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La noce di cola, seme della Cola nitida, è un rimedio naturale noto per le sue proprietà stimolanti ed energizzanti. Utilizzata da secoli nelle culture dell’Africa occidentale, oggi trova impiego nella fitoterapia moderna come supporto contro stanchezza fisica e mentale, favorendo concentrazione e vitalità.

La noce di cola appartiene al genere Cola, che comprende circa 50 specie diffuse principalmente nell’Africa occidentale e, in parte, anche in Indonesia. Tra queste, le più rilevanti sono Cola nitida e Cola acuminata, impiegate sia nella tradizione locale sia nella preparazione di bevande e integratori.

Il frutto contiene semi carnosi, chiamati noci di cola, che presentano forma irregolare e colorazioni variabili dal bianco al rosso. Una volta essiccati, diventano duri, scuri e compatti, assumendo l’aspetto tipico che giustifica il nome di “noce”.

Le noci di Cola vengono anche utilizzate come aromatico nella formulazione originale della celebre Coca-cola.

Origine botanica e caratteristiche della pianta

La Cola nitida appartiene alla famiglia delle Malvaceae ed è un albero tropicale che può raggiungere i 13–14 metri di altezza. Cresce in ambienti caldi e umidi e presenta foglie lunghe, ovali e coriacee.

I fiori, di colore crema con striature marroni, danno origine ai frutti contenenti i semi, che vengono raccolti manualmente ed essiccati. Nelle culture africane, questi semi hanno anche un forte valore simbolico e sociale.

Usi tradizionali e valore culturale

Nell’Africa occidentale, la noce di cola riveste un ruolo fondamentale non solo dal punto di vista alimentare, ma anche culturale e simbolico. È considerata un alimento prezioso, associato a energia, vitalità e, nella tradizione, anche a proprietà afrodisiache. È stata utilizzata anche come rimedio naturale per mal di testa, problemi digestivi e come tonico generale per migliorare la resistenza fisica.

In molte comunità dell’Africa occidentale, in particolare nelle regioni del Golfo di Guinea dove la pianta è più diffusa, la noce di cola ha rappresentato storicamente un bene prezioso e quasi “di lusso”. Il suo valore non è solo economico, ma soprattutto sociale.

Offrire una noce di cola è un gesto altamente significativo: simboleggia accoglienza, rispetto e amicizia. Viene spesso donata agli ospiti come segno di benvenuto e utilizzata per sancire accordi, celebrare alleanze o favorire la riconciliazione tra individui o gruppi.

Benefici per la salute

Tradizionalmente, la noce di cola viene utilizzata per contrastare stanchezza e affaticamento, risultando utile negli stati di astenia generale. L’elevato contenuto di caffeina favorisce un aumento dell’energia e della vigilanza mentale.

Può contribuire al controllo del peso grazie alla capacità di stimolare il metabolismo e ridurre l’appetito, anche se le evidenze scientifiche sono ancora parziali e spesso basate su studi preliminari.

È nota anche per il suo impiego nei disturbi digestivi: può favorire la digestione e alleviare sintomi come gonfiore, crampi e lentezza digestiva. Alcuni studi suggeriscono inoltre proprietà antibatteriche e un possibile ruolo nel supporto del controllo glicemico, sebbene questi effetti richiedano ulteriori conferme.

Tabella delle Proprietà della Noce di Cola

ProprietàDescrizioneBenefici
Aumento dell’energiaStimola il sistema nervoso centrale grazie alla caffeinaMaggiore energia e concentrazione
Supporto al controllo del pesoPuò accelerare il metabolismo e ridurre l’appetitoAiuto nella gestione del peso corporeo
Miglioramento della digestioneFavorisce la digestione e riduce disturbi gastrointestinaliBenessere digestivo
Proprietà antibattericheContrasta la crescita di microrganismi potenzialmente dannosiSupporto alle difese dell’organismo
Supporto alla glicemiaPuò contribuire alla regolazione degli zuccheri nel sangueUtile nel controllo glicemico

Ruolo della teobromina e sinergia con la caffeina

Tra i composti attivi presenti nella noce di cola, la teobromina contribuisce agli effetti rivitalizzanti percepiti dopo il consumo. Si tratta di un alcaloide appartenente alla stessa famiglia della caffeina (metilxantine), con una struttura molecolare simile e presente anche nel tè e nelle fave di cacao.

Rispetto alla caffeina, la teobromina esercita un’azione stimolante più lieve e graduale, generalmente considerata circa 5–10 volte meno intensa. Tuttavia, il suo effetto si distingue per una maggiore durata e per un’azione più “dolce”, con minore impatto sul sistema nervoso centrale e maggiore coinvolgimento a livello cardiovascolare e muscolare (ad esempio con una lieve azione vasodilatatrice).

Nelle noci di cola, caffeina e teobromina agiscono in sinergia. La caffeina fornisce uno stimolo rapido e più marcato sulla vigilanza mentale, mentre la teobromina contribuisce a prolungare l’effetto tonico nel tempo, rendendolo più stabile e meno brusco. Questa combinazione spiega la sensazione di maggiore energia, concentrazione e resistenza alla fatica.

Noce di Cola dalla tradizione africanaNoce di cola e dimagrimento

L’interesse per la noce di cola nel controllo del peso deriva principalmente dal suo contenuto di caffeina, una sostanza ampiamente studiata per i suoi effetti sul metabolismo energetico.

Attivazione del metabolismo e ossidazione dei grassi

La caffeina è nota per aumentare il dispendio energetico e stimolare l’utilizzo dei grassi come fonte di energia. Studi metabolici hanno dimostrato che può incrementare temporaneamente il metabolismo e favorire l’ossidazione lipidica, contribuendo alla riduzione del tessuto adiposo.

Alcune ricerche suggeriscono inoltre che la caffeina possa attivare il cosiddetto tessuto adiposo bruno, aumentando la termogenesi e quindi il consumo calorico.

Effetti su enzimi e metabolismo dei carboidrati

Uno studio su estratti di Cola nitida ha evidenziato la capacità di inibire enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati (α-amilasi e α-glucosidasi), suggerendo un possibile ruolo nel controllo dell’assorbimento degli zuccheri e nella regolazione metabolica.

Questo meccanismo può indirettamente contribuire alla gestione del peso, limitando i picchi glicemici e l’accumulo di grasso.

Effetto sul peso corporeo (studi sperimentali)

Alcuni studi su animali hanno osservato:

  • riduzione del peso corporeo
  • variazioni nell’assunzione di cibo
  • effetti legati alla presenza di caffeina

In particolare, ricerche su modelli animali hanno mostrato che l’uso di Cola nitida o della sola caffeina può influenzare il peso corporeo e il comportamento alimentare, anche se i risultati non sono sempre uniformi e dipendono dal dosaggio.

Effetto sull’appetito e sulla sazietà

La caffeina è associata a una possibile riduzione temporanea dell’appetito. Studi sperimentali suggeriscono un effetto anoressizzante (soppressore della fame), ma i risultati sono variabili e non sempre confermati negli studi sull’uomo.

Nel caso specifico della noce di cola, alcuni dati indicano che l’effetto sull’assunzione di cibo può essere dose-dipendente e non sempre significativo.

Valutazione complessiva 

Le evidenze attuali indicano che la noce di cola può contribuire al controllo del peso attraverso diversi meccanismi:

  • stimolazione del metabolismo (effetto termogenico)
  • aumento dell’ossidazione dei grassi
  • possibile riduzione dell’appetito
  • modulazione del metabolismo glucidico

La noce di cola può rappresentare un coadiuvante nel controllo del peso, soprattutto grazie al contenuto di caffeina, ma non deve essere considerata un dimagrante autonomo. I benefici reali si manifestano solo all’interno di uno stile di vita equilibrato che includa alimentazione corretta e attività fisica.

Modalità d’uso

La noce di cola può essere consumata sotto forma di infuso o tisana utilizzando i semi spezzati. Può essere masticata direttamente, anche se il sapore è amarognolo, oppure assunta in polvere aggiunta a bevande come tè, caffè o cacao. È disponibile anche in integratori sotto forma di capsule, compresse o estratti liquidi.

Precauzioni e avvertenze

L’elevato contenuto di caffeina richiede un uso moderato. Un consumo eccessivo può causare nervosismo, insonnia, tachicardia e aumento della pressione arteriosa. Si raccomanda di non superare i 400 mg di caffeina al giorno negli adulti sani. L’uso è sconsigliato in gravidanza, durante l’allattamento e nei soggetti sensibili alla caffeina o affetti da ipertensione, ansia o disturbi del sonno.

È sempre consigliabile consultare un medico prima di un utilizzo prolungato o in presenza di patologie.

Hormonize (Zuccari): ruolo della noce di cola nella formula

Noce di Cola dalla tradizione africanaHormonize è un integratore sviluppato dalla Zuccari, pensato per il controllo del peso femminile attraverso un approccio multifattoriale. A differenza dei classici prodotti dimagranti basati esclusivamente sulla stimolazione metabolica, questo integratore agisce soprattutto sull’equilibrio ormonale, in particolare su cortisolo, glicemia e meccanismi della fame.

All’interno di questa formulazione complessa, la cola (Cola acuminata) ha un ruolo specifico, contribuendo principalmente come supporto energetico e metabolico.

Dosaggio e caratteristiche dell’estratto

Nel prodotto è presente un estratto di cola titolato al 10% in caffeina. La quantità giornaliera (2 caps) fornisce circa 7,4 mg di caffeina, un valore decisamente contenuto se confrontato con quello di una tazza di caffè (circa 80–100 mg). Questo aspetto è fondamentale per comprendere il funzionamento del prodotto: la cola non è utilizzata per ottenere un effetto stimolante intenso, ma per fornire un supporto lieve e costante, ben tollerabile anche in un utilizzo prolungato.

Funzione della cola nel prodotto

La presenza della cola contribuisce in primo luogo a sostenere il metabolismo. La caffeina, anche a basse dosi, può favorire un leggero aumento del dispendio energetico e supportare la mobilizzazione dei grassi. Tuttavia, nel contesto di Hormonize, questo effetto è volutamente moderato.

Un altro aspetto rilevante riguarda il supporto energetico. Poiché il prodotto è orientato anche alla gestione dello stress e del cortisolo, la cola aiuta a contrastare la sensazione di stanchezza e calo di energia che spesso accompagna i regimi ipocalorici o i periodi di affaticamento mentale. In questo senso, il suo contributo è più funzionale alla continuità del percorso che al dimagrimento diretto.

Sinergia con gli altri ingredienti

La logica formulativa di Hormonize si basa sulla sinergia tra più componenti. La cola lavora in combinazione con attivi che agiscono su piani differenti: la regolazione dello stress, il controllo della glicemia, la gestione della fame e il senso di sazietà.

In questo sistema, la cola rappresenta un elemento di supporto che integra l’azione degli altri ingredienti, senza essere il principale responsabile degli effetti sul peso corporeo:

  • Rodiola + Tulsi → modulazione dello stress (cortisolo)
  • Inositolo + Cromo → controllo glicemico
  • Gymnema + Cacao → riduzione della fame
  • Fibre (guar, carruba) → aumento della sazietà

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Bibliografia

  1. Diete contenenti caffeina sul comportamento locomotore e sul peso corporeo nei topi. Niger J Physiol Sci. Volume 24, n°1, pagine 73-8.
  2. Salahdeen HM et al., 2014. Effetti della somministrazione cronica di estratto etanolico di noce di cola (Cola nitida) e caffeina sulla funzione vascolare. Afr J Med Med Sci. Volume 43, n°1, pagine 17-27.
  3. G. Balansard E C. Moilland – Studi Farmacologi – Il grande atlante delle piante medicinali, Celoni, Bocchietto, Todeschi, 2006 Tecniche nuove.

 

 

Il Maitake, conosciuto scientificamente come Grifola frondosa, è uno dei funghi medicinali più apprezzati nell’ambito della micoterapia. In Giappone viene utilizzato da tempo sia per la prevenzione, sia come supporto ai trattamenti farmacologici, soprattutto in oncologia. A differenza di altri funghi, ha una biodisponibilità molto elevata, quindi i suoi principi attivi vengono ben assorbiti dall’organismo quando assunto per via orale.

Il Maitake: un fungo prezioso nella micoterapia

Dal punto di vista nutrizionale, il Maitake è particolarmente ricco: contiene diversi minerali importanti (come potassio, magnesio, ferro e zinco), vitamine del gruppo B – soprattutto B1, B2 e B3 – e un buon corredo di aminoacidi, tra i quali spiccano l’acido glutammico, l’acido aspartico, l’arginina e la valina. Ma ciò che rende questo fungo speciale è la presenza di betaglucani, sostanze in grado di stimolare e modulare profondamente il sistema immunitario.

Supporto in oncologia

Sul piano clinico, il Maitake viene spesso affiancato alle terapie oncologiche. Diversi studi hanno osservato che il suo utilizzo può potenziare l’efficacia della chemioterapia e, al tempo stesso, ridurne alcuni effetti collaterali, come nausea, perdita di appetito e stanchezza. È stato anche indagato per il suo possibile ruolo nella prevenzione di alcuni tumori, in particolare quello al seno.

Azione sul sistema immunitario

Grazie ai suoi betaglucani, il Maitake è in grado di stimolare l’attività dei macrofagi, delle cellule natural killer e dei linfociti T CD4+. Questo effetto lo rende utile anche come supporto nelle persone con HIV/AIDS, dove è stato osservato un incremento del numero di CD4+ e una maggiore resistenza alle infezioni.

Benefici sul metabolismo e sul diabete

Un altro ambito in cui questo fungo ha suscitato molto interesse è quello della sindrome metabolicae del diabete. Le sue proprietà ipoglicemizzanti lo rendono utile nel controllo dei livelli di zucchero nel sangue, migliorando la sensibilità all’insulina e contribuendo anche alla riduzione del peso corporeo. Questa azione spiega in parte il suo valore preventivo rispetto ai danni causati dagli zuccheri in eccesso.

Va però ricordato che, nonostante le numerose evidenze promettenti, il Maitake non può sostituire i trattamenti medici convenzionali. Il suo utilizzo va visto come un supporto complementare, preferibilmente sotto forma di estratti standardizzati (in particolare le frazioni “D” e “MD”, che sono quelle più studiate). È bene anche tener presente che, proprio per i suoi effetti sul metabolismo degli zuccheri e sulla coagulazione, può avere interazioni farmacologiche: chi assume farmaci ipoglicemizzanti o anticoagulanti dovrebbe consultare il proprio medico prima di utilizzarlo.

MAITAKE (GRIFOLA FRONDOSA), nell'obesità e nel diabeteProtezione cardiovascolare e sostegno al fegato

Il Maitake, o Grifola frondosa, non è soltanto un prezioso sostegno al sistema immunitario e un alleato nella gestione della sindrome metabolica: diversi studi ne hanno messo in luce anche una potenziale azione protettiva a livello cardiovascolare. In particolare, sembra contribuire alla riduzione della pressione arteriosa elevata, rivelandosi così un valido supporto per chi soffre di ipertensione. A questo si aggiunge la sua capacità di favorire la diminuzione del colesterolo, grazie al miglior controllo degli zuccheri e alla prevenzione del diabete.

Un altro aspetto interessante riguarda il fegato: il Maitake sembra migliorare i quadri di steatosi epatica (il cosiddetto “fegato grasso”), condizione sempre più diffusa a causa di stili di vita e abitudini alimentari scorrette. Inoltre, si ipotizza un suo ruolo di supporto in alcune patologie tumorali che colpiscono il fegato, anche se in questo campo la ricerca è ancora in fase di approfondimento.

Confronto con altri funghi medicinali

Quello che colpisce del Maitake è la sua buona tollerabilità: viene considerato un integratore naturale praticamente privo di effetti collaterali significativi, se assunto correttamente. Non a caso, insieme allo Shiitake e al Reishi, è uno dei funghi medicinali più noti e utilizzati in Oriente nell’ambito della micoterapia.

Ogni fungo, tuttavia, ha una sua peculiarità. Il Reishi, ad esempio, è famoso per le sue proprietà antiinfiammatorie e per il potenziale ruolo nella prevenzione del declino cognitivo e della demenza. Il Maitake, invece, si distingue per la sua azione nel controllo dei danni da zuccheri, un fattore che potrebbe anch’esso contribuire a mantenere più a lungo le funzioni cognitive. Gli studi in questo campo non sono ancora conclusivi e occorre cautela nell’interpretazione dei risultati, ma le prospettive sono promettenti e la ricerca scientifica continua a indagare le sue molteplici potenzialità.

Sicurezza e precauzioni

La Grifola frondosa è considerata un integratore naturale di grande efficacia e generalmente ben tollerato, con pochi effetti collaterali segnalati. Tuttavia, va ricordato che può interagire con farmaci ipoglicemizzanti o anticoagulanti: per questo motivo è sempre consigliabile consultare un medico prima di iniziarne l’assunzione, soprattutto in presenza di terapie farmacologiche in corso.

Bibliografia

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    PubMed

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È un fungo molto utile in presenza di sindrome metabolica. Agisce in modo naturale nel trattamento del sovrappeso e dell’obesità. In Asia viene servito come prelibatezza culinaria e aiuta a perdere peso in quanto abbassa la glicemia e riduce assorbimento e l’accumulo di grassi nel fegato e nei tessuti in generale.

Il controllo della glicemia esercitato da questo fungo è importante nel diabete di tipo Il. Aumenta la sensibilità delle cellule all’insulina e stimola un migliore utilizzo del glucosio da parte delle cellule. L’assunzione regolare di Maitake permette di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e di riequilibrare il profilo lipidico. Il Maitake esplica anche un’azione di regolarizzazione della pressione arteriosa, quindi è utile nei casi di ipertensione.

È uno dei funghi scientificamente più studiati nel trattamento oncologico di supporto. La Frazione O, un potente estratto polisaccaridico, stimola proliferazione e attivazione dei linfociti T e induce la produzione di IL-12. In vitro tale estratto blocca la crescita tumorale. Studi scientifici hanno dimostrato la sua efficacia nel carcinoma vescicale e in tutte le neoplasie con tendenza a metastatizzare. E infatti particolarmente efficace nell’inibizione dell’angiogenesi e nel rafforzamento del tessuto connettivo e ostacola quindi la migrazione delle cellule tumorali a tessuti o organi distali.

Studi in vivo hanno dimostrato la sua capacità di ridurre drasticamente gli effetti collaterali della chemioterapia quali nausea, vomito, dolore, leucopenia. perdita di capelli, perdita di appetito ecc.
Ha anche effetto antivirale che è stato studiato principalmente in pazienti affetti da HIV nei quali ha ridotto la carica virale e ha notevolmente migliorato la qualità della vita. Il Maitake favorisce l’assimilazione del calcio rinforza i tessuti connettivi e le ossa e può essere utile nell’osteoporosi.

Cresce su querce, castagni e faggi. Sviluppa una struttura porosa e ramificata con cappelle grigio bruno. È un fungo cosmopolita ma principalmente conosciuto ed utilizzato in Giappone. Secondo la TCM questo fungo agisce grazie alla chitina, che stimola la digestione e da un senso di sazietà in modo naturale nel trattamento dell sovrappeso e dell’obesità, diventando un ottimo rimedio per il mantenimento di una dieta ipocalorica. Viene anche impiegato per riequilibrare la pressione arteriosa.

Secondo la tradizione il nome, fungo danzante, deriva dal fatto che nei tempi antichi chi trovava questo fungo danzava allegramente perché poteva scambiarlo a peso d’oro.GRIFOLA: per perdere peso...e non solo!La somministrazione dell’estratto di Maitake ha evidenziato effetti ipoglicemizzanti, correttivi dell’ipertensione e dell’ipertrighceridemia. E molto utile quindi nel trattamento della sindrome metabolica. Favorisce l’eliminazione degli acidi biliari e dei trigliceridi attraverso le feci. Agisce come regolatore naturale del metabolismo lipidico evitando l’accumulo di grassi a livello epatico, per cui é molto utile nel trattamento della steatosi epatica. Riduce I ‘ipercolesterolemia mantenendo costanti i valori di HDL. All’inizio dell’assunzione può essere notato un aumento di colesterolo e trigliceridi circolanti, effetto legato alla mobilizzazione di queste molecole. Determina una riduzione della pressione sistolica attraverso un’azione sul sistema renina-angiotensina.

Contrasta l’aumenta di peso. Ha una spiccata attività antidiabetica (diabete 2 non insulino-dipendente) che si esplica attraverso un innalzamento della sensibilità dei recettori cellulari dell’insulina; favorisce anche un aumento del numero dei recettori per l’insulina aumentando la capacità dell’organismo di riconoscere e metabolizzare il glucosio.

Conosciuto per i suoi effetti di immunostimolazione attribuiti alla frazione D-polisaccaridica, se somministrato oralmente aumenta l’attività macrofagica, il numero e l’efficacia delle cellule Natural Killer e dei linfociti T citotossici.

Componenti:
Interleuchina-1 e Anioni superossido. Lipidi (acido octadecanoico e acido octadecadienoico), Fosfolipidi (fosfatidiletanolamina, fosfatidilcolina, fosfatidilinositol, Fosfatidilsenna e acido fosfatidico). Vitamine; ricco di vitamine B1, B2 ed ergosterolo (provitamina D). Amminoacidi liberi: glutammina, alanina, treonina, acido aspartico, valina, lisina ed arginina. Acidi organici: Possiede un’alta concentrazione di acido malico e concentrazioni minori di acido piroglutammico, acido fumalico ed acido succinico. Altri componenti: Lectina ed enzimi (cellulosa, emicellulosa, chitina, amilasi, pectinasi, fenol ossidasi, lactasi, tirosinasi e perossidasi) dei quali si sfrutta il carattere ossidante con fini germicidi e battericidi.

Importante: per patologie Cronico-degenerative utilizzare sempre come trattamento complementare al trattamento medico ospedaliero.

Aspetti tecnici:
Le capsule Mico-Mai di MIC0SALUD contengono 270mg di estratto puro di Grifola frondosa al 30% più 60 mg di Vitamina C (80% CDR) Valore energetico: 0,15 Kcal Proteine: 29,8% Polisaccaridi: 32,0% Grassi: 2,1 % dei quali ß-D-glucani: 20,4% Fibre: 7%

RIASSUNTO DELLE POSSIBILI INDICAZIONI CLINICHE secondo la MICOTERAPIA “I funghi medicinali nella pratica clinica” del Dott. Ivo Bianchi –

Maitake, Grifola frondosa-
• Sindrome metabolica
• Diabete Tipo 2
• Obesità
• Ipertensione Arteriosa
• Ipertrigliceridemia
• Supporto Oncologico con Tendenza
• metastatica epatica ossea
• Osteoporosi
• Cistiti ricorrenti

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  7. Erboristeria Arcobaleno: Erbe officinali per la glicemia
  8. Funghi terapici in estratto: QUI
  9. Funghi terapici in toto: QUI


Spesso si desidera dimagrire per motivi di carattere estetico, dimenticando che il conseguimento, o il mantenimento, del peso ideale è un obiettivo da perseguire soprattutto per ragioni di salute.

Iniziamo con una verità semplice ma non banale: il corpo umano è una macchina perfetta, ma va capito. Ingrassare non è un errore, né un fallimento: è una risposta del corpo a determinati segnali. Spesso si pensa che ingrassare sia solo questione di mangiare troppo. È vero in parte. Il bilancio energetico conta: se introduci più energia (calorie) di quella che consumi, il corpo accumula l’eccesso, spesso sotto forma di grasso. Ma non è tutta colpa del cibo.

1. L’Alimentazione moderna

Viviamo in un mondo in cui il cibo è sempre disponibile. Supermercati aperti fino a tardi, delivery 24h, snack ovunque. E il cibo industriale è progettato per piacere tanto, saziarti poco e farti venire voglia di altro. Questo porta facilmente a mangiare troppo, anche senza accorgersene.

2. La Sedentarietà

Il nostro corpo è nato per muoversi. Ma oggi passiamo ore seduti: in ufficio, in macchina, sul divano. Quindi, mentre continuiamo a introdurre energia, non la stiamo consumando. E l’equazione è semplice: più introiti, meno uscite = accumulo.

3. Ormoni e metabolismo

Ci sono persone che mangiano “poco” eppure ingrassano. Succede, e spesso c’entrano gli ormoni:

  • La tiroide lenta rallenta il metabolismo.
  • L’insulina alta (spesso causata da una dieta troppo ricca di zuccheri) fa accumulare grasso.
  • Il cortisolo, l’ormone dello stress, può stimolare la fame e portare all’aumento di peso soprattutto nella zona addominale.

4. Fattori emotivi e psicologici

Mangiare non è solo nutrizione. È anche conforto, ricompensa, abitudine. Molti ingrassano per fame emotiva, non fisica. Si mangia per noia, tristezza, rabbia o stress. E spesso nemmeno ce ne rendiamo conto.

5. Età e cambiamenti fisiologici

Con il passare degli anni, il metabolismo rallenta. La massa muscolare tende a diminuire, e il corpo brucia meno anche a riposo. Questo è normale, ma se non si adatta lo stile di vita, è facile accumulare peso.Perché si ingrassa?...Dimagrire! Ma come?Gli alimenti introdotti nel nostro corpo fungono da “combustibile” per le attività quotidiane. Se la quantità di calorie ingerite è superiore a quelle consumate, le calorie superflue si trasformano in grasso. Dimagrire non è facile e il metodo è uno solo: far diventare negativo il bilancio calorico, introducendo meno calorie pur mantenendo una alimentazione varia ed equilibrata, e aumentando il dispendio di calorie attraverso l’esercizio fisico.

“La perdita di peso deve essere graduale e moderata”

Il miglior metodo per dimagrire in modo sicuro si basa su l’attuazione di un programma equilibrato di cui 3 sono e componenti fondamentali:

  1. ADEGUATA ATTIVITA’ FISICA +
  2. EQUILIBRATA ALIMENTAZIONE +
  3. INTEGRATORI ALIMENTARI SPECIFICI

Gli integratori alimentari sono costituiti generalmente da sostanze vegetali come fibre ad azione saziante e altri principi attivi utili per contrastare la ritenzione idrica, per favorire la termogenesi, per contenere l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri, per limitare il senso di fame. Spesso l’aumento di peso è associato ad una cattiva funzionalità del fegato e delle vie biliari, che intasandosi di sostanze di deposito o di scarto (tossine), ne impediscono il corretto e totale funzionamento. I nutrienti introdotti in eccesso non vengono trasformati in energia e si accumulano sottoforma di grasso, oppure vengono metabolizzati ma non smaltiti, generando accumulo di tossine e scorie.

IL DRENAGGIO
In questo caso l’approccio del drenaggio è assolutamente indispensabile. In ogni caso la strategia del drenaggio, indipendentemente dai trattamenti effettuati successivamente, è sempre raccomandata, in quanto un organismo ripulito è più ricettivo ai successivi trattamenti, che risultano pertanto più efficaci e duraturi nel tempo. Il drenaggio è una tecnica di eliminazione dei cataboliti, attraverso una stimolazione più o meno spinta degli organi emuntori (cute, apparato respiratorio, intestino, reni). Il drenaggio viene applicato per preparare l’organismo a un trattamento specifico, e può essere aspecifico, per aumentare la fisiologica funzione depurativa dell’organismo, o specifico, se agisce di prevalenza su un determinato organo emuntore o se viene effettuato in un preciso momento temporale.

Con 130 milioni di persone affette da obesità (un adulto su due e quasi un bambiuo su tre), il 53% della popolazione europea è sovrappeso, come confermano i dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel mondo ci sarebbero oltre un miliardo di individui in sovrappeso, e circa 300 milioni di obesi. Cifre impressionanti, soprattutto se si considera che si tratta di una tendenza in forte aumento, e ancora più allarmante se si considera che il numero dei bambini di età inferiore ai 15 anni affetti da obesità ha superato i 22 milioni.

Oggi obesità e sovrappeso sono diventati una sfida per la salute pubblica che a livello mondiale sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia e costituisce uno dei maggiori problemi di salute non solo nei paesi industrializzati, ma anche in quelli in via di sviluppo. Si tratta di condizioni associate a morte prematura e ormai universalmente riconosciute come fattori di rischio per numerose patologie croniche, quali malattie cardiovascolari, ictus, diabete tipo 2, alcuni tipi di tumore.

La gravità ditale emergenza è stata a lungo sottostimata e solo negli ultimi anni comincia ad essere percepita come sfida per la salute pubblica e problema strategico, associato a notevoli implicazioni economiche.Sovrappeso e obesità: un problema di salute pubblica globaleE in Italia? Secondo i dati raccolti dalle ASL, 16 milioni di soggetti sono in sovrappeso e il numero di obesi supera i 5 milioni: il doppio rispetto a 10 anni fa. Insomma, oggi nel Belpaese il 35% delle persone è in sovrappeso, e ben il 10,7% è obesa, con una forte prevalenza nelle regioni del sud: se almeno un italiano su tre è sovrappeso, nel mezzogiorno si hanno punte di 4 su 10, e 1 su 10 è obeso. Al primo posto vi è la Basilicata (40,4% sovrappeso e 1.2% obesi), seguita da Campania (rispettivamente 39,8% e 11,2%), e Sicilia (38,2% e 10,9%). Ma la tendenza è in aumento anche nelle regioni del nord più virtuose (Piemonte, Valle D’Aosta e Lombardia).

La percentuale di popolazione obesa è salita all’8,5% nel 2005, al 9,9% nel 2006, al 10,7% nel 2007, con un trend in costante crescita. In tutto, il 42% della popolazione tra 18 e 69 anni di età è in eccesso ponderale. Si tratta di un fenomeno che tende a crescere con l’aumentare dell’età: superati i 50 anni, infatti, più di una persona su due pesa troppo. Si tratta di una condizione più frequente negli uomini, nelle persone meno istruite e in quelle che dichiarano di avere difficoltà economiche.

A risentirne maggiormente sono i maschi, con una percentuale doppia rispetto alle femmine (43,8% contro 26,8% delle donne), di età compresa tra i 45 e i 74 anni. Nell’adozione di comportamenti salutari quali ad esempio il controllo del peso corporeo, sono le donne a mostrare maggior attenzione: sette donne su dieci (61,9%) controllano il peso almeno 1 volta al mese, contro meno della metà dei maschi (46,4%). Anche nell’età infantile il problema è in aumento: il 12% dei bambini risulta infatti obeso, mentre il 24% è in sovrappeso: più di un bambino su tre, quindi, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età.

L’obesità rappresenta un importante fattore di rischio per la salute di un individuo. Un eccesso di peso con conseguente accumulo di grasso corporeo, può comportare soprattutto complicazioni cardiovascolari o a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, ma forte è anche l’associazione fra obesità e diabete, malattie del fegato o colecisti, cancro, ipertensione.

Le conseguenze? Difficoltà nel lavoro, nei rapporti sociali e della vita quotidiana. Insomma, di obesità si muore: 390 persone ogni 100 mila abitanti ogni anno. Giovani adulti con un indice di massa corporea (BMI) di 35 o superiore hanno una riduzione nell’aspettativa di vita fino a 10 anni.

Il costo socio-economico dell’obesità incide in maniera cospicua sulla spesa sanitaria: tra costi diretti ed indiretti è stato stimato che il peso economico si aggira tra il 2% ed l’ 8%, valori confrontabili con i costi di gestione per le malattie neoplastiche.

Ecco perché il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l’UE e con l’OMS, si è impegnato nella realizzazione di programmi e strategie che possano contribuire a contrastare obesità e sovrappeso, con l’obiettivo di promuovere campagne informative per le quali la comunicazione risulta essere uno strumento fondamentale per creare le condizioni più favorevoli alle scelte che le persone possono fare per la propria salute.

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Gli scienziati hanno scoperto che il Coprinus (Coprinus comatus) contiene un ottimo ipoglicemizzante, il vanadio colloidale, che aiuta a ridurre la glicemia elevata e l’innalzamento dell’emoglobina glicata, il valore più rappresentativo dell’andamento della glicemia (Bailey et al., 1984; Han et al., 2003 e 2006).

Coprinus comatus è un  fungo Medicinale che, grazie alla sua capacità di nutrire i fermenti lattici, è utile nel risanare la flora batterica intestinale, necessaria per il buon funzionamento dell’intestino e della sua risposta immunitaria.

COPRINUS è un ottimo complemento nel trattamento del Diabete di tipo I e II. Esso agisce come un vero ipoglicemizzante orale senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci ipoglicemizzanti, risulta molto utile nel sovrappeso androide, quando c’è l’accumulo adiposo è localizzato all’area addominale, tale accumulo adiposo viscerale è associato ad alterazioni metaboliche (sindrome metabolica: ipertensione, iperlipidemia, ipercolesterolemia, ecc.) e ad un aumentato rischio di sviluppare patologie metaboliche (es. diabete, steatosi epatica) e cardiovascolari.

Il grasso viscerale ha caratteristiche diverse rispetto a quello sottocutaneo; esso influenza l’equilibrio endocrino-metaholico dell’organismo, si comporta come un vero e proprio organo endocrino rilasciando adipochine pro-infiammatorie, dotate di effetti locali, ma anche centrali e periferici (effetto endocrino). Il rilascio di adipochine da parte del tessuto adiposo influenza l’appetito, il bilancio energetico, la sensibilità periferica all’insulina, il metabolismo lipidico e sposta l’equilibrio del sistema immunitario attivando una fase di infiammazione cronica.

Il COPRINUS esercita la sua azione regolando il rilascio di insulina, aumentandone la sensibilità periferica e modulando contestualmente il sistema immunitario, riducendo così l’infiammazione; in questo senso diventa un valido strumento nel controllo del peso, in associazione a MICO-MAI in presenza di sindrome metabolica o a MICO-POLYPOR in presenza di ristagno linfatico e ritenzione di liquidi.Riacquistare la linea con i funghiCoprinus comatus è un fungo ricco in vanadio (CCRV = Coprinus comatus ricco in Vanadio); studi su Coprinus e la sua azione sul metabolismo glucidico hanno evidenziato effetti positivi sui livelli glicemici, sulla regolazione della gliceinnia e sui livelli di emoglobina glicata. Studi sperimentali hanno dimostrato un effetto revitalizzante e rigenerativo sulle cellule B pancreatiche. La presenza del Vanadio spiega la sua azione insulino-mimetica, attraverso un meccanismo di inibizione di una tirosin-chinasi intracellulare responsabile della regolazione negativa della via di segnalazione che induce il fenomeno di resistenza periferica all’insulina.

Nel Coprinus sono presenti diversi principi attivi, in particolare:

  • il vanadio colloidale, un minerale molto raro che esercita un’azione ipoglicemizzante. Grazie a questa sua particolarità è in grado di ridurre l’emoglobina glicata e la glicemia elevata, due parametri importanti nel diabete (Bailey et al., 1984; Han et al., 2003 e 2006)
  • il manganese, che contribuisce al controllo del metabolismo degli zuccheri
  • la vitamina C, raramente presente nei funghi
  • il trealosio, un disaccaride composto da due molecole di glucosio, che costituisce il nutrimento preferito dei fermenti lattici intestinali. Il Coprinus, molto ricco di questo prebiotico, migliora la flora batterica dell’intestino, che in presenza di varie patologie risulta alterata
  • i beta-glucani, potenti immunostimolanti, tra cui i beta-glucani D,1-6 D, raro in natura (Efremenkova et al., 2001)
  • i terpeni, potenti immunostimolanti capaci di aumentare le nostre difese e di combattere gli agenti aggressivi che attaccano l’organismo (Asatiani et al., 2011; Badalyan e Sisakyan, 2005)

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Non sempre è facile perdere peso, ma un aiuto arriva dalla fitoterapia. Da droghe vegetali che riescono a rendere il dimagrimento un po’ più facile, sempre se associate ad una dieta appropriata ed a uno stile di vita sano, che contempli un’attività fisica regolare.Importante è scegliere le piante che fanno al caso proprio:
Glucomannano per ridurre l’appetito, Gymnena associata a Garcinia per riuscire a metabolizzare meglio zuccheri e grassi, Ananas associata a Centella per combattere la cellulite che accompagna quasi sempre il soprappeso, Alga marina per combattere il metabolismo lento (per chi ingrassa, pur non mangiando quasi nulla), Quercia marina per le proprietà dimagranti, Marrubio per aiutare la digestione.

Gymnema
Ha origine nel Pakistan e dal India, dove vive abitualmente utilizzato da alcuni secoli per scopi fitoterapici. Il suo nome deriva da “gur mar” che in indiano vuol dire letteralmente “mangia zucchero”. Dalle foglie di Gymnema si ricava l’estratto secco nebulizzato e titolato in acido gymnemico minimo 25%, secondo la farmacopea francese.
Il fitocomplesso della Gymnema è in grado di ridurre l’assorbimento del glucosio a livello intestinale, grazie all’acido gymnemico contenuto che è una molecola simile al glucosio. Inoltre, la pianta agisce con i recettori posti sulla lingua, annullando la sensazione gustativa del dolce, senza però modificare quella del salato e dell’amaro: in questo modo chi vuole dimagrire perde parte della soddisfazione gustativa derivante dal consumo di cibi dolci.

Il dosaggio giornaliero consigliato è di 500-100 mg di estratto secco titolato da assumere  in due somministrazioni una mezz’ora prima dei pasti. Importante: il trattamento può prolungarsi nel tempo perché la Gymnema è pressoché priva di effetti collaterali. Non ha particolari controindicazioni, ma può potenziare l’effetto, in chi ne fa uso, dei farmaci ipoglicemizzanti orali e dell’insulina.

Alghe marine
Dalle alghe raccolte sulle coste atlantiche dell’Europa del Nord si ottiene questo preparato fitoterapico il cui nome scientifico, “fucus vesiculosus”, significa “alga bitorzoluta. Dal tallo dell’Alga marina si ricava l’estratto secco nebulizzato e titolato in iodio totale minimo 0,05% secondo la Farmacopea italiana. L’Alga marina è particolarmente indicata per le diete e le cure anticellulite: il suo meccanismo d’azione fa sì che lo iodio contenuto venga utilizzato dalla tiroide per la sintesi degli ormoni tiroidei che favoriscono i processi catabolici cellulari, ossia la trasformazione dei materiali accumulati, come i grassi, in energia, aiutando in questo modo l’organismo a scioglierli più in fretta. Inoltre, il suo contenuto in arginati, fibre insolubili che si rigonfiano nell’intestino, riescono a limitare l’assorbimento dei zuccheri e dei grassi. Riesce anche a far scendere il colesterolo totale, sia per lo stimolo della funzionalità tiroidea sia per la riduzione dell’assorbimento intestinale di questa sostanza causata proprio dagli arginati.

Il dosaggio giornaliero raccomandato va dai 450 ai 600 mg di estratto secco titolato da prendere in 2 somministrazioni, la mattina appena svegli e la successiva nelle prime ore del pomeriggio. La cura va proseguita per 2 o 3 mesi e si può ripetere dopo un intervallo di tre settimane. Se si ritiene necessario un terzo ciclo di cura si devono lasciar trascorrere almeno 2 mesi. Non va somministrata a chi soffre di ipertiroidismo e di ipertensione, ai soggetti cardiopatici, in particolare se tachicardici, ed anche alle donne in gravidanza e durante l’allattamento.

Centella asiatica
Proviene dai Paesi caldi, dall’India e dal Pakistan, e il suo nome deriva da “gotu kola” che in cingalese vuol dire “pianta della longevità”. Dalle foglie di Centella asiatica si ottiene l’estratto secco nebulizzato e titolato in derivati triterpenici totali (60% in acido asiatico e 40% in asiaticoside).
La Centella è indicata per la cura delta cellulite, soprattutto se in associazione con l’Ananas con il quale svolge un buon effetto sinergico, ma anche per il senso di pesantezza alle gambe, causato dal sovrappeso o da insufficienza venosa, l’edema alle caviglie, il prurito alle i crampi notturni. Tra le altre sue funzioni la Centella riesce anche a diminuire la degenerazione tessutale delle pareti venose stimolando la sintesi del collagene, accelera i processi di cicatrizzazione delle piaghe cutanee di qualsiasi origine e delle ustioni di primo e secondo grado.

La terapia suggerita varia dai 30 ai 120 mg di frazione tripergenica, da assumere lontano dai pasti. La somministrazione, indicata soprattutto nella stagione calda può protrarsi anche per parecchi mesi. Non ha avvertenze d’uso degne di nota o effetti collaterali meritevoli di segnalazioneDimagrire con le erbeGlucomannano

È una pianta proveniente dal Giappone e dall’Asia sudorientale dal suo tubero si ottiene la polvere micronizzata con un indice di rigonfiamento di almeno 80. Il Glucomannano è una droga vegetale particolarmente indicata per le diete perché agisce come una fibra dietetica solubile: per la sua potente idrofilia è, infatti, in grado di rigonfiare in un mezzo liquido aumentando il suo volume sino 90 volte, con un meccanismo d’azione, che comincia un quarto d’ora dopo la sua ingestione e raggiunge il massimo valore dopo circa un’ora. Il risultato è una notevole riduzione del senso di fame e una sensazione saziante non fastidiosa di tipo meccanico che non provoca gonfiore. Dopo un paio d’ore la massa mucillaginosa passa nell’intestino tenue dove non viene assorbita e, dunque non provoca nessun effetto sistemico, ma esercita un’azione lassativa stimolando e massaggiando le pareti dell’intestino crasso e favorendo, dunque, la peristalsi.

Inoltre il Glucomannano riesce anche a ridurre l’assorbimento intestinale dei lipidi, in particolare del colesterolo, degli zuccheri e dei sali biliari. Si consiglia un dosaggio di circa 2 g di polvere di Glucomannano al giorno, da assumere 60, 90 minuti prima dei pasti principali e da ingerire con molti liquidi per facilitare il rigonfiamento. Il periodo di cura suggerito è di almeno 2 o 3 mesi consecutivi, ripetibili più volte secondo i problemi individuali e il risultato che si vuole raggiungere, intervallati l’un l’altro da un periodo di sospensione di 15, 20 giorni.

Questa va somministrata con particolare cautela nei pazienti affetti da ernia iatale esofagea o da ulcera peptica per il possibile aumento della sintomatologia tipica di queste malattie. Il Glucomannano a volte causa meteorismo e può peggiorare i disturbi di chi soffre di colon infiammabile. Inoltre può rallentare l’assorbimento dei farmaci e del fitocomplesso delle piante medicinali: per questo eventuali terapie aggiuntive vanno prese almeno 1 ora prima o 3 ore dopo la sua assunzione.

Ananas
Il suo nome deriva da “anana” che in lingua caraibica significa “profumo dei profumi” e viene coltivata in modo esteso nella sua terra d’origine, l’America centro meridionale. Dal frutto dell’Ananas si ottiene l’estratto secco nebulizzato e titolato in unità enzimatiche minimo 250 g, secondo la farmacopea francese: per essere davvero efficace deve venire ricavato dalla droga vegetale fresca.

L’Ananas ha una valida azione antinfiammatoria sui tessuti molli e antiedematosa che lo rende particolarmente efficace nella terapia anticellulite, meglio se associato alla Centella, nei soggetti obesi soprattutto per migliorare la cosiddetta pelle a buccia d’arancia. Favorisce anche i processi digestivi, in quanto è ricco di sostanze enzimatiche che accelerano la digestione delle proteine: per questa proprietà viene consigliata nei casi di insufficienza pancreatica e nel trattamento sintomatico delle turbe digestive di origine diversa. Le sue proprietà antinfiammatoria e antiedematosa vengono usate anche per risolvere gli edemi sottocutanei secondari a traumi articolari o muscolari come contusioni, strappi, stiramenti o insufficienza venosa.

La cura suggerita va da 80 a 300 mg di bromelina al giorno da assumere 30 minuti prima dei pasti principali sino al miglioramento dei sintomi, anche per lunghi periodi.

I funghi sono “medicinali” potenti e contengono moltissimi nutrienti; crescono in contatto con la terra ed hanno con essa un importante effetto di connessione.

Pleurotus ostreatus è un fungo medicinale utilizzato in Medicina Tradizionale Cinese, molto conosciuto e utilizzato per le sue proprietà officinali in Oriente. È anche conosciuto con il soprannome di “fungo ostrica”, “orecchione” o “gelone”.

Negli ultimi anni è sempre più considerato un alimento funzionale, ovvero un alimento ricco di nutrienti importantissimi per la salute dell’organismo come polisaccaridi, lipopolisaccaridi, proteine, peptidi, glicoproteine, nucleosidi, triterpenoidi, lectine, lipidi e loro derivati, assumendo un ruolo tra i vari funghi medicinali.

La sua azione principale si esplica nel controllo dei livelli di colesterolo, zuccheri e lipidi nel sangue; in particolare, diversi rapporti preliminari hanno indicato che una dieta contenente dal 4 al 10% del corpo fruttifero secco corpo fruttifero di questa specie è in grado di ridurre la pressione arteriosa e il livello di colesterolo rispetto a una dieta normale, in conigli e ratti[1,2,3].Pleurotus con Effetto Ipocolesterolemizzante, Ipolepidemizzante e IpoglicemizzanteLa Lovastatina, un farmaco usato per abbassare il livello di colesterolo del sangue, è prodotta dal fungo Pleurotus ostreatus ed è stata approvata dalla FDA nel 1987. Questo fungo, quando inserito nella dieta dell’animale da laboratorio, ha agito promuovendo la formazione di HDL (lipoproteina ad alta densità), riducendo la produzione di VLDL (lipoproteine a densità molto bassa), quella di LDL (lipoproteine a bassa densità) e del colesterolo, tramite una riduzione dell’assorbimento del colesterolo e dell’attività dell’enzima HMG-CoA reduttasi nel fegato[4,5].

Per questo motivo, è stato studiato l’effetto del fungo Pleurotus essiccato sul colesterolo sierico, nelle lipoproteine, nel fegato e l’attività della 3-idrossi-3-metilglutaril CoA (HMG-CoA) reduttasi nei microsomi epatici di ratti Wistar alimentati, un gruppo di questi, con una dieta a basso contenuto di colesterolo (9 mg/100 g) e, l’altro gruppo, con un alto contenuto di colesterolo (0,3%). L’aggiunta del 5% del Pleurotus in entrambe le diete ha ridotto significativamente il colesterolo nel siero (del 30%), nelle lipoproteine a bassissima densità e bassa densità (del 30%) e nel fegato (del 50%), così come è stata ridotta l’attività della HMG-CoA riduttasi (di oltre il 30%)[6].

L’iperlipidemia è il principale fattore di rischio per l’aterosclerosi. Un’alimentazione con polvere di questo fungo aumenta l’escrezione di lipidi e colesterolo totale attraverso le feci. La Mevinolina (Lovastatina), una statina naturale presente nel corpo fruttifero del Pleurotus ostreatus e del Pleurotus citrinopileatus, ha esibito attività ipocolesterolemizzante[5,7]. Una dieta con il 5% in polvere di questo fungo ha ridotto il livello totale di lipidi, fosfolipidi e il rapporto LDL/HDL del 29,67%, del 16,61% e del 65,31% rispettivamente[8].

Il Guanide, un composto relativo alla classe di farmaci anti-diabetici orali biguanidi, è stato isolato delle specie Pleurotus ed ha dimostrato effetto ipoglicemizzante[9]. L’alto contenuto di fibre e proteine e il basso contenuto di grassi lo rendono un alimento ideale per il paziente diabetico[10]. Gli estratti acquosi della specie Pleurotus ostreatus, dopo somministrazione orale, ha diminuito il livello di glucosio del siero in topi diabetici a seguito della somministrazione di allossana[11]. I polisaccaridi estratti dal corpo fruttifero del fungo hanno effetto antiperglicemizzante, azione mediata tramite l’elevazione dell’attività della glutatione perossidasi[12].

Fonti bibliografiche:

  1. Bobek, P., E. Ginter, M. Jurcovicova, L. Ozdin and D. Mekinova, 1991. Cholesterol lowering effect of the mushroom Pleurotus ostreatus in hereditary hypercholesterolemic rats. Ann. Ntrl. Metabol., 35: 191-195.
  2. Bobek, P., L. Kuniak and L. Ozdin, 1993. The mushroom Pleurotus ostreatus reduces secretion and accelerates the fractional turnover rate of very-low-density lipoproteins in the rat. Ann. Nutr. Metabol., 37(3): 142-145.
  3. Ooi, V.E.C. and F. Liu, 2000. Immunomodulation and Anti-Cancer Activity of Polysaccharide-Protein Complexes, Curr. Med. Chem., 7: 715-729.
  4. Bobek, P. and L. Ozdin, 1996. Oyster mushroom (Pleurotus ostreatus) reduces the production and secretion of very low density lipoproteins in hyper-cholesterolemic rats. J. Ernahrungswiss, 35(3): 249-252.
  5. Hossain, S., M. Hashimoto, E.K. Choudhury N. Alam, S. Hussain, M. Hasan, S.K. Choudhury and I. Mahmud, 2003. Dietary mushroom (Pleurotus ostreatus) ameliorates atherogenic lipid in hypercholesterolaemic rats. Clinical and Experimental Pharmacol. Physiol., 30: 470-475.
  6. Bobek P, Hromadová M, Ozdín L. Oyster mushroom (Pleurotus ostreatus) reduces the activity of 3-hydroxy-3-methylglutaryl CoA reductase in rat liver microsomes. Experientia. 1995 Jun 14;51(6):589-91.
  7. Gunde-Cimerman, N. and A. Plemenitas, 2001. Hyporcholesterolemic activity of the genus Pleurotus (Jacq.: Fr.) P. Kumm. (Agaricales s. l., Basidiomycetes). Intl. J. Med. Mush., 3: 395-397.
  8. Yoon, K.N., N. Alam, M.J. Shim and T.S. Lee, 2012. Hypolipidemic and antiatherogenesis effect of culinary-medicinal pink oyster mushroom,Pleurotus salmoneostramineus L. Vass. (higherBasidiomycetes), in hypercholesterolemic rats. Int J. Med. Mush., 14(1): 27-36.
  9. Windholz, M., 1983. The Merck Index: An Encyclopedia of Chemicals, Drugs and Biologicals, 10th ed. Merck and Co., New Jersey.
  10. Yuan, Z.M., P.M. He, J.H. Cui and H. Takeuchi, 1998. Hypoglycemic effect of water-soluble polysaccharide from Auricularia auricula-judae Quel. of genetic diabetic KK-Ay mice. Biosci. Biotechnol. Biochem., 62: 1898-1903.
  11. Sachin , L.B., N.S. Shweta , M.P. Naimesh, A.T. Prasad and L.B. Subhash, 2006. Hypoglycemic Activity of Aqueous Extract of Pleurotus pulmonarius in Alloxan-Induced Diabetic Mice. Pharmaceuti. Biol., 44(6): 421-425. 80.
  12. Hu, S.H., Z.C. Liang, Y.C. Chia, J.L. Lien, K.S. Chen, M.Y. Lee and J.C. Wang, 2006. Antihyperlipidemic and antioxidant effects of extracts from Pleurotus citrinopileatus. J. Agric. Food Chem., 22: 2103-2110.