Una selezione di integratori aminoacidi naturali formulati per supportare energia, recupero muscolare e benessere quotidiano. Prodotti scelti per accompagnare uno stile di vita attivo ed equilibrato.

Rinnovare la vitalità cellulare con i mattoni essenziali: come 9 aminoacidi “non negoziabili” possono contrastare l’invecchiamento, sostenere muscoli, ossa e metabolismo — e perché la scienza moderna conferma la loro importanza.

Quando si parla di rallentare il tempo biologico, rigenerare tessuti e mantenere forza, spesso pensiamo a ormoni, antiossidanti, vitamine o cellule staminali. Ma c’è un alleato più “pragmatico” e basilare: gli aminoacidi essenziali (AAE). Questi piccoli mattoni proteici, che il corpo non può produrre da sé, giocano un ruolo fondamentale nei meccanismi di riparazione, nel funzionamento mitocondriale, nella risposta immunitaria e anche nella salute ossea.

“Senza i mattoni essenziali non costruisci la casa”

Negli organismi multicellulari, le proteine sono le strutture fondamentali: muscoli, pelle, ossa, recettori, enzimi, neurotrasmettitori. Ma per costruirle servono aminoacidi. Di questi, 9 sono essenziali: fenilalanina, isoleucina, leucina, valina, istidina, lisina, metionina, treonina e triptofano. Il nostro corpo non può sintetizzarli, quindi dobbiamo introdurli con l’alimentazione o, quando necessario, con integrazione.

Questi componenti non sono “intercambiabili” — non serve “qualunque aminoacido”, ma proprio quelli essenziali per avviare la sintesi proteica.

Ruoli biologici e benefici sistemici

Capire il vero potenziale degli aminoacidi essenziali significa andare oltre la loro immagine di “semplici costituenti delle proteine”. In realtà, questi nove composti sono molecole regolatrici che orchestrano una serie di processi fondamentali per la vita: dal metabolismo energetico alla sintesi proteica, dalla funzione immunitaria fino alla salute cerebrale e cardiovascolare.

Ogni cellula del nostro corpo — muscolare, nervosa o immunitaria — dipende da un flusso costante di aminoacidi per mantenere le proprie funzioni.
Quando questo equilibrio si altera, come accade con l’avanzare dell’età, dopo malattie croniche o in condizioni di stress prolungato, l’organismo entra in uno stato di catabolismo, perdendo massa muscolare, forza e capacità di rigenerarsi.

È qui che entra in gioco l’integrazione mirata di aminoacidi essenziali: un approccio che non sostituisce l’alimentazione, ma la ottimizza, restituendo alle cellule le risorse per lavorare al meglio.
Le evidenze scientifiche mostrano che gli AAE non solo sostengono la costruzione dei tessuti, ma influenzano direttamente il metabolismo mitocondriale, l’efficienza immunitaria, la sensibilità insulinica e persino le funzioni cognitive.

In altre parole, potenziare l’apporto di aminoacidi essenziali significa agire simultaneamente su più fronti della salute, dal muscolo al cervello, dal cuore al sistema immunitario. Vediamo allora in che modo questi composti agiscono e quali benefici sistemici sono stati documentati dalla ricerca.

Aminoacidi essenziali: il motore della saluteStimolo alla sintesi proteica e massa muscolare

Nei giovani e negli anziani, l’introduzione di aminoacidi essenziali stimola la muscle protein synthesis (MPS), ossia la produzione di nuove proteine nei muscoli (PMC). Questo effetto è spesso mediato dalla leucina, che attiva la via mTOR, principe dell’anabolismo proteico (PMC).

Nei muscoli anziani, però, si osserva un fenomeno di “resistenza anabolica”: serve una quantità maggiore di aminoacidi per ottenere lo stesso effetto in un soggetto giovane (BioMed Central). Tuttavia, studi suggeriscono che è ancora possibile superare questo limite ottimizzando dose, composizione (maggiore quota di leucina) e frequenza dell’assunzione (PMC).

Funzione mitocondriale & metabolismo energetico

Una delle tesi più affascinanti è che gli AAE possano aumentare numero e funzionalità dei mitocondri, migliorando l’efficienza energetica della cellula. Se il “motore” cellulare gira meglio, l’intero metabolismo — incluso quello muscolare, immunitario e nervoso — ne guadagna. Questa idea viene accreditata in parte da studi che associano aminoacidi, segnalazione nutrient-sensing e vie mitocondriali (es. mTOR, sensori aminoacidici) nel processo di invecchiamento (PubMed).Va detto, però, che l’evidenza diretta è ancora in espansione: restano da chiarire dose, tempi e tessuti target.

Supporto immunitario, glucosio, guarigione, funzione cognitiva

Oltre ai muscoli, gli AAE intervengono su:

  • Sistema immunitario (produzione di anticorpi, risposta a infezioni)
  • Regolazione glicemica e sensibilità insulinica
  • Riparazione dei tessuti e delle ferite
  • Funzioni cerebrali e neurotrasmettitori (ad esempio triptofano → serotonina; fenilalanina → dopamina)

Questi benefici derivano dal fatto che gli aminoacidi essenziali sono materia prima per enzimi, neurotrasmettitori, molecole segnale e vie antiossidanti.

I 9 aminoacidi essenziali: funzioni chiave

AminoacidoFunzione primaria / peculiare
FenilalaninaPrecursore di tirosina, dopamina, norepinefrina, influenzando l’umore e le funzioni cerebrali
IsoleucinaCatena ramificata; reclutata nei muscoli come fonte energetica e per sintesi proteica
LeucinaAttivatore mTOR; essenziale per stimolare la sintesi proteica
ValinaContribuisce alla crescita, rigenerazione muscolare e bilancio energetico
IstidinaPrecursore di istamina (ruolo immunitario, digestivo, ciclo sonno-veglia)
LisinaCoinvolta anche nella produzione di ormoni, nell’assorbimento del calcio e nella sintesi proteica
MetioninaDonatore di gruppi metile, coinvolta in disintossicazione e omeostasi redox
TreoninaComponente di proteine strutturali come collagene, elastina, mucine
TriptofanoPrecursore della serotonina, regolatore del sonno, dell’appetito e dell’umore

Evidenze cliniche: cosa dice la scienza

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha confermato con crescente solidità ciò che la pratica clinica e l’esperienza nutrizionale suggerivano da tempo: gli aminoacidi essenziali non sono soltanto nutrienti, ma veri e propri modulatori fisiologici.

Numerosi studi — condotti su popolazioni anziane, pazienti con fragilità muscolare o soggetti con malattie croniche — hanno mostrato che una corretta integrazione di AAE può migliorare parametri chiave come forza, massa magra, resistenza fisica e metabolismo energetico.

Le evidenze più convincenti arrivano da trial controllati e pubblicazioni su riviste internazionali di gerontologia e fisiologia, che hanno confrontato l’efficacia degli AAE con quella delle comuni proteine alimentari (come il siero del latte). I risultati sono sorprendenti: le miscele di aminoacidi essenziali agiscono più rapidamente e con maggiore efficacia nel contrastare la perdita muscolare e nel migliorare la performance fisica, specie negli anziani.

Vediamo nel dettaglio che cosa emerge dagli studi più rilevanti.

Studi su anziani e sarcopenia

  • In alcuni studi controllati, l’integrazione giornaliera con AAE ha portato a aumento della massa magra, miglioramento della forza e della performance motoria (handgrip, camminata) in soggetti anziani. (PMC).
  • Un protocollo con “snack” da 8 g di AAE, assunto due volte al giorno, ha mostrato benefici a lungo termine su massa e performance (jocmr.org).
  • In una review, si conclude che anziani con fragilità o sarcopenia possono beneficiare maggiormente da un’integrazione combinata di esercizio resistivo + AAE rispetto a soggetti in salute (Cambridge University). 
  • In letteratura emerge che è più efficace associare esercizio fisico (resistenza) all’integrazione proteica/aminoacidica per ottenere guadagni significativi (MDPI).

Il “fabbisogno nascosto”

Uno studio con la tecnica IAAO (indicatori di ossidazione degli aminoacidi) suggerisce che le stime tradizionali del fabbisogno proteico potrebbero essere sottostimate del 30–50%. Ciò porta a raccomandare 1,5–2,2 g di proteine di alta qualità per kg di peso corporeo al giorno, per molti adulti e anziani (contro i livelli usuali più bassi). In questo contesto, l’integrazione di AAE assume un ruolo strategico: si può “integrare qualità senza stravolgere la dieta”.

Anche l’Accademia Nazionale delle Scienze (NAS), attraverso i suoi Acceptable Macronutrient Distribution Ranges (AMDR), conferma che le proteine dovrebbero rappresentare dal 10% al 35% dell’energia totale giornaliera, lasciando quindi spazio a un ampio margine di personalizzazione in base all’età, al livello di attività e allo stato di salute.

Aminoacidi essenziali: il motore della saluteApplicazioni pratiche

Gli studi più recenti hanno dimostrato che integrare la dieta quotidiana con una miscela di aminoacidi essenziali, in quantità equivalente a circa 30 grammi di proteine di alta qualità, due volte al giorno, può determinare un aumento significativo di:

  • massa magra corporea,
  • forza muscolare,
  • e prestazioni fisiche globali.

Tutto questo senza modificare l’alimentazione abituale o il livello di attività fisica.

In sintesi, da questi risultati emerge che:

  • La maggior parte della popolazione consuma meno proteine di quante ne servano realmente;
  • Un apporto di 1,5–2,2 g/kg/giorno di proteine di qualità rappresenta oggi una raccomandazione ragionevole per adulti e anziani;
  • Le proteine animali forniscono un profilo aminoacidico più completo rispetto a quelle vegetali, ma risultano anche più acidificanti;
  • L’uso di mistele di aminoacidi essenziali ad alta qualità biologica può offrire vantaggi significativi su umore, energia, massa muscolare, riduzione del grasso corporeo, prevenendo fragilità ossea e invecchiamento precoce.

Le conferme della scienza: lo studio di Robert R. Wolfe

Un’ulteriore conferma arriva da una delle voci più autorevoli della nutrizione proteica: il prof. Robert R. Wolfe dell’Università di Arkansas (già Harvard Medical School), pioniere nello studio del metabolismo degli aminoacidi. Nel 2021, la prestigiosa rivista Journal of Gerontology: Biological Sciences and Medical Sciences ha pubblicato un suo studio controllato e randomizzato che ha confrontato gli effetti dell’integrazione con aminoacidi essenziali (EAA) rispetto alle proteine del siero di latte e alla rieducazione alimentare tradizionale in soggetti anziani con sarcopenia e ridotte capacità motorie.

I risultati sono stati eloquenti:

  • Dopo 6 settimane, il gruppo che assumeva solo siero di latte non mostrava alcun miglioramento nella distanza percorsa nel test dei 6 minuti di cammino;
  • Con 12 settimane di EAA, la distanza percorsa e la forza muscolare (presa e gambe) miglioravano in modo significativo;
  • Al contrario, il gruppo di controllo che riceveva solo rieducazione alimentare ha mostrato un peggioramento progressivo delle performance fisiche.

Inoltre, l’assunzione quotidiana di aminoacidi essenziali ha comportato:

  • Riduzione del peso corporeo e della massa grassa,
  • Abbassamento delle LDL (colesterolo “cattivo”),
  • Nessun effetto avverso e una compliance superiore al 95%.

Come riassumono gli autori:

“Il consumo giornaliero di un integratore alimentare a base di aminoacidi essenziali migliora in modo significativo la forza, la resistenza e la capacità fisica generale negli anziani.”

Conclusione

Gli aminoacidi essenziali rappresentano una delle scoperte più solide e affascinanti della nutrizione moderna applicata all’invecchiamento. Per anni si è pensato che bastasse “mangiare abbastanza proteine” per preservare muscoli e forza, ma oggi sappiamo che la qualità e il profilo aminoacidico contano quanto — e forse più — della quantità totale.

Gli studi più recenti, da quello basato sulla tecnica IAAO fino ai trial clinici del prof. Robert R. Wolfe, convergono su un messaggio chiaro: un apporto mirato di aminoacidi essenziali favorisce la sintesi proteica, sostiene il metabolismo mitocondriale e aiuta a preservare la vitalità muscolare e cognitiva, anche in età avanzata.

In una società che vive sempre più a lungo ma non sempre “bene”, la prevenzione della sarcopenia, della fragilità ossea e della perdita di autonomia passa anche da una corretta nutrizione proteica. Integrare una miscela bilanciata di aminoacidi essenziali — all’interno di una dieta varia, associata a esercizio fisico regolare e monitoraggio clinico — può dunque rappresentare una strategia semplice, sicura e fisiologica per rallentare il declino legato all’età. Gli aminoacidi non sono soltanto “mattoni” del corpo: sono messaggeri di energia, equilibrio e rinnovamento. E imparare a usarli nel modo giusto significa, in definitiva, investire nella propria longevità attiva — non solo vivere più a lungo, ma vivere meglio.

Bibliografia

  1. https://cdnsciencepub.com/doi/full/10.1139/apnm-2015-0549
  2. J Gerontol A Biol Sci Med Sci 2021 giugno 14;76(7):1184-1191. Gohar Azhar 1,  Robert R Wolfe 1
  3. Massimo Negro, Giuseppe D’Antona. Quaderni di Medicina e Chirurgia. “Aminoacidi essenziali, metaboliti e vitamina D: interplay nella riabilitazione muscolare e metabolica”.
  4. Lopez MJ et Mohiuddin. SS. Biochemistry, Essential Amino Acids.
  5. Segala A, Nisoli E, Valerio A. Aminoacidi essenziali, omeostasi mitocondriale e prevenzione della fragilità nell’anziano. Attualità in Dietetica e Nutrizione Clinica 2019; 11:3-8.
  6. Volpi E., Campbell W.W., Dwyer J.T., et al. Is the optimal protein intake for older adults greater than the recommended dietary allowance? 68(6):677–681. DOI: 10.1093/gerona/gls229
  7. Phillips S.M., Chevalier S., Leidy H.J. Protein “requirements” beyond the RDA: implications for optimizing health. Appl Physiol Nutr Metab 2016; 41(5):565–572. DOI: 10.1139/apnm-2015-0549
  8. Humayun M.A., Elango R., Ball R.O., Pencharz P.B. Recent advances in methods of assessing dietary amino acid requirements in humans. J Nutr 2007; . DOI: 10.1093/jn/137.6.1646S
  9. Erboristeria Arcobaleno: Proteine, aminoacidi forma fisica e invecchiamento
  10. Erboristeria Arcobaleno: HMB e preservazione della massa muscolare
  11. Erboristeria Arcobaleno: AMINOACIDI E PROTEINE


Viviamo in un’epoca in cui il cibo è sempre più disponibile, ma paradossalmente sempre meno nutriente. L’alimentazione moderna, infatti, non solo è spesso sbilanciata, ma è anche segnata da una forte presenza di sostanze che indeboliscono il nostro organismo: pesticidi, fertilizzanti, conservanti, coloranti, fino ad arrivare a cibi artificiali privi di vitalità. Questo fenomeno viene chiamato “nutrizione negativa”: una costante esposizione a elementi che non nutrono, ma anzi stressano il nostro corpo.

Eppure il problema non si limita alle sostanze indesiderate. Anche quando scegliamo alimenti più sani, biologici o naturali, dobbiamo fare i conti con un’altra realtà: il crollo della nutrizione positiva. Le monocolture intensive impoveriscono i terreni, i raccolti vengono anticipati per esigenze della grande distribuzione, i lunghi trasporti e la conservazione riducono i nutrienti, e persino i metodi di cottura contribuiscono a svuotare i cibi di vitamine e minerali.

Il risultato è chiaro: mangiamo di più, ma assimiliamo meno.

Perché gli integratori tradizionali non bastano

Negli ultimi decenni si è diffuso l’uso degli integratori multivitaminici e multiminerali. Una soluzione logica sulla carta, ma con un limite importante: la maggior parte di queste sostanze è di sintesi.

Le vitamine e i minerali inorganici non sono pensati per il nostro organismo: spesso vengono assorbiti solo in minima parte e, a volte, ciò che non assimiliamo rischia di accumularsi dove non dovrebbe. Pensiamo al calcio carbonato, uno degli integratori più prescritti: la sua assimilazione non supera il 4%, lasciando in sospeso il destino del restante 96%.

In altre parole, molti integratori non fanno altro che rendere… la nostra pipì più costosa.

MultiNATURAL®: nutrizione completa 100% naturaleLa risposta della natura: la microalga Klamath

Se il problema sta nella scarsa assimilabilità delle sostanze di sintesi, la soluzione non può che arrivare da nutrienti naturali, in forma organica e biodisponibile.

Qui entra in gioco la microalga Klamath, un piccolo miracolo della natura. Questa microalga d’acqua dolce contiene:

  • tutte le 14 vitamine (anche se alcune, come la C e la E, in quantità moderate),
  • ben 73 minerali e oligoelementi,
  • molecole nutraceutiche uniche, che la ricerca scientifica ha collegato ad azioni antiossidanti, antinfiammatorie, immunologiche e perfino neurologiche.

Grazie a queste proprietà, la Klamath rappresenta una fonte completa e facilmente assimilabile di nutrienti. Non a caso, negli anni sono stati sviluppati estratti brevettati come Klamin® e AphaMax®, capaci di concentrare e valorizzare specifici effetti della microalga, oggi supportati da numerosi studi scientifici e clinici.

Benefici per la salute

Supporto al sistema immunitario

Studi hanno evidenziato che l’alga AFA può stimolare la produzione di cellule staminali nel midollo osseo, contribuendo così al rafforzamento del sistema immunitario .

Proprietà antiossidanti e antinfiammatorie

La ficocianina presente nell’alga Klamath è un potente antiossidante che aiuta a combattere lo stress ossidativo e l’infiammazione, proteggendo le cellule dai danni e supportando la salute generale.

Supporto cognitivo e umorale

Alcuni studi suggeriscono che l’estratto di AFA, noto come Klamin®, possa migliorare l’umore, ridurre l’ansia e potenziare l’attenzione e l’apprendimento, indicando un potenziale ruolo nel supporto delle funzioni cognitive .

Proprietà neuroprotettive

Ricerche recenti hanno evidenziato gli effetti neuroprotettivi dell’AFA, contribuendo alla riduzione dello stress e al miglioramento del benessere durante la menopausa, oltre a mitigare condizioni infiammatorie in modelli sperimentali.

MultiNATURAL®: nutrizione completa 100% naturaleLa nascita di MultiNATURAL®

Dopo anni di ricerca, il passo successivo è stato naturale: migliorare ulteriormente la Klamath dal punto di vista nutrizionale. L’idea vincente è stata quella di unire la ricchezza della microalga con estratti vegetali e di frutta, così da potenziare le vitamine meno presenti e completare lo spettro nutrizionale.

È così che nasce MultiNATURAL®, un integratore 100% naturale, multivitaminico e multiminerale, perfettamente assimilabile perché derivato da fonti alimentari.

Grazie al brevetto internazionale PCT/EP2016/079690, MultiNATURAL® rappresenta oggi una risposta concreta al problema del crollo della nutrizione positiva: un alleato prezioso per chi desidera un’integrazione realmente efficace, rispettosa della fisiologia del nostro corpo e in armonia con la natura.

In definitiva, MultiNATURAL® non è un semplice integratore, ma un ponte tra la scienza e la saggezza della natura: un modo per restituire vitalità alla nostra alimentazione e sostegno autentico alla nostra salute.

Ingredienti principali

  • Microalghe Klamath RW®max (Aphanizomenon flos-aquae): 16,7 g per 100 g di prodotto (1.000 mg per 2 bustine). Questa microalga è ricca di vitamine, minerali e molecole bioattive.
  • Banana succo concentrato disidratato: Contribuisce al contenuto di potassio e fibre.
  • Orgen-ALL: Miscela di estratti da Emblica officinalis (frutti), Psidium guajava (frutti), Ocimum sanctum (erba), Murraya koenigii (foglie), Citrus limon (frutti). Fornisce antiossidanti e supporto immunitario.
  • Orgen-Zn: Estratto di Psidium guajava (foglie), fonte di zinco.
  • AFA-Minerals: Estratto da microalghe Klamath, ricco di minerali e oligoelementi.
  • Orgen-C: Estratto di Phyllanthus emblica (frutti), fonte naturale di vitamina C.
  • Bamboo (Bambusa arundinacea) germogli e.s.: Fonte di silicio naturale.
  • Dunaliella salina tallo e.s.: Contiene betacarotene, precursore della vitamina A.
  • Ascophyllum nodosum tallo: Alga ricca di iodio e minerali.
  • Orgen-B’s: Miscela di estratti da Psidium guajava (frutti), Ocimum sanctum (erba), Citrus limon (pericarpo), per supportare il metabolismo.
  • Orgen-SE: Estratto di Brassica nigra (semi), fonte di selenio.
  • Vitamina D3 (Colecalciferolo): Derivata da licheni, supporta la salute ossea e immunitaria.
  • Caratteristiche nutrizionali (per 100 g e per 2 bustine)
    Sostanza100 g2 bustine%VNR*
    Microalghe Klamath RW®max16,7 g1.000 mg–
    Orgen-ALL6,7 g400 mg–
    Orgen-Zn2,9 g175 mg–
    AFA-Minerals2,8 g165 mg–
    Orgen-C1,3 g80 mg–
    Bamboo germogli e.s.1 g60 mg–
    Dunaliella salina0,6 g36 mg–
    Ascophyllum nodosum0,33 g20 mg–
    Orgen-B’s0,17 g10 mg–
    Orgen-SE0,12 g7 mg–
    Betacarotene0,08 g4,8 mg–
    Vitamina A0,013 g0,8 mg100%
    Vitamina B10,028 g1,67 mg152%
    Vitamina B20,025 g1,475 mg105%
    Vitamina B30,19 g11,34 mg71%
    Vitamina B50,16 g9,88 mg165%
    Vitamina B60,13 g8,22 mg587%
    Acido Folico (B9)0,0037 g0,217 mg109%
    Vitamina B120,000042 g0,0025 mg100%
    Biotina (H)0,00067 g0,04 mg80%
    Vitamina C1,36 g81 mg101%
    Vitamina D0,000083 g0,005 mg100%

Perché scegliere MultiNATURAL®

Nutrizione completa e naturale

MultiNATURAL® nasce dall’unione della microalga Klamath con estratti vegetali e di frutta, creando un integratore completo di vitamine, minerali e oligoelementi. A differenza dei multivitaminici sintetici, i nutrienti in MultiNATURAL® sono di origine alimentare, quindi più facilmente assimilabili dal nostro organismo. Questo significa che ogni capsula o compressa fornisce elementi realmente utilizzabili per il corpo, senza sprechi e senza sovraccaricare i reni.

Supporto scientificamente validato

Gli estratti brevettati Klamin® e AphaMax® contenuti in MultiNATURAL® sono stati studiati a livello clinico e scientifico, dimostrando effetti positivi antiossidanti, antinfiammatori, immunologici e neurologici. L’integrazione non si limita a “riempire il fabbisogno”, ma supporta il benessere generale e la vitalità quotidiana.

Ricchezza nutrizionale unica

La Klamath contiene tutte le 14 vitamine essenziali, 73 minerali e oligoelementi, oltre a molecole nutraceutiche con effetti biologici significativi. Questo spettro completo rende MultiNATURAL® un integratore unico: non solo vitamine e minerali, ma anche componenti attivi che favoriscono energia, concentrazione, difese immunitarie e protezione cellulare.

Sicurezza e qualità

MultiNATURAL® è realizzato con microalghe e ingredienti certificati e controllati, minimizzando i rischi di contaminazione e garantendo un prodotto sicuro e naturale. La scelta di fonti affidabili e controllate è essenziale per un’integrazione sana e duratura.

Risposta al problema della nutrizione moderna

In un’epoca in cui il cibo è spesso povero di nutrienti essenziali, MultiNATURAL® rappresenta una soluzione pratica e affidabile. Non sostituisce l’alimentazione, ma ne completa le carenze, fornendo ciò che la dieta moderna spesso non riesce a garantire.

In sintesi: affidarsi a MultiNATURAL® significa scegliere un integratore naturale, completo, sicuro e supportato da evidenze scientifiche, capace di dare al corpo ciò di cui ha veramente bisogno, rispettando la fisiologia e la biodiversità della natura.

Fonte originale: presentazione Dott. Scoglio

Bibliografia:

  1. Composizione nutrizionale dell’AFA. Un’analisi dettagliata dei nutrienti presenti nell’AFA, tra cui proteine, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali.
  2. Potenziale commerciale dell’AFA, Uno studio che esplora il potenziale commerciale dell’AFA, evidenziando il suo alto contenuto proteico e la presenza di composti bioattivi.
  3. AFA e cellule staminali ematopoietiche. Uno studio che dimostra come il consumo di AFA possa aumentare il numero di cellule staminali ematopoietiche CD34+ nel sangue periferico di soggetti sani.
  4. Proprietà antiossidanti della ficocianina. Una ricerca che evidenzia le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie della ficocianina, un pigmento presente nell’AFA.
  5. Benefici per il benessere durante la menopausa. Uno studio che esplora gli effetti dell’AFA nel migliorare il benessere durante la menopausa, riducendo lo stress e migliorando la qualità della vita.
  6. https://www.comunicati-stampa.net/la-scelta-vincente-delle-vitamine-naturali/
  7. https://www.erboristeriarcobaleno.it/vitamine/multinatural-la-scelta-vincente-delle-vitamine-naturali/
  8. https://www.erboristeriarcobaleno.it/difese-immunitarie/integratori-multivitaminici-utili-nella-riduzione-dello-sviluppo-allergie-alimentari-nei-bambini-eta-prescolare/
  9. https://www.erboristeriarcobaleno.it/vitamine/carenze-vitaminiche-e-minerali/

 

Quando si parla di superfood, il Camu-Camu (Myrciaria dubia) occupa senza dubbio un posto di rilievo. Questo piccolo frutto, originario delle zone alluvionali dell’Amazzonia peruviana e brasiliana, si presenta come una vera e propria concentrazione naturale di salute. Il suo aspetto ricorda una bacca dal colore rossastro-violaceo, il gusto è acidulo, simile agli agrumi, ma ciò che davvero lo rende unico è la sua ricchissima composizione nutrizionale, che lo ha reso celebre nel mondo come “il re della vitamina C”.

Una miniera naturale di vitamina C

Il dato che colpisce di più è la quantità impressionante di vitamina C contenuta nelle sue bacche: dai 1.570 ai 3.000 mg ogni 100 g di polpa fresca. Per dare un’idea, si tratta di un valore 30-60 volte superiore rispetto alle arance e più elevato rispetto a qualsiasi altro frutto, ad eccezione delle prugne kakadu australiane (Terminalia ferdinandiana).

Questa caratteristica ha fatto sì che il Camu-Camu entrasse ufficialmente, dagli anni ’50, nei programmi di studio nutrizionale del Ministero della Salute del Perù, che per primo ne documentò l’enorme potenziale per il sostegno del sistema immunitario e la prevenzione di carenze vitaminiche.

CAMU-CAMU: il superfood amazzonicoLa tradizione degli Indios amazzonici

Prima che la scienza moderna ne scoprisse il valore, le popolazioni indigene dell’Amazzonia conoscevano e utilizzavano il Camu-Camu da secoli.

  • Le bacche erano consumate come alimento nutritivo ed energetico.
  • Venivano impiegate come rimedi tradizionali: antidolorifiche, cicatrizzanti e perfino come tonico di lunga vita.
  • La corteccia della pianta era usata per impacchi contro reumatismi e ferite.
  • Persino in cosmetica naturale, il frutto veniva sfruttato come trattamento per i capelli, capace di ridonare forza e lucentezza.

Questa sapienza tradizionale, oggi confermata da numerosi studi scientifici, dimostra come la natura abbia spesso anticipato le scoperte della medicina moderna.

I nutrienti del Camu-Camu

Oltre alla vitamina C, il Camu-Camu contiene una vasta gamma di composti bioattivi che lavorano in sinergia a beneficio della salute:

Aminoacidi essenziali:

  • Valina, un aminoacido essenziale (appartenente al gruppo dei BCAA) utilissimo nella ricostruzione dei tessuti (in particolare quello muscolare) ed ancor più fondamentale negli sport di lunga durata e/o ad alta intensità grazie all’immediata biodisponibilità una volta assunto che porta quindi ad un rapido nutrimento del muscolo.
  • Leucina, altro aminoacido essenziale appartenente al gruppo degli aminoacidi ramificati; ricopre un importante ruolo all’interno del nostro corpo, è infatti essenziale per stimolare la sintesi proteica ed evitare il catabolismo durante le attività fisiche intense e gli sport di durata, svolge il medesimo ruolo anche tra i body-builder che intendono incrementare la massa muscolare. Oltre a promuovere i processi di rigenerazione del tessuto muscolare, l’aminoacido Leucina, è in grado di poter essere convertito in chetone e diventare quindi una fonte energetica alternativa in caso di digiuno prolungato, preservando così i muscoli dal fenomeno della disgregazione.
  • Serina, aminoacido non essenziale ma importantissimo ai fine della produzione di energia metabolica, sotto forma di ATP (Adenosina Trifosfato).

Minerali: in particolare il potassio, cruciale per il benessere del cuore, dei muscoli e dei reni.

Flavonoidi e composti fenolici: molecole antiossidanti che neutralizzano i radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare.

Acido gallico e acido ellagico: con proprietà antivirali, antifungine e potenzialmente antitumorali (anche se le ricerche sono ancora in fase preliminare).

Benefici scientificamente documentati

Potente attività antiossidante e antiinfiammatoria

Uno studio clinico su fumatori ha messo a confronto 70 ml di succo di camu-camu (circa 1050 mg di vitamina C) con la stessa dose di vitamina C in forma di compresse. Dopo 7 giorni, nel gruppo che ha assunto il succo si è osservata una significativa riduzione di marker di stress ossidativo (8-idro-deossi-guanosina urinaria e ROS totali) e infiammatori (hs-CRP, IL-6, IL-8), mentre nel gruppo delle compresse non si sono registrati cambiamenti (PubMed).

Una revisione sistematica sottolinea come gli effetti antiossidanti e antiinfiammatori del camu-camu siano supportati da studi sia animali che umani, indicando un potenziale ruolo nelle strategie integrative per condizioni infiammatorie croniche (PMC).

Effetti antimutageni

In studi su estratti ottenuti da bacche maturate in coltivazione commerciale, si sono riscontrati effetti protettivi contro mutageni chimici (come doxorubicina e 1,2-dimetilidrazina) in organi di modello animale: si è osservata una marcata riduzione di micronuclei e danni al DNA (fino al 70 – 80 % di protezione, in base al test utilizzato) (PubMed).

Attività antiossidante comparativa e ricchezza in fitocomposti

Un’analisi approfondita dei composti fenolici del Camu-camu ha mostrato concentrazioni molto elevate: flavonoli, antociani, acidi gallico ed ellagico, ellagitannini, proantocianidine e altri (Wikipedia). Tali composti si correlano strettamente con una spiccata attività antiossidante, confermata da vari test quali DPPH, ABTS, ORAC e FRAP, con punte che superano di oltre 10 volte quelle di altri frutti brasiliani (IntechOpen).

Potenziali effetti antipertensivi

Da estratti della buccia e dei semi del Camu-camu si sono osservate attività inibitorie dell’enzima ACE-I (angiotensin converting enzyme), con correlazioni significative con composti come quercetina, acido ellagico, rutina e acidi fenolici vari (PMC).

Un piccolo studio umano, con estratto di pericarpo liofilizzato in capsule, ha evidenziato una diminuzione della pressione arteriosa e un aumento del diametro arterioso (PMC).

Aiuto nella gestione dell’obesità e del metabolismo

Gli studi su modelli animali hanno mostrato che il consumo di camu-camu, soprattutto in abbinamento a esercizio fisico, promuove la riduzione del peso corporeo, del grasso viscerale, e dei livelli di colesterolo, trigliceridi e glucosio (PMC).

In modelli murini obesi, l’estratto di camu-camu ha migliorato la tolleranza al glucosio, la sensibilità all’insulina e la steatosi epatica attraverso un’azione mediata dal microbiota intestinale (PMC).

Uno studio clinico su 58 soggetti obesi (in supplemento liofilizzato con 442 mg di vitamina C) ha mostrato riduzioni di pressione sanguigna, trigliceridi, circonferenza addominale e aumento di HDL, in accordo con abitudini di vita salutari (PMC).

Nutrienti essenziali e immunomodulazione

Il camu-camu è una delle fonti più ricche di vitamina C al mondo: fino a 3 g per 100 g di polpa fresca (Healthline). Questo si traduce in un forte supporto al sistema immunitario, alla sintesi del collagene e alla protezione cellulare. Inoltre, la presenza di potassio, calcio, ferro, manganese, polifenoli e aminoacidi essenziali (come valina, leucina e serina) ne amplia il profilo nutrizionale e funzionale (Wikipedia – Verywell Health).

La letteratura scientifica conferma che il Camu-Camu è molto più di un frutto esotico: è un superfood dalle proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie, antimutagene e metaboliche, con evidenze derivanti da studi umani, animali e in vitro. Resta comunque fondamentale usarlo come supporto integrativo, in sinergia con uno stile di vita sano, e sotto consiglio medico, soprattutto in presenza di patologie o terapie in corso.

La forza dell’Amazzonia al servizio della tua energia e delle tue difese naturali

Quando si parla di benessere, non basta un singolo nutriente: serve un’azione sinergica, completa, che sostenga il corpo su più fronti. È proprio questa la filosofia di Renaco, che ha sviluppato due integratori unici basati sul frutto più ricco di vitamina C al mondo: il Camu Camu.

CAMU-CAMU: il superfood amazzonico

Camu Camu 500 Extra C – Il concentrato di vitamina C naturale

Immagina di assumere in due semplici capsule 500 mg di Vitamina C, pari al 625% del valore nutritivo di riferimento (NRV), e 1000 mg di estratto puro di Camu Camu.
Non stiamo parlando di semplice vitamina C sintetica, ma di un complesso naturale che unisce flavonoidi, polifenoli e aminoacidi, lavorando in sinergia per:

  • rinforzare le difese immunitarie,
  • contrastare lo stress ossidativo e i radicali liberi,
  • ridurre stanchezza e affaticamento,
  • favorire la produzione di collagene per pelle, ossa e tessuti,
  • migliorare l’assorbimento del ferro.

È il prodotto ideale per chi cerca un supporto quotidiano immediato e mirato, con la comodità della capsula.

CAMU-CAMU: il superfood amazzonico

Per chi invece ha bisogno di un sostegno ancora più completo, Renaco ha formulato Ammino Camu, una miscela in polvere che unisce il potere antiossidante del Camu Camu a un mix selezionato di aminoacidi fondamentali:

  • Arginina → stimola la produzione di ossido nitrico, favorisce la vasodilatazione e sostiene le performance fisiche.
  • Lisina → importante per la sintesi di collagene e per il benessere dei tessuti.
  • Taurina → protegge cuore e muscoli, supportando energia e concentrazione.
  • Prolina → essenziale per la rigenerazione di cartilagini, tendini e pelle.

La presenza del Camu Camu potenzia l’efficacia della miscela, migliorando il recupero muscolare, rinforzando le difese e riducendo i danni da stress ossidativo dopo attività intensa.

Perfetto per sportivi, persone attive, o chi cerca energia costante e un miglior tono muscolare.

In sintesi

  • Camu Camu 500 Extra C → il tuo scudo quotidiano contro stanchezza, stress ossidativo e cali immunitari.
  • Ammino Camu → la formula performante ed energizzante, pensata per muscoli forti, recupero rapido e vitalità prolungata.

Due modi diversi, una stessa radice: il frutto straordinario dell’Amazzonia, reso disponibile grazie alla qualità e alla ricerca Renaco.

Confronto tra i prodotti Renaco a base di Camu Camu

CaratteristicaCamu Camu 500 Extra CAmino Camu
FormaCapsule (60 da 600 mg)Polvere (150 g)
Principali attivi500 mg di Vitamina C (625% NRV) + 1000 mg di Camu Camu naturale (2 capsule)Camu Camu + Aminoacidi: Arginina, Lisina, Taurina, Prolina
Focus principaleDifese immunitarie, antiossidante, contrasto a stanchezza e stress ossidativoEnergia, resistenza fisica, recupero muscolare e benessere dei tessuti
Benefici chiave– Rinforza il sistema immunitario
– Migliora l’assorbimento del ferro
– Favorisce la produzione di collagene
– Protegge dallo stress ossidativo
– Aumenta energia e vitalità
– Supporta la performance sportiva
– Contribuisce a muscoli, cartilagini e tendini
– Migliora il recupero dopo sforzo
A chi è consigliato– Chi desidera un’integrazione quotidiana di Vitamina C naturale
– Chi soffre di cali energetici, stress, difese basse
– Sportivi e persone attive
– Chi ha bisogno di più energia fisica e mentale
– Chi vuole sostenere muscoli e tessuti
Modalità d’uso2 capsule al giorno con acqua1-2 misurini al giorno in acqua o frullato
Punto di forzaAltissima concentrazione di Vitamina C naturale (non sintetica)Sinergia unica tra Camu Camu e aminoacidi essenziali

Altri articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno: Camu-camu: un super-alimento dall’Amazzonia
  2.  Erboristeria Arcobaleno: CAMU-CAMU: il superfood amazzonico
  3. Erboristeria Arcobaleno: Shiitake e steatosi epatica
  4. Erboristeria Arcobaleno: Il fegato: un organo chiave
  5.  Erboristeria Arcobaleno: CAMU-CAMU e salute del fegato

Bibliografia

  1. Inoue T. et al. “Antioxidant and anti-inflammatory effects of Camu Camu (Myrciaria dubia) extract.” J Nutr Sci Vitaminol. 2008.
  2. Fracassetti D. et al. “Camu-Camu (Myrciaria dubia) fruit extract prevents oxidative stress in vitro and in human volunteers.” J Agric Food Chem. 2013.
  3. Zanatta L. et al. “Bioactive compounds and health benefits of Camu Camu.” Food Res Int. 2019.
  4. Composti antiossidanti e antipertensivi in ​​vitro dal rivestimento del seme di camu-camu (Myrciaria dubia McVaugh, Myrtaceae): uno studio multivariato struttura-attività (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30055315/)
  5. Semi di camu-camu (Myrciaria dubia) – Da flusso secondario a ingrediente antiossidante, antiperglicemico, antiproliferativo, antimicrobico, antiemolitico, antinfiammatorio e antipertensivo (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31816536/)
  6. Possibili effetti degli antociani alimentari sul diabete e sulla resistenza all’insulina (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26424400/)
  7. Vitamina C ad alte dosi: un rischio per le persone con elevate riserve di ferro? (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10218143/)Capacità antiossidanti e associate di Camu Camu ( Myrciaria dubia): una revisione sistematica (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4296744/
  8. Composti attivi e proprietà medicinali del genere Myrciaria (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0308814613019328?via%3Dihub
  9. Effetto antigenotossico dei trattamenti acuti, subacuti e cronici con succo di camu-camu amazzonico (Myrciaria dubia) sulle cellule del sangue dei topi (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22542553/)

 

 

Citrullina: tra biochimica, salute sessuale e nuove frontiere terapeutiche.

La citrullina è un amminoacido non essenziale che negli ultimi anni ha guadagnato crescente attenzione in ambito medico, sportivo e nutraceutico. Da molecola “di nicchia” è diventata una sostanza chiave per chi desidera migliorare le prestazioni fisiche, la salute cardiovascolare e persino la funzione sessuale. Ma cosa rende davvero speciale questo composto? Per capirlo, bisogna partire dalle sue radici biochimiche e dai suoi molteplici meccanismi d’azione.

Origini e identità chimica

Il nome “citrullina” deriva dal latino Citrullus, cioè cocomero: fu infatti isolata per la prima volta proprio nell’anguria, un frutto notoriamente ricco di questo amminoacido.
La sua formula chimica è C₆H₁₃N₃O₃, e il suo nome IUPAC è acido 2-ammino-5 (carbamoilammino)pentanoico.

Nonostante non sia codificata geneticamente per entrare direttamente nella sintesi proteica, la citrullina è tutto fuorché “inutile”: è coinvolta in importanti cicli metabolici, in particolare nel ciclo dell’urea, e agisce come precursore dell’arginina, un altro amminoacido fondamentale.

Citrullina e ciclo dell’urea: la biochimica della depurazione

Nel fegato (e in parte anche nei reni), la citrullina prende parte al ciclo dell’urea, contribuendo all’eliminazione dell’ammoniaca, una sostanza tossica derivata dal metabolismo proteico.
Questo processo avviene attraverso una sequenza di trasformazioni enzimatiche:

Ornitina + ammonio + CO₂ → Citrullina → Acido arginosuccinico → Arginina → Urea

La capacità della citrullina di “ripulire” il sangue dall’ammoniaca spiega la sua importanza per la salute epatica e per la resistenza fisica, specialmente in condizioni di stress metabolico (come durante l’esercizio fisico intenso).

Per comprendere appieno il valore della citrullina, è utile osservare i suoi benefici principali, associandoli al meccanismo d’azione sottostante.
Di seguito trovi uno schema chiaro e sintetico:

AREABENEFICIOPERCHÉ (MECCANISMO DI AZIONE)
Sistema cardiovascolareMigliora la circolazione sanguigna➤ Aumenta l’ossido nitrico (NO) → vasodilatazione → flusso sanguigno più efficiente
Riduce la pressione arteriosa➤ Effetto vasodilatatore → minor resistenza periferica
Effetto anti-aterosclerotico➤ Protegge la parete dei vasi grazie al miglioramento dell’elasticità vascolare
Sport e performance fisicaRiduce la fatica muscolare➤ Migliora la clearance dell’ammoniaca e dell’acido lattico
Aumenta la resistenza aerobica➤ Migliora l’ossigenazione muscolare tramite vasodilatazione
Potenzia il recupero post-allenamento➤ Favorisce il rifornimento di nutrienti e ossigeno nei tessuti
Funzione sessualeMigliora l’erezione➤ Conversione in arginina → ↑ NO → rilassamento dei corpi cavernosi del pene
Alternativa naturale ai farmaci per DE lieve➤ Effetto simile (ma più blando) rispetto a Viagra/Cialis, senza effetti collaterali pesanti
Sistema immunitario e stressSupporta la risposta immunitaria➤ Coinvolta nella regolazione di proteine immuno-attive (es. istone-citrullinazione)
Migliora la tolleranza allo stress psicofisico➤ Maggiore biodisponibilità di nutrienti e ossigeno durante lo stress
Detossificazione e metabolismoElimina ammoniaca dal corpo➤ Interviene nel ciclo dell’urea (fegato e reni)
Precursore di arginina➤ Produce arginina “endogena” → coinvolta in numerosi processi biochimici
Autoimmunità (diagnosi clinica)Rilevazione dell’artrite reumatoide➤ Alcune proteine citrullinate provocano risposta autoimmune → anticorpi anti-CCP

Citrullina Malato: l’unione strategica per performance e resistenza

Nel mondo dell’integrazione sportiva, la citrullina malato rappresenta una delle combinazioni più interessanti per atleti e sportivi di ogni livello. Ma cosa significa realmente “malato”? E perché abbinarlo alla citrullina produce un effetto potenziato?

Cos’è il malato? Una chiave per l’energia muscolare

Il malato (o acido malico) è un intermedio del ciclo degli acidi tricarbossilici (TCA), noto anche come ciclo di Krebs, il principale processo biochimico attraverso il quale il corpo produce energia (ATP) da grassi e carboidrati.

Nel dettaglio:

  • Il malato, una volta formato nel ciclo TCA, cede atomi di idrogeno che vengono trasferiti al coenzima NAD⁺, formando NADH.
  • Il NADH, successivamente, alimenta la catena respiratoria mitocondriale, producendo ATP.
  • Questa energia è essenziale per la contrazione muscolare, la rigenerazione cellulare e la prestazione fisica.

Perché unire citrullina e malato?

L’associazione di citrullina con malato crea una sinergia perfetta:

  • La citrullina stimola la produzione di ossido nitrico (NO) → vasodilatazione → migliore ossigenazione muscolare.
  • Il malato sostiene direttamente la produzione di ATP nel ciclo di Krebs.

Risultato: più energia disponibile, meno affaticamento e maggiore capacità di lavoro muscolare.

In uno studio su soggetti allenati alla resistenza, l’integrazione con citrullina malato ha permesso di:

  • Aumentare il numero di ripetizioni nelle leg press, hack squat e leg extension;
  • Estendere il tempo sotto tensione (TUT), favorendo un migliore stimolo ipertrofico;
  • Ridurre la percezione di fatica durante e dopo l’esercizio.

Effetti simili sono stati riscontrati anche nelle donne, con miglioramento della forza muscolare e minore sforzo percepito, sia negli arti inferiori che superiori.

Perché la Citrullina Malato è un integratore apprezzato?

BeneficioMeccanismo
Ritardo dell’affaticamento muscolareMaggiore produzione di ATP + migliore ossigenazione
Migliore performance aerobicaMaggiore ossigenazione e capacità di lavoro resistente
Supporto energetico continuoCoinvolgimento diretto nel ciclo di Krebs (malato)
Ottimizzazione del flusso sanguignoProduzione di NO grazie alla citrullina
Buon rapporto efficacia/sicurezzaDosi efficaci già a 3 g, ben tollerata a lungo termine

Citrullina: piccola molecola, grandi potenzialità

Disfunzione erettile: una nuova frontiera “naturale”

Uno degli effetti più pubblicizzati della citrullina è il suo potenziale nella gestione della disfunzione erettile (DE). A differenza dei farmaci come Viagra o Cialis, che agiscono direttamente sul rilascio di NO, la citrullina aumenta i livelli di arginina, stimolando la produzione endogena di ossido nitrico.

Questo porta a un effetto vasodilatatore più delicato ma fisiologico, ideale in caso di disfunzioni lievi o come supporto alla terapia. Alcuni studi clinici hanno mostrato un miglioramento dell’erezione in uomini con DE lieve dopo poche settimane di assunzione di citrullina.

Citrullina e sport: carburante per muscoli e recupero

La citrullina è molto usata dagli sportivi, in particolare nella forma L-citrullina malato. La combinazione con malato (sale dell’acido malico) sembra aumentare la produzione di energia aerobica. Tra i benefici osservati:

  • Aumento della resistenza muscolare
  • Miglior recupero tra le serie
  • Riduzione dell’affaticamento percepito
  • Minor danno muscolare post-allenamento

Una nuova chiave diagnostica: anticorpi anti-citrullina (anti-CCP)

Oltre ai benefici metabolici e vascolari, la citrullina ha anche un ruolo importante nella diagnosi precoce di malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide. In questi pazienti, si osserva una produzione di anticorpi diretti contro peptidi citrullinati (anti-CCP), oggi utilizzati come marker diagnostico altamente specifico.

Il test anti-CCP è in grado di identificare l’artrite reumatoide anche in fase preclinica, ed è considerato uno degli strumenti più affidabili per la diagnosi differenziale rispetto ad altre forme di artrite.

Conclusioni: piccola molecola, grandi potenzialità

In sintesi, la citrullina non è un semplice integratore di moda, ma una molecola multifunzionale con effetti concreti e fisiologici su:

  • Circolazione
  • Prestazioni fisiche
  • Funzione sessuale
  • Detossificazione epatica
  • Immunità e autoimmunità

Citrullina: piccola molecola, grandi potenzialità

La citrullina è un perfetto esempio di come una piccola molecola naturale possa avere impatti profondi sulla salute umana. Dalla sua azione nel ciclo dell’urea alla capacità di modulare la circolazione, potenziare la performance fisica, favorire l’erezione e persino segnalare malattie autoimmuni, la citrullina si conferma come una molecola di grande interesse scientifico.

Tuttavia, è importante ricordare che – come per ogni integratore o trattamento – l’efficacia varia da persona a persona, e che l’uso della citrullina dovrebbe essere sempre valutato con il supporto di professionisti della salute, in particolare per chi soffre di patologie croniche o assume altri farmaci.

BIBLIOGRAFIA

  1. Cormio, L., De Siati, M., Lorusso, F., Selvaggio, O., Mirabella, L., Sanguedolce, F., … & Carrieri, G. (2011). Oral L-citrulline supplementation improves erection hardness in men with mild erectile dysfunction. Urology, 77(1), 119–122.  DOI: 10.1016/j.urology.2010.08.028
  2. Schwedhelm, E., Maas, R., Freese, R., Jung, D., Lukacs, Z., Jambrecina, A., & Böger, R. H. (2008). Pharmacokinetic and pharmacodynamic properties of oral L-citrulline and L-arginine: Impact on nitric oxide metabolism. British Journal of Clinical Pharmacology, 65(1), 51–59. DOI: 10.1111/j.1365-2125.2007.02990.x
  3. Curis, E., Nicolis, I., Moinard, C., Osowska, S., Zerrouk, N., Benazeth, S., & Cynober, L. (2005). Almost all about citrulline in mammals. Amino Acids, 29(3), 177–205. DOI: 10.1007/s00726-005-0235-4
  4. Panfilis, A. Medicina ortomolecolare: una terapia a misura d’uomo. Edizioni Mediterranee, 2002. ISBN: 9788827205727
  5. NIH – National Institutes of Health  Citrulline – Dietary Supplement Fact Sheet. https://ods.od.nih.gov

 

 

L’Aphanizomenon flos-aquae (AFA), nota anche come alga Klamath, è una microalga d’acqua dolce appartenente al phylum delle cianobatterie. Cresce spontaneamente nel lago Upper Klamath, in Oregon, in un ecosistema vulcanico incontaminato e ricco di minerali. Si distingue per la sua densità nutrizionale e per una serie di proprietà biologiche che stanno suscitando crescente interesse in ambito di nutraceutica e medicina integrata.

Composizione nutrizionale

AFA è una fonte eccezionale di nutrienti bioattivi:

  • Circa 60% di proteine con spettro completo di aminoacidi essenziali
  • Vitamine: B1, B2, B3, B5, B6, B12, C, E, K
  • Minerali: ferro, calcio, magnesio, zinco, selenio
  • Acidi grassi essenziali, incluso l’acido linolenico (omega-3)
  • Clorofilla, carotenoidi (β-carotene), ficocianina, polisaccaridi, feniletilamina

La presenza combinata di feniletilamina (PEA) e ficocianina è oggetto di ricerca per i potenziali effetti neuroprotettivi e antinfiammatori.Klamath (AFA): studi scientificiAumento delle cellule staminali circolanti

Uno studio pubblicato nel Journal of Personalized Medicine ha dimostrato che l’assunzione orale di AFA può aumentare significativamente le cellule staminali CD34+ nel sangue periferico, suggerendo un potenziale ruolo nella rigenerazione tissutale e nel supporto alla plasticità cellulare (PubMed – Merino et al., 2020).

Attività antiossidante e immunomodulante potenziata dalla fermentazione

La fermentazione di AFA migliora significativamente le sue proprietà antiossidanti e di modulazione del sistema immunitario. In vitro, i composti derivati da AFA fermentata hanno dimostrato effetti anti-glicazione, stimolazione della produzione di IL-6 e attività di modulazione immunitaria (PubMed – Taniguchi et al., 2019).

Protezione contro la nefrotossicità da cisplatino

In studi preclinici, AFA ha mostrato attività nefroprotettiva, contrastando i danni renali da cisplatino attraverso la riduzione dello stress ossidativo e dei marker di danno cellulare nei reni (PubMed – Amrouche et al., 2008).

Modulazione epigenetica

Uno studio del 2024 ha evidenziato che l’estratto di AFA è in grado di modulare la metilazione del DNA su linee cellulari umane, suggerendo un effetto epigenetico potenzialmente utile nella prevenzione e nel supporto integrato di patologie croniche (PubMed – Celleno et al., 2024).

Prevenzione della leucopenia da radiazioni o chemioterapia

La leucopenia è una delle principali complicanze della radioterapia e della chemioterapia. Studi preliminari, come quello di Saito (1966), hanno osservato che l’integrazione con microalghe verdi-azzurre può rallentare la riduzione dei leucociti indotta da trattamenti oncologici e favorire il loro ripristino. In soggetti convalescenti da interventi oncologici e sottoposti a radioterapia, la somministrazione orale di 2–3 g/die di AFA è stata associata a una riduzione della nausea, un incremento dei livelli energetici e un più rapido ritorno alle normali attività quotidiane (Saito, 1966; Solomon & Passwater, 1998).

Chelazione naturale e detossificazione da metalli pesanti

Ricercatori giapponesi come Ichimaru e Ogino hanno dimostrato l’efficacia delle microalghe nel favorire l’eliminazione del cadmio in pazienti affetti da “itai-itai disease”, una grave patologia causata da avvelenamento cronico da cadmio. L’Aphanizomenon flos-aquae, grazie alla presenza di polisaccaridi e proteine leganti, ha mostrato capacità di legare ed eliminare metalli pesanti quali piombo, mercurio e cadmio, con un rischio molto inferiore rispetto ai tradizionali agenti chelanti farmacologici (Sun et al., 2006; Khandelwal et al., 2008).

Equilibrio minerale e vitaminico

Il Dr. J. Schafer, esperto in kinesiologia applicata, ha evidenziato come l’assunzione regolare di AFA promuova un bilancio ottimale di minerali e vitamine a livello sistemico, attribuito alla biodisponibilità dei micronutrienti naturalmente chelati presenti nell’alga (Schafer, com. pers.). L’AFA fornisce vitamine del gruppo B, zinco, ferro, manganese e magnesio, cruciali per numerose funzioni enzimatiche.

Effetti gastrointestinali e cicatrizzanti

L’estratto brevettato AphaMax®, derivato da AFA, ha mostrato effetti antinfiammatori a livello del colon in modelli murini, riducendo significativamente citochine proinfiammatorie (TNF-α, IL-1β, IL-6) e marcatori ossidativi (PubMed – Russo et al., 2020).

In uno studio clinico giapponese (Yamagushi, 1965), la somministrazione di 2 g/die di alghe verdi-azzurre ha migliorato significativamente i sintomi di ulcera gastrica, gastrite cronica e ulcera duodenale, riducendo bruciori, dolori epigastrici ed eruttazioni. Inoltre, Saito et al. (1966) hanno documentato un’accelerazione della guarigione di ferite cutanee croniche e un’immediata cessazione del sanguinamento dopo applicazione topica.

Sistema nervoso e funzione cognitiva

L’alga AFA contiene feniletilamina (PEA), una molecola endogena che modula l’umore e le funzioni cognitive. Il Dr. Gabriel Cousens ha riportato miglioramenti cognitivi in pazienti con demenza e Alzheimer precoce grazie all’uso regolare di AFA (Cousens, 1985). Studi più recenti confermano che la PEA attraversa la barriera ematoencefalica e può migliorare attenzione, concentrazione e benessere emotivo (Sabelli & Mosnaim, 1974).

Effetti anti-aging e rigenerazione cellulare

Il Controlled Growth Factor (CGF), presente nell’AFA, sembra stimolare le ghiandole endocrine superiori come il timo e promuovere la rigenerazione cellulare. Studi preclinici hanno riportato un aumento della durata della vita nei topi del 30–50% dopo somministrazione regolare di CGF (Kushak et al., 2000).

Stimolazione del sistema immunitario

Uno studio clinico condotto al Royal Victoria Hospital di Montreal (Manoukian et al., 1998) ha dimostrato che l’assunzione di AFA stimola una migrazione del 40% delle cellule Natural Killer (NK) verso i tessuti periferici entro 2 ore, aumentando anche la loro adesività e attività citotossica. Le NK sono cruciali per la sorveglianza immunitaria e la distruzione di cellule tumorali o infettate da virus (Nelson et al., 2008).

Diversi studi hanno dimostrato come le microalghe, grazie al contenuto in clorofilla, β-carotene e ficocianine, svolgano un ruolo nella prevenzione tumorale (Breinholt et al., 1995a,b; Schwartz et al., 1988). La ficocianina, in particolare, ha mostrato proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e apoptotiche su cellule tumorali in vitro (Romay et al., 2003).

Effetti sul sangue e sull’emopoiesi

Uno studio in doppio cieco presso la McGill University ha evidenziato che l’AFA può aumentare il numero dei globuli rossi grazie al contenuto in vitamina B12 (Manoukian et al., 1998). La B12 contenuta nell’AFA è altamente biodisponibile, come dimostrato da analisi biochimiche (Czerwonka et al., 2014). Lo stesso studio ha riscontrato una riduzione del colesterolo LDL in soggetti sani dopo 12 settimane di integrazione.

Salute intestinale e permeabilità

Uno studio controllato dell’Università del New Mexico ha dimostrato che l’assunzione quotidiana di AFA per 30 giorni migliora la permeabilità intestinale in soggetti con sindrome dell’intestino permeabile, riducendo significativamente il rapporto mannitolo/lattulosio nelle urine (Kushak et al., 2001). I polisaccaridi dell’alga, oltre alla ficocianina, contribuiscono alla rigenerazione della mucosa intestinale.

Sicurezza e qualità del prodotto

Alcuni studi sottolineano l’importanza di un controllo rigoroso della qualità degli integratori a base di AFA, per evitare la contaminazione da microcistine o altre cianotossine potenzialmente dannose per il fegato:  Cyanotoxins in AFA-based products – PubMed.Klamath (AFA): studi scientificiProdotti Nutrigea: Sicuri ed Efficaci per il Benessere Naturale

I prodotti Nutrigea sono sviluppati secondo i più elevati standard di qualità e sicurezza, garantendo efficacia e affidabilità. Grazie a una rigorosa selezione delle materie prime, a processi di estrazione all’avanguardia e a controlli di laboratorio approfonditi, Nutrigea offre formulazioni innovative come AphaMax®, arricchito in AFA-ficocianine concentrate, in grado di supportare l’organismo con proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e immunomodulanti. L’impegno costante nella ricerca scientifica e nella trasparenza assicura prodotti sicuri, ben tollerati e efficaci, pensati per migliorare la qualità della vita in modo naturale.

Nutrigea ha inventato Aphamax®, uno specifico estratto concentrato più del 300% in AFA-ficocianine per garantire un’azione antinfiammatoria efficace.

Questa azione antinfiammatoria è confermata da studi scientifici sia in vitro che in vivo. Per esempio su infiammazioni a carico dello stomaco e del tratto urinario si è vista una diminuzione dello stato infiammatorio totale o quasi (dal 90% al 100%). Ottimi risultati sono stati ottenuti su pazienti che soffrivano di psoriasi cronica, i quali hanno evidenziato miglioramenti radicali e su pazienti affette da fibromialgia con una riduzione dei dolori.

Le AFA-ficocianine sono in grado di svolgere una importante azione chelante dei metelli pesanti e disintossicante.

Per queste sue proprietà Aphamax® viene impiegato nella formulazione dei seguenti prodotti:

L’altro importantissimo estratto brevettato derivato dall’alga klamath è KLAMIN® che va a sostegno dell’umore e dell’attenzione. È stato scoperto che l’alga Klamath contiene MAO-B inibitori (enzimi che metabolizzano i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del tono dell’umore) e feniletilammina (PEA), ammina endogena e neuromodulatore in grado di attivare dopamina e serotonina portando il sistema nervoso in equilibrio, contrastando stati depressivi e ansia favorendo il rilassamento e il sonno.

Tre diversi studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia di Klamin® in condizioni di depressione, ansia e scarsa autostima senza effetti collaterali.

L’azione sinergica di MAO-B e PEA ha anche la funzione di proteggere l’organismo dall’invecchiamento.

Per questi motivi KLAMIN® è stato impiegato nei seguenti prodotti:

Grazie alle ricerche scientifiche nell’ambito del “centro di ricerche nutriterapiche” in collaborazione con l’Università di Urbino, sono numerosi i protocolli di trattamento a base di microalghe Klamath e dei suoi estratti brevettati.Klamath (AFA): studi scientifici

AFA e Malattia di Alzheimer: potenziali benefici

L’Aphanizomenon flos-aquae (AFA) può rappresentare un interessante complemento nutraceutico nel contesto dell’Alzheimer e dei disturbi neurodegenerativi, grazie alle sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e neuroprotettive, nonché alla capacità di stimolare la mobilizzazione delle cellule staminali.

Attività neuroprotettiva e inibizione della MAO-B

Uno studio condotto da Goudie et al. (2014) ha mostrato che estratti di AFA (in particolare da ceppi del Lago Klamath) sono in grado di inibire selettivamente la monoamino ossidasi B (MAO-B), un enzima coinvolto nel metabolismo della dopamina. L’iperattività della MAO-B è associata all’aumento di radicali liberi e al danno neuronale, implicato nella patogenesi dell’Alzheimer e del Parkinson (Selective inhibition of MAO-B by AFA extract – PubMed).

Azione antiossidante e anti-infiammatoria

Lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica sono due dei meccanismi principali coinvolti nella neurodegenerazione. L’estratto fermentato di AFA ha mostrato spiccata attività antiossidante, migliorando la risposta del sistema immunitario e contrastando l’infiammazione: Antioxidant and immunomodulatory effects of AFA – PubMed. In un altro studio, un estratto di AFA ricco in ficocianine (AphaMax®) ha dimostrato capacità di modulare NF-κB, una via proinfiammatoria centrale nella neuroinfiammazione: Anti-inflammatory AFA extract modulates NF-κB – PubMed.

Mobilitazione delle cellule staminali endogene

Un’importante proprietà di AFA è la sua capacità di stimolare la mobilitazione di cellule staminali CD34+ dal midollo osseo al sangue periferico, osservata in soggetti sani già 1 ora dopo l’ingestione. Ciò potrebbe avere implicazioni nella rigenerazione neuronale, poiché alcune cellule progenitrici sono in grado di migrare nel sistema nervoso centrale (AFA stimulates stem cell mobilization – PubMed).

Inibizione dell’Aggregazione del β-Amiloide e Protezione Mitochondriale

L’estratto Klamin® di AFA ha dimostrato in vitro la capacità di interferire con l’aggregazione del peptide β-amiloide, formando strutture meno tossiche. Inoltre, ha mostrato proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie, proteggendo le cellule neuronali dallo stress ossidativo e dall’infiammazione indotta da IL-6 e IL-1β .

Stabilità Termica e Applicazioni Alimentari

Uno studio ha valutato la stabilità dell’estratto di AFA (Klamin®) sottoposto a stress termico, simile a quello della cottura. I risultati hanno mostrato che le proprietà antiossidanti e la capacità di proteggere contro il β-amiloide non erano compromesse, suggerendo la possibilità di utilizzare l’estratto in prodotti alimentari funzionali per la prevenzione dello stress ossidativo e delle malattie legate all’età.

Ipotesi di meccanismi d’azione utili nell’Alzheimer

MeccanismoEffetto potenziale
Inibizione MAO-BRiduzione radicali liberi e neurotossicità
AntiossidanteProtezione da danno ossidativo a livello neuronale
AntinfiammatorioRiduzione neuroinfiammazione (microglia)
Mobilitazione staminaliPotenziale rigenerazione sinaptica e neuronale
FicocianineInibizione delle vie pro-apoptotiche

Sebbene non esistano ancora trial clinici specifici sull’Alzheimer, AFA si propone come coadiuvante naturale promettente nei protocolli di prevenzione e supporto alle malattie neurodegenerative, grazie a:

  • azione antiossidante
  • riduzione dell’infiammazione cerebrale
  • potenziale stimolo alla neurogenesi

Un’integrazione a base di AFA standardizzata, eventualmente associata ad altri composti neuroprotettivi (come curcumina, EGCG, resveratrolo, NAD+ precursori), può rappresentare una strategia innovativa da esplorare nella nutraceutica per il cervello.

Conclusioni

L’Aphanizomenon flos-aquae (AFA) rappresenta una delle microalghe più studiate nel contesto della nutrizione funzionale. I suoi effetti sulla modulazione immunitaria, detossificazione, neuroprotezione, rigenerazione tissutale e salute intestinale sono supportati da numerosi studi preliminari e clinici. Pur necessitando di ulteriori conferme in studi su larga scala, l’AFA si propone come valido coadiuvante in protocolli di oncologia integrata, immunonutrizione e medicina preventiva.

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Bibliografia

  1. Merino JJ et al. The Bluegreen Algae (AFA) Consumption over 48 Hours Increases the Total Number of Peripheral CD34+ Cells in Healthy Patients. J Pers Med. 2020
  2. Taniguchi M et al. Antioxidant and immunomodulatory effects of fermented AFA. Mol Biol Rep. 2019
  3. Russo R et al. AphaMax® reduces colonic inflammation. Int J Mol Sci. 2020
  4. Amrouche A et al. Renoprotective effect of AFA on cisplatin-induced nephrotoxicity. Hum Exp Toxicol. 2008
  5. Celleno L et al. Epigenetic modulation by AFA extract. 2024
  6. Gilroy DJ et al. Microcystin content in AFA-based supplements. Toxicol Appl Pharmacol. 2000


Nel vasto panorama degli integratori alimentari a supporto della salute muscolare, il β-idrossi-β-metilbutirrato, più noto come HMB, ha attirato crescente attenzione per le sue potenzialità ergogeniche e terapeutiche.

Derivato metabolico dell’aminoacido essenziale leucina, l’HMB si distingue per un meccanismo d’azione unico, capace di ridurre la degradazione proteica muscolare e favorire il recupero, soprattutto in situazioni di stress metabolico, invecchiamento o malattia.

Un consumo appropriato di proteine ​​con la dieta è importante per il mantenimento della massa muscolare in quanto garantisce la giusta quantità di aminoacidi essenziali e di conseguenza stimola la sintesi proteica. Di solito, i soggetti più anziani sono ad alto rischio per l’inadeguata assunzione di proteine. Nei soggetti anziani, un’insufficiente assunzione di proteine ​​è correlata alla riduzione della riserva muscolare, all’aumentata fragilità tissutale, ad una ridotta funzione immunitaria, alla necessità di un tempo più lungo per il recupero da una patologia o da un ricovero.Ruolo dell’HMB nella preservazione della massa muscolareGli individui più anziani rispondono meno all’effetto stimolatorio degli aminoacidi sulla sintesi delle proteine ​​muscolari, ma recenti prove hanno dimostrato che una maggiore quantità di apporto di proteine ​​/ amminoacidi potrebbe preservare questa stimolazione e comportare miglioramenti nella massa magra, nella forza e nella funzione fisica. A tale riguardo, l’attuale indicazione dietetica raccomandata dall’OMS (RDA) per le proteine ​(0,8 g / kg / die) potrebbe essere inadeguata per il mantenimento della massa muscolare tra le persone anziane fragili. Pertanto, si discute se l’RDA per l’assunzione di proteine ​​è appropriato per prevenire eventi avversi maggiori e outcome avversi nelle persone anziane.

Dato che la malnutrizione proteico-energetica è uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza e lo sviluppo della sarcopenia, uno stato nutrizionale non ottimale può mediare l’associazione tra la presenza di sarcopenia e gli outcome avversi nei soggetti più anziani e fragili.

A questo proposito, è importante sottolineare che l’integrazione di proteine ​​e / o aminoacidi specifici di per sé può essere necessaria per aumentare la massa e la funzione muscolare nei pazienti anziani malnutriti.

Il beta-idrossi-beta-metilbutirrato (HMB) è un metabolita attivo della leucina, un amminoacido essenziale a catena ramificata completamente derivato da fonti alimentari. L’HMB si trova in quantità molto piccole in alcuni alimenti, come avocado, agrumi, cavolfiore e pesce gatto. L’HMB è sintetizzato dalla leucina in un processo in due fasi che si verifica nelle cellule muscolari e del fegato.

La leucina ha un ruolo specifico nel regolare e controllare la sintesi proteica a livello delle cellule muscolari e l’HMB agisce come un metabolita attivo chiave in tale regolazione. Tuttavia, solo il 5% circa della leucina viene trasformato in HMB, il che si traduce nella produzione di 0,2-0,4 grammi di HMB al giorno in un soggetto di 70 kg. Tradizionalmente, i bodybuilder e gli atleti migliorano le prestazioni e incrementano la massa muscolare, utilizzano l’integrazione di HMB poiché è commercialmente disponibile come integratore alimentare sotto forma di sale di calcio CaHMB monoidrato.

Più recentemente, la ricerca si è anche concentrata sull’uso della supplementazione HMB per preservare o ricostruire la massa muscolare nelle popolazioni a rischio di sarcopenia, in particolare le persone anziane. Diversi studi hanno dimostrato i benefici della supplementazione di HMB, da sola o in combinazione con altri aminoacidi e con un protocollo di esercizio fisico, al fine di mantenere o ricostituire la massa magra, la forza e la performance muscolare negli anziani.

Origine e metabolismo

L’HMB è prodotto fisiologicamente nel fegato a partire dalla leucina, uno degli aminoacidi a catena ramificata (BCAA). Tuttavia, solo una piccola frazione (circa il 5%) della leucina assunta viene convertita in HMB. Per questo motivo, l’integrazione esogena è necessaria per ottenere quantità efficaci a livello farmacologico o ergogenico. Le forme comunemente disponibili sul mercato sono:

  • HMB-Ca, il sale di calcio, più stabile e con un rilascio lento;
  • HMB-FA, la forma libera, più rapidamente assorbibile.

Il β-idrossi-β-metilbutirrato (HMB) è un prodotto del metabolismo, il complesso di trasformazioni chimiche che riguardano le sostanze nutritive, della leucina, uno dei 9 aminoacidi essenziali. All’HMB sono attribuiti alcuni effetti positivi a livello della massa e delle prestazioni muscolari: 

  • rallentamento della perdita del tono muscolare
  • stimolazione della riparazione dei tessuti
  • induzione dell’anabolismo, cioè un aumento della massa muscolare

Inoltre, in generale, la leucina ha un ruolo fondamentale nella regolazione della formazione di nuove proteine nelle cellule muscolari e, probabilmente, è proprio l’HMB ad avere un ruolo attivo importante in tale regolazione.Ruolo dell’HMB nella preservazione della massa muscolareMeccanismi d’azione

I benefici dell’HMB derivano da un duplice effetto:

  1. Anticatabolico: l’HMB è in grado di inibire la degradazione muscolare agendo sulla via dell’ubiquitina-proteasoma, responsabile della proteolisi intracellulare. Stabilizza inoltre le membrane cellulari muscolari danneggiate dall’esercizio fisico intenso o da condizioni patologiche.
  2. Anabolico: l’HMB stimola indirettamente la sintesi proteica attraverso l’attivazione della via mTOR (mammalian Target of Rapamycin), anche se con minore efficacia rispetto alla leucina pura.

Questo bilanciamento tra sintesi e inibizione della degradazione lo rende un alleato prezioso per il mantenimento e l’incremento della massa muscolare.

Applicazioni cliniche
  1. Sarcopenia e invecchiamento

Con l’età, la massa muscolare tende a ridursi fisiologicamente, un processo noto come sarcopenia, associato a perdita di forza, autonomia e qualità della vita. Studi controllati hanno dimostrato che l’integrazione con HMB (3 g/die) per periodi superiori alle 4 settimane può:

  • migliorare la massa magra (FFM),
  • ridurre la fragilità,
  • sostenere la funzionalità muscolare.

Studio chiave: Fuller et al., 2015 (Age) – HMB ha migliorato significativamente la massa muscolare e la forza in adulti sopra i 65 anni.

  1. Patologie croniche e cachettizzanti

In condizioni patologiche come cancro, BPCO, HIV/AIDS, insufficienza cardiaca o insufficienza renale, la perdita di massa muscolare è una complicanza frequente e prognosticamente sfavorevole. L’HMB, associato ad aminoacidi essenziali e una dieta iperproteica, ha dimostrato di:

  • preservare la massa magra durante la malattia,
  • migliorare l’aderenza alla terapia,
  • rallentare la progressione della cachessia.

Meta-analisi (Bear et al., 2019): l’uso di HMB nei pazienti oncologici ha ridotto la perdita muscolare e migliorato la risposta funzionale nei trattamenti chemio-radioterapici.

  1. Traumi, immobilizzazione e post-operatorio

In soggetti immobilizzati per fratture, interventi chirurgici ortopedici o ricoveri prolungati, l’HMB ha mostrato la capacità di:

  • ridurre l’atrofia muscolare da inattività,
  • velocizzare la ripresa della funzione motoria,
  • abbassare il rischio di complicanze da decondizionamento.

Ruolo dell’HMB nella preservazione della massa muscolare

Utilizzo nello sport

In ambito sportivo, l’HMB è noto soprattutto per i suoi effetti anticatabolici, più che anabolici puri. I benefici sono stati osservati in:

  • atleti di resistenza (corsa, ciclismo),
  • sport di potenza (sollevamento pesi, crossfit),
  • sport misti (arti marziali, calcio, rugby).

Gli effetti principali includono:

  • riduzione del danno muscolare post-esercizio,
  • minore comparsa di DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness),
  • incremento della forza in programmi di allenamento intenso,
  • aumento della massa magra, se assunto in sinergia con proteine e allenamento progressivo.

Wilson et al., 2013 – International Society of Sports Nutrition: “HMB è un integratore sicuro ed efficace nel migliorare la forza, la massa magra e il recupero muscolare in atleti e soggetti non allenati”.

Come l’ HMB può essere d’aiuto verso una longevità in salute

Alcune sostanze presenti in natura e in grado di interagire con i processi biologici sono indicate come “composti bioattivi”; in particolare, quelle contenute negli alimenti sono note come “nutraceutici”. Numerosi composti bioattivi possono agire come modulatori epigenetici.

In particolare, l’HMB è uno degli “eroi della longevità”, cioè gli attivi che regolano a livello cellulare gli hallmarks dell’aging: in una prospettiva pro-longevity, l’HMB può favorire il mantenimento della forza e della salute delle cellule della massa muscolare, anche in casi di perdita muscolare associata all’età o in altre condizioni cliniche correlate al deperimento muscolare.

Inoltre, la supplementazione di HMB associata a vitamina D3 è in grado di migliorare la forza muscolare e la funzionalità fisica nelle persone anziane, anche non coinvolte in programmi di training.ì Infatti, è possibile contare sull’apporto dell’integrazione alimentare, con specifici ingredienti funzionali in grado di regolare, a livello delle cellule, i fattori responsabili dell’invecchiamento.

Dosaggio e somministrazione

  • Dose efficace: 3 g al giorno (1 g ogni 8 ore circa).
  • Durata: minimo 2 settimane per effetti sul danno muscolare, 4-6 settimane per effetti su massa e forza.
  • Forma preferita:
    • HMB-FA se si cerca assorbimento rapido pre-gara o pre-workout;
    • HMB-Ca per uso continuativo e stabile.

Sicurezza e tollerabilità

Numerosi studi, anche a lungo termine, hanno evidenziato che l’HMB è ben tollerato. Non sono stati riportati effetti avversi clinicamente significativi, né alterazioni di parametri epatici, renali o ematologici. L’EFSA (European Food Safety Authority) lo considera sicuro fino a 6 g/die.

Conclusioni

L’HMB rappresenta un’interessante frontiera della nutraceutica muscolare. Il suo profilo d’azione, che unisce protezione muscolare, recupero e stimolo metabolico, lo rende un’opzione valida sia in contesto sportivo sia in ambito clinico-riabilitativo. In una società sempre più longeva e sportiva, dove il mantenimento della massa muscolare è cruciale per la salute e la performance, l’HMB può assumere un ruolo centrale nella prevenzione e nel supporto funzionale.

Sono noti gli effetti positivi dell’integrazione di HMB sul mantenimento della massa muscolare, sia negli atleti sia negli anziani sani, anche in assenza di un regime di esercizio fisico; questo fa pensare che possa essere utile nel prevenire la perdita di massa muscolare anche nei pazienti allettati.

L’HMB previene la degradazione delle proteine e favorisce una maggiore sintesi proteica, con conseguente aumento della massa muscolare. La massa magra aumenta e contribuisce allo sviluppo della forza muscolare. Le prestazioni migliorano quindi con il progredire delle sessioni di allenamento.

Questa molecola contribuisce a ridurre i tempi di recupero e a diminuire il dolore. Inoltre, secondo alcuni studi, l’HMB contribuisce anche alla riduzione della perdita muscolare legata all’età.

I benefici

L’HMB può far parte di una strategia anti-aging, in quanto riduce la perdita di massa muscolare legata all’età.

L’HMB è oggetto di oltre 160 publicazioni scientifiche.

Fonte: https://sarcopeniaonline.it/it/

Riferimenti scientifici principali


Le Proteine di canapa in polvere sono un supplemento proteico utilizzabile sia da vegetariani che da onnivori, per aumentare l’introito proteico giornaliero.

Grazie alla loro elevata digeribilità, le proteine della canapa costituiscono una fonte superiore rispetto alle classiche proteine in polvere. Inoltre, le speciali proprietà della pianta si riflettono su un generale miglioramento del sistema immunitario e del fegato, oltre a una migliore resistenza alla fatica.

La canapa è la varietà di cannabis quasi totalmente, se non completamente, priva di THC: il famoso principio attivo responsabile degli effetti psicotropi derivanti da un suo consumo.

La canapa è, per tale ragione, la più indicata ad essere impiegata sia per scopi alimentari che per scopi medici.

I semi della canapa, a partire dai quali si ottengono le omonime proteine in polvere, sono composti per il 45% da olio, per il 35% da proteine e per il 10% da carboidrati.

Ci sono, oltre a tutto ciò, anche molti benefici nutrizionali, sostenuti da numerose pubblicazioni . Oltre al semplice contenuto proteico, le proteine in polvere della canapa spesso includono altri due componenti che favoriscono una buona salute.

Fibre

La canapa contiene sia fibre solubili che insolubili e la maggior parte dei suoi prodotti proteici contiene circa 10 grammi per porzione.

La fibra solubile nella proteina della canapa è una fonte di batteri intestinali utili che hanno dimostrato di aiutare a regolare lo zucchero nel sangue. La fibra insolubile aiuta il corpo a far transitare i rifiuti attraverso il tratto intestinale.

E’ anche riempitiva, rendendo le proteine della canapa una scelta eccellente per sostituire un pasto con uno shaker. A tal proposito, possono essere una scelta migliore delle proteine del siero di latte, che non contengono praticamente alcuna fibra.

Grassi buoni

Le proteine della canapa presentano generalmente tre grammi di grassi per porzione, derivanti da acidi grassi omega-3 e omega-6, che sono stati riconosciuti per sostenere la salute del cuore.

Gli omega-3 sono difficili da trovare in fonti non ittiche, e l’alto contenuto di acido stearidonico della canapa (un tipo di omega-3) le rende una buona alternativa per coloro che non mangiano pesce.

I semi della canapa contengono il bilancio ideale (3:1) di Omega 3 e Omega 6, molecole lipidiche che contribuiscono a migliorare il sistema cardiovascolare.

Più nello specifico, le proteine in polvere della canapa contengono acido linoleico (omega 3) che come è stato dimostrato da alcuni studi [1] , aiuta a prevenire cardiopatica coronarica.

Altra importante caratteristica, sempre per merito delle fibre, sono i ridotti livelli di colesterolo LDL e la migliore gestione dei grassi che tendono ad essere utilizzati per scopi energetici a breve termine che ad accumularsi.

Altri benefici

Secondo uno studio annuale pubblicato nel 2008 [2], le proteine dei semi di canapa possono avere effetti benefici contro la sensazione di fatica e migliorare il sistema immunitario.

In uno studio controllato, dei topi ai quali sono state somministrate delle proteine della canapa in polvere, hanno mostrato miglioramenti nella durata della loro capacità di nuoto e nella concentrazione di acido lattico nei muscoli (che diminuiva, consentendo uno sforzo prolungato).

Un altro studio, pubblicato nel 2011 in “Molecular Nutrition & Food Research” ha scoperto che una dieta affiancata dall’assunzione di proteine della canapa e di soia (nell’esperimento sono citate anche quest’ultime) è capace di migliorare le funzioni del fegato e di abbassare l’ipertrofia cardiaca.

I semi e l’ olio di semi di Canapa sono considerati, inoltre, un ottimo alleato nella riparazione del DNA:

-hanno il perfetto rapporto 3: 1 di acidi grassi ,Omega 6 e Omega 3, necessari per il corpo umano,

-dispongono di vitamina A, B1, B2, B3, B6, C, D ed E. ;

-contengono antiossidanti, proteine, carotene, fitosteroli, fosfolipidi, così come un certo numero di minerali tra cui calcio, magnesio, zolfo, potassio, ferro, zinco e fosforo.

Tutti questi nutrienti,se assunti giornalmente nella propria dieta alimentare, giocano un ruolo importantissimo nel mantenere il nostro organismo in salute e senza squilibri di alcun genere, ma quello che più di tutti può fare la differenza nella riparazione del DNA, è la proteina.

I semi di Canapa hanno un alto contenuto di proteine, di cui il 65% di Edestina e 35% Albumina.

Questo contenuto eccezionalmente alto di Edestina combinato con l’Albumina, rende immediatamente disponibili tutti gli amminoacidi presenti, in una proporzione perfetta per assicurare al nostro corpo i mattoni necessari alla costruzione delle immunoglobine, gli anticorpi, il cui compito è di respingere le infezioni prima che si presentino i sintomi di una malattia.

Come usare gli integratori proteici a base di canapa

Un individuo sedentario necessita circa di 0.8 g di proteine per Kg di peso corporeo al giorno. La percentuale è più elevata nel caso si pratichi un’attività fisica regolarmente, fino ad arrivare anche a 1,5-1,7 g/kg  giornalieri. Inoltre, per vegetariani e vegani, può risultare più difficile raggiungere il proprio fabbisogno proteico rispetto a chi segue una dieta onnivora.

Uno dei motivi principali è che le proteine vegetali sono meno digeribili rispetto a quelle animali.

La quantità da assumere, dipende dalle vostre personali esigenze ma le dosi consigliate sono di 1-2 misurini, da 25-30 g l’uno, al giorno.

Le proteine in polvere della canapa non presentano particolari limitazioni e sono utilizzabili come qualsiasi altro integratore proteico in commercio.

I modi per assumerle sono molteplici, a cominciare dai famosi shaker proteici fino ad arrivare a gustosi frullati e yogurt a base di canapa.

Ricordo che il giusto non incide molto, quasi tutte le proteine in polvere sono abbastanza neutre e ciò consente una certa manipolazione e versatilità d’uso.

Fonti

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4153275/
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18589601

 

“Nessun alimento vegetale può essere paragonato ai semi di canapa per quanto riguarda il valore nutritivo. Mezzo chilo di semi di canapa, fornisce tutte le proteine, gli acidi grassi essenziali e la fibra necessari alla vita umana per due settimane”. Dott. Uso Erasmus

Vedi anche la pagina CANAPA


L’ossidazione rappresenta la perdita di elettroni da parte di un elemento. Essa è quasi sempre accompagnata dall’acquisizione dei medesimi elettroni da parte di un altro elemento, che pertanto subisce una riduzione (processo noto col termine di ossidoriduzione). L’ossidazione è un fenomeno estremamente importante nei processi energetici cellulari, quindi anche sotto il profilo sportivo.

Nell’ossidazione cellulare vengono rimossi elettroni degli atomi di idrogeno. Atomi di idrogeno provenienti dai substrati energetici (lipidi, protidi, glucidi). Tale processo avviene all’interno dei mitocondri, dove gli elettroni rimossi dall’idrogeno vengono trasferiti mediante dei trasportatori ad una serie di accettori intermedi, sino a raggiungere l’accettore finale: l’ossigeno. Il trasferimmo di elettroni determina il rilascio di energia che servirà alla risintesi di ATP. Al termine anche l’idrogeno si lega con l’ossigeno formando acqua. Non a caso l’ossidazione cellulare si conclude con il legame di 2 atomi di idrogeno con uno di acqua. Intanto i trasportatori (NAD e FAD) che hanno ceduto i loro elettroni, rientrano ad operare per nuovi cicli di ossidazione.

Ossigeno
L’ossigeno è un gas fondamentale per la vita, alla temperatura
e pressione ambiente si trova nella forma molecolare composta da 2 atomi di ossigeno: O2. Grazie alla sua elettronegatività è fondamentale per l’uomo come ossidante dei substrati energetici. L’ossigeno è infatti l’accettore finale di elettroni nella catena respiratoria cellulare, mediante la quale viene estratta energia per la risintesi di ATP.

In condizioni di assenza di ossigeno la stessa vita dell’individuo non sarebbe possibile. Da un punto di vista delle prestazioni atletiche, un migliore trasporto dell’ossigeno, ed una migliore capacità nel suo impiego (VO2max) sono sinonimi di un individuo capace di prestazioni più elevate e per periodi più lunghi.

L’ossigeno è a tal punto determinante rispetto al risultato di una competizione sportiva che, anche alcuni metodi illeciti (doping) utilizzati nello sport, sono finalizzati proprio a migliorarne il trasporto (uso di eritropoietina, autoemotrasfusioni ecc.).

L’ossigeno è trasportato in circolo nell’organismo per mezzo degli eritrociti, legato ad una proteina globulare in essi contenuta: l’emoglobina. I processi di ossidazione dei substrati energetici avvengono all’interno dei mitocondri e garantiscono il protrarsi delle attività motorie per periodi di tempo relativamente lunghi.

L’attività sportiva in situazioni di carenza di ossigeno, o con richieste energetiche maggiori a quelle ottenibili mediante il sistema aerobico, pongono l’organismo in una condizione di acidosi che non consente il protrarsi dell’attività sportiva.Ossigeno e ossidazioneSecondo una ricerca della Brigham Young University, ad esempio, il fare jogging per 30 minuti per le donne e 40 per gli uomini, 5 volte a settimana, diminuirebbe l’invecchiamento cellulare di 9 anni, mentre gli atleti della domenica e quelli che escono dal lungo letargo invernale con l’intenzione di recuperare tutto il tempo perduto con poche uscite ma estreme sono a rischio di infortuni ed eccesso di stress ossidativo.

Questo apre il delicato capitolo del controllo dello stress ossidativo negli atleti. Il migliore modo di controllare il sistema redox è eseguire un esercizio fisico seguendo accuratamente le indicazioni del personale medico-sanitario, ovvero una “prescrizione motoria”, alla stregua di una “prescrizione dietetica”.

Frutta fresca e secca – L’alimentazione dello sportivo dovrebbe tener conto di una serie di nutrienti in grado di migliorare o ottimizzare le funzioni del sistema redox e, in particolare, le sue specifiche vie di segnale in maniera del tutto fisiologica e naturale.

A tal riguardo si è visto che una combinazione di arginina (contenuta abbondantemente nella frutta secca) e di vitamina C (ben presente in diversi tipi di frutta) può essere utile nell’aumentare i livelli di ossido nitrico, indispensabile per il buon funzionamento della circolazione sanguigna e, quindi della funzione muscolare. Inoltre, quasi tutti i polifenoli, sostanze variamente distribuite nella frutta (es. frutti di bosco, melograno, uva nera, etc.) e nella verdura, specialmente se “di stagione, km zero e, soprattutto a tempo zero” attivano il sistema Nrf-2 (vedi sopra), stimolando la produzione endogena degli antiossidanti a livello del DNA e favoriscono la produzione di nuovi mitocondri, mimando esattamente quello che accade con la sola attività fisica, potenziandone i benefici effetti.

Un ruolo importante è svolto, ovviamente dai sali minerali, e dai cosiddetti acidi grassi polinsaturi della serie omega-3, contenuti nelle alghe, in piccoli crostacei, nel pesce azzurro, e in alcuni tipi di frutta secca con guscio, non tostata, e indicati spesso con le sigle EPA e DHA, i quali svolgono un ruolo determinante nel mantenere le membrane cellulari dei vasi sanguigni e dei muscoli sufficientemente fluide e nel preservare le funzioni visiva e cardiaca, essenziali nello sport.

Tra le sostanze più interessanti a tal riguardo sono da segnalare la vitamina E, la vitamina C, il coenzima Q10, l’acido lipoico, l’astaxantina e il glutatione, il più potente antiossidante intracellulare (ne stimolano la produzione “endogena” le proteine da siero di latte e la N-acetilcisteina, il principio attivo di un comune mucolitico, sempre a basse dosi).

L’integrazione va sempre limitata nel tempo: un buon criterio è circoscriverla ai primi cinque giorni di ogni settimana, per un periodo non superiore ai 4 mesi, salvo diversa prescrizione medica. La personalizzazione della prescrizione di omega 3, in particolare, è oggi possibile grazie al cosiddetto esame lipididomico (basta una goccia di sangue capillare deposta su una specifica cartina).

Ulteriori ricerche stanno chiarendo il ruolo della flora batterica intestinale (microbiota) e di meccanismi di controllo epigenetici, nello scacchiere che vede in gioco l’attività fisica e lo stress ossidativo.

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L’arginina sta assumendo notevole importanza come precursore dell’ossido nitrico per le tante funzioni che quest’ultimo esplica nell’attività cellulare, nella trasduzione dei segnali biologici e nella difesa immunitaria.

La L-Arginina e un importante amminoacido che, se assunto ad alte dosi favorisce la produzione dell’ormone della crescita (GH). Le sue funzioni sono analoghe a quelle di questo importante ormone (favorisce il mantenimento del trofismo muscolare, accelera la guarigione dalle ferite, favorisce l’utilizzo di grassi a scopo energetico, migliora l’attività cerebrale e le difese immunitarie, partecipa alla sintesi del collagene). E’ pertanto indicata nella cura dell’obesità, nella terapia dell’HIV e come integratore per l’aumento della massa muscolare.

L’arginina è un aminoacido essenziale per i bambini in fase di crescita ma non per gli adulti (dato che può essere sintetizzata dall’organismo, soprattutto a livello renale ed epatico). Nell’adulto l’arginina rientra comunque nella categoria degli “aminoacidi condizionatamente essenziali” (insieme a glicina, glutamina, prolina e taurina) perché ricopre un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’omeostasi e delle funzioni dell’organismo. In alcune condizioni patologiche l’arginina può essere sintetizzata ad una velocità insufficiente per far fronte ai reali bisogni e proprio a questa sua caratteristica deve l’appellativo di “amminoacido condizionatamente essenziale”.

Modifiche radicali del proprio stile di vita oppure dell’alimentazione, ma anche stress psicofisico provocato da affaticamento eccessivo sono tra le condizioni più frequenti che possono indurre una vera e propria mancanza di arginina. I sintomi di un apporto insufficiente non così evidenti e possono comprendere: condizione di spossatezza, alterazioni del sonno, difficoltà di concentrazione. In casi come questi si può ricorrere a un integratore di arginina; ciò nonostante, il suggerimento è di intervenire – prima di tutto – sull’alimentazione, optando per una serie di cibi (mandorle, noci, nocciole, arachidi e legumi ma anche riso, carne e tuorlo d’uovo).

Le funzioni dell’arginina sono molteplici: è un precursore della creatina e ne aumenta la velocità di sintesi; tuttavia non si sa ancora se tale proprietà sia in grado di influenzare positivamente la performance atletica. L’arginina interviene inoltre nella sintesi di altri amminoacidi e in quella del glucosio, agendo in tal senso come aminoacido gluconeogenetico (l’arginina può cioè essere catabolizzata per produrre energia quando le scorte di glucosio scarseggiano). E’ un prodotto intermedio del ciclo dell’urea e come tale contribuisce a detossificare l’organismo.

Durante un esercizio fisico l’ammoniaca prodotta deriva principalmente dalla deaminazione dell’AMP (adenosinmonofosfato) nelle cellule muscolari. Dato che l’accumulo di ammoniaca è uno dei fattori che determinano la fatica, il potere detossificante dell’arginina potrebbe essere molto utile anche negli sport di durata (ciclismo, corsa, sci di fondo ecc.).

In uno studio l’infusione endovenosa di arginina ha aumentato significativamente la concentrazione sierica di ormone della crescita e prolattina; per ottenere lo stesso risultato con la somministrazione per via orale i dosaggi di arginina dovrebbero essere elevatissimi, nell’ordine dei 250 mg/kg/die. Per favorire tale azione viene spesso consigliato di assumere integratori a base di arginina poco prima di coricarsi per il riposo notturno. Molti degli studi che hanno confermato tali proprietà anche a dosaggi inferiori sono stati condotti su gruppi di soggetti anziani, defedati ed in regime di ricovero, con problemi relativi ad una scarsa alimentazione o difficoltoso assorbimento di nutrienti. Tali risultati non sarebbero pertanto applicabili a soggetti giovani ed in buona salute con un alimentazione varia ed equilibrata.

Deficit di arginina potrebbero invece essere presenti nelle persone che seguono una dieta strettamente vegetariana (dieta vegana), in condizioni di stress psicofisico severo, malattie o traumi. L’arginina è utilizzata come agente immunostimulante nelle condizioni in cui l’organismo è debilitato (ustioni, traumi e patologie varie).

Arginina e prevenzione rischio cardiovascolare

GUARIGIONE DELLE FERITE: le persone con carenza di arginina hanno una lenta cicatrizzazione e guarigione delle ferite e dei traumi a causa della ridotta deposizione di collagene nei siti di lesione. L’arginina viene spesso utilizzata assieme a creme ed unguenti topici per la medicazione delle ferite poiché induce la secrezione di ormoni (tra i quali anche l’ormone della crescita, GH) coinvolti nei processi di cicatrizzazione. Grazie al miglioramento del flusso sanguigno sulla parte lesa e alla produzione di L-prolina, aumenta anche la sintesi di collagene necessario alla riparazione e al ripristino della funzionalità tissutale, accelerandone la guarigione. Ciò si rivela particolarmente utile nel trattamento dei grandi ustionati, riducendo anche gonfiore e dolore.

PROPRIETÀ ANTINFIAMMATORIE E ANTIOSSIDANTI: l’arginina contribuisce all’eliminazione delle tossine (ammoniaca) e dei radicali liberi responsabili dell’infiammazione e dell’invecchiamento. Viene spesso data in combinazione con altri antiossidanti, in particolare con la vitamina C e gli omega 3 come antiaging. Grazie alla sua capacità di eliminare l’ammoniaca attraverso le urine, spesso l’arginina viene utilizzata nelle persone con problemi metabolici e danni all’uretra. L’ammoniaca infatti, se persiste in questi distretti, può scomporre le proteine e causare necrosi dei tessuti con conseguente infiammazione cronica.

L’ARGININA INTERVIENE NELLA SINTESI DI OSSIDO NITRICO,
una sostanza che induce VASODILATAZIONE diminuendo la pressione arteriosa ed aumentando l’apporto di sangue ai tessuti, genitali compresi. Tale effetto contribuisce in linea teorica all’aumento delle prestazioni sessuali (Disfunzione erettile). Una recente pubblicazione [J Sex Med. 2019] ha affermato che su 10 studi randomizzati su 540 pazienti con disfunzione erettile si è riscontrato un miglioramento significativo assumendo un dosaggio compreso tra 1500 e 5000 mg. Il miglioramento riscontrato non ha riguardato solo l’ erezione ma anche l’ orgasmo, mentre non ci sono state variazioni sul desiderio sessuale.
Per queste sue proprietà vasodilatatorie l’arginina potrebbe essere utile anche nella cura delle patologie cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi, angina ed ipercolesterolemia). Tali ipotesi, per lo più derivanti da ricerche condotte su animali da esperimento, sono ancora in attesa di conferma.

DIABETE: l’arginina è l’amminoacido che, più di ogni altro, ha la capacità di stimolare la sintesi dell’insulina, che può essere d’aiuto nel diabete ma, soprattutto, nel prediabete, fase in cui c’è una riduzione della secrezione di insulina ma non una totale assenza di questo ormone. Nei casi di diabete di tipo 1, in cui il pancreas non produce più l’insulina, l’arginina non può essere d’aiuto, mentre nelle situazioni prediabetiche aiuta ad evitare l’aggravarsi della sintomatologia e l’instaurarsi della patologia diabetica.

Sembra ci sia una relazione anche tra l’ ARGININA E IL SONNO. Questo perché l ‘arginina aumenta la produzione di ossido nitrico che pare abbia un ruolo importante nella regolazione del sonno.
In uno studio in particolare fatto su alcuni ratti [Life Sci. 2004] si è riscontrato un significativo aumento delle ore di sonno ad onde lente e la riduzione della veglia.

Altro argomento dibattuto riguarda l’ ARGININA E I CAPELLI. Uno studio in particolare [J Cosmet Sci. 2005] ha voluto misurare gli effetti protettivi dell’ arginina collegati alla colorazione dei capelli. In questo studio si ipotizza che l’ uso di arginina prevenga l’ attacco indesiderato del perossido di idrogeno sulle proteine e sui lipidi della superficie dei capelli. Si è visto anche che una notevole quantità di arginina si deposita sulle fibre dei capelli.

IN SINTESI:

Gli effetti benefici dell’ arginina sono molteplici e centinaia di studi scientifici hanno cercato di dimostrarne i risultati che, in particolare, possono essere così riassunti:

  • aiuta a smaltire l’ ammoniaca e i rifiuti azotati;
  • aumenta la produzione di ossido nitrico;
  • aiuta a combattere l’ affaticamento muscolare;
  • stimola il sistema immunitario;
  • aiuta a rilassare i vasi sanguigni e a prevenire problemi cardiovascolari di diverso tipo;
  • stimola la produzione di creatina, l-prolina e l-glutammato;
  • a grandi dosi stimola l’ormone della crescita e della prolattina;
  • stimola l’ ossidazione dell’ acido grasso muscolare scheletrico e l’ assorbimento del glucosio muscolare.

ARGININA NEGLI ALIMENTI
Normalmente una persona assume dai 3,5 ai 5 grammi di arginina al giorno soprattutto attraverso carne, frutta secca e alimenti vegetali ricchi di proteine (legumi).

ALIMENTO mg/100g
Arachidi tostate 3736, nocciole 2824, fave secche, ceci, lenticchie secche, soia 2000-2200, carne 1500-2000, mandorle 1587 pesce 900-1200, uovo intero 790, albume 576, tuorlo 1131, formaggi 540, cereali e derivati (pasta, pane, riso ecc.) 400-500.

L’utilizzo di arginina è controindicato alle persone soggette a frequenti manifestazioni da herpes virus, dato che tale amminoacido sembra favorire gli episodi di riattivazione del ceppo virale. L’amminoacido lisina, dall’altra parte, parrebbe avere effetti contrari, migliorando il controllo dell’herpes sia labiale che genitale.

Elevate dosi di arginina (oltre i 30 grammi al giorno) hanno provocato anche cefalea, ipotensione e nefrotossicità. Più gravi le reazioni per via parenterale. Per dosi inferiori gli effetti collaterali più comuni si riferiscono ad episodi di diarrea, crampi addominali e nausea.

L’assimilazione dell’arginina varia in base alla forma in cui viene consumata. Sebbene ci siano arginina in alcuni prodotti alimentari, il più efficace è consumarlo sotto forma di un integratore alimentare (polvere o capsula). Se consumato per via orale, l’arginina viene rapidamente assorbita nell’intestino tenue e quindi passa nel flusso sanguigno. Una volta nel sangue, l’arginina viene trasportata negli organi e nei tessuti dove viene utilizzata per produrre ossido nitrico. La velocità con cui viene assorbita l’arginina è influenzata da vari fattori come l’acidità dello stomaco, il consumo di altri alimenti, la forma in cui viene consumata, così come la presenza di altri nutrienti.

BIBLIOGRAFIA:

  1. Menzel D, Haller H, Wilhelm M, Robenek H. L-Arginine and B vitamins improve endothelial function in subjects with mild to moderate blood pressure elevation. Eur J Nutr. 2018 Mar;57(2):557-568
  2. Effetti dell’integrazione di arginina sulle prestazioni atletiche in base al metabolismo energetico: una revisione sistematica e una meta-analisi (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32370176/)
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  4. L-Arginina nel diabete: evidenze cliniche e precliniche (https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10114382/)
  5. L-Arginina e Malattia di Alzheimer (https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC2600464/)
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  8. “Arginine.” National Center for Complementary and Integrative Health, 2022, https://www.nccih.nih.gov/health/arginine
  9. Erboristeria Arcobaleno: Ossido Nitrico e Arginina
  10. Erboristeria Arcobaleno: FIR, ossido nitrico e microcircolo


La glutammina è l’amminoacido più presente nel corpo umano: oltre che nei muscoli, si trova in quantità discrete anche nel sistema nervoso, nell’intestino, nel fegato, nel cuore e viene utilizzata da tutte le cellule, in particolare da quelle deputate alle difese immunitarie per produrre energia.

La Glutammina, Aminoacido definito “Condizionatamente Essenziale” è l’Aminoacido in forma libera più abbondante presente nel tessuto muscolare. Svolge un ruolo vitale nel metabolismo delle proteine, nella costruzione e nel recupero del tessuto muscolare, nelle funzioni cerebrali. Inoltre è la fonte energetica primaria per le cellule intestinali ed è essenziale per l’ottimizzazione delle funzioni immunitarie…Studi scientifici recenti hanno indicato che la Glutammina può minimizzare o impedire il catabolismo (distruzione) muscolare nei soggetti che soffrono di disordini metabolici.

Uno studio ha evidenziato che i soggetti che assumevano un supplemento di Glutammina presentavano un aumentato processo lipolitico (una maggior mobilizzazione del grasso) rispetto a coloro che assumevano placebo. Durante l’esercizio fisico l’esigenza di Glutammina sembra aumentare.

Studi recenti hanno indicato che lo sforzo fisico ha un effetto negativo sulle riserve di Glutammina del corpo. Un altro studio su atleti in buona salute impegnati in allenamento anaerobico intenso ha mostrato un calo del 45% di Glutammina nel plasma confrontata ai loro livelli di pre-training.

Nell’attività aerobica intensa invece, il livello di Glutammina nel plasma è sceso del 50%. E’ stato provato che consumare piccole dosi (circa 2 gr.) di L-Glutammina in forma libera può indurre un aumento del 400% del livello dell’ormone della crescita (GH).

Glutammina: aminoacido vitale per l’organismoLa glutammina interviene:

– nella detossificazione da ammoniaca: la glutammina è un vero e proprio trasportatore di gruppi amminici, non tossico, che può attraversare le membrane cellulari; La glutammina entra nel circolo sanguigno e raggiunge il fegato. All’interno dei mitocondri epatici la glutammina libera il suo gruppo amminico che viene convertito in NH4+ o ione ammonio. Lo ione ammonio è tossico per le cellule del corpo ed in particolare per il cervello. Nel fegato l’NH4 + viene incorporato nella molecola atossica dell’urea. L’urea prodotta dal fegato viene trasportata attraverso il sangue ai reni per l’escrezione urinaria;

– nell’attività immunitaria, dove ha un ruolo di supporto energetico nelle cellule in rapida moltiplicazione come linfociti e macrofagi. Se da un lato l’esercizio moderato aumenta la resistenza ad infezioni di vario tipo quello esaustivo, specie se abbinato a regimi alimentari ipocalorici, aumenta la sensibilità ad infezioni virali e batteriche;

– nell’attività cerebrale, dove svolge un’attività stimolante. La glutammina è in grado di penetrare la barriera emato-encefalica ed entrare nel cervello dove viene convertita in glutammato, il più importante e diffuso neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso centrale. La glutammina è altresì precorritrice del GABA, un neurotrasmettitore che ha effetti inibitori sulla trasmissione nervosa.

– nell’aumento di volume delle cellule muscolari favorendo l’ingresso nelle cellule di acqua, aminoacidi ed altre sostanze. Tale attività, secondo alcuni ricercatori, stimolerebbe la sintesi proteica favorendo l’aumento di massa muscolare;

– nella sindrome da sovrallenamento, esiste infatti una relazione tra il calo permanente dei livelli plasmatici di gultammina e la comparsa dei sintomi del sovrallenamento (stanchezza cronica, calo di peso, perdita di appetito, comparsa di infezioni di lieve entità, nausea, depressione, apatia, aumento della frequenza cardiaca a riposo e diminuzione della frequenza cardiaca di allenamento) .Secondo alcuni ricercatori la somministrazione di gultammina ed aminoacidi ramificati sarebbe quindi utile nei periodi di allenamento intenso per ridurre i rischi di sovrallenamento;

– nel recupero dopo uno sforzo: alcuni studi dimostrano un ruolo della glutamimina nel favorire l’aumento delle scorte di glicogeno muscolare durante il recupero, probabilmente a causa dell’aumentato ingresso di acqua all’interno delle cellule (ricordiamo a tal proposito che l’acqua è essenziale nella glicogenosintesi in quanto per ogni grammo di glicogeno prodotto si legano ad esso circa 2.7 g di acqua);

– nello stimolo di secrezione dell’ormone della crescita, se assunta in condizione di bassi livelli di glicemia la glutammina sembra, secondo alcuni studi, stimolare la secrezione del GH. Per ottimizzare questa azione la glutammina andrebbe assunta prima di coricarsi;

– nell’azione disintossicante e nella regolazione del pH ematico e urinario (cede ammoniaca a livello renale, la quale si carica di un idrogenione H+ trasformandosi in ione ammonio NH4+, che viene poi eliminato con le urine). nell’azione antiossidante: interviene nella formazione del glutatione, un potente antiossidante esogeno costituito da glicina, cisteina e acido glutammico. Quest’ultimo può essere ricavato dalla glutammina per cessione dello ione ammonio.

Glutammina: aminoacido vitale per l’organismoGlutammina come nutrimento per l’intestino

  • La mucosa intestinale è uno dei tessuti a più rapido ricambio dell’organismo. Le cellule epiteliali (enterociti) usano la glutammina come principale fonte di energia per mantenersi vitali e riparare continuamente la barriera che separa l’intestino dal sangue.
  • Una barriera forte è fondamentale per il microbiota: se l’epitelio si indebolisce e aumenta la permeabilità (leaky gut), batteri e tossine possono traslocare, generando infiammazione e disbiosi.

 Effetti sul microbiota

Supporto alla flora benefica

  • Alcuni studi hanno osservato che la glutammina favorisce la crescita di ceppi “amici” come Lactobacillus e Bifidobacterium, mentre limita l’espansione di microrganismi opportunisti o patogeni.
  • Questo equilibrio è essenziale per una buona digestione e per la produzione di metaboliti protettivi come gli acidi grassi a catena corta (SCFA).

Riduzione dell’infiammazione intestinale

  • In condizioni di stress, infezioni o malattie infiammatorie intestinali, la glutammina contribuisce a ridurre la traslocazione batterica (passaggio di batteri nel sangue).

Così facendo abbassa la risposta infiammatoria e sostiene una relazione più equilibrata tra microbiota e sistema immunitario.

Regolazione del sistema immunitario

L’intestino è la “culla” del sistema immunitario. Qui la glutammina ha un doppio ruolo:

  • nutriente per i linfociti e i macrofagi;
  • mediatore indiretto del dialogo tra microbiota e cellule immunitarie.

Questo aiuta a mantenere una tolleranza corretta verso alimenti e batteri commensali, evitando reazioni eccessive (come nel caso di allergie o infiammazioni croniche).

Situazioni in cui è particolarmente utile

  • Stress intestinale e disbiosi (gonfiore, colon irritabile, permeabilità aumentata).
  • Malattie infiammatorie intestinali (es. morbo di Crohn, colite ulcerosa, dove la glutammina è stata studiata come supporto).
  • Chemioterapia e radioterapia, che spesso alterano la mucosa e impoveriscono il microbiota.
  • Sport intenso, che può indurre disbiosi e permeabilità intestinale aumentando il rischio di infezioni.

In sintesi: la glutammina è un punto di connessione tra intestino, microbiota e sistema immunitario. Nutre le cellule della mucosa, mantiene la barriera protettiva, favorisce la crescita dei batteri benefici e riduce l’infiammazione. È un integratore strategico non solo per chi cerca performance sportive, ma anche per chi vuole prendersi cura della salute digestiva e dell’equilibrio del microbiota.

La glutammina è oggetto di oltre 40.091 pubblicazioni scientifiche.

Bibliografia

Metabolismo e ruolo fisiologico

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Barriera intestinale e microbiota

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Immunità

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Sport e sovrallenamento

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Ruolo clinico e terapeutico

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