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Cordyceps e Reishi

Vengono descritti gli effetti sui livelli di testosterone e cortisolo salivare dopo l’assunzione, per 4 mesi, di due integratori alimentari a base fungina da parte di un gruppo di ciclisti impegnati in gare di Gran Fondo. Tali integratori contengono degli estratti idroalcolici, l’uno di Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst., più noto con il termine giapponese “Reishi” e definito anche “fungo dell’immortalità” per la sua azione polivalente sull’organismo umano; l’altro di Cordyceps sinensis (Berk.) Sacc., dal 2007 rinominata Ophiocordyceps sinensis (Berk.) G.H. Sung, J.M. Sung, Hywel-Jones & Spatafora, un ascomicete che cresce solo sulle alte montagne dell’Himalaya e con effetti tonificanti.

Cordyceps e Reishi, insieme a Polyporus umbellatus (Pers.) Fr. e Poria cocos F.A. Wolf, sono menzionate in uno dei trattati fondamentali della medicina tradizionale cinese (“Shen Nung Pen ts’ao ching”) dove le piante medicinali vengono suddivise in tre classi, di cui la prima, considerata la superiore, comprende le erbe ad azione tonificante sull’organismo, note come le “erbe dell’imperatore”.

L’utilizzo sinergico di Cordyceps e Reishi in atleti adulti trova la sua giustificazione nel fatto che i due funghi presentano un’attività complementare: Cordyceps sinensis è tipicamente il fungo degli sportivi con un notevole effetto stimolante, mentre Ganoderma lucidum ha un’azione protettiva sull’attività cardiovascolare (Cazzavillan, 2011).

Il testosterone è un ormone steroideo appartenente al gruppo degli androgeni classificabile come un ormone virilizzante e con effetti anabolici. Gli effetti anabolici includono l’aumento di massa e forza muscolare, aumento della densità ossea, stimolazione dello sviluppo osseo.

Il cortisolo è un ormone steroideo appartenente alla famiglia dei glucocorticoidi. Il cortisolo è secreto dalla corteccia surrenalica attraverso l’asse ipotalamo-ipofisi-corteccia surrenalica (asse HPA) e aumenta in risposta a stressori, tra i quali anche l’esercizio fisico intenso. Il cortisolo è considerato il principale ormone ad effetto catabolico; riduce, infatti, la sintesi proteica, aumenta la degradazione proteica e inibisce la risposta immunitaria.

Il rapporto testosterone/cortisolo è ritenuto un indice dell’attività anabolica dell’organismo: una sua diminuzione indica una tendenza al catabolismo, mentre un aumento esprime una tendenza verso l’anabolismo. Una certa diminuzione del rapporto T/C nelle fasi di incremento dei carichi di lavoro è indice di un allenamento adeguato ed efficace. Tuttavia, una diminuzione del T/C superiore al 30% rispetto ai valori iniziali è considerata un indice di rischio di overtraining ovvero sovrallenamento dell’atleta [Meeusenetal., 2004].

Il termine overtraining definisce una situazione di squilibrio tra gli stress derivanti dai carichi di lavoro sostenuti in allenamento o in competizione e le capacità di recupero dell’atleta. È possibile ritenere che un atleta incapace di recupero completo entro le 72 ore dall’impegno fisico massimale sia affetto da sindrome da overtraining (Kentta e Hassmen, 1998). L’overtaining è un fenomeno che colpisce oltre il 65% degli atleti all’apice della loro carriera professionale (Sassi, 1998; McKenzie, 1999).

CONCLUSIONI

La variabilità dei dati basali di testosterone e cortisolo salivare nei diversi soggetti richiede un’ulteriore indagine per poter far emergere tutti i dati dal punto di vista statistico.

Lo studio evidenzia come siano necessari almeno 3 mesi di integrazione fungina alle dosi indicate.

Nella condizione di placebo iniziale il rapporto testosterone e cortisolo post-gara rispetto alla condizione pre-gara cala del 41,6%; dopo integrazione per 3 mesi con Cordyceps e Reishi non si assiste ad alcuna modifica di tale rapporto, evidenziando come l’esercizio fisico intenso venga “protetto” dalla attesa variazione anabolica/catabolica dei due ormoni usati come biomarcatori.

Dopo 1 mese dalla sospensione dell’ integrazione fungina, il rapporto T/C pregara si mantiene elevato e significativamente differente dal placebo iniziale, mentre il rapporto T/C post-gara tende a tornare ai valori iniziali, non proteggendo più l’atleta dallo stress imposto dall’esercizio fisico.

  • In conclusione, la supplementazione con Cordyceps sinensis e Ganoderma lucidum è in grado di modulare e ridurre la sindrome da sovrallenamento (overtraining syndrome, OTS).
  • In conclusione, l’analisi dei dati ottenuti in questo lavoro di tesi induce ad ipotizzare che l’integrazione, da noi studiata, potrebbe avere una certa importanza nelle gare a tappe, dove risulta essenziale una corretta programmazione dei tempi di recupero.
  • Rimangono ancora da analizzare i parametri antinfiammatori, necessari per comprendere il ruolo svolto sul sistema immunitario dai due funghi, ciò sarà materia di proseguimento dello studio in futuro.

Studio-Cordyceps e Reishi_Univ.Pavia: studio completo in formato .pdf

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Il sintomo più comune di infiammazione articolare è il dolore. Nella maggior parte dei casi, la causa del dolore che proviene dall’interno di più articolazioni è l’artrite.

Le terapie della medicina convenzionale comprendono la soppressione dell’infiammazione con anti-infiammatori e antidolorifici e come ultima risorsa, la chirurgia. Questo approccio provoca seri problemi e complicanze. I farmaci tipo il cortisone deprimono il sistema immunitario le cui conseguenze sono probabili malattie da malfunzionamento immunitario e infezioni, accanto ad un mucchio di altri effetti collaterali che vanno da alterazioni mentali, ulcere, facies lunare (volto a luna piena) e atrofia muscolare. I farmaci non steroidei d’altra parte causano anch’essi ulcere, problemi renali, enteriti ed in effetti contribuiscono alla distruzione dei giunti impedendo la sintesi della cartilagine.

Le enteriti, che possono colpire circa il 70% delle persone che prendono questi farmaci per almeno due settimane, provocano diarrea e dolori addominali che possono portare a malattie autoimmuni e allergie. Alcuni trattamenti sono peggiori della malattia stessa.

Alcuni fatti interessanti...
” L’artrite nel mondo occidentale è la prima causa di mobilità limitata
” Con l’avanzare di alcune forme di artrite, vengono prescritti farmaci sempre più potenti che possono avere seri effetti collaterali.
” Le iniezioni di cortisone usate nel trattamento dell’artrite reumatoide possono provocare deformità dovute alla fragilità ossea.
” Gli attuali tradizionali trattamenti di lungo termine sono tossici e hanno molti effetti secondari, non ultimo quello di impedire la rigenerazione di nuova cartilagine sana.

Nella rivista scientifica “Science News”, numero di ottobre 1977, è stato pubblicato un articolo intitolato: ” Le eccessive prescrizioni mediche di farmaci anti-infiammatori”. In esso si dichiarava:
“….nel 42% dei casi i farmaci non erano necessari ….gli anti-infiammatori non steroidei aumentano il rischio di emorragie intestinali e perforazione del rivestimento dello stomaco. Essi provocano ogni anno negli USA e Canada circa 80.000 ricoveri ospedalieri e circa 8.000 morti. Le persone anziane sono le più esposte al rischio di morte dovuto a questi farmaci.”

Molti sono i rimedi proposti dalla medicina naturale. Il primo passo per un approccio benefico all’artrite è quello di ripristinare il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Gli antiossidanti proteggono le articolazioni dal deterioramento. Le vitamine C ed E, il betacarotene il tè verde, ma in particolare gli estratti dei semi della vite (proantocianidine) sembrano essere utili a questo scopo. E’ stato scoperto che alti dosaggi di antiossidanti, in particolare la vitamina C, possono ridurre il rischio di perdita di cartilagine e il peggioramento della malattia in persone con osteoartrite.

Da molto tempo si conoscono le proprietà degli acidi grassi essenziali, (omega-3 e omega-6) nel trattamento dell’artrite. Gli oli omega-3 e omega-6 li possiamo trovare nei pesci e in alcune piante (olio di semi di lino, di enagra e di borragine). In teoria però, questi acidi grassi essenziali possono generare problemi perché si ritiene possano favorire la formazione di radicali liberi nell’organismo, con conseguenti pericoli di malattie cardiache e circolatorie. Quindi è consigliato assumere assieme agli acidi grassi anche sostanze antiossidanti.

ArticolazioniMa la scoperta più recente e per certi versi rivoluzionaria è quella relativa ad una sostanza naturale che possiamo trovare in microscopiche quantità anche nei cibi di ogni giorno: formaggi, cioccolato, burro. Il cetilmiristoleato,CMO, questo il suo nome, è un estere degli acidi grassi di bovino che sta dimostrando notevoli proprietà come immunomodulatore. La sua efficacia è stata clinicamente provata non solo per il trattamento dell’artrite ma anche per molte altre malattie di origine autoimmune (vedi libro del dott. Sands: Finalmente Sconfitta l’Artrite).

Il CMO™ nella sua formulazione autentica elaborata dal Dr. Sands viene prodotto esclusivamente negli USA e distribuito in forma di capsule da assumere per via orale.
Qualsiasi prodotto che dichiari di contenere “autentico/originale” CMO, cetilmiristoelato, cerasomal-cis-9-cetylmyristoelate, o simili, ma che sia prodotto al di fuori degli Stati Uniti, NON contiene il CMO autentico, quindi potenzialmente inefficace.

Il CMO™ è ottenuto utilizzando una complessa tecnologia che necessita di particolari e sofisticati impianti di produzione al momento non disponibili al di fuori degli Stati Uniti.

Il CMO è particolarmente efficace quando preso assieme alla glucosamina e condroitina solfato e al sea cucumber o cucumaria, un animaletto marino, un’ echinoderma (la stessa famiglia delle stelle marine) che in Oriente ed nell’Oceania è utilizzato nell’alimentazione da migliaia di anni ed è qui riconosciuto per le sue potenti capacità come anti-infiammatorio.
Una sostanza naturale che sta suscitando un crescente interesse è l’MSM (metilsulfonilmetano, solfuro bioattivo) che sembra possa essere molto efficace nell’alleviare il dolore e l’infiammazione in tutti i tipi di artrite.

Alcuni studi hanno dimostrato che i pazienti che prendevano farmaci anti-infiammatori non-steroidei hanno potuto ridurre di metà la loro dose senza ridurne l’efficacia, se assunti assieme alle foglie di ortica (in capsule). Anche altre erbe si sono dimostrate utili nel portare sollievo ai sofferenti di artrite. Cat’s claw (unghia di gatto o uncaria tomentosa,), riconosciuta anche a livello medico ufficiale per le sue caratteristiche anti-infiammatorie e di supporto nel trattamento di tumori. Boswella (boswellia serrata), un rimedio tradizionale della medicina Ajurvedica: un’ erba caratteristica dell’India con eccellenti proprietà anti-infiammatorie e antidolorifiche, un’erba tutt’ora oggetto di studi, come pure lo zenzero, anch’esso utilizzato nella medicina Ajurvedica come anti-infiammatorio. Fra le erbe forse la più efficace è l’ urtica dioica (foglie di ortica) che riesce a contrastare alcune citochine (TNF, fattore di necrosi tumorale e IL-6b, interleuchina 6beta) implicate nella distruzione della cartilagine e che provocano dolore ed infiammazioni. Molti pazienti sono riusciti a ridurre anche della metà le quantità di farmaci anti-infiammatori aggiungendo a questi gli estratti di ortica.

Delle creme contenenti capsaicina, un composto che troviamo nei peperoncini di cajenna, possono aiutare a lenire il dolore quando applicate direttamente sulle articolazioni. Un aiuto può provenire anche dall’artiglio del diavolo, olio di eucalipto (topico) e da integrazioni con zinco, rame e manganese.

Straordinari per modulazione del sistema immunitario i funghi terapici come il Ganoderma Lucidum (REISHI) con spiccata attività antinfiammatoria.

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L’uso dei funghi medicinali come alimento o come integratore sta, negli ultimi decenni, diventando sempre più diffuso, sia da parte di medici, nutrizionisti e naturopati, sia da parte dei pazienti stessi che stanno apprendendo l’uso alimentare, tradizionale ed antico dei funghi medicinali che è quello di migliorare qualità e assimilabilità dei cibi.

Del resto, il loro uso terapeutico in oriente da centinaia di anni e le solide ed inconfutabili ricerche scientifiche moderne hanno suscitato l’interesse dei media e della stampa in particolare sulle possibilità terapeutiche offerte dai funghi medicinali edibili. Molta di questa eccitazione è stata generata da ricerche scientifiche prodotte in rapida successione in vari paesi del mondo: dal Giappone agli Usa, dalla Cina all’Inghilterra, dal Brasile alla Corea.

Da queste ricerche emergono dei dati univoci, ovvero che i funghi medicinali in toto, parti di essi od i loro estratti, hanno vari effetti benefici a livello organico. In particolare la maggior parte dei funghi medicinali agisce, ognuno in maniera specifica, ma tutti in generale su il metabolismo glucidico e lipidico, la chelazione di metalli pesanti, il riequilibrio del sistema immunitario e l’antagonizzazione delle spinte anomale di crescita cellulare.

E’ quindi ormai chiaro che i funghi medicinali possono sostanzialmente aiutare i pazienti in patologie per le quali la medicina ufficiale non ha proposte terapeutiche semplici o prive di effetti collaterali. Tra queste patologie possiamo includere: diabete, ipercolesterolemia, aterosclerosi, cancro, virosi di vario tipo (epatite C, HPV, Herpes virus, Epstein virus … ), asma, allergie, etc …Funghi medicinali per migliorare qualità e assimilabilità dei cibi.I funghi medicinali hanno in comune le seguenti importanti funzioni più altre caratteristiche peculiari per ogni singola specie:

1) Stimolano le difese Immunitarie → Globuli bianchi, Anticorpi, Interferone

2) Aumentano la funzionalità depurativa del fegato in quanto contengono quasi tutti i 100-150 enzimi depurativi del fegato umano

3) Aumentano la forza del cuore e migliorano la circolazione: ↑ flusso arterie coronarie del cuore ↑ ossigenazione e nutrimento del cuore ↑ la fluidità del sangue, regolano la pressione

4) Aiutano a Dimagrire e a ridurre colesterolo grassi e glicemia in eccesso

5) Aumentano le energie Psico-Fisiche: – sono ottimi anti stress ed antifatica – ansiolitici ed antidepressivi, possono aiutare a ridurre o anche a sospendere gli psicofarmaci

6) Ripuliscono e rendono in salute il derma con vari effetti: – effetto cosmetico – antinfiammatorio efficace nelle dermatiti infiammatorie – antistaminico efficace nelle dermatiti allergiche

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I funghi sono stati a lungo apprezzati nella medicina naturale. Gli archeologi hanno trovato resti e testimonianze delle persone che utilizzavano i funghi nel lontano 3300 a.C. I funghi hanno una loro propria branca della medicina che è nota come “micoterapia”.

Il termine micoterapia letteralmente sta a significare “terapia con i funghi medicinali”; è una tecnica olistica, derivante dalla fitoterapia, che utilizza i funghi medicinali per trattare o prevenire la formazione di diverse patologie. Questa pratica è utilizzata come trattamento complementare e comprende alcuni dei rimedi più antichi conosciuti. Questi sono stati usati per migliaia di anni in Asia e l’interesse in questa terapia si sta diffondendo rapidamente in Europa. I funghi sono utilizzati principalmente come rimedi che compongono la medicina tradizionale (MTC), i cui principi si trovano sul taoismo, e gli antichi cinesi credevano che i funghi rafforzassero il corpo e impedissero la formazione delle patologie e la gente, curandosi con questi nutraceutici, riuscì così a vivere una vita più lunga. La ricerca moderna ha dimostrato che le specie cinesi e giapponesi di funghi sono particolarmente ricche di composti che danno numerosi benefici al corpo, migliorando il sistema immunitario e combattendo le malattie.

Indispensabile affinché si voglia ottenere un qualche effetto benefico sull’organismo, bisogna aver cura di assumere dei funghi medicinali coltivati in Europa, controllati, lavorati in modo tale da non deturparne le proprietà salutari e certificati di standard biologico europeo e GMP. È importante sapere che gli standard di coltivazione biologica europea sono molto migliori di quelli asiatici, molto meno restrittivi e più permissivi. Un prodotto che rispetta le norme GMP (di buona fabbricazione) è sicuramente un prodotto valido e sicuro, privo di contaminati e di sicuro affidabilità.

Sono stati identificati oltre 14.000 diversi tipi di funghi, anche se solo circa 3.000 sono considerati commestibili per l’uomo. Molte specie sono estremamente velenosi o contengono sostanze chimiche psicoattive e allucinogene e circa 700 tipi di funghi sono stati riconosciuti come aventi proprietà medicinali.

Praticamente ogni forma di fungo hanno prevenzione delle malattie e componenti di combattimento, oltre ad essere ingredienti di cottura versatili. I funghi contengono fibre e sono caratterizzati da alti livelli di vitamine e minerali come riboflavina, niacina, acido pantotenico, vitamina D, potassio e selenio. Alcune varietà di funghi come lo Shiitake e il Maitake contengono alti livelli di potente antiossidante conosciuto come L-ergotioneina. Sono anche una buona fonte di proteine, importanti per chi segue una dieta vegetariana o vegana, e possono essere facilmente utilizzati per creare una vasta gamma di piatti deliziosi e possono essere facilmente accompagnati con ortaggi vari, zuppe e altri alimenti in genere. Sono considerati, però, dei veri e propri nutraceutici, cioè non dei semplici alimenti, ma dei veri e propri farmaci.

Il panorama scientifico sta rivolgendo grande interesse verso questi organismi e sempre più studi iniziano a esser effettuati; la maggior parte arrivano dall’Oriente, dove la tradizione micoterapeutica è più antica e radicata. Inizialmente, in occidente, si isolavano specifiche biomolecole per studiarne gli effetti, ma solo di recente si sono concentrate le attenzioni nella pianta nella sua “totalità e completezza”, arrivando a comprendere quanto sia fondamentale l’armoniosa sinergia di tutte le componenti del fungo affinché questo possa avere un efficace effetto benefico sull’organismo. Secondo alcuni micologi, le proprietà medicinali dei funghi sono connesse proprio alla loro straordinaria capacità di scomporre la materia organica. Infatti, in questo processo i funghi entrano continuamente in contatti con batteri patogeni, per sopravvivere ai quali devono necessariamente avere difese immunitarie molto forti e attive. Queste proprietà antipatogeniche sarebbero all’origine dell’azione immunostimolante dei funghi sull’organismo.

Funghi: la saggezza della medicina orientale

Di seguito sono elencati i funghi medicinali più importanti:

I. Agaricus blazei Murrill. È il fungo medicinali con la concentrazione maggiore di polisaccaridi. A differenza degli altri funghi medicinali, la sua tradizione non è originaria del lontano Oriente, ma di una cittadina di montagna del Brasile. Ottimo nel stimolare il sistema immunitario, è ricco di proteine, carboidrati e fibre.

II. Auricularia auricula-judae. Fungo medicinale abbastanza diffuso, di consistenza gelatinosa e parassita del legno. Il suo nome deriva dalla leggenda secondo cui crebbe per la prima volta sull’albero in cui si impiccò il famoso discepolo traditore. Ha un notevole contenuto di minerali e vitamine , antiossidanti, minerali, soprattutto calcio e ferro, e adenosina. È un ottimo supporto per il sistema cardiovascolare.

III. Coprinus comatus. Fungo che cresce spontaneo anche nei nostri prati, soprattutto quelli ricchi di materiale organico e nei letamai. È famoso per la produzione di una specie di inchiostro più resistente della china, in seguito ad un processo di liquefazione per autodigestione. È ricchissimo di Vanadio, minerale che aumenta la sensibilità delle cellule all’insulina, e Ferro che riduce l’effetto inibente del Vanadio sull’azione di altri enzimi.

IV. Cordyceps sinensis. Fungo prezioso che nasce dalla larva di un lepidottero nel Tibet. La sua composizione è molto varia e comprende aminoacidi essenziali, vitamine (E, K e gruppo B), proteine, nucleosidi (cordicepina in particolare) e minerali come ferro, zinco, rame e magnesio. È un fungo rinvigorente e che accresce l’energia vitale.

V. Coriolus o Trametes versicolor. Fungo di non difficile reperibilità, comune in Europa, in Asia e in America. È molto conosciuto perché da un suo biocomponente estratto, il PSK, si è prodotto un farmaco antitumorale adiuvante in alcuni paesi. Studi certificano una sua spiccata azione antivirale.

VI. Ganoderma lucidum. Conosciuto in Cina e Giappone con il nome di Reishi, è considerato il fungo dell’immortalità e più efficace dello stesso ginseng. È un adattogeno e, di conseguenza, in possesso di diverse proprietà che ne fanno un nutraceutico straordinario e molto versatile.

VII. Grifola frondosa. Conosciuto con il nome di Maitake, è considerato il “re dei funghi”. In passato, era considerato prezioso come l’argento, vista la sua rarità, e viene utilizzato da sempre come supporto immunologico e in caso di obesità e sovrappeso.

VIII. Hericium erinaceus. Fungo caratteristico dall’aspetto simile alla criniera di un leone, da sempre utilizzato nella medicina tradizionale cinese per problematiche legate all’apparato digerente. Contiene importanti minerali, come potassio, fosfati e altri oligoelementi.

IX. Lentinula edodes. Conosciuto in Cina e Giappone con il nome Shiitake, è ricchissimo di fibre vegetale e ha un importante effetto prebiotico. Diversi studi su questo fungo ne hanno certificato un importante azione sui batteri che provocano la caria e la Candida albicans.

X. Pleurotus ostreatus. Chiamato anche “fungo orecchione”, è un fungo abbastanza comune, avente valore nutrizionale considerevole: 100g di questo fungo forniscono 38 calorie e contengono il 15-25% di proteine. È ricco di componenti salutari, in particolare di lovastatina appartenente alla famiglia delle statine, che viene utilizzato in associazione alla dieta, all’esercizio fisico ed alla ricerca della perdita di peso per ridurre l’ipercolesterolemia.

XI. Polyporus umbellatus. Fungo che può crescere fino a dimensioni considerevoli, è delicato e molto fragile, composto da cappelli affiancati e sovrapposti. In Medicina Tradizionale veniva usato in caso di stasi dei fluidi ed era impiegato come efficace diuretico e detossificante.

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Immunomicoterapia è un supporto immunologico a base di funghi medicinali che sfrutta i componenti attivi per bilanciare e sostenere la funzione immunitaria, supportando lo stato nutrizionale del consumatore garantendo una migliore qualità di vita. 

Il vantaggio di usare i funghi medicinali deriva dal fatto che sono “Super-Alimenti” funzionali adattogeni che lavorano in contemporanea su i 4 grandi sistemi di regolazione:

  • SISTEMA PSICHICO
  • SISTEMA ENDOCRINO
  • SISTEMA NERVOSO
  • SISTEMA IMMUNITARIO

L’equilibrio PNEI ( PsicoNeuroEndocrinolmmunologia ) è una condizione fondamentale per il mantenimento di un perfetto stato di salute.

Il Sistema Immunitario: il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.  Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologici, terapie chemioterapiche, antibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

La Micoterapia a bassi dosaggi che segue le regole della naturaUnico metodo che rende biodisponibile per via orale il più potente betaglucano in natura del fungo Shiitake, con minor costi e massima efficacia

ß-D-Glucani 
I Funghi Medicinali svolgono attività adattogena o di Modificazione della Risposta Biologica (BRM). Questo avviene grazie al contenuto di ß-glucani che compongono la parete cellulare dei funghi. I ß-glucani sono polimeri lineari costituiti da unita` monomeriche di glucosio unite da legame ß-(1-3) e da ramificazioni ß-(1-6), aventi dimensioni variabili e che sono in grado di modulare l’attivita` del sistema immunitario[1][2].

I numerosi studi e effettuati hanno dimostrato che la loro attività sembra dipendere dalla dimensione e dalla complessità strutturale: la prerogativa principale affinché vi sia una funzionalità a livello fisiologico è la conformazione dello scheletro polisaccaridico, ma soprattutto dalla tripla elica con avvolgimento destrorso (e sostituenti idro lici localizzati sulla superficie esterna della stessa).

E` stata dimostrata la loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica[3], stimolare la fagocitosi e la produzione di citochine specifiche[4][5].

L’azione protettiva dei ß-glucani è dovuta alla loro capacità di modulare la risposta immunitaria non-specifica, coinvolgendo diversi percorsi del sistema immunitario. D’altra parte, l’immunomodulazione specifica dei ß-glucani può attivare attraverso la via classica o alternativa il sistema del complemento, stimolare le cellule T e aumentare la produzione di anticorpi[6][7].

Questi percorsi includono l’attivazione dei macrofagi, la stimolazione del sistema reticoloendoteliale e l’attivazione delle cellule Natural Killer. I macrofagi sono il bersaglio principale per i ß-glucani che attivano queste cellule aumentandone dimensione e numero, stimolando la secrezione del fattore di necrosi tumorale (tNF) e aumentandone la fagocitosi degli antigeni. La stimolazione dei macrofagi avviene tramite il legame del ß-glucano con il recettore Toll-Like 2 (TRL2) e stimolazione della produzione di TNF-a per il percorso del Fattore Nucleare -kß (NF-kß)[6][7][10][11]. L’azione immunostimolante dei ß-glucani può anche essere associata alla loro capacita` di attivare i leucociti[8].

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologici, terapie chemioterapiche, antibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

HIFAS-Lentinan è l’alleato naturale per il supporto del sistema immunitario. Integratore in formato liquido a base di Lentizumib®, beta-glucano attivo, concentrato e potente ottenuto dal fungo Shiitake (Lentinula edodes). HIFAS-Lentinan contiene vitamina C naturale che contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario.

Utile in caso di

  • Mantenere un sistema immunitario in equilibrio
  • Stati di immunosoppressione, anche conseguenti a trattamenti farmacologici
  • Attivare i leucociti, stimolando la loro funzione fagocitica, antimicrobica e citotossica
  • Azione preventiva contro le infezioni virali e batteriche da Helicobacter pylori, Leishmania major e Leishmania donovani, Candida albicans, Toxoplasma gondii, Streptococcus suis, Plasmodium berghei, Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Mesocestoides corti, Trypanosoma cruzi, Eimeria vermiformis e Bacillus anthracis
  • Stati di affaticamento
  • Ansia
  • Stress
  • Insonnia
  • Attività sportiva
  • Miglioramento del performance status oncologico Prevenzione delle patologie infiammatorie cronico degenerative
  • Modulazione dei valori pressori

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Bibliografia

La Micoterapia a bassi dosaggi che segue le regole della natura

 


Punti di Forza LENTINex®

Lentinex®, il β-glucano GlycaNova, ricavato con un processo particolare di fermentazione del micelio del fungo Lentinula Edodes (Shiitake), conserva la configurazione a tripla elica, un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

Unicità di LENTINex®

La capacità di modulare l’immunità dipende strettamente dalla massa molecolare, dalla conformazione, dalla solubilità, dal grado e posizione delle sue ramificazioni.

1. Peso Molecolare

  • I β-glucani ad alto peso molecolare (prevalenti in natura) possono attivare direttamente i leucociti, stimolando la loro funzione fagocitica, antimicrobica, antivirale e citotossica[9].
  • I β-glucani di peso molecolare intermedio hanno un’attività biologica in vivo, ma gli effetti cellulari sono meno evidenti.
  • I β-glucani di basso peso molecolare sono generalmente considerati inattivi[9].

È importante considerare che un composto o un farmaco ad alto peso molecolare è difficilmente assorbibile; questo è dovuto all’ingombro sterico e ai numerosi gruppi funzionali che possono comporre la molecola e causare difficoltà nel superare il doppio foglietto fosfolipidico che compone la membrana plasmatica.

Il Lentinex ha un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

2. Solubilità

Questo parametro è estremamente importante ed influenza attivamente la biodisponibilità di un determinato principio attivo.
Una bassa biodisponibilità si osserva comunemente con preparazioni orali poco idrosolubili che vengono assorbite troppo lentamente (per esempio compresse o capsule). Inoltre, un principio attivo polare o ionizzato non è in grado di superare efficacemente la membrana epiteliale.

Il Lentinex® è una soluzione acquosa di β-glucano (Lentinano β 1-3,1-6). La forma farmaceutica in fase liquida lo rende più assorbibile e gli consente di essere assunto per via sublinguale, saltando il sistema portale e il conseguente metabolismo epatico. Questo incide positivamente sulla biodisponibilità che risulta superiore rispetto a quanto si ottiene con altri prodotti a base di β-glucani in polvere.

3. Struttura a Tripla Elica

ll Lentinano è un β-glucano estratto dal micelio del fungo Shiitake che si è dimostrato essere la molecola attiva principale in grado di modulare efficacemente il sistema immunitario a basso dosaggio (low dose).

Questo β-glucano è composto da una catena glucosidica β-1,3 con ramificazioni β-1,6[13] ed è attiva se caratterizzata da una struttura a tripla elica in cui le singole catene si legano tra loro.

Uno studio ha dimostrato che il lentinano a tripla elica ha mostrato l’attività antitumorale più alta in vivo, con un rapporto di inibizione del 49,5%, simile a quello del 5-fluorouracile (50,5%)[14] senza effetti collaterali indotti dalla terapia farmacologica.

Il Lentinex® è l’unico brevetto costituito esclusivamente da β-glucano Lentinano β 1-3,1-6, solubile, con struttura a tripla elica ad alto peso molecolare.

 

FORMULA AGGIORNATA E PIÙ POTENTE

L’unico immunomodulatore naturale in formato liquido e senza alcool, che offre la massima funzionalità del beta-glucano Lentinano (Lentizumib®), estratto dallo Shiitake.

Descrizione
Integratore alimentare senza alcool. La vitamina C contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario. Integratore in formato liquido a base di Lentizumib®, beta-glucano attivo, concentrato e potente ottenuto dal fungo Shiitake (Lentinula edodes).  HIFAS-Lentinan contiene vitamina C naturale che contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario.

FORMATO LIQUIDO FACILMENTE ASSORBIBILE. Senza alcool, adatto per celiaci, intolleranti al lattosio e vegani. I prodotti di Hifas da Terra non contengono metalli pesanti né pesticidi.

RAFFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO, IL TUO SCUDO PROTETTIVO

Infaticabile, affidabile ed efficace: è così che opera ogni giorno un sistema immunitario forte. Tuttavia, genetica, stile di vita e dieta influenzano la robustezza delle difese immunitarie, che variano da persona a persona e durante il corso della vita. I bambini hanno sistemi immunitari immaturi, mentre gli anziani spesso hanno difese indebolite. In questi casi, rafforzare il sistema immunitario è fondamentale, preferibilmente con una formula naturale e liquida di facile assunzione.

L’immunosorveglianza attiva si applica anche alle persone sane e in forma, poiché ogni giorno ci confrontiamo con sfide e situazioni che mettono alla prova il sistema immunitario.

Il settore medico, in particolare gli oncologi, hanno bisogno di aprirsi maggiormente alle terapie complementari basate su evidenze. Il cancro, se definito da una prospettiva di Oncologia Integrata, è una malattia complessa che non colpisce gli individui nello stesso modo.

Il Prof. PERE GASCÓN, medico, Dottore Ricercatorea, Direttore dei Laboratori Oncologici Molecolari Cellex, Consulente Senior all’Ospedale Clinic di Barcellona e consulente Hifas da Terra, brevemente analizza la ricerca scientifica mostrando il potenziale enorme dei funghi nell’applicazione clinica:

Oggi abbiamo accesso a tecniche, discipline e a una moltitudine di metodi terapeutici che possono essere ritenuti utili per supportare il cancro e ritengo sia giusto prenderli in considerazione. Possiamo considerare la Micoterapia come una terapia adiuvante rispetto alla chemioterapia. Oggi la letteratura scientifica occidentale vanta più di 5.000 documenti, e le testimonianze aumentano grazie al vantaggio di applicare la Micoterapia come approccio integrativo ai pazienti malati di cancro.

Di recente i funghi sono emersi come unica fonte di nutraceutici, antiossidanti e prebiotici, con poprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e antidiabetiche (Barros et al, 2007; Sarikurkcu et al, 2008; Wang et al, 2004; Kim et al, 2007; Synytsya et al, 2009).

In correlazione al cancro, esistono delle relazioni scientifiche che descrivono come gli estratti fungini abbiano effetti anti-proliferativi sulle cellule cancerogene (Jian et al.2008), anti-angiogenetici (Kimura et al, 2004), immunomodulanti (Wu et al, 2013), anti-mutogeni (Wu et al, 2012) e proprietà anti-invasive (Patelet al, 2012).

Diversi studi clinici sul cancro hanno riportato miglioramenti nella sopravvivenza libera da progressione di malattia e nella sopravvivenza libera da eventi (Lindquist et al, 2005). I progetti di ricerca integrativa in corso hanno dimostrato importanti miglioramenti nei pazienti.
Nella nostra pratica clinica abbiamo integrato l’uso dei funghi medicinali con la chemioterapia e abbiamo notato che questi lavorano in modo più efficace se in combinazione.

Oggi ho personalmente visto i miei pazienti sperimentare miglioramenti nella neuropatia indotta da oxaliplatin e paclitaxel e in generale, una migliore qualità di vita. Il primo rappresenta un parametro oggettivo da seguire, il secondo punto è documentato da informazioni fornite dai pazienti stessi:

  • Migliore qualità di vita
  • Miglioramento nelle statistiche di sopravvivenza nei pazienti oncologici
  • Minore tossicità dalla chemioterapia
  • Rafforzamento dell’efficacia della Chemioterapia
  • Un importante calo della neuropatia nei pazienti
  • Una migliore compliance dai pazienti

Oncologia Integrata: il ruolo dei funghi medicinaliI funghi Medicinali: un promettente agente naturale nell’Oncologia Integrata

Recenti sviluppi suggeriscono che i principi naturali attivi nei funghi medicinali rivelino un potenziale enorme nelle applicazioni cliniche. Essi sono fonte naturale di sostanze con proprietà mediche, poiché presentano diverse componenti cellulari e metaboliti secondari con diverse attività e applicazioni mediche (Sze & Chan, 2009). I composti bioattivi includono: polisaccaridi, complessi polisaccaridi-proteici, fibre alimentari, alcune proteine, terpenoidi, steroidi e fenoli (Ivanova et al. 2014).
In particolare i polisaccaridi estratti da alcune specie fungine sono stati i più attentamente studiati negli studi clinici e pre-clinici. E’ il polisaccaride beta-glucano il metabolita più versatile grazie all’attività biologica ad ampio spettro che influenza l’immuno-modulazione. Questa capacità fungina di agire come immuno-modulatori è una delle ragioni che mi hanno spinto a sviluppare un interesse personale nella Micoterapia.

Gli ultimi anni hanno visto ampi studi sui costituenti attivi e sulle applicazioni cliniche dei funghi e questi si sono rivelati un nuovo trattamento nell’Oncologia Integrativa, in particolare nei casi di cancro che eludono:

  • Segnali anti-crescita
  • Apoptosi
  • Terapia angiogenica

L’inibizione della crescita delle cellule tumorali ad opera di alcuni composti bioattivi fungini spiegano il loro utilizzo negli approcci complementari ai trattamenti del cancro. In aggiunta, proprietà immunostimolanti ampiamente documentate sono state rilevate in modelli cellulari e animali. Benefici a questo livello sono anche stati dimostrati in studi umani con composti a base fungina in combinazione con chemioterapia e radioterapia.

In pazienti con cancro ovarico, cervicale e all’endometrio l’estratto di Agaricus blazei Murrill ricco in betaglucani somministrato in concomitanza con la chemioterapia (Carboplatino e VP16 o Carboplatino e Taxol) ha indotto un aumento significativo nell’attività delle cellule NK comparate al placebo (Ahn et al, 2004).

Anche nei pazienti con cancro colon-rettale di livello II e III, l’estratto di Trametes versicolor ricco in betaglucani e somministrato simultaneamente alla chemioterapia (Tegafur e Uracil) ha indotto un aumento nel numero delle cellule NK e una riduzione nella proteina acida immuno-sopressiva e inoltre un ridotto rischio di ricaduta (Ohwada et al, 2006).

In aggiunta, risultati positivi di composti fungini sono stati osservati in combinazione con la radioterapia, pazienti con cancro mammario precedentemente trattati con radioterapia hanno dimostrato che il micelio essiccato del fungo Trametes versicolor [Coriolus] ha aumentato il numero di linfociti (CD8+, CD19+) e l’attività dei NK in questi pazienti (Torkelson et al, 2012).
La frazione D del Maitake (estratta dal fungo Grifola frondosa) mostra diversi effetti anti-cancro, inclusa l’anti-carcinogenesi, l’inibizione di metastasi e l’inibizione di crescita tumorale. Rafforza la funzione immunitaria e gli effetti di alcuni farmaci chemioterapici anti-cancro. Ho attualmente introdotto questo integratore nei miei protocolli per i pazienti oncologici.

Le aziende di funghi più innovative in Europa, tra cui l’azienda bio-tecnologica spagnola Hifas da Terra, stanno studiando nuove tecniche di coltura basate sul bioreattore al fine di massimizzare e standardizzare la composizione dei prodotti a base funghi.

Risultati recenti promettenti

Nell’ultimo anno, promettenti risultati hanno mostrato il potenziale enorme dei funghi medicinali nel trattamento del cancro. I risultati ottenuti con una combinazione di chemioterapia e polisaccaridi di Lentinus edodes [Shiitake] hanno indotto un tasso di controllo della malattia pari all’83% e una sopravvivenza media di 407 giorni in pazienti con cancro gastrico non operabile e metastasi al fegato (Ina et al, 2016).

In aggiunta a ciò è stata dimostrata la capacità epatoprotettiva dei triterpenoidi e polisaccaridi arricchiti con peptidi di Ganoderma lucidum [Reishi] in uno studio randomizzato in doppio ceco, controllato verso placebo in crossover (Chiu et al, 2017).

E’ difficile trovare studi controllati che comparino un gruppo di pazienti oncologici al quale siano somministrati esclusivamente trattamenti convenzionali con un altro gruppo al qale vengano invece somministrati trattamenti convenzionali combinati con un programma di Micoterapia, ma credo che Hifas da Terra abbia già iniziato studi con tali gruppi in doppio cieco controllato verso placebo, integrando la Micoterapia come supporto integrativo nei casi oncologici. In collaborazione con il gruppo Oncologico Translazionale all’Ospedale Universitario di Coruña in Galizia (Spagna) sono in fase di studio gli effetti delle formulazioni sulle cellule cancerogene utilizzando sferoidi multicellulari tumorali che ricreano molte caratteristiche in vivo del tumore e del suo microambiente. Questo è lo scopo del progetto “FungiTechOnco” supportato dal Fondo per lo Sviluppo Regionale Europeo e dal Centro Spagnolo per lo Sviluppo della Tecnologia Industriale.

Per ora Hifas da Terra ha dimostrato che le formule fungine integrano la chemio- e radioterapia contrastando gli effetti collaterali del cancro quali nausea, soppressione del midollo osseo, anemia e abbassamento delle difese, e rafforzando l’efficacia del trattamento convenzionale.
I risultati correnti e gli sviluppi futuri sono molto promettenti.

Referenze online at www.ichan-mag.com/references.

SULL’AUTORE
PROF. PERE GASCÓN, Medico e Dottore Ricercatore, è Direttore dei Laboratori Oncologici Molecolari per Cellex. Ha il ruolo di Consulente Senior e di Coordinatore del Dipartimento di Oncologia Ematica all’Ospedale Clinic di Barcellona. E’ specializzato in Oncologia Molecolare e transazionale e immunologia. Il Dr. Gascon è consulente della Ricerca di Hifas da Terra e patron della Fondazione. Lo scorso anno ha ricevuto il Premio della ECO Foundation per la sua carriera scientifica e clinica in Oncologia. E’ relatore mondiale di Oncologia Integrata e uno degli oncologi spagnoli più noti sul panorama internazionale.

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E’ il più importante fungo con effetto antidiabetico; è ricco di vitamine e minerali, contiene gli amminoacidi essenziali ed un’elevata percentuale di proteine. Contiene il vanadio, minerale che ha un chiaro effetto ipoglicemizzante. Inoltre, il coprinus  riesce a chelare questo minerale che è un attivatore delle cellule beta del pancreas. Contiene anche potassio in elevate quantità, ma anche calcio, ferro, rame e zinco.

Il Coprinus comatus è un fungo commestibile, comune in tutto il mondo, appartenente all’ordine delle Agaricales e alla famiglia delle Agaricaceae. Facilmente identificabile dal suo aspetto perché con l’invecchiamento la cappella annerisce, si apre ed assume un colore nerastro e deperisce. Per questo motivo prende il soprannome di “fungo dell’inchiostro”. Quando è ancora giovane e immaturo, il fungo è commestibile, di color bianco e ricoperto di squame. La cappella è di 3-6 centimetri, di forma ovale e gambo sottile. È diffuso in Gran Bretagna e in Irlanda, in tutta l’Europa continentale, dalla Scandinavia fino al bordo meridionale della Penisola Iberica e le coste del Mediterraneo. È possibile trovarlo anche in Nord America.

Tra le sue virtù principali si annovera l’effetto antidiabetico, con un’efficace riduzione della glicemia conseguente alla sua somministrazione, ma un recente studio del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Ambientale dell’Università di Haifa, in Israele, dimostra che questo fungo può essere utile in caso di cancro al seno (cellule MCF-7).

Questo tipo di cancro è il tipo di tumore maligno più comune diagnosticato tra le donne. In questo studio è stato utilizzato il perossido di idrogeno (acqua ossigenata, H2O2), un noto reagente ossidante in grado di attivare il complesso proteico funzionante come fattore di trascrizione (NF-kB). Questo complesso si trova in tutti i tipi di cellule e controlla la trascrizione del DNA, la produzione delle citochine e la sopravvivenza delle cellule; è coinvolto nella risposta cellulare a stimoli come lo stress, le citochine, i radicali liberi, l’irradiazione ultravioletta, e le infezioni batteriche o virali[1],[2],[3],[4],[5].

L’NF-kB è coinvolto nella regolazione della risposta immunitaria alle infezioni. Una regolazione non corretta di questo complesso proteico è stato collegato al cancro, alle patologie infiammatorie e autoimmuni, allo shock settico, alle infezione virale e lo sviluppo immunitario improprio.

L’estratto di acetato di etile del Coprinus comatus ha influenzato significativamente la fosforilazione della proteina IkBalfa, facente parte di questo complesso, in modo dose-dipendente, ed evitando che l’NF-kB attivo venga traslocato nel nucleo, si leghi al DNA e porti alle varie modificazioni conformazionali della cellula. L’effetto dell’estratto è stato paragonabile all’effetto della curcumina, un noto inibitore del pathway del complesso NF-kB e sembra essere il più attivo inibitore della fosforilazione dell’IkBalfa, H2O2 dipendente.

Inoltre, i dati ottenuti hanno mostrato che solo l’estratto di acetato di etile ha inibito l’attività del complesso IKK (proteina chinasi che fosforila il IkBalfa) di quasi il 90% rispetto al controllo del campione non trattato. Questi risultati suggeriscono che il Coprinus comatus contiene potenti composti capaci di inibire la funzione dell’NF-kB e possibilmente agisce come un agente antitumorale[6].Il Coprinus come supporto contro il cancro al seno

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Fonti Bibliografiche.

  1. TD. Gilmore, The Rel/NF-kappaB signal transduction pathway: introduction. in Oncogene, vol. 18, nº 49, novembre 1999, pp. 6842-4, DOI:10.1038/sj.onc.1203237, PMID 10602459.
  2. BC. Albensi, MP. Mattson, Evidence for the involvement of TNF and NF-kappaB in hippocampal synaptic plasticity. in Synapse, vol. 35, nº 2, febbraio 2000, pp. 151-9, DOI:10.1002/(SICI)1098-2396(200002)35:2151::AID-SYN83.0.CO;2-P, PMID 10611641.
  3. R. Sen, D. Baltimore, Multiple nuclear factors interact with the immunoglobulin enhancer sequences. in Cell, vol. 46, nº 5, agosto 1986, pp. 705-16, DOI:10.1016/0092-8674(86)90346-6, PMID 3091258.
  4. NFKB1 nuclear factor of kappa light polypeptide gene enhancer in B-cells 1 [Homo sapiens] – Gene – NCBI.
  5. NFKB2 nuclear factor of kappa light polypeptide gene enhancer in B-cells 2 (p49/p100) [Homo sapiens] – Gene – NCBI.
  6. Asatiani MD, Wasser SP, Nevo E, Ruimi N, Mahajna J, Reznick AZ. The Shaggy Inc Cap medicinal mushroom, Coprinus comatus (O.F.Mull.: Fr.) Pers. (Agaricomycetideae) substances interfere with H2O2 induction of the NF-kappaB pathway through inhibition of Ikappaalpha phosphorylation in MCF7 breast cancer cells. Int J Med Mushrooms. 2011;13(1):19-25.


 

L’Hericium erinaceus è un fungo raro e pregiato, appartenente alla classe dei basidiomiceti, utilizzato da molti secoli nella medicina tradizionale cinese per il suo valore medicinale.

Nome scientifico: Hericium erinaceus. Si trova in tutto l’emisfero nord, in Europa, Oriente asiatico e Nordamerica. Predilige gli alberi di latifoglie morti o morenti come la quercia, il noce e il faggio. Ha un diametro che varia dai 5 ai 20 centimetri. Ha filamenti simili a ghiaccioli che pendono da una base di consistenza gommosa. È un fungo tanto culinario quanto medicinale, che fa pensare al sapore dei frutti di mare.

STORIA

L’Hericium erinaceus si trova in tutto l’emisfero nord, in Europa, Oriente asiatico e Nordamerica. Lo strano aspetto ultraterreno del fungo ha ispirato molti dei suoi estimatori a conferirgli nomi insoliti: Criniera di Leone, Fungo della Scimmia, Testa di Scimmia, Testa d’Orso, Testa di Maiale, Barba Bianca, Barba di Vecchio, Barba del Porcospino, Ponpon Blanc (perché l’Hericium erinaceus è di colore bianco o avorio). In Giappone il fungo è noto principalmente con il nome Yamabushitake. In Cina si chiama Shishigashira, che significa “testa di leone”, e Houtou, che vuole dire “scimmietta”. In alcuni saggi l’Hericium erinaceusviene erroneamente chiamato Hericium erinaceum.

È un fungo tanto culinario quanto medicinale. Ad alcuni fa pensare al sapore dei frutti di mare, del granchio o dell’aragosta. Ha una consistenza gommosa simile a quella dei calamari. La coltivazione a scopo commerciale di Hericium erinaceus è iniziata molto di recente. Fino a due decenni fa era considerato un raro tesoro della foresta, ma ormai si trova nei menù dei ristoranti più esclusivi.

LA LEGGENDA DELL’HERICIUM

In Giappone è noto principalmente con il nome di Yamabushitake. Gli Yamabushitake, letteralmente “coloro che dormono sui monti”, sono i monaci eremiti della setta Shugendo del buddhismo ascetico. Si presume che l’Hericium erinaceus somigli al suzugake, la giacca ritualmente indossata da quei monaci. In giapponese take significa “fungo”. Nella medicina tradizionale cinese, l’Hericium erinaceus viene prescritto per disturbi di stomaco, ulcere e problemi gastrointestinali. In Cina si vende un estratto in polvere ricavato da questo fungo. In Nordamerica, i nativi americani usavano l’Hericium erinaceus come antiemorragico, e lo applicavano essiccato in polvere su tagli e graffi per fermare il sanguinamento. Il fungo si trovava comunemente nella sacca dei rimedi medicinali dei nativi.

Le tecniche di coltivazione per questo fungo sono state sviluppate in California, nella contea di Sonoma, grazie al micologo Malcolm Clark. Nel 1980 un collega lo informò di aver visto un’insolita infruttescenza di Hericium erinaceussu un albero a Glen Ellen, un’ottantina di chilometri a nord di San Francisco. Si accampò per tre giorni sul sito e studiò a fondo il fungo. Clark annotò le proprie osservazioni relative all’esposizione solare, alla luce e all’umidità. Lo misurò. Una volta trascorsi tre giorni, lo colse e lo portò in laboratorio, iniziando una coltura con le spore Hericium erinaceus. Riuscì a far fruttificare il fungo in laboratorio, rispettando scrupolosamente i dati raccolti, e lo portò in un famoso ristorante di San Francisco. Lo chef non appena vide il fungo esclamò “Ah, un Ponpon Blanc!”. A quel punto Clark depositò il nome e ora i Ponpon Blanc si trovano in molti rinomati ristoranti.

CARATTERISTICHE GENERALI

Fungo raro considerato una prelibatezza anche se un po’ coriaceo. È una specie lignicola e si sviluppa preferibilmente su alberi di quercia ancora vivi, oppure su faggio, noce, platani e altre latifoglie. Prospera sul tronco ad una altezza di circa 3-4 metri. L’ambiente preferito è prettamente mediterraneo, è un fungo parassita e ha una forma da tondeggiante ad ovale, un corpo circondato da morbidi aculei lunghi 2-3 cm. Il corpo fruttifero si presenta come l’unione di masse compatte da cui pendono verso il basso gli aculei, addossati gli uni agli altri ordinatamente, carnosi, pruinosi, elastici, lunghi circa 2-3 cm. Il corpo fruttifero può anche ricordare una coperta di ghiaccio. Può raggiungere un diametro di 30 cm di dimensioni ed un peso di circa 2 kg. La carne è bianca, crema o leggermente rossastra. Spesso per staccarlo è necessaria una lama molto affilata.

COMPONENTI GENERALI DELL’HERICIUM

L’Hericium erinaceus contiene pregiate sostanze biovitali. Sono presenti 8 aminoacidi essenziali, più altri 11 non essenziali. Si sono individuati elevati contenuti di potassio, fosfati ed altri elementi traccia quali: zinco, ferro, calcio, selenio, germanio. Tra questi, il germanio possiede importanti proprietà di protezione da agenti inquinanti. Sono contenute anche vitamine del gruppo B e provitamine del gruppo D.

SOSTANZE BIOATTIVE

L’Hericium erinaceus contiene:

  • Polisaccaridi
  • Acidi grassi (Y-A-2)
  • Fenoli (ericenoni A e B)
  • Ericenoni C, D, E, F, G e H
  • Il micelio contiene un gruppo di diterpeni chiamati erinacine
  • Vitamine del gruppo B (B1, B2, B3)
  • Provitamine del gruppo D (vitamina D2 e vitamina D3)
  • Minerali quali: zinco, ferro, calcio, selenio, germanio

STUDI SCENTIFICI

La scienza occidentale ha avviato lo studio dell’Hericium erinaceus da pochissimi anni. Sebbene per molti secoli il fungo sia stato parte integrante dell’alimentazione giapponese e cinese e le sue proprietà medicinali siano ben note, gli scienziati hanno appena cominciato a osservarlo. In un recente articolo apparso nell’International Journal of Medicinal Mushrooms, il dottor Takashi Mizuno dell’Università di Shizuoka, in Giappone, ha osservato a proposito dell’Hericium erinaceus varie possibili azioni su sintomatologie a livello del sistema gastro-enterico.

FONTI

  1. Stefania Cazzavillan (2011) – FUNGHI MEDICINALI, dalla tradizione alla scienza – NUOVA IPSA EDITORE
  2. Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITORE
  3. Georges M. Halpern – I FUNGHI CHE GUARISCONO – EDIZIONI IL PUNTO D’INCONTRO
  4. Ivo Bianchi (2013) – Il Fungo dell’Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONI

CONVALIDAZIONI SCIENTIFICHE

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https://www.erboristeriarcobaleno.it/micoterapia-linea-tedesca/

Il sistema linfatico trasporta molto sostanze tossiche dai tessuti organici ai vasi sanguigni per poterle eliminare attraverso fegato e reni ed ha inoltre un ruolo importante nel nostro organismo, Per questo, nelle malattie tumorali è fondamentale che vi sia una buona funzionalità del sistema linfatico soprattutto in caso di linfoadenectomie che possono condurre a blocchi e edemi. Nel quadro di una terapia globale, queste situazioni potrebbero essere risolte con l’utilizzo di Polyporus.

Il tumore al seno è un tipo di neoplasia che colpisce il tessuto mammario e rappresenta il tipo principale di neoplasia nelle donne e il 25% di tutti i casi di tumore nel mondo. La prognosi, dipendente da diversi fattori (età e condizione del paziente, estensione e tipo di neoplasia), è molto buona nei paesi industrializzati con tassi di sopravvivenza che variano dall’80% al 90% a cinque anni dalla diagnosi.

I sintomi caratteristici di questa neoplasia sono:

  1. nodulo nella mammella rilevabile tramite palpazione;
  2. formazione di fossette nella pelle;
  3. fuoriuscita di fluido dal capezzolo;
  4. comparsa di una macchia rossa squamosa sulla pelle.

Inoltre, i soggetti che sviluppano metastasi manifestando dolore alle ossa, ingrossamento dei linfonodi, mancanza di respiro e ittero. La scelta del trattamento dipenderà da vari fattori e prevede l’intervento chirurgico di rimozione della massa tumorale, terapia farmacologica e radioterapia.

Si è dimostrato molto utile, come supporto integrativo molto efficace, un fungo medicinale facente parte della secolare Medicina Tradizionale Cinese (MTC), il Polyporus umbellatus, cha esibito, in test in vitro, la capacità di indurre l’apoptosi delle cellule tumorali del cancro al seno.

L’apoptosi è la morta programmata della cellula che si svolge in modo ordinato, tramite una sequenza precisa di eventi coordinati, con consumo di energia (ATP) e il coinvolgimento delle caspasi. Questo particolare evento biologico è fondamentale per la salute dell’organismo: un suo eccesso può provocare problematiche legate alla perdita di cellule, come accade in alcune malattie neurodegenerative, mentre una sua carenza può provocare crescita cellulare incontrollata che è alla base delle neoplasie.

La morte cellulare programmata è necessaria affinché vengano distrutte cellule che possono risultare pericolose per l’integrità dell’organismo, come le cellule tumorali. Nel processo apoptotico intervengono le caspasi, delle Cisteina Proteasi responsabili della proteolisi di proteine cellulari chiave che provoca cambiamenti morfologici tipici di una cellula che va in apoptosi.

Polyporus umbellatus e tumore al senoIl Polyporus umbellatus ha avuto un ruolo potenziale nel controllo del cancro al seno umano attraverso l’inibizione proliferazione delle cellule tumorali, favorendo l’attivazione della caspasi 3[1] e delle caspasi 7, 8 e 9.[2] La somministrazione del fungo ha aumentato la concentrazione intracellulare degli ioni calcio (è ampiamente accettato che la segnalazione degli ioni calcio è importante nell’apoptosi)[2], indotto una riduzione dell’attivazione della proteina AKT (proteina chinasica che inibisce l’apoptosi e induce la crescita cellulare), stimolato l’espressione della proteina tumorale p53 (un fattore di trascrizione indispensabile per la soppressione dei tumori nascenti).

Inoltre, sembra che il Polyporus sia in grado di agire sul ciclo cellulare della cellula tumorale portandola in uno stato di quiescenza (G0) e impedire la transizione delle cellula alla fase S, in cui si ha la sintesi e duplicazione del materiale genetico. Infine, si è visto che l’attività del fungo induce apoptosi preferenzialmente nelle cellule trasformate, con un effetto minimo sulle cellule non trasformate, suggerendone un ruolo potenziale come agente terapeutico antitumorale.[1]

Fonti bibliografiche

  1. Tan XL, Guo L, Wang GH. Polyporus umbellatus inhibited tumor cell proliferation and promoted tumor cell apoptosis by down-regulating AKT in breast cancer. Biomed Pharmacother. 2016 Jul 19;83:526-535. doi: 10.1016/j.biopha.2016.06.049.
  2. Kim TH, Kim JS, Kim ZH, Huang RB, Chae YL, Wang RS. Induction of apoptosis in MCF‑7 human breast cancer cells by Khz (fusion of Ganoderma lucidum and Polyporus umbellatus mycelium). Mol Med Rep. 2016 Feb;13(2):1243-9. doi: 10.3892/mmr.2015.4655. Epub 2015 Dec 7.