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Alga Klamath

Klamin e Aphamax sono i due estratti microalgali inventati e brevettati dal Dott. Stefano Scoglio. Questo breve articolo è la prima presentazione sintetica, ma completa e accessibile, degli studi scientifici e clinici condotti sui due estratti da alga Klamath.

Gli studi su questi estratti coprono aree diverse come depressione e ansia; neurodegenerazione e ADHD; autismo e Alzheimer; così come la psoriasi e l’infiammazione urinaria e gastrica; riduzione della lipoperossidazione delle cellule e aumento dei fattori nutrizionali e antiossidanti in vivo. I due estratti hanno dimostrato la capacità di stimolare il rilascio e la mobilizzazione di cellule staminali sia somatiche che neurali, con un grande potenziale nella lotta contro l’invecchiamento e la degenerazione generale ad esso associata.

Dall’invisibile Fiore dell’Acqua (Aphanizomenon flos aquae) ai due estratti Klamin e AphaMax

Aphanizomenon flos aquae (AFA), il “fiore invisibile dell’acqua”, è un tipo di cianobatteri, detti anche “alghe verdi-azzurre”.

L’unico che è ampiamente consumato come integratore alimentare è il ceppo che vive e prolifera nell’Upper Klamath Lake, Oregon, USA.

Il suo nome specifico è Aphanizomenon flos aquae Ralfs ex Born. & Flah. Var. flos aquae. Klamath AFA è il prodotto delle caratteristiche uniche del Lago Upper Klamath, cuore di un vero paradiso ambientale situato in un’area di montagne vulcaniche.

Si trova a 1300 metri di altitudine con 300 giorni di sole all’anno e inverni molto freddi che costringono le alghe a produrre acidi grassi.

Il lago stesso è piuttosto grande, ma anche molto superficiale, cosa che favorisce la fotosintesi, e con un deposito di minerali vulcanici alto fino a 10 metri, il che spiega l’esclusiva ricchezza minerale di Klamath AFA.

Come visibile dalla mappa, il lago si trova appena sotto l’incredibile Crater Lake, formatosi 7.700 anni fa dall’esplosione del monte Mazama, le cui ceneri hanno depositato una grande massa minerale sul fondo del lago Klamath.

Le acque incontaminate e super-energetiche che scendono dal Crater Lake ancora oggi nutrono il lago Klamath, dandogli forza e vitalità.

Nonostante le maldicenze sul lago da parte di critici interessati, il lago Klamath è uno dei laghi più incontaminati del mondo.

È uno dei siti più importanti per gli uccelli sia stanziali che migratori degli Stati Uniti occidentali, e in estate si possono trovare decine di migliaia di uccelli come unici abitanti del lago, dai famosi Dancing Grebes, ai Pellicani e alle Aquile Calve – l’uccello simbolo degli Stati Uniti – super predatori al vertice della catena alimentare – e per questo basilari marker ambientali – che possono sopravvivere solo in aree non inquinate.

Grazie a questo straordinario ambiente, l’AFA Klamath, che viene raccolta selvaggia, è probabilmente il cibo più ricco sulla terra, e in termini assoluti batte praticamente qualsiasi altro cibo o supercibo in termini di abbondanza nutrizionale. Il suo profilo nutrizionale super-ricco comprende tutte le 14 vitamine, con alte concentrazioni di vitamina A (sotto forma di pro-vitamina A caroteni); Vitamine del gruppo B, tra cui un’elevata quantità di vitamina B12 e folati (la forma naturale dell’acido folico), estremamente importanti per prevenire l’accumulo dell’amminoacido tossico omocisteina; vitamina K, importante per la salute delle ossa e dei denti e per una corretta coagulazione del sangue; piccole quantità di vitamina C ed E.

Klamath AFA ha anche 73 minerali e oligoelementi, tra cui quantità significative di ferro, fluoro naturale e vanadio, essenziali per il metabolismo dell’insulina e la sindrome metabolica.

Klamath AFA è una buona fonte di acidi grassi Omega 3, ha il più ampio spettro di carotenoidi, tra cui importanti xantofille come luteina, zeaxantina, cantaxantina, astaxantina e licopene.

Recentemente abbiamo scoperto che l’AFA ha un alto contenuto e varietà di polifenoli, così come la più completa e potente serie di molecole nutraceutiche, tra cui un’enorme concentrazione (quantificabile al 4%) della clorofilla anti-infiammatoria e anti-tumorale (si consideri che “alimenti verdi” come le erbe di cereali hanno un tasso medio di clorofilla dello 0,3%). Prima di passare alla disamina di tali molecole, vorrei fare un confronto tra Klamath AFA e le altre due microalghe più comuni, Spirulina e Clorella.

La Spirulina è l’altra microalga cianobatterica consumata come integratore alimentare.

Sia l’AFA Klamath che la Spirulina sono “alghe blu-verdi”, cioè appartengono alla classe dei cianobatteri primordiali, la prima forma di vita sul pianeta, chiamata anche procarioti, che differiscono da tutte le altre forme di vita successiva.

Tra le altre caratteristiche uniche, i cianobatteri non hanno una membrana a base di cellulosa, e quindi sono facilmente digeribili (al contrario, ad esempio, della Clorella, che è una microalga unicellulare eucariotica, con una membrana resistente che deve essere meccanicamente distrutta per renderla digeribile per gli umani).

I cianobatteri precedono anche la distinzione tra vegetali e animali, e così, mentre sono blu-verdi e vivono nell’acqua, hanno fino al 70% di proteine. Si tratta di “proteine nobili”, essendo formate da tutti i 9 amminoacidi essenziali.

Klamath AFA possiede tutti i 20 amminoacidi e ha una proporzione degli amminoacidi essenziali che è ideale per l’assorbimento umano, così che il suo tasso di assorbimento delle proteine è addirittura migliore sia della carne che delle uova.

Sia l’AFA Klamath che la Spirulina sono “alghe verdi-azzurre”, cioè appartengono alla classe dei cianobatteri primordiali, la prima forma di vita sul pianeta.

Tuttavia, oltre ai loro tratti comuni, ci sono anche differenze molto significative tra AFA     Klamath, Spirulina e Clorella, come sintetizzato dalla seguente tabella:

È dalla ricerca sviluppata principalmente dal mio gruppo di ricerca (Dr. Scoglio) che sono stati inventati estratti di AFA specifici, che concentrano alcune delle molecole AFA più rilevanti:
• feniletilammina (PEA) e molecole inibitrici degli enzimi MAO-B, i principali costituenti del Klamin® con le sue proprietà neuromodulanti e immunomodulanti;
• AFA-ficocianine, concentrate nell’estratto AphaMax®, con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e anti-proliferative.

Queste molecole, però, assieme funzionano anche per stimolare il metabolismo delle cellule staminali. Un’azione che integra e completa le molte proprietà che abbiamo menzionato sopra, rendendo il complesso dei due estratti l’integratore più perfetto per migliorare salute, benessere e giovinezza.

Dal punto di vista nutrizionale Klamin e AphaMax

Quest’alga risulta tra i cibi più assimilabili in assoluto, contiene infatti un profilo nutrizionale unico.

Con uno spettro completo e bilanciato di ben tredici diverse vitamine, soprattutto quelle del gruppo B e K, ha la più alta concentrazione di vitamina B12 assimilabile, essenziale per l’energia e la salute del sistema nervoso e cardiovascolare, oltre che minerali, oligoelementi in una forma organica completamente assimilabile, acidi grassi essenziali, omega-3 e omega-6 in rapporto equilibrato (in grado di inibire gli stati infiammatori e proteggere da disturbi cardiocircolatori) e grandi quantità di betacarotene associato a ben 14 carotenoidi, in quella che è probabilmente la più ampia orchestra di sostanze antiossidanti. È l’unico cibo contenente proteine complete: tutti i 20 aminoacidi in proporzioni che li rendono completamente assimilabili.

Inoltre, l’American Institute of Medicine ha stabilito che fino al 30% della popolazione anziana oltre i 50 anni di età, perde la capacità di assimilare la vitamina B12 dal cibo. Di conseguenza si raccomanda l’integrazione di vitamina B12 a tutte le persone di età superiore ai 50 anni; ecco perché la Klamath con successo è promossa come fonte naturale di vitamina B12.

Recenti studi sulle potenzialità Klamin e AphaMax

Esiste una lunga casistica sugli effetti altamente positivi della Klamath sull’Alzheimer e altre malattie neurodegenerative come il Parkinson e la sclerosi multipla, grazie alle sue numerose attività biologiche.

Una recente analisi scientifica ha rivelato la presenza nella Klamath dell’aminoacido feniletilammina (PEA).

Circa 20 anni fa, si è scoperto che la quantità di PEA nel cervello dei pazienti depressi era inferiore a quella di individui normali e che la PEA somministrata oralmente ai pazienti depressi era in grado di normalizzare la condizione depressiva.

In effetti, la gran parte dei farmaci antidepressivi agiscono aumentando i livelli di PEA (la “molecola dell’amore”) nel cervello.

Metabolismo dei grassi e permeabilità intestinale

Alcuni studi hanno dimostrato che la Klamath ha la capacità di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al contempo colesterolo e trigliceridi.

La dieta a base di Klamath ha prodotto risultati come: massimo aumento degli EPA e DHA, consistente riduzione dell’acido arachidonico e una diminuzione di colesterolo e trigliceridi.

Questo risultato è stato ulteriormente confermato da un altro studio nel quale si è visto che l’alga accresce i livelli dell’enzima pancreatico α-amilasi ed è noto che l’aumento di tale enzima tenda a ridurre i livelli della glicemia.

Assunzione Klamin e AphaMax

È bene assumere l’alga Klamath non più di 2-3 grammi al giorno. Può essere utilizzata sia in capsule che in polvere e ne viene consigliata l’assunzione al mattino a stomaco vuoto. È sconsigliato utilizzarla prima di andare a letto poiché ha un effetto energizzante e stimolante.

Per maggiori informazioni su Klamin e AphaMax visita anche la pagina ALGA KLAMATH o QUI

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Siamo tutti consapevoli che l’alimentazione moderna è generalmente carente e sbilanciata.

C’è stato un enorme aumento della nutrizione negativa, legata alla presenza nei cibi di sostanze anti nutritive come pesticidi, fertilizzanti, coloranti e conservanti, o all’uso addirittura di cibi artificiali, e questo pone il nostro organismo sotto notevole stress.

Una maggiore attenzione ad assumere cibi privi di tali sostanze, è già un passo importante verso la salute.

Ma anche i cibi meno inquinati soffrono tuttavia dell’altro aspetto della odierna crisi della nutrizione: il crollo della nutrizione positiva. A causa di vari fattori (impoverimento dei terreni dovuti alle monocolture intensive; raccolte anticipate per motivi di grande distribuzione; trasporti; conservazione; metodi di cottura) i cibi di cui ci nutriamo sono sempre più poveri di vitamine e minerali.

Questa è la ragione del grande successo che negli ultimi decenni hanno avuto gli integratori multi-vitaminici e multi-minerali. Ma le vitamine e t minerali usati negli integratori sono generalmente di origine sintetica e inorganica, e sono scarsamente assimilati dal nostro organismo.

Per esempio, la vitamina C naturale è acido ascorbico chelato da numerosi flavonoidi che ne integrano l’azione e lo rendono maggiormente assimilabile; la vitamina C negli integratori è invece solo acido ascorbico, la cui unica funzione è quella di acidificare. I minerali usati negli integratori sono estratti da rocce e altri materiali inorganici, e dato che non siamo struzzi, non possiamo assimilarli. ll minerale maggiormente prescritto, il calcio carbonato estratto dalle rocce, ha un tasso massimo di assimilazione del 4%, e il problema è anche cosa il nostro organismo fa del 96% che non assimila (alcuni ritengono che si depositi nelle articolazioni). È per questo che per i nutrizionisti più attenti l’unica funzione degli integratori di sintesi è quello di rendere…la pipì più costosa…!

Ecco perché le autorità sanitarie insistono giustamente nel dire che occorre assumere minerali e vitamine da una alimentazione variata e bilanciata. Tuttavia, abbiamo già visto come l’alimentazione ordinaria, per quanto variata e bilanciata (cosa già di per sé difficile con i ritmi della vita contemporanea), non garantisce comunque un sufficiente apporto di vitamine e minerali a causa del crollo della nutrizione positiva.Salute e KlamathDa oltre 20 anni, sono stato il primo a proporre l’uso della microalga Klamath come alternativa, densa di nutrienti e assimilabile, agli integratori di sintesi. Le microalghe, e in particolare la Klamath, hanno una ricchezza nutrizionale unica, con uno spettro completo delle 14 vitamine (anche se alcune, come la vitamina C ed E, in piccole quantità); una ricca dotazione minerale, con alcuni minerali essenziali come ferro, vanadio, fluoro e molibdeno, presenti in quantità significative; e soprattutto con lo spettro completo degli oligoelementi, o minerali traccia, tutti presenti dato che la Klamath contiene ben 73 minerali, lo spettro completo!

Ma la Klamath ò anche una fonte di importanti molecole nutraceutiche, che spiegano gli effetti antiossidanti, antinfiammatori, immunologici e neurologici, che si possono ottenere assumendo quantità elevate della microalga. Una volta identificate tali molecole, la ricerca scientifica sviluppata in collaborazione con diverse Università e centri di ricerca, mi ha condotto a creare e brevettare estratti, Klamin@ e AphaMax@, che consentono di ottenere importanti risultati nutraceutici con quantità relativamente basse. Questi estratti sono supportati da numerosi studi scientifici e clinici.

Con lo sviluppo di questi due estratti, l’unica funzione che restava alla Klamath intera era quella nutrizionale. E a questo punto mi sono chiesto: come possiamo perfezionare la Klamath da un punto di vista nutrizionale? La risposta è stata quella di aggiungere alla Klamath una serie di estratti vegetali e di frutta, che concentrassero quelle vitamine e quei minerali che nella Klamath sono meno presenti.

Così è nato MultiNatural (Brevetto internazionale PCT/EP2016/079690).

(Dott. Stefano Scoglio).

Per maggioi informazioni visita anche la pagina KLAMATH o QUI


https://www.erboristeriarcobaleno.it/alga-klamath/

Le micro-alghe verdazzurre Spirulina e Klamath vengono comunemente definite “green food” data la ricchezza, completezza e l’altissima biodisponibilità dei nutrienti in esse contenuti.

  • Proteine e amminoacidi: composte in prevalenza di proteine circa 60-70% (65-70 grammi per 100g di alimento, contro i 20-25g di un taglio di carne magra), complete e di grande valore biologico perchè contengono gli otto amminoacidi essenziali (che devono essere introdotti con l’alimentazione) in proporzione ottimale, oltre agli altri non-essenziali (che il corpo riesce a produrre autonomamente).
    La ricchezza di fenilalanina, amminoacido essenziale presente in dosi piuttosto elevate, contribuisce a ridurre la sensazione di fame. La proporzione degli amminoacidi essenziali è praticamente identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano, il che rende le proteine più assimilabili.
  • Vitamine: tra le vitamine abbonda il tocoferolo,  l’inositolo e vitamine del gruppo B in elevate quantità: B1 (sistema nervoso), B2 (sistema enzimatico), B3 (riduzione del colesterolo e dello stress), B5 (riduzione della stanchezza e antiossidante), acido folico (intestino e sistema cardiocircolatorio). Si tratta degli alimenti più ricchi in assoluto di Beta- carotene, perfettamente assimilabile e potenziato da ben altri 14 carotenoidi con un apporto dieci volte superiore a quello delle carote.
  • Antiossidanti: ricchissime in vari pigmenti antiossidanti APA e AFA forniscono importanti antiossidanti endogeni, Superossidodismutasi (SOD) e glutatione, il più alto contenuto di beta-carotene fra tutti i cibi conosciuti. Questo corredo antiossidante, arricchito da numerosi altri carotenoidi fra cui alpha e gamma-carotene, esplica importanti funzioni anti-tumorali, antivirali e anti-invecchiamento.
  • Minerali: spettro completo di minerali e oligoelementi. Le Klamath sono l’unica fonte nutrizionale contenente tutta la varietà dei minerali e microelementi in una forma sinergica e perfettamente assimilabile. In 2 gr. di Klamath sono sempre in vari abilmente presenti 28 minerali. Di particolare importanza la presenza di Ferro organico in contemporanea con Vit B12, acido Folico necessarie per la sua assimilazione (nella Klamath anche Vit C).
    Il ferro è presente in concentrazione 58 volte superiore rispetto agli spinaci e 28 volte rispetto al fegato crudo di manzo.
  • Pigmenti: presenti in ampio spettro, oltre al Beta-carotene (o pro-VitA), un misto di carotenoidi, Ficocianina e Clorofilla.
    Questa molecola verde è in grado di rafforzare la mucosa intestinale e di migliorare quindi la digestione e l’assimilazione dei nutrienti. La clorofilla accresce i movimenti peristaltici (riduzione della costipazione), lenisce le infiammazioni, riduce l’eccesso di secrezione di pepsina e le ulcere gastriche. Essa aiuta inoltre ad ossigenare il sangue, è in grado di trattenere il ferro e di utilizzarlo per trasportare l’ossigeno alle cellule.
  • Acidi grassi essenziali: Lipidi (8%) appartengono alla grande famiglia dei mono e dei polinsaturi, in grado di normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue, partecipare alla formazione delle guaine mieliniche che rivestono i nervi e migliorare la funzionalità del sistema nervoso (Omega 3 e acido gamma linoleico GLA). Questa dotazione ottimale di acidi grassi essenziali è in grado di contribuire alla crescita  della pelle, dei canali vascolari e dei tessuti nervosi, e a favorire la sintesi delle prostraglandine, importanti modulatori ormonali della funzionalità cellulare dotate di elevate potenzialità antitumorali e antivirali.
  • Una membrana cellulare formata da una lipoglicoproteina simile al glicogeno umano, che il nostro organismo assimila immediatamente come fonte di pronta energia.
  • Basso contenuto calorico: 2,6 Kcal/g

Micro-alghe verdazzurre Spirulina e Klamath, il vero “green food”Ai nutrienti presenti nelle alghe si attribuiscono numerose proprietà:

  • azione immunomodulante: sostegno del sistema immunitario;
  • azione anti-invecchiamento: promozione della longevità e funzione antietà; problematiche  neurologiche e neurodegenerative;
  • azione ricostituente: accrescimento dell’energia e della forza vitale con miglioramento di patologie quali anemia, esaurimento, ritardi della crescita;
  • azione protettiva del sistema nervoso: con un miglioramento delle funzioni cognitive e della memoria; riduzione dell’ansia; miglioramento dell’umore;
  • azione dimagrante: controllo della fame e regolazione del metabolismo;
  • azione riequilibrante della dieta: in tutte le situazioni in cui vi siano squilibri e carenze alimentari da colmare, dieta vegetariana e vegana, dieta povera di frutta e verdura, anemia, demineralizzazione, digiuni, dieta per gli sportivi
  • azione disintossicante: caratterizzata da un’azione chelante sui metalli pesanti, da un miglioramento delle funzioni di tutti gli organi digestivi e escretivi;
  • azione rigenerante: con promozione di nuovi tessuti e pelle, grazie alla ricchezza di acidi ribonucleici DNA, RNA
  • azione protettiva: riduzione di colesterolo e pressione arteriosa;
  • azione antinfiammatoria, antiossidante: da studi evidenziata la capacità di abbassare la produzione di radicali liberi e il livello  di infiammazione generale dell’organismo. Ottimo sostegno in condizioni di stress.

* Sport: la ricchezza in proteine, ferro e calcio, permette di sostenere lo sforzo fisico migliorando le prestazioni atletiche, mentre le vitamine e gli acidi grassi apportano tono e vitalità. L’elevato contenuto in biotina e ferridossina che inibisce la formazione di acido lattico durante uno sforzo muscolare particolarmente intenso (azione detossificante ed ergogenica). Poichè l’attività fisica, pur migliorando i sistemi endogeni di smaltimento, produce molti radicali liberi, importante l’alto apporto di antiossidanti.

Vi sono evidenze preliminari circa una possibile utilità dell’Alga Klamath nel trattamento della depressione e nel miglioramento del benessere psicofisico in donne nel periodo post-mestruale. Condotti studi sull’uso dell’alga Klamath nei disordini dell’attenzione (ADD)  Le ficocianine della Klamath si sono dimostrate in grado di inibire le COX-2 e l’enzima fosfolipasi A2, coinvolti nel meccanismo di produzione di PGE2 e hanno anche dimostrato la capacità di inibire la lipossigenasi, enzima promotore di leucotreni, come il LTB, responsabile di varie forme infiammatorie, tra cui l’asma e la colite.

Riferimenti:

[1] K. Abrams: Le Alghe per la Salute, Tecniche Nuove, 1999, p. 35. Egli riporta il risultato di un test secondo cui le proteine della Klamath sono assimilabili al 73%, contro il 37% e il 20% rispetttivamente di Spirulina e Clorella, e solo il 18% delle carni rosse.
[2] Manoukian R, et al.: “Effects of the blue green algae Aphanizomenon Flos Aquae on human natural killer cells”, in Savage, L, ed., Phytoceuticals, IBC Library Series, 1998, 233-41.
[3) Gitte J. Jensen, et al.: “Consumption of Aphanizomenon Flos Aquae Has Rapid Effects on the Circulation and Function of Immune Cells in Humans”, Journal of American Nutraceuti-cal Association, Voi, 2, n° 3, Jan. 2000, pp. 50-8,
[4] Rafail I, Kushak, et al.: ‘Favorable Effects of Blue Green Algae Aphanizomenon Flos Aquae on Rat Plasma Lipid”, Journal of the American Nutraceutical Association, Vol. 2, n°3, Jan2000, pp.59-65.
[5] Citato in C. Drapeau, N. Solomon, Optimal Health Journal, August 1998, in attesa di pubblicazione.


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Sappiamo che è importante una buona integrazione probiotico per l’equilibrio della flora intestinale, ma non sempre è facile trovare fermenti lattici in grado di svolgere un’azione realmente benefica. Quali sono dunque i criteri per una buona scelta?

Negli ultimi anni l’interesse per i probiotici è cresciuto sia dal punto di vista della ricerca sia da quello dei consumatori, con una maggiore attenzione che non riguarda soltanto i disturbi dell’apparato gastrointestinale, ma più in generale la promozione della salute e del benessere dell’individuo.

Quali sono, allora, le caratteristiche che un probiotico deve necessariamente avere per essere “di qualità” e comportare dunque reali benefici per la salute.

Primo criterio fondamentale per poter effettuare una scelta è conoscere le proprietà distintive dei probiotici e uniformare il linguaggio, poiché ancora troppa confusione persiste su termini quali probiotici, prebiotici, fermenti lattici.Come scegliere un buon probiotico per l’equilibrio della flora intestinaleRicordiamo che prima di essere definiti “probiotici“-termine coniato molti anni fa, ma sulla cui definizione è stato raggiunto un consenso internazionale soltanto recentemente – a questi microrganismi ci si riferiva con il nome di“fermenti lattici”, che corrisponde all’anglosassone Lactic Acid Bacteria e che comprende tutti i batteri (come lattobacilli, bifidobatteri, streptococchi, lattococchi) che producono acido lattico a partire da vari substrati.

I loro effetti benefici sulla nostra salute furono ipotizzati già nel secolo scorso dal premio Nobel Elia Metchinkoff, durante i suoi studi presso l’Istituto Pasteur di Parigi, quando identificò il bacillo che impediva la putrefazione dei batteri intestinale e che chiamò Lactobacillus bulgaricus.

Tutt’ora, la stragrande maggioranza di ceppi probiotici utilizzati negli integratori alimentari appartiene ai quattro generi sopra menzionati all’interno dei quali, però, esistono migliaia di specie con migliaia di ceppi diversi ciascuno. È quindi necessario uniformare il nostro linguaggio a quello oggi stabilito e internazionalmente accettato, per non creare confusione nel consumatore.

Partiamo pertanto dalla definizione di “probiotico” (riferito a batteri e lieviti), riprendendo quella fornita nel 2001 da un gruppo di esperti di FAO (Food and Agriculture Organization, Organizzazione per il cibo e l’agricoltura) e OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e adottata anche dal nostro Ministero della Salute:
«I probiotici sono microrganismi vivi e vitali che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo».

Sebbene, quindi, microrganismi vivi possano essere presenti in molti alimenti e integratori, solo i ceppi puntualmente caratterizzati e con un effetto scientificamente dimostrato sulla salute dovrebbero essere chiamati probiotici.

Più precisamente, secondo il Ministero della Salute italiano per poter essere considerato nella categoria probiotici, il microrganismo deve rispettare i seguenti criteri:

  • il ceppo dev’essere “noto” ossia caratterizzato a livello tassonomico (fenotipo e genotipo)
  • il ceppo deve essere depositato, ossia registrato in maniera univoca, presso un ente di “collezione” in modo da poter facilmente monitorare eventuali alterazioni di quello in commercio e garantire la sicurezza del prodotto
  • la quantità di cellule vive presenti nel prodotto deve essere riportata in etichetta per ogni ceppo e deve essere garantita, con le modalità di conservazione suggerite, fino al termine della shelf-life tenendo conto anche di possibili alterazioni durante le fasi di stoccaggio
  • il microrganismo deve superare indenne l’ambiente gastrico e duodenale e arrivare attivo e vitale a livello intestinale in quantità tale da poter esercitare gli effetti benefici
  • il microrganismo deve essere in grado di aderire alla mucosa intestinale, moltiplicarsi e colonizzarla
  • il microrganismo deve conferire un beneficio fisiologico modulando la composizione del microbiota intestinale
  • il microrganismo non deve essere portatore di antibioticoresistenza acquisita e/o trasmissibile
  • il microrganismo deve essere sicuro per l’impiego umano

I probiotici devono essere noti per genere, specie e ceppo e così devono essere designati, in accordo con le nomenclature tassonomiche internazionalmente riconosciute. Per esempio, Lactobacillus (genere) acidophilus (specie) CUL60 (ceppo), Lactobacillus casei LCR35 e così via. Tale classificazione tassonomica è requisito fondamentale per garantirne la sicurezza e l’efficacia.

È stato infatti dimostrato che ceppi diversi, anche appartenenti alla stessa specie, possono indurre effetti molto variabili, talvolta anche opposti. L’identificazione, univoca per ogni ceppo, è dunque necessaria quando questo venga utilizzato come integratore.

Nel caso dei probiotici, il microrganismo viene identificato sia a livello di specie sia di ceppo attraverso le tecniche fenotipiche e genotipiche;

  • l’identificazione fenotipica permette di ottenere informazioni a livello di specie basate sulla determinazione del profilo fermentativo dei carboidrati, dell’attività enzimatica e della natura degli isomeri dell’acido lattico prodotti;
  • l’identificazione genotipica, resasi possibile in tempi più recenti grazie all’avanzare delle tecnologie in campo genetico, ci permette di caratterizzare i microrganismi fino al livello di ceppo andando a studiare parti o l’intero DNA batterico.

Oggi, l‘identificazione tassonomica a livello di specie viene effettuata attraverso l’analisi della sequenza genomica completa (soprattutto mediante il sequenziamento del DNA codificante per il 16s rRNA) o mediante ibridazione degli acidi nucleici; la tipizzazione del ceppo può essere eseguita attraverso PGFE (Pulse Field Gel Electrophoresis).

Una volta identificato, ogni ceppo per poter essere utilizzato come probiotico dev’essere depositato, ossia registrato, in una delle apposite banche dati internazionale, chiamate“collezione“, in modo da garantirne la perfetta tracciabilità e monitorarne eventuali alterazioni, a garanzia della sicurezza del prodotto che lo contiene. Attraverso questa registrazione è possibile, inoltre, stilare una lista di specie (per lo più batteriche) considerate sicure e quindi che necessitano di passaggi di valutazione più snelli per un’eventuale commercializzazione.

Non esiste una quantità ottimale e uguale per tutti di probiotici vivi da somministrare: essa è estremamente variabile e funzione del risultato che si vuole ottenere, della disbiosi (alterazione del microbiota) da trattare e delle caratteristiche dell’individuo ricevente. In ogni caso, la quantità di microrganismi da assumere deve essere almeno pari al numero di cellule batteriche necessarie per colonizzare l’intestino, andando quindi a influenzare il microbiota residente. Le Linee Guida sui Probiotici e Prebiotici del Ministero della Salute Italiana (revisione maggio 2018) riportano:
«Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, la quantità minima sufficiente per ottenere una temporanea colonizzazione dell’intestino da parte di un ceppo microbico è di almeno 109 cellule vive per giorno».

La porzione di prodotto raccomandata peril consumo giornaliero deve contenere, quindi, una quantità pari a 109 cellule vive per almeno uno dei ceppi presenti. Non soltanto, però, la quantità di cellule vive presenti nel prodotto deve essere riportata in etichetta per ogni ceppo, ma deve anche essere garantita fino al termine della shelf-life (periodo di tempo durante il quale il prodotto mantiene le sue caratteristiche qualitative nelle normali condizioni di conservazione e utilizzo indicate dal produttore), con una incertezza di 0,5 log, che tiene conto anche di possibili riduzioni del numero di cellule vive che si possono verificare, ad esempio, durante le fasi di stoccaggio. Tale quantità non è da considerarsi tassativa, ma una sua modifica, soprattutto se volta al ribasso, richiede una giustificazione scientifica solida per poter essere approvata.

La shelf-life, letteralmente “vita di scaffale” è quel periodo ditempo durante il quale un prodotto mantiene inalterate le sue caratteristiche chimico-fisiche, qualitative e sensoriali nelle normali condizioni di conservazione e utilizzo indicate dal produttore. Il termine si riferisce a tutti i beni deperibili come prodotti alimentari, medicinali o altre merci destinate a deteriorarsi o, comunque, a cambiare le loro caratteristiche nel tempo, ed è il periodo durante il quale un prodotto rimane adatto per l’uso previsto.
La data di scadenza, legata al calcolo della shelf-life, è il termine della durata di conservazione, dopo la quale il prodotto potrebbe non funzionare più come previsto.
La shelf-life è quindi il periodo di tempo in cui un prodotto può essere tenuto in un magazzino, negozio o in una casa prima di diventare inadatto alla vendita e/o al consumo.

Il calcolo della shelf-life deve tenere conto di molteplici fattori, tra i quali:

  • le materie prime, che possono essere soggette a processi di deterioramento più o meno veloci
  • i processi produttivi
  • le condizioni tipicamente associate al trasporto, allo stoccaggio e alla vendita
  • L’imballaggio, che può incidere in modo significativo sulla durata di conservazione
  • le condizioni ditemperatura, umidità e luce a cui vengono esposti i prodotti prima di essere consumati
  • i microrganismi che possono agire sul prodotto

Come scegliere un buon probiotico per l’equilibrio della flora intestinaleCAPACITÀ DI ATTRAVERSARE INDENNI STOMACO E DUODENO
Uno dei requisiti fondamentali affinché un microrganismo possa essere introdotto come probiotico in alimenti o integratori alimentari è la capacità di attraversare il tratto gastrointestinale superiore senza subire danni e arrivare vivo e vitale a livello intestinale. Il pH estremamente acido dello stomaco (pH 1,5) rende difficile la sopravvivenza e la crescita della maggior parte dei microrganismi; soltanto alcuni, come per esempio il Bifidobacterium animalis subsp. lactis o il Lactococcus lactis subsp. lactis, presentano una buona tolleranza a valori bassi di pH, grazie a meccanismi di protezione che alcuni probiotici sono in grado di mettere in atto in condizioni avverse, come per esempio l’espulsione dei protoni attraverso specifiche pompe o la formazione di spore.

Quest’ultima ha dimostrato di essere una strategia molto utile nell’assicurare al probiotico la capacità di tollerare condizioni di forte acidità, permettendogli di arrivare indenne nell’intestino dove, entrando in contatto con adeguati nutrienti, in pochi minuti inizia il processo di re-idratazione e germinazione, con riattivazione del batterio “dormiente” che si ritrova vivo, vitale e in quantità adeguata nella sua sede di azione.

Anche la resistenza ai sali biliari è un aspetto importante da considerare quando si ricerca un probiotico di qualità. L’attività enzimatica esplicata dalle idrolasi specifiche (BSH, Bile Salt Hydrolase) non è infatti propria a tutti i microrganismi, ma è la sola che permette di resistere alla tossicità dei sali biliari nella forma coniugata, e perciò di sopravvivere nell’ambiente duodenale. Tra i batteri che mostrano questa proprietà troviamo quelli appartenenti ai generi Lactobacillus, Bacillus, Bifidobacterium ed Enterococcus.
I microrganismi presenti all’interno di alimenti e/o integratori alimentari devono, dunque, avere come caratteristica intrinseca quella di resistere agli acidi dello stomaco e ai sali biliari, capacità da dimostrare non soltanto in vitro, ma anche in vivo con studi, per esempio, di recovery fecale.

CAPACITÀ DI COLONIZZARE L’INTESTINO
Per mantenere l’eubiosi intestinale, il probiotico può mettere in atto diverse strategie, tra le quali l’adesione competitiva all’epitelio intestinale sfruttando gli stessi recettori dei patogeni o la produzione di composti inibitori (batteriocine o acidi organici) in grado di ostacolarne la proliferazione. Tuttavia, per poter garantire queste attività il probiotico deve possedere un’altra caratteristica fondamentale: la capacità di colonizzare l’intestino.

Uno dei principali meccanismi di colonizzazione batterica, che si è visto essere utilizzato anche dai batteri probiotici, è la produzione di un biofilm (comunità di microrganismi associate alla superficie incorporate in una matrice polimerica extracellulare), che si forma quando i batteri si adsorbono sulla superficie dell’intestino e proliferano. Questa strategia, che li protegge dall’azione di antibiotici e patogeni è, in generale, strettamente dipendente dalla specie e dal ceppo, e non sempre così efficace. Tra i più abili colonizzatori troviamo, in generale, alcuni ceppi di Lactobacillus e di Bifidobacterium.

CAPACITÀ DI APPORTARE UN BENEFICIO ALLA SALUTE DELL’OSPITE
Nonostante ci sia ancora molto da scoprire dal punto di vista funzionale, i dati oggi disponibili suggeriscono come, nel complesso, i probiotici possano apportare numerosiì benefici all’ospite agendo a diversi livelli. Da una meta-analisi condotta nel 2016 daSchaw e collaboratori si è visto, ad esempio, come i probiotici siano in grado di contribuire all’integrità della mucosa intestinale riducendo significativamente il rischio di enterocolite necrotizzante nei neonati.
Altre evidenze suggeriscono un loro ruolo positivo nel migliorare il metabolismo del glucosio e la risposta immunitaria, oltre che nel ridurre l’ipersensibilità viscerale. Questi dati sono da considerarsi preliminari in quanto oggetto di discussioni ancora aperte; ma gli studi sui probiotici, moltiplicatisi in questi ultimi anni, sembrerebbero confermare l’implicazione di determinati microrganismi in molteplici situazioni quali:

  • diarrea da patogeni o virus
  • costipazione
  • infezioni da Helicobacter pylori
  • patologia infiammatorie intestinali
  • immunità mucosale
  • allergie
  • patologie cardiovascolari
  • disturbi e infezioni del tratto urogenitale
  • neoplasie

In aggiunta al profilo di sopravvivenza gastrica e di colonizzazione il probiotico, per poter essere utilizzato in prodotti per uso umano, dev’essere quindi analizzato anche in termini di reale efficacia.

Come scegliere un buon probiotico per l’equilibrio della flora intestinaleQuali sono i migliori probiotici per l’intestino?

La scelta dei probiotici dipende da diversi fattori, tra cui la condizione di salute individuale, il motivo per cui si sta considerando l’uso dei probiotici e la risposta personale ai diversi ceppi di batteri. Non c’è un’unica risposta “migliore” che si applichi a tutti, poiché l’efficacia dei probiotici può variare da persona a persona.

Tuttavia, ci sono alcune specie e ceppi di batteri che sono comunemente studiati per i loro benefici sulla salute intestinale. Alcuni di essi includono:

  • Lactobacillus acidophilus: questo ceppo è spesso presente nello yogurt e può aiutare a mantenere l’equilibrio nella flora intestinale. È stato studiato per i suoi potenziali benefici nella prevenzione della diarrea associata agli antibiotici.
  • Bifidobacterium bifidum: questo ceppo è comune nell’intestino umano e può contribuire al mantenimento di un ambiente intestinale sano. Può essere utile nella gestione della diarrea e nella promozione di una flora batterica equilibrata.
  • Lactobacillus rhamnosus: studi scientifici hanno suggerito che questo ceppo può essere utile nella prevenzione e nel trattamento di alcune condizioni digestive, come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
  • Saccharomyces boulardii: a differenza di molti altri probiotici, questo è un lievito anziché un batterio. È stato studiato per il suo ruolo nella prevenzione della diarrea associata agli antibiotici e nella gestione di infezioni intestinali.
  • Bifidobacterium longum: questo ceppo può contribuire alla salute intestinale e potrebbe essere utile in condizioni come la colite ulcerosa.

Quando si sceglie un probiotico, è importante considerare la varietà di ceppi presenti nel prodotto, poiché diversi ceppi possono offrire benefici specifici. Inoltre, la concentrazione di batteri vivi (unità formanti colonie o UFC) nel prodotto è un altro aspetto da valutare.

Fonte: https://microbioma.it/

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La microalga del lago Klamath (nome scientifico: Aphanizomenon Flos Aquae var. Ralph …) fa parte della grande famiglia delle microalghe verdi-azzurre che sono la prima forma di vita del pianeta e la base di tutta la catena alimentare. 

Tutte le popolazioni del passato hanno fatto uso delle verdi-azzurre come fonte di nutrizione superiore. Gli Aztechi riservavano la Spirulina selvatica a nobili e guerrieri, considerandolo un cibo divino. Oggi, l’unica microalga commestibile a crescere selvatica in un ambiente vulcanico pressoché incontaminato è la microalga Klamath.La microalga Klamath , raccolta con la massima cura e sottoposta a numerosi controlli di qualità, è essiccata con l’esclusivo metodo Refractance Window ® (v. Refractance Window ®) che ne preserva i nutrienti da 2 a 30 volte più degli altri metodi, quali liofilizzazione e spray-drying.

Attorno a questa straordinaria microalga selvatica e primordiale, la ditta NUTRIGEA, nostra fornitrice, ha costruito una linea di prodotti fitonutrizionali che traggono la loro straordinaria efficacia anche dagli altri nutrienti primordiali fondamentali: i batteri probiotici di origine umana, come l’esclusivo Acidophilus DDS1, e gli enzimi ad ampio spettro di origine fungina.

Esse sono dei procarioti (cianobatteri), organismi primordiali monocellulari.

A differenza dei microrganismi eterotrofi, non necessitano di complessi mezzi di coltura ed utilizzano l’energia luminosa per organicare il carbonio. La crescita di questi fototrofi combina il processo fotosintetico, tipico delle piante superiori, con le caratteristiche delle fermentazioni microbiche: alti tassi di moltiplicazione e sviluppo in coltura liquida, generalmente vengono coltivati utilizzando la luce solare come fonte d’energia e la CO2 come fonte di carbonio.

Le acque del lago Klamath, dove esse crescono, situato tra le montagne del centro-sud dell’Oregon, forniscono, infatti, un habitat ideale per tale alga. Quando l’acqua defluisce dal Crater Lake, passa sopra e sotto gli svariati strati delle Cascade Mountains raccogliendo innumerevoli importanti minerali inorganici che verranno potenzialmente incorporati dalle alghe verdi-azzurre del lago Klamath.

Il lago Klamath è poco profondo, con una media di appena 35 piedi, il che significa che si scalda molto velocemente, grazie anche alla sua posizione nel sud dell’Oregon che lo espone ad una certa quantità di luce solare, il che fornisce l’habitat ideale per la fotosintesi. Le alghe fioriscono da milioni di anni nel lago Klamath, immerse in condizioni nutritive, minerali e di luce solare ideali. Di grande importanza è il fatto che il lago Klamath è assolutamente esente da insetticidi, antiparassitari, erbicidi, fungicidi, diossine, D.D.T. e composti chimici in genere, al contrario della maggior parte dei terreni che non risultano esenti da questi inquinanti.Le microalghe verdi-azzurre del lago klamathLa Klamath di Nutrigea è certificata biologica dall’organizzazione USA OTCO.

La microalga Klamath possiede un profilo nutrizionale e una carica energetica assolutamente unici perchè contiene, in forma altamente assimilabile, oltre 100 nutrienti fondamentali per la nostra salute !

Oltre 60 minerali e oligoelementi indispensabili alla nostra salute!

Oltre ad essere la massima fonte di calcio, la Klamath contiene lo spettro completo di tutti i minerali traccia, essenziali alla salute e sempre più rari. Di particolare rilievo, i quantitativi del ferro (fino a 4 mg/gr, 100% del fabbisogno in 3 gr !); del vanadio (3 mcg/gr, 100% del fabbisogno in appena 3 gr !), minerale essenziale per il metabolismo insulinico e glicemico, necessario quindi anche per il metabolismo dei grassi; e del fluoro (7 mcg/gr, ovvero quasi il 100% del fabbisogno giornaliero in appena 2 gr), essenziale per la salute dei denti e delle ossa. 14 vitamine.

La Klamath contiene lo spettro completo delle vitamine. In particolare, oltre a fornire il 100% del fabbisogno di vitamina A in appena 3 gr., è un’eccellente fonte delle vitamine del gruppo B e garantisce oltre il 200% del fabbisogno di vitamina B12 , in forma assimilabile, in un solo grammo!

Inoltre, un solo grammo di Klamath fornisce circa il 100% del fabbisogno di vitamina K , essenziale non solo per la coagulazione del sangue ma, soprattutto, per la salute delle ossa e dei denti. 20 aminoacidi e oltre il 65% di proteine complete.

La Klamath è l’unico cibo che contiene tutti e venti gli aminoacidi. La proporzione dei suoi aminoacidi essenziali è tale da rendere le sue proteine notevolmente più assimilabili delle stesse proteine animali. Oltre a numerosi pigmenti antiossidanti, la Klamath ha un elevatissimo contenuto di betacarotene , perfettamente assimilabile e potenziato da ben altri 14 carotenoidi. La Klamath contiene anche quantità importanti di cantaxantina (il carotene più potente, assieme all’astaxantina) e piccole quantità di astaxantina, zeaxantina, luteine e licopene .

La Klamath è un’ottima fonte di Omega-3. Mentre Spirulina, Clorella, erbe di cereali, ecc., contengono Omega-6, il loro contenuto in Omega-3 è praticamente nullo. La Klamath ha una delle più alte concentrazioni di clorofilla, fino al 2% (20 mg/gr), di contro allo 0,3% dei supercibi verdi (erbe di cereali, ecc.).

Le Klamath contengono dai 60 al 65% dì proteine nobili contenenti 20 aminoacidi, inclusi tutti gli aminoacidi essenziali. In particolare, la proporzione degli aminoacidi essenziali è praticamente identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano, che le rende perfettamente assimilabili sotto il profilo proteico.

La Klamath contiene anche elevate quantità di aminoacidi liberi, cioè non legati in catena proteica, che l’organismo assimila con estrema facilità e che sono precursori dei neuropeptidi, i veri motori dell’attività cerebrale e neurologica generale. Assieme alla elevata quantità e qualità di acidi grassi essenziali, ciò le rende estremamente utili in tutte le patologie legate alla degenerazione del sistema neurologico (Alzheimer, sclerosi multipla, etc.).

Una volta ingerita, la clorofilla naturale ha dimostrato di possedere elevate proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali.

La ricerca più recente ha evidenziato come la Klamath sia ricchissima di specifiche molecole, come ficocianine , feniletilammina e polisaccaridi immunostimolanti , dotate di elevate proprietà nutriterapiche.

L’acido ialuronico, relegato quasi esclusivamente ad interventi estetici, sta dimostrando che la sua utilizzazione può essere molto piu’ ampia e contrastare efficacemente gli effetti generali dell’invecchiamento oltre ad alleviare sintomi di malattie respiratorie anche croniche, quali asma e bronchite.

L’acido jaluronico si presenta come una molecola estremamente voluminosa (il suo peso molecolare si aggira normalmente intorno ai 1-5 milioni di Daltons) e contiene un’alternanza ripetitiva di unità monomeriche di Nacetilglucosammina e di acido Dglucoronico.

E’ presente in tutti i tessuti corporei in quanto componente estremamente importante nelle articolazioni. E’ il principale agente responsabile della viscosità e delle proprietà lubrificanti del liquido sinoviale; funge da sostegno per l’aggregazione dei proteoglicani e dei legami proteici presenti nella matrice extracellulare.

La presenza di specifici recettori per l’acido jaluronico su tutte le cellule lo rende un importante regolatore delle funzioni metaboliche e di quelle dei tessuti.

Poiché l’acido jaluronico si presenta come un polimero contenente unità di disaccaridi che si ripetono e privo di modificazioni (ramificazioni o esterificazione con gruppi solforici), le principali differenze nell’attività biologica sono imputabili al suo peso molecolare.

È stato dimostrato che solo l’acido jaluronico ad alto peso molecolare viene effettivamente assorbito dall’organismo, ed entra a far parte della struttura cartilaginea e della pelle. L’acido jaluronico nativo si caratterizza per possedere un elevato peso molecolare. Diversi studi hanno dimostrato che frammenti di acido jaluronico a basso peso molecolare non sono in grado di legarsi ai recettori specifici delle membrane cellulari che, al contrario, riconoscono solo l’acido jaluronico ad elevato peso molecolare. Per esempio, frammenti di acido jaluronico a bassissimo peso molecolare (6,9 kDalton), oppure di peso molecolare basso (intorno ai 250.000 Daltons), inducono l’espressione dei geni infiammatori nei macrofagi.

ACIDO JALURONICO: fondamentale integrarlo

Hyaluron© è uno dei pochi prodotti a contenere acido jaluronico con un peso molecolare non inferiore ai 2,4 milioni di Daltons, l’unico che viene effettivamente assimilato dall’organismo.

L’acido jaluronico presente in Hyalur©n deriva da una proteina extracellulare ottenuta per fermentazione batterica. La fermentazione batterica permette di ottenere acido jaluronico ad elevato peso molecolare. Non deriva quindi da nessuna fonte animale (cresta di gallo o cartilagine dello sterno di gallo purificata). Il peso molecolare influenza in maniera diretta le proprietà idratanti e la capacità di legare le molecole d’acqua. L’acido jaluronico viene prodotto in modo naturale dal nostro organismo in quanto costituente del fluido sinoviale e della matrice extracellulare.

Quando invecchiamo, i livelli di acido jaluronico presenti nella matrice extracellulare decrescono in maniera progressiva, per tale motivo diviene sempre più difficoltoso approvvigionare l’organismo in maniera adeguata e continuativa.

In presenza di osteoartrite, la cartilagine e le altre strutture dell’articolazione iniziano a sfaldarsi. In alcune persone, una lieve infiammazione può provocare una cospicua perdita di acido jaluronico e conseguente perdita delle sue proprietà lubrificanti. Le articolazioni divengono rigide e il movimento provoca dolore. L’integrazione di acido jaluronico permette di ripristinare l’adeguata lubrificazione delle articolazioni.

Come agisce l’acido jaluronico nelle articolazioni?

L’acido jaluronico presente in HyalurOn agisce incrementando il movimento articolare e proteggendo l’articolazione. Se paragoniamo le articolazioni del corpo al motore dell’automobile, il fluido presente nelle articolazioni imita l’azione dell’olio nel motore. A intervalli regolari l’olio del motore viene sostituito poiché il calore e l’attrito diminuiscono la viscosità dell’olio. L’olio comincia a non essere più in grado di proteggere le superfici metalliche dall’eccessivo logorio. HyalurOn agisce nel medesimo modo nelle articolazioni. Quando invecchiamo la viscosità del fluido sinoviale diminuisce e, diventando più sottile, non sarà più in grado di proteggere l’articolazione, questo incrementa lo sfregamento e deteriora la superficie della cartilagine.

Assumendo HyalurOn è possibile ripristinare la normale viscosità del fluido sinoviale e in tal modo prevenire o bloccare il danno articolare.ACIDO JALURONICO: fondamentale integrarloQuali distretti corporei possono beneficiare dell’uso di HyalurOn?

SISTEMA MUSCOLO SCHELETRICO

In quanto naturale componente del liquido sinoviale, garantisce un’adeguata lubrificazione dell’articolazione, protegge le superfici della cartilagine, annulla l’azione dei radicali liberi e delle tossine. Fa diminuire lo stato infiammatorio e il dolore.
L’acido jaluronico è uno dei maggiori componenti del disco intervertebrale.
VISIONE

L’acido jaluronico è presente nell’Humor Vitreo dell’occhio; la sua consistenza gelatinosa aiuta ad assorbire gli shock alla retina prevenendo i traumi agli occhi.

PELLE

Estremamente importante per il mantenimento di una pelle adeguatamente idratata ed elastica. La sintesi di acido jaluronico subisce una costante riduzione nel corso degli anni già a partire dall’adolescenza. La ridotta sintesi si associa a una minore capacità di trattenere l’acqua, con il passare del tempo i tessuti cutanei appariranno meno distesi e sostenuti. L’industria cosmetica include l’acido jaluronico nei prodotti per il makeup, nelle creme ad azione idratante e anti-age.

APPARATO CARDIO VASCOLARE

Elevati livelli di acido jaluronico sono presenti nelle valvole cardiache.

SISTEMA IMMUNITARIO

E’ in grado di attivare i leucociti, controllandone la migrazione cellulare e proteggendoli. Aiuta a ridurre le infezioni batteriche e si è riscontrato che sia in grado di ridurre gli episodi infettivi nei pazienti con bronchiti croniche.

Bibliografia

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Alla base di gran parte delle patologie tipiche dell’epoca attuale c’è l’enorme aumento da un lato dei processi infiammatori, dall’altro di quelli neurodegenerativi. In entrambi i casi gli acidi grassi Omega-3 hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo terapeutico fondamentale.

E’ noto come i processi degenerativi causati dalla produzione eccessiva di eicosanoidi infiammatori come le prostaglandine di serie 2 (PGE2) e certi tipi di leucotrieni e trombossani, siano alla base delle patologie cardiocircolatorie, tumorali, osteoarticolari e neurodegenerative. Anche se tale eccesso di eicosanoidi infiammatori dipende da numerosi fattori nutrizionali (e non solo), il rapporto sbilanciato tra grassi saturi e insaturi da un lato, e quello ancora più squilibrato tra Omega-6 e Omega-3 all’interno degli insaturi, gioca un ruolo certamente decisivo.

Mentre il rapporto tra grassi saturi e insaturi va progressivamente migliorando all’interno della popolazione, per fattori che sarebbe troppo lungo analizzare qui, il rapporto tra Omega-6 (acido linoleico — LA) e Omega-3 (acido alfa-linolenico — LNA), la cui proporzione ideale si situa tra 4:1 e 2:1, è attualmente così squilibrato che l’ultimo rapporto dello EDA statunitense parla di un rapporto medio nella comune alimentazione di ben 25:1 (in Europa siamo attorno al 15:1). Questo squilibrio è la principale causa dell’eccesso di produzione degli eicosanoidi infiammatori. Esso può essere contrastato sia correggendo l’utilizzo dei grassi nella alimentazione, soprattutto introducendo fonti di acido alfa-linolenico quali olio di lino e microalghe Klamath; sia introducendo nella dieta fonti di Omega-3 direttamente utilizzabili dal corpo quali il pesce (azzurro, salmonidi non di allevamento, tonno, etc.) o, meglio ancora, olio algale.

Anche se le fonti alimentari di alfa-linolenico LNA sono importanti indipendentemente dai suoi metaboliti EPA e DHA, il fatto che la trasformazione metabolica dello LNA è problematica nella gran parte della popolazione, e soprattutto proprio nei soggetti più a rischio, rende estremamente utile (spesso indispensabile) l’introduzione alimentare di Omega-3 direttamente utilizzabili dal nostro organismo quali il DHA. La trasformazione dello LNA in EPA e DHA dipende infatti da un enzima, il Delta-6 desaturasi, che è scarsamente presente nel tratto digestivo, e riesce a trasformare in metaboliti finali, EPA e DHA, non più del 5% dello LNA ingerito. Inoltre, il Delta-6-desaturasi è ancora più carente proprio negli anziani, nei diabetici, negli ipertesi, e nelle persone affette da patologie neurodegenerative, cioè proprio in quelle persone che più avrebbero bisogno di compiere quella trasmutazione metabolica.

I VANTAGGI DELL’OLIO ALGALE
Stabilita dunque l’utilità di una integrazione diretta degli Omega-3 biodisponibili, restano da chiarire i motivi per cui l’olio algale è preferibile rispetto agli oli di pesce. Innanzitutto va detto che la fonte originaria di EPA e DHA sono le alghe verdi-azzurre contenute nel plancton, e che solo in quanto si nutrono ditali microalghe i pesci sono fonti effettive di Omega-3. Poiché 180% del pesce consumato è ormai di allevamento e si nutre di tutto fuorché di microalghe verdi-azzurre, il contenuto di Omega-3 del pesce comunemente consumato è praticamente nullo: questa è la ragione per cui, nonostante il consumo di pesce sia quintuplicato negli ultimi 20 anni, le patologie legate al dismetabolismo dei grassi (obesità, problematiche cardiovascolari, infiammatorie, etc.) anziché diminuire sono ulteriormente aumentate. La situazione è ovviamente diversa in rapporto agli oli di pesce, che sono estratti da pesce di mare e normalmente titolati in EPA e DHA.

Il primo problema è ovviamente quello della drammatica depauperazione dei mari e della ingente diminuzione del pesce disponibile; l’aumento del consumo terapeutico degli oli di pesce ovviamente non fa che rafforzare questo tragico trend di distruzione ecologica.

L’altro problema pratico degli oli di pesce è quello legato ai fenomeni di rigurgito che esso provoca nella maggior parte delle persone (anche se ultimamente esistono sul mercato oli di pesce meno soggetti a questo tipo di problemi). Di sicuro, l’olio algale è ben tollerato da tutti gli individui, e non genera assolutamente nessun fenomeno di rigurgito o nausea. Inoltre, mentre l’olio di pesce necessità di numerosi processi di lavorazione chimica (specie se è manipolato per evitare i problemi di rigurgito), l’olio algale è assolutamente puro e non manipolato.

Il vantaggio più grande dell’olio algale è di tipo funzionale: l’olio algale ha infatti una titolazione di DHA notevolmente superiore a quella degli oli di pesce, che in genere hanno un più alto contenuto di EPA. La maggior parte dei benefici deriva però soprattutto dal DHA.Alga KLAMATH e feniletilammina: la molecola dell'amoreDHA E SISTEMA NEUROCEREBRALE
Il DHA è il principale componente del cervello, tanto che nelle membrane nervose e sinaptosomali plasmatiche rappresenta circa un 35% della porzione acidica totale. Proprio per questo, esso è essenziale per il corretto sviluppo neurale del bambino e più in generale per la plasticità sinaptica.
Con l’invecchiamento si assiste al calo del DHA, e in parallelo ad una perdita di funzionalità cerebrale. In effetti, i pazienti affetti da morbo di Alzheimer mostrano livelli bassissimi di DHA nel cervello.
Quando il ripetersi di stress implicanti il sistema nervoso si associa ad una carenza di DHA, si ha come risultato una perdita di plasticità sinaptica che a sua volta genera perdita di memoria e ridotta efficienza intellettiva.
Diversi studi hanno dimostrato come l’integrazione di DHA nella dieta possa apportare un significativo miglioramento delle funzioni cognitive e un rovesciamento della senescenza neurocerebrale.

Da notare anche che le carenze di DHA portano all’alterazione delle proprietà biofisiche delle membrane neuronali, e ciò ha non solo degli effetti diretti sulla traduzione del segnale, ma anche sui neurotrasmettitori, sull’uptake di serotonina e sulla trasmissione dopaminergica e serotoninergica. Tutto ciò implica di riflesso che l’integrazione di DHA, promuovendo la normalizzazione dell’attività dei neurotrasmettitori, può avere effetti significativi su condizioni quali depressione, senso della fame, memoria e acutezza mentale, processi di degenerazione neurocerebrale.

In particolare, il DHA gioca un ruolo decisivo nella prevenzione dell’invecchiamento neurologico e nella protezione dai processi neurodegenerativi, aiutando a mantenere l’efficienza cerebrale, anche grazie alla sua capacità di stimolare antiossidanti endogeni come il glutation-perossidasi soprattutto nel cerebro.

DHA E SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO
Anche se effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio sono prodotti sia dallo EPA che dal DHA, la recente letteratura scientifica ascrive solo al DHA l’intera gamma di benefici terapeutici sulle patologie cardiovascolari. Il DHA è un normale componente delle membrane vascolari e cardiache, e la carenza di DHA può compromettere l’integrità e la funzionalità tissutale cardiaca.
Numerosi studi hanno confermato che l’integrazione di DHA nella dieta porta ad una significativa riduzione dei biomarkers associati alla patologia cardiovascolare, che ancora oggi costituisce la prima causa di morte nel mondo.

La serie di benefici attribuibili all’integrazione di DHA sono così riassumibili:
a) riduzione dei triglìceridi;
b) riduzione dell’aggregazione piastrinica e della viscosità sanguigna;
c) inibizione dello sviluppo di placche aterosclerotiche;
d) abbassamento della pressione sanguigna;
e) riduzione della fibrillazione ventricolare e delle aritmie.

GRAVIDANZA E LATTAZIONE
Un altra area dove il DHA svolge un ruolo fondamentale è la nascita, crescita e sviluppo cerebrale del neonato e del bambino.

In gravidanza, si ha un forte accumulo di DHA nel cervello del feto proprio nell’ultimo trimestre, e dalla quantità e qualità ditale accumulo dipende il normale sviluppo neuronale e cerebrale del neonato. Il feto riceve il DHA di cui ha bisogno dalla placenta materna, e dunque la salute neurocerebrale del neonato dipende in misura significativa dalla presenza o meno nella dieta della madre di DHA o del suo precursore LNA (ma in questo caso ci devono anche essere tutte le condizioni nutrizionali ed enzimatiche necessarie a trasformare lo LNA in DHA, condizioni che sono sempre più rare nella popolazione).

In effetti, diversi studi hanno stabilito una diretta correlazione tra composizione della dieta materna e il contenuto di DHA nel cervello e nella retina della prole.

Oltre a svolgere un ruolo decisivo per il corretto sviluppo neuronale del feto, la ricerca ha iniziato a dimostrare come l’assunzione di DHA durante la gravidanza possa prolungare la gestazione, aumentare il peso alla nascita e ridurre le possibilità di nascite premature. Va infine aggiunto che, proprio a causa del trasferimento degli acidi grassi essenziali (EFA) dalla madre al feto durante la gravidanza, la madre stessa tende a subire una forte depauperazione dei suoi livelli di EFA, il che è ritenuto da alcuni una delle principali cause della depressione post-partum. L’integrazione di EFA, e in particolare di DHA, durante la gravidanza è utile dunque non solo per il bambino ma per la madre stessa.

INFANZIA
La letteratura scientifica sul ruolo essenziale giocato dal DHA nello sviluppo neuronale e cerebrale del bambino è ormai fortemente consolidata, I bambini allattati al seno tendono ad avere una presenza maggiore di DHA nelle membrane neuronali, ma ciò dipende molto dalla qualità della dieta materna (da cui l’importanza della integrazione dietetica di DHA nella madre). I preparati industriali sostitutivi del latte materno contengono non tanto il DHA, quanto il suo precursore, l’acido alfalinolenico (LNA), che molto spesso non riesce ad essere trasformato nei suoi metaboliti utili a causa delle carenze nutrizionali ed enzimatiche prevalenti nella popolazione (specie quella infantile). L’integrazione di Omega-3 prontamente biodisponibili può essere dunque essenziale per il corretto sviluppo neurocerebrale del bambino. Nel caso del bambino, l’olio algale ricco in DHA è superiore all’olio di pesce anche perché quest’ultimo, contenendo elevate dosi di EPA, interferisce con l’azione dell’acido arachidonico (AA), anch’esso essenziale per la crescita neuronale nell’infanzia. Per concludere, occorre anche sottolineare come l’integrazione di DHA nella dieta dei bambini non allattati al seno, o delle mamme che allattano, ha forti possibilità di migliorare lo sviluppo immunologico del bambino, in particolare tramite il potenziamento della composizione e maturità di linfociti, citochine e antigeni.

ACUTEZZA VISIVA
Le membrane fotorecettoriali della retina rappresentano la parte de! nostro organismo che è costituita dalla più alta percentuale di DHA, circa il 60%. Diversi studi, condotti sia sugli animali che sull’uomo, hanno messo in luce come la carenza di DHA generi conseguenze negative anche sulla capacità visiva. Con l’avanzare dell’età, si assiste ad una perdita progressiva dei fotorecettori, anche a causa di processi ossidativi degenerativi che implicano soprattutto la frazione lipidica ditali recettori, costituita in gran parte dal DHA. La capacità del DHA, e solo del DHA, di arrestare l’apoptosi dei fotorecettori è stata provata sia in vivo che in vitro. Questo conferma come l’integrazione di DHA possa avere effetti benefici sia sulla degenerazione maculare legata all’età, sia su patologie oculari quali la retinite pigmentosa.

ATTIVITÀ ANTINFIAMMATORIA
Per la sua capacità di sostituire l’acido arachidonico (AA) nelle membrane, il DHA esercita anche una importante azione antinfiammatoria. L’AA è intatti precursore delle PGE2 e dei leucotrieni infiammatori, e poter evitare che esso diventi parte delle diverse membrane tissutali, anche muscolari, gioca un ruolo decisivo nel ridurre i diversi processi infiammatori (anche negli sportivi). Inoltre, il DHA favorisce la produzione delle prostaglandine di serie 1 (PGE1) che stimolano l’afflusso di sangue ai muscoli, favorendo così una migliore ossigenazione muscolare.

PHYCOPLUS®
PhycoPlus® è un concentrato di ficocianine e feniletilammina da microalghe Klamath. La Klamath è naturalmente ricca di ficocianine (come tutte le verdi-azzurre ne contiene ca. il 5% del suo peso a secco). In PhycoPluse, tale concentrazione sale attorno al 15%, assieme ad un 0,8-1% di feniletilammina. Grazie alle proprietà antinfiammatorie e neurorigeneranti di queste due molecole, PhycoPluse potenzia in maniera sinergica l’azione del DHA contenuto nell’olio algale.Alga KLAMATH e feniletilammina: la molecola dell'amoreLE FICOCIANINE UN NUOVO INIBITORE SELETTIVO DI COX-2 E DI LIPOSSIGENASI
Le ficocianine inibiscono l’enzima ciclossigenasi-2 (COX-2), ma lasciano intatto il COX-1.Mentre il COX-1 svolge importanti e benefiche funzioni omeostatiche, il COX2 conduce alla produzione di vari eicosanoidi (prostaglandine, leucotrieni, trombossani) infiammatori, Il problema dei farmaci antinfiammatori (FANS) è che essi inibiscono sia il COX-2 che il COX-1, generando così devastanti effetti collaterali, Le ficocianine svolgono dunque una potente azione antinfiammatoria senza effetti collaterali.

Le ficocianine hanno anche elevate proprietà antiossidanti, notevolmente superiori a quelle delle vitamine C ed E, in particolare contro i radicali OH e RO.
Anche grazie a tale potere antiossidante, le ficocianine inibiscono direttamente l’enzima 5-lipossigenasi, e dunque la produzione del leucotriene 84 (LTB4), responsabile di vari stati infiammatori tra cui l’asma.

Infine, le ficocianine inibiscono l’enzima fosfolipase A2, e quindi la produzione della prostaglandina PGE2, direttamente coinvolta nello sviluppo di varie forme di tumore.
Anche grazie a ciò, le ficocianine svolgono una forte azione antitumorale, e sembrano in grado di ridurre l’angiogenesì e rallentare la crescita cancerosa. Ulteriori studi hanno dimostrato che le ficocianine sono in grado; dì inibire la perossidazione lipidica nel fegato, e l’edema indotto in vivo nelle cavie da GO (glucoso-ossidasD; di inibire l’infiammazione auricolare, e “ridurre sostanzialmente” sia l’infiammazione che il danno colonico nelle coliti indotte da acido acetico nelle cavie; di “ridurre in maniera significativa” il danno epatico provocato nelle cavie da sostanze chimiche epatotossiche.

Recenti studi hanno dimostrato come le ficocianine siano una valida alternativa naturale anche ai nuovi farmaci inibitori selettivi di COX-2; la capacità antinfiammatoria delle ficocianine è risultata da 2 a 3 volte più elevata di quella, rispettivamente, del Celecoxib® e del Rofecoxib®, senza nessuno degli effetti collaterali di questi.

Le proprietà neurorigeneranti della feniletilammina (PEA)

La Klamath è l’unico cibo a tutt’oggi conosciuto che contiene in quantità significative la feniletilammina, una molecola naturalmente prodotta dal nostro cervello negli stati di euforia e gioia (al punto da essere definita la “molecola dell’amore”). La feniletilammina contribuisce direttamente ad aumentare la quantità di dopamina liberamente circolante, incrementando così la trasmissione dopaminergica. Recenti studi hanno messo in luce come la PEA sia anche direttamente coinvolta nella trasmissione serotoninergica e delle catecolamine. E’ grazie a questa sua versatilità neurologica che la PEA è nota come capace di alleviare la depressione, normalizzare l’umore, migliorare l’acutezza mentale e la memoria, stimolare sentimenti di gioia e affetto. PhycoPlus concentra a livelli elevati la PEA naturalmente contenuta nella Klamath, e dunque si presenta come capace di produrre effetti nutriterapici importanti in problematiche come depressione e sbalzi di umore; cali di memoria, concentrazione e acutezza mentale; patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson; disordini dell’attenzione e dell’apprendimento.

La malattia di Parkinson colpisce il sistema nervoso, apparentemente attraverso una alterazione nella produzione di neurotrasmettitori quali la dopamina e l’acetilcolina. Le cause sono ancora ignote, ma si specula che esse siano legate sia ad importanti carenze nutrizionali, sia all’aggressione organica da parte di sostanze tossiche ambientali.

Poiché la causa più prossima del Parkinson è l’alterazione dei neurotrasmettitori cerebrali, è a questo livello che l’intervento nutriterapico tende a concentrarsi.

E infatti, l’approccio nutraceutico a questa malattia prevede la somministrazione di aminoacidi precursori dei neurotrasmettitori cerebrali quali la fenilalanina, la tirosina, la glutammina.

La microalga Klamath è in effetti la migliore risposta a questo tipo di esigenza, proprio perché contiene lo spettro completo degli aminoacidi precursori dei neuropeptidi in una forma e proporzione che li rende perfettamente assimilabili a livello neurocerebrale. E soprattutto perché contiene alte quantità di feniletilammina (PEA), aminoacido che attiva in maniera diretta dopamina e acetilcolina, i principali neurotrasmettitori implicati nello sviluppo della malattia.

Oltre a ciò, la Klamath è un delle migliori fonti di acidi grassi essenziali, davvero essenziali per la salute del sistema nervoso; di vitamine del gruppo B e di B12, anch’esse importanti a livello neurocerebrale; di una elevatissima concentrazione di antiossidanti, che proteggono anche cervello e sistema nervoso dall’attacco dei radicali liberi.

E’ a causa di tutti questi fattori che la Klamath si è ripetutamente rivelata di grande aiuto in tutte le patologie di degenerazione neurocerebrale, incluso il Parkinson.
Come sempre, un intervento globale di terreno a base di probiotici ed enzimi è fortemente consigliato, così come l’uso del CoQ10 e dell’olio algale, che è titolato al 40% di DHA, essenziale per il buon funzionamento neurologico. In sinergia con il potente effetto antinfiammatorio e antiossidante di Afamax produce importanti benefici sulle funzioni cerebrali e neurosomatiche.

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Volevamo qualcosa di incontaminato, di puro…ma che fosse allo stesso tempo ricco e che portasse in sé tutte le forze degli elementi della natura…. terra, acqua, sole.. . L’abbiamo trovato nel lago Klamath, in Oregon, nel nord degli Stati Uniti, collocato all’interno di uno straordinario scenario naturale protetto.

Le alghe verdi azzurre che crescono nel Lago Klamath, in Oregon, si arricchiscono della incredibile varietà di minerali di origine vulcanica trasportati dalle acque purissime di sorgente che giungono al lago. L’inquinamento là non esiste, come nemmeno l’uso di pesticidi e di qualsiasi altro composto chimico. Il sole favorisce la crescita e lo sviluppo di microalghe assolutamente uniche, prima di tutto perché ancora raccolte nel loro ambiente naturale.

La composizione di questi semplici microrganismi è straordinaria; le sostanze nutritive sono bilanciate e perfettamente in sintonia con ciò di cui il nostro organismo ha bisogno: oltre 30 minerali ed oligoelementi, 12 vitamine, tra le quali la C e la E in elevate quantità ed il gruppo B al completo, essenziale per la salute delle cellule nervose.

Inoltre l’alga Klamath contiene dal 60 al 65% di proteine nobili facilmente assimilabili, composte da tutti i 20 aminoacidi, oltre ad elevate quantità di aminoacidi liberi, ossia non legati tra loro a formare catene proteiche. Sono proprio questi ultimi i più importanti per noi perché fungono da precursori per la formazione dei peptidi cerebrali, i neuropeptidi, nutrimento essenziale per il nostro cervello.

Le condizioni climatiche, caratterizzate da inverni particolarmente rigidi, favoriscono, nella membrana cellulare di quest’alga, la sintesi di acidi grassi, in particolare Omega-3 e Omega-6. Anche questa proprietà contribuisce a rendere la Klamath un nutriente completo per la funzionalità del nostro sistema nervoso.

Non mancano gli antiossidanti, soprattutto il betacarotene, perfettamente assimilabile e potenziato da altri 14 carotenoidi che ne completano l’azione.

Recenti analisi hanno rivelato inoltre la presenza di un composto naturalmente prodotto dal cervello, la feniletilammina, con proprietà stimolanti ed antidepressive.

Tutto ciò rende l’alga Klamath un nutriente veramente straordinario, le cui funzioni terapeutiche sono difficilmente delimitabili. I benefici vanno dall’aumento dell’energia e della vitalità fisica e mentale alla diminuzione dello stress, del nervosismo, dell’ansia e dell’irritabilità.Alga KlamathUn profilo nutrizionale unico al mondo

La Klamath (AFA – Aphanizomenon flos-aquae) è stata definita da molti nutrizionisti come uno degli alimenti più completi e biodisponibili esistenti in natura. Contiene un perfetto bilanciamento di:

  • Proteine complete (fino al 70% del peso secco) con tutti gli aminoacidi essenziali
  • Oltre 60 minerali e oligoelementi naturali, tra cui calcio, ferro, magnesio, zinco e selenio
  • Vitamine del gruppo B, compresa la vitamina B12 in forma biodisponibile, rara nel mondo vegetale
  • Acidi grassi essenziali Omega 3 e 6
  • Ficocianina, un pigmento blu con potente effetto antiossidante e antinfiammatorio
  • Clorofilla, utile per la purificazione del sangue e la detossinazione cellulare
  • Carotenoidi (beta-carotene, luteina, zeaxantina), che proteggono pelle, occhi e sistema immunitario
  • Feniletilamina (PEA), conosciuta come “la molecola della felicità”

Questo equilibrio naturale rende la Klamath altamente assimilabile dal corpo umano, senza bisogno di lavorazioni complesse o additivi artificiali.

Principali benefici dell’alga Klamath per la salute

  • Energia fisica e mentale: molti utilizzatori riportano un aumento della vitalità già dopo pochi giorni. Merito delle vitamine del gruppo B, della clorofilla e dei minerali, che sostengono la produzione di energia a livello cellulare (mitocondri).
  • Focus e umore: la presenza di feniletilamina (PEA) stimola la produzione di dopamina e serotonina, contribuendo a migliorare l’umore, ridurre la “nebbia mentale” e aumentare la capacità di concentrazione. Ottimo supporto per studenti, lavoratori sotto stress e persone soggette a cali di tono.
  • Rinforzo del sistema immunitario: grazie alla ficocianina e agli antiossidanti, la Klamath stimola l’attività dei globuli bianchi e protegge l’organismo da infezioni e infiammazioni leggere. Ottima come prevenzione nei cambi di stagione o in periodi di convalescenza.
  • Effetto detossinante profondo ma dolce: la clorofilla e i minerali come il magnesio e il potassio aiutano ad eliminare tossine da fegato, reni e intestino, senza gli effetti aggressivi di molti “detox”. Favorisce anche la normalizzazione del microbiota intestinale.
  • Supporto nutrizionale completo per vegani e vegetariani: essendo una fonte vegetale completa di vitamina B12 attiva, proteine e ferro altamente assimilabile, è un eccellente integratore naturale per chi segue un’alimentazione a base vegetale.
  • Pelle, capelli e unghie più forti: grazie ai minerali, agli antiossidanti e alle proteine, contribuisce alla rigenerazione cellulare e dona luminosità alla pelle, forza ai capelli e compattezza alle unghie.

Noi crediamo sia l’aiuto migliore che la natura ti possa offrire, in particolare ora. È ancora incontaminata e purissima…speriamo rimanga tale!

L’alga Klamath non è un “integratore miracoloso”, ma un vero e proprio alimento funzionale, che lavora in profondità sull’equilibrio dell’organismo. È perfetta per chi cerca un approccio olistico, naturale e consapevole al proprio benessere. Un piccolo gesto quotidiano che può fare una grande differenza nel lungo periodo.

Le alghe verdi-azzurre sono alla base di tutta la catena alimentare e vitale, essendo in realtà cianobatteri, cioè i più primordiali e fondamentali fotosintetizzatori, responsabili ancora oggi dell’80% dell’ossigeno del pianeta.

Klamath RW®max fornisce, in maniera assimilabile, ben 12 nutrienti organici e naturali in misura LARN rilevante, diventando così un vero ntegratore vitaminico-minerale, capace di fare la differenza grazie alla sua elevata assimilabilità. In effetti, l’efficacia di un integratore dovrebbe essere misurata non in base ai suoi contenuti nominali, ma in base al grado di assimilazione dei suoi nutrienti. Ad esempio, tutti gli integratori sintetici forniscono un certo quantitativo di calcio, generalmente calcio carbonato, un minerale inorganico che noi, non essendo piante, non assimiliamo: il tasso medio di assimilazione è del 4%, il che significa che i 162 mg. di un noto prodotto multivitaminico, sono in realtà solo 6,5 mg. Così, i 45 mg. di calcio organico forniti dalla Klamath sembrano veramente un’enormità.

Se applichiamo questo parametro in maniera generale, vedremo che anche quei nutrienti della Klamath che non sono apparentemente LARN rilevanti sono comunque molto più efficienti e utili di quelli puramente nominali di origine inorganica e/o sintetica. Per non parlare del fatto che negli ultimi anni numerosi studi scientifici hanno avanzato la tesi che gli integratori di sintesi, dalla vitamina E al betacarotene isolato, potrebbero addirittura essere dannosi. Ma se anche ci limitiamo al dato dell’efficacia in quanto dipendente dal grado di effettiva assimilazione, e soprattutto se consideriamo la nutrizione sulla base di quel principio di sinergia per cui più ampio è lo spettro dei nutrienti minore è la necessità di ciascun nutriente singolo, anche il fatto che la Klamath contenga oltre 100 nutrienti diventa estremamente rilevante.

Ecco perché diciamo che Klamath RW®max è l’integratore “COMPLETO DALLA A ALLO ZIRCONIO®”

Klamath rwmax completo dalla a allo zirconioPROPRIETÀ TERAPEUTICHE
Non è solo l’eccezionale profilo nutrizionale a conferire a queste microalghe evidenti proprietà nutriterapiche, ma anche l’abbondante presenza in esse di specifiche molecole (ficocianine, feniletilammina, clorofilla, specifici peptidi e polisaccaridi) immunomodulanti, antinfiammatorie, antiossidanti ed ematopoietiche. Come vedremo, il nostro gruppo di ricerca, guidato dal dr. Scoglio, nostro Direttore Scientifico ha messo a punto specifici estratti brevettati, Klamin® e AfaMax®, che concentrano tali molecole, e sono oggi inclusi nel nuovo NutriMax®. Su questi estratti sono stati effettuati studi clinici con ottimi risultati; ma diversi studi precedenti avevano già indicato alcune delle principali proprietà terapeutiche della Klamath:

STUDIO RETROSPETTIVO
In uno studio retrospettivo, un comitato composto da 5 medici, incluso un medico legale, ha vagliato migliaia di casi in cui pazienti affetti dalle più svariate patologie rivendicavano straordinari effetti di guarigione dovuti all’uso della Klamath. La loro conclusione è stata che la Klamath aveva dimostrato una significativa azione terapeutica su 8 aree principali: asma e allergie, stati infiammatori, sindrome della stanchezza cronica, fibromialgia, insufficienze immunitarie, diabete, depressione, problematiche neurologiche.’

AREA IMMUNITARIA
Una delle reazioni più comunemente riferite dai consumatori di Klamath è l’evidente potenziamento del sistema immunitario, con riduzioni di influenze, raffreddori, allergie, etc.

A conferma di questa azione, la Klamath ha dimostrato di svolgere un’azione potente e onnicomprensiva sul sistema immunitario. Circa 1,5 gr. di Klamath sono in grado, oltre a produrre la mobilizzazione dei linfociti B e T dai linfonodi, di mobilizzare il 40% dei linfociti NK, i principali agenti immunitari, dal sangue agli organi e ai tessuti, entro 2 ore dall’assunzione e per 4-6 ore, aumentandone al contempo la potenza di azione.

La Klamath contiene anche vari polisaccaridi che stimolano l’attività dei macrofagi, ben 12 volte più che i lipolisaccaridi, normalmente utilizzati come immunostimolanti, e specifici peptidi a basso peso molecolare che sono responsabili della suddetta capacità di far migrare i linfociti NK.

E tuttavia non esiste il rischio della iperstimolazione immunitaria, perché anzi la Klamath modera i componenti immunitari responsabili dell’infiammazione, riducendo a produzione di radicali liberi da parte dei neutrofili.

Sia in rapporto a ciascuna singola azione, sia complessivamente, possiamo dire che potessimo creare noi stessi una sostanza immunomodulante la vorremmo esattamente così! Ma non ce n’è bisogno, l’ha già creata la natura.

Klamath rwmax completo dalla a allo zirconioAREA METABOLICA

Metabolismo dei grassi
In uno studio svolto presso la prestigiosa Harvard Medical School, si è dimostrata la capacità della Klamath di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al contempo colesterolo LDL e trigliceridi. Diversi gruppi di cavie sono stati sottoposti a una dieta integrata con olio di soia, una dieta priva di acidi grassi polinsaturi, e ad una dieta priva di polinsaturi ma integrata con Klamath. La dieta a base di Klamath, pur contenendo la Klamath solo circa un 5% di acidi grassi, ha prodotto nel giro di un mese il massimo aumento di EPA e DHA, una consistente riduzione dell’acido arachidonico, e una diminuzione di colesterolo e trigliceridi fino al 75%!

Crescita muscolare e organica
Uno studio svolto sempre presso la Harvard Medical School ha testato gli effetti della Klamath sulla crescita delle cavie, in confronto con un gruppo di controllo sottoposto alla stessa dieta, ma priva di microalgalga Klamath. II gruppo di cavie alla cui dieta è stato aggiunto solo lo 0,05% di Klamath ha avuto un tasso di crescita generale superiore del 16% rispetto al gruppo di controllo! Questo risultato è tanto più significativo in quanto simili studi effettuati con quantità ben più elevate di spirulina (fino al 73% della dieta) non avevano prodotto alcun risultato. In particolare, lo studio ha mostrato come la Klamath aumenti la capacità di assimilazione delle proteine

Normalizzazione del metabolismo glicemico
Uno specifico studio ha dimostrato la capacità della Klamath di inibire parzialmente gli enzimi intestinali sucrasi e maltasi in maniera dose-dipendente, contribuendo così alla riduzione dei livelli di glucosio nel plasma.” Questo risultato è stato ulteriormente confermato da uno studio nel quale si è visto che la Klamath modula i livelli dell’enzima pancreatico alfa-amilasi, contribuendo così ulteriormente alla normalizzazione dei livelli glicemici. Considerando anche l’elevato contenuto di vanadio organico, in sinergia con una piccola quantità di cromo organico, entrambi minerali attivi sul metabolismo insulinico e glicemico, Klamath RW®max può essere considerato un importante supporto nutrizionale nelle problematiche glicemiche e dell’obesità.

Questi risultati, e i tanti altri accumulati empiricamente nel corso degli anni, oltre che alla straordinaria ricchezza nutrizionale della microalga, sono dovuti alla presenza, nella stessa, di numerose molecole nutriceutiche:
AFA-Ficocianine, dotate della più elevata azione antiossidante e antinfiammatoria tra tutte le molecole naturali; Feniletilammina (PEA). una molecola naturalmente prodotto dal nostro cervello negli stati di euforia e gioia (al punto da essere definita la molecola dell’amore), e che contribuisce a normalizzare l’umore, migliorare l’acutezza mentale e la memoria, stimolare sentimenti di gioia e affetto, sostenere la libido e inibire la fame nervosa; Molecole anti MAO-B (AFA-ficocianine, micosporine algali, AFA-fitocromo) che rendono la PEA attiva ed efficace; Acidi fenolici, come l’acido caffeico, dotati anch’essi di elevate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

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