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La lattanza, o latte di pesce, generalmente è di aringa o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua). La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B.

 

La lattanza, o latte di pesce, è costituita da sperma di pesce maschio, che si presenta sotto forma di una sostanza colloidale molle e bianca, che assomiglia a del latte cagliato. Generalmente la lattanza è di aringa o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua).

La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B. Ma specialmente la lattanza ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici, in rapporto alla massa, ne contiene dal 7 al 10%.

Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nei processi di ossificazione, ma specialmente è fondamentale per le funzioni nervose, migliora l’attenzione, la concentrazione e in modo particolare la memoria.

In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA, oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale e, più in generale, rigenera i tessuti che vanno incontro a degenerazione, rimuove le cellule morte e indirettamente agisce sulla pelle e sulla distensione delle rughe, infine fornisce una specifica rivitalizzazione delle principali funzioni nervose e psichiche.

Può essere utile una integrazione di lattanza di pesce:
– Per sostenere l’equilibrio delle funzioni nervose, la concentrazione, l’attenzione, e specialmente la memoria.
– Per risolvere i disturbi del sonno.
– Per migliorare le funzioni nervose in generale, o per sostenerle in periodi di stress o fatiche specifiche.
– Per la preparazione e il sostegno in caso di esami scolastici.
– Per recuperare stati di degenerazione nervosa, problemi di senescenza, problemi di memoria, confusione mentale, sclerosi, demenza senile, morbo di Alzheimer.
– Per fare fronte ai processi di invecchiamento nervoso.
– Per favorire la buona costituzione ossea.
– Per consentire una rigenerazione cellulare generale.
– Per intervenire in situazione di ridotta fecondità o in casi di sterilità maschile e femminile.

Bibliografia
Gentile, H., L’integrazione alimentare rivitalizzante, 2011.
Hoareau, D., Nutrithérapie marine, Parigi, 2009.
Secondé, J.-C., Les aliments de la mer: Se soigner, rajeunir, mieux vivre, Parigi, 2006.

 
Per maggiori informazioni visita anche la pagina MEMORIA o QUI

Con il termine infertilità andiamo a definire la scarsa efficacia nel concepimento, sia da parte della donna che infertilità dell’uomo.
Tale condizione andrebbe distinta da quella di sterilità, che definisce invece l’impossibilità assoluta, quindi condizione irreversibile, ad avere una gravidanza; anche se, nell’uso comune, i due termini vanno spesso a sovrapporsi.

Si parla di infertilità, o sub-fertilità, quando la coppia non riesce ad ottenere un concepimento dopo 12 mesi di rapporti regolari e senza l’utilizzo di metodi anticoncezionali. Alcuni studi addirittura posticipano il limite fino a 24 mesi. Esistono varie cause determinanti una condizione di infertilità e spesso possono coesistere fra loro.

Infertilità femminile: le principali cause
Si calcola che l’infertilità possa interessare il 15% circa delle donne e l’avanzare dell’età è strettamente connessa alla diminuzione della loro capacità riproduttiva (a 30 anni infatti la possibilità di concepire è intorno al 30-40%. Tale percentuale si riduce circa al 10% al raggiungimento dei 40 anni).

Esistono numerose cause di infertilità femminile:

  • Riduzione o chiusura delle tube di Falloppio, aderenze pelviche (in seguito a patologie infiammatorie o a precedenti interventi chirurgici).
  • Endometriosi: malattia frequente nell’età fertile, in cui cellule dell’endometrio, mucosa che riveste l’utero (normalmente presenti solo all’interno della cavità uterina), migrano e colonizzano
  • altri organi (più comunemente l’ovaio).
  • Scompensi ormonali: irregolarità o mancanza di ovulazione, iperprolattinemia, sindrome dell’ovaio micropolicistico.
  • La presenza, nella cervice uterina, di un muco ostile al passaggio degli spermatozoi, dovuto ad una carenza di estrogeni.
  • La presenza di malformazioni congenite dell’utero.
  • Cause aspecifiche. Questa situazione va sotto il nome di infertilità idiopatica e si osserva quando a livello diagnostico non è stato possibile trovare una causa specifica.

Principali cause dell’infertilità maschile:

L’infertilità maschile interessa il 7% degli uomini e corrisponde ad una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, per una insufficiente produzione di spermatozoi oppure per la natura qualitativamente alterata degli spermatozoi (per la loro ridotta motilità, l’alterata morfologia o il DNA danneggiato) che ostacolano il concepimento. Si parla di infertilità primaria quando l’uomo non ha mai indotto una gravidanza, di infertilità secondaria quando l’uomo ha già indotto una gravidanza precedentemente.

Accorgimenti per migliorare la fertilità:
Nutrirsi in maniera adeguata è fondamentale, la riproduzione infatti è un processo estremamente dispendioso e laborioso. L‘organismo umano non sostiene efficacemente i processi di fecondazione e gravidanza in uno stato generale di malnutrizione. A questo scopo non deve mancare alcun nutriente e sono particolarmente importanti: certe vitamine, acidi grassi e amminoacidi essenziali.Il tema delicato dell’infertilità, maschile e femminileVediamo nello specifico cosa si può rivelare prezioso in questo ambito:

1) AMINOACIDI.

Gli aminoacidi, unità fondamentali delle proteine, sono indispensabili elementi costituenti di ogni nostro tessuto, sono fonte energetica e permettono un’ottima comunicazione tra le cellule. Andando più nello specifico, a favorire la aminoacidifertilità, ha un ruolo non secondario la CARNITINA, aminoacido con un importante ruolo nella produzione di energia e nella stimolazione del metabolismo dei grassi; la GLUTAMMINA, elemento che interviene nel recupero delle cellule muscolari in seguito a intensi sforzi, ed ha un’attività stimolante a livello cerebrale. Per favorire l’apporto di aminoacidi, da un punto di vista alimentare è consigliato il consumo di proteine animali come carne rossa e uova (di buona qualità).

2) VITAMINA D.

Tale fattore deve essere mantenuto sempre a livelli sufficienti e quindi ottimali, in quanto interviene non solo nel regolare il metabolismo corporeo di calcio, ma come regolatore genico (regola l’espressione genica) e come regolatore di diversi ormoni.

3) MAGNESIO.

Questo nutriente è cofattore fondamentale per agevolare l’assimilazione della vitamina D, è un rilassatore muscolare e concilia anche la diminuzione dello stress mentale.

4) ATTIVITÀ FISICA.

Svolgere un’attività sportiva con regolarità, non solo è importante come valvola di sfogo per migliorare la condizione mentale e quindi la predisposizione ad un buon rapporto di coppia (soprattutto quando l’infertilità è dovuta non a fattori fisici o meccanici ma più a fattori psicologici e di stress), ma si rivela preziosa per agevolare la circolazione del sangue in tutti i distretti corporei e migliorare l’ossigenazione dei tessuti.

5) ELIMINARE GLI ZUCCHERI.

Gli zuccheri raffinati e tutti quegli alimenti che ne sono ricchi, possono essere, in maniera indiretta, un forte ostacolo alla fertilità. Tra le cause di infertilità viste in precedenza, ce ne sono alcune particolarmente correlate al metabolismo degli zuccheri: l’ovaio policistico nelle donne ne è un esempio. Esiste infatti una forte correlazione tra lo sviluppo di tale disturbo e una condizione di insulino-resistenza o di diabete. Inoltre anche condizioni di obesità o di gravi sindromi metaboliche negli uomini possono rivelarsi un impedimento alla fecondazione. E’ quindi importante limitare il consumo di cibi elaborati industrialmente, ricchi di zuccheri e aumentare il consumo di grassi di buona qualità: frutta secca, avocado, olio extravergine d’oliva ad esempio, poiché permettono di gestire meglio la glicemia.

E’ quindi importante sostenere uno stile di vita sano, caratterizzato da una corretta e ben bilanciata alimentazione, che possa assicurare dei buoni livelli nutrizionali; svolgere una costante attività fisica per promuovere ogni reazione fisiologica del nostro corpo e, laddove necessario, colmare le carenze specifiche che ci caratterizzano per agevolare al meglio la fertilità.

Affrontare l’infertilità richiede un approccio personalizzato che integri soluzioni mirate. Dopo le modifiche allo stile di vita, gli integratori alimentari possono svolgere un ruolo significativo nel migliorare la qualità ovocitaria e ottimizzare le condizioni per il concepimento. Trovi diverse proposte alla pagina specifica dedicata.

Dott.ssa Carolina Capriolo Biologa Nutrizionista

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TRIBULUS TERRESTRIS

Stimolante della fertilità femminile e maschile. Il Tribulus Terrestris è noto come sviluppatore muscolare. Riattivante, tonico vitalizzante, energizzante.

La proprietà più importante del tribulus terrestris è legata alla sua azione stimolante sulla produzione di ormoni androgeni. Tali ormoni, tipici dell’uomo ma importantissimi anche per l’organismo femminile, regolano la libido, i caratteri sessuali e lo sviluppo muscolare.

In virtù di tali caratteristiche il tribulus terrestris è impiegato da secoli in diversi Paesi come pianta afrodisiaca in grado di aumentare la fertilità maschile e femminile sopperendo ad eventuali carenze ormonali.

E’ un ottimo aiuto per l’uomo nell’infertilità, nell’impotenza, nell’ipogonadismo, agli sportivi per l’attività anabolizzante e tonico-stimolante ( sembra che nel lungo termine abbassi i livelli di colesterolo nel sangue) Essenzialmente il Tribulus stimola la produzione di Testosterone e LH senza provocare una abnorme produzione di questi ormoni  ( nell’uomo il livello di testosterone varia da 3 a 10)  E’ una pianta interessante per chi vuole aumentare la massa muscolare, la forza, la resistenza, la potenza fisica. Intorno alla metà degli anni 90 tali proprietà furono sostenute e valorizzate da un gruppo di atleti olimpici dell’est europeo (soprattutto di origine bulgara e russa). Proprio da questi Paesi provengono i più importanti studi che mettono in risalto le proprietà ormonostimolanti di questa pianta.

Tali effetti vanno attribuiti ad un gruppo di sostanze organiche con attività ormonosimile chiamate saponine.

I semi del tribulus terrestris sono  ricchi di protodioscina, una saponina steroidea che agirebbe aumentando la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA), deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido nell’animale da esperimento e nell’uomo (Gauthaman K. et al. 2002, 2003). Numerosi altri studi indipendenti, spesso finanziati dalle stesse aziende produttrici di supplementi a base di tribulus terrestris, ribadiscono e sottolineano tali proprietà.

La conferma dell’ipotesi secondo cui gli estratti di questa pianta sarebbero utili nel trattamento delle disfunzioni erettili arriverebbe invece da un altro studio. Durante questa ricerca un gruppo di topi a cui fu somministrato tribulus terrestris si dimostrò più attivo sessualmente e presentò una pressione intracavernosa più alta rispetto ai topi non trattati (la pressione intracavernosa viene registrata all’interno dei corpi cavernosi del pene, strutture paragonabili a spugne che, riempiendosi di sangue, permettono l’erezione).

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Huanarpo macho

Huanarpo macho è un albero cespuglioso di media grandezza tipico del Perù e, in particolare, si trova in abbondanza nella valle del fiume Marañon e nel distretto di Puno. Huanarpo macho è una pianta che rispecchia la “Dottrina del segno”, ovvero la teoria per cui dal colore dei fiori o delle radici, dalla forma delle foglie, dal luogo di crescita, o da altri “segni” è possibile determinare ciò per cui la pianta può essere usata.

 

E infatti i fusti dei rami giovani di huanarpo macho hanno una forma simile all’anatomia maschile e per secoli sono stati usati dalla medicina popolare per supportare, aiutare e potenziare la funzione sessuale maschile.

Huanarpo macho contiene sapogenine, steroidi, flavonoidi, olii essenziali e alcaloidi, oltre che una grande quantità di proantocianidina. Le proantocianidine sono dei composti, naturalmente presenti in diverse piante, con azioni antinfiammatorie e antiartritiche. E’ stato riportato che questi flavonoidi sono in grado di prevenire l’invecchiamento cutaneo e i disturbi cardiaci, decontaminare l’ossigeno dei radicali liberi e inibire la perossidazione indotta dalle radiazioni UV.

Numerose ricerche hanno documentato il possibile ruolo della proantocianidina nella stimolazione sessuale e, nello specifico, nella correzione delle disfunzioni erettili e della sterilità. E l’elevata quantità di questo elemento in huanarpo macho concorderebbe con l’uso tradizionale di questa pianta come afrodisiaco, come è stato anche sottolineato da ricercatori italiani che avevano condotto studi sulla presenza di questo elemento in huanarpo macho. Tuttavia, una ricerca peruviana attribuisce queste stesse proprietà agli alcaloidi della pianta.

Una delle principali proantocianidine, la proantocianidina B-3, è presente in grande quantità nei fusti dei rami giovani.

Secondo alcune ricerche, questo elemento chimico sarebbe capace di interagire e regolare la bradichinina (un ormone presente nel corpo umano). Studi hanno dimostrato che il corpus carvernosum si rilassa in presenza di questo ormone e il deterioramento dell’endotelio del muscolo molle cavernoso accade in presenza di disturbi vascolari, come il diabete, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, causando la disfunzione erettile. Regolando la bradichinina, come fa la proantocianidina B-3, si otterrebbe dunque un possibile trattamento delle disfunzioni erettili e/o si raggiungerebbe e manterrebbe l’erezione per periodi di tempo più lunghi.

Con una tale quantità di proantocianidine antiossidanti, non sorprende che un estratto puro di radice e corteccia di huanarpo macho abbia manifestato proprietà antiossidanti. In uno studio condotto su delle cavie nel 2003, i ricercatori hanno miscelato 5 grammi di polvere di huanarpo macho in 100 ml di acqua, dandoli alle cavie come bevanda. Dopo 30 giorni, un gruppo di cavie che avevano bevuto huanarpo macho avevano accresciuto i loro livelli di testosterone, ma non quelli di progesterone ed estrogeni. I ricercatori hanno attribuito questo effetto ormonale alle sapogenine presenti nella pianta.

Nei sistemi erboristici in Perù, questa pianta è considerata un afrodisiaco, un antiasmatico, un antidiabetico, un antitussivo, un antiulceroso ed un nervino.

E’ inoltre usata per ripristinare la potenza sessuale maschile, per l’eiaculazione precoce, le disfunzioni erettili, e come tonico sessuale maschile e afrodisiaco. Recentemente, huanarpo macho è stato chiamato “Viagra peruviano” in alcuni programmi di vendita ed è un afrodisiaco famoso in Perù tanto quanto lo è la muira puama in Brasile.

Accanto a questo uso, i rami e la corteccia vengono anche usati nella medicina erboristica peruviana per asma, bronchite, tosse e diabete. Alcuni erboristi e curatori ritengono che huanarpo macho possa bloccare gli alfa-adrenorecettori che riducono l’effetto di ormoni che solitamente causano la vasocostrizione dei vasi sanguigni del pene, e che possa aumentare la produzione di noradrenalina che è essenziale nel mantenere la funzione erettile.

 

Lo stato sudamericano del Perù è la casa di numerose piante dagli effetti benefici, inclusa la radice di maca, una leggendaria radice stimolante della libido tramandata dagli Inca.

La radice di maca peruviana è anche soprannominata “Ginseng peruviano”, anche se non ha alcuna relazione con il ginseng asiatico. Tuttavia come il ginseng, la maca è spesso usata nella forma di estratto per aumentare la forza, l’energia, la stamina, la libido e la funzione sessuale.

Che cos’è la maca?
Maca (Lepidium meyenii) è una pianta annuale coltivata nelle highlands centrali del Perù ed era molto famosa nella cultura Inca.
Le leggende narrano che i guerrieri Inca mangiassero la pianta prima di entrare in battaglia perché li faceva diventare più forti. Tuttavia, una volta conquistata una città, ai guerrieri era proibito mangiare la maca, allo scopo di proteggere le donne conquistate dai loro potenti impulsi sessuali.

Oggigiorno la popolarità di maca sta aumentando man mano che le proprietà della pianta ritornano alla luce.

Che cosa contiene?
Un’analisi iniziale di maca indica il suo contenuto di glucosinolati, dei composti che hanno un effetto positivo sulla fertilità.
La radice contiene in quantità significative anche proteine (11%), calcio (10%), magnesio e potassio. Altri minerali che sono stati identificati fra i componenti sono iodio, manganese, zinco, rame e sodio. Vitamine (B2, B6, C, niacina) e amminoacidi sono anche fra i componenti della radice

Gli usi peruviani
In Perù maca è considerata un alimento. La radice di maca viene utilizzata come ingrediente per biscotti, torte, budini, patatine e frullati. Nei mercati si trovano spesso delle bancarelle dove si vendono frullati di maca. Il tipico frullato contenente maca include radice di maca macerata, papaya, latte condensato, un uovo, miele e vaniglia.Maca, energia naturale....bisexChe cosa dicono i medici su maca
I consumatori non sono i soli a utilizzare maca. La radice e i suoi estratti è infatti utilizzata da molti medici in Perù e non solo. Il dott. Hugo Malaspina, un cardiologo di Lima esperto anche in medicina alternativa, fa utilizzo di maca da diversi anni, principalmente a supporto della funzione ormonale durante l’invecchiamento.

Un altro pioniere nelle applicazioni terapeutiche di Maca è il dott. Jorge Aguila Calderon. Come il dott. Malaspina, il dott. Calderon prescrive maca per una serie di disturbi ormonali, quali osteoporosi, impotenza, sterilità maschile e femminile. La usa anche nel trattamento di rachitismo, anemia, sintomi della menopausa come vampate e sudori notturni, andropausa e disfunzioni erettili negli uomini, invecchiamento precoce e stati di debolezza generale come nella sindrome da stanchezza cronica.

Negli Stati Uniti, il dott. Gabriel Cousens, dove è possibile prescrive maca al posto della terapia ormonale sostitutiva (TOS) per alleviare i sintomi della menopausa come vampate e depressione, oltre che per aumentare l’energia delle donne in menopausa.

In Italia, il prof. Giovanni Menaldo, direttore dell’Istituto di Medicina della Riproduzione e Psicosomatica San Carlo di Torino, impiega maca assieme ad altre tre piante dell’Amazzonia (ovvero jergon sacha, huanarpo macho e camu-camu) per aiutare le coppie con problemi della fertilità. Secondo il prof. Menaldo, maca aiuta sia gli uomini che le donne che soffrono di sterilità. Negli uomini, gli estratti di maca aiuterebbero ad potenziare la forza degli spermatozoi, mentre nelle donne la pianta stimolerebbe la produzione di ovociti maturi.

Quanta maca dovrei assumere?
In Perù, maca è considerata un alimento e non è usata in piccole quantità. Purtroppo sono molte le persone che credono che le erbe siano dei farmaci e ritengono che già piccole quantità possano avere effetto. Nella maggior parte dei casi ciò è falso. Di regola, i consumatori assumono troppo poco di gran parte delle erbe per avere i benefici che quelle erbe possono apportare. É molto rara l’erba che funziona in piccole dosi.

Per un utilizzo pari a quello peruviano, andrebbero assunte come minimo 6-10 capsule da 500 mg di maca in polvere al giorno, pari a 3000-5000mg di maca.

Fonte: www.naturmedica.com

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Il problema della disfunzione erettile è un problema quanto mai attuale, in Italia ne soffre un uomo su tre. Le cause maggiori che alimentano e/o provocano questo disturbo sono la cattiva alimentazione e lo stress.

VIGOR è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti NEI TRATTAMENTI PER LA DIFFICOLTÀ DI EREZIONE O DI IMPOTENZA MASCHILE.

È noto alla scienza medica che nella terapia con agopuntura e con auricoloterapia, la stimolazione di determinati punti dell’orecchio induce la stimolazione di neurotrasmettitori capaci di determinare IMPORTANTI EFFETTI TERAPEUTICI.

Il sistema VIGOR si avvale di due biomagneti in materiale naturale i quali – posizionati come descritto più avanti – con la loro pressione programmata determinano una efficace stimolazione dei punti auricolari che agevolano la facilità e l’intensità dell’erezione.

La stimolazione continua nel tempo della terapia VIGOR è CAPACE DI MODIFICARE IN MANIERA SIGNIFICATIVA LA CAPACITÀ E LA VELOCITÀ DELL’EREZIONE NEL MASCHIO E DI RITARDARE L’EIACULAZIONE PRECOCE REGOLANDO I MECCANISMI PSICO FISICI DELLA LIBIDO CHE SI ATTIVANO PRIMA E DURANTE L’ATTO SESSUALE

a) facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
b) allunga la durata dell’erezione
c) controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

I magneti sono ricoperti in oro, metallo nobile e prezioso da sempre noto per le sue capacità conduttive e perchè non provoca nessun tipo di allergia (esclusi i soggetti allergici all’oro).

VIGOR e CORDYCEPS: soluzione vincenteCORDYCEPS SINENSIS È DEFINITO ANCHE IL FUNGO DELLA VIRILITÀ ed è un impareggiabile afrodiasiaco. Un fungo che cresce nelle praterie alpine dell’altopiano tibetano dai 3.000 ai 6000 metri (Cina, Nepal, Bhutan e India) e dura circa 6 settimane. Questo fungo è un parassita delle larve di piccole falene bianche che poi in estate diventa tipo l’erba, infatti secondo la leggenda le pecore che brucavano quest’erba erano più forti e sane. Oltre a migliorare la vita sessuale, Cordyceps ha tante altre azioni benefiche ad esempio migliora efficienza del sistema immunitario, aiuta a combattere il freddo, fa dimagrire, tiene lontana la depressione, ha un’azione energizzante e combatte l’invecchiamento.

In Oriente è abbastanza frequente che l’uomo lo assuma in occasione di incontri galanti. Naturalmente, l’effetto si manifesta con l’assunzione continuata, per un mese e oltre. Più l’assunzione è prolungata, più il risultato è prorompente, dato che il Cordyceps aumenta il testosterone nell’uomo.

Oltre a rafforzare l’apparato genitale, il Cordyceps fornisce benefici anche a livello circolatorio perché contiene l’Adenosina, un nucleoside dall’effetto vasodilatatore che aumenta l’afflusso del sangue nei corpi cavernosi. Il Cordycerps contiene anche numerose sostanze ansiolitiche e antidepressive. In particolare, stimola i circuiti mentali superiori che fanno capo “all’area limbica” del cervello, che potremmo definire – senza addentarci troppo in tecnicismi – la stazione centrale di arrivo e di partenza da dove transitano le emozioni.

Il Cordyceps sinensis è un vero elisir. Innanzitutto consiglio l’acquisto in erboristeria, il prodotto è sottoposto a controlli scrupolosi e risponde a rigorosi protocolli sia di coltivazione biologica che di produzione europea e italiana certificate.

La cosa interessante è che le capsule di Cordyceps sinensis rispetto alla pillola blu (il viagra) hanno un’azione diversa, in entrambi i casi lo scopo è migliorare la vita sessuale, però mentre il viagra ha un effetto legato all’assunzione momentanea (senza citare poi gli effetti secondari possibili), il fungo della virilità migliora la situazione anche a lungo termine, gli effetti man mano diventano migliori e anche duraturi. Il segreto pare risieda nel bilanciamento dei linfociti Th1 e Th2.

Alcuni studi suggeriscono che il Cordyceps possa avere effetti positivi sulla funzione sessuale maschile. Ecco i principali meccanismi ipotizzati:

1. Aumento della produzione di testosterone

Alcuni studi suggeriscono che il Cordyceps possa stimolare la produzione di testosterone, ormone chiave nella funzione sessuale maschile.

2. Miglioramento del flusso sanguigno

Si pensa che possa aiutare a migliorare la circolazione, grazie a effetti simili alla vasodilatazione. Questo è importante perché l’erezione dipende dal flusso sanguigno ai corpi cavernosi del pene.

3. Effetto adattogeno e riduzione dello stress

Il Cordyceps ha proprietà adattogene, ovvero può aiutare il corpo a gestire meglio lo stress. Siccome lo stress è una causa comune della disfunzione erettile (soprattutto psicogena), questo effetto indiretto può essere utile.

4. Aumento dell’energia e della resistenza

Alcuni utenti riferiscono un miglioramento della vitalità e della resistenza fisica, anche in ambito sessuale.

Studi Clinici
  1. Studio su 22 uomini con bassa libido (Zhu, 1998): Cordyceps sinensis migliorò il desiderio sessuale in circa l’80% dei partecipanti.
  2. Studio su anziani con disfunzione sessuale (Chen et al.): dopo 6 settimane di assunzione di Cordyceps militaris, si osservò un miglioramento significativo della funzione sessuale, senza effetti collaterali rilevanti.
  3. Studio coreano (2020) su integratori combinati: un integratore a base di cordyceps, ginseng e zinco ha mostrato miglioramenti nei punteggi IIEF-5 (scala per la disfunzione erettile) rispetto al placebo.

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Nella tradizione orientale il Cordyceps è il fungo della potenza e della forza. Aiuta a rigenerare l’organismo dopo malattie debilitanti, ridando energia al corpo e alla mente. È in grado di aumentare la vitalità e la resistenza, la longevità e il vigore.

Il Cordyceps sinensis, chiamato anche caterpillar arancio, è un piccolo ascomicete, che parassita l’intera larva di un lepidottero, l’Hepialus armoricanus.

Il corpo fruttifero arancio-rosso, a forma di dava o bastone, si erige al di fuori della carcassa mummificata della pupa, che a volte può essere interrata anche in profondità. La zona fertile del fungo si trova sulla sommità rigonfia del bastone.

Da essa emergono delle formazioni simili a fiaschi, che rendono la superficie del carpoforo verrucosa, in cui sono contenuti gli aschi sporigeni. Il gambo è liscio e di un arancione più pallido. Il Cordyceps è un fungo molto raro, è originario delle montagne himalayane, cresce sopra i 3000 m e lo si può trovare fino a 5000 in di altezza.

Furono, più di mille anni fa, dei pastori tibetani a scoprire per primi questo fungo sugli altopiani del Tibet. Pensavano che fosse un’erba e notarono che quando i loro animali se ne nutrivano diventavano più vitali, vivaci e attivi. Provandolo poi sull’uomo il fungo mostrava i medesimi effetti.

L’uso del fungo, da parte della Medicina Tradizionale Cinese, risale al 1700 a.C. La prima testimonianza scritta dell’esistenza del Cordyceps è del 620 a.C., durante la dinastia Tang. Lo si descrive allegoricamente «verme d’inverno erba d’estate», e in effetti il Cordyceps pare proprio un bruco vegetale. Ai tempi della dinastia Ch’in, verso il 200 a.C., l’imperatore pare che pagasse un’oncia d’oro ogni tre giorni per avere il prezioso fungo, che si sapeva donasse calma all’animo e vigore al corpo. Nelle cucine reali 5 g di Cordyceps venivano inseriti nello stomaco di un’anatra che poi, una volta ben cotta, era servita nel corso dei giorni successivi. Ancora oggi nella medicina orientale si consiglia di associare il fungo con la carne di anatra e preparare questo piatto specialmente per le persone anziane, in quanto un pasto di questo genere equivale ad assumere 50 g di ginseng, che è la sostanza energizzante probabilmente più conosciuta e più usata che si trovi in natura.

Il Cordyceps veniva un tempo anche utilizzato negli avvelenamenti da oppio e per curare chi dipendeva da questa droga. Un altro aneddoto riguarda la leggendaria bellezza cinese Yang Kuefei, che pare assumesse regolarmente il Cordyceps, perché considerato «fonte di giovinezza».Cordyceps sinensisIn Europa e in Giappone il Cordyceps è conosciuto già dalla prima metà del 1700; fu menzionato per la prima volta a un meeting scientifico, tenutosi a Parigi nel 1726.

La Medicina Tradizionale Cinese considera il Cordyceps un tonico dei polmoni e dei reni, dall’azione simile al ginseng. Il fegato produce l’energia necessaria al nostro organismo e i reni la immagazzinano. Se i reni non riescono a custodire energia sufficiente, si indeboliscono e infondono una sensazione di freddo in particolare alle estremità, e la pressione si abbassa. Il rene è quindi l’organo che custodisce l’energia vitale e regola la riproduzione e l’attività sessuale. L’orario di funzionamento massimo del meridiano del rene è dalle 17 alle 19, per questo il fungo andrebbe assunto in questi orari con una bevanda calda, ad esempio tè verde.

Le molecole bioattive, contenute nel Cordyceps, possiedono molteplici proprietà terapeutiche, che interessano gran parte dei distretti organici: sistema respiratorio, urogenitale, cardiovascolare, immunitario, epatico ed endocrino.

Il fungo svolge un’azione di regolazione a livello immunitario. In particolare, sia il corpo fruttifero che il micelio stimolano e potenziano l’attività di alcune cellule, che presiedono la risposta immunitaria. Il Cordyceps ha un’importante azione antivirale ed è un ottimo tonico nella convalescenza, nelle ricadute infettive e in tutte quelle situazioni di esaurimento del sistema immunologico.

Questo ascomicete è stato studiato in vitro e in vivo su diverse linee cellulari di tumori: nel carcinoma renale, epatico, polmonare e nella leucemia.

La cordicepina, sostanza contenuta nel fungo, ha un’azione simile a quella degli antibiotici; in particolare limita la crescita di clostridium, la cui presenza favorisce l’insorgere di neoplasie. L’effetto di inibizione sulla crescita e metastatizzazione dei tumori, che si è osservato con la somministrazione di estratti acquosi del fungo, è dose-dipendente. La sperimentazione con l’uso di grandi dosi non ha causato alcun effetto tossico, lo si può ritenere quindi un fungo molto sicuro.

Il Cordyceps è un importante antiossidante, il fungo antiaging per eccellenza e inoltre contribuisce indirettamente a prevenire la formazione delle placche ateromasiche, responsabili dell’arteriosclerosi.

Una molecola, isolata dal fungo, si è dimostrata capace di antagonizzare la tossicità indotta dai radicali liberi, evidenziando quindi un effetto protettivo sulle cellule neuronali.

Si è visto che soggetti anziani che accusavano sintomi correlati all’età avanzata — quali stanchezza, insonnia, perdita di lucidità, tinnito, disturbi motori — hanno avuto un giovamento grazie all’assunzione di estratto di Cordyceps, godendo di maggiore vitalità, migliore tolleranza al freddo e di un aumento della memoria. Uno studio, effettuato su topi anziani, ha dimostrato che, dopo 6 settimane di consumo di estratti di Cordyceps, i topi manifestavano un importante miglioramento nelle capacità di apprendimento e di memoria.

Oggi come oggi il Cordyceps può essere considerato un ottimo rimedio in patologie diffuse come l’insonnia e la depressione. D’altra parte secondo la Medicina Cinese la mancanza di motivazione e di volontà, la paura, l’ansia sono sempre il risultato di un indebolimento del rene, su cui questo fungo lavora direttamente.

Il Cordyceps sinensis svolge un’azione protettiva su tutto il sistema uro-genitale, migliorando la funzionalità renale. In particolare viene utilizzato nel trattamento della glomerulonefrite, un’infiammazione del rene assai pericolosa, causata da un processo autoimmune conseguente a un’infezione streptococcica. Dalle analisi del soggetto che assume questo fungo, si evidenzierà un riequilibrio dei parametri di funzionalità renale; un aumento della clearance della creatinina e una diminuzione della proteinuria e dell’ematuria.

Il Cordyceps sinensis è un importante fungo afrodisiaco. La sua assunzione regolare può portare, sia nell’uomo che nella donna, ad un aumento del 30% nell’attività sessuale.
L’infertilità, nella Medicina Tradizionale Cinese, si definisce un «vuoto di Reni, di Qi» e il Cordyceps sinensis possiede un potente effetto tonificante sull’energia renale ed è quindi il fungo più indicato nell’impotenza, nella sterilità e nella regolarizzazione della produzione degli ormoni sessuali.Cordyceps sinensisIl Cordyceps aumenta inoltre la produzione di DHEA, l’ormone della giovinezza precursore del testosterone, dopo circa 1 ora dall’assunzione, e per questo è da ritenersi un importante stimolatore della funzionalità endocrina e sessuale, in particolare maschile.

La capacità del fungo di sollecitare il rilascio di ormoni da parte delle ghiandole surrenaliche, ne fa infine un utile rimedio contro i sintomi da stress. Tuttavia, tutte queste funzioni che il micete esplica a livello ormonale sono esclusive degli esemplari che crescono in natura, ad alte quote, sulle larve di lepidotteri. Il Cordyceps in commercio oggi, che viene coltivato su terreno, è in grado di aumentare il vigore e il tono muscolare, ma non di svolgere appieno i poteri, sopra descritti, nella sfera sessuale.
Il fungo è indicato in caso di epatite virale e cirrosi epatica perché migliora la funzionalità del fegato.

I preparati a base di micelio sono da preferirsi nell’epatite C, nella steatosi epatica e nella calcolosi biliare, solitamente nella dose di 3 g al giorno.

La somministrazione di Cordyceps sinensis permette anche un rallentamento nella formazione della fibrosi epatica, processo riparativo, pre-cirrotico, a cui va comunemente incontro il fegato in seguito a infezioni da virus, abuso di alcol, sovraccarico di ferro o di rame.

A livello cardiovascolare questo fungo migliora la funzionalità cardiaca; ha un’azione ipotensiva e di regolazione sul ritmo cardiaco.

È molto importante, per questo molto utilizzato, in ambito sportivo sia perché esercita un effetto antinfiammatorio a livello muscolare, sia perché è in grado, grazie alla sua azione sul sistema cardiorespiratorio, di aumentare la forza e la resistenza fisica. Gli atleti possono così migliorare la performance fisica sotto sforzo, avere un incremento della capacità polmonare e un recupero più veloce dopo la prova.
Durante i giochi nazionali cinesi nel 1993, il team di donne a cui era stato prescritto un cocktail di erbe usate in Medicina Tradizionale Cinese, tra cui era compreso il Cordycep, raggiunse nove record mondiali, compreso quello dei 10.000 metri.

È stato dimostrato che l’assunzione regolare di Cordyceps permette un più efficace utilizzo dell’ossigeno da parte dell’organismo, un aumento fino al 55% dell’energia cellulare e quindi un miglioramento, fino al 40%, della reattività e della potenza muscolare con grande riduzione dell’affaticamento.
Il Cordyceps sinensis possiede anche un’azione di regolazione e di attivazione del metabolismo epatico; abbassa la glicemia, così come i trigliceridi e i livelli di colesterolo «cattivo», LDL, a favore di quello «buono», HDL. Uno studio clinico ha dimostrato una riduzione media superiore al 17% dei valori del colesterolo totale. Il fungo risulta anche utile nell’obesità, perché è in grado di diminuire l’appetito.

I fitoestrogeni contenuti in questa pianta esercitano un effetto positivo sul profilo lipidico e sono di supporto alla donna per contrastare i disturbi tipici della menopausa e all’uomo per dare supporto alla fisiologica funzionalità prostatica. Indicato a chi è allergico alla soia.

Il Trifoglio rosso o pratense è comunemente conosciuto con il nome inglese di ‘Red Clover’ ed ha oggi fama di essere un potente fitormone. A questa recente indicazione si associano le proprietà tradizionali: in Cina ed in Asia era assai diffuso l’uso come espettorante e negli attacchi d’asma; inoltre era impiegato come diuretico, sedativo, antinfiammatorio e bechico. Si tramandano inoltre applicazioni topiche su piaghe cutanee ed impacchi nelle affezioni dell’occhio. Preparazioni di Trifoglio rimangono tutt’oggi un rimedio importante nel trattamento esterno di eczemi e di altre affezioni cutanee, nonché come espettorante in caso di tosse e bronchiti. Le prime ipotesi sulle potenzialità fitoestrogeniche della pianta derivarono dall’osservazione di ‘effetti contraccettivi’ sul bestiame (pecore).

Da qui, l’approfondimento dello studio del suo fitocomplesso, a metà del secolo scorso, confermò che il Trifoglio rosso è una fonte concentrata di composti fitoestrogenici. Il fitocomplesso della pianta è infatti caratterizzato principalmente da sostanze di natura isoflavonica, ritenute responsabili del profilo farmacologico della pianta: sono presenti quantità significative di formononetina e biocianina, genisteina e daidzeina. E’ noto che la biocianina A, nell’organismo, viene trasformata in genisteina che è uno dei fitoestrogeni più conosciuti al momento, e la formononetina in daidzeina. Nel fitocomplesso sono state rilevate anche significative quantità di vitamina E.

Gli effetti vascolari sono dimostrati anche sulla popolazione maschile: l’evidenza della capacità di attivazione della sintesi di NO (ossido nitrico) in cellule endoteliali umane è stata confermata da studi clinici in cui si è osservata la riduzione della rigidità delle arterie e gli effetti protettivi da fattori di rischio di malattie cardiovascolari.
Il Trifoglio rosso è una specie di Viagra naturale per l’uomo, ma agisce a rilento rispetto ai farmaci miracolosi pro-erezione: ricco di fitoestrogeni protettivi ha azione sui vasi sanguigni, per un effetto naturale simile a quello dei farmaci per compensare i problemi delle disfunzioni erettili.

Agisce anche sulla fertilità in quanto contiene alcuni composti simili agli estrogeni. E’ particolarmente indicato se vi sono tube mal funzionanti, cicli irregolari, cellule anormali nel tratto riproduttivo, o sterilità “inspiegata”.Il Trifoglio rosso: menopausa e funzionalità prostatica ...adatto per lei e per lui!Molto più di recente, altri approfondimenti farmacologici sulla pianta hanno rilevato proprietà antivirali e antifungine attribuibili alla produzione di fitoalexine in risposta all’infezione.

Gli studi farmacologici e clinici indicano il Trifoglio come una pianta sicura; non si riportano tossicità ed effetti collaterali significativi, anche per trattamenti a lungo termine. E’ controindicato l’uso in concomitanza con terapie con anticoagulanti, progesterone e altri contraccettivi. Non usare in gravidanza ed allattamento.

Significativa anche la riduzione dei sintomi depressivi dimostrata da recenti studi. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori austriaci afferma che un integratore a base di estratto di trifoglio rosso può ridurre i sintomi depressivi nelle donne in post-menopasua nella misura dell’80%.
Gli scienziati del General Teaching Hospital Korneuburg (Austria) coordinati dal dr. Markus Lipovac per il loro studio hanno reclutato 109 donne in post-menopausa di età superiore a 40 anni. Le partecipanti sono state suddivise a caso in due gruppi a cui poi sono stati fatti assumere rispettivamente un supplemento contenente 80 mg di isoflavoni di trifoglio rosso o un placebo, per 90 giorni.

Al termine del periodo di studio i ricercatori hanno utilizzato due scale di misura per valutare i sintomi da depressione e ansia. Secondo la scala HADS (Hospital Anxiety and Depression Scale) i sintomi depressivi nelle donne che hanno assunto l’estratto di trifoglio rosso si sono ridotti del 78%, mentre quelli ansiosi del 76%. Mentre secondo la scala SDS (Self Zung Depression Rating Scale) i sintomi depressivi si sono ridotti dell’80%. Al contrario, le donne appartenenti al gruppo di controllo a cui era stato somministrato il palcebo i sintomi si sono mostrati ridotti di circa il 21% per entrambe le scale di valutazione.

“Sebbene i dati clinici riguardanti fitoestrogeni e disturbi dell’umore sia ancora scarsa, lo studio ha stabilito che gli isoflavoni derivati dal trifoglio rosso sono efficaci nel ridurre i sintomi depressivi e d’ansia nelle donne in post-menopausa. Più ricerca clinica e sperimentale in questo senso è giustificata”, ha dichiarato il dr. Lipovac.

Ma l’azione degli isoflavoni non si ferma ai sintomi depressivi a quanto pare, infatti, secondo quanto riportato dai ricercatori: “Allo stesso modo gl’isoflavoni del trifoglio rosso hanno protetto i neuroni corticali umani dalla tossicità del glutammato e dallo stress ossidativo, che avrebbe potuto essere il risultato della loro azione antiossidante ed estrogenica”.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Maturitas”.


L’ oro è un metallo prezioso, anche per la nostra salute. In forma colloidale, ha delle proprietà terapeutiche incredibili. L’ oro colloidale è un rinnovatore dell’ energia vitale sia a livello chimico che bio energetico.

Innanzitutto bisogna chiarire la differenza tra Oro inorganico, quelli che tutti conosciamo è l’ Oro “organico” in forma colloidale, ossia utilizzabile dall’ organismo umano. L’oro colloidale è una sospensione colloidale di particelle d’oro di dimensione sub-micrometrica in un fluido. Il liquido ( tipicamente acqua )assume un intenso colore rosso (per particelle di dimensione inferiore a 100 nm), o un colore giallo sporco (per particelle di dimensioni maggiori).

L’ oro colloidale agisce a due livelli che si combinano tra di loro e ne giustificano l’ efficacia.

•il piano fisico o cellulare, che tutti conosciamo. A livello cellulare, la sua presenza contribuisce a creare le condizioni ottimali affinché le cellule possano operare al meglio. In questo senso si comporta come un catalizzatore che facilita le fisiologiche funzioni. In caso di alterazione di questi processi, contribuisce a riequilibrare le funzioni. Comprensibile, quindi che sia utile in moltissime patologie, anche di tipo degenerativo.

•Il piano energetico, Questo livello è sconosciuto ai più, tuttavia non se ne può ignorare ne l’ esistenza tantomeno l’ importanza come la stessa fisica quantistica ha dimostrato recentemente. L’ oro innalza la frequenza di risonanza propria delle cellule che lo ospitano. L’ acqua stessa energizzata in cui sono presenti le nano particelle di oro, hanno un effetto benefico su tutto il corpo e favorisce la distribuzione di una frequenza armonica che ottimizza la frequenza generale di risonanza armonica della cellula elevandola a livelli maggiori e più “sani”. A questo proposito invito a leggere questo articolo.Oro colloidale: metallo prezioso per la nostra saluteL’oro colloidale è uno dei maggiori rinnovatori della nostra forza vitale. Agisce in profondità sul DNA delle cellule creando l’ambiente ottimale affinché il corpo possa reagire ed invertire le condizioni degenerative.

L’oro può essere usato per combattere moltissime malattie e tuttora nuovi studi riescono a fare luce sulle sue molteplici proprietà. Può essere usato per curare l’ artrite i reumatismi e la sifilide. Si è dimostrato utile contro la tubercolosi, la sclerosi multipla, disfunzioni sessuali, problemi spinali, lupus discoide, incoordinazione ghiandolare e nervosa, asma bronchiale. Nell’ Alzheimer in vitro si è visto che la combinazione di irradiazione a microonde e oro colloidale può distruggere le fibre e placche beta-amiloidi . L’oro colloidale ha un effetto diretto sulle cellule in particolar modo su quelle del cervello e nervose, ha proprietà sedative che tuttavia non intaccano la trasmissione degli impulsi nervosi.

L’ oro colloidale ed il Cancro
Il dott. Edward H. Ochsner, medico chirurgico ad Augustana, negli USA, ha scritto che l’oro colloidale può avere un effetto inibitorio sulla crescita dei tumori. Le sue ricerche hanno dimostrato che può contribuire a ridurre le dimensioni dei tumori, alleviare il dolore, migliorare l’appetito e la digestione, e aumentare il peso e la forza fisica”. È insapore, non è tossico e viene preparato senza additivi, trasportatori né coloranti, con lo stesso processo con cui produciamo il nostro “argento colloidale originale”.

L’oro colloidale originale è noto per le sue proprietà antiinfiammatorie.
Pare che sia efficace per alleviare il dolore e il gonfiore causato da artrite, reumatismi, borsite e tendinite. In passato veniva usato per placare il bisogno di assumere alcol, per disturbi digestivi, problemi circolatori, depressione, obesità e ustioni. Si ritiene che sia molto efficace per ringiovanire le ghiandole, nel prolungare la vita e migliorare le funzioni cerebrali.

Umore ed instabilità emotiva.
L’ instabilità emotiva, ansia paura angoscia e depressione trovano nell’ oro colloidale un valido nemico. Il suo effetto è di bilanciare ed armonizzare l’ equilibrio mentale, senza contare il suo effetto positivo sull’a attività del cuore ( migliora la circolazione sanguigna).

L’oro ha effetti benefici sugli organi pigri, in particolare sul sistema digestivo e il cervello. È stato usato in casi di incoordinazione ghiandolare e nervosa, poiché contribuisce a ringiovanire le ghiandole, stimolare il sistema nervoso e alleviare la pressione nervosa. Il meccanismo di riscaldamento del corpo può trarre beneficio dall’oro, in particolare per i colpi di freddo, le vampate di calore, e il sudore notturno. Usato quotidianamente con l’argento colloidale, l’oro colloidale originale può coadiuvare il sistema di difesa naturale del nostro organismo, combattere le malattie e favorire una rinnovata vitalità e longevità.

Gli usi dell’ oro in medicina e per la salute
L’ oro è stato utilizzato per secoli in svariati campi. In medicina per alcuni strumenti chirurgici e nella medicina tradizionale cinese per aghi usati in agopuntura. L’oro colloidale viene anche utilizzato in un particolare tipo di elettroforesi ed in odontoiatria (ponti). In sospensione colloidale può essere utilizzato anche in creme e balsami per aumentare l’ efficacia della formulazione.

L’oro è il grande bilanciatore del chakra del cuore, che è forse il chakra più potente. Spesso si ritiene erroneamente che i chakra superiori siano i più importanti. Il chakra del cuore ha bisogno del metallo più puro che agisca da grande bilanciere. Per questo l’oro è sempre stato il grande legame alchemico con l’uomo. Non a caso il campo energetico che avvolge ogni essere vivente si chiama campo AURICO, che deriva dall’oro. Si racconta che a Gesù vennero offerti oro, incenso e mirra.

Naturalmente il cuore è fondamentale per i flussi circolatori del corpo fisico. Solo questo basterebbe a renderlo un maestro guaritore. L’oro tuttavia è anche collegato al timo. Grazie a questa proprietà aggiuntiva, riteniamo che l’oro abbia proprietà benefiche per l’intera forma fisica.
Le attività del cuore e del timo sono intese a bilanciare la struttura psicofisica durante i primi sette anni di vita e possono penetrare nell’intero sistema endocrino e ringiovanirlo. Tutto ciò avviene grazie a questo elisir colloidale o in presenza di un supplemento di oro fisico nella dieta quotidiana.

L’oro si trovava nei seguenti vegetali: tuberi, camomilla, tarassaco, fuco, alghe, e nel grano, specie se coltivato su terreno con tracce d’oro. L’elisir d’oro facilita l’assorbimento di oro, magnesio, ossigeno, fosforo, argento, e vitamine A, B, D e E.

La carenza d’oro nell’organismo è una delle cause principali della sclerosi multipla e di molti disturbi neurologici. La carenza d’oro tende infatti a sconvolgere la capacità di assimilare minerali e vitamine, specie da parte dei tessuti muscolari e del sistema nervoso. Ingerendo oro attraverso il cibo o usando l’oro colloidale si può rigenerare il corpo.

-migliora la focalizzazione mentale e la capacità di concentrazione;
-migliora la capacità di apprendimento, rendendola più veloce;
-migliora la vista;
-aumenta la funzione cognitiva;
-aumenta l’acutezza mentale;
-aumenta la capacità psichica;
-aumenta la forza di volontà;
-provoca un senso generale di benessere;
-migliora l’energia, l’attenzione, la capacità di concentrazione e di meditazione;
-migliora la stabilità emotiva;
-migliora la pazienza;
-aumenta la libido;
-riduce la dipendenza da: caffeina, nicotina, alcol e carboidrati;
-riduce lo stress e l’ansietà;
-riduce, fino ad eliminarla, la depressione;
-migliora il coordinamento motorio ed il coordinamento mentale sul motorio;
-riduce il dolore causato da artrite;
-riduce il senso di stanchezza;
-migliora la coordinazione cervello-mano-occhio con migliori risultati in campo sportivo.

Il Jiaogulan è una pianta rampicante della famiglia delle cucurbitacee, usata da secoli nella medicina popolare cinese. In Cina è chiamata Xiancao (“erba dell’immortalità”) e viene consumata come infuso o in estratti.

Jiaogulan: l’erba dell’immortalità tra tradizione, proprietà e studi scientifici

Conosciuto anche come erba fatata o ginseng meridionale, il Jiaogulan (Gynostemma pentaphyllum) è una pianta rampicante originaria delle regioni montuose del sud della Cina e di altre aree dell’Asia. Appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, la stessa di cetrioli e meloni, anche se, a differenza di questi ultimi, non produce grandi frutti. Viene utilizzata fin dall’antichità per le sue presunte proprietà adattogene e antiossidanti, ed è spesso citata come un valido alleato anti-age.

In Cina è conosciuta con il nome di Xiancao, che significa Erba dell’Immortalità. Questa fama deriva dal fatto che nella provincia del Guizhou, dove la pianta viene consumata abitualmente, si registra un numero insolitamente elevato di persone che superano i 100 anni di età. I viticci del Jiaogulan crescevano inizialmente in modo spontaneo nelle foreste del sud della Cina, ma negli ultimi anni la sua popolarità è cresciuta così tanto che la coltivazione si è diffusa anche in Vietnam, Giappone e Thailandia.

La Gynostemma pentaphyllum è ancora poco conosciuta in Occidente, ma le sue numerose caratteristiche la rendono sempre più apprezzata dagli appassionati di fitoterapia, che spesso scelgono di coltivarla per poterla utilizzare fresca, mantenendo intatto l’intero fitocomplesso. È una pianta perenne dioica, dal portamento rampicante, caratterizzata anche dalla curiosa produzione di germogli sotterranei. In natura è particolarmente diffusa sul Monte Fanjing, nel sud-ovest della Cina, un’area dichiarata Riserva della Biosfera dall’UNESCO.

Principi attivi e azioni principali

In diversi testi il Jiaogulan viene descritto come uno degli adattogeni più efficaci, grazie alle sue potenziali proprietà anti-età e alla sua capacità di aumentare la vitalità. Gli studi farmacologici sugli estratti grezzi hanno evidenziato la presenza di numerose saponine triterpeniche, flavonoidi e specifici gypenosidi, sostanze a cui vengono attribuiti effetti antiossidanti e immunostimolanti.

Jiaogulan: eccellenti proprietà adattogene, antiossidanti e tonico-rigenerantiProprietà attribuite al Jiaogulan

  • Azione adattogena
    L’erba agirebbe sull’organismo solo quando necessario, contribuendo a migliorare la resistenza allo stress cronico. Viene spesso indicata anche come supporto in caso di ansia e stanchezza, grazie alla presunta capacità di modulare i sistemi corporei, incluso il sistema immunitario e la pressione sanguigna.
  • Ricco di SOD (superossido dismutasi)
    Il Jiaogulan contiene uno dei più potenti antiossidanti naturali, insieme a flavonoidi che stimolano la produzione interna di molecole antiossidanti. Ciò lo rende utile, secondo la tradizione erboristica, per contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento precoce.
  • Regolazione della pressione sanguigna
    Viene indicato come un possibile equilibratore della pressione, sia in caso di valori bassi che elevati.
  • Riduzione del colesterolo LDL (colesterolo “cattivo”)
    Grazie alle sue proprietà, sarebbe utile per regolare colesterolo e trigliceridi, prevenire la formazione di placche aterosclerotiche e supportare la salute cardiovascolare.
  • Supporto al sistema immunitario
    La pianta viene descritta come immunostimolante, capace di potenziare le difese contro virus, batteri e altri agenti esterni. Secondo alcune fonti sarebbe utile anche contro la neurite ottica.
  • Regolazione della glicemia
    Gli estratti agirebbero sul metabolismo degli zuccheri riducendo la resistenza insulinica e normalizzando i livelli di glucosio nel sangue.
  • Benefici cardiovascolari
    Il Jiaogulan è spesso consigliato per la prevenzione di infarto e ictus, poiché migliorerebbe il funzionamento del cuore e la circolazione.
  • Riduzione dello stress e miglioramento del sonno
  • Supporto ai disturbi gastrointestinali
  • Aiuto nelle diete dimagranti
    È frequentemente assunto per la perdita di peso, poiché ridurrebbe l’assimilazione di grassi e zuccheri, diminuirebbe l’accumulo adiposo e favorirebbe la salute dei tessuti connettivi, contrastando anche la cellulite.
  • Supporto dopo la chemioterapia
    Secondo la tradizione, aiuterebbe il recupero grazie a un effetto stimolante sulla produzione di globuli bianchi.
  • Benefici per chi pratica sport agonistici
    Gli estratti sarebbero utili per migliorare prestazioni e recupero.
  • Proprietà antinfiammatorie
    Le saponine presenti nella pianta contribuirebbero a ridurre infiammazioni articolari e muscolari, come nel caso dell’artrite.

Il Jiaogulan secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC)

Per la MTC la pianta è:

  • dal sapore dolce, neutro e caldo,
  • tonificante dello Yin e sostenitore dello Yang,
  • attiva sui meridiani di Reni e Polmoni,
  • utile per disperdere il Calore in eccesso e per eliminare le tossine.

È inoltre considerata utile, seppur in misura minore, per:

  • sostenere la funzionalità epatica anche in caso di disturbi del fegato,
  • migliorare prestazioni sportive e sessuali,
  • favorire memoria e funzioni cognitive,
  • alleviare disturbi gastrointestinali,
  • ridurre l’emicrania.

Studi scientifici sul Jiaogulan

Uno degli studi più citati è quello condotto dalla Victoria University di Melbourne, un trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. Ai partecipanti è stato somministrato per 4 settimane un estratto di foglie secche di Gynostemma pentaphyllum (450 mg al giorno, equivalenti a 2,25 g di foglie essiccate), seguito da altre 4 settimane di wash-out e successivo crossover.

I risultati hanno mostrato:

  • riduzione significativa dei livelli di leptina e glucosio,
  • miglioramento della performance fisica in una prova ciclistica su 20 km,
  • aumento della fosforilazione dell’AMPK muscolare dopo un’ora di esercizio,
  • migliore respirazione mitocondriale.

Sebbene siano necessari ulteriori studi, i dati suggeriscono che il Jiaogulan possa migliorare la performance fisica in individui sani non allenati.

Negli anni sono state identificate nella pianta circa 90 saponine triterpeniche, dette gypenosidi, simili a quelle del ginseng, con cui condividono alcune funzioni adattogene. Fin dagli anni ’50, in URSS, le sostanze adattogene venivano descritte come agenti in grado di aumentare la resistenza a fattori stressanti senza effetti negativi sull’organismo.

L’azione cardiovascolare della Gynostemma viene attribuita in parte alla capacità di indurre il rilascio di ossido nitrico (NO), che favorisce la vasodilatazione e l’abbassamento della pressione. Altri studi indicano potenziali benefici sul metabolismo del glucosio, sulla tolleranza glicemica, sul profilo lipidico e sulla protezione epatica.

Una ricerca condotta su 24 pazienti diabetici che hanno assunto un infuso di Jiaogulan per 12 settimane ha registrato una riduzione moderata della glicemia, senza episodi di ipoglicemia.

Modelli preclinici suggeriscono inoltre effetti gastroprotettivi, antinfiammatori ed epatoprotettivi, contrastando stress ossidativo, accumulo di lipidi e danno cellulare, con potenziali applicazioni in caso di diabete e steatosi epatica non alcolica.

Un’erba dalle potenzialità sempre più studiate

Le ricerche finora condotte hanno dato risultati incoraggianti: secondo alcune fonti le proprietà del Jiaogulan supererebbero di quattro volte quelle del ginseng, grazie alle alte concentrazioni di sostanze attive, tra cui oligoelementi, aminoacidi, proteine, vitamine e molte saponine. In Oriente è conosciuta da secoli, ma solo di recente ha iniziato a destare forte interesse scientifico.

Secondo l’erborista Paolo Prampolini, della facoltà di Farmacia dell’Università di Parma, utilizzata correttamente la pianta può contribuire a rallentare i processi di invecchiamento, migliorare la memoria, supportare il fegato e tenere sotto controllo il colesterolo. Viene inoltre considerata un valido supporto nelle diete dimagranti, per il suo effetto sul metabolismo dei grassi.

La sua azione sul metabolismo sarebbe utile anche per aumentare l’energia muscolare, facilitando la trasformazione di zuccheri e carboidrati in energia. Oltre alle proprietà toniche, il Jiaogulan sarebbe dotato di un’azione calmante, utile in caso di stress, ansia e nervosismo, mentre la sua capacità di mantenere le arterie “pulite” lo rende un alleato per la salute cardiovascolare. Le saponine contribuirebbero inoltre agli effetti antinfiammatori.

Jiaogulan: eccellenti proprietà adattogene, antiossidanti e tonico-rigenerantiJiao Energy – Energia, Resilienza e Longevità in una capsula

Jiao Energy nasce dall’idea di concentrare in una sola capsula le proprietà del Gynostemma pentaphyllum, una pianta conosciuta per la sua ricchezza in gypenosidi, molecole studiate per il loro potenziale adattogeno e antiossidante. Si tratta di un estratto selezionato e standardizzato, formulato per offrire un supporto completo a energia, metabolismo, sistema cardiovascolare e benessere generale. L’azione del Gynostemma si muove su più livelli.

Energia e performance

Diversi studi hanno osservato che i composti del Gynostemma possono modulare vie metaboliche come AMPK e PGC-1α, regolatori centrali dell’energia cellulare. In uno studio clinico su uomini sani non allenati che hanno assunto 450 mg al giorno di estratto secco di G. pentaphyllum per 4 settimane (equivalenti a 2,25 g di foglie secche), è stato registrato un miglioramento della performance su prova ciclistica da 20 km, una riduzione dei livelli di glucosio e leptina plasmatici e un aumento della fosforilazione muscolare di AMPK dopo esercizio (PubMed).
Ciò si traduce in un possibile miglioramento della capacità di resistenza e del recupero dopo lo sforzo, con un effetto tonico ma non eccitante: un sostegno naturale, senza sovrastimolare il sistema nervoso.

Protezione cardiovascolare

Alcune ricerche — seppur condotte su modelli animali — mostrano che Gynostemma può avere effetti protettivi sul cuore e sui vasi. In un modello di cardiotossicità indotta da dieta e streptozotocina in ratti, l’assunzione di G. pentaphyllum ha ridotto colesterolo totale, LDL, trigliceridi e VLDL e aumentato l’HDL, abbassando anche pressione e frequenza cardiaca. Inoltre sono stati misurati aumenti di enzimi antiossidanti (SOD, CAT, GPx) e riduzione di stress ossidativo e infiammazione, insieme a miglioramento della biogenesi mitocondriale (PGC-1α, HO-1, Nrf2) nello sforzo di protezione cardiaca (PubMed). Questi effetti suggeriscono una possibile protezione cardiovascolare, con benefici su lipidogramma, infiammazione e funzionalità vascolare.

Azione antiossidante e anti-aging

Il Gynostemma è noto per stimolare la produzione di enzimi antiossidanti come SOD, catalasi e glutatione perossidasi (GPx). In un modello animale, l’uso di un estratto/polisaccaride di G. pentaphyllum ha evidenziato una forte attività scavenger dei radicali liberi (radicale DPPH, anione superossido, radicale idrossile, ABTS), e un aumento dell’attività di SOD, CAT e GPx, con contestuale riduzione di marker di stress ossidativo (MDA), miglioramento dei parametri epatici e funzione renale, e diminuzione di infiammazione (meno TNF-α, IL-6) nei topi diabetici (PubMed). Questa attività contribuisce a contrastare i radicali liberi e a proteggere cellule e tessuti, un meccanismo che può aiutare a rallentare i processi di stress ossidativo legati all’invecchiamento precoce.

Supporto metabolico

Alcuni studi suggeriscono che Gynostemma possa migliorare la sensibilità insulinica e la gestione del glucosio. Ad esempio, in uno studio su celle epatiche insulinoresistenti, estratti di G. pentaphyllum hanno aumentato l’assorbimento di glucosio e la sua utilizzazione, attivando la via PI3K/Akt, promuovendo la sintesi di glicogeno e inibendo la gluconeogenesi (PubMed).
Un altro studio su modelli animali con dieta ricca di grassi per 12 settimane ha mostrato che un estratto di G. pentaphyllum (gypenosidi “heat-processed”) ha ridotto peso corporeo, glicemia, migliorato i lipidi plasmatici, aumentato il glicogeno epatico e gli enzimi antiossidanti — oltre a proteggere fegato e reni da danni (PubMed). Queste evidenze suggeriscono un possibile ruolo nel miglioramento del metabolismo glucidico e lipidico, e nella gestione del peso corporeo.

Difesa immunitaria

In studi su modelli animali con infiammazione acuta indotta da lipopolisaccaridi (LPS), l’estratto di G. pentaphyllum ha mostrato un effetto antinfiammatorio e antiossidante, con riduzione di citochine pro-infiammatorie (es. IL-1β, IL-6) e miglioramento di segni di infiammazione e alterazioni motorie (Publires). Questo suggerisce un potenziale effetto di modulazione immunitaria e antinfiammatoria — anche se è importante sottolineare che tali risultati derivano da studi su animali

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Bibliografia

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  2. Effetto antidiabetico del tè Gynostemma pentaphyllum in pazienti diabetici di tipo 2 assegnati in modo casuale (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20213586/)
  3. L’estratto di Gynostemma Pentaphyllummigliora l’obesità indotta da una dieta ricca di grassi nei topi C57BL/6N regolando positivamente SIRT1 (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31618980/)
  4. Nayyar D, Yan X, Xu G, et al. Gynostemma pentaphyllum increases exercise performance and alters mitochondrial respiration and AMPK in healthy males. Nutrients. November 2023;15(22):4721.
  5. Gynostemma Pentaphyllum aumenta le prestazioni fisiche e altera la respirazione mitocondriale e l’AMPK nei maschi sani (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38004115/)
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