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In anteprima lo studio pubblicato su pubmed eseguito presso Miconet, spinoff Università di Pavia su Micotherapy Hericium

Supplemento dietetico di Hericium erinaceus aumenta la memoria neurotrasmissione e la memoria di Ippocampo Mossy Fiber-CA3 nei topi wild-type

ABSTRACT
Hericium erinaceus (Bull.) Pers. è un fungo medicinale in grado di indurre un gran numero di effetti modulatori sulla fisiologia umana che vanno dal rafforzamento del sistema immunitario al miglioramento delle funzioni cognitive. Nei topi, integrazione alimentare con H. erinaceuspreviene la compromissione della memoria spaziale a breve termine e del riconoscimento visivo in un modello di Alzheimer. Sono stati recentemente segnalati altri effetti neurobiologici come l’effetto sulla crescita dei neuriti e la differenziazione nelle cellule PC12. Finora non sono state condotte indagini per valutare l’impatto di questa integrazione alimentare sulla funzione cerebrale in soggetti sani. Pertanto, abbiamo affrontato il problema considerando l’effetto sulle capacità cognitive e sulla neurotrasmissione ippocampale nei topi wild-type. Nei topi wild-type la supplementazione orale con H. erinaceusinduce, nel test di comportamento, un significativo miglioramento della memoria di riconoscimento e, nelle fette ippocampali, un aumento della corrente sinaptica eccitatoria spontanea ed evocata nella sinapsi muscosa-CA3 muscosa. In conclusione, abbiamo prodotto una serie di risultati a sostegno del concetto che H. erinaceus induce un effetto boost sulle funzioni neuronali anche in condizioni non patologiche.

L’Hericium erinaceus, conosciuto per la sua forma anche come “criniera di leone” o “testa di scimmia”, è un fungo commestibile largamente utilizzato come micoterapico nella medicina tradizionale cinese e giapponese. Dalla caratterizzazione chimica dei suoi metaboliti, i ricercatori del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia hanno ricavato un estratto che è stato somministrato per bocca, per due mesi, in modelli murini. Quanto osservato è stato un miglioramento nella performance della memoria, con un ringiovanimento dell’età cognitiva, se corrisposta a quella dell’uomo, di quasi 20 anni.

I risultati degli studi immunoistochimici sull’ippocampo e sul cervelletto, pubblicati sulla rivista scientifica Nutrients, mostrano come gli estratti dell’Hericium erinaceus esercitino un effetto simile al fattore di crescita neuronale (NGF) descritto da Rita Levi Montalcini, con un aumento della neurogenesi nelle aree del sistema nervoso centrale deputate alla memoria. Le proprietà del fungo descritte potranno essere la base per la ricerca di nuove molecole per il trattamento di quelle malattie neurodegenerative che non hanno, ad oggi, strategie terapeutiche efficaci.

I laboratori dell’Università di Pavia diretti dalle Prof.sse Paola Rossi, Elena Savino, Anna Maria Picco ed Enrica Capelli studiano gli effetti di alcuni funghi medicinali, noti da millenni nella medicina cinese per le loro proprietà benefiche sulla salute umana, tra le quali quelle ipoglicemiche, ipolipidemiche, gastroprotettive, epatoprotettive, nefroprottetive, antiinfiammatorie, antiossidanti, immunomodulanti, anti-fatica, anti-senescenza e neuroprotettive. L’attività di ricerca dei laboratori si concentra in particolare sulla caratterizzazione e sullo studio degli effetti neuroprotettivi, anti-tumorali e anti-ossidanti. Uno dei funghi medicinali oggetto dello studio è l’Hericium erinaceus in grado di stimolare il fattore di crescita nervoso (NGF) e di esplicare pertanto a livello del sistema nervoso centrale un effetto neurotrofico che si accompagna ad un miglioramento della memoria. I ricercatori coinvolti in questo progetto di CrowdFunding hanno recentemente dimostrato anche un effetto antidepressivo in pazienti obesi.

Ganoderma lucidum, Grifola frondosa, Lentinula edodes, Agaricus blazei e Cordyceps sinensis sono funghi medicinali le cui proprietà anti-neoplastiche sono oggetto di studio. In particolare, i ricercatori coinvolti in questo progetto di CrowdFunding stanno studiando il loro effetto sul tumore al seno.

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L’uso dei funghi medicinali come alimento o come integratore sta, negli ultimi decenni, diventando sempre più diffuso, sia da parte di medici, nutrizionisti e naturopati, sia da parte dei pazienti stessi che stanno apprendendo l’uso alimentare, tradizionale ed antico dei funghi medicinali che è quello di migliorare qualità e assimilabilità dei cibi.

Del resto, il loro uso terapeutico in oriente da centinaia di anni e le solide ed inconfutabili ricerche scientifiche moderne hanno suscitato l’interesse dei media e della stampa in particolare sulle possibilità terapeutiche offerte dai funghi medicinali edibili. Molta di questa eccitazione è stata generata da ricerche scientifiche prodotte in rapida successione in vari paesi del mondo: dal Giappone agli Usa, dalla Cina all’Inghilterra, dal Brasile alla Corea.

Da queste ricerche emergono dei dati univoci, ovvero che i funghi medicinali in toto, parti di essi od i loro estratti, hanno vari effetti benefici a livello organico. In particolare la maggior parte dei funghi medicinali agisce, ognuno in maniera specifica, ma tutti in generale su il metabolismo glucidico e lipidico, la chelazione di metalli pesanti, il riequilibrio del sistema immunitario e l’antagonizzazione delle spinte anomale di crescita cellulare.

E’ quindi ormai chiaro che i funghi medicinali possono sostanzialmente aiutare i pazienti in patologie per le quali la medicina ufficiale non ha proposte terapeutiche semplici o prive di effetti collaterali. Tra queste patologie possiamo includere: diabete, ipercolesterolemia, aterosclerosi, cancro, virosi di vario tipo (epatite C, HPV, Herpes virus, Epstein virus … ), asma, allergie, etc …Funghi medicinali per migliorare qualità e assimilabilità dei cibi.I funghi medicinali hanno in comune le seguenti importanti funzioni più altre caratteristiche peculiari per ogni singola specie:

1) Stimolano le difese Immunitarie → Globuli bianchi, Anticorpi, Interferone

2) Aumentano la funzionalità depurativa del fegato in quanto contengono quasi tutti i 100-150 enzimi depurativi del fegato umano

3) Aumentano la forza del cuore e migliorano la circolazione: ↑ flusso arterie coronarie del cuore ↑ ossigenazione e nutrimento del cuore ↑ la fluidità del sangue, regolano la pressione

4) Aiutano a Dimagrire e a ridurre colesterolo grassi e glicemia in eccesso

5) Aumentano le energie Psico-Fisiche: – sono ottimi anti stress ed antifatica – ansiolitici ed antidepressivi, possono aiutare a ridurre o anche a sospendere gli psicofarmaci

6) Ripuliscono e rendono in salute il derma con vari effetti: – effetto cosmetico – antinfiammatorio efficace nelle dermatiti infiammatorie – antistaminico efficace nelle dermatiti allergiche

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I funghi sono stati a lungo apprezzati nella medicina naturale. Gli archeologi hanno trovato resti e testimonianze delle persone che utilizzavano i funghi nel lontano 3300 a.C. I funghi hanno una loro propria branca della medicina che è nota come “micoterapia”.

Il termine micoterapia letteralmente sta a significare “terapia con i funghi medicinali”; è una tecnica olistica, derivante dalla fitoterapia, che utilizza i funghi medicinali per trattare o prevenire la formazione di diverse patologie. Questa pratica è utilizzata come trattamento complementare e comprende alcuni dei rimedi più antichi conosciuti. Questi sono stati usati per migliaia di anni in Asia e l’interesse in questa terapia si sta diffondendo rapidamente in Europa. I funghi sono utilizzati principalmente come rimedi che compongono la medicina tradizionale (MTC), i cui principi si trovano sul taoismo, e gli antichi cinesi credevano che i funghi rafforzassero il corpo e impedissero la formazione delle patologie e la gente, curandosi con questi nutraceutici, riuscì così a vivere una vita più lunga. La ricerca moderna ha dimostrato che le specie cinesi e giapponesi di funghi sono particolarmente ricche di composti che danno numerosi benefici al corpo, migliorando il sistema immunitario e combattendo le malattie.

Indispensabile affinché si voglia ottenere un qualche effetto benefico sull’organismo, bisogna aver cura di assumere dei funghi medicinali coltivati in Europa, controllati, lavorati in modo tale da non deturparne le proprietà salutari e certificati di standard biologico europeo e GMP. È importante sapere che gli standard di coltivazione biologica europea sono molto migliori di quelli asiatici, molto meno restrittivi e più permissivi. Un prodotto che rispetta le norme GMP (di buona fabbricazione) è sicuramente un prodotto valido e sicuro, privo di contaminati e di sicuro affidabilità.

Sono stati identificati oltre 14.000 diversi tipi di funghi, anche se solo circa 3.000 sono considerati commestibili per l’uomo. Molte specie sono estremamente velenosi o contengono sostanze chimiche psicoattive e allucinogene e circa 700 tipi di funghi sono stati riconosciuti come aventi proprietà medicinali.

Praticamente ogni forma di fungo hanno prevenzione delle malattie e componenti di combattimento, oltre ad essere ingredienti di cottura versatili. I funghi contengono fibre e sono caratterizzati da alti livelli di vitamine e minerali come riboflavina, niacina, acido pantotenico, vitamina D, potassio e selenio. Alcune varietà di funghi come lo Shiitake e il Maitake contengono alti livelli di potente antiossidante conosciuto come L-ergotioneina. Sono anche una buona fonte di proteine, importanti per chi segue una dieta vegetariana o vegana, e possono essere facilmente utilizzati per creare una vasta gamma di piatti deliziosi e possono essere facilmente accompagnati con ortaggi vari, zuppe e altri alimenti in genere. Sono considerati, però, dei veri e propri nutraceutici, cioè non dei semplici alimenti, ma dei veri e propri farmaci.

Il panorama scientifico sta rivolgendo grande interesse verso questi organismi e sempre più studi iniziano a esser effettuati; la maggior parte arrivano dall’Oriente, dove la tradizione micoterapeutica è più antica e radicata. Inizialmente, in occidente, si isolavano specifiche biomolecole per studiarne gli effetti, ma solo di recente si sono concentrate le attenzioni nella pianta nella sua “totalità e completezza”, arrivando a comprendere quanto sia fondamentale l’armoniosa sinergia di tutte le componenti del fungo affinché questo possa avere un efficace effetto benefico sull’organismo. Secondo alcuni micologi, le proprietà medicinali dei funghi sono connesse proprio alla loro straordinaria capacità di scomporre la materia organica. Infatti, in questo processo i funghi entrano continuamente in contatti con batteri patogeni, per sopravvivere ai quali devono necessariamente avere difese immunitarie molto forti e attive. Queste proprietà antipatogeniche sarebbero all’origine dell’azione immunostimolante dei funghi sull’organismo.

Funghi: la saggezza della medicina orientale

Di seguito sono elencati i funghi medicinali più importanti:

I. Agaricus blazei Murrill. È il fungo medicinali con la concentrazione maggiore di polisaccaridi. A differenza degli altri funghi medicinali, la sua tradizione non è originaria del lontano Oriente, ma di una cittadina di montagna del Brasile. Ottimo nel stimolare il sistema immunitario, è ricco di proteine, carboidrati e fibre.

II. Auricularia auricula-judae. Fungo medicinale abbastanza diffuso, di consistenza gelatinosa e parassita del legno. Il suo nome deriva dalla leggenda secondo cui crebbe per la prima volta sull’albero in cui si impiccò il famoso discepolo traditore. Ha un notevole contenuto di minerali e vitamine , antiossidanti, minerali, soprattutto calcio e ferro, e adenosina. È un ottimo supporto per il sistema cardiovascolare.

III. Coprinus comatus. Fungo che cresce spontaneo anche nei nostri prati, soprattutto quelli ricchi di materiale organico e nei letamai. È famoso per la produzione di una specie di inchiostro più resistente della china, in seguito ad un processo di liquefazione per autodigestione. È ricchissimo di Vanadio, minerale che aumenta la sensibilità delle cellule all’insulina, e Ferro che riduce l’effetto inibente del Vanadio sull’azione di altri enzimi.

IV. Cordyceps sinensis. Fungo prezioso che nasce dalla larva di un lepidottero nel Tibet. La sua composizione è molto varia e comprende aminoacidi essenziali, vitamine (E, K e gruppo B), proteine, nucleosidi (cordicepina in particolare) e minerali come ferro, zinco, rame e magnesio. È un fungo rinvigorente e che accresce l’energia vitale.

V. Coriolus o Trametes versicolor. Fungo di non difficile reperibilità, comune in Europa, in Asia e in America. È molto conosciuto perché da un suo biocomponente estratto, il PSK, si è prodotto un farmaco antitumorale adiuvante in alcuni paesi. Studi certificano una sua spiccata azione antivirale.

VI. Ganoderma lucidum. Conosciuto in Cina e Giappone con il nome di Reishi, è considerato il fungo dell’immortalità e più efficace dello stesso ginseng. È un adattogeno e, di conseguenza, in possesso di diverse proprietà che ne fanno un nutraceutico straordinario e molto versatile.

VII. Grifola frondosa. Conosciuto con il nome di Maitake, è considerato il “re dei funghi”. In passato, era considerato prezioso come l’argento, vista la sua rarità, e viene utilizzato da sempre come supporto immunologico e in caso di obesità e sovrappeso.

VIII. Hericium erinaceus. Fungo caratteristico dall’aspetto simile alla criniera di un leone, da sempre utilizzato nella medicina tradizionale cinese per problematiche legate all’apparato digerente. Contiene importanti minerali, come potassio, fosfati e altri oligoelementi.

IX. Lentinula edodes. Conosciuto in Cina e Giappone con il nome Shiitake, è ricchissimo di fibre vegetale e ha un importante effetto prebiotico. Diversi studi su questo fungo ne hanno certificato un importante azione sui batteri che provocano la caria e la Candida albicans.

X. Pleurotus ostreatus. Chiamato anche “fungo orecchione”, è un fungo abbastanza comune, avente valore nutrizionale considerevole: 100g di questo fungo forniscono 38 calorie e contengono il 15-25% di proteine. È ricco di componenti salutari, in particolare di lovastatina appartenente alla famiglia delle statine, che viene utilizzato in associazione alla dieta, all’esercizio fisico ed alla ricerca della perdita di peso per ridurre l’ipercolesterolemia.

XI. Polyporus umbellatus. Fungo che può crescere fino a dimensioni considerevoli, è delicato e molto fragile, composto da cappelli affiancati e sovrapposti. In Medicina Tradizionale veniva usato in caso di stasi dei fluidi ed era impiegato come efficace diuretico e detossificante.

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Immunomicoterapia è un supporto immunologico a base di funghi medicinali che sfrutta i componenti attivi per bilanciare e sostenere la funzione immunitaria, supportando lo stato nutrizionale del consumatore garantendo una migliore qualità di vita. 

Il vantaggio di usare i funghi medicinali deriva dal fatto che sono “Super-Alimenti” funzionali adattogeni che lavorano in contemporanea su i 4 grandi sistemi di regolazione:

  • SISTEMA PSICHICO
  • SISTEMA ENDOCRINO
  • SISTEMA NERVOSO
  • SISTEMA IMMUNITARIO

L’equilibrio PNEI ( PsicoNeuroEndocrinolmmunologia ) è una condizione fondamentale per il mantenimento di un perfetto stato di salute.

Il Sistema Immunitario: il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.  Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologici, terapie chemioterapiche, antibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

La Micoterapia a bassi dosaggi che segue le regole della naturaUnico metodo che rende biodisponibile per via orale il più potente betaglucano in natura del fungo Shiitake, con minor costi e massima efficacia

ß-D-Glucani 
I Funghi Medicinali svolgono attività adattogena o di Modificazione della Risposta Biologica (BRM). Questo avviene grazie al contenuto di ß-glucani che compongono la parete cellulare dei funghi. I ß-glucani sono polimeri lineari costituiti da unita` monomeriche di glucosio unite da legame ß-(1-3) e da ramificazioni ß-(1-6), aventi dimensioni variabili e che sono in grado di modulare l’attivita` del sistema immunitario[1][2].

I numerosi studi e effettuati hanno dimostrato che la loro attività sembra dipendere dalla dimensione e dalla complessità strutturale: la prerogativa principale affinché vi sia una funzionalità a livello fisiologico è la conformazione dello scheletro polisaccaridico, ma soprattutto dalla tripla elica con avvolgimento destrorso (e sostituenti idro lici localizzati sulla superficie esterna della stessa).

E` stata dimostrata la loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica[3], stimolare la fagocitosi e la produzione di citochine specifiche[4][5].

L’azione protettiva dei ß-glucani è dovuta alla loro capacità di modulare la risposta immunitaria non-specifica, coinvolgendo diversi percorsi del sistema immunitario. D’altra parte, l’immunomodulazione specifica dei ß-glucani può attivare attraverso la via classica o alternativa il sistema del complemento, stimolare le cellule T e aumentare la produzione di anticorpi[6][7].

Questi percorsi includono l’attivazione dei macrofagi, la stimolazione del sistema reticoloendoteliale e l’attivazione delle cellule Natural Killer. I macrofagi sono il bersaglio principale per i ß-glucani che attivano queste cellule aumentandone dimensione e numero, stimolando la secrezione del fattore di necrosi tumorale (tNF) e aumentandone la fagocitosi degli antigeni. La stimolazione dei macrofagi avviene tramite il legame del ß-glucano con il recettore Toll-Like 2 (TRL2) e stimolazione della produzione di TNF-a per il percorso del Fattore Nucleare -kß (NF-kß)[6][7][10][11]. L’azione immunostimolante dei ß-glucani può anche essere associata alla loro capacita` di attivare i leucociti[8].

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologici, terapie chemioterapiche, antibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

HIFAS-Lentinan è l’alleato naturale per il supporto del sistema immunitario. Integratore in formato liquido a base di Lentizumib®, beta-glucano attivo, concentrato e potente ottenuto dal fungo Shiitake (Lentinula edodes). HIFAS-Lentinan contiene vitamina C naturale che contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario.

Utile in caso di

  • Mantenere un sistema immunitario in equilibrio
  • Stati di immunosoppressione, anche conseguenti a trattamenti farmacologici
  • Attivare i leucociti, stimolando la loro funzione fagocitica, antimicrobica e citotossica
  • Azione preventiva contro le infezioni virali e batteriche da Helicobacter pylori, Leishmania major e Leishmania donovani, Candida albicans, Toxoplasma gondii, Streptococcus suis, Plasmodium berghei, Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Mesocestoides corti, Trypanosoma cruzi, Eimeria vermiformis e Bacillus anthracis
  • Stati di affaticamento
  • Ansia
  • Stress
  • Insonnia
  • Attività sportiva
  • Miglioramento del performance status oncologico Prevenzione delle patologie infiammatorie cronico degenerative
  • Modulazione dei valori pressori

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  6. Erboristeria Arcobaleno:  Azione prebiotica dello Shiitake
  7. Erboristeria Arcobaleno:  Chitina e Shitake per il sistema immunitario
  8. Erboristeria Arcobaleno: Micoterapia-Linea Spagnola
  9.  Erboristeria Arcobaleno: Lentinano: il polisaccaride dello shiitake

Bibliografia

La Micoterapia a bassi dosaggi che segue le regole della natura

 


Il Coprinus comatus, anche noto come fungo dell’inchiostro, è un fungo commestibile recentemente coltivato in Cina. Per le sue ottime proprietà nutrizionali, il gusto delizioso e l’aspetto particolare (simile a una “coscia di pollo”) è diventato un fungo molto apprezzato, tant’è che nel 2006 la sua produzione in Cina ha raggiunto le 382.000 tonnellate.

Nei recenti anni sono emerse le diverse proprietà bioattive del fungo, quali gli effetti ipoglicemici, immunomodulanti, ipolipidici, antitumorali e antibatterici[1,2]. Numerosi studi hanno dimostrato che gli antiossidanti naturali delle piante sono correlati strettamente alle loro proprie bioattività, quali la riduzione delle malattie croniche e l’inibizione della crescita dei batteri patogeni, che sono spesso associati con l’eliminazione della propagazione dei radicali liberi nel sistema biologico. I corpi fruttiferi e miceli di diversi funghi hanno segnalato queste attività antiossidanti[3,4,5].

Più di cinquant’anni fa si è scoperto che il Coprinus comatus contiene ergotioneina, un particolare amminoacido con proprietà antiossidanti[6]e questa attività è stata confermata successivamente da Badalyan et al. nel 2003[7]. Le proprietà antiossidanti del corpo fruttifero, del micelio e del filtrato di fermentazione sono state riportate da Tsai et al.[8].

Un polisaccaride con selenio (SPS) isolato dal micelio di Coprinus comatus ha favorito un significativo calo del livello di malondialdeide (MDA) ed un importante aumento nelle attività degli antiossidanti enzimatici e nei livelli di antiossidanti non enzimatici nel fegato e nel rene dei topi diabetici[9]. Comunque ad oggi non sono state segnalate differenze nelle proprietà antiossidanti di cappello e gambo. Il cappello e il gambo possono essere separati con facilità. Dato che il cappello si auto-digerisce velocemente dopo la raccolta, poter separarlo dal gambo giova notevolmente alla lavorazione e all’utilizzazione del fungo. Oltre a questo, come già detto, dal fungo è stato possibile isolare un importantissimo composto naturale: l’ergotioneina (EGT). Da molto tempo si è visto che è possibile estrarre dai funghi (compresi i corpi fruttiferi e il micelio) diversi componenti bioattivi quali lovastatina, l’acido ?-aminobutirrico (GABA) e la stessa ergotioneina[10].

L’ergotioneina è un amminoacido solforato derivante dall’istidina, noto non solo per essere sintetizzati da alcuni tipi di funghi, micobatteri e cianobatteri, ma per il suo accumulo negli organismi superiori fino a livelli millimolari tramite un trasportatore cationico organico (OCTN-1)[11].Azione Antiossidante del CoprinusÈ ancora da stabilire il ruolo fisiologico di questo amminoacido; numerosi test in vitro ne hanno dimostrato le capacità antiossidanti e citoprotettive contro una vasta gamma di fattori di stress cellulare, ma un ruolo antiossidante in vivo deve ancora essere pienamente compreso. Uno studio ha reso nota la sua efficacia come antiossidante naturale per la pelle, dimostrandosi più efficace sia del coenzima Q che dell’idebenone nel neutralizzare direttamente l’azione dei radicali liberi e la protezione delle cellule contro il danno indotto dai ROS (specie reattive dell’ossigeno)[12]. Le proprietà di accumulo, distribuzione tissutale e neutralizzazione dei radicali gli conferiscono una potenziale antiossidante a livello fisiologico[13].

In uno studio del 2016 è stato dimostrato che l’ergotioneina, derivata dal Coprinus comatus, è in grado di inibire la mieloperossidasi (MPO), un enzima appartenente alla classe delle ossido riduttasi che causa la formazione di acido ipocloroso e acido ipobromoso, potenti ossidanti ad azione battericida. Diversi studi considerano la MPO una causa della progressione di diverse patologie a carattere infiammatorio. L’ergotioneina ha inibito l’azione della mieloperossidasi così come la formazione di 8-bromo-2′-deossiguanosina in vitro. La neutralizzazione dell’azione dell’acido ipobromoso si è dimostrata superiore sia a quelle di acido ascorbico che del glutatione. La somministrazione di Coprinus comatus ha inibito la risposta infiammatoria indotta da UV-B e l’alogenazione del DNA, suggerendo che EGT è un agente antiinfiammatorio promettente derivante dai funghi[14].

Fonti bibliografiche:

1. Bailey, C.J.; Turner, S.L.; Jakeman, K.J.; Hayes, W.A. Effect of Coprinus comatus on plasma glucose concentrations in mice. Planta Med. 1984, 50, 525–526.
2. Fan, J.M.; Zhang, J.S.; Tang, Q.J.; Liu, Y.F.; Zhang, A.Q.; Pan, Y.J. Structural elucidation of a neutral fucogalactan from the mycelium of Coprinus comatus. Carbohydr. Res. 2006, 341, 1130–1134.
3. Yang, J.H.; Lin, H.C.; Mau, J.L. Antioxidant properties of several commercial mushrooms. Food Chem. 2002, 77, 229–235.
4. Mau, J.L.; Chang, C.N.; Huang, S.J.; Chen, C.C. Antioxidant properties of methanolic extracts from Grifola frondosa, Morchella esculenta and Termitomyces albuminosus mycelia. Food Chem. 2004, 87, 111–118.
5. Lee, Y.L.; Jian, S.Y.; Lian, P.Y.; Mau, J.L. Antioxidant properties of extracts from a white mutant of the mushroom Hypsizigus marmoreus. J. Food Compos. Anal. 2008, 21, 116–124.
6. List, P.H. Occurrence of ergothioneine in shaggy-mane, Coprinus comatus. Arch. Pharm. Ber. Dtsch. Pharm. Ges. 1957, 62, 517–520.
7. Badalyan, C.M.; Gasparyan, A.V.; Garibyan, N.G. Investigation of the antioxidant activity of some basidial macromycetes. Mikol. Fitopatol. 2003, 37, 63–68.
8. Tsai, S.Y.; Tsai, H.L.; Mau, J.L. Antioxidant properties of Coprinus comatus. J. Food Biochem. 2009, 33, 368–389.
9. Yu, J.; Cui, P.J.; Zeng, W.L.; Xie, X.L.; Liang, W.J.; Lin, G.B. Protective effect of seleniumpolysaccharides from the mycelia of Coprinus comatus on alloxan-induced oxidative stress in mice. Food Chem. 2009, 117, 42–47.
10. Lin SY, Chen YK, Yu HT, Barseghyan GS, Asatiani MD, Wasser SP, Mau JL. Comparative study of contents of several bioactive components in fruiting bodies and mycelia of culinary-medicinal mushrooms. Int J Med Mushrooms. 2013;15(3):315-23.
11. Li RW, Yang C, Sit AS, Kwan YW, Lee SM, Hoi MP, Chan SW, Hausman M, Vanhoutte PM, Leung GP. Uptake and protective effects of ergothioneine in human endothelial cells. J Pharmacol Exp Ther. 2014 Sep;350(3):691-700. doi: 10.1124/jpet.114.214049. Epub 2014 Jul 14.
12. Dong KK, Damaghi N, Kibitel J, Canning MT, Smiles KA, Yarosh DB. A comparison of the relative antioxidant potency of L-ergothioneine and idebenone. J Cosmet Dermatol. 2007 Sep;6(3):183-8.
13. Cheah IK, Halliwell B. Ergothioneine; antioxidant potential, physiological function and role in disease. Biochim Biophys Acta. 2012 May;1822(5):784-93. doi: 10.1016/j.bbadis.2011.09.017. Epub 2011 Oct 4.
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E’ il più importante fungo con effetto antidiabetico; è ricco di vitamine e minerali, contiene gli amminoacidi essenziali ed un’elevata percentuale di proteine. Contiene il vanadio, minerale che ha un chiaro effetto ipoglicemizzante. Inoltre, il coprinus  riesce a chelare questo minerale che è un attivatore delle cellule beta del pancreas. Contiene anche potassio in elevate quantità, ma anche calcio, ferro, rame e zinco.

Il Coprinus comatus è un fungo commestibile, comune in tutto il mondo, appartenente all’ordine delle Agaricales e alla famiglia delle Agaricaceae. Facilmente identificabile dal suo aspetto perché con l’invecchiamento la cappella annerisce, si apre ed assume un colore nerastro e deperisce. Per questo motivo prende il soprannome di “fungo dell’inchiostro”. Quando è ancora giovane e immaturo, il fungo è commestibile, di color bianco e ricoperto di squame. La cappella è di 3-6 centimetri, di forma ovale e gambo sottile. È diffuso in Gran Bretagna e in Irlanda, in tutta l’Europa continentale, dalla Scandinavia fino al bordo meridionale della Penisola Iberica e le coste del Mediterraneo. È possibile trovarlo anche in Nord America.

Tra le sue virtù principali si annovera l’effetto antidiabetico, con un’efficace riduzione della glicemia conseguente alla sua somministrazione, ma un recente studio del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Ambientale dell’Università di Haifa, in Israele, dimostra che questo fungo può essere utile in caso di cancro al seno (cellule MCF-7).

Questo tipo di cancro è il tipo di tumore maligno più comune diagnosticato tra le donne. In questo studio è stato utilizzato il perossido di idrogeno (acqua ossigenata, H2O2), un noto reagente ossidante in grado di attivare il complesso proteico funzionante come fattore di trascrizione (NF-kB). Questo complesso si trova in tutti i tipi di cellule e controlla la trascrizione del DNA, la produzione delle citochine e la sopravvivenza delle cellule; è coinvolto nella risposta cellulare a stimoli come lo stress, le citochine, i radicali liberi, l’irradiazione ultravioletta, e le infezioni batteriche o virali[1],[2],[3],[4],[5].

L’NF-kB è coinvolto nella regolazione della risposta immunitaria alle infezioni. Una regolazione non corretta di questo complesso proteico è stato collegato al cancro, alle patologie infiammatorie e autoimmuni, allo shock settico, alle infezione virale e lo sviluppo immunitario improprio.

L’estratto di acetato di etile del Coprinus comatus ha influenzato significativamente la fosforilazione della proteina IkBalfa, facente parte di questo complesso, in modo dose-dipendente, ed evitando che l’NF-kB attivo venga traslocato nel nucleo, si leghi al DNA e porti alle varie modificazioni conformazionali della cellula. L’effetto dell’estratto è stato paragonabile all’effetto della curcumina, un noto inibitore del pathway del complesso NF-kB e sembra essere il più attivo inibitore della fosforilazione dell’IkBalfa, H2O2 dipendente.

Inoltre, i dati ottenuti hanno mostrato che solo l’estratto di acetato di etile ha inibito l’attività del complesso IKK (proteina chinasi che fosforila il IkBalfa) di quasi il 90% rispetto al controllo del campione non trattato. Questi risultati suggeriscono che il Coprinus comatus contiene potenti composti capaci di inibire la funzione dell’NF-kB e possibilmente agisce come un agente antitumorale[6].Il Coprinus come supporto contro il cancro al seno

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L’Hericium erinaceus è un fungo medicinale molto raro e pregiato con forma similare a una folta barba, gradevole al gusto e in possesso di notevoli proprietà benefiche per l’appartato digerente e il sistema nervoso.

In Cina e Giappone Hericium erinaceus è noto da diversi secoli grazie al suo impiego in Medicina Tradizionale Cinese (MTC) mentre è solamente in anni molto recenti che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica.

Tra le sostanze di spicco contenute nel fungo troviamo polisaccaridi, in particolare gli α- e i β-glucani, e terpenoidi, di cui le erinacine e gli ericenoni sono i composti che hanno attirato il maggior interesse e soggette alla ricerca farmacologica. Questi diterpenoidi sono lipofili (solubili nei grassi) e sono attivi a livello nervoso, grazie alla loro capacità di attraversare la barriera ematoencefalica, e stimolare la sintesi del Fattore di Crescita Nervoso (NGF)[1], prevedendo che l’Hericium abbia potenziali effetti sulle funzioni del cervello e sul sistema nervoso autonomo.

Tra le erinacine, si sono dimostrate particolarmente attive l’erinacina A, in grado di stimolare in vitro la sintesi di NGF e di catecolamine a livello del sistema nervoso centrale in topi da laboratorio[2], e l’erinacina E, capace di agire come agonista dei recettori K per gli oppioidi[3]. Sostanze che agiscono come agonisti dei recettori K producono effetti analgesici e sono utili per il controllo della depressione, dell’ansia e dello stress[4].

Questa attività specifica è stata confermata da diverse ricerche, ma uno in particolare si è dimostrato interessante: nel 2010 è stato condotto uno studio su un gruppo di trenta femmine che sono state assegnate casualmente al gruppo a cui è stato somministrato l’Hericium erinaceus (HE) o al gruppo placebo, per una durata totale di 4 settimane.

“Concentrazione”, “irritabilità”” e “ansia” tendevano ad essere inferiori nel grippo HE rispetto al gruppo placebo. Questi risultati hanno messo in evidenza come l’assunzione del fungo Hericium sia potenzialmente in grado di ridurre la depressione e l’ansia, suggerendo inoltre un meccanismo diverso dall’azione di stimolazione della sintesi di NGF da parte del fungo[5].

Hericium in caso di Tensione Nervosa e Irritabilità

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Fonti Bibliografiche

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L’Hericium erinaceus (Criniera di Leone o Yamabushitake) è un fungo che cresce su alberi molto vecchi, morenti o morti a foglia larga. È consumata come alimento in Giappone e in Cina, non presenta effetti nocivi e sono stati ampiamente documentati diversi effetti terapeutici come l’attività antiossidante[1], l’attività ipolipemizzante[2], l’attività emoagglutinante[3], l’attività antimicrobica[4] l’attività anti-cancerogena[5] e modulazione dello stress del reticolo endoplasmatico (ER)[6,7].

Le Erinacine (A-I), il principale agente attivo isolato dal micelio di coltura dell’Hericium, sono una miscela di composti diterpenoidi (appartenenti ai terpenoidi) che possiede proprietà biologiche attraverso una variegata stimolazione del fattore di crescita nervoso, il “nerve growth factor” (NGF)[8 ,9 ,10].

L’NGF è particolarmente presente a livello della corteccia frontale, dell’ippocampo, dell’ipotalamo e nel midollo spinale; la sua sintesi è regolata da molecole endogene, quali gli ormoni tiroidei, i corticosteroidi, i neuropeptidi e le citochine[11,12,13].

Nel Sistema Nervoso Centrale (SNC), il NGF esercita un’azione trofica sui neuroni colinergici[14] e lo spettro di azione di questa molecola non è limitato a specifiche classi neuronali centrali e periferiche, ma è esteso anche a cellule appartenenti al sistema immuno-emopoietico e, in situazioni fisiologiche, è sostenuto da cambiamenti neuroendocrini[15,16,17].

È importante notare che la somministrazione orale di erinacine A sembra prevenire la demenza legata all’età, aumentando il livello di NGF nel locus coeruleus e nell’ippocampo, ma non nella corteccia cerebrale, secondo quanto verificatosi in ratti di laboratorio trattati con questa miscela[18 ,19].

L’ictus è la quarta principale causa di morte e la prima di disabilità a lungo termine in tutto il mondo[20]. L’Insulto ischemico produce eccessivi radicali liberi che poi causano eccessivo stress nel reticolo endoplasmatico (ER), fenomeno che è stato collegato all’apoptosi cellulare, e questo evento, quindi, indurrebbe la morte cellulare per apoptosi nei neuroni[21]. Inoltre, la neurotossicità mediata dai radicali liberi può far si che si verifichi l’apoptosi delle cellule neuronali e questa conclusione trova conferma dal fatto che il danno ischemico è ridotta dopo l’induzione della formazione di antiossidanti endogeni[22]. Così, un ruolo fondamentale degli antiossidanti è quello di svolgere un’importante azione neuro protettiva; il danno ischemico è causato da una serie di eventi che coinvolgono lo svuotamento di energia e la morte cellulare e questi sono mediati da vari fattori intermedi, compreso un processo eccitatorio eccessivo, che provoca la formazione di radicali liberi a livello extracellulare, e uno stato infiammatorio[23].

In conclusione, l’Hericium erinaceus offre effetti neuroprotettivi dopo il danno cerebrale ischemico e ha la capacità di ridurre il danno dei radicali liberi. Tutto questo può essere messo in relazione allo stress del reticolo endoplasmatico. Inoltre, inibisce l’infiammazione riducendo l’induzione di iNOS e la produzione di nitrotirosina, un prodotto della nitrazione della tirosina mediata da specie reattive come l’anione perossinitrito e il biossido di azoto. Si è rilevato in alcune condizioni patologiche ed è considerato come marker di stress ossidativo dipendente da NO (monossido di azoto). Lo fa attraverso l’inattivazione di p38/MAPK, proteine chinasi sensibili allo stimolo da stress che sono coinvolte nella differenziazione cellulare, nell’apoptosi e nell’autofagia, e la riduzione dei livelli proteici di CHOP. Dopo tutto quanto appena detto, possiamo sostenere che l’erinacine A, estratta dal fungo Hericium, può essere un promettente agente che favorisce la neuroprotezione e quindi può ridurre il danno ischemico cerebrale.

Azione Neuroprotettiva dell'Hericium erinaceus

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FONTI BIBLIOGRAFICHE
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L’Hericium erinaceus è un fungo raro e pregiato, appartenente alla classe dei basidiomiceti, utilizzato da molti secoli nella medicina tradizionale cinese per il suo valore medicinale.

Nome scientifico: Hericium erinaceus. Si trova in tutto l’emisfero nord, in Europa, Oriente asiatico e Nordamerica. Predilige gli alberi di latifoglie morti o morenti come la quercia, il noce e il faggio. Ha un diametro che varia dai 5 ai 20 centimetri. Ha filamenti simili a ghiaccioli che pendono da una base di consistenza gommosa. È un fungo tanto culinario quanto medicinale, che fa pensare al sapore dei frutti di mare.

STORIA

L’Hericium erinaceus si trova in tutto l’emisfero nord, in Europa, Oriente asiatico e Nordamerica. Lo strano aspetto ultraterreno del fungo ha ispirato molti dei suoi estimatori a conferirgli nomi insoliti: Criniera di Leone, Fungo della Scimmia, Testa di Scimmia, Testa d’Orso, Testa di Maiale, Barba Bianca, Barba di Vecchio, Barba del Porcospino, Ponpon Blanc (perché l’Hericium erinaceus è di colore bianco o avorio). In Giappone il fungo è noto principalmente con il nome Yamabushitake. In Cina si chiama Shishigashira, che significa “testa di leone”, e Houtou, che vuole dire “scimmietta”. In alcuni saggi l’Hericium erinaceusviene erroneamente chiamato Hericium erinaceum.

È un fungo tanto culinario quanto medicinale. Ad alcuni fa pensare al sapore dei frutti di mare, del granchio o dell’aragosta. Ha una consistenza gommosa simile a quella dei calamari. La coltivazione a scopo commerciale di Hericium erinaceus è iniziata molto di recente. Fino a due decenni fa era considerato un raro tesoro della foresta, ma ormai si trova nei menù dei ristoranti più esclusivi.

LA LEGGENDA DELL’HERICIUM

In Giappone è noto principalmente con il nome di Yamabushitake. Gli Yamabushitake, letteralmente “coloro che dormono sui monti”, sono i monaci eremiti della setta Shugendo del buddhismo ascetico. Si presume che l’Hericium erinaceus somigli al suzugake, la giacca ritualmente indossata da quei monaci. In giapponese take significa “fungo”. Nella medicina tradizionale cinese, l’Hericium erinaceus viene prescritto per disturbi di stomaco, ulcere e problemi gastrointestinali. In Cina si vende un estratto in polvere ricavato da questo fungo. In Nordamerica, i nativi americani usavano l’Hericium erinaceus come antiemorragico, e lo applicavano essiccato in polvere su tagli e graffi per fermare il sanguinamento. Il fungo si trovava comunemente nella sacca dei rimedi medicinali dei nativi.

Le tecniche di coltivazione per questo fungo sono state sviluppate in California, nella contea di Sonoma, grazie al micologo Malcolm Clark. Nel 1980 un collega lo informò di aver visto un’insolita infruttescenza di Hericium erinaceussu un albero a Glen Ellen, un’ottantina di chilometri a nord di San Francisco. Si accampò per tre giorni sul sito e studiò a fondo il fungo. Clark annotò le proprie osservazioni relative all’esposizione solare, alla luce e all’umidità. Lo misurò. Una volta trascorsi tre giorni, lo colse e lo portò in laboratorio, iniziando una coltura con le spore Hericium erinaceus. Riuscì a far fruttificare il fungo in laboratorio, rispettando scrupolosamente i dati raccolti, e lo portò in un famoso ristorante di San Francisco. Lo chef non appena vide il fungo esclamò “Ah, un Ponpon Blanc!”. A quel punto Clark depositò il nome e ora i Ponpon Blanc si trovano in molti rinomati ristoranti.

CARATTERISTICHE GENERALI

Fungo raro considerato una prelibatezza anche se un po’ coriaceo. È una specie lignicola e si sviluppa preferibilmente su alberi di quercia ancora vivi, oppure su faggio, noce, platani e altre latifoglie. Prospera sul tronco ad una altezza di circa 3-4 metri. L’ambiente preferito è prettamente mediterraneo, è un fungo parassita e ha una forma da tondeggiante ad ovale, un corpo circondato da morbidi aculei lunghi 2-3 cm. Il corpo fruttifero si presenta come l’unione di masse compatte da cui pendono verso il basso gli aculei, addossati gli uni agli altri ordinatamente, carnosi, pruinosi, elastici, lunghi circa 2-3 cm. Il corpo fruttifero può anche ricordare una coperta di ghiaccio. Può raggiungere un diametro di 30 cm di dimensioni ed un peso di circa 2 kg. La carne è bianca, crema o leggermente rossastra. Spesso per staccarlo è necessaria una lama molto affilata.

COMPONENTI GENERALI DELL’HERICIUM

L’Hericium erinaceus contiene pregiate sostanze biovitali. Sono presenti 8 aminoacidi essenziali, più altri 11 non essenziali. Si sono individuati elevati contenuti di potassio, fosfati ed altri elementi traccia quali: zinco, ferro, calcio, selenio, germanio. Tra questi, il germanio possiede importanti proprietà di protezione da agenti inquinanti. Sono contenute anche vitamine del gruppo B e provitamine del gruppo D.

SOSTANZE BIOATTIVE

L’Hericium erinaceus contiene:

  • Polisaccaridi
  • Acidi grassi (Y-A-2)
  • Fenoli (ericenoni A e B)
  • Ericenoni C, D, E, F, G e H
  • Il micelio contiene un gruppo di diterpeni chiamati erinacine
  • Vitamine del gruppo B (B1, B2, B3)
  • Provitamine del gruppo D (vitamina D2 e vitamina D3)
  • Minerali quali: zinco, ferro, calcio, selenio, germanio

STUDI SCENTIFICI

La scienza occidentale ha avviato lo studio dell’Hericium erinaceus da pochissimi anni. Sebbene per molti secoli il fungo sia stato parte integrante dell’alimentazione giapponese e cinese e le sue proprietà medicinali siano ben note, gli scienziati hanno appena cominciato a osservarlo. In un recente articolo apparso nell’International Journal of Medicinal Mushrooms, il dottor Takashi Mizuno dell’Università di Shizuoka, in Giappone, ha osservato a proposito dell’Hericium erinaceus varie possibili azioni su sintomatologie a livello del sistema gastro-enterico.

FONTI

  1. Stefania Cazzavillan (2011) – FUNGHI MEDICINALI, dalla tradizione alla scienza – NUOVA IPSA EDITORE
  2. Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITORE
  3. Georges M. Halpern – I FUNGHI CHE GUARISCONO – EDIZIONI IL PUNTO D’INCONTRO
  4. Ivo Bianchi (2013) – Il Fungo dell’Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONI

CONVALIDAZIONI SCIENTIFICHE

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Molto diffusi e conosciuti, i pleurotus sono funghi in grado di stupire per il sapore e la consistenza, oltre che per le benefiche proprietà per la salute.

Nome scientifico: Pleurotus ostreatus. Fungo saprofita-parassita, di colore variabile dal bruno-violaceo, bruno-rossiccio o grigio-biancastro.

Cresce su vecchie ceppaie, su tronchi vivi di latifoglie (gelsi, pioppi, ecc.); fruttifica dall’autunno alla primavera successiva e anche in inverni miti. Ha importanti azioni a livello dell’organismo, sopratutto sul sistema digerente (soprautto per quanto rigurada la zona gastro-enterica).

STORIA

Il Pleurotus ostreatus, chiamato anche orecchione, è il più comune tra i pleuroti, lo si trova in autunno e in inverno nelle zone settentrionali temperate. Cresce, in palchi o in file, su vecchie ceppaie, tronchi e parti morte si alberi vivi, specialmente latifoglie, salici e pioppi. Si tratta di un fungo saprofita-parassita. In cinese è chiamato Píng g?, che significa “fungo piatto”. È un Basidiomycota, della classe dei Basidiomycetes, dell’ordine delle Agaricales e della famiglia delle Pleurotaceaeenere.

LA LEGGENDA DEL PLEUROTUS

Nella dinastia Sung (420-479 a.C.) si riferivano a questo fungo come al “fungo dei fiori celestiali”. Gli effetti benefici di questo fungo per la salute sono stati scoperti in modo indipendente nei diversi continenti. La conoscenza delle sue proprietà medicinali non viene, per una volta, solo dall’Asia, ma anche dalla tradizione del Centro Europa, del Sud America e dell’Africa. È stato coltivato per la prima volta negli Stati Uniti, ma ad oggi è prodotto in tutto il mondo.

CARATTERISTICHE GENERALI

Allo stadio iniziale di crescita assume una forma convessa, e si trova intimamente unito ad altri cappelli che gli crescono attorno; successivamente assume una forma di ostrica ed è spesso eccentrico, imbricato con altri cappelli, a volte numerosi. Il colore varia da bruno-violaceo, bruno-rossiccio o grigio-biancastro; il margine è involuto, liscio, ma a maturità tende ad appianarsi con possibili fratture. Il diametro può misurare mediamente 20-25 cm. La cuticola è serica, ma diventa decisamente vischiosa con il tempo umido.

Le lamelle sono alte, più o meno fitte, morbide, decorrenti sul gambo, di colore biancastro. Il gambo è corto, laterale o spesso mancante, di colore bianco, duro, liscio e peloso alla base. La polpa è molto compatta, piuttosto tenace, di colore bianco, ha un odore di farina fresca e un sapore gradevole. È quindi un fungo mangereccio, ottimo in cucina, ma devono essere impiegati esemplari giovani; se infatti l’orecchione è molto stagionato può causare qualche disturbo intestinale.

Questo fungo si presta molto bene a essere conservato sott’olio, cotto sulle braci, o impanato e fritto in padella. Essendo una specie invernale, non è consigliato conservarlo nel congelatore.

COMPONENTI GENERALI DEL PLEUROTUS

Il Pleurotus ostreatus contiene: una grande quantità di proteine, otto amminoacidi essenziali (eccetto il triptofano), le vitamine B1, B2, B3, B5, B7, vitamina C e PP ed elementi minerali (calcio, magnesio, ferro, rame, manganese, fosforo, potassio, selenio, sodio e zinco).

Questo fungo parassita-saprofita contiene composti bioattivi che sono responsabili degli effetti immunomodulanti, dell’attività antibatterica, antivirale, antinfiammatoria, antineoplastica che numerosi studi gli hanno attribuito:

  • Betaglucani e glicoproteine
  • Lovastatina
  • Ostreolisina
  • Laccasi
  • D-glucosio ossidasi
  • Ribonucleasi
  • Lectine dimeriche
  • Peptide di 9 kD con attività ribonucleasica
  • Acido palmitico e linoleico

Pleurotus: la generosità della natura

SOSTANZE BIOATTIVE

Le sostanze bioattive principali, riconducibili all’effetto benefico di questo fungo sull’organismo, sono le fibre alimentari, le vitamine del gruppo B, le numerose sostanze antiossidanti e la lovastatina. Le fibre alimentari rendono il Pleurotus ostreatus un ottimo prebiotico; queste sostanze non sono assorbite dall’organismo ma sono utilizzate dalla flora intestinale. I prebiotici favoriscono la corretta crescita del macrobiota umano, in particolare dei lactobatteri, e ne regolano l’attività. Hanno, inoltre, interessanti proprietà nutrizionali in soggetti aventi diabete, sindrome metabolica, acidosi sistemica, obesità e allergia.

Le vitamine del gruppo B, come sappiamo, sono indispensabili all’organismo umano infatti costituiscono un ruolo essenziale al normale funzionamento del sistema nervoso, del tono muscolare dell’area gastroenterica e sono molto utili per il corretto funzionamento di cute e capelli, ma anche per bocca e occhi, per la corretta funzionalità epatica, per la conversione dei carboidrati in glucosio (elementi primari utilizzati dall’organismo per la produzione di energia) e sono fondamentali per il metabolismo di lipidi e proteine.

Le sostanze antiossidanti contenute sono la vitamina C (acido ascorbico) e PP (acido nicotinico); la prima è indispensabile per la  salute della pelle, in quanto interviene nel processo di produzione del collagene, e mantiene stabili la vitamina A, la vitamina E, l’acido folico e la tiamina. L’acido nicotinico è indispensabile per la produzione della nicotinammide adenina di nucleotide (NAD) e nicotinammide adenina dinucleotide fosfato (NADP): il NAD viene sintetizzato, nell’organismo, da tre diverse vie che coinvolgono, rispettivamente, l’acido nicotinico, la nicotinammide e l’acido chinolinico. Il NADP, invece, viene ottenuto attraverso il legame tra un gruppo fosfato ed il gruppo OH del NAD. Sia il NAD che il NADP vengono coinvolti in molteplici reazioni di ossidoriduzione di vie sia cataboliche che anaboliche.

La lovastatina è una statina naturale, scoperta nel 1970 e immediatamente sviluppata come farmaco per abbassare il colesterolo “cattivo” LDL. La lovastatina si trova nel micelio, nei primordia del fungo e nella parti del fungo adulto. Riduce sensibilmente la sintesi delle LDL e delle VLDL, che principalmente condizionano i livelli serici del colesterolo stesso, e questo effetto è potenziato da una diminuzione della dell’assorbimento e della biosintesi del colesterolo, un aumento del catabolismo del colesterolo e dell’eliminazione e della degradazione degli acidi biliari. Si ha, inoltre, una riduzione dell’attività dell’HMG-CoA e quindi una riduzione della sintesi di colesterolo endogeno.

STUDI SCIENTIFICI

Dati sperimentali hanno evidenziato che l’aggiunta del 10% di Pleurotus ad una dieta contenente l’1% di colesterolo ha ridotto, in conigli maschi, il colesterolo serico del 65% e il contenuto di colesterolo nel fegato, cuore, muscolo estensore e aorta rispettivamente del 60, 47, 25, e 79%.  Nel gruppo trattato rispetto al controllo è stata inoltre notata una sostanziale riduzione del danno coronarico e della fibrosi del miocardio, oltre che la presenza di una minore quantità di cellule schiumose in tutti i tipi di lesione ateromasica. Altri due studi (Bobek et al.) su ratti sottoposti ad un regime ricco di colesterolo hanno dimostrato che una dieta contenente 5% di Pleurotus era in grado di ridurre del 46% i livelli di colesterolo serico, di interferire sull’accumulo di colesterolo e trigliceridi a livello del fegato (rispettivamente del 51% e 32%) e di aumentare la frazione di colesterolo-HDL. Lo stesso regime portava ad una riduzione del 53% delle VLDL e del 47% delle LDL.

Il genere Pleurotus è rappresentato in Cile da due specie, il P. ostreatus e il P. sutherlandii (Francia et al., 2000). Le statine sono degli ottimi inibitori dell’enzima idrossimetilglutaril coenzima A (HMG-CoA) reduttasi che catalizza la riduzione della HMG-CoA a mevalonato durante la sintesi del colesterolo (Endo , 1992; Bobek et al, 1997). Tutte le statine naturali hanno una struttura molecolare comune, ma differiscono tra loro a causa di catene laterali e un gruppo metilico intorno all’anello. Il fatto che la lovastatina è presente in così alta percentuale nel pleurotus, lo rende un integratore alimentare importante per i pazienti affetti da ipercolesterolemia.

FONTI:

  • Stefania Cazzavillan (2011) – FUNGHI MEDICINALI, dalla tradizione alla scienza – NUOVA IPSA EDITORE
  • Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITORE
  • Georges M. Halpern – I FUNGHI CHE GUARISCONO – EDIZIONI IL PUNTO D’INCONTRO
  • Ivo Bianchi (2013) – Il Fungo dell’Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONI
  • Valentina Bianchi (2009) – I funghi medicinali, Per vivere a lungo in perfetta salute – Edizioni L’Età dell’Acquario.