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Sempre più spesso, nell’ambito salute e benessere, si sente parlare di nutraceutica e micoterapia. In particolare, i funghi medicinali vantano una tradizione millenaria in Oriente, ed hanno iniziato a “far breccia” da poco tempo anche nella tradizione occidentale.

In questo articolo cercheremo di spiegare che cos’è la micoterapia, su quali principi si basa. Inoltre elencheremo alcuni dei funghi più sfruttati in Oriente per le loro benefiche proprietà.

DALLA MICOTERAPIA ALLA NUTRACEUTICA: ECCO LE DIFFERENZE

La nutraceutica è una disciplina recente, ma che in un certo senso ha radici antiche. Col termine nutraceutici si indicano i principi attivi presenti in alcuni alimenti, che possono avere effetti benefici per la nostra salute.

Il termine nutraceutica è abbastanza recente, infatti è stato coniato solo nel 1989. I principi che ne stanno alla base non sono però molto distanti dalle antiche tradizioni, che da sempre hanno evidenziato i benefici apportati da alcuni alimenti. La nutraceutica sfrutta le moderne tecnologie per estrarre i principi attivi benefici dagli alimenti e ottenerne il massimo giovamento. Sono infatti molte le sostanze benefiche presenti nei cibi allo “stato naturale”. La lavorazione industriale e i moderni metodi di conservazione tendono però a ridurli o azzerarli.

Ecco perché gli alimenti nutraceutici sono spesso addizionati di queste sostanze. Oppure, a volte, i principi attivi vengono estratti dagli alimenti per farne integratori specifici.

In questo senso anche i funghi medicinali sono quindi alimenti nutraceutici.

La micoterapia, invece, ha radici antichissime e si è essenzialmente sviluppata nella tradizione orientale. Essa si basa sull’utilizzo di funghi medicinali al fine di sostenere il sistema immunitario e aiutare il nostro corpo a difendersi contro disturbi di vario tipo.Micoterapia e nutraceuticaLA MICOTERAPIA IN ITALIA

La cultura dei funghi medicinali in Occidente è indubbiamente molto recente. Per quanto riguarda l’Italia, la cultura dei funghi in campo medicinale e nutraceutico è ancora quasi del tutto sconosciuta.

Di recente, un dottorando dell’Università dell’Insubria (Varese) ha sviluppato un progetto di ricerca all’interno di un’azienda, per concentrarsi proprio sul tema dei funghi medicinali.

Da un primissimo approccio è emerso che «I funghi contengono vitamine, minerali e molecole farmacologicamente bioattive; sono quindi ricchi dal punto di vista nutrizionale, ma hanno nel contempo un contenuto calorico basso.

Inoltre, la quasi totalità di questi studi testimonia i numerosi effetti dei funghi medicinali sulla salute umana» (S. Parola, Selezione, coltivazione ed analisi biochimiche di funghi con proprietà di interesse farmacologico, PhD Project, a.a. 2015/2018).

IL  GANODERMA: IL PIÙ NOTO TRA I FUNGHI MEDICINALI

In Oriente sono diverse le specie di funghi utilizzate a scopi “curativi”. Il fungo più noto e sfruttato nella fitoterapia occidentale è però sicuramente il ganoderma o reishi.

L’estratto di ganoderma, noto anche come “fungo di lunga vita”, può esercitare infatti un’azione modulante sul sistema immunitario.

Questo significa che la sua regolare assunzione può favorire il buon funzionamento delle naturali difese del nostro organismo.

E un sistema immunitario efficiente facilita la risposta del nostro corpo contro agenti esterni e vari tipi di disturbi.

Le benefiche proprietà di questo fungo sono dovute alla ricchezza di nutritivi, in particolare ai polisaccaridiche «incrementano l’attività dei macrofagi e la sintesi proteica» (Farmacognosia: botanica, chimica e farmacologia delle piante medicinali, a cura di F. Capasso, R. de Pasquale; G, Grandolini, Milano 2011)».

I MACROFAGI SONO UNA SORTA DI “SPAZZINI” DEL CORPO UMANO. QUESTE CELLULE IMMUNITARIE, INFATTI, SI ATTIVANO LÀ DOVE OCCORRE ELIMINARE BATTERI, RIFIUTI O CELLULE DANNEGGIATE.

5 FUNGHI MEDICINALI OLTRE AL GANODERMA

La ricchezza di nutritivi è il “segreto” di altri funghi medicinali, ancora poco noti in Occidente e oggetto di vari studi preliminari recenti.

Tra questi, per citarne alcuni, ricordiamo il Trametes versicolor o “coda di tacchino”, l’Hericium erinaceus detto anche “criniera di leone” e lo Shiitake, molto usato in Giappone come antibatterico.

Vediamone assieme alcuni.

2) MAITAKE E SHIITAKE

Questi due funghi sono stati oggetto di alcuni studi clinici abbastanza recenti. Tra i due il più “popolare” in Occidente è forse lo Shiitake, diffusamente usato in Giappone come antibatterico.

Da uno studio condotto nel 2014 è emerso che «i glucani immunomodulanti di Maitake e Shiitake possono stimolare fortemente la risposta immunitaria sia di tipo umorale che di tipo cellulare» (V. Vetvicka, J. Vetvickova, Immune-enhancing effects of Maitake (Grifola frondosa) and Shiitake (Lentinula edodes) extracts).

3) CORDYCEPS SINENSIS

Questo fungo è usato da millenni nella medicina tradizionale cinese. In Cina infatti il Cordyceps sinensis è considerato come una sorta di “tesoro nazionale”.

In Oriente viene sfruttato come tonico, per aumentare vitalità ed energia. Ma gli vengono attribuite anche proprietà antivirali e altre virtù utili per aumentare la libido ed affrontare patologie di vario tipo (per esempio, colesterolo e diabete).

Non esistono però al momento conferme definitive di tutte queste sue proprietà.

Infatti, uno studio condotto nel 2014, presso l’Università Cinese di Honk Kong, sull’efficacia del fungo per il trattamento delle patologie renali, non è giunto a conclusioni definitive. Questo a causa della ridotta qualità delle evidenze scientifiche.

4) TRAMETES VERISCOLOR

A questo fungo, volgarmente noto come “testa di gallo”, in Giappone sono attribuite innumerevoli proprietà antivirali e immunostimolanti.

È ricco di un polisaccaride, detto crestina, che viene usato da tempo in alcuni farmaci antitumorali.

In Oriente è spesso sfruttato come rimedio popolare per tenere sotto controllo il colesterolo cattivo.

Anche per le proprietà questo fungo non esistono al momento conferme scientifiche che vadano oltre al alcuni test condotti in vitro e alcuni trial clinici.

5) HERICIUM ERINACEUS

Detto anche “pon pon bianco”, per l’aspetto caratteristico, l’Hericium erinaceus è un altro dei funghi medicinali usati in Oriente per scopi diversi.

La tradizione popolare ne consiglia l’assunzione per affrontare ansia e insonnia.

Gli sono inoltre attribuite proprietà immunomodulati, utili per contrastare problemi gastrointestinali.

Alcuni studi condotti in laboratorio  hanno evidenziato che i polisaccaridi contenuti in questo fungo riuscirebbero a «favorire il ripristino delle mucose intestinali danneggiate».

Anche queste proprietà necessitano di ulteriori approfondimenti e conferme.

Dalle ricerche preliminari condotte dal dottorato citato in precedenza emerge che ciò che accomuna gran parte di questi funghi è l’effetto adattogeno.

In sostanza, questi funghi medicinali sarebbero «una sorta di “tonici”, in grado di permettere una migliore gestione dello stress e di conseguire un riequilibrio generale dell’organismo» (Ibidem).

L’ELENCO DEI FUNGHI MEDICINALI USATI IN ORIENTE A FINI TERAPEUTICI POTREBBE ESSERE ANCORA MOLTO LUNGO, MA AL MOMENTO NON ESISTONO CONFERME DEFINITIVE SU TUTTE LE PROPRIETÀ BENEFICHE CHE VENGONO LORO ATTRIBUITE.

Ecco perché, tra tutti i funghi medicinali, oggigiorno il ganoderma è quello più usato e diffuso in Italia negli integratori alimentari.

FUNGHI MEDICINALI: COME USARLI?

Dopo aver accennato alle proprietà dei funghi medicinali è importante sottolineare un ultimo aspetto. La micoterapia non va confusa con un’alimentazione a base di funghi!

I funghi impiegati in tale “disciplina” NON sono infatti quelli che crescono spontanei nei boschi. Le materie prime usate sono infatti coltivate in apposite aziende agricole, rispettando rigorosi standard di sicurezza! Essi possono essere assunti, con regolarità e su indicazione di professionisti competenti, sotto forma di integratori.

Questo discorso vale quindi anche per il ganoderma, le cui proprietà possono essere sfruttate mediante prodotti specifici. Questo fungo, utile per sostenere le nostre difese immunitarie, è assolutamente sicuro e privo di effetti collaterali. Può quindi essere assunto in ogni momento, nelle dosi corrette indicate sulle confezioni degli integratori. (fonte: www.drgiorgini.it)

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Auricularia auricula-judae. Fungo decompositore saprofita, di colore rosso scuro e consistenza gommosa e gelatinosa. Cresce su ceppi e rami morenti ed è priva di gambo. Cresce in relazione mutualistica con le piante su cui si sviluppa, ed è ritenuto un fungo che fa micorizza. Ha interessanti proprietà medicinali ed è stato utilizzato per centinaia di anni come rimedio tradizionale popolare.

L’Auricularia auricula-judae è un prezioso fungo medicinale ampiamente utilizzatonella cucina cinese per le sue proprietà culinarie e nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) per i suoi effetti benefici sull’organismo. Negli ultimi anni, questo fungo è stato segnalato per avere diverse attività biologiche, compresa l’attività anticoagulante (Yoon et al. 2003), antitumorale (Mizuno et al. 1995), ipoglicemizzante (Takeuchi et al. 2004) e ipocolesterolemizzante (Cheung 1996). Fino ad ora, notevole attenzione è stata focalizzata sulla componente in fibra alimentare e polisaccaridi, principalmente estratta dal corpo fruttifero.

Molti nutrizionisti hanno studiato la componente polisaccaridica dell’Auricularia (Aletor 1995), il loro cambiamento conformazionale (Zhang et al. 1995a), peso molecolare (Zhang et al. 1995b) e impatto sul metabolismo lipidico (Chen et al. 2008).

Più di recente, alcuni regimi alimentari formulati per promuovere la salute sono stati sviluppati utilizzando l’Auricularia come il principale ingrediente in combinazione con altri alimenti a base di erbe (Luo et al. 2009a, b). In realtà, i corpi fruttiferi di Auricularia auricula-judae contengono non solo polisaccaridi, ma anche altre sostanze importanti come alcaloidi, tiamina, riboflavina, acido ascorbico, vitamina D2 e sali minerali. Acharya et al. (2004) ha riferito che gli estratti etanolici di questo fungo favoriscono la sintesi di antiossidanti e ossido nitrico. Inoltre, l’estratto metanolico potrebbe inibire la perossidazione dei lipidi e diminuire il danno epatico in topi trattati con benzo[a]pirene (Chang et al. 1998).

Auricularia a supporto di circolazione e intestinoQuesto fungo medicinale, grazie all’alto contenuto di antiossidanti, previene lo stress sulle pareti dei vasi, operato dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS), permettendo di mantenere inalterato e in salute lo stato di queste membrane fisiologiche.

La sua azione principale si esplica a livello del microcircolo,l’insieme dei vasi ematici con dimensioni inferiori a 100 micron attraverso cui avvengono gli scambi trofico-metabolici che intercorrono tra sangue e tessuti. Possono essere numerose le anomalie morfologiche a carico del microcircolo, tra le quali la malattia varicosa (“vene varicose”), una dilatazione patologica dovuta solitamente all’aumento della pressione intraluminale venosa (causata ad es. da compressione dei vasi), trombosi delle vene profonde e insufficienza delle valvole venose.

Il fungo Auricularia, grazie al contenuto di adenosina (Agarwal KC et al. 1982), previene trombosi e ostruzioni vasali e rappresenta pertanto un valido supporto nella prevenzione e cura di questa patologia. La sua azione antiaggregante e vasodilatatrice lo rende utile nell’insufficienza venosa periferica e permette una migliore circolazione sistemica.

Altro aspetto fondamentale è la capacità dell’Auricularia di agire in caso di stitichezza: uno studio in vivo (Kim TI et al. 2004) ha evidenziato la sua capacità di favorire la peristalsi intestinale e accelerare il passaggio del cibo lungo l’intestino, riducendo i sintomi della costipazione e accorciando il tempo di transito nel colon. Inoltre, favorisce la guarigione delle ferite e ammorbidisce le feci che, in sinergia con l’azione sul microcircolo, agisce riducendo la ragade anale e l’infiammazione delle emorroidi (malattia emorroidaria).

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Il Chaga, Inonotus obliquus, contiene numerose sostanze adattogene e antiossidanti che favoriscono la forza fisica e potenziano il tono muscolare. Produce una serie di sostanze protettive come: enzimi, antiossidanti e antibiotici. L’uso costante nel tempo del Chaga alcalinizza il pH del corpo umano, alleviando lo stress ed eliminando l’acidità che è responsabile dell’insorgere della maggior parte delle malattie. Utile in qualsiasi periodo dell’anno, è consigliato durante i cambi stagionali, specialmente in inverno e primavera, per sostenere le difese immunitarie e per allentare tensione e stanchezza.

Il termine (traslitterazione dal cirillico caga – in occidente piu’ diffuso come chaga) deriva dalla lingua dei Komi-Permiacchi, una minoranza etnica che si era insediata in Siberia nella valle del fiume Kama, ad ovest degli Urali. In lingua Komi con il termine tšak venivano un tempo designati tutti o funghi legnosi e spugnosi che crescono sugli alberi. Oggi invece con il nome “chaga” si intende solo una specie di questi funghi, piu’ precisamente l’inonotus obliquus, famoso in tutta la Russia e ora anche al di la’ dei suoi confini grazie alle sue proprieta’ terapeutiche e nella fattispecie antitumorali.

Il chaga si riproduce tramite spore, che germinano infiltrandosi nelle zone danneggiate della corteccia di alberi vivi e formano col tempo un’escrescenza legnosa. Ama il clima freddo e nella maggiorparte dei casi cresce sul tronco delle betulle per questo viene comunemente chiamato “fungo nero di betulla”.

Proprietà terapeutiche del fungo Chaga

Le escrescenze di chaga vengono utilizzate a scopi medicinali. Di norma vengono raccolte durante tutto l’anno ma il momento migliore è l’autunno o la primavera. Vengono selezionate solo le escrescenze di chaga provenienti da alberi vivi di betulla, mentre non sono adatte all’uso quelle formatesi su alberi morenti o morti e su alberi che crescono in ambiente molto umido. Non vengono inoltre trattate le escrescenze vecchie, grandi, in evidente sgretolamento, nonche’ quelle che crescono sulla parte inferiore del tronco o che presentino una colorazione nera sull’intero spessore.

Il fungo chaga ha numerose proprieta’ terapeutiche: migliora il metabolismo, nella fattispecie attiva il ricambio nel tessuto cerebrale e accelera l’attività dei sistemi enzimatici. Il Chaga contribuisce inoltre a regolare il funzionamento dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, stimola l’ematopoiesi (favorisce l’incremento del livello dei leucociti), agisce come tonico, aumentando la resistenza alle malattie infettive, possiede proprietà anti-infiammatorie sia a uso topico che per assunzione orale, migliora l’attività citotossica dei farmaci anti-tumorali, rallenta la crescita di neoplasie, facendole regredire e frenando lo sviluppo di metastasi. L’assunzione di chaga durante il periodo di cura contribuisce a migliorare lo stato di salute dei pazienti e la loro risposta ai trattamenti antitumorali.

I preparati a base di chaga hanno proprieta’ antispasmodiche, diuretiche, ricostituenti, anti-microbiche e gastroprotettive, contribuendo a normalizzare l’attività del tratto gastrointestinale e della microflora intestinale e favorendo la cicatrizzazione delle ulcere dello stomaco e del duodeno. Il chaga è inoltre utilizzato nel trattamento di malattie dermatologiche, odontostomatologiche e otorinolaringologiche .

Il chaga e’ utilizzato nell’industria farmaceutica per la produzione del farmaco Befunginum (Befungin), un estratto del fungo arricchito da cloruro o solfato di cobalto. Il Befungin e’ consigliato nel trattamento di tumori maligni di varia localizzazione, nella gastrite cronica e nella discinesia gastrointestinale.

A quale fine e’ più spesso usato il chaga?

In Russia e in altre zone dell’Europa Centrale (Bielorussia, Polonia) il chaga è conosciuto da tempi immemorabili e largamente utilizzato nella medicina popolare per far fronte a disturbi di diverso genere, dalle patologie piu’ comuni del tratto gastro-intestinale ai problemi dermatologici e alle malattie oncologiche. Questo fungo possiede infatti eccellenti proprietà anti-infiammatorie e contiene componenti attive che rafforzano in modo naturale il sistema immunitario, migliorano le funzioni dell’organismo e il metabolismo. Di cio’ si erano spontaneamente avveduti gli abitanti delle zone periferiche della Russia, lontane da ospedali e farmacie e costretti ad affrontare malattie spesso in modo autonomo, sfruttando le risorse del territorio.

Le proprieta’ immunostimolanti, immunomodulanti e adattogene furono scientificamente provate negli anni ’50 del secolo scorso, quando in Unione Sovietica lo stato diede inizio a una ricerca sistematica e furono condotti numerosi esperimenti in vitro e in vivo oltre a studi clinici su pazienti oncologici al fine di investigare le caratteristiche del chaga. Il risultato fu l’inserimento del chaga nella farmacopea di stato dell’URSS.

Il primo preparato a base di chaga fu prodotto nel 1958 ed e’ in vendita a tutt’oggi nelle farmacie della Russia. Si e’ stabilito che l’assunzione di chaga favorisce la normalizzazione del funzionamento dei sistemi cardiovascolare e respiratorio, e’ utile in disturbi del tratto gastro-intestinale, specie in stati precancerosi, e’ un rimedio antidolorifico, consigliato anche nella terapia combinata in casi di patologie oncologiche di 3 e 4 stadio per alleviare I sintomi della malattia, esercita un’azione immunostimolante e immunomodulante, puo’ essere usato per applicazione topica per la cicatrizzazione di ferite e lesioni cutanee. Viene spesso consigliato nel trattamento del lupus eritematoso, della psoriasi e applicato localmente per alleviare il dolore di lesioni cutanee causate da herpes zoster. Nonostante il chaga non abbia severe controindicazioni si consiglia comunque di consultare sempre il medico prima di introdurre il chaga nel regime alimentare di un paziente.

Preparati a base di fungo chaga sono assolutamente sconsigliati:
• in caso di assunzione di farmaci anticoagulanti: ricerche di laboratorio hanno dimostrato che il chaga può scatenare effetti collaterali;
• in caso di assunzione di farmaci per diabetici: ricerche di laboratorio hanno dimostrato che il consumo di chaga da parte di pazienti affetti da diabete abbassa i livelli di zucchero nel sangue, causando effetti collaterali.

Vanno inoltre sottolineate le seguenti controindicazioni, dovute alle sostanze che si accumulano nel chaga nel corso della sua crescita:
1. L’assunzione di chaga e’ categoricamente controindicata a bambini e donne incinte – due categorie di persone nel cui organismo avvengono rapidi processi di divisione cellulare e reazioni biochimiche. Il chaga è ricco di sostanze che bloccano l’attività vitale delle cellule, frenandone lo sviluppo.
2. Avendo il chaga un effetto lassativo, è assolutamente sconsigliato in casi di dissenteria e diarrea.
3. Gli acidi presenti nel fungo chaga sono incompatibili con il gruppo delle penicilline e con il glucosio, pertanto in caso di assunzione di antibiotici o di somministrazione di soluzioni di glucosio per via endovenosa e’ rigorosamente vietato il consumo di preparati a base di chaga.

Dieta da seguire nel periodo di assunzione di preparati a base di chaga
Quando si affronta una cura con preparati di fungo chaga e’ preferibile seguire una dieta a base di latticini e verdure: zuppe di verdure, frutta e verdura fresca, yogurt, latte, formaggio fresco, ricotta, cereali, pasta, piatti a base di uova, pane con crusca, gelatine e composte, succhi di frutta e smoothies di verdura, acqua minerale, tè nero non forte, tisane di erbe.
Va invece moderato o del tutto escluso il consumo di piatti piccanti e speziati, conserve in scatola, carne, salumi e affumicati, brodi di carne, grassi, in particolare la margarina, piatti molto caldi o troppo freddi, tè forte e caffè, aglio e cipolla.

Fonti Bibliografiche

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  11. Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITORE
  12. Ivo Bianchi (2013) – Il Fungo dell’Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONI
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Studi scientifici nel campo della micologia hanno attribuito notevoli capacità terapeutiche ai funghi inaugurando un nuovo ambito di ricerca nella medicina naturale: la Micoterapia

Da sempre l’uomo ha curato i propri malanni con i prodotti della terra oggi un nuovo impulso in questa direzione arriva anche dalla scienza. Le capacità terapeutiche dei funghi in particolare, fanno parte di antichissime tradizioni sciamaniche orientali, ma oggi la Micoterapia sta diventato un campo di ricerca piuttosto interessante anche dal punto di vista scientifico. Recenti studi metterebbero infatti in luce le capacità terapeutiche dei funghi, confermando così quanto sostengono giapponesi e cinese che già da 2000 anni credono nelle potenzialità di questo organismo vegetale. Tuttavia, ha del sensazionale sapere che i funghi sarebbero in grado di curare malattie piuttosto gravi, alleviandone dolori e disturbi.

Chi crede nelle potenzialità dei funghi sostiene infatti che questi, oltre a rinforzare il sistema immunitario, regolare glicemia e colesterolo, avere una precisa azione anti – infettiva, sarebbero in grado di inibire la crescita tumorale e di curare disturbi cardiocircolatori e neurologici. Si tratta sicuramente di una rivelazione sorprendente da considerare con cautela senza false illusioni, ma anche con molto interesse per le future scoperte. Non c’è dubbio, come ricorda anche il Ministero della Salute, che i funghi abbiamo un valore nutritivo importante dal punto di vista qualitativo per la presenza di amminoacidi essenziali, vitamine ed alcune sostanze minerali.

Il fungo ABM (Agaricus Blazei Murrill), per esempio, sembra essere il fungo che maggiormente combatte le formazioni tumorali. La sua riscoperta è stata avvicinata a quella della penicillina poiché gli anno attribuito azioni rivoluzionarie contro il cancro e l’AIDS. In attesa di conferme circa le potenzialità dei funghi per la cura di malattie tanto gravi, non vanno sottovalutate le capacità terapeutiche dei funghi per la cura di malattie piuttosto diffuse negli anziani. La Maitake (Grifola frondosa) ad esempio, da secoli apprezzata dai Giapponesi, si è dimostrata, infatti, efficace per l’abbassamento della pressione, per la cura del diabete senile e l’osteoporosi.

Con il termine Micoterapia si intende l’utilizzo dei funghi medicinali per la difesa della nostra salute. Essi si usano da centinaia di anni e venivano utilizzati ampiamente nella MTC (Medicina Tradizionale Cinese). Oltre che nella storia, però, i funghi sono stati e sono tutt’ora utilizzati ed oggetto di moderni studi scentifici, che confermano sempre maggiormente il loro elevato potere terapeutico.

Individuazione e trattamento della causa 
La medicina allopatica convenzionale è orientata al trattamento del sintomo e perde di vista l’insieme della persona. La MTC rivolge invece la sua attenzione alla ricerca della causa dello squilibrio.
L’approccio orientale della micoterapia è orientato al trattamento della causa che ha provocato la malattia: la rimozione della causa porta alla riduzione e. con il tempo, alla scomparsa dai sintomi.
Poiché le cause che hanno portato all’esordio di una patologia sono generalmente personali e dipendono dalla costituzione del soggetto, anche i funghi vengono utilizzati in un’ottica personalizzata che guarda, oltre alla malattia, anche le predisposizioni patologiche della persona.

Ripristino dell’equilibrio con prodotti naturali senza effetti collaterali 
I funghi sono “superalimenti” naturali, la loro azione è mirata al ripristino dell’ equilibrio dell’organismo: in quest’ottica sono considerati adattogeni, ossia sostanze che non provocano stress aggiuntivo all’organismo, e non causano la comparsa di effetti collaterali indesiderati. L’aumento delle malattie croniche che prevedono il costante utilizzo di farmaci con notevoli effetti collaterali che, a volte, perdono di efficacia (es. antinfiammatori). sta aumentando l’orientamento delle persone verso i metodi naturali.
I funghi contengono vitamine, minerali e molecole farmacologicamente bioattive, sono ricchi dal punto di vista nutrizionale, ma hanno un contenuto calorico basso: la ricchezza nutrizionale e “farmacologica” grazie alla naturale sinergia dei vari composti fa si che questi alimenti assunti in toto possano esprimere il loro straordinario potenziale.

Dalla tradizione un aiuto per la salute 
Il nostro organismo è sottoposto a molteplici stress: inquinamento, sostanze chimiche ambientali, additivi alimentari, additivi chimici alimentari, stress psicofisico, farmaci, radiazioni, onde elettromagnetiche ecc.
L’incapacità di gestire uno stress eccessivo porta ad una diminuzione delle prestazioni dell’organismo, ad uno squilibrio del sistema immunitario e all’esordio di somatizzazioni e malattie con tendenza a cronicizzare: malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, malattie tumorali, depressione, problematiche digestive, allergie etc. I funghi terapeutici permettono di effettuare una migliore gestione dello stress, un riequilibrio generale dell’organismo, ripristinandone in questo modo il funzionamento. Sono dei ‘tonici”, i rimedi di base della medicina tradizionale e popolare orientale e rinforzano l’organismo.

Supporto biologico alle malattie tumorali 
I funghi costituiscono un efficace supporto biologico nella terapia oncologica in quanto potenziano e supportano il sistema immunitario attivando la risposta dell’organismo contro la progressione di queste patologie. In corso di chemioterapia o radioterapia riducono gli effetti collaterali e proteggono i tessuti sani dai possibili danni. Studi scientifici hanno evidenziato per alcuni funghi un effetto di potenziamento dell’azione citotossica di alcuni farmaci chemioterapici. Studi epidemiologici hanno permesso di evidenziare una minore incidenza di alcune forme tumorali in aree di consumo costante di alcuni funghi (Agaricus brasiliensis, Shitake…) attribuendo loro un possibile effetto preventivo di malattia.

Modulazione del sistema immunitario
In molte malattie (allergie, malattie auto-immuni) si riscontra uno squilibrio del sistema immunitario. Studi scientifici hanno dimostrato che i funghi effettuano una modulazione del sistema immunitario riportandolo all’equilibrio con notevole riduzione della sintomatologia da squilibrio. Questo effetto si esplica grazie a particolari molecole (B-glucani) di cui i funghi sono ricchissimi che stimolano particolari cellule e attivano la produzione di molecole in grado di orientare la risposta immunitaria nella corretta direzione.

Malattie del benessere 
L’attuale stile di vita porta allo sviluppo di “malattie del benessere” quali diabete, ipercolesterolemia, iperlipidemia, gotta, sovrappeso e obesità, ipertensione ecc. grazie alle loro caratteristiche i funghi forniscono anche in questo caso un ottimo contributo al riequilibrio metabolico.

Detossificazione
I funghi sono molto efficaci nella detossificazione di fegato e reni, ma sono in grado si sostenere anche le funzioni di stomaco, intestino, vie aeree e sistema linfatico. La tonificazione di questi tessuti e organi permette all’organismo di eliminare con maggiore efficacia le tossine accumulate, e di eliminare stanchezza e astenia spesso presenti in situazioni di carico tossinico elevato.

Fungo intero 
Gli effetti benefici si ottengono soprattutto con l’utilizzo del fungo intero grazie alla sinergia di sostanze in esso presenti che lavorano insieme alle giuste concentrazioni e senza effetti collaterali.
Il nostro sistema immunitario è costituito da cellule di diverso tipo con funzioni diverse; il numero e l’attività di queste cellule sono importantissimi e devono essere in equilibrio per ottenere un buon funzionamento. Uno squilibrio o un indebolimento delle difese può portare all’evoluzione di malattie anche degenerative e per questo la modulazione del sistema immunitario diventa particolarmente importante.

Come funzionano i funghi 
Un organismo sovraccarico di tossine ambientali e alimentari, stressato e affaticato avrà un sistema immunitario più lento e meno efficace. Studi scientifici su pazienti oncologici hanno dimostrato che l’utilizzo del fungo intero permette la riattivazione cellulare e il potenziamento del sistema immunitario e stimola la reazione dell’organismo nei confronti della malattia. La modulazione del sistema immunitario da parte dei funghi avviene quando c’è squilibrio, mentre un sistema immunitario perfettamente funzionante non viene stimolato. L’attività del fungo e dei suoi componenti è quindi un’attività adattogena e di regolazione e non uno stimolo aspecifico. Le proprietà chelanti dei funghi permettono di legare le sostanze tossiche presenti nei tessuti e di eliminarle potenziando ulteriormente l’organismo e conseguentemente anche il sistema immunitario.

Errori nei singoli approcci 
I funghi contengono numerosissime molecole bioattive; la scienza ne conosce solo una minima parte e tende ad isolarle e a studiarle separatamente. Se anche dal punto di vista scientifico questo tipo di approccio serve a spiegarne i meccanismi d’azione, si perde la sinergia di tutte le sostanze in essi contenute che si completano e si potenziano osi modulano reciprocamente.
Se anche gli estratti oi singoli composti isolati dal fungo sono risultati efficaci nel trattamento di alcune patologie e sono utilizzati in numerosi studi scientifici, il loro utilizzo ha spesso portato alla comparsa di effetti collaterali, cosa che non succede con l’utilizzo del fungo intero. L’utilizzo del fungo intero è sicuro: dosi fino a I5g per somministrazione non hanno evidenziato effetti collaterali

L’azione adattogena e detossificante è ottenuta solo con l’utilizzo del fungo intero
Gli estratti contengono solo una piccola parte delle molteplici sostanze contenunte nel corpo fruttifero del fungo. Per questo motivo gli estratti non hanno un effetto adattogeno. Quando il nostro sistema immunitario è sbilanciato il fungo intero agisce riequilibrandolo. Lutilizzo degli estratti può in qualche caso aggravare lo squilibrio. Inoltre gli estratti, a differenza del fungo intero, non svolgono una vera e propria funzione detossificante e non prowedono. dunque, alla naturale eliminazione della tossicità.

Fungo intero e micelio contengono una diversa sinergia di sostanze bioattive
Nel micelio manca quella parte di sostanze nutritive che viene prodotta nelle lamelle del corpo fruttifero e che va a formare le spore, ossia tutta la parte rigenerativa del fungo. La parte rigenerativa in particolare del Reishi contiene la maggior parte delle sostanze antiinfiammatorie (triterpeni). Gli estratti e il micelio non contengono queste sostanze. D’altra parte il micelio contiene invece molti enzimi e sostanze antiossidanti e il suo utilizzo sarà diverso da quello del fungo intero. Inoltre la produzione del micelio viene effettuata su cereali per cui circa il 50% della polvere è costituita da cereali. Per questo motivo il dosaggio utilizzato per il micelio deve essere superiore a quello previsto per il fungo intero e la sua azione è relativamente più lenta.
Fungo intero e micelio sono in generale da preferire rispetto all’utilizzo degli estratti, ma la loro destinazione d’uso deve essere comunque diversa.

Come e su cosa agiscono i funghi medicinali 
I funghi, per loro natura, hanno la capacità di “digerire” tramite complessi processi enzimatici quanto ricavano da sostanze in decomposizione assorbendo tali sostanze e rendendole nuovamente biodisponibili. Essi costituiscono una sorta di connessione tra il mondo minerale inanimato ed il mondo vivente. Ogni tipo di fungo serve a funzioni specifiche, però possiamo affermare che generalmente tutti intervengono su:

1) Metabolismo glucidico e lipidico;
2) Chelazione di metalli pesanti;
3) Riequilibrio del Sistema Immunitario;
4) Antagonizzazione delle spinte anomale di crescita cellulare; 

Anche se sono alimenti, i funghi non velenosi sono pertanto molto efficaci e possono essere di sicuro interesse come aiuto complementare alla Medicina Ufficiale. Alcune patologie sulle quali i funghi hanno dato ottimi risultati sono il diabete, problemi circolatori, cancro, virosi di vario tipo, asma, allergie ed altre. I funghi rientrano sicuramente in quella che viene definita immunonutrizione, che è la capacità di modulare l’attività del sistema immunitario attraverso l’utilizzo di specifici nutrienti. L’immunonutrizione può essere utilizzata ogni volta che si ritenga necessario riequilibrare la risposta immune cellulare (TH1) ed umorale (TH2).

Quello che noi conosciamo come fungo, in realtà è solo il frutto, che è visibile sopra la superficie del terreno. Il frutto ha il compito di rilasciare le spore, che, un po’ come il polline per i fiori, vengono traportate dal vento e dall’acqua. Le spore, a contatto con un ambiente favorevole, si struttureranno in filamenti chiamati ife. Le ife, a loro volta, strutturandosi in una fitta rete compatta di filamenti daranno vita al micelio. Il frutto che noi conosciamo è la parte cresciuta al di fuori del terreno del micelio.

Le principale sostanze attive che producono effetti benefici per la salute dell’uomo sono l’elevata concentrazione di enzimi, metaboliti secondari, triterpeni, lectine, steroli, fibre alimentari, chitina e, non ultimi, i Beta glucani.L’imprevedibile bontà della naturaElenco dei principali funghi medicinali:

Si propone di seguito un elenco dei funghi medicinali e, a titolo puramente indicativo, le patologie più comuni per le quali essi vengono utilizzati:

Lentinus Edodes – (SHIITAKE): ipercolesterolemia, iperuricemia, cachessia neoplastica, artrosi, affezioni virali, influenza, rinite, steatosi epatica, eczema, cancro polmonare e mammario, sarcoma;

Coprinus Comatus: diabete tipo I e II, stipsi, emorroidi, tossicosi epatica;

Polyporus umbellatus – (ZHU LING): edemi, ritenzione di liquidi, ipertensione, drenaggio linfatico, metastasi linfonodali, cancro, leucemia;

Hericium Erinaceus – (HOUTOU): gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcera gastrica e duodenale, allergie ed intolleranze alimentari, rettocolite ulcerosa,

Auricularia auricula judae – (MU HER – KIKURAGE): Infiammazione delle mucose, tracheite, tosse secca, cancro cutaneo, carcinoma epidermoide, eccesso di radicali liberi, emorroidi, obesità;

Cordyceps sinensis – Cordyceps militaris: Stanchezza, convalescenza, depressione, insonnia, impotenza, sterilità maschile e femminile, gastroenteriti infettive, irregolarità mestruali, glomerulonefrite cronica, insufficienza renale, asma, bronchite cronica;

Grifola frondosa – (MAITAKE): Carcinoma mammario, polmonare, gastrico, epatico, vescicale, prostatico, melanoma, glioblastoma, ottimo per controbattere gli effetti secondari della chemioterapia, cistiti ricorrenti, ipertrigliceridemia, deficit immunologico, stress, osteoporosi;

Ganoderma lucidum – (LING ZHI – REISHI): Insonnia, stanchezza, invecchiamento precoce, miotonia distrofica, problematiche cardiovascolari, aritmia, dispnea, precordialgie, allergie, eczemi, epatiti A,B,C, carcinoma nasofaringeo, artrite reumatoide, mononucleosi infettiva, leucopenia.

Agaricus brasiliensis – (COGUMELO DEL SOL): Deficit immunologico, patologie autoimmuni, frequenti ricadute infettive, allergia, asma, invecchiamento precoce, ipertensione arteriosa, intossicazioni, cirrosi epatica, epatite B, epatite tossica, sarcoma, melanoma, patologie neoplastiche.

Coriolus versicolor – (KAWARATAKE – YUN ZHI): azione antivirale, tumori ormono-dipendenti (mammari, prostatici), carcinoma polmonare, sarcoma, tumori cerebrali, linfoma, carcinoma esofageo, gastrico, nasofaringeo, polmonare, colo-rettale, ovarico, cervicale (HPV correlato), vescicale.

Chaga: e’ un fungo terapeutico conosciuto e utilizzato dai popoli siberiani da tempi remoti. Il termine (traslitterazione dal cirillico caga – in occidente piu’ diffuso come chaga) deriva dalla lingua dei Komi-Permiacchi, una minoranza etnica che si era insediata in Siberia nella valle del fiume Kama, ad ovest degli Urali. In lingua Komi con il termine tšak venivano un tempo designati tutti o funghi legnosi e spugnosi che crescono sugli alberi. Oggi invece con il nome “chaga” si intende solo una specie di questi funghi, piu’ precisamente l’inonotus obliquus. Il fungo chaga ha numerose proprieta’ terapeutiche: migliora il metabolismo, nella fattispecie attiva il ricambio nel tessuto cerebrale e accelera l’attività dei sistemi enzimatici. Il Chaga contribuisce inoltre a regolare il funzionamento dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, stimola l’ematopoiesi (favorisce l’incremento del livello dei leucociti), agisce come tonico, aumentando la resistenza alle malattie infettive, possiede proprietà anti-infiammatorie sia a uso topico che per assunzione orale, migliora l’attività citotossica dei farmaci anti-tumorali, rallenta la crescita di neoplasie, facendole regredire e frenando lo sviluppo di metastasi. L’assunzione di chaga durante il periodo di cura contribuisce a migliorare lo stato di salute dei pazienti e la loro risposta ai trattamenti antitumorali.

(L’immagine è tratta dal libro: Ivo Bianchi, MICOTERAPIA, i funghi medicinali nella pratica clinica, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2008)

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Gli antiossidanti sono essenziali per mantenere efficace il sistema immunitario. Questa necessità è ancora più importante con l’avanzare dell’età, quando vi è un incremento della formazione di radicali liberi. Gli antiossidanti contribuiscono a mantenere l’integrità e la funzionalità dei lipidi di membrana, delle proteine cellulari e degli acidi nucleici.

Tutte le sostanze che agiscono da antiossidanti neutralizzano le forme attive dell’ossigeno interferendo così con l’attivazione dei procarcinogeni. Impediscono il loro le game al DNA, bloccando le aberrazioni cromosomiche e la replicazione delle cellule trasformate. Oltre a sopprimere l’azione dei promotori del cancro possono anche in durre la regressione di lesioni orali precancerose già esistenti, come la leucoplachia e l’eritroplachia.

Il nostro sistema immunitario è potente mediatore del nostro stato di salute. Attraverso cellule specializzate definite linfociti, riesce a neutralizzare e distruggere virus e batteri. Una delle sue caratteristiche fondamentali è quello di essere finemente regolato in perfetto equilibrio con l’ambiente che ci circonda, ma in situazioni in cui l’alimentazione è fortemente sbilanciata, una vita troppo sedentaria, la mancanza di esercizio fisico e lo stress cronico, tendono a disregolare l’immunità aumentando le probabilità di andare incontro a infezioni o al contrario di sviluppare patologie autoimmunitarie (artrite reumatoide, sclerosi multipla, tiroiditi ecc.), allergie e intolleranze.

Questo equilibrio è molto simile a una bilancia con i suoi piatti ben in equilibrio fra loro. Uno dei piatti serve per aiutare l’organismo a difendersi da virus e batteri (sistema TH1), mentre l’altro serve contro le aggressioni di parassiti e virus endocellulari (sistema TH2).

Quando questo equilibrio viene a mancare si ha uno sbilanciamento di un piatto rispetto all’altro. Un sistema TH1 troppo marcato (caratteristico delle donne) pur difendendo da molte infezioni, determina una maggiore probabilità di contrarre patologie autoimmunitarie come l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla. Al contrario, se pesa di più il sistema TH2, si presentano spesso allergie e patologie da autoanticorpi come le tiroiditi o nei casi gravi anche una maggiore incidenza del cancro.Il bilancio ossidanti-antiossidanti è importante per assicurare la funzionalità del sistema immunitarioL’alimentazione attraverso i suoi nutrienti è capace di ristabilire l’equilibrio della bilancia.

Studi recenti indicano che le vitamine svolgono un ruolo importante. In particolare le ricerche si sono concentrate sulla vitamina B6 e B12. È stato visto che queste due vitamine presenti soprattutto nei cereali integrali, uova e latte, svolgono una potente stimolazione del sistema TH1 contro tutte le infezioni virali e batteriche. Gli anziani sono più a rischio di un loro deficit, in quanto presentano una maggiore atrofizzazione dello stomaco, che compromette l’assorbimento di queste vitamine a livello intestinale.

La vitamina C scoperta nel 1970 da Pauling grazie alla quale è stato insignito del premio Nobel, fu molto reclamizzata come toccasana per il comune raffreddore. In effetti queste caratteristiche non furono mai confermate, ma fu visto che supplementazioni di vitamina C erano efficaci nel ridurre l’intensità e la durata di questo disturbo invernale.

La vitamina E è un potente stimolatore TH1, e inoltre è stata associata ad una minore incidenza del cancro alla prostata.

Il selenio alla dose di 200 microgrammi al giorno è capace di contrastare le infezioni virali stimolando il sistema TH1 e le cellule natural killer potenti distruttori di virus e batteri.

Lo zinco ha le stesse potenzialità del selenio ma ha un effetto diverso in base alla dose somministrata. Se si vogliono contrastare i malanni invernali, la dose giornaliera non deve superare i 25-35 milligrammi per un periodo non oltre le 2-3 settimane. Dosi superiore e per periodi più prolungati stimolano il sistema TH2 e dunque possono avere effetto su patologie autoimmunitarie, ma anche indurre allergie e tiroiditi.

L’utilizzo dei probiotici rafforzano il sistema immunitario dell’intestino contro tutti quei virus e batteri che prediligono il sistema gastro-intestinale.

A supporto dell’alimentazione, inoltre, esistono diverse piante ad effetto immunostimolante. Diversi studi hanno confermato l’efficacia dell’Echinacea, della Klamath e un mix di piante cinesi la cui principale è la Sophora Flavescens, contro le infezioni. Queste piante potenziano efficacemente il sistema TH1.Il bilancio ossidanti-antiossidanti è importante per assicurare la funzionalità del sistema immunitarioParticolarmente interessante l’utilizzo della MICOTERAPIA per una modulazione del sistema TH1 e TH2.

Il Coriolus (Fungo legnoso, non commestibile, cresce per tutto l’anno, su tronchi e ceppi morti o vivi. Molto comune in Europa e in tutto il mondo. Sessile, coriaceo, solitamente raggruppato in vari individui a mensole sovrapposte. Il suo colore è variabile, e dipende dal substrato e dalla luce; è concentricamente zonato) sembra essere un agente importante per ripristinare l’equilibrio immunologico e permettere il capovolgimneto del passaggio da TH1 a TH2.

Anche il fungo Agaricus blazei Murril possiede spiccate proprietà immunostimolanti e antitumorali, comparabili a quelle dei più conosciuti Lentinus edodes, Grifola frondosa e Ganoderma. Le frazioni indicate come responsabili dell’attività del fungo comprendevano vari glucani, complessi polissacaride-proteina (ATOM), complessi RNA-proteine, e glucomannano (Mizuno 2002; Mizuno et al. 1990; Wasser, Weis 1999; Ito et al. 1997; Fujimiya et al. 1998; Fujimiya et al. 2000; Cho et al. 1999), che vanno ad aggiungersi al lentinano, polisaccaride responsabile dell’attività immunostimolante del Lentinus edodes (Aoki 1984; Kanai, Kondo 1981).

In uno studio recente (Takeda e Okumura 2004) l’assunzione di estratti di Agaricus blazei e Lentinus edodes ha aumentato l’attività delle cellule NK, anche se è stato notato che la sensibilità all’estratto di Agaricus blazei era molto varia tra i soggetti, ed era correlata alla sensibilità all’estratto di Lentinus edodes. Gli autori ipotizzando una sensibilità selettiva di alcuni individui ai composti presenti negli estratti.

Possibili meccanismi di attivazione delle cellule NK.

Attivazione dei recettori Toll-like (TLR). Dieci membri di questa classe di recettori sono stati riscontrati negli esseri umani. Nei mammiferi questi recettori svolgono un ruolo fondamentale nel riconoscimento di composti micotici e batterici (Takeda, Kaisho, Akira 2003). I TLR attivano percorsi di segnalazione come NK-?B, che risultano nella secrezione di varie citochine proinfiammatorie (Oshiumi et al. 2003). Sembra che il recettore TLR-2/6 riconosca alcune componenti dello zimosano ma non dei ß-glucani (Underhill et al. 1999; Gantner et al. 2003).

Attivazione dei recettori per le lectine. Alcuni tipi di lectine possono funzionare come immunomodulanti (Hofer et al. 2001), ed è possible che l’interazione tra lectine presenti nei funghi e recettori lectinici di tipo C possa giocare un ruolo nella immunomodulazione.

Attivazione dei recettori per ß-glucano. I ß-glucani hanno mostrato interessanti proprietà in vivo di stimolazione delle risposte antinfettive ed antitumorali dei soggetti (Tzianabos 2000). Sono un gruppo eterogeneo di polimeri del glucosio, costruiti da uno scheletro di unità ß-D-glucopiranosil a legame ß(1?3), con catene laterali a legame ß(1?6); sono una parte fondamentale della struttura delle pareti cellulari di funghi, macrofunghi, piante ed alcuni batteri, e vengono riconosciute dal sistema immunitario innato dei vertebrati (non sono presenti nei tessuti animali), esclusivamente attraverso vari recettori cellulari superficiali (Battle et al. 1998).

L’attività di questi recettori è stata individuata su leucociti di vario tipo (macrofagi, neutrofili, eosinofili e cellule NK) e cellule non immunitarie (endoteliali, epiteliali alveolari, fibroblasti). Dei recettori individuati (Zimmerman et al. 1998; Rice et al. 2002; Brown, Gordon 2001; Taylor et al. 2002) solo uno, dectin-1 ha mostrato chiaramente di essere in grado di mediare le risposte biologiche al ß-glucano (Brown, Gordon 2003).

La natura dunque ci ha dato diverse armi per combattere i malanni, basta saperle riconoscere ed utilizzare bene.

Gli scienziati hanno scoperto che il Coprinus (Coprinus comatus) contiene un ottimo ipoglicemizzante, il vanadio colloidale, che aiuta a ridurre la glicemia elevata e l’innalzamento dell’emoglobina glicata, il valore più rappresentativo dell’andamento della glicemia (Bailey et al., 1984; Han et al., 2003 e 2006).

Coprinus comatus è un  fungo Medicinale che, grazie alla sua capacità di nutrire i fermenti lattici, è utile nel risanare la flora batterica intestinale, necessaria per il buon funzionamento dell’intestino e della sua risposta immunitaria.

COPRINUS è un ottimo complemento nel trattamento del Diabete di tipo I e II. Esso agisce come un vero ipoglicemizzante orale senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci ipoglicemizzanti, risulta molto utile nel sovrappeso androide, quando c’è l’accumulo adiposo è localizzato all’area addominale, tale accumulo adiposo viscerale è associato ad alterazioni metaboliche (sindrome metabolica: ipertensione, iperlipidemia, ipercolesterolemia, ecc.) e ad un aumentato rischio di sviluppare patologie metaboliche (es. diabete, steatosi epatica) e cardiovascolari.

Il grasso viscerale ha caratteristiche diverse rispetto a quello sottocutaneo; esso influenza l’equilibrio endocrino-metaholico dell’organismo, si comporta come un vero e proprio organo endocrino rilasciando adipochine pro-infiammatorie, dotate di effetti locali, ma anche centrali e periferici (effetto endocrino). Il rilascio di adipochine da parte del tessuto adiposo influenza l’appetito, il bilancio energetico, la sensibilità periferica all’insulina, il metabolismo lipidico e sposta l’equilibrio del sistema immunitario attivando una fase di infiammazione cronica.

Il COPRINUS esercita la sua azione regolando il rilascio di insulina, aumentandone la sensibilità periferica e modulando contestualmente il sistema immunitario, riducendo così l’infiammazione; in questo senso diventa un valido strumento nel controllo del peso, in associazione a MICO-MAI in presenza di sindrome metabolica o a MICO-POLYPOR in presenza di ristagno linfatico e ritenzione di liquidi.Riacquistare la linea con i funghiCoprinus comatus è un fungo ricco in vanadio (CCRV = Coprinus comatus ricco in Vanadio); studi su Coprinus e la sua azione sul metabolismo glucidico hanno evidenziato effetti positivi sui livelli glicemici, sulla regolazione della gliceinnia e sui livelli di emoglobina glicata. Studi sperimentali hanno dimostrato un effetto revitalizzante e rigenerativo sulle cellule B pancreatiche. La presenza del Vanadio spiega la sua azione insulino-mimetica, attraverso un meccanismo di inibizione di una tirosin-chinasi intracellulare responsabile della regolazione negativa della via di segnalazione che induce il fenomeno di resistenza periferica all’insulina.

Nel Coprinus sono presenti diversi principi attivi, in particolare:

  • il vanadio colloidale, un minerale molto raro che esercita un’azione ipoglicemizzante. Grazie a questa sua particolarità è in grado di ridurre l’emoglobina glicata e la glicemia elevata, due parametri importanti nel diabete (Bailey et al., 1984; Han et al., 2003 e 2006)
  • il manganese, che contribuisce al controllo del metabolismo degli zuccheri
  • la vitamina C, raramente presente nei funghi
  • il trealosio, un disaccaride composto da due molecole di glucosio, che costituisce il nutrimento preferito dei fermenti lattici intestinali. Il Coprinus, molto ricco di questo prebiotico, migliora la flora batterica dell’intestino, che in presenza di varie patologie risulta alterata
  • i beta-glucani, potenti immunostimolanti, tra cui i beta-glucani D,1-6 D, raro in natura (Efremenkova et al., 2001)
  • i terpeni, potenti immunostimolanti capaci di aumentare le nostre difese e di combattere gli agenti aggressivi che attaccano l’organismo (Asatiani et al., 2011; Badalyan e Sisakyan, 2005)

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L’importanza e la complessità della sindrome metabolica la rendono una delle patologie più importanti e più discusse dell’attuale “società del benessere”. La sua diffusione è diventata epidemica in quanto è riscontrabile in circa il 40% della popolazione al di sopra dei 40 anni e il trend attuale è preoccupante. Il livello di obesità nella popolazione sta crescendo in modo drammatico nella popolazione adulta e si può attualmente ipotizzare che nel prossimo futuro più del 50% delle persone sopra i 60 anni soddisferanno i criteri diagnostici di sindrome metabolica.

La Sindrome metabolica o “sindrome X” o “sindrome da resistenza insulinica” è un termine coniato dal prof.Gerald Raven (Università di Stanford) nel 1987.

Si riferisce ad un insieme di “sintomi” legati a:
– resistenza insulinica e iperinsulinemia compensatoria da questa evocata;
– Obesità addominale;
– Dislipidemia aterogena;
– Ipertensione;
– Stato proinfiammatorio;
– Stato trombofilico.

Secondo la WHO la sindrome metabolica è caratterizzata da presenza di:
– Diabete tipo 2;
– Alterata glicemia a digiuno;
– Alterata tolleranza glucidica
e uno o più dei da seguenti fattori:
I pertensione;
Trigliceridi >150;
HDL <35 (uomo) e <39 (donna); 8Ml >30;
Albuminuria >20 mcg/min.

Tra le cause della Sindrome metabolica si possono ascrivere un’alimentazione eccessivamente ricca di carboidrati raffinati associata ad una diminuzione dell’attività fisica. Entrambi questi fattori contribuiscono nel tempo ad una alterazione del controllo metabolico ormonale dell’insulina e conseguente resistenza periferica delle cellule bersaglio all’insulina. A sua volta la resistenza insulinica comporta un ridotto ingresso di glucosio nelle cellule normalmente sensibili ed un conseguente eccesso di glucosio ematico. Entrambe le situazioni inducono una maggiore stimolazione della ghiandola pancreatica a produrre maggiori quantità di insulina.

L’iperinsulinemia compensatoria così evocata può garantire inizialmente un discreto controllo della glicemia nel sangue, ma, nel tempo viene pagata dall’organismo a caro prezzo. Molti organi e tessuti non manifestano il fenomeno della resistenza insulinica, ma rimangono normalmente sensibili all’insulina e quindi ne subiscono i livelli eccessivi.

Alla resistenza all’iperinsulinemia compensatoria, opposta dai tessuti muscolare e adiposo, derivano alterazioni biochimiche e fisiopatologiche che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, ridotta tolleranza al glucosio, dislipidemia (aumento colesterolo e LDL, riduzione HDL), ipertensione arteriosa, aumento della coagulabilità del sangue, iperuricemia e aumento delle PGE2 proinfiammatorie.

Tra i parametri emergenti per la valutazione del valore prognostico di questa malattia, assumono sempre più importanza i markers dell’infiammazione tra cui la Proteina C reattiva (hsPCR*) e l’inibitore dell’attivatore del Plasminogeno-1 (PAI-1). Il valore prognostico di elevati livelli di hsPCR è negativo ed esprime un elevato rischio di deplezione dell’immunità innata e di sbilanciamento pro-infiammatorio del sistema immunitario, entrambi fattori predisponenti all’evoluzione delle patologie cardiovascolari. Valori elevati di hsPCR sono infatti stati correlati sia ad una maggiore probabilità di eventi cardiovascolari che di evoluzione di diabete. Anche la disfunzione fibrinolitica accompagnata da elevati livelli di PAI-1 sembra assumere un ruolo centrale nella patogenesi degli eventi cardiovascolari e nella predisposizione all’aterosclerosi in pazienti con sindrome metabolica.

A lungo andare le alterazioni biochimiche ed organiche possono portare a dislipidemia aterogena, stato trombofilico, perdita di funzionalità della ghiandola pancreatica, ipertensione arteriosa e stato proinfiammatorio costante con evoluzione in diabete o malattia cardiovascolare.

Oltre alle malattie cardiovascolari, ci sono sempre più evidenze scientifiche che la sindrome metabolica possa predisporre all’evoluzione di alcune malattie tumorali a causa dell’infiammazione, che crea la predisposizione alla trasformazione e crescita delle cellule alterate, e dell’iperinsulinemia in quanto questo ormone funge da fattore di crescita.

Il recettore dell’insulina è iper-espresso sia nei carcinomi colorettali che mammari, e li rende più suscettibili a questo ormone anabolico che stimola la proliferazione cellulare.

Lavori condotti dal Prof. Berrino dell’Istituto Tumori di Milano hanno infatti dimostrato un effetto importante del controllo della glicemia nell’epidemiologia e nel controllo delle recidive di carcinoma mammario. Anche l’obesita’”a mela” è correlata ad una maggiore incidenza di malattie degenerative; ad esempio, nelle donne in post-menopausa, il tessuto adiposo diventa una delle principali fonti di produzione di estrogeni che fungono da fattori di crescita per il carcinoma mammario. Gli adipociti secernono inoltre molte citochine pro-infiammatorie (TNF-a, IL-6, IL-8, IL-lO, MIP-1 e MCP-1) per il fatto che si trovano in condizioni di ipossia e in questo modo stimolano la crescita di Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF) per la creazione di nuovi vasi (neoangiogenesi) nel tessuto adiposo.

Le citochine pro-infiammatorie promuovono la resistenza insulinica e aumentano la circolazione dei trigliceridi, entrambe caratteristiche della sindrome metabolica, ma creano anche una condizione predisponente — acidosi e carenza di ossigeno — alla trasformazione neoplastica. L’infiammazione è infatti stata correlata all’evoluzione di molti tipi di neoplasie, tra cui il carcinoma gastrico, pancreatico, epatico, vescicale e colorettale, in quanto influenza la crescita, l’apoptosi e la proliferazione delle cellule tumorali e stromali.

Le cellule tumorali hanno un elevato tasso metabolico e per questo la loro richiesta di glucosio è elevatissima e ne hanno ottimizzato la captazione grazie alla sintesi di specifici trasportatori di membrana (GLUT-1, GLUT-3 e GLUT-12); l’aumento del glucosio ematico funge quindi da nutrimento specifico per eventuali cellule tumorali presenti.

E stato dimostrato che un’ aumentata captazione di glucosio da parte delle cellule tumorali, riscontrabile in presenza di elevata glicemia, è correlata all’evoluzione di tumori ad alto grado di malignità, con aumentato potenziale metastatico, ridotta risposta alla terapia e prognosi infausta.

L’eccesso di glucosio ematico promuove anche la formazione di radicali liberi dell’ossigeno (ROS) che possono creare danni a strutture molecolari tra cui il DNA, provocando alterazioni che possono causare la trasformazione cellulare. Ancora il processo di glicazione non enzimatica delle proteine con produzione di AGE (Advanced Glication End products) scatena un aumento dello stress ossidativo tissutale, altra concausa della trasformazione neoplastica.

Lo stress ossidativo può essere aumentato anche dalla perossidazione lipidica che si viene a creare in presenza di un eccesso di LDL. I componenti della sindrome metabolica possono quindi concorrere alla promozione della trasformazione neoplastica attraverso una serie di diversi meccanismi che possono agire con modalità additive o sinergiche.

Tutti questi meccanismi sono stati correlati all’obesità, alla resistenza insulinica, alla dislipidemia con elevate LDL e ridotte HDL, all’iperglicemia e all’infiammazione, tutti fattori riconducibili alla sindrome metabolica.

Questi dati denotano l’importanza di un intervento radicale che permetta di prevenire o trattare questa patologia prima che i danni possano diventare tali da causare lo sviluppo di patologie cardiovascolari, diabete o malattie tumorali.

Oltre all’impostazione di un corretto stile di vita (riduzione ponderale, aumento dell’attività fisica e controllo nutrizionale), è importante trattare quelli che sono i fattori di rischio (dislipidemia, iperglicemia e ipertensione) per un approccio globale al controllo della malattia e delle sue possibili evoluzioni.La sindrome metabolica - trattamento nutraceuticoTra le sostanze più efficaci nel trattamento dei fattori di rischio vi sono i funghi medicinali, in particolare Coprinus comatus, Ganoderma lucidum (Reishi), Grifola frondosa (Maitakc) e Lentinus edodes (Shiitake), un fitoterapico, Nopal (opunzia ficus indica) e un nutraceutico, il KriII.

Il Maitake (Grifola frondosa) è particolarmente indicato in caso di soprappeso ed obesità ed esplica una chiara attività ipoglicemizzante e antiipertensiva; per questo motivo è particolarmente utile nel trattamento del diabete II non insulina dipendente. L’attività antidiabetica di questo fungo non è legata all’inibizione dell’assorbimento enterico del glucosio, ma al metabolismo del glucosio dopo il suo assorbimento.
Il meccanismo di azione si basa infatti sull’iper-regolazione effettuata sui recettori cellulari dell’insulina con riduzione dell’insulino-resistenza e aumento della sensibilità periferica all’insulina, ed una maggiore capacità di riconoscere il glucosio. La frazione isolata responsabile di questo effetto è la “Frazione X”.

Il Coprinus comatus o fungo dell’inchiostro, contiene Vanadio, minerale con effetto antidiabetico che si manifesta come sensibilizzazione delle cellule all’azione dell’insulina e protezione e revitalizzazione delle residue beta cellule pancreatiche. In un recente studio è stata valutata l’efficacia del fungo in ratti resi iperglicemici dalla somministrazione di Alloxana ed Adrenalina.
Dopo la somministrazione del fungo l’iperglicemia indotta da Alloxana è diminuita significativamente (p<o.05, p<o.ol) e i topi  hanno evidenziato un aumento del peso;  è il più importante fungo con effetto antidiabetico: 90 minuti dopo l’assunzione della polvere la glicemia si riduce di circa il 41%, 3 ore dopo persiste una riduzione di circa il 30% e 6 ore dopo c’è ancora una glicemia ridotta del 20%. Il Coprinus Comatus agisce quindi come un vero antidiabetico orale ed è privo di effetti collaterali.

Lo Shiitake o Lentinus Edodes è probabilmente il fungo maggiormente efficace nel trattamento dell’ipercolesterolemia; l’effetto ipocolesterolemizzante del fungo aggiunto alla dieta è netto e porta al 20% di riduzione dell’assorbimento; dopo 5 ore dall’assunzione di un pasto a base di questo fungo i livelli di colesterolo calano del 30-40%. L’effetto ipocolesterolemizzante si manifesta maggiormente nel giovane in quanto funziona meglio nel soggetto con una buona reattività, tuttavia è significativo anche nel soggetto anziano.
Ha un ruolo importante nella prevenzione delle patologie cardiovascolari perché previene i depositi di colesterolo e contrasta la formazione della placca ateromasica. Esercita anche un’azione alcalinizzante che lo rende utile nella prevenzione e trattamento dell’acidosi metabolica. Per queste sue proprietà è indicato nei casi di ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, steatosi epatica, obesità, aritmia cardiaca, iperuricemia, gotta, astenia, e nella prevenzione dell’aterosclerosi e delle malattie cardiovascolari.

Il Reishi o Ganoderma lucidum è annoverato tra le 10 sostanze naturali più efficaci. In Cina e in Giappone è considerato il fungo dell’immortalità.
E’ considerato un grande adattogeno, la miglior scelta per uno stimolo generale dell’organismo ed un sostegno antisenescenza.
Vari studi hanno dimostrato che questo fungo ha benefici effetti a livello cardiovascolare grazie alla sua azione di inibizione dell’aggregazione piastrinica e di riduzione dell’ipertensione con un meccanismo simil ACE inibitore. Ulteriori effetti benefici a livello cardiocircolatorio si hanno indirettamente per la sua azione ipocolesterolemizzante che si esplica attraverso una inibizione della sintesi di colesterolo endogeno per inibizione della HMG-CoA Reductasi, una riduzione dell’assorbimento enterico di colesterolo e uno stimolo della funzionalità e della detossificazione epatica.
Esercita anche un’importante azione antinfiammatoria: un interessante studio ha dimostrato che 50 mg di polvere di Reishi hanno un effetto antiinfiammatorio corrispondente a 6 milligrammi di idrocortisone (triterpene ad azione cortison-like) e questo spiega i suoi benefici e rapidi effetti in caso di patologie infiammatorie croniche in generale. Indicazione all’utilizzo di questo fungo è la presenza di ipercolesterolemia anche familiare o da stress, l’ipertensione, la presenza di problemi cardiovascolari (aritmia, dispnea, precordialgie, palpitazioni), la stanchezza e l’intossinazione epatica, ma anche la presenza di uno stato infiammatorio e la tendenza ad una maggiore coagulabilità del sangue.

Il Nopal (Opunzia ficus indica) è una pianta che esercita un’azione di regolarizzazione e di stabilizzazione della glicemia, grazie all’elevato contenuto di fibre, vitamina C, pectina e Glucosio 6-P deidrogenasi. Per questo motivo sostiene le terapie di supporto del diabete di tipo I e II, coadiuva l’attivazione delle funzioni ghiandolari pancreatiche, e contribuisce alla riduzione del peso, alla normalizzazione del profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi) e della pressione sanguigna. Esercita un’azione sinergica se associato al Maitake. Studi su modelli animali hanno riportato riduzione della glicemia postprandiale e dell’emoglobina glicata con effetti sinergici con l’insulina.
Studi su animali pancreactomizzati hanno dimostrato che l’attività ipoglicemizzante non è dipendente dalla presenza di insulina, mentre 2 studi in vivo con piccole casistiche (n=14 e n=32) hanno riportato miglioramenti della glicemia a digiuno e riduzione dei livelli di insulina in pazienti con diabete di tipo Il. Gli autori hanno concluso che il Nopal aumenta la sensibilità periferica all’insulina.

Il Krill antartico è costituito da crostacei dell’ordine Euphausiacea che compongono lo zooplancton; contiene: omega 3 (EPA e DHA), fosfolipidi (fosfatidilcolina, fosfatidilinositolo e fosfatidiletanolamina), antiossidanti, vitamine, chitina, astaxantina. Uno studio clinico di fase II a doppio cieco contro placebo di 120 soggetti per 6 mesi ha paragonato l’azione del Krill (1-3 g/die) e dell’olio di pesce (180 mg EPA e 120 mg DHA per grammo di olio -3 g/die). I risultati hanno dimostrato che il Krill, a dosaggi inferiori, è più efficace con importanti risultati nel controllo della glicemia e nel riequilibrio del profilo lipidico.

L’utilizzo dei funghi medicinali unisce il lavoro sui parametri ematochimici alterati in corso di sindrome metabolica ad una potente immunomodulazione che potenzia l’azione dell’organismo nel riconoscimento e distruzione di eventuali cellule tumorali.

* hsPCR= PCR alta sensibilità.

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Articolo curato dalla Dott.ssa Stefania Cazzavillan – Presidente dell’IMI (Istituto Micoterapico Internazionale)

Recenti studi scientifici hanno riconosciuto ai funghi nuove ed impensabili capacità terapeutiche, dando luogo ad un nuovo ambito di ricerca nella medicina naturale.

I funghi medicinali sono stati utilizzati per millenni nella Medicina Tradizionale Cinese e in generale per il mantenimento di un buono stato di salute. Gli standard terapeutici della medicina orientale non sono condivisi dalla medicina occidentale, tuttavia negli ultimi 10-20 anni la ricerca scientifica ha fornito una grande quantitá di informazioni sui composti bioattivi contenuti nei funghi medicinali e sui loro meccanismi di azione evidenziando il potenziale beneficio da essi offerto.

II regno dei funghi, che comprende in realtá anche le muffe e i lieviti, vanta milioni di esemplari, ma di questi solo una parte é stata finora studiata per comprenderne le caratteristiche e le proprietá. E’ un mondo affascinante, che gli scienziati indagano non solo a scopi conoscitivi: alcune delle sostanze prodotte dal metabolismo secondario dei funghi hanno infatti proprietá medicinali, soprattutto antibiotiche (es. penicillina) molto usate dalla medicina occidentale, altre potranno forse essere impiegate nella lotta ai tumori (es. la spirolaxina con attivitá antiangiogenetica).I FUNGHI: nuova frontiera naturale nel campo dell’immuno-nutrizioneRecenti studi scientifici hanno riconosciuto ai funghi nuove ed impensabili capacità terapeutiche, dando luogo ad un nuovo ambito di ricerca nella medicina naturale.
I funghi sono strutture piuttosto specifiche, dotate di caratteristiche alquanto ibride tra regno vegetale e regno animale, con forse maggiore somiglianza a quest’ultimo da un punto di vista evolutivo.

L’utilizzo alimentare dei funghi, usanza popolare ed antica, è volto a migliorare la qualità e l’assimilabilità dei cibi, ma centinaia di anni di loro uso terapeutico in oriente da parte della Medicina Tradizionale Cinese e della scienza medica giapponese e solide ed inconfutabili ricerche scientifiche moderne, hanno suscitato l’interesse sulle possibilità terapeutiche offerte in particolare dai funghi eduli.

Al di là del loro valore nutritivo, importante per la presenza di amminoacidi essenziali, vitamine ed ogni minerale presente nel loro substrato di crescita, i funghi sono in grado di rinforzare il sistema immunitario, regolare glicemia e colesterolo, inibire lo sviluppo tumorale e curare disturbi cardiocircolatori e neurologici. Andranno quindi a lavorare specificatamente in tutte le disfunzioni del metabolismo glucidico e lipidico: ipercolesterolemia, diabete; sulle patologie da deficit immunologico: virosi come epatite, herpes virus, Epstein-Barr virus, ma anche asma, allergia; sulla disintossicazione da metalli pesanti; sull’osteoporosi, arteriosclerosi, ipertensione, sclerosi multipla, Morbo di Alzheimer.

Questi supplementi nutrizionali sono utilizzati in particolare nella modulazione del sistema immunitario, per aumentare la resistenza alle malattie e per normalizzare le funzioni organiche ristabilendo l’omeostasi.

Alcuni polisaccaridi, i β glucani, estratti dai funghi sono attualmente impiegati come sostanze ad attività farmacologica antineoplastica. Questi agenti immunostimolanti sono utili supporti al trattamento antitumorale convenzionale, dal momento che non interferiscono negativamente con la necessaria azione citotossica sulle cellule cancerose da parte dei farmaci chimici, ma contribuiscono alla distruzione delle cellule tumorali in modo molto specifico, rinforzando parallelamente le cellule normali, con conseguente minor danno globale per l’individuo.

La maggior parte dei funghi “medicinali” è oggi coltivata su larga scala. La coltivazione artificiale assicura un’accuratezza di identificazione e una maggiore affidabilità e standardizzazione dei funghi medicinali. Seguendo i dettami della Medicina Tradizionale Cinese, si raccomanda l’uso dei funghi terapeutici in toto cioè, non come estratto, ma in capsule di frutto intero, spore o compresse di micelio.

Fonte: V.BIANCHI,, I funghi medicinali – Per vivere a lungo in perfetta salute. L’Età dell’Acquario Edizioni, Torino, 2009.

I funghi sono in grado di rinforzare il sistema immunitario, riequilibrandolo e rendendolo più pronto a rispondere agli stimoli.

I funghi che possiedono proprietà che possono migliorare la nostra salute e qualità di vita sono chiamati ”funghi medicinali”. Tra questi i più conosciuti e utilizzati in Italia sono: Grifola frondosa o Maitake, Ganoderma Lucidum o Reishi, Lentinus edodes o Shiitake, Cordyceps sinensis, Agaricus blazei Murril o Cogumelo del Sol, Phellinus linteus, Trametes (Coriolus) versicolor, Hericium erinaceus, Po!yporus umbellatus, Auricularia auricula judae, Coprinus cornarus e molti altri.

A oggi sono state studiate circa 270 specie di funghi con proprietà farmacologiche; più di 50 specie evidenziano attività antineoplastica “in vitro”, circa 20 sono state studiate clinicamente su modelli animali o in vivo, e tutte sono ben tollerate e considerate non tossiche. I numero conosciuto di specie di funghi si aggira attorno a 14.000, ma si ipotizza che questa cifra corrisponda al 10% di tutti i funghi esistenti in natura. Assumendo che un 5% di questi funghi abbia un potenziale farmacologico, si deduce che resterebbero almeno 7000 specie sconosciute che potrebbero costituire un beneficio per l’uomo.

Dal punto di vista ponderale i funghi in generale sono ricchi di sostanze in grado di modulare e potenziare la risposta immunitaria (polisaccaridi e glicoproteine), anche se non tutti allo stesso modo, ma hanno anche tutta una serie di metaboliti secondari (molecole biologicamente attive) in grado di contrastare numerosi squilibri metabolici e organici.I funghi “medicinali”Le popolazioni antiche hanno utilizzato tradizionalmente questi funghi, e attualmente sono in corso, e non solo in Oriente, molti studi scientifici e chimici che hanno l’obiettivo di indagare i meccanismi di azione delle diverse molecole per poterne spiegare gli effetti fisiologici.

Ai funghi sono state da sempre attribuite potenzialità che vanno oltre l’azione prettamente fisica; da sempre utilizzati da “sciamani” e “curanderos” per affinare le loro capacità curative, si riteneva che aumentassero i livelli di consapevolezza. In Oriente si riteneva che l’azione dei funghi si estendesse anche a livello psico-emozionale oltre che fisico: ad esempio, a uno dei funghi più antichi e più conosciuti, il Reishi (Ganoderma Lucidum), sono stati attribuiti nomi quali il “fungo dell’immortalità” o “il fungo dei 10.000 anni” o “l’erba della potenza spirituale”. In Oriente, inoltre, i funghi, a seconda del loro colore o della loro signatura, sono stati associati a particolari costituzioni o “logge energetiche” e quindi utilizzati, sulla base di queste caratteristiche, a livello energetico – costituzionale oltre che sulla patologia specifica.

I funghi rientrano nella categoria degli adattogeni, insieme all’Aloe, al Ginseng, e a molte altre piante e rimedi. La loro azione si esplica soprattutto attraverso il riequilibrio del sistema immunitario, anche se poi ognuno di loro va, a livello energetico, a riequilibrare specifici meridiani e organi. Il sistema immunitario è fondamentale per il mantenimento dell’omeostasi e quindi della salute dell’organismo.

L’azione sul sistema immunitario caratterizza tutti i funghi, dal porcino alla russola, agli imbutini, ai funghi medicinali, ed è spiegata dall’elevato contenuto in polisaccaridi.

Stefania Cazzavillan in Funghi Medicinali, Nuova Ipsa 2011, pag.101.

L’utilizzo dei funghi si presta al supporto di disturbi, ipercolesterolemie epatite eczema tosse obesità stress e perfino tumori… vedremo come agiscono i funghi e quali precauzioni adottare.

Con il termine Micoterapia si intende l’utilizzo dei funghi medicinali per la difesa della nostra salute. Essi si usano da centinaia di anni e venivano utilizzati ampiamente nella MTC (Medicina Tradizionale Cinese). Oltre che nella storia, però, i funghi sono stati e sono tutt’ora utilizzati ed oggetto di moderni studi scientifici, che confermano sempre maggiormente il loro elevato potere terapeutico.

Questo breve articolo non ha sicuramente lo scopo di trattare una materia di per sé vastissima in poche righe. Lo scopo è, invece, quello di incuriosire il lettore ed il professionista, affinché possano approfondire la conoscenza in tale ambito e ricavarne gli enormi benefici per la salute.

Come e su cosa agiscono i funghi medicinali

I funghi, per loro natura, hanno la capacità di “digerire” tramite complessi processi enzimatici quanto ricavano da sostanze in decomposizione assorbendo tali sostanze e rendendole nuovamente biodisponibili. Essi costituiscono una sorta di connessione tra il mondo minerale inanimato ed il mondo vivente. Ogni tipo di fungo serve a funzioni specifiche, però possiamo affermare che generalmente tutti intervengono su:

1) Metabolismo glucidico e lipidico;
2) Chelazione di metalli pesanti;
3) Riequilibrio del Sistema Immunitario;
4) Antagonizzazione delle spinte anomale di crescita cellulare;

Anche se sono alimenti, i funghi non velenosi sono pertanto molto efficaci e possono essere di sicuro interesse come aiuto complementare alla Medicina Ufficiale. Alcune patologie sulle quali i funghi hanno dato ottimi risultati sono il diabete, problemi circolatori, cancro, virosi di vario tipo, asma, allergie ed altre.

I funghi rientrano sicuramente in quella che viene definita immunonutrizione, che è la capacità di modulare l’attività del sistema immunitario attraverso l’utilizzo di specifici nutrienti.

L’immunonutrizione può essere utilizzata ogni volta che si ritenga necessario riequilibrare la risposta immune cellulare (TH1) ed umorale (TH2).

I funghi medicinali hanno dato notevoli riscontri monitorati da recenti studi scientifici su molte patologie croniche, soprattutto se inerenti ad un deficit immunologico.

Quello che noi conosciamo come fungo, in realtà è solo il frutto, che è visibile sopra la superficie del terreno. Il frutto ha il compito di rilasciare le spore, che, un po’ come il polline per i fiori, vengono trasportate dal vento e dall’acqua. Le spore, a contatto con un ambiente favorevole, si struttureranno in filamenti chiamati ife. Le ife, a loro volta, strutturandosi in una fitta rete compatta di filamenti daranno vita al micelio. Il frutto che noi conosciamo è la parte cresciuta al di fuori del terreno del micelio.La Micoterapia e i funghi medicinali: un'importante arma a difesa della nostra saluteForme di utilizzo dei funghi medicinali

I funghi medicinali vengono utilizzati sotto diverse forme. Il professionista della salute utilizzerà la tipologia di preparati che gli si addice: il medico per curare le patologie, il naturopata per il riequilibrio del “terreno” costituzionale della persona. A seconda dello scopo utilizzeremo gli estratti di funghi quando il professionista si troverà di fronte a patologie gravi ed in stato avanzato come il cancro, i preparati del fungo intero in numerosi casi comuni e come terapia d’appoggio a patologie organiche degenerative, i preparati del micelio in caso debba essere stimolato il Sistema Immunitario. E’ molto importante, quando scegliamo il prodotto da acquistare, che diamo enorme importanza a come viene preparato il prodotto.

Affidarsi a ditte produttrici serie e di comprovata affidabilità è di vitale importanza. I funghi funzionano un po’ come “spugne” ed è importante quindi che non contengano sostanze tossiche! Il prodotto dev’essere pertanto altamente certificato e garantito. Non acquistiamo prodotti a basso costo e di dubbia provenienza, potrebbe essere molto pericoloso per la salute stessa. Altro consiglio: affidiamoci ad esperti professionisti affinché l’utilizzo del fungo medicinale sia mirato e pienamente consapevole al fine di produrre gli ottimi benefici che questi prodotti della natura possono darci.

Le principale sostanze attive che producono effetti benefici per la salute dell’uomo sono l’elevata concentrazione di enzimi, metaboliti secondari, triterpeni, lectine, steroli, fibre alimentari, chitina e, non ultimi, i Beta glucani.

Elenco dei principali funghi medicinali:

Si propone di seguito un elenco dei funghi medicinali e, a titolo puramente indicativo, le patologie più comuni per le quali essi vengono utilizzati, rimandando ad ogni lettore, ovviamente, l’approfondimento dovuto. Inutile dire che quanto di seguito non vuol in alcun modo sostituire le terapie mediche o il medico stesso.

– Lentinus Edodes – (SHIITAKE): ipercolesterolemia, iperuricemia, cachessia neoplastica, artrosi, affezioni virali, influenza, rinite, steatosi epatica, eczema, cancro polmonare e mammario, sarcoma;

– Coprinus Comatus: diabete tipo I e II, stipsi, emorroidi, tossicosi epatica;

– Polyporus umbellatus – (ZHU LING): edemi, ritenzione di liquidi, ipertensione, drenaggio linfatico, metastasi linfonodali, cancro, leucemia;

– Hericium Erinaceus – (HOUTOU): gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcera gastrica e duodenale, allergie ed intolleranze alimentari, rettocolite ulcerosa,

– Auricularia auricula judae – (MU HER – KIKURAGE): Infiammazione delle mucose, tracheite, tosse secca, cancro cutaneo, carcinoma epidermoide, eccesso di radicali liberi, emorroidi, obesità;

– Cordyceps sinensis – Cordyceps militaris: Stanchezza, convalescenza, depressione, insonnia, impotenza, sterilità maschile e femminile, gastroenteriti infettive, irregolarità mestruali, glomerulonefrite cronica, insufficienza renale, asma, bronchite cronica;

– Grifola frondosa – (MAITAKE): Carcinoma mammario, polmonare, gastrico, epatico, vescicale, prostatico, melanoma, glioblastoma, ottimo per controbattere gli effetti secondari della chemioterapia, cistiti ricorrenti, ipertrigliceridemia, deficit immunologico, stress, osteoporosi;

– Ganoderma lucidum – (LING ZHI – REISHI): Insonnia, stanchezza, invecchiamento precoce, miotonia distrofica, problematiche cardiovascolari, aritmia, dispnea, precordialgie, allergie, eczemi, epatiti A,B,C, carcinoma nasofaringeo, artrite reumatoide, mononucleosi infettiva, leucopenia.

– Agaricus brasiliensis – (COGUMELO DEL SOL): Deficit immunologico, patologie autoimmuni, frequenti ricadute infettive, allergia, asma, invecchiamento precoce, ipertensione arteriosa, intossicazioni, cirrosi epatica, epatite B, epatite tossica, sarcoma, melanoma, patologie neoplastiche.

– Coriolus versicolor – (KAWARATAKE – YUN ZHI): azione antivirale, tumori ormono-dipendenti (mammari, prostatici), carcinoma polmonare, sarcoma, tumori cerebrali, linfoma, carcinoma esofageo, gastrico, nasofaringeo, polmonare, colo-rettale, ovarico, cervicale (HPV correlato), vescicale.

Quello della micoterapia è un vastissimo “mondo” tutto da scoprire e che ci regalerà nozioni preziosissime per la nostra soddisfazione intellettuale e per la nostra salute.