funzioni vitali. È il veicolo attraverso cui si compiono le reazioni biochimiche intracellulari, il mezzo di trasporto di nutrienti e scorie, il fluido che regola la temperatura corporea e mantiene l’integrità strutturale dell’organismo.

La sua presenza abbondante – pari a circa il 70% del peso corporeo in un adulto sano – testimonia quanto profondamente ogni processo fisiologico sia legato all’acqua: dalla digestione alla circolazione, dall’assorbimento intestinale alla funzionalità renale, dalla trasmissione nervosa al corretto equilibrio acido-base. Anche i liquidi extracellulari, come la linfa, il liquido interstiziale e il plasma sanguigno, ne dipendono per svolgere i loro ruoli regolatori e immunitari.

Ma l’acqua non è solo una sostanza fisica: è un vettore di informazione, un “ambiente intelligente” che risponde alle condizioni biochimiche dell’organismo, modulando le sue proprietà in base al contesto cellulare e ambientale. Studi recenti sulla struttura dinamica dell’acqua a livello molecolare suggeriscono che essa sia capace di organizzarsi in cluster coerenti, influenzando i processi di comunicazione cellulare e le funzioni biofisiche più profonde.

In un’epoca caratterizzata da elevati livelli di stress ossidativo, esposizione a inquinanti ambientali e accumulo di tossine, il ruolo dell’acqua si rivela ancora più centrale. Favorire una corretta idratazione e sostenere i naturali processi di drenaggio e detossificazione diventa una priorità non solo per mantenere la salute, ma per ripristinare un equilibrio funzionale profondo.L’acqua: fondamento della vita e principio di equilibrio biologicoComprendere l’importanza dell’acqua significa, quindi, riscoprire un principio vitale che ci attraversa, ci nutre e ci purifica. Essa non è semplicemente “utile” all’organismo: è il mezzo stesso attraverso cui l’organismo vive, si rigenera e comunica. In questa prospettiva, qualsiasi strategia di benessere, prevenzione o rigenerazione non può prescindere da una valorizzazione dell’acqua come elemento centrale della vita.

L’acqua, intesa come sistema quantistico e vettore di informazione, riveste un ruolo cruciale non solo nella biochimica di base ma anche nei processi biologici complessi che regolano la salute e la malattia. La capacità dell’acqua di formare strutture coerenti e di mantenere una memoria dinamica delle interazioni biochimiche apre nuove prospettive per la comprensione della comunicazione cellulare e della regolazione dell’omeostasi.

Coerenza quantistica e bioenergetica cellulare

Nel contesto cellulare, la coerenza quantistica dell’acqua facilita la sincronizzazione delle attività metaboliche e la trasmissione efficiente dell’energia. Le membrane cellulari, ricche di fosfolipidi e proteine, interagiscono strettamente con l’acqua di interfaccia, la quale funge da “cuscinetto” dinamico capace di modulare la diffusione degli ioni e la conformazione delle proteine (Chaplin, 2006).

Le oscillazioni coerenti delle molecole d’acqua sono in grado di creare campi elettromagnetici microscopici che influenzano la connettività tra le cellule e il comportamento dei sistemi enzimatici. Questa dinamica può spiegare fenomeni come la regolazione del pH intracellulare, la segnalazione tramite radicali liberi e la trasduzione di segnali biochimici a livello subcellulare (Del Giudice & Tedeschi, 2009).

Implicazioni per la salute e la patologia

La disorganizzazione strutturale dell’acqua corporea può essere associata a condizioni patologiche come infiammazioni croniche, stress ossidativo e degenerazione cellulare. La perdita di coerenza nel sistema acquoso porta a un’alterata trasmissione dell’informazione e a una minore efficienza dei processi rigenerativi.

Approcci terapeutici innovativi mirano a “riprogrammare” l’acqua corporea, ristabilendo la sua struttura coerente tramite l’uso di frequenze elettromagnetiche specifiche, idratazione ottimale con acqua strutturata o integratori con proprietà bioenergetiche (Gigli et al., 2020). Tali metodi sono ancora in fase di studio, ma promettono di ampliare la nostra capacità di modulare i processi biologici a livello molecolare.

L’acqua come veicolo di memoria e informazione

La teoria della memoria dell’acqua, pur controversa, ha ricevuto contributi significativi da ricerche che dimostrano come l’acqua possa conservare informazioni relative alle sostanze con cui è stata in contatto, anche a diluizioni estreme (Benveniste, 1988; Montagnier et al., 2009). Sebbene questa idea sia ancora oggetto di dibattito, l’ipotesi quantistica dell’acqua supporta il concetto che la dinamica molecolare e la struttura coerente possano veicolare segnali a lungo termine.

In ambito clinico, ciò apre la strada a nuove interpretazioni dei meccanismi di azione di trattamenti come l’omeopatia, la terapia energetica e l’uso di acqua informata, in cui l’acqua stessa diventa protagonista attiva nel processo di guarigione.

Ruolo nel microbiota e nella comunicazione intercellulare

L’acqua corporea modula anche l’ambiente del microbiota intestinale e cutaneo, influenzandone la composizione e la funzione. La coerenza strutturale dell’acqua può facilitare l’interazione tra batteri simbionti e cellule epiteliali, promuovendo un equilibrio metabolico e immunitario (Bertoni et al., 2017).

Inoltre, la presenza di acqua coerente nelle sinapsi neurali può migliorare la trasmissione dei segnali nervosi e contribuire alla plasticità cerebrale, suggerendo un ruolo fondamentale nelle funzioni cognitive e nella salute neurologica (Hameroff, 2014).L’acqua: fondamento della vita e principio di equilibrio biologicoIl BILANCIO IDRICO: fondamento dell’omeostasi e della vita

Il bilancio idrico è l’equilibrio tra l’acqua introdotta e quella eliminata dall’organismo, un aspetto cruciale per il corretto svolgimento di tutti i processi vitali. L’acqua è infatti un componente essenziale della vita: rappresenta oltre il 60% del peso corporeo di un adulto e nessuna funzione biologica può aver luogo in sua assenza.

Funzioni fisiologiche dell’acqua

Le funzioni dell’acqua nell’organismo sono molteplici e fondamentali:

  • Regolazione del volume cellulare;
  • Termoregolazione mediante la sudorazione;
  • Supporto ai processi digestivi;
  • Trasporto dei nutrienti a livello cellulare;
  • Eliminazione delle sostanze di scarto e delle scorie metaboliche.

L’acqua: fondamento della vita e principio di equilibrio biologicoDistribuzione corporea dell’acqua

La percentuale di acqua presente nell’organismo varia in base a età e sesso. Nel neonato raggiunge circa il 75%, nell’uomo adulto si attesta intorno al 60%, mentre nella donna scende al 50%, per effetto della maggiore presenza di tessuto adiposo. Negli anziani, questa percentuale si riduce ulteriormente (20-30%) a causa della fisiologica disidratazione dei tessuti.

L’acqua corporea si distribuisce in due compartimenti principali:

  • Intracellulare: rappresenta circa i 2/3 dell’acqua totale, contenuta all’interno delle cellule;
  • Extracellulare: include plasma, linfa, liquido interstiziale e liquido cefalorachidiano.

Questi compartimenti sono separati da membrane semipermeabili, strutture selettive che regolano il passaggio di liquidi e soluti. Ad esempio, le membrane dei capillari impediscono il contatto diretto tra liquido intracellulare e interstiziale.

Bilancio idrico e omeostasi volumetrica

L’omeostasi volumetrica, ovvero il mantenimento del corretto volume dei liquidi corporei, dipende strettamente dal bilancio idrico. In condizioni normali, i liquidi intracellulari ed extracellulari sono isotonici, cioè presentano la stessa concentrazione di soluti.

Quando la concentrazione dei soluti intracellulari aumenta (ambiente ipertonico), l’acqua entra nelle cellule per osmosi, facendole rigonfiare. Al contrario, se la concentrazione dei soluti si abbassa (ambiente ipotonico), l’acqua fuoriesce dalla cellula, provocandone il raggrinzimento. Entrambe le condizioni sono potenzialmente dannose per la funzione cellulare.

Volemia e Bilancio Idrico

Il bilancio idrico influisce direttamente sulla volemia, ovvero sul volume del plasma sanguigno. Questo parametro deve essere mantenuto stabile per assicurare una corretta funzione circolatoria e cardiaca:

  • Ipervolemia: eccesso di liquido plasmatico che può causare ipertensione e sovraccarico cardiaco.
  • Ipovolemia: riduzione del volume ematico, con aumento della viscosità del sangue e maggiore stress per il cuore.

Ruolo dell’alimentazione

L’introduzione di acqua avviene sia tramite liquidi sia attraverso gli alimenti. Frutta e verdura (es. anguria, melone, cetriolo, pomodoro, zucchina) sono ricchissimi d’acqua, ma anche pesce, carne, uova, latte e derivati contribuiscono significativamente all’idratazione metabolica.

Si consiglia di assumere almeno 2 litri di liquidi al giorno, includendo anche tisane, succhi non zuccherati e infusi.

Eliminazione dell’acqua e meccanismi di regolazione

L’organismo elimina acqua principalmente attraverso:

  • Minzione (circa 60% delle perdite);
  • Traspirazione insensibile (perdita cutanea non percepita);
  • Sudorazione evidente (per termoregolazione, attività fisica o stress);
  • Respirazione (soprattutto in ambienti freddi);
  • Feci (in condizioni fisiologiche e patologiche, come diarrea).

Ruolo dell’ADH (Vasopressina)

L’ormone antidiuretico ADH, secreto dall’ipofisi posteriore, è fondamentale nel controllo del bilancio idrico. Quando l’organismo subisce perdite idriche, l’ADH aumenta, riducendo la diuresi e stimolando il riassorbimento di acqua a livello renale.

Centro della sete

Il centro della sete, localizzato nell’ipotalamo, si attiva in condizioni di disidratazione e ipovolemia, stimolando l’ingestione di liquidi per ristabilire l’equilibrio idrico.

Disidratazione: implicazioni e rischi

Una perdita del 7% dell’acqua corporea è sufficiente a compromettere la sopravvivenza. Anche una lieve disidratazione deve essere rapidamente corretta. I principali effetti sono:

  • Blocco della sudorazione → surriscaldamento corporeo e colpo di calore;
  • Riduzione della volemia → rallentamento della circolazione e rischio di collasso cardiocircolatorio.

Cause di disidratazione

  • Condizioni climatiche: caldo secco o freddo intenso (perdita tramite respirazione);
  • Attività fisica intensa e prolungata;
  • Patologie gastrointestinali (vomito, diarrea);
  • Emorragie e ustioni.

L’acqua: fondamento della vita e principio di equilibrio biologicoQuando aumentare l’assunzione di liquidi

Oltre al fabbisogno standard di 2 litri, è consigliabile incrementare l’apporto idrico in presenza di:

  • Alte temperature ambientali;
  • Attività fisica intensa o prolungata;
  • Febbre, infezioni o altre condizioni cliniche disidratanti;
  • Uso di farmaci diuretici;
  • Allattamento e gravidanza.

Il bilancio idrico è un processo dinamico e complesso, regolato da numerosi meccanismi fisiologici e influenzato da fattori ambientali, comportamentali e patologici. Mantenere un corretto equilibrio tra entrate e uscite idriche è indispensabile per la salute dell’organismo, la funzionalità cellulare, il benessere cardiocircolatorio e la prevenzione di condizioni critiche come la disidratazione e l’ipovolemia.

Riferimenti principali:

  1. Pollack, G. H. (2013). The Fourth Phase of Water: Beyond Solid, Liquid, and Vapor. Ebner & Sons Publishers.
  2. Del Giudice, E., Preparata, G., & Vitiello, G. (1988). Water as a free electric dipole laser. Physical Review Letters, 61(8), 1085–1088.
  3. Hameroff, S., & Penrose, R. (2014). Consciousness in the universe: A review of the ‘Orch OR’ theory. Physics of Life Reviews, 11(1), 39–78.
  4. Ball, P. (2008). Water as an active constituent in cell biology. Chemical Reviews, 108(1), 74–108.
  5. Chaplin, M. (2006). Do we underestimate the importance of water in cell biology? Nature Reviews Molecular Cell Biology, 7(11), 861–866.
  6. Del Giudice, E., & Tedeschi, A. (2009). Water dynamics at the root of life. European Physical Journal Special Topics, 163, 147–154.
  7. Benveniste, J. (1988). Water memory and the gate theory of ion channels. Medical Hypotheses, 25(1), 19–22.
  8. Montagnier, L., Aïssa, J., Ferris, S., Montagnier, J. L., & Lavalléee, C. (2009). Electromagnetic signals are produced by aqueous nanostructures derived from bacterial DNA sequences. Interdisciplinary Sciences: Computational Life Sciences, 1(2), 81–90.
  9. Bertoni, S., et al. (2017). Water as a mediator of microbiota-host interactions: from molecular interactions to ecosystem dynamics. Frontiers in Microbiology, 8, 1666.
  10. Gigli, I., et al. (2020). Bioelectromagnetic approaches to water structuring and its effects on human health. Journal of Integrative Medicine, 18(2), 87–94.


 

Col passare dei secoli, l’acqua ha assunto un valore meno spirituale e molto più “corporeo”, tanto da divenire oggi uno dei mezzi più utilizzati per ritrovare salute e forma fisica. Ma quali sono gli effetti benefici prodotti dall’acqua?

L’acqua è un elemento fondamentale per la vita: costituisce circa il 60% del corpo umano e svolge una serie di funzioni essenziali per il nostro benessere fisico e mentale. Bere acqua regolarmente, in quantità adeguate, apporta numerosi effetti benefici, molti dei quali spesso sottovalutati.

In primo luogo, l’acqua è indispensabile per mantenere l’idratazione cellulare. Le cellule, che compongono tutti i tessuti e gli organi del nostro corpo, necessitano di un ambiente adeguatamente idratato per svolgere al meglio le loro funzioni vitali. Anche una lieve disidratazione può compromettere l’efficienza del metabolismo cellulare, causando affaticamento, difficoltà di concentrazione e peggioramento delle funzioni cognitive.

L’acqua contribuisce anche alla regolazione della temperatura corporea, grazie al processo di sudorazione. Durante l’attività fisica o quando fa caldo, sudare permette di dissipare calore e mantenere costante la temperatura interna, evitando colpi di calore o disidratazioni più gravi.

Un altro beneficio fondamentale riguarda la depurazione dell’organismo. L’acqua favorisce l’eliminazione delle tossine e dei prodotti di scarto attraverso l’urina e il sudore. Un buon apporto idrico aiuta anche a prevenire infezioni urinarie e a mantenere in salute reni e fegato, organi chiave per la filtrazione e l’espulsione delle sostanze nocive.

Dal punto di vista della digestione, bere acqua facilita la produzione di succhi gastrici e sostiene il corretto transito intestinale. Una buona idratazione è spesso raccomandata per prevenire la stitichezza e migliorare l’assorbimento dei nutrienti.

L’acqua svolge anche un ruolo di protezione fisica: agisce come un ammortizzatore naturale per organi vitali come il cervello, il midollo spinale e le articolazioni. Ad esempio, il liquido sinoviale, che lubrifica le articolazioni, è composto in gran parte da acqua: mantenerne un adeguato volume aiuta a ridurre l’attrito e a prevenire dolori e infiammazioni articolari.

Dal punto di vista circolatorio, un corpo ben idratato consente al sangue di mantenere una buona fluidità, facilitando il trasporto di ossigeno e nutrienti verso le cellule e migliorando, di conseguenza, la funzionalità cardiovascolare.

A livello estetico, i benefici dell’acqua sono evidenti nella pelle: un’idratazione ottimale la rende più elastica, luminosa e resistente agli agenti esterni. Bere acqua aiuta anche a ridurre la comparsa di rughe sottili, a mantenere un colorito sano e a favorire la naturale rigenerazione cutanea.

Infine, l’acqua può avere un effetto regolatore dell’appetito. Spesso, la sensazione di sete viene confusa con quella di fame: bere un bicchiere d’acqua prima dei pasti può aiutare a controllare l’assunzione di cibo e a favorire un migliore equilibrio calorico, utile anche nei percorsi di perdita di peso.Benefici dell'acquaIn sintesi:

L’acqua é la principale fonte di energia.

L’acqua produce in ogni cellula del corpo energia elettrica e magnetica, cioè la forza per la vita.

L’acqua é una sostanza legante che tiene insieme la struttura cellulare.

L’acqua impedisce il danneggiamento del DNA e provvede per una maggiore efficacia dei suoi meccanismi di riparazione.

L’acqua aumenta le capacità delle prestazioni del sistema immunitario nel midollo spinale, il luogo in cui il sistema di difesa e tutte i suoi meccanismi vengono prodotti.

L’acqua é il principale solvente per tutte le sostanze nutritive, Vitamine e Minerali. Essa serve per scomporre gli alimenti in piccoli elementi per metabolizzarli e assimilarli.

L’acqua arricchisce gli alimenti con energia. Gli elementi alimentari possono rifornire il corpo di questa energia durante il processo digestivo. Perció alimenti senza acqua hanno per il corpo nessun valore energetico.

Con l’aiuto dell’acqua il corpo può assimilare più sostanze essenziali dagli alimenti.

L’acqua serve come mezzo di trasporto per tutte le sostanze nel corpo.

Con l’aiuto dell’acqua i globuli rossi possono assimilare piú ossigeno nei polmoni.

L’acqua fornisce le cellule di ossigeno e trasporta i gas utilizzati dalle cellule ai polmoni, cosí che possano essere eliminati.

L’acqua raccoglie le sostanze tossiche di scarto dalle diverse parti del corpo e le trasporta al fegato e ai reni, cosí che possano essere eliminate.

L’acqua é il lubrificante principale nelle giunture delle articolazioni ed aiuta a impedire l’artrite e mal di schiena.

Con l’aiuto dell’acqua i dischi intervertebrali diventano tra le vertrebe degli ammortizzatori del tipo “cuscini d’acqua”

L’acqua é la miglior sostanza lassativa e impedisce la stipsi (stitichezza).

L’acqua riduce il rischio da infarto e ictus cerebrale.

L’acqua impedisce l’occlusione delle arterie del cuore e cervello.

L’acqua é un elemento essenziale del sistema di raffreddamento (sudore) e di riscaldamento (calore elettrico) del corpo.

L’acqua fornisce la forza e l’energia elettrica per tutte le funzioni del cervello, in special modo per il pensiero.

L’acqua é necessaria per la costruzione di tutti i neurotrasmettitori (inclusa la serotonina)

L’acqua é necessaria per la costruzione di tutti gli ormoni prodotti dal cervello (inclusa la melatonina)

L’acqua puó aiutare ad impedire la formazione della Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) nei bambini e adulti.

L’acqua aumenta le capacitá di prestazioni e lavoro in quanto prolunga il margine della concentrazione.

L’acqua é un rivitalizzante, migliore di qualsiasi altro tipo di bibita esistente al mondo e non ha nessuna controindicazione.

Con l’acqua si possono ridurre lo Stress, Paura e Depressione.

Con l’acqua si ripristina di nuovo il normale ritmo del sonno.

L’acqua riduce l’apparizione di sintomi di fatica e ci da energia giovanile.

L’acqua rende la pelle più liscia e diminuisce gli effetti dell’invecchiamento.

L’acqua da brillantezza e barlume agli occhi.

L’acqua aiuta ad impedire il glaucoma.

L’acqua normalizza i sistemi della creazione del sangue nel midollo spinale ed aiuta ad impedire la leucemia e linfomi

L’acqua è per le capacità del sistema immunitario indispensabile. Essa aiuta a combattere le infezioni e a fermare l’apparizione di cellule cancerogene li dove esse si formano.

L’acqua diluisce il sangue e previene la formazione di coaguli.

L’acqua diminuisce dolori premestruali e vampate di calore.

Il corpo umano non puó fare scorte d’acqua, esso non puó dunque ricorrere a riserve anche in tempi di scarsità d’acqua, quindi si deve bere l’acqua regolarmente e in modo uniforme durante tutto il giorno.

In caso si carenza d’acqua non vengono prodotti gli ormoni sessuali, una delle ragioni principali dell’impotenza e perdita di libido.

Bere acqua provvede a che si possa distinguere la fame dalla sete.

Bere acqua é la possibilità migliore, per dimagrire. Bevendo regolarmente acqua di dimagrisce senza dover essere costretti a seguire una dieta.

Attraverso una carenza d’acqua le sostanze tossiche vengono depositate nei tessuti, articolazioni, nei reni e nel fegato, nel cervello e nella pelle. L’acqua scioglie queste deposizioni

L’acqua diminuisce la nausea in gravidanza.

Altri Articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno. Dispensa informativa su Acqua Diamante. erboristeriarcobaleno.com
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  3. Erboristeria Arcobaleno: La respirazione dell’acqua come base della dinamica della vita
  4. Erboristeria Arcobaleno: Benefici dell’acqua
  5. Erboristeria Arcobaleno: Estrazione dei principi attivi erboristici con tecnologia a ultrasuoni e uso di acqua vitalizzata
  6. Erboristeria Arcobaleno: L’acqua custode di energia e informazioni

Nei sistemi viventi l’acqua è coinvolta in toto nella dinamica della vita. Non solo per la sua presenza numerica (oltre il 99% della totalità delle biomolecole) ma anche per il contributo energetico che questa garantisce continuamente alla materia vivente.

La caratteristica dell’acqua di trovarsi distribuita tra superfici biologiche come le membrane le consente di assumere una estesa forma di organizzazione che mette in fase i vari Domini di Coerenza presenti in essa. È lecito quindi parlare di Coerenza di Coerenze (Supercoerenza) per l’ “acqua biologica” dei sistemi viventi: un vero e proprio secondo ordine di organizzazione di fase dell’acqua. La caratteristica del singolo Dominio di Coerenza di “caricarsi” dell’ energia ambientale viene massimizzata dalla rete supercoerente (neghentropia).

Si avvia così un efficiente meccanismo di conversione energetica dai Domini di Coerenza alle biomolecole presenti nella materia vivente, che garantisce un continuo apporto di energia biochimica necessaria al mantenimento dei cicli vitali. Tale meccanismo agisce in sinergia con la dinamica biologica delle corrispondenti reazioni energetiche biochimiche e costituisce una vera e propria respirazione dell’acqua. La possibilità di progettare rimedi supercoerenti (omeopatici, omotossicologici, Fiori di Bach ecc.) apre nuove potenzialità e prospettive alle metodiche terapeutiche naturali.

La dinamica della materia vivente è profondamente diversa dalla dinamica della materia non vivente. Infatti la materia non vivente richiede sempre un apporto immediato di energia esterna per variare il proprio stato di moto e/o compiere lavoro esterno. La materia vivente, al contrario, è capace di movimento spontaneo ottenuto a spese di un capitale energetico accumulato nel tempo attraverso l’attività metabolica e al quale attinge nel momento della necessità. Mentre un frullatore inizia il suo moto solo nel momento in cui la sua spina è inserita nella presa, un essere vivente può iniziare a muoversi attingendo all’energia accumulata e immagazzinata magari il giorno prima.

Qual è la possibile origine di questa differenza?

Rivolgiamoci alla termodinamica e scriviamone il primo principio per un sistema che evolva dallo stato iniziale 1 allo stato finale 2. La variazione di energia U2-U1 è la somma del lavoro L e del calore Q scambiati con l’ambiente durante la trasformazione.

equazione (1): U2 – U1 = L + Q

Ricordando che la temperatura assoluta T (la temperatura assoluta è quella il cui zero è situato a 273 gradi centigradi sotto il punto di fusione del ghiaccio) è all’incirca costante nei processi biologici e introducendo l’entropia S, si ha:

equazione (2): Q = T ( S2 – S1 )

che, combinata con l’equazione (1), dà:

equazione (3): L = U2 – U1 – T ( S2 – S1)

L’equazione (3) dà luogo a due possibilità:

1. durante la trasformazione dallo stato 1 allo stato 2 l’entropia cresce; questo vuol dire che una parte dell’energia in transito nel sistema va perduta per attriti e alimenta gradi di libertà che non danno luogo a lavoro “utile”. In questo caso il sistema è capace di erogare lavoro sull’ambiente, cioè di dar luogo ad L negativo, se e solo se la differenza U1 – U2 è positiva e maggiore del “costo” della trasformazione, cioè T ( S 2 – S1 );

2. il sistema è in grado di diminuire la sua entropia, per cui ( S2 – S1 ) è negativo. In questo caso il sistema deve cedere energia all’ambiente, cioè U2 – U1 deve essere negativo. In questo caso il “nucleo dissipativo” cede energia alla struttura attiva del sistema che può compiere lavoro esterno.

Il primo caso corrisponde ad un sistema passivo che deve ricevere dall’esterno un’energia abbastanza alta, tale da eccedere gli attriti, per produrre lavoro. Il secondo caso invece corrisponde ad un sistema attivo come è appunto un organismo vivente. Esso estrae l’energia che gli serve dallo stock accumulato al proprio interno con alto contenuto entropico e la concentra poì sui gradi di libertà utili determinando così un calo di entropia (meccanismo attivato dalla funzione di vortici che si formano all’interno dei Domini di Coerenza; tale meccanismo viene esposto successivamente nel presente scritto). Questa riduzione di entropia può essere compiuta se il sistema è aperto.

La chiave per avere una materia “attiva”, e quindi vivente, è la capacità di diminuire l’entropia. Questo punto è stato sottolineato da un certo numero di pionieri come Schroedinger1, Szent-Gyorgyi2, Prigogine3, che hanno introdotto il concetto di neghentropia, ovvero di entropia negativa, come chiave per la comprensione dello stato vivente. I progressi della moderna teoria quantistica dei campi4 e 5 hanno mostrato il ruolo centrale delle interazioni elettromagnetiche tra le molecole per raggiungere questo obiettivo.

Riassumiamo brevemente la linea argomentativa che emerge dalla teoria dei campi. Prendiamo un insieme di unità microscopiche, ad esempio molecole, capaci di esistere in una pluralità di configurazioni interne; per semplicità supponiamo che queste configurazioni siano soltanto due. La dimensione tipica di queste molecole è qualche Angstrom (l’Angstrom è un centomilionesimo di centimetro), mentre il tipico salto di energia tra differenti configurazioni interne della molecola è dell’ordine di alcuni elettronvolt; per fissare le idee diciamo una decina, come nel caso dell’acqua. Questo insieme di unità microscopiche interagisce con il campo elettromagnetico, sia quello contenuto nell’eventuale fondo ambientale, sia quello connesso con le fluttuazioni quantistiche del vuoto. Il campo elettromagnetico interagisce con la materia non in modo continuo ma attraverso lo scambio di quantità discrete di energia dette fotoni.

Quanto è esteso spazialmente un fotone?

La risposta della teoria dei campi è che un fotone non può essere più piccolo della lunghezza d’onda dell’oscillazione cui corrisponde. Nel caso di un fotone di 12 elettronvolt la sua lunghezza d’onda è 1000 Angstrom. Pertanto un fotone è un oggetto esteso in una regione il cui volume è il cubo della lunghezza d’onda.

Notiamo perciò che l’agente fisico capace di indurre cambiamenti di configurazione interna in un oggetto avente la dimensione di qualche Angstrom è un oggetto fisico molto più grande al cui interno possono trovarsi molte altre molecole. Per esempio, nel caso dell’acqua, alla temperatura di 100 gradi centigradi e alla pressione di 1 atmosfera, un fotone di 12 elettronvolt coinvolge simultaneamente, all’interno della sua lunghezza d’onda, 20.000 molecole.

Esaminiamo ora l’interazione di questo fotone proveniente dal vuoto quantistico oppure dal fondo ambientale e le molecole presenti nello stato di gas. Un fotone comincia ad eccitare una molecola portandola dalla configurazione di bassa energia a quella di alta energia. La molecola resta eccitata per un breve periodo (dell’ordine di una piccolissima frazione di secondo) quindi decade nello stato originale riemettendo il fotone che a sua volta può avere due differenti destini. Può tornare nel mezzo (fondo ambientale o vuoto quantistico) da cui era venuto, oppure può eccitare una seconda molecola. La variabile critica che definisce il destino del fotone è la densità delle molecole. Detta P la probabilità che il fotone ecciti una molecola singola, se il numero N delle molecole contenuto nel volume occupato dal fotone è tale che il prodotto PN eccede 1, il fotone non sarà più capace di tornare da dove era venuto ma rimbalzerà continuamente da una molecola all’altra producendo quindi all’interno di quella regione un campo elettromagnetico che non si spegne più.

Il vuoto, ovvero il fondo ambientale, ha perduto stabilmente un fotone a vantaggio della materia ma esso continua a fluttuare elettromagneticamente, per cui produce continuamente nuovi fotoni che subiscono lo stesso destino del primo. In un tempo molto breve nella regione data si accumula un numero di fotoni sufficiente a fare oscillare simultaneamente tutte le molecole tra le due configurazioni; la regione è diventata un Dominio di Coerenza. Le molecole che precedentemente si muovevano in modo indipendente ora hanno acquisito una correlazione, un comportamento collettivo, che ne limita l’indipendenza individuale determinando perciò una diminuzione dell’entropia.

La diminuzione dell’entropia è perciò connessa all’insorgenza della coerenza elettrodinamica. La proprietà sopra discussa è una proprietà universale della materia che si applica a tutte le specie molecolari. In particolare l’insorgere della coerenza nell’oscillazione tra le configurazioni della nuvola elettronica delle molecole caratterizza lo stato liquido, mentre l’estensione della coerenza ai nuclei dà luogo all’apparizione dello stato solido.La respirazione dell'acqua come base della dinamica della vitaIn questo quadro l’acqua liquida gode di una proprietà peculiare, non condivisa dalle altre specie molecolari, che la rende adatta a dare origine al fenomeno della vita. Infatti, nel caso dell’acqua liquida, l’oscillazione coerente delle nuvole elettroniche delle molecole che dà luogo alla formazione dei Domini di Coerenza avviene tra una configurazione di bassa energia in cui tutti gli elettroni sono fortemente legati all’interno della molecola e uno stato eccitato di alta energia in cui per ogni molecola un elettrone è pressoché libero, nel senso che l’energia residua di legame è estremamente piccola. Perciò, mentre le molecole non coerenti di acqua non possono cedere elettroni, i Domini di Coerenza dell’acqua hanno una forte propensione a cedere elettroni, diventando quindi elementi chimicamente riducenti, oppure possono dar luogo a stati eccitati in quanto eventuali apporti di energia esterna al Dominio di Coerenza possono indurre la formazione di stati eccitati collettivi (vortici) di questo insieme di elettroni quasi liberi.

Il Dominio di Coerenza dell’acqua liquida a differenza dei Domini di Coerenza delle altre specie molecolari è suscettibile di dar luogo a un gran numero di stati eccitati. Nasce di conseguenza la possibilità di un ulteriore livello di coerenza generato dall’oscillazione collettiva di una pluralità di Domini di Coerenza dell’acqua tra due proprie configurazioni: una coerenza tra Domini di Coerenza, ovvero una Supercoerenza, che da un lato fa crescere la dimensione della regione correlata dal decimo di micron dei Domini di Coerenza elementari dell’acqua fino ai micron delle cellule, ai centimetri degli organi o ai metri degli organismi superiori.

Come avviene l’oscillazione collettiva di questi Domini di Coerenza?

Data la pluralità dei livelli eccitati del Dominio di Coerenza esso è in grado di prelevare dal rumore ambientale piccole quantità di energia trasformandole in vortici coerenti di elettroni quasi liberi. La durata di tali eccitazioni vorticose può essere molto lunga (giorni, settimane, mesi) poiché a causa della coerenza l’attrito interno è nullo, non vi sono collisioni e il Dominio non può dissipare energia in forma termica.

Data la lunga durata di queste eccitazioni è possibile sommarne un gran numero all’interno del dominio, come essere in grado di accumulare un capitale di 1 milione di euro in monetine da 1 centesimo. Ogni vortice è un moto di elettroni, cioè di particelle elettricamente cariche, che dà luogo alla apparizione di un momento magnetico, il quale a sua volta si allinea col campo magnetico ambientale, che in ultima analisi può anche essere il campo magnetico terrestre. I vortici perciò non possono elidersi l’un l’altro ma si sommano coerentemente, trasformando quindi energia ambientale di bassa qualità (alta entropia) in energia coerente di alta qualità (bassa entropia) capace di indurre, come preconizzato da Szent-Gyorgyi, l’eccitazione elettronica delle molecole circostanti il dominio di coerenza. Di fatto come spiegato altrove, quando l’energia accumulata nel dominio di coerenza raggiunge il livello corrispondente all’energia di attivazione chimica delle biomolecole presenti nel dominio di coerenza nell’acqua, si ha per risonanza elettromagnetica il trasferimento di energia.

Il Dominio di Coerenza si scarica, completando così la sua oscillazione, e un insieme di reazioni chimiche ben definito ha luogo, governato da una legge di risonanza elettromagnetica e non dal regime diffusivo fondato sui moti e urti casuali delle molecole tipico della chimica non biologica. In questo modo è possibile raggiungere simultaneamente due obiettivi:

1. si rende possibile l’oscillazione dei Domini di Coerenza dell’acqua, precondizione necessaria per l’insorgenze della Supercoerenza, che estende il raggio di correlazione su distanze di interesse biologico;

2. si genera una biochimica non governata dagli urti casuali tra molecole ma da un codice di mutuo riconoscimento e richiamo tra molecole fondato sulla interazione elettromagnetica a lunga distanza.

Le reazioni biochimiche diventano così selettive, cioè obbedienti a specifici codici organici, e veloci. Inoltre l’energia chimica liberata durante le reazioni chimiche, una volta assunta dal Dominio di Coerenza, ne modifica la frequenza caratteristica di oscillazione, determinando a sua volta la modifica del tipo di specie molecolari capaci di risuonare col dominio. Abbiamo perciò un regime coerente non stazionario ma che si evolve nel tempo generando a sua volta un quadro biochimico dipendente dal tempo.

In questo modo si ottiene un accordo qualitativo con le principali manifestazioni della dinamica del vivente che appaiono incomprensibili nel quadro concettuale di una chimica governata dal regime diffusivo e dagli urti casuali. La dinamica complessiva del vivente appare in ultima analisi emergere dal ritmo oscillatorio dell’acqua e dalle manifestazioni energetiche connesse che, come spiegato altrove7, possono essere viste come una sorta di respirazione dell’acqua.

È possibile verificare la fondatezza delle proprietà su esposte dell’acqua attraverso alcuni test empirici ed applicazioni pratiche (Tecnologia WHITE), che rappresentano la declinazione di un fondamentale principio biofisico di funzionamento proposto da A.Tedeschi8 e 9 per la realizzazione di acqua supercoerente che sta a monte delle particolari e specifiche rappresentazioni tecnologiche che ne conseguono. Questo avanzamento scientifico nella comprensione della natura fisica dell’acqua presente nei sistemi viventi consente non solo di evidenziare maggiormente il ruolo dell’acqua nella materia vivente ma anche di progettare i rimedi (omeopatici, omotossicologici, Fiori di Bach ecc.) in accordo sinergico con le caratteristiche del vivente e di permettere così nuove potenzialità di azione terapeutica. La dinamica energetica e informazionale dei sistemi viventi ruota infatti prevalentemente attorno al suo componente essenziale: l’acqua, esattamente come nella stragrande maggioranza dei rimedi. L’acqua è infatti l’essenza della materia vivente (circa il 99% del numero delle molecole e il 60-70% del peso).

L’acqua biologica dei sistemi viventi ha la caratteristica di essere supercoerente, ovvero di avere una organizzazione estesa della stessa, un ritmo collettivo di oscillazione tra i Domini di Coerenza (Coerenza tra Domini di Coerenza). In condizioni di normalità e di salute l’acqua del sistema vivente si trova nella condizione di supercoerenza, facilitata dalla presenza di continue superfici biologiche interfacciali che ne inducono l’organizzazione, mentre la semplice acqua (“bulk water”, come quella contenuta in un rimedio o in un bicchiere d’acqua) non presenta normalmente questa caratteristica fondamentale.

La possibilità invece di realizzare acqua supercoerente anche nella forma di semplice acqua (bulk water) consente la progettazione di rimedi che possono regolare (in accordo con la specificità delle specie molecolari disciolte o diluite in acqua) le caratteristiche di supercoerenza naturalmente presenti in un corpo sano. In particolare si interviene su vari fattori:

1. regolazione dell’accesso al fondo elettromagnetico (Vuoto), ovvero della capacità di essere costantemente “nutriti” di energia di alta qualità (neghentropica) convogliata dall’ambiente a favore dell’ attività biologica vitale. (NdA: c’è un forte parallelismo di fatto tra la spiegazione fisica qui proposta e il concetto di Jing e Chi (o Qi), il capitale di energia vitale descritto dalla Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Se per l’MTC il Jing e Chi iniziale dato alla nascita si estingue nella vita più o meno velocemente secondo gli eventi storici della persona (malattie, abitudini di vita, qualità ambientale, alimentazione ecc..) , nella visione fisica qui proposta il Chi diventa l’accesso continuo all’energia di fondo ambientale (fluttuazioni quantistiche del Vuoto) che permea ogni spazio ed è inestinguibile per definizione. Il decadimento nel tempo della capacità di rimanere coerenti e soprattutto di aggiornare la propria dinamica coerente alle inevitabili variazioni ambientali (plasticità di adattamento) determinano la conseguente perdita, più o meno importante, dell’accesso all’energia vitale prelevata dall’ambiente. È evidente quindi la funzione centrale della coerenza biologica nel mantenimento della vitalità!

2. regolazione ed estensione dei livelli di coerenza biologica che si manifestano nella capacità di dialogare e risuonare con l’ambiente circostante a più livelli.

Ogni organismo vivente non può essere considerato un corpo isolato ma un elemento biologico che dinamicamente dialoga con il proprio ambiente costituito non solo da altri organismi viventi ma anche da materia inanimata. In generale si può quindi affermare che il corpo dialoga naturalmente con l’interezza dell’esistenza (la vita è un sistema aperto!).

La coerenza e i fenomeni dissipativi che la fondano determinano infatti le caratteristiche del continuo scambio tra corpo e ambiente (G.Vitiello)10, propriamente regolato dalla struttura supercoerente dell’acqua biologica. Quanto è allora più ampia la dinamica delle coerenze nel corpo, tanto maggiore e più efficiente risulterà il dialogo, la risonanza e l’integrazione con l’ambiente; di conseguenza si avranno minori aspetti conflittuali, stress e problemi di adattamento disfunzionale e una aumentata capacità di risoluzione dei conflitti biologichi e psichici di varia natura. In questa ottica, la pratica delle metodiche terapeutiche naturali assume nuovi e interessanti orizzonti da esplorare.

Bibliografia
1Schroedinger, E. (1944). What is life? Cambridge: Cambridge University Press;
2Szent-Gyorgyi A. Bioenergetics. Academic Press Inc. New York, 1957;
3Nicolis G, Prigogine I (1977). Self-organization in non-equilibrium systems. Wiley & Sons, New York;
4G.Preparata, QED Coherence in Matter, World Scientific , London, New Jersey , Singapore, 1995;

5Del Giudice E, Vitiello G (2006). Role of the electromagnetic field in the formation of domains in the process of symmetry-breaking phase transition. Phys Rev A. 74: 1-9;
6Del Giudice E, Tedeschi A (2009). Water and the autocatalysis in living matter, Electromagnetic Biology and Medicine, 28, 46;
7Voeikov, VL, Del Giudice, E ,Water Respiration – the Basis of the Living State , Water Journal , (waterjournal.org), 1-2009;
8E.Del Giudice, A.Tedeschi, La vita come forma di organizzazione dell’acqua, La Medicina Biologica, ott-nov 2008;
9A.Tedeschi, Is the living dynamics able to change the properties of water? , “The International Journal of Design, Nature and Ecodynamics” ,WIT, special issue “The Nature of Water” referred to “Structures of liquid water: physical-chemical and biological aspects”, Brainstorming in Ischia (NA) , 2010;
10G.Vitiello, Essere nel mondo: io e il mio doppio, Atque, 2008.

Articolo scritto il 5 aprile 2010 da Prof. Emilio Del Giudice – Coautore dell’articolo: Alberto Tedeschi.

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L’impiego degli ultrasuoni consente l’estrazione totale di tutti i principi attivi del vegetale (siano essi principi idrosolubili, liposolubili, oli essenziali, sali minerali, aminoacidi, oligoelementi o vitamine) senza l’impiego di calore o solventi organici, così da preservare l’integrità del fitocomplesso che viene interamente ceduto all’acqua.

L’estrazione a ultrasuoni consente di ottenere prodotti completi di tutte le proprietà fisiologiche ed organolettiche dei vegetali impiegati oltre che di tutti i loro principi attivi sia primari che secondari. Quando si attivano i generatori di ultrasuoni è possibile regolarne la frequenza ed il tempo di estrazione in base alla tipologia e alle caratteristiche del vegetale. In questo modo è possibile estrarre quanto necessario dai vegetali. Ad esempio è possibile estrarre dal frutto del sorbo una quantità sufficiente di acido sorbico da utilizzare come conservante naturale per il prodotto finito, senza bisogno di aggiungere altri conservanti in momenti successivi.

Gli ultrasuoni sono onde sonore di frequenza superiore a quella più alta mediamente udibile dall’orecchio umano (circa 20 KHz) che permettono la lisi rapida e completa delle pareti cellulari. L’estrazione si realizza grazie alla creazione di forze di stiramento che operano la disgregazione e la rottura meccanica delle pareti cellulari favorendo la fuoriuscita del materiale dal citoplasma/succo vacuolare. La riduzione delle particelle operata dalla cavitazione ultrasonica aumenta in modo significativo la superficie di contatto solido/liquido. L’azione meccanica svolta dagli ultrasuoni aumenta la diffusione del solvente nei tessuti ed opera la rottura delle pareti cellulari per forza di cavitazione e stiramento.

Una volta terminato il processo di estrazione, i vegetali esauriti vengono torchiati ed eliminati mediante centrifugazione e filtrazione ottenendo la soluzione estrattiva.Estrazione dei principi attivi erboristici con tecnologia a ultrasuoni e uso di acqua vitalizzataI vantaggi ottenuti con l’estrazione ad ultrasuoni si possono riassumere in due punti:

  • estrazione totale a temperatura ambiente, non superiore ai 35°C così si evita la denaturazione dei principi attivi contenuti che in tal modo restano intatti.
  • abbattimento della carica batterica, grazie alla naturale azione di disgregazione della cellula batterica operata dagli ultrasuoni.

Il solvente più naturale: l’acqua vitalizzata – l’energia dell’acqua di sorgente –

Per l’erogazione e la distribuzione, l’acqua, dalla sorgente deve essere canalizzata subendo danni provocati da fenomeni quali la pressione delle tubazioni e l’immissione di sostanze chimiche e metalli pesanti. Con il procedimento di vitalizzazione secondo Johann Grander applicato all’acqua se ne può compensare la perdita di energia e di informazioni e riportarne la memoria d’origine cioè di acqua di sorgente.

I vantaggi dei prodotti a base di acqua vitalizzata:
– migliore conservabilità;
– maggiore stabilità anche in seguito a modificazione microbiologica;
– maggiore potere autopurificante;
– migliore potere solvente;
– migliori caratteristiche organolettiche (freschezza, sapore, odore).

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Quando Informazione ed Energia incontrano l‘Acqua, si origina la Vita.

L’acqua è al centro della vita ed è ‘elemento costitutivo di tutti gli organismi viventi. L’uomo è composto mediamente per il 70% di acqua. Il nostro pianeta è anch’esso ricoperto per il 72% di acqua.

Nel nostro corpo l’acqua ha molte funzioni. E’ il mezzo di comunicazione tra i tessuti cellulari, il cosiddetto liquido interstiziale. Quando l’acqua in questo liquido è inquinata da sostanze tossiche (cibi non naturali, abuso di medicine, infiammazioni, ecc.), gelifica ed impedisce la comunicazione tra cellule, organi ed apparati, dando origine a tossilinfemia e poi nel tempo a malattie più gravi di tipo degenerativo o infiammatorio.

L’acqua è il mezzo regolatore di tutte e funzioni dell’organismo (per esempio la nostra temperatura è costante indipendentemente dall’ambiente esterno, grazie alla sudorazione, cioè al rilascio di acqua e sali). depura dalle scorie, trasporta i nutrienti, mantiene la pressione (osmotica).

E’ infine il veicolo del pensiero e della consapevolezza, quando si è disidratati il nostro cervello è il primo organo a risentirne.

L’acqua veicola tutte le informazioni fisiche ed intellettive. E’ il Solvente più potente sia nella chimica che nella biochimica del nostro Corpo.

In 24 ore nel nostro organismo circolano all’incirca:
• 1400 litri di Sangue nel Cuore
• 2000 litri di liquidi nei Reni
• 1,5 litri di Liquidi persi al giorno

Si dovrebbe bere più di 2 litri di acqua “pura” al giorno per reintegrare i liquidi persi. Meno acqua è disponibile per il corpo, più le cellule invecchiano e muoiono.Acqua sorgente di vitaMa che acqua si dovrebbe bere?
In realtà non c’è una sola acqua, ma migliaia di acque diverse tutte costituite dalla medesima molecola di base (in formula H20) con differenti caratteristiche chimico-fisiche e differente presenza di elementi in esse disciolti. Esempi ne sono le acque di sorgente, di mare, le acque inquinate, le acque strutturate delle nostre cellule, quelle di acquedotto, quelle in bottiglia, l’acqua presente nei cibi, quella nelle bibite industriali, ecc.

Le bibite e l’acqua gassata sono soluzioni concentrate e perdono le capacità di solvenza e di trasporto, inoltre le informazioni che portano all’organismo, la maggior parte delle volte sono disarmoniche, come è stato dimostrato dalla ricerca Pantheum. L’Acqua pura è Forza Vitale e porta Energia ed Informazioni che sono trasferite al Corpo.

Quando beviamo acqua che non ha caratteristiche bioenergetiche coerenti , non assimiliamo i Sali in essa disciolti e le informazioni portate dalle molecole d’acqua non sono in armonia con il nostro sistema energetico. Il nostro corpo si adopera, allora, per eliminarne i soluti, che risultano solo una zavorra non assimilabile. Sprechiamo il liquido coerente delle nostre cellule per ristrutturarla in modo da idratare i tessuti che lo necessitano, creando paradossalmente una disidratazione.

La nostra Energia è in grado di neutralizzare le Frequenze Nocive per un po’ di tempo, ma se siamo costantemente sottoposti ad esse e ad altri fattori inquinanti, nell’aria, nel cibo, ecc. il nostro sistema immunitario si indebolisce ed il liquido interstiziale accumula tossine e sali inorganici difficili da eliminare.

A volte la cattiva qualità dell’acqua potabile porta a bere acqua minerale imbottigliata. Ma l’alto residuo fisso di alcune acque minerali è difficilmente assimilabile dal nostro organismo.

Infatti solo i minerali legati organicamente ai cibi sono assimilabili. I minerali presenti nelle acque a bassa energia non lo sono, inoltre sottopongono il corpo ad uno sforzo metabolico per essere chelati e smaltiti.

Per l’eliminazione del Calcio (Ca), ad esempio, sono impiegate dall’organismo macromolecole lipidiche che si accumulano in alcune zone sottocutanee, che vengono poi a loro volta idratate per evitare concentrazioni saline eccessive (il soggetto ingrassa e presenta ritenzione idrica con la contemporanea comparsa di ampie zone di cellulite); oppure vanno a formare depositi cristallizzati sulle giunture affaticando le articolazioni per la perdita di fluidità con conseguenti dolori e blocchi.

Perché l’acqua possa trasportare energia, occorre dunque che mantenga la struttura cristallina. Ma se non si può muovere in modo naturale o sta ferma, la carica si esaurisce, le molecole si depolarizzano, le catene, e quindi i cristalli, si disfano: così l’acqua sotto pressione negli acquedotti, nei tubi (flusso laminare) o ferma a lungo ed esposta a calore, in bottiglia o comunque stagnante, “muore”.

Se noi beviamo acqua morta riceviamo un danno, perché si abbassa il livello di energia dell’acqua organica che E’ IL NOSTRO CORPO per oltre il 70%.

Si può ridare energia a un’acqua che l’abbia persa?

Si, si può. Dinamizzandola a lungo o mettendola in contatto con fonti di energia che la possano ricaricare. Ma il massimo è poterle dare anche informazioni che abbiano effetti benefici (o addirittura terapeutici) sull’organismo.

Questa è l’opera svolta dagli energizzatori/rivitalizzatori dell’acqua.
(fonte: O.Costa, D.Tessarotto, C.K.Cortella: l’Acqua specchio della vita, Editoriale Delfino, Milano, 2006, cap.2^)

Bibliografia

  1. Benveniste, J. Memory of Water. Nature, 1988.
  2. Del Giudice, E., Preparata, G., Vitiello, G. Water as a Free Electric Dipole Laser. Physical Review Letters, 1988.
  3. Pollack, G. The Fourth Phase of Water: Beyond Solid, Liquid, and Vapor. Ebner & Sons, 2013.
  4. Chaplin, M. Water Structure and Science. London South Bank University, https://water.lsbu.ac.uk
  5. Ducatillon, J. The Diamond Water. Testi e dispense diffuse dal movimento spirituale legato all’Acqua Diamante.
  6. Masaru, E. The Hidden Messages in Water. Beyond Words Publishing, 2004.
  7. Scienza e Conoscenza. Articoli e interviste a Emilio Del Giudice, www.scienzaeconoscenza.it
  8. Edenwell. La teoria dei domini coerenti. edenwell.ch
  9. Erboristeria Arcobaleno. Dispensa informativa su Acqua Diamante. erboristeriarcobaleno.com
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