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Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che si formano per lo più dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua salmastra dei mari. Si trovano in grande quantità in giacimenti e ne sono presenti più di cento tipologie diverse. La zeolite clinoptilolite ha una struttura cristallina estremamente stabile caratterizzata da una superficie microporosa in grado di interagire con molte sostanze.

Le caratteristiche peculiari della zeolite clinoptilolite attivata (ZECLA) sono costituite dalla capacità di legare, a livello intestinale, radicali liberi, metalli pesanti, ione ammonio e tossine, allontanandole dall’organismo, attività descritte nella definizione stilata dal Nomenclatore Europeo dei dispositivi medici.

Una combinazione con entità variabili dei quattro tipi di sostanze tossiche prima riportate è stata rilevata nei tumori nei quali esse possono svolgere la funzione di responsabili diretti nella loro insorgenza odi adiuvanti nella loro induzione, come dimostrato da numerose ricerche.

Zeolite come adiuvante nella chemio e radioterapia

Confortato da tali dati il Prof Pavelic (1) ha svolto ricerche in vitro per verificare la possibilità che l’eliminazione di questi induttori potesse influenzare la velocità di sviluppo dei tumori ed ha evidenziato un’azione inibitrice della ZECLA nei confronti della crescita delle cellule tumorali variabile in funzione del dosaggio utilizzato e della tipologia di neoplasia.

Ulteriori studi in vivo effettuati trattando con ZECLA topi e cani affetti da una varietà di tumori ha portato ad un miglioramento dello stato di salute, prolungamento del tempo di sopravvivenza e ad una diminuzione delle dimensioni del tumore. Inoltre l’applicazione locale di ZECLA su tumori della pelle ha diminuito la formazione del tumore stesso e la sua crescita. Infine studi tossicologici effettuati su topi e ratti hanno dimostrato che il trattamento non ha effetti negativi (2).

La ZECLA è anche in grado in indurre una stimolazione della risposta immunitaria legata ad una diminuzione della perossidazione lipidica derivante dalla formazione di radicali liberi in eccesso.

Alcuni studi hanno evidenziato in culture cellulari in soluzione nutriente senza silicio l’arresto dopo breve tempo delle principali funzioni di sintesi, ad esempio la sintesi proteica e la sintesi clorofilliana, con compromissione della parete cellulare che diventa instabile (3).

Questa perdita metabolica presente anche nel substrato della matrice extracellulare nei malati cronici e tumorali è stata confermata, tra l’altro, da deficit di adenosina trifosfatasi, dall’inibizione della pompa Na+/K+, dalla riduzione dell’ossiemoglobina nel sangue, dal maggiore consumo di ossigeno, dall’eccesso di radicali 02 liberi ed infine da problemi di natura elettrofisiologica. In caso di neoplasia infatti si riscontra un potenziale negativo eccedente in quanto il tessuto tumorale agisce come una batteria che si sta fortemente scaricando.

Gli effetti collaterali generati dalla radioterapia sono legati all’elevata energia che viene assorbita dalle cellule circostanti la massa tumorale con formazione di radicali liberi che comportano un incremento dello stress ossidativo e dalla reazione infiammatoria locale, anche a livello del derma, che modifica la fisiologia cellulare.

La capacità adiuvante della ZECLA nella terapia antitumorale, chemio e radio, può essere quindi attribuita alla sua partecipazione alla sintesi proteica, alla capacità di contribuire alla costruzione del tessuto connettivo, all’azione adsorbente, al controllo del metabolismo del calcio nelle cellule da parte del silicio presente nella sua struttura ed infine all’azione antiossidante.

Numerose applicazioni cliniche hanno pienamente confermato tali attività ed il risultato finale è caratterizzato da migliori condizioni di vita dei pazienti trattati, con tempi di recupero funzionale molto brevi dopo le applicazioni di chemio o radio-terapia. Tali risultati sono confortati dai dati clinici che dimostrano un incremento dell’emoglobina fino alla sua normalizzazione ed il netto miglioramento nel tempo della formula leucocitaria in genere sconvolta dalla terapia (3).

L’organismo è quindi in grado di reagire meglio nei confronti del tumore rendendo più efficaci le terapie.

Bibliografia

  1. M. Colic Al, K. Pavelic, Journal of Molecular Medicine 78, 333—336, (2000)
  2. K. Pavelic et al. Molecular Medicine 78: 708-720 (2001)
  3. K. Hecht, E. Hecht-Savoley, Natur-Mineralien, Regulation und Gesundheit. Schibri-Verlag, Berlin! Milow (2005)
  4. Effetti della zeolite come sistema di somministrazione di farmaci sulla terapia del cancro: una revisione sistematica
  5. Erboristeria Arcobaleno: Zeolite e salute: un aiuto per l’uomo dalle profondita’ della terra
  6. Erboristeria Arcobaleno: Zeolite come adiuvante nella chemio e radioterapia
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Dall’incontro di lava e acqua salmastra un aiuto all’uomo per proteggere e disintossicare gli organi, per ridurre l’ossidazione, per chelare i metalli pesanti e molte altre sostanze dannose.

Cosa sono le zeoliti

Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che si fonnano perlopiù dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua salmastra dei mari. Si trovano in grande quantità in giacimenti e ne sono presenti più di cento tipologie diverse. Le zeoliti si presentano come minerali naturali dalla struttura microporosa costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla salute. (come anche radicali liberi, nitrosamine, ammonio, micotossine, pesticidi e cationì radioattivi). Numerosi studi sono stati effettuati su un particolare tipo di zeolite per la sue possibili applicazioni in medicina: la zeolite clinoptilolite sottoposta ad attivazione.

Zeolite e salute: un aiuto per l’uomo dalle profondita’ della terra

Attivazione

Per attivazione si intende in genere l’applicazione di un procedimento chimico, chimico-fisico o fisico ad un materiale perché possa reagire più facilmente. Nel caso di particolari solidi caratterizzati dalla capacità di legare sostanze tossiche sulla loro superficie come il carbone, si cerca di incrementarne la porosità o di aumentarne la superficie attraverso la diminuzione delle dimensioni delle particelle. Ciò consente di avere a disposizione un maggior numero di canali capaci di legare le sostanze tossiche.

Immaginate un chilometro quadrato di pianura e un chilometro quadrato di alpi, nel secondo caso la superficie a contatto con l’aria è enormemente superiore rispetto al primo caso perché, oltre allo sviluppo orizzontale della superficie, vi è anche quello verticale. Ma se le alpi fossero ridotte in polvere sottile la superficie globale esposta all’aria aumenterebbe enormemente perché sarebbe costituita dalla sommatoria delle superfici di tutte le piccole particelle generate.

Proprio quest’ultimo è il tipo di attivazione applicato alla zeolite clinoptilolite e viene realizzato sottoponendo il minerale ad un processo che provoca la collisione delle particelle fra di loro, evitando la diretta collisione con le pareti o con le pale metalliche dei mulini in modo che le particelle ottenute non vengano inquinate dai metalli presenti. 11 risultato è l’incremento del numero di particelle con dimensioni ridotte e quindi un incremento della superficie totale (le alpi). Inoltre, grazie a questa metodologia di attivazione, che si attua con l’utilizzo di speciali mulini, la struttura delle particelle acquisisce particolari proprietà che unite all’incremento della superficie, consentono loro di legare più velocemente e più stabilmente tossine e metalli, incrementandone l’attività.

In conclusione partendo da una dimensione di circa 3 metri quadrati per grammo di zeolite clinoptilolite, dopo l’attivazione si raggiungono persino i mille metri quadrati per grammo. Si tratta quindi, in questo caso, di un procedimento puramente fisico.

Stress ossidativo 

I radicali liberi sono presenti nel nostro organismo che li utilizza come sistema di difesa. Gli studi sullo stress ossidativo indicano però che un eccesso di radicali liberi può non solo provocare patologie, ma anche aggravarle; tra queste, il diabete, il cancro, le patologie cardiovascolari, quelle del tratto gastrointestinale e molte altre ancora. I fattori che provocano la formazione di radicali liberi sono molteplici e complessi: inquinamento, polven sottili, sostanze inquinanti presenti nei cibi, alimentazione irregolare e squilibrata, fumo, stress, fannaci, malattie croniche etc.

La conseguenza della presenza di un eccesso di radicali liberi nell’organismo è l’attacco di alcune strutture cellulari con conseguenti danni funzionali che, se non eliminati, possono provocare l’insorgenza di varie patologie. L’azione dei radicali liberi è responsabile anche dei processi di invecchiamento. La zeolite rientra tra gli strumenti importanti per combattere e neutralizzare i radicali liberi. E’ possibile oggi misurare l’entità dei radicali liberi presenti nell’organismo con appositi test.

Metalli Pesanti

Mercurio, piombo, cadmio sono tra i più conosciuti e pericolosi agenti tossici per l’organismo e per l’ambiente, presenti in quantità minime nelle polveri che respiriamo e nei cibi che ingeriamo.

La tossicità elevata di questi metalli può danneggiare significativamente le cellule riducendone il loro buon funzionamento, con conseguente indebolimento dell’organismo (malattie autoimmuni, allergie etc).

La presenza concomitante di più metalli tossici crea sinergie che aumentano drasticamente la loro pericolosità. La zeolite attraverso la riduzione di questi metalli nel tratto gastro-intestinale può ridurne la presenza nell’intero organismo (detossicazione) e/o evitarne l’assorbimento nei tessuti (prevenzione).

Quali sono le applicazioni

Le zeoliti clinoptiloliti attivate sono caratterizzate da numerose cariche negative presenti nei canali che sono neutralizzate da altrettanti cationi come calcio, magnesio, potassio e sodio e quindi sono in grado di svolgere una duplice funzione: quella di legare nei canali molecole organiche di varia natura, ad esempio tossine, (funzione di setaccio molecolare) e quella di rilasciare i cationi in esse presenti legando al loro posto i metalli pesanti tossici (scambiatori di cationi).

Queste due funzioni principali della zeolite clinoptilolite, hanno dato prova di un loro possibile utilizzo a largo spettro nell’organismo umano (ed animale), Numerosi studi scientifici hanno messo in evidenza aspetti applicativi molto interessanti: un’elevata attività antiossidante derivante dalla neutralizzazione dei radicali liberi, un’azione adiuvante in numerose patologie, comprese quelle tumorali, una capacità di ridurre gli effetti secondari della chemioterapia e della radioterapia, una riduzione della produzione di acido lattico ed infine un’elevata capacità di legare metalli pesanti e tossine.

La Clinoptilolite potrebbe rappresentare quindi una nuova frontiera nella lotta ai radicali liberi presenti in molte patologie, nel contrastare la tossicità dei metalli pesanti allontanandoli dall’organismo, nell’adiuvare i trattamenti terapeutici e nel trattamento di alcune patologie dermatologiche, con importanti vantaggi rispetto alle sostanze naturali o di sintesi,  non è tossica per l’organismo ed attraversa il tratto gastro-intestinale senza essere assorbita.

Le sue caratteristiche strutturali le consentono di esplicare alcune attività utili per l’organismo:

  • legare mediante scambio cationico i metalli pesanti eliminandoli;
  • adsorbire tossine inattivandole;
  • salvaguardare l’organismo dai danni dci radicali liberi attraverso la sua capacità antiossidante;
  • è associabile ad altri composti in quanto non sono state rilevate interazioni con altri prodotti o farmaci. Infatti la sua utilizzazione come additivo alimentare, ampiamente sperimentata sugli animali, ha dimostrato i notevoli benefici effetti sulla salute, in assenza di tossicità o di reazioni avverse anche in associazione con altre sostanze;
  • non necessita di particolari condizioni per la conservazione e la sua stabilità risulta estremamente lunga.

Per la prima volta ci troviamo di fronte ad una sostanza in grado di svolgere le funzioni antiossidante e d.etossicante oltre a quella adsorbente, in grado di esplicare la sua attività nel tratto gastro-intestinale per essere poi eliminata con le feci.

Ulteriori indicazioni dalla ricerca

Recenti studi sull’utilizzazione della zeolite clinoptilolite attivata in abbinamento alle terapie standard hanno evidenziato la sua azione positiva sul sistema circolatorio, sulla pressione arteriosa, sul recupero dopo l’infarto o ancora sul sistema digestivo, sull’iperacidità gastrica e sulle ulcere duodenali. L’azione della zeolite è stata anche studiata sui reumatismi, sulla cura delle infezioni renali e anche sul trattamento delle patologie dermatologiche presenti nei pazienti affetti da diabete, mentre altre osservazioni riguardavano t’applicazione diretta della polvere e numerose affezioni della pelle. Secondo gli studi cImici, la zeolite consentirebbe di migliorare l’efficacia delle terapie standard e di ridurre il periodo di recupero. Ciò ha portato all’uso della zeolite come coadiuvante nella cura delle patologie gravi.

A chi può essere utile

Sportivi
Lc zeoliti clinoptiloliti attivate, anche in sinergia con altri principi attivi, vengono usate per ridurre l’acidosi lattica e aumentare resistenza e recupero.
Manager di ogni età e sesso, lavoratori, imprenditori, studenti
Le zeoliti aiutano ad aumentare concentrazione (attraverso la riduzione di ammonia nel corpo) ed a ridurre stress ossidativo e stanchezza.

Anziani, convalescenti e persone sottoposte a stress
Le zcoliti possono favorire la riduzione di stress e stanchezza aiutando a superare affaticamento e debolezza con risorse proprie e naturali

Stress ossidativo
La riduzione dello stress ossidativo provocata dall’assunzione di zeolite clinoptilolite aiuta inoltre a ridurre l’insorgenza di molte patologie (prevenzione) e migliora la qualità della vita. (minore uso degli organi). Si trova in commercio in forma di dispositivo medico.

A cura del Prof. Fedele Manna, Docente di Chimica Farmaceutica, Università “La Sapienza” di Roma

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L’ossidazione rappresenta la perdita di elettroni da parte di un elemento. Essa è quasi sempre accompagnata dall’acquisizione dei medesimi elettroni da parte di un altro elemento, che pertanto subisce una riduzione (processo noto col termine di ossidoriduzione). L’ossidazione è un fenomeno estremamente importante nei processi energetici cellulari, quindi anche sotto il profilo sportivo.

Nell’ossidazione cellulare vengono rimossi elettroni degli atomi di idrogeno. Atomi di idrogeno provenienti dai substrati energetici (lipidi, protidi, glucidi). Tale processo avviene all’interno dei mitocondri, dove gli elettroni rimossi dall’idrogeno vengono trasferiti mediante dei trasportatori ad una serie di accettori intermedi, sino a raggiungere l’accettore finale: l’ossigeno. Il trasferimmo di elettroni determina il rilascio di energia che servirà alla risintesi di ATP. Al termine anche l’idrogeno si lega con l’ossigeno formando acqua. Non a caso l’ossidazione cellulare si conclude con il legame di 2 atomi di idrogeno con uno di acqua. Intanto i trasportatori (NAD e FAD) che hanno ceduto i loro elettroni, rientrano ad operare per nuovi cicli di ossidazione.

Ossigeno
L’ossigeno è un gas fondamentale per la vita, alla temperatura
e pressione ambiente si trova nella forma molecolare composta da 2 atomi di ossigeno: O2. Grazie alla sua elettronegatività è fondamentale per l’uomo come ossidante dei substrati energetici. L’ossigeno è infatti l’accettore finale di elettroni nella catena respiratoria cellulare, mediante la quale viene estratta energia per la risintesi di ATP.

In condizioni di assenza di ossigeno la stessa vita dell’individuo non sarebbe possibile. Da un punto di vista delle prestazioni atletiche, un migliore trasporto dell’ossigeno, ed una migliore capacità nel suo impiego (VO2max) sono sinonimi di un individuo capace di prestazioni più elevate e per periodi più lunghi.

L’ossigeno è a tal punto determinante rispetto al risultato di una competizione sportiva che, anche alcuni metodi illeciti (doping) utilizzati nello sport, sono finalizzati proprio a migliorarne il trasporto (uso di eritropoietina, autoemotrasfusioni ecc.).

L’ossigeno è trasportato in circolo nell’organismo per mezzo degli eritrociti, legato ad una proteina globulare in essi contenuta: l’emoglobina. I processi di ossidazione dei substrati energetici avvengono all’interno dei mitocondri e garantiscono il protrarsi delle attività motorie per periodi di tempo relativamente lunghi.

L’attività sportiva in situazioni di carenza di ossigeno, o con richieste energetiche maggiori a quelle ottenibili mediante il sistema aerobico, pongono l’organismo in una condizione di acidosi che non consente il protrarsi dell’attività sportiva.Ossigeno e ossidazioneSecondo una ricerca della Brigham Young University, ad esempio, il fare jogging per 30 minuti per le donne e 40 per gli uomini, 5 volte a settimana, diminuirebbe l’invecchiamento cellulare di 9 anni, mentre gli atleti della domenica e quelli che escono dal lungo letargo invernale con l’intenzione di recuperare tutto il tempo perduto con poche uscite ma estreme sono a rischio di infortuni ed eccesso di stress ossidativo.

Questo apre il delicato capitolo del controllo dello stress ossidativo negli atleti. Il migliore modo di controllare il sistema redox è eseguire un esercizio fisico seguendo accuratamente le indicazioni del personale medico-sanitario, ovvero una “prescrizione motoria”, alla stregua di una “prescrizione dietetica”.

Frutta fresca e secca – L’alimentazione dello sportivo dovrebbe tener conto di una serie di nutrienti in grado di migliorare o ottimizzare le funzioni del sistema redox e, in particolare, le sue specifiche vie di segnale in maniera del tutto fisiologica e naturale.

A tal riguardo si è visto che una combinazione di arginina (contenuta abbondantemente nella frutta secca) e di vitamina C (ben presente in diversi tipi di frutta) può essere utile nell’aumentare i livelli di ossido nitrico, indispensabile per il buon funzionamento della circolazione sanguigna e, quindi della funzione muscolare. Inoltre, quasi tutti i polifenoli, sostanze variamente distribuite nella frutta (es. frutti di bosco, melograno, uva nera, etc.) e nella verdura, specialmente se “di stagione, km zero e, soprattutto a tempo zero” attivano il sistema Nrf-2 (vedi sopra), stimolando la produzione endogena degli antiossidanti a livello del DNA e favoriscono la produzione di nuovi mitocondri, mimando esattamente quello che accade con la sola attività fisica, potenziandone i benefici effetti.

Un ruolo importante è svolto, ovviamente dai sali minerali, e dai cosiddetti acidi grassi polinsaturi della serie omega-3, contenuti nelle alghe, in piccoli crostacei, nel pesce azzurro, e in alcuni tipi di frutta secca con guscio, non tostata, e indicati spesso con le sigle EPA e DHA, i quali svolgono un ruolo determinante nel mantenere le membrane cellulari dei vasi sanguigni e dei muscoli sufficientemente fluide e nel preservare le funzioni visiva e cardiaca, essenziali nello sport.

Tra le sostanze più interessanti a tal riguardo sono da segnalare la vitamina E, la vitamina C, il coenzima Q10, l’acido lipoico, l’astaxantina e il glutatione, il più potente antiossidante intracellulare (ne stimolano la produzione “endogena” le proteine da siero di latte e la N-acetilcisteina, il principio attivo di un comune mucolitico, sempre a basse dosi).

L’integrazione va sempre limitata nel tempo: un buon criterio è circoscriverla ai primi cinque giorni di ogni settimana, per un periodo non superiore ai 4 mesi, salvo diversa prescrizione medica. La personalizzazione della prescrizione di omega 3, in particolare, è oggi possibile grazie al cosiddetto esame lipididomico (basta una goccia di sangue capillare deposta su una specifica cartina).

Ulteriori ricerche stanno chiarendo il ruolo della flora batterica intestinale (microbiota) e di meccanismi di controllo epigenetici, nello scacchiere che vede in gioco l’attività fisica e lo stress ossidativo.

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La zeolite clinoptilite, già usata a Chernobyl, per ridurre danni all’ambiente e alle persone può rappresentare un concreto aiuto in caso di radioattività.

I russi sono stati fra i primi a sfruttare la capacità della zeolite di attrarre e trattenere gli ioni positivi, come i metalli pesanti e gli isotopi radioattivi: nel 1986, a Chernobyl, tonnellate di zeolite furono utilizzate per erigere barriere e per bonificare i terreni contaminati. In quell’occasione la clinoptilolite fu utilizzata anche per decontaminare le acque, e furono preparati biscotti e cioccolate alla zeolite da dare ai bambini colpiti dalle radiazioni per proteggerli dalle loro terribili conseguenze.

Di recente un gruppo di ricerca internazionale, guidato dal professor Pavelic, biologo molecolare croato di grande fama internazionale, al quale partecipa anche l’Italia, con lo staff del professor Fedele Manna, della facoltà di Farmacia dell’Università La Sapienza di Roma, sta sperimentando con buoni risultati le potenzialità terapeutiche di questo dono della natura.

Zeolite e radioattività

Numerosi articoli apparsi su prestigiose riviste scientifiche sembrano davvero dimostrare che questo minerale potrebbe essere un utile complemento nella cura di numerose patologie, soprattutto laddove dove c’è grande produzione di radicali liberi, nelle intossicazioni da metalli pesanti e nelle infiammazioni dermatologiche.

Le zeoliti (dal greco zein, “bollire” e lithos, “pietra”) sono minerali formati da cenere vulcanica con una struttura cristallina regolare e microporosa caratterizzati da una enorme quantità di volumi vuoti interni ai cristalli. La parola zeolite (pietra che bolle) fu coniata dallo studioso svedese Axel Fredrik Cronstedt che osservò il liberarsi di vapore acqueo (dovuto all’acqua intrappolata nelle cavità) scaldando uno di questi minerali.

La zeolite attivata ha una serie di caratteristiche peculiari:

  • non è tossica per l’organismo ed attraversa il tratto gastro-intestinale senza essere assorbita;
  • le sue caratteristiche strutturali le consentono di esplicare alcune attività utili per l’organismo:
  • legare mediante scambio cationico i metalli pesanti eliminandoli;
  • assorbire tossine inattivandole; iii) salvaguardare l’organismo dai danni dei radicali liberi attraverso la sua capacità antiossidante;
  • è associabile ad altri composti in quanto non sono state rilevate interazioni con altri prodotti o farmaci. Infatti la sua utilizzazione come additivo alimentare, ha dimostrato i notevoli benefici
  • effetti sulla salute, in assenza di tossicità o di reazioni avverse anche in associazione con altre sostanze;
  • non necessita di particolari condizioni per la conservazione e la sua stabilità risulta estremamente lunga.

La ZCA (zeolite clinoptilolite attivata) è l’unica sostanza inorganica, caratterizzata da una notevole capacità di scambio totale (0.64 – 0.98 mol/Kg), in grado di cedere i cationi liberi ( Na+, K+, Ca2+, Mg2+) e legare al loro posto i metalli pesanti, ioni ammonio, radioisotopi o altri cationi (Cd2+, NH4 +, Fe2+, Pb2+, Cu2+, Cs+, Sr2+), per i quali manifesta una grande selettività. Il vantaggio della ZCA è costituito dalla insolubilità delle particelle che passano inalterate nell’intestino ed adsorbono i metalli espellendoli insieme alle feci, non interferendo con alcuna funzione fisiologica intestinale.

Questo meccanismo consente inoltre di spostare l’equilibrio esistente fra l’intestino ed il resto dell’organismo con conseguente richiamo nel lume intestinale dei metalli dal resto dell’organismo comportando quindi una disintossicazione sistemica. Una delle applicazioni della ZCA è stata infatti nel trattamento dei soggetti esposti alle radiazioni di Cernobil colpiti da stronzio e cesio radioattivi con risultati rilevanti.

Ecobiopharma, produttrice di Zeolite clinoptilolite attivata ha creato un portale dedicato al problema della radioattività in Giappone sul web www.ecobiopharma.com. Per la circostanza la Panaceo ha iniziato la produzione di zeolite doppiamente attivata che ha mostrato maggiori caratteristiche di protezione cellulare e sarà destinata agli invii in Giappone.

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Dalle ricerche effettuate risulta che il Ge-132 agisce nell’organismo umano a tre livelli: – come “attivatore” della risposta immunitaria normale – come “trasportatore” di molecole di O2 – come “accaparratore” e depuratore di radicali liberi.

C’è una precisa qualità che distingue le cose viventi da quelle non viventi.

Questa qualità, che può essere definita “forza vitale”, fluisce da organo ad organo nel nostro corpo integrandone le funzioni in un unico “vedere”, respirare, in una persona viva.
Lesistenza di una forza vitale è stata riconosciuta per secoli dalla medicina orientale e più recentemente in occidente attraverso il lavoro di coraggiosi pionieri come Nordenstrom e Becke.

La forza vitale è elettrica.

La forza vitale fluisce attraverso i nervi ma anche attraverso i vasi sanguigni e da cellula a cellula in ogni tessuto.
L’energia vitale mantiene l’ambiente elettronico che tutte le cellule vitali hanno bisogno di avere per funzionare in armonia. Inoltre, l’energia vitale è anche chimica. L’energia vitale procura l’energia chimica che guida le circa 100.000 reazioni chimiche che il metabolismo mette in opera.

L’ energia vitale è continuamente reintegrata di momento in momento dal processo di conversione elettrochimico.
Questo è il meccanismo attraverso il quale l’energia del cibo viene convertita in energia chimica della quale le cellule hanno bisogno per mantenersi vitali. E l’ossigeno che conduce questo processo di conversione elettrochimico.Germanio organico liquido: incrementa l'energia vitaleL’ energia vitale viene generata dall’energia contenuta negli elettroni delle molecole del cibo.

Enzimi e coenzimi catalitici lavorano in stretta collaborazione per estrarre l’energia dalle coppie di elettroni derivati dalle molecole del cibo. Quando c’è un dispendio della loro energia gli elettroni sono collocati in combinazione con ioni idrogeno ed ossigeno a formare acqua. Il processo è accelerato o rallentato in base alla quantità di ossigeno disponibile per quest’ultima tappa. Più ossigeno è disponibile più è veloce la conversione dell’energia del cibo in energia vitale.

Il Germanio incrementa l’azione dell’ossigeno nel generare la forza vitale attraverso meccanismi che ancora non si comprendono.
La connessione tra l’ossigenazione dei tessuti e la salute tissutale sembra completamente diretta poiché il rifornimento di ossigeno è generalmente il fattore limitante nei confronti del funzionamento e della sopravvivenza tissutale.

Attraverso la spinta sull’efficienza dell’ossigeno nel collocare gli elettroni spesi è probabile che il Ge-132 abbia un profondo effetto energizzante potendo virtualmente rifornire energicamente (di combustibile) tutte le funzioni vitali del corpo.

Dai dati risulta che il Ge-132 agisce nell’organismo umano a tre livelli:

  • come “attivatore” della risposta immunitaria normale; probabilmente questa è la funzione fondamentale del Ge-132 e può risultare molto utile in malattie come il cancro e l’AIDS.
  • come “trasportatore” di molecole di all’interno di tessuti e cellule, in alternativa alla funzione svolta dall’emoglobina.
  • come “accaparratore” e depuratore di radicali liberi i quali sembra abbiano una funzione fondamentale nei processi di invecchiamento e nelle malattie autoimmuni.

Il meccanismo della possibile azione antiproliferativa non è ancora conosciuto. Si è ipotizzato che l’attività antiproliferativa sia dovuta ad un potenziamento immunitario. Ci sono prove che il Ge-132 stimoli l’attività delle cellule natural killer (NK) e linfociti T citotossici, così come un incremento della produzione di interferone.

E’ stato dimostrato che il potenziamento della risposta immunitaria negli esseri umani si attua nei modi seguenti:

a) Aumento dei livelli di interferone gamma che svolge un ruolo di immunoregolazione
La cinetica dell’interferone gamma indotto dal Ge-132, presenta un picco intorno alle 24 ore dopo la sua somministrazione orale e mostra una curva direttamente proporzionale al dosaggio usato. Quanto detto può spiegare l’effetto sinergico sulla produzione dei macrofagi. E’ importante, inoltre, notare che l’interferone gamma indotto dal Ge-132 ha un’azione antivirale simile a quella normalmente prodotta dal corpo umano.

b) Attivazione delle cellule “Natural Killer”
Si ottiene una citotossicità superiore a quella delle NK normali, sia in prove in vitro che in vivo con animali da laboratorio. Ciò può spiegare l’attività antitumorale di questo composto nell’essere umano.

c) Potenziamento dell’attività e del numero dei macrofagi
Nelle prove in vivo si è dimostrata un’alta sopravvivenza di cavie (più del 50%) a cancro inoculato con cellule del tipo FM3 e con associazione di titoli alti di macrofagi attivati da Ge-132. Prove simili a quella esposta sono state realizzate con cellule cancerogene di polmone tipo Lewis, di adenocarcinoma tipo Walker, o anche con ceppi AH 66 e AH 44.
Tutte sono state statisticamente significative ed hanno dato risultati incoraggianti, sia nell’inibizione del tumore originale come anche delle sue metastasi.
Lattività antitumorale si completa con l’ossigenazione a livello tissutale della zona e l’allontanamento dei radicali liberi. E stato anche dimostrato che il Ge-132 incrementa la produzione di anticorpi del tipo lgG – IgM. Chiaramente, anche questa attivazione immunitaria è strettamente connessa con la risposta antitumorale.Germanio organico liquido: incrementa l'energia vitalePer quanto riguarda l’azione del Ge-132 sul controllo e miglioramento del dolore, probabilmente essa è connessa con l’ossigenazione tissutale e con la pulizia di radicali liberi.

Il Ge-132 viene assorbito nella prima parte del duodeno, anche se piccole quantità si diffondono nei tratti inferiori del tubo digerente.La somministrazione del composto prima o dopo i pasti non ha dato variazioni misurabili dell’assorbimento. La concentrazione ematica raggiunge il picco 2-3 ore dopo la somministrazione, per scendere della metà in un periodo di 4 ore.

La distribuzione del Ge-132 nell’organismo a 3 ore dalla somministrazione orale mostra una densità maggiore nella tiroide, dopo la 4a ora si presentano valori del composto nei reni e nella vescica. Dalle 6 alle 12 ore dalla somministrazione si trovano quantità di Ge-132 nel pancreas, nei reni, nella prostata e nei testicoli. Notiamo che ancora oggi si ignora perché questo composto abbia dei luoghi di ‘predilezione” a seconda del tempo di somministrazione. Dopo 12 ore dalla somministrazione non si trovano residui neppure in periodi di assunzione superiori ad un anno.

L’escrezione del Ge-132 inizia circa tre ore dopo la somministrazione e si realizza soprattutto per via renale, mentre il 15-18% si veritica attraverso le feci. Praticamente il 100% della quantità del composto viene eliminato nelle prime 24 ore successive alla somministrazione orale. Sebbene il Ge-132 puro non è stato ancora associato ad alcuna complicazione renale, ne dovrebbero evitare l’utilizzo bambini, donne incinte, mamme che allattano, persone con rischi di problemi renali oche assumono farmaci potenzialmente nefrotossici.

Non c’è una dose raccomandata; sono state usate dosi dai 10mg ogni 24 ore fino ai 100 mg per Kg di peso corporeo (in un uomo di 75 Kg = 7500mg al giorno). E’ certo che la risposta immunitaria aumenta in modo direttamente proporzionale alla dose. Di solito si utilizzano da 50 a 250 mg al giorno, indipendentemente dal peso del paziente a secondo della gravità della malattia (dosaggio medio 50mg di Ge-i 32). In ogni caso sembra non ci sia alcuna ragione per somministrarne più di 500mg ai giorno, visto che l’effetto prodotto arriva ad un livello stabile nella curva dose-risposta, anche somministrando successivamente il composto.

È molto probabile che il Ge-132 agisca cataliticamente in modo tale che piccole quantità possano avere effetti benefici. Il Ge-132 ha un effetto energizzante anche a dosaggi estremamente bassi.

Sebbene debbano essere fatti gli esperimenti definitivi, le evidenze suggeriscono che il Ge-132 agisce su funzioni vitali ad un livello fondamentale: quello della produzione dell’energia cellulare.

Per comprendere meglio come il Ge-132 possa intensificare questo processo è necessario considerare il ruolo centrale giocato dall’ossigeno. L’ossigeno è la sostanza più essenziale per la sopravvivenza umana. A lungo termine l’abilità individuale di ottenere ed inviare adeguate quantità di ossigeno alle cellule dei propri tessuti ed organi è il maggiore determinante nell’aspettativa di vita.

Il Ge-132 inoltre, in aggiunta alle sue proprietà catalitiche per l’ossigeno potrebbe avere ulteriori proprietà antiossidanti.Gli antiossidanti derivati dagli alimenti (particolarmente la vitamina C, il betacarotene, la vitamina E, il selenio, il manganese e lo zinco) rappresentano insieme i bulloni di un sistema altamente sofisticato ed adattabile di difesa nei confronti dello stress operato sul corpo.

I radicali liberi rubano elettroni dalle molecole biologiche: gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi donando loro elettroni. Gli agenti antiossidanti proteggono le cellule aiutando il processo di trasferimento di elettroni, antagonizzando le ben note conseguenze dello slittamento di singoli elettroni verso molecole d’ossigeno: questa dislocazione di singoli elettroni durante il trasferimento di coppie di elettroni può produrre radicali liberi di ossigeno che sono in grado di determinare considerevoli danni biologici e clinici.
In teoria per contrastare questi effetti tossici, il Ge-132 può migliorare l’efficienza del trasferimento di elettroni.

Altro argomento che suggerisce le sue proprietà catalitiche nei confronti dell’ossigeno è la proprietà di essere attivo nei confronti di malattie della circolazione periferica.

E’ un metallo raro ed è classificato nel gruppo degli oligoelementi biologicamente attivi. In natura lo possiamo trovare come ingrediente attivo nell’aglio, aloe, clorella, ginseng, crescione d’acqua, funghi, cipolle, orzo perlato, glicine e suma.

Verso la fine degli anni ’80 vennero scritti molti articoli su un metallo, il germanio , che sembrava potesse curare molte malattie. Gli si attribuirono molte proprietà fra le quali quelle di combattere il cancro, le immunodeficienze, le infezioni virali, l’artrite, l’ipertensione, le allergie, l’ipercolesterolemia, fino recentemente l’AIDS.

Un ingegnere e chimico giapponese, il dott. Kazuhiko Asai, fu il primo ad affermare che questo elemento potesse in qualche modo aiutare la nostra salute. Nel suo libro, “Miracle Cure: Organic germanium” descrisse gli esperimenti eseguiti utilizzando un composto organico del germanio, il Ge-132.

Prima di correre in erboristeria o farmacia a comperarne un flacone, bisogna sapere che nella sua forma naturale questa sostanza è tossica, così come nei suoi composti salini. Non si deve quindi cercare l’elemento puro, bensì un suo composto, il già menzionato G-132, inventato e sviluppato dal dott. Asai dopo aver testato ben 132 composti di questo elemento.

Una delle caratteristiche più importanti del germanio (GE-132) è la sua utilità per le persone sofferenti per l’artrite, la cui vita è tormentata dal dolore. In pratica riesce ad inibire un enzima naturale prodotto dall’organismo che a sua volta inibisce la produzione delle endorfine.

Le endorfine sono sostanze prodotte dal cervello che aumentano naturalmente la soglia del dolore. Alcuni di noi producono più endorfine di altri; coloro i quali producono meno endorfine sono più sensibili al dolore. Detto in altro modo, alcuni di noi producono più enzima che blocca l’utilizzazione delle proprie endorfine così da renderci più sensibili al dolore.

In test su esseri umani il germanio ha dimostrato che può innalzare nel sangue i livelli di interferone gamma (attivatore dei fagociti che possono distruggere microrganismi intracellulari e cellule tumorali), attivare i macrofagi e le cellule natural-killer, aumentare l’emoglobina e diminuire i leucociti (che aumentano in numerosi stati patologici), aumentare l’attività immunomodulatoria dei linfociti B oltre a evidenziare attività anitumorali e antivirali. Inoltre è risultato utile come coadiuvante nella chemioterapia.

L’attività immunomodulatoria del Ge132 è simile a quella del conosciuto interferone gamma. In pazienti con tumori maligni o artrite reumatoide ha regolato le funzioni dei linfociti T e B e incrementato la produzione di anticorpi oltre ad aver avuto una funzione normalizzatrice del sistema immunitario.Il germanio, una panacea per molti mali?La principale caratteristica del germanio è la sua abilità a regolarizzare molte funzioni fisiologiche e biochimiche dell’organismo. Per esempio può aiutare a diminuire la pressione sanguigna, a normalizzare i parametri ematici, incluso il PH, i livelli di potassio, calcio, cloruro, trigliceridi, bilirubina, acido urico ed emoglobina.

Il Ge132 può venire somministrato per via endovenosa oppure oralmente (sub-linguale). E’ considerato una delle sostanze più sicure dal punto di vista della tossicità anche ad alte dosi (10 g/giorno).

Siccome il Ge132 interviene in maniera importante sul metabolismo cellulare (come la tiroide) non sorprende quindi che possa essere stato d’aiuto nel miglioramento di molte patologie, come dimostrato in diversi studi eseguiti principalmente in Giappone.

Le seguenti malattie sono state trattate o hanno ricevuto miglioramento con il Ge132: cancro al seno, trattamento post-operatorio del cancro, cancro al polmone, alla prostata, alle ovaie, dermatiti, epatite B, virus di Epstein-Barr, angina pectoris, AIDS, ulcera, asma, cirrosi epatica, diabete, indolenzimento generale, influenza, candida albicans, ictus, herpes, ipo e ipertensione, ipertiroidismo, arteriosclerosi, costipazione, amiloidosi senile, impotenza, diarrea, reumatismi articolari.

A volte non troviamo efficace l’azione del Germanio, è molto facile che succeda, perché non ci siamo rivolti ad una persona esperta che sappia fare i calcoli di reazione e calcolare la quantità di Germanio necessario per quel tipo di Tumore, in base ai vari coefficienti quali peso, altezza ecc.

 

La zeolite è la carta assorbente per il nostro organismo, transita nell’intestino mette a disposizione del nostro corpo gli elementi che la compongono: la Silice, il magnesio, i silicoalluminati, il calcio ecc. tutti elementi che sono utili per esso. Il poro aperto o il catione della Clinoptilolite attira o assorbe tutti gli elementi tossici o negativi per il nostro organismo.

Gli studi sullo stress ossidativo indicano che un eccesso di radicali liberi può non solo provocare patologie, ma anche aggravarle; tra queste, il diabete, il cancro, le patologie cardiovascolari, quelle del tratto gastrointestinale e molte altre ancora. I fattori che provocano a formazione di radicali liberi sono molteplici e complessi: inquinamento, polveri sottili, sostanze inquinanti presenti nei cibi, alimentazione irregolare e squilibrata, fumo, stress,farmaci, malattie croniche etc.

La Zeolite clinoptilolite: lo spazzino dell’organismo

La zeolite rientra tra gli strumenti importanti per combattere e neutralizzare i radicali liberi.

Metalli pesanti: mercurio, piombo, cadmio sono tra i più conosciuti e pericolosi agenti tossici per l’organismo e per l’ambiente, presenti in quantità minime nelle polveri che respiriamo e nei cibi che ingeriamo. La zeolite attraverso la riduzione di questi metalli nel tratto gastro-intestinale può ridurne la presenza nell’intero organismo) detossicazione e/o evitarne l’assorbimento nei tessuti (prevenzione).

Ulteriori indicazioni dalla ricerca: la zeolite clinoptilolite attivata in abbinamento alle terapie standard hanno evidenziato la sua azione positiva sul sistema circolatorio, sulla pressione arteriosa, sul recupero dopo l’infarto o ancora sul sistema digestivo, sull’iperacidità gastrica e sulle ulcere duodenali. Secondo gli studi clinici la zeolite consentirebbe di migliorare l’efficacia delle terapie standard e di ridurre il periodo di recupero.

A chi può essere utile:

SPORTIVI
Le zeoliti clinoptiloliti attivate, anche in sinergia con altri principi attivi, vengono usate per ridurre l’acidosi lattica e aumentare la resistenza ed il recupero.

MANAGER DI OGNI ETA’ E SESSO, LAVORATORI, IMPRENDITORI, STUDENTI
Le zeoliti aiutano ad aumentare la concentrazione attraverso la riduzione di ioni ammonio nel corpo) ed a ridurre stress ossidativo e stanchezza.

ANZIANI, CONVALESCENTI E PERSONE SOTTOPOSTE A STRESS
Le zeoliti possono favorire la riduzione di stress e stanchezza aiutando a superare affaticamento e debolezza con risorse proprie e naturali.

CHI HA ELEVATO STRESS OSSIDATIVO
La riduzione dello stress ossidativo provocata dall’assunzione di zeolite clinoptilolite aiuta a ridurre l’insorgenza di molte patologie prevenzione) e migliora la qualità della vita (migliore funzionamento degli organi).

CONCLUSIONI
La Zeolite clinoptilolotite rappresenta quindi una nuova frontiera nella lotta ai radicali liberi presenti in molte patologie, nel contrastare la tossicità dei metalli pesanti allontanandoli dall’organismo, nell’adirare i trattamenti terapeutici e nel trattamento di alcune patologie dermatologiche, con importanti vantaggi rispetto alle sostanze naturali o di sintesi: non è tossica per l’organismo ed attraversa il tratto gastro-intestinale senza essere assorbita.

Le sue caratteristiche strutturali le consentono di esplicare alcune attività utili per l’organismo:
– ridurre l’ammoniaca nell’organismo
– legare, mediante scambio oationico, i metalli pesanti eliminandoli;
– adsorbire tossine inattivandole;
-salvaguardare l’organismo dai danni dei radicali liberi attraverso la sua capacità antiossidante.

La zeolite e un preziosissimo minerale vulcanico, proprio perché possiede numerosissime proprietà eccezionali: Solleva il sistema immunitario – Equilibra il pH nel corpo – Riduce radicali liberi – Neutralizza e/o elimina le sostanze nocive Migliora l’assimilazione di ossigeno nei muscoli e nei tessuti – Stimola la rigenerazione cutanea,tratta anche le ferite leggere, piaghe con essudato, arrossamenti della pelle, acne e psoriasi – Potenzia i principi attivi delle sostanze additive (magnesio, calcio, eco.) – Dona più vitalità e benessere

Ha un’azione coadiuvante in numerose patologie, comprese quelle tumorali – Ha la capacità di ridurre gli effetti secondari della chemioterapia e della radioterapia. come coadiuvante nella terapia anticancro.

 

La silice organica (monomethylsilanetriol) agisce in primo luogo sui processi infiammatori è un antidolorifico e la sua efficacia è percepibile dopo qualche minuto. Per questo motivo nei Caraibi è stata chiamata “pain killer”.

Il Silicio Organico (S.O.) è un elemento strutturale del tessuto connettivo ed entra nella costituzione delle principali macromolecole quali elastina, collagene, proteoglicani e glicoproteine, promuovendo la loro rigenerazione.

Ha azione di regolazione del metabolismo e della divisione cellulare. Induce il controllo e la proliferazione dei fibroblasti (le cellule che producono il collagene) a livello del tessuto connettivo. Ha funzione di biocatalizzatore, intervenendo in diversi processi enzimatici.

Funge da protettore metabolico, agendo a vari livelli: si oppone alla per ossidazione lipidica responsabile della liberazione dei radicali liberi e contrasta la reticolazione e la glicosilazione non enzimatica delle proteine costituenti il tessuto connettivo, che ne provocano rigidità e sclerosi.
Regola e stimola le mitosi dei fibroblasti e per questa proprietà riveste un ruolo di fondamentale importanza nel processo di rigenerazione delle cellule dermiche ed epidermiche.

E’ un co-fattore della sintesi dell’elastina.
Favorisce la cicatrizzazione delle ulcere.
Il processo di cheratinizzazione è correlato alla presenza del S.O.

Possiede una spiccata azione lipolitica, legata alla stimolazione dell’AMPc. Questa proprietà è legata all’attivazione promossa dal S.O. della formazione di adenil-ciclasi a livello adipocitario. La induzione della lipolisi indotta dal S.O. è circa 7 volte superiore a quella provocata dalle metil-xantine e non presenta alcun effetto collaterale.
Il S.O. è contenuto in elevatissima percentuale nel mesenchima embrionario e diminuisce con il passare del tempo. Nel giovane la cute contiene una grande quantità di Silicio Organico che progressivamente decresce con l’età.

A questa diminuzione sono correlati i segni visibili dell’invecchiamento cutaneo. Nella cute sono presenti fibroblasti e matrice extracellulare,costituita da collagene,elastina,acido ialuronico e GAG (GlicosAminoGlicani). La sintesi del collagene è dipendente dal S.O.,in particolare per quanto riguarda il processo di idrossilazione della prolina in OH-prolina ( idrossi-prolina ).

Il silicio è infatti un fattore limitante essenziale dell’attività dell’enzima prolil-idrossilasi. Anche la sintesi di elastina è in stretta dipendenza del contenuto in silicio. L’idratazione e l’elasticità della cute sono dovute anche esse al contenuto in GAG e macromolecole che dipendono in larga misura dal silicio.

Il contenuto in silicio è quindi strettamente correlato con le ottimali condizioni della cute, quali il tasso di idratazione, l’elasticità, l’assenza di rughe e di linee di espressione, la capacità di cicatrizzazione e di rigenerazione.Silicio Organico: proprietàLa cute invecchiata presenta:
• diminuzione di spessore (in media del 6% ogni decade)
• lassità
• diminuzione del contenuto di acqua (disidratazione)
• disomogenea distribuzione del pigmento melaninico
• dilatazione dei vasi capillari e loro aumentata fragilità
• solchi, rughe e linee di espressione
• Istologicamente si rileva:
• atrofia (di diversi gradi) per perdita di cellule e di sostanza intercellulare
• accumulo di fibre elastiche con caratteristiche anomale (irrigidite,sfibrate ed ispessite)
• importante diminuzione della quantità di collagene
• aumento della massa amorfa (GAG)

Il Silicio (sotto formasalicilato di mono-metil-tri-silanolo [CH3-Si(OH)3]) in medicina estetica:
• Permette la rigenerazione della cute alterata, agendo sulla stereo-struttura dei componenti fondamentali.
• Induce un significativo miglioramento delle depressioni cutanee (rughe e linee peri-oculari e peri-labiali).
• Ritarda e contrasta l’invecchiamento come fenomeno globale, sia inducendo limitazione della degenerazione e sclerosi connettivale e attivazione del microcircolo,sia opponendosi alla formazione dei radicali liberi.
• Esplica una azione di miglioramento sulle smagliature (specialmente se di recente comparsa) e sulle cicatrici.
• Possiede spiccata proprietà lipolitica.Questa prerogativa, unita all’attività di rigenerazione connettivale e di rallentamento
• della degradazione delle fibre collagene poste fra gli adipociti, lo rende estremamente efficace nelle situazioni in cui coesiste
• una componente di lassità e di sclerosi tessutale associata alla PEFS.

Benefici della Silice Organica:

• La silice organica rinnova i tessuti di sostegno dell’organismo e favorisce la mineralizzazione ossea è un potente e rapido antidolorifico e antinfiammatorie nel processo d’artrosi, d’artrite e nei postumi da trauma.
• Produce effetti positivi rigeneranti nei problemi d’invecchiamento della pelle e attiva la cicatrizzazione.
• Combatte l’invecchiamento cellulare, i suoi benefici effetti antisclerosi possono manifestarsi per la sua azione di fissazione nei tessuti al posto del Calcio.
• Mantiene flessibili (elastiche) le pareti del sistema vascolare.
• Attiva il metabolismo in generale e rinforza le difese dell’organismo.
• Particolarmente Malattie cardio-vascolare e epatico, cisti, asma, bronchite, cancro, ecc…
• Non possiede effetti collaterali e controindicazioni di nessun genere, anche se abbinato ad altri farmaci o trattamenti, anche dopo molti anni di utilizzo.
• Ristruttura le fibre di Elastina e di Collagene.
• La silice organica aiuta a rimineralizzare il metabolismo generale dell’organismo ristrutturando le ossa e la cartilagine.
• E’ un Potente anti- infiammatorio e anti- dolorifico
• La silice organica Protegge e rinforza disintossicando il metabolismo cellulare, agendo sull’organismo interno, riequilibrando gli organi e il loro funzionamento dalle loro carenze.
• Accelera la cicatrizzazione .
• La silice organica Aiuta a Ristorare e rinforzare il sistema immunitario e ha un’azione preponderante nel bilanciamento endocrino.

La Silice organica può’ essere molto utile per risolvere problemi di:
Acne, acufeni, neurodistrofie, allergie diverse, alzheimer, artriti, artrosi, asma, arteriosclerosi, ustioni, cancro, difficoltà di cicatrizzazione, cefalea cronica, colesterolo, cirrosi, difficoltà di concentrazione intellettuale, contusione, geloni, morbo di Crohn, difficoltà di crescita dei bambini, decalcificazione ossea, depressione, alterazioni endocrine, diabete, malattia di Dupuytren, eczema, lussazioni, affaticamento sportivo, piaghe da decubito, stanchezza generale o cronica, fibromi, fratture, edemi, emorroidi, epatiti, herpes, aids, insonnia, intossicazione da metalli pesanti, memoria, menopausa (disturbi), miopatie, nervosismo, osteoporosi, morbo di Parkinson, fragilità delle unghie e dei capelli, punture di insetti, irritazioni dovute a piante diverse, colonizzazione di funghi quali candida – candidosi, infiammazioni alle gengive, problemi cardiovascolari, circolatori, digestivi ed intestinali, muscolari, prostatiti, oculari, cataratta, glaucoma, ipertensioni, invecchiamento, allergie, problemi respiratori, psoriasi, piorrea, reumatismi, reumatismi deformanti, sclerodermia, sclerosi multiple, sinusiti, tendinite, tensione nervosa, tiroiditi, malattia d’Haschimoto, disturbi digestivi, ulcere, varici, invecchiamento cutaneo, vertigini, zona, ecc…Silicio Organico: proprietàUna scoperta straordinaria: la nascita del Silicium G5

Come molte altre scoperte rivoluzionarie, anche quella delle incredibili proprietà terapeutiche del Silicio avvenne per caso: Loïc Le Ribault stava infatti effettuando delle ricerche in ambito geologico e fu proprio durante uno dei suoi esperimenti che fece una scoperta ancora più sensazionale, sperimentando su se stesso le straordinarie virtù terapeutiche del silicio organico.

Egli soffriva infatti di psoriasi alle mani ormai da anni (una malattia infiammatoria cronica della pelle, caratterizzata dalla presenza di chiazze rosse in varie parti del corpo che procurano prurito e dolore), ed era giunto a considerarla incurabile; un giorno, mentre stava lavorando alla sua ricerca, mescolò con la mano destra la soluzione ricca di silicio organico che stava studiando: con suo grande stupore, due giorni dopo si accorse che la mano era completamente guarita! Estremamente colpito da questo fatto, cominciò a dedicarsi allo studio delle proprietà terapeutiche del silicio organico, confrontandosi con colleghi e ottenendo riscontri estremamente significativi dai pazienti ai quali proponeva il trattamento col Silicio Organico G5 per risolvere le loro patologie.

E’ evidente che la silice organica è indispensabile al nostro organismo per affrontare numerose patologie, peccato che si tratta di un rimedio naturale poco conosciuto e ignorato dalla medicina ufficiale.

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Il Germanio, scoperto nel 1886 dal chimico tedesco Clemens Wimbler è un metalloide con numero atomico 32 e simbolo Ge. Sebbene sia un elemento raro è presente nella crosta terrestre, in certi minerali, nei tessuti animali e vegetali; tuttavia si estrae principalmente dai minerali. Il ruolo biologico di questo elemento è ancora poco conosciuto ed il fabbisogno giornaliero si stima tra 0,4 e 1,5 mg. Cibi come grano, vegetali, crusca e legumi sono una ricca fonte di germanio, mentre ne sono poveri i cibi animali.

La forma nutrizionale di Germanio più conosciuta è il Ge-132 il cui nome tecnico è Bis-Beta Carboxietil Germanio o Germanio Sesquiossido. Il Ge-132 è stato sintetizzato nel 1967 dal Dr. Asai e benché successivamente siano stati fatti tentativi di preparare altri composti organici, il sesquiossido resta attualmente il più utilizzato e sperimentato. Il Germanio nella forma organica di sesquiossido (GeCH2CH2COOH)2O3 è arricchito da carbonio, idrogeno e ossigeno. La forma cristallina del composto consiste in una struttura reticolare formata da un ponte –Ge–O–Ge in cui 3 atomi di Ossigeno sono attaccati a 1 atomo di Germanio.

Il Germanio sesquiossido si presenta in forma di polvere bianca, parzialmente solubile in acqua. Negli ultimi anni si è diffuso rapidamente nella ricerca ed applicazione dei trattamenti medici, come energizzante e protettivo per la salute, come tonificante e regolatore.

Nei paragrafi seguenti si esporrà la farmacocinetica del Ge-132 riferendosi al composto liquido per via orale. Questa è infatti la forma di somministrazione più utilizzata, per i suoi ovvi vantaggi e non perché altre forme siano state considerate pericolose o non siano state provate.

Azione
Il Ge–132 può avere attività antiproliferativa e antiossidante. Le ricerche effettuate in questo senso, così come l’esperienza clinica avuta in Giappone, Europa, Cina e Stati Uniti hanno dato risultati incoraggianti nel miglioramento e nella cura di diverse malattie, come l’artrite reumatoide, le allergie alimentari, l’ipercolesterolemia, la candida, le infezioni virali.

Dai dati risulta che il Ge-132 agisce nell’organismo umano a tre livelli:

  • come “attivatore” della risposta immunitaria normale; probabilmente questa è la funzione fondamentale del Ge-132 e potrebbe risultare molto utile in malattie come il cancro e l’AIDS.
  • come “trasportatore” di molecole di O2 all’interno di tessuti e cellule, in alternativa alla funzione svolta dall’emoglobina.
  • come “accaparratore” e depuratore di radicali liberi i quali sembra abbiano una funzione fondamentale nei processi di invecchiamento e nelle malattie autoimmuni.

MECCANISMO D’AZIONE
Il meccanismo della possibile azione antiproliferativa non è ancora conosciuto. Si è ipotizzato che l’attività antiproliferativa sia dovuta ad un potenziamento immunitario. Ci sono prove che il Ge-132 stimoli l’attività delle cellule natural killer (NK) e linfociti T citotossici, così come un incremento della produzione di interferone. È stato dimostrato che il potenziamento della risposta immunitaria negli esseri umani si attua nei modi seguenti:

a) Aumento dei livelli di interferone gamma che svolge un ruolo di immunoregolazione. La cinetica dell’interferone gamma indotto dal Ge-132, presenta un picco intorno alle 24 ore dopo la sua somministrazione orale e mostra una curva direttamente proporzionale al dosaggio usato. Quanto detto può spiegare l’effetto sinergico sulla produzione dei macrofagi. È importante, inoltre, notare che l’interferone gamma indotto dal Ge-132 ha un’azione antivirale simile a quella normalmente prodotta dal corpo umano.

b) Attivazione delle cellule “Natural Killer”. Si ottiene una citotossicità superiore a quella delle NK normali, sia in prove in vitro che in vivo con animali da laboratorio. Ciò può spiegare l’attività antitumorale di questo composto nell’essere umano.

c) Potenziamento dell’attività e del numero dei macrofagi
Nelle prove in vivo si è dimostrata un’alta sopravvivenza di cavie (più del 50%) a cancro inoculato con cellule del tipo FM3 e con associazione di titoli alti di macrofagi attivati da Ge-132.
Prove simili a quella esposta sono state realizzate con cellule cancerogene di polmone tipo Lewis, di adenocarcinoma tipo Walker, o anche con ceppi AH 66 e AH 44. Tutte sono state statisticamente significative ed hanno dato risultati incoraggianti, sia nell’inibizione del tumore originale come anche delle sue metastasi. L’attività antitumorale si completa con l’ossigenazione a livello tissutale della zona e l’allontanamento dei radicali liberi.

È stato anche dimostrato che il Ge-132 incrementa la produzione di anticorpi del tipo IgG – IgM. Chiaramente, anche questa attivazione immunitaria è strettamente connessa con la risposta antitumorale. Per quanto riguarda l’azione del Ge-132 sul controllo e miglioramento del dolore, probabilmente essa è connessa con l’ossigenazione tissutale e con la pulizia di radicali liberi.

Assorbimento

Il Ge-132 viene assorbito nella prima parte del duodeno, anche se piccole quantità si diffondono nei tratti inferiori del tubo digerente. La somministrazione del composto prima o dopo i pasti non ha dato variazioni misurabili dell’assorbimento. La concentrazione ematica raggiunge il picco 2-3 ore dopo la somministrazione, per scendere della metà in un periodo di 4 ore.

Distribuzione
La distribuzione del Ge-132 nell’organismo a 3 ore dalla somministrazione orale mostra una densità maggiore nella tiroide, dopo la 4° ora si presentano valori del composto nei reni e nella vescica.
Dalle 6 alle 12 ore dalla somministrazione si trovano quantità di Ge-132 nel pancreas, nei reni, nella prostata e nei testicoli. Notiamo che ancora oggi si ignora perché questo composto abbia dei luoghi di “predilezione” a seconda del tempo di somministrazione.
Dopo 12 ore dalla somministrazione non si trovano residui neppure in periodi di assunzione superiori ad un anno.

Escrezione
L’escrezione del Ge-132 inizia circa tre ore dopo la somministrazione e si realizza soprattutto per via renale, mentre il 15-18% si verifica attraverso le feci. Praticamente il 100% della quantità del composto viene eliminato nelle prime 24 ore successive alla somministrazione orale.

Precauzioni
Sebbene il Ge-132 puro non è stato ancora associato ad alcuna complicazione renale, ne dovrebbero evitare l’utilizzo bambini, donne incinte, mamme che allattano, persone con rischi di problemi renali o che assumono farmaci potenzialmente nefrotossici.

Effetti secondari e tossicità
Alcune reazioni potrebbero includere nausea, diarrea ed eruzioni cutanee. Sono state utilizzate dosi molto elevate e per periodi prolungati, in esseri umani ed animali di laboratorio, ma senza riscontrare alcun cambiamento misurabile che potesse dare indizi di tossicità. Negli esseri umani, dopo somministrazioni a partire da 75 mg/Kg peso corporeo, sono stati studiati i seguenti parametri: emocromo completo, elettroforesi proteica, enzimi epatici, sodiemia, potassiemia, calcemia, fosforemia. Non si sono osservati cambiamenti della pressione arteriosa, dell’ECG e del pH plasmatico.
Sono state realizzate anche prove a largo raggio con animali da laboratorio per cercare eventuali teratogeni, ma senza mai trovare parametri fuori norma.
Interazioni Non ci sono interazioni conosciute con il Ge-132.

Dosaggio
Non c’è una dose raccomandata; sono state usate dosi dai 10 mg ogni 24 ore fino ai 100 mg per Kg di peso corporeo (in un uomo di 75 Kg = 7500 mg al giorno).
È certo che la risposta immunitaria aumenta in modo direttamente proporzionale alla dose. Di solito si utilizzano da 50 a 250 mg al giorno, indipendentemente dal peso del paziente a secondo della gravità della malattia (dosaggio medio 50 mg di Ge-132).
In ogni caso sembra non ci sia alcuna ragione per somministrarne più di 500 mg al giorno, visto che l’effetto prodotto arriva ad un livello stabile nella curva dose-risposta, anche somministrando successivamente il composto.

AIDE: il germanio liquido che incrementa la “FORZA VITALE ”

Germanio e forza vitale

C’è una precisa qualità che distingue le cose viventi da quelle non viventi. Questa qualità, che può essere definita “forza vitale”, fluisce da organo ad organo nel nostro corpo integrandone le funzioni in un unico “vedere”, respirare, in una persona viva.

L’esistenza di una forza vitale è stata riconosciuta per secoli dalla medicina orientale e più recentemente in occidente attraverso il lavoro di coraggiosi pionieri come Nordenstrom e Becke. La forza vitale è elettrica. La forza vitale fluisce attraverso i nervi ma anche attraverso i vasi sanguigni e da cellula a cellula in ogni tessuto. L’energia vitale mantiene l’ambiente elettronico che tutte le cellule vitali hanno bisogno di avere per funzionare in armonia.
Inoltre, l’energia vitale è anche chimica. L’energia vitale procura l’energia chimica che guida le circa 100.000 reazioni chimiche che il metabolismo mette in opera.

L’energia vitale è continuamente reintegrata di momento in momento dal processo di conversione elettrochimico.
Questo è il meccanismo attraverso il quale l’energia del cibo viene convertita in energia chimica della quale le cellule hanno bisogno per mantenersi vitali. È l’ossigeno che conduce questo processo di conversione elettrochimico.

L’energia vitale viene generata dall’energia contenuta negli elettroni delle molecole del cibo.
Enzimi e coenzimi catalitici lavorano in stretta collaborazione per estrarre l’energia dalle coppie di elettroni derivati dalle molecole del cibo. Quando c’è un dispendio della loro energia gli elettroni sono collocati in combinazione con ioni idrogeno ed ossigeno a formare acqua.
Il processo è accelerato o rallentato in base alla quantità di ossigeno disponibile per quest’ultima tappa. Più ossigeno è disponibile più è veloce la conversione dell’energia del cibo in energia vitale.

AIDE incrementa l’azione dell’ossigeno nel generare la forza vitale attraverso meccanismi che ancora non si comprendono. La connessione tra l’ossigenazione dei tessuti e la salute tissutale sembra completamente diretta poiché il rifornimento di ossigeno è generalmente il fattore limitante nei confronti del funzionamento e della sopravvivenza tissutale.
Attraverso la spinta sull’efficienza dell’ossigeno nel collocare gli elettroni spesi è probabile che il Ge-132 abbia un profondo effetto energizzante potendo virtualmente rifornire energicamente (di combustibile) tutte le funzioni vitali del corpo.

Regolatore, sintonizzatore di energia e catalizzatore di ossigeno
È molto probabile che il Ge-132 agisca cataliticamente in modo tale che piccole quantità possano avere effetti benefici. Il Ge-132 ha un effetto energizzante anche a dosaggi estremamente bassi. Sebbene debbano essere fatti gli esperimenti definitivi, le evidenze suggeriscono che il Ge-132 agisce su funzioni vitali ad un livello fondamentale: quello della produzione dell’energia cellulare.

Per comprendere meglio come il Ge-132 possa intensificare questo processo è necessario considerare il ruolo centrale giocato dall’ossigeno.
L’ossigeno è la sostanza più essenziale per la sopravvivenza umana. A lungo termine l’abilità individuale di ottenere ed inviare adeguate quantità di ossigeno alle cellule dei propri tessuti ed organi è il maggiore determinante nell’aspettativa di vita.

Il Ge-132 inoltre, in aggiunta alle sue proprietà catalitiche per l’ossigeno potrebbe avere ulteriori proprietà antiossidanti.
Altro argomento che suggerisce le sue proprietà catalitiche nei confronti dell’ossigeno è la proprietà di essere attivo nei confronti di malattie della circolazione periferica.

GERMANIO ORGANICO LIQUIDO – Ge-132
Alcuni pazienti del Dr. Asai riferiscono che i loro arti cominciarono a recuperare un normale colore roseo dopo l’assunzione del Ge-132, in aggiunta alla sensazione di calore comunemente riferita.

Possibile protezione verso l’ipossia
In un loro autorevole lavoro “Le basi patologiche della malattia”, un libro di testo utilizzato dalla maggior parte delle scuole di medicina in USA, Robbins e Cotran affermano che l’ipossia è probabilmente la più comune causa di lesione cellulare e potrebbe anche essere il meccanismo finale di danno inizialmente prodotto da una varietà di agenti fisici, biologici e chimici. L’incremento dell’efficienza nell’utilizzazione dell’ossigeno, prodotto dal Ge-132, potrebbe offrire alle cellule danneggiate o “affamate” di ossigeno la possibilità di ristabilire la loro attività omeostatica. La chiave principale della produzione di energia per via aerobica (che richiede ossigeno) sta nel fatto che essa si accoppia ad elettroni ad alta energia (ottenuta dalla rottura di legami di carbonio-idrogeno).

È un antiossidante. In aggiunta alle sue proprietà catalitiche per l’ossigeno, il Germanio Ge-132 potrebbe avere anche proprietà antiossidanti.

Gli antiossidanti derivati dagli alimenti (particolarmente la vitamina C, il betacarotene, la vitamina E, il selenio, il manganese e lo zinco) rappresentano insieme i bulloni di un sistema altamente sofisticato ed adattabile di difesa nei confronti dello stress operato sul corpo. I radicali liberi rubano elettroni dalle molecole biologiche: gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi donando loro elettroni.

Gli agenti antiossidanti proteggono le cellule aiutando il processo di trasferimento di elettroni, antagonizzando le ben note conseguenze dello slittamento di singoli elettroni verso molecole d’ossigeno: questa dislocazione di singoli elettroni durante il trasferimento di coppie di elettroni può produrre radicali liberi di ossigeno che sono in grado di determinare considerevoli danni biologici e clinici. In teoria per contrastare questi effetti tossici, il Ge-132 può migliorare l’efficienza del trasferimento di elettroni.

Il prodotto AIDE è puro, sicuro e non ha effetti tossici.  Si assume di norma 1 stick al giorno al mattino appena svegli. Per un’azione d’urto 2 sticks bevuti al mattino appena svegli.

Indicazioni
Le molteplici virtù del germanio organico liquido, lo rendono utile per svariate applicazioni.

Di seguito, si segnalano solo alcuni dei casi in cui si è dimostrata l’utilità del Ge-132, con i dosaggi raccomandati.

  • Acufeni – Vertigini: 2 Sticks/die primi 15 gg. 1Stick/die per mese succ. Essenziale per migliorare l’ossigenazione cerebrale.
  • Alimentazione sportiva: 1Stick/die. Utile per migliorare la resistenza e apportare O2 cellulare.
  • Arteriosclerosi – Demenza senile – Sindrome di Alzheimer: 2 Sticks/die. Importante per diminuire i livelli di colesterolo, aumentare l’ossigenazione dei tessuti e delle cellule cerebrali.
  • Herpes zooster – Immunodeficienza – Infezioni virali – Infiammazioni: 4 Sticks/die. Utile per migliorare il sistema immunitario e attivare l’interferone.