Manuka: il miele che guarisce
Il miele è da sempre considerato non solo un alimento, ma anche un rimedio naturale dalle molte virtù. Tra i diversi tipi, il miele di Manuka occupa un posto speciale, tanto da essere riconosciuto a livello mondiale come un vero e proprio “cibo-medicina”.
Le popolazioni native della Nuova Zelanda ne hanno fatto uso per secoli come rimedio tradizionale. Solo negli ultimi decenni, grazie alla ricerca scientifica, il miele di Manuka ha guadagnato popolarità internazionale: gli studi hanno infatti dimostrato che questo miele possiede composti unici e altamente benefici.
Le proprietà generali del miele
Tutti i mieli possiedono caratteristiche benefiche. È noto da sempre, ad esempio, che hanno attività antibatterica. Questo effetto deriva soprattutto dalla presenza di un enzima prodotto dalle api, la glucosio ossidasi, che genera perossido d’idrogeno (la comune acqua ossigenata). Quest’ultimo ha un’azione germicida e contribuisce all’effetto disinfettante del miele.
Tuttavia, non si tratta solo di questo: numerose altre sostanze naturali contenute nel miele, molte ancora poco studiate, collaborano a determinare le sue proprietà terapeutiche. Ecco perché il miele è considerato da sempre un alimento salutare e funzionale.
La peculiarità del miele di Manuka
Il miele di Manuka è differente da tutti gli altri. La sua unicità risiede nella presenza di un composto chiamato metilgliossale (MGO), che si trova nel nettare dei fiori della pianta di Manuka (Leptospermum scoparium, famiglia delle Myrtaceae).
Proprio grazie a questo componente, il miele di Manuka è riconosciuto come miele medicinale con una spiccata attività antibatterica. Non si tratta quindi di un miele qualunque: la concentrazione elevata di MGO è indice della sua qualità e del suo potere terapeutico.
Aspetto e gusto
Si presenta come un miele cremoso e viscoso, dal colore scuro (dal giallo intenso al marrone). Ha un profumo aromatico e speziato e un gusto deciso, ricco e complesso, con sentori di terra, erbe e minerali. Il retrogusto è dolce ma lievemente amarognolo, con un aroma che ricorda l’erica e la terra umida.
Una scoperta scientifica di fine ’800
Sebbene fosse già impiegato tradizionalmente per trattare disturbi e ferite, è solo alla fine del XIX secolo che la ricerca scientifica ha iniziato a confermare le proprietà antibatteriche naturali del miele di Manuka.
Gli studi hanno evidenziato che questo miele non solo ostacola la proliferazione dei batteri, ma favorisce anche la produzione di cellule deputate alla riparazione dei tessuti, accelerando così i processi di guarigione.
Particolarmente interessante è la sua efficacia contro batteri come Escherichia coli e Staphylococcus aureus. Oltre al perossido d’idrogeno, il miele di Manuka contiene infatti il già citato metilgliossale, presente in concentrazioni molto più elevate rispetto agli altri mieli.
UMF e MGO: come si misura la potenza del miele di Manuka
Non tutto il miele di Manuka è uguale. Per distinguerne la qualità esistono due principali sistemi di misurazione:
- UMF (Unique Manuka Factor): introdotto dal professor Peter Molan dell’Università di Waikato (Nuova Zelanda), valuta l’efficacia antibatterica complessiva del miele. Più alto è il valore UMF, maggiore è l’attività terapeutica.
- MGO: sviluppato dall’Università di Dresda (Germania), misura la concentrazione esatta di metilgliossale (espresso in mg/kg). Questo parametro è considerato un indicatore affidabile del potere antibatterico.
Entrambi i sistemi sono riconosciuti a livello internazionale e garantiscono al consumatore la qualità del prodotto.
Perché il miele di Manuka è più efficace degli altri
L’azione antibatterica del miele comune, legata al perossido d’idrogeno, ha dei limiti:
- funziona solo in presenza di ossigeno,
- perde efficacia in ambienti acidi (come lo stomaco),
- viene inattivata da enzimi presenti nelle ferite,
- è sensibile al calore e alla luce.
Il miele di Manuka, al contrario, mantiene la sua efficacia anche in condizioni sfavorevoli. Questo lo rende particolarmente utile per combattere batteri difficili, come Helicobacter pylori o alcune specie di enterococchi, e per resistere alla degradazione esterna.
Benefici documentati del miele di Manuka
Le sue proprietà lo rendono un rimedio naturale versatile, con numerosi usi sia topici che interni.
- Uso topico per trattare le ferite minori. Puoi usare il miele di Manuka su tagli minori, graffi e ustioni. Le qualità terapeutiche del miele contrastano l’infezione e accelereranno il processo di guarigione e cicatrizzazione. Basta coprire l’area interessata con uno strato sottile di miele. Una review di 22 ricerche scientifiche precedentemente condotte sul miele quale agente antibatterico topico per il trattamento delle ferite infette, pubblicata nel 2006 su International Journal of Lower Extremity Wounds, ha concluso che il miele accelera la risoluzione dell’infezione, protegge da eventuali ricadute e incrementa la velocità di cicatrizzazione, promuovendo la crescita di nuovo tessuto e la guarigione della ferita.
- Uso topico per acne ed eczema. Il miele di Manuka può aiutare a curare acne, acne rosacea, orticaria ed eczema. Applicare un sottile strato di miele sulla zona interessata. Lasciare agire per 10 minuti, quindi lavare con sapone delicato e acqua tiepida. Ripetere ogni giorno.
- Denti e gengive. Gli studi suggeriscono che consumare miele di Manuka può aiutare a ridurre la placca e la gengivite. Questo può essere spiegato con la potente carica antibatterica combinata con la ricchezza di minerali fondamentali per i denti.
- Mal di gola. È risaputo che il miele è altamente benefico per tosse e mal di gola, e nel caso del miele di Manuka questo è ancora più vero. Infatti aiuta a lenire l’infiammazione, a potenziare il sistema immunitario e a fermare la crescita di batteri nocivi.
- Raffreddore e sinusite. Consumare il miele di Manuka aiuta a liberare il naso chiuso e trattare l’infezione delle vie nasali.
- Reflusso acido e ulcera gastrica. È riportato che il miele di Manuka può aiutare a eliminare il reflusso acido e migliorare i sintomi di altri problemi digestivi come ulcera gastrica e indigestione.
- Allergie. Gli studi suggeriscono che il consumo giornaliero di miele di Manuka può aiutare a ridurre i sintomi delle allergie stagionali.
- Insonnia. Il miele di Manuka può aiutare coloro che hanno difficoltà ad addormentarsi. Prenderne un cucchiaino prima di andare a letto.
I ricercatori dell’Università di Waikato, in Nuova Zelanda (una delle realtà all’avanguardia negli studi sulle proprietà benefiche e curative del miele), hanno scoperto che l’attività antibatterica del miele di Manuka può persino arrestare la crescita di ceppi batterici di Staphylococcus aureus resistenti agli antibiotici. Ed è stato invece constatato che il miele di Manuka non dà origine a fenomeni di antibioticoresistenza (analogamente a tanti altri rimedi naturali antimicrobici, tra cui innanzitutto l’aglio).
Il miele di Manuka ha mostrato anche altri benefici come per il trattamento dell’Helicobacter pylori, Escherichia coli, SIBO e candidosi vaginale.
Come scegliere il miele di Manuka
In commercio si trovano prodotti con valori di MGO diversi:
- MGO 100: adatto a un uso preventivo quotidiano.
- MGO 400-550: indicato nei casi in cui serva un’azione antibatterica più intensa.
Modalità d’uso
- Interno: un cucchiaino da solo o in bevanda tiepida (mai calda), fino a tre volte al giorno, lontano dai pasti.
- Topico: applicato direttamente su ferite, acne o gengive.
Controindicazioni e precauzioni
Il miele di Manuka non è privo di limitazioni:
- È vietato a chi è allergico al miele.
- È sconsigliato ai diabetici, poiché il metilgliossale può risultare nocivo, anche in uso esterno (alcuni studi hanno osservato ritardi nella guarigione delle ulcere diabetiche).
- Può teoricamente interferire con alcuni farmaci chemioterapici, a causa della presenza di flavonoidi ad attività antiossidante.
Curiosità
Origine unica
Il miele di Manuka proviene dal nettare dei fiori della pianta Leptospermum scoparium, comunemente conosciuta come “manuka tea tree”. Questa pianta cresce principalmente in Nuova Zelanda e in alcune zone dell’Australia. La fioritura è breve, durando solo 6-12 settimane all’anno, il che rende la produzione del miele limitata e ne aumenta il valore.
Composizione complessa
Il miele di Manuka contiene oltre 2.300 composti diversi, rendendolo uno dei mieli più complessi in natura. Tra i principali componenti attivi vi sono il metilgliossale (MGO), che conferisce potenti proprietà antibatteriche, e il leptosperin, un altro indicatore della sua qualità.
I fiori “ascoltano” le api e addolciscono il loro nettare
Un nuovo studio israeliano ha dimostrato che i fiori sono competitivi. Sono in grado di percepire la vibrazione delle ali delle api e rispondono addolcendo temporaneamente il loro nettare per attirare gli impollinatori. In grado di ignorare altri “rumori” come il vento, i fiori hanno sviluppato questo vantaggio evolutivo per perpetuare la loro eredità genetica. Come altri fiori, il Manuka potrebbe “ascoltare” le api da cui dipende.
Le api compiono 22.700 viaggi verso il fiore di Manuka per creare un barattolo di miele di Manuka
Oltre alla rarità della fioritura e alla difficoltà di raggiungere i luoghi in cui i cespugli di Manuka crescono spontaneamente, le api devono compiere circa 22.700 viaggi individuali verso i fiori di Manuka per raccogliere abbastanza nettare da creare un barattolo da 500 g di miele di Manuka. Un’ape può raccogliere solo abbastanza nettare da produrre ⅕ di cucchiaino di miele nel corso della sua vita, e un alveare può avere 40.000 api che raccolgono il nettare da trasformare in miele. Tra api, apicoltori, ricercatori, collaudatori, confezionatori, autisti e altri, c’è molto lavoro e sostentamento dietro ogni barattolo che vedete sullo scaffale, ed è per questo che ogni barattolo è un dono prezioso da onorare.
Certificazioni di qualità
Per garantire l’autenticità e la potenza del miele di Manuka, esistono certificazioni come l’UMF (Unique Manuka Factor) e l’MGO. Il punteggio UMF indica la concentrazione complessiva di composti bioattivi, mentre l’MGO misura specificamente il contenuto di metilgliossale. Un miele con UMF 10+ è considerato terapeutico, mentre uno con UMF 15+ o superiore è adatto per trattamenti medici.
Prezzo elevato
Il costo del miele di Manuka può essere elevato, con prezzi che variano tra 20 e 119 dollari per un barattolo da 250 grammi, a seconda della qualità e della certificazione. Questo prezzo è giustificato dalla produzione limitata, dalla raccolta manuale e dalle rigorose certificazioni necessarie per garantirne l’autenticità.
Controversie sull’origine
Sebbene la Nuova Zelanda sia il principale produttore di miele di Manuka, anche l’Australia produce miele simile. Tuttavia, la Nuova Zelanda ha cercato di ottenere l’esclusiva sull’uso del termine “Manuka Honey” attraverso certificazioni ufficiali, portando a dispute internazionali sulla denominazione e sull’autenticità del prodotto.
Conclusione
Il miele di Manuka è un vero cibo-medicina, con una combinazione unica di composti bioattivi che ne fanno un rimedio naturale versatile. Dall’azione antibatterica all’effetto cicatrizzante, dal supporto digestivo alla potenziale riduzione di allergie e insonnia, il miele di Manuka rappresenta un ponte tra tradizione e scienza moderna.
La sua efficacia è sostenuta da numerose evidenze scientifiche, ma resta fondamentale usarlo con consapevolezza e, quando necessario, sotto la supervisione di un professionista sanitario.
Altri articoli
- Erboristeria Arcobaleno: Il miele di Manuka
- Erboristeria Arcobaleno: Manuka: il miele che guarisce
- Erboristeria Arcobaleno: Il miele, un alimento “antico”
- Erboristeria Arcobaleno: Crisina nei funghi e nel miele d’acacia
- Erboristeria Arcobaleno: propoli, pappa reale, polline, miele.
- Erboristeria Arcobaleno: Il polline
- Erboristeria Arcobaleno: Polline d’api, allergie e cervello
- Erboristeria Arcobaleno: Il Polline e la saggezza dell’alveare
- Erboristeria Arcobaleno: Malanni di stagione: prevenzione naturale
- Erboristeria Arcobaleno: Pappa reale: il super-alimento dell’alveare
Sitografia
- Molan, P. C. (2006). The evidence supporting the use of honey as a wound dressing. International Journal of Lower Extremity Wounds, 5(1), 40–54. PubMed
- Maddocks, S. E., & Jenkins, R. E. (2013). Honey: a sweet solution to the growing problem of antimicrobial resistance? Future Microbiology, 8(11), 1419–1429. PMC
- Al-Jabri, A., et al. (2017). Anti-Helicobacter pylori activity of manuka honey in vitro. Journal of Medicinal Food, 20(7), 706–711. PMC
- Abdulrhman, M. A., et al. (2019). Manuka honey improves gastric ulcer healing in rat models. PLoS ONE, 14(4), e0215093. PMC
- Al-Waili, N., et al. (2018). The effect of natural honey on allergic rhinitis: a randomized controlled trial. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2018, 1–7. PMC
- WebMD. (2024). Manuka Honey: Medicinal Uses. Link
- Comvita. (2023). 10 Fascinating Facts About Manuka Honey. Link
- Altervista Blog – Il miele di Manuka. Il tesoro nascosto della Nuova Zelanda. Link
- Epicurious. (2022). What is Manuka Honey and Is it Worth the Cost? Link
- ErboristeriA Arcobaleno: Il miele di Manuka
- ErboristeriA Arcobaleno: Manuka oil dalla Nuova Zelanda







Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!