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I benefici delle proteine di Canapa

“Nessun alimento vegetale può essere paragonato ai semi di canapa per quanto riguarda il valore nutritivo. Mezzo chilo di semi di canapa, fornisce tutte le proteine, gli acidi grassi essenziali e la fibra necessari alla vita umana per due settimane”. Dott. Uso Erasmus

Le proteine di canapa in polvere sono un supplemento proteico utilizzabile sia da vegetariani che da onnivori, per aumentare l’introito proteico giornaliero. Grazie alla loro elevata digeribilità, le proteine della canapa costituiscono una fonte superiore rispetto alle classiche proteine in polvere. Inoltre, le speciali proprietà della pianta si riflettono su un generale miglioramento del sistema immunitario e del fegato, oltre a una migliore resistenza alla fatica.

La canapa è la varietà di cannabis quasi totalmente, se non completamente, priva di THC: il famoso principio attivo responsabile degli effetti psicotropi derivanti da un suo consumo. La canapa è, per tale ragione, la più indicata ad essere impiegata sia per scopi alimentari che per scopi medici.

I semi della canapa, a partire dai quali si ottengono le omonime proteine in polvere, sono composti per il 45% da olio, per il 35% da proteine e per il 10% da carboidrati. Ci sono, oltre a tutto ciò, anche molti benefici nutrizionali, sostenuti da numerose pubblicazioni . Oltre al semplice contenuto proteico, le proteine in polvere della canapa spesso includono altri due componenti che favoriscono una buona salute.

Fibre

La canapa contiene sia fibre solubili che insolubili e la maggior parte dei suoi prodotti proteici contiene circa 10 grammi per porzione – quasi la metà del fabbisogno giornaliero raccomandato dall’FDA di 25 grammi (per coloro che seguono una dieta standard di 2.000 calorie).

La fibra solubile nella proteina della canapa è una fonte di batteri intestinali utili che hanno dimostrato di aiutare a regolare lo zucchero nel sangue. La fibra insolubile aiuta il corpo a far transitare i rifiuti attraverso il tratto intestinale.

La fibra è anche riempitiva, rendendo le proteine della canapa una scelta eccellente per sostituire un pasto con uno shaker. A tal proposito, possono essere una scelta migliore delle proteine del siero di latte, che non contengono praticamente alcuna fibra.

Grassi buoni

Le proteine della canapa presentano generalmente tre grammi di grassi per porzione, derivanti da acidi grassi omega-3 e omega-6, che sono stati riconosciuti per sostenere la salute del cuore. Gli omega-3 sono difficili da trovare in fonti non ittiche, e l’alto contenuto di acido stearidonico della canapa (un tipo di omega-3) le rende una buona alternativa per coloro che non mangiano pesce. I semi della canapa contengono il bilancio ideale (3:1) di Omega 3 e Omega 6, molecole lipidiche che, tra le altre cose, contribuiscono a migliorare il sistema cardiovascolare. Più nello specifico, le proteine in polvere della canapa contengono acido linoleico (omega 3) che come è stato dimostrato da alcuni studi [1] , aiuta a prevenire cardiopatica coronarica. Altra importante caratteristica, sempre per merito delle fibre, sono i ridotti livelli di colesterolo LDL e la migliore gestione dei grassi che tendono ad essere utilizzati per scopi energetici a breve termine che ad accumularsi.

Altri benefici

Secondo uno studio annuale pubblicato nel 2008 [2], le proteine dei semi di canapa possono avere effetti benefici contro la sensazione di fatica e migliorare il sistema immunitario. In uno studio controllato, dei topi ai quali sono state somministrate delle proteine della canapa in polvere, hanno mostrato miglioramenti nella durata della loro capacità di nuoto e nella concentrazione di acido lattico nei muscoli (che diminuiva, consentendo uno sforzo prolungato). Un altro studio, pubblicato nel 2011 in “Molecular Nutrition & Food Research” ha scoperto che una dieta affiancata dall’assunzione di proteine della canapa e di soia (nell’esperimento sono citate anche quest’ultime) è capace di migliorare le funzioni del fegato e di abbassare l’ipertrofia cardiaca.

I semi e l’ olio di semi di Canapa sono considerati, inoltre, un ottimo alleato nella riparazione del DNA:
-hanno il perfetto rapporto 3: 1 di acidi grassi ,Omega 6 e Omega 3, necessari per il corpo umano, uno dei ‘lavori’ degli Omega 3 riguarda la riparazione cellulare ;

-dispongono di vitamina A, B1, B2, B3, B6, C, D ed E. ;

-contengono antiossidanti, proteine, carotene, fitosteroli, fosfolipidi, così come un certo numero di minerali tra cui calcio, magnesio, zolfo, potassio, ferro, zinco e fosforo.

Tutti questi nutrienti,se assunti giornalmente nella propria dieta alimentare, giocano un ruolo importantissimo nel mantenere il nostro organismo in salute e senza squilibri di alcun genere, ma quello che più di tutti può fare la differenza nella riparazione del DNA, è la proteina.

I semi di Canapa hanno un alto contenuto di proteine, di cui il 65% di Edestina e 35% Albumina. Questo contenuto eccezionalmente alto di Edestina combinato con l’Albumina, rende immediatamente disponibili tutti gli amminoacidi presenti, in una proporzione perfetta per assicurare al nostro corpo i mattoni necessari alla costruzione delle immunoglobine, gli anticorpi, il cui compito è di respingere le infezioni prima che si presentino i sintomi di una malattia.

Come usare gli integratori proteici a base di canapa

Un individuo sedentario necessita circa di 0.8 g di proteine per Kg di peso corporeo al giorno. La percentuale è più elevata nel caso si pratichi un’attività fisica regolarmente, fino ad arrivare anche a 1,5-1,7 g/kg  giornalieri. Inoltre, per vegetariani e vegani, può risultare più difficile raggiungere il proprio fabbisogno proteico rispetto a chi segue una dieta onnivora. Uno dei motivi principali è che le proteine vegetali sono, in genere, meno digeribili rispetto a quelle animali ma lascio, per chi volesse approfondire la questione il link all’articolo: proteine vegetali e animali a confronto.

La quantità da assumere, è importante sottolineare, dipende dalle vostre personali esigenze ma le dosi consigliate sono di 1-2 misurini, da 25-30 g l’uno, al giorno.

Le proteine in polvere della canapa non presentano particolari limitazioni e sono utilizzabili come qualsiasi altro integratore proteico in commercio. I modi per assumerle sono molteplici, a cominciare dai famosi shaker proteici fino ad arrivare a gustosi frullati e yogurt a base di canapa. Ricordo che il giusto non incide molto, quasi tutte le proteine in polvere, in genere, sono abbastanza neutre e ciò consente una certa manipolazione e versatilità d’uso.

Fonti

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4153275/
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18589601

 

CBD, l’OMS riconosce le applicazioni mediche di Cannabis e cannabinoidi

É stata resa nota  la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità al CBD, il cannabidiolo, uno dei principi attivi contenuti nella cannabis. Estratti e composti contenenti CBD sono da tempo in libera vendita anche in Italia, generalmente come gli integratori alimentari. A differenza del THC, l’altro principale principio attivo contenuto nella cannabis, il cannabidiolo non ha effetti psicotropi e non reca assuefazione, mentre sono molte le applicazioni terapeutiche.

 

 

Il CBD è considerato un buon analgesico, ed è usato con successo per mitigare emicranie, dolore cronico, artriti e infiammazioni in genere. Ha inoltre proprietà antiemetiche, contro vomito e nausee ed è anche un potente anticonvulsivo e neurolettico applicato a casi di epilessia, anche in età pedriatica. É stato indicato anche come utile per il trattamento della sclerosi multipla.

Secondo il comitato di esperti su droghe e dipendenze dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che si è riunito a novembre scorso, le evidenze attuali rispetto al CBD non giustificano un suo inserimento nelle sostanze sottoposte a controllo dalle convenzioni internazionali sugli stupefacenti. Il comitato ha però rinviato ad una ulteriore valutazione nel maggio 2018.

Riequilibrio Del Sonno
Tra sonno e sport esiste un legame fortissimo. Si aiutano vicendevolmente. Durante il sonno vengono riparate le fibre dei muscoli lesionati grazie all’ormone della crescita. Durante la fase REM il corpo rallenta, ripristina gli organi, produce cellule immunitarie e costruisce le ossa. Ricordiamo, però, che un’intensa attività fisica prima di addormentarsi può alterare il sonno. il CBD può calmare gli effetti di adrenalina e stress, regolarizzando quindi il sonno.

Rilassamento Della Mente
Il CBD aiuta ad alleviare gli stati di ansia. Può capitare che un’attività sportiva, come una competizione, sia motivo di ansia, causata dalla pressione o delle aspettative.

Il sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide del corpo umano è un sistema di comunicazione tra cellule. Si tratta di un sistema di neurotrasmissione che si trova in diverse zone e tessuti del nostro organismo e aiuta nella regolazione di vari processi metabolici.

recettori cannabinoidi (CB), insieme agli endocannabinoidi, costituiscono il sistema endocannabinoide, essenziale per un corretto funzionamento del corpo. Con milioni di anni di antichità, il sistema endocannabinoide non solo si trova nell’essere umano, ma è presente anche in mammiferi, uccelli, anfibi e altri animali.

I cannabinoidi sono sostanze chimiche presenti nella composizione della Cannabis Sativa. Si trovano principalmente nel fiore e possono essere utilizzati in ambito medico grazie alle loro proprietà. Sebbene il più conosciuto sia il THC, in realtà ci sono più di 100 cannabinoidi diversi, come il CBD o cannabidiolo, oltre ad altri elementi come i terpeni e i flavonoidi. I cannabinoidi interagiscono con il nostro organismo tramite il sistema endocannabinoide, attivando una serie di recettori sparsi per il nostro corpo che aiutano a preservare l’equilibrio e la salute dell’organismo.

Come aiuta il sistema endocannabinoide al nostro organismo?

Molteplici studi hanno dimostrato che il sistema endocannabinoide favorisce il funzionamento della cosiddetta omeostasi (una serie di processi biologici che il nostro organismo esegue perché tutte le parti del nostro corpo lavorino in linea con il resto e si preservi così l’equilibrio). In questo modo, i recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide aiutano a regolare funzioni quali:

  • La pressione sanguigna
  • Il sistema immunitario
  • I livelli di acqua nelle cellule
  • L’appetito
  • Il sonno
  • La risposta allo stress

Quali sono i cannabinoidi più importanti e cosa fanno?

THC o Tetraidrocannabinolo: questo cannabinoide è il principale responsabile dell’effetto psicoattivo della cannabis. Come detto prima, questa molecola imita l’azione dell’anandamide e attiva i recettori CB1 localizzati nel nostro cervello, diventano così il responsabile dello sballo prodotto dalla cannabis. E’ perciò che i breeder hanno per decenni cercato di incrementare i livelli di questo cannabinoide tramite diversi processi di selezione e di breeding. Oltre che per il suo potenziale a livello ricreativo, il THC è famoso per le sue proprietà applicabili al campo medicinale. In questo modo, il Tetraidrocannabinolo può agire come:

  • Neuroprotettivo
  • Antidolorifico
  • Antinfiammatorio
  • Sostanza per aumentare l’appetito
  • Antiemetico: molteplici studi segnalano che il THC può ridurre la sensazione di nausea e i vomiti.
  • Sonnifero: aiuta a combattere i problemi d’insonnia.
  • Afrodisiaco: in quantità adeguate, il THC può aumentare la libidine e il piacere durante il coito.

CBD o cannabidiolo: questo cannabinoide ha acquisito una grande popolarità negli ultimi anni grazie alle sue proprietà medicinali. Sul mercato ci sono varietà ad alto contenuto di CBD, una molecole non–psicoattiva che agisce come antagonista del THC, attenuando alcuni dei suoi effetti indesiderati (tachicardia, ansietà, secchezza delle fauci…). Il consumo isolato di CBD non produce nessun effetto inebriante ma provoca una certa sensazione di rilassamento e benessere perché, tra l’altro, il cannabidiolo ha un effetto ansiolitico. Gli studi che dimostrano che questo cannabinoide possiede un incredibile potenziale terapeutico sono numerosi. Per citare alcune delle sue proprietà:

  • Anticonvulsivanti: il CBD si è rivelato molto efficace nel trattamento di alcuni casi di epilessia, particolarmente, nel caso della sindrome di Dravet.
  • Antispasmodici: il CBD può aiutare ad alleviare la spasticità derivata da malattie come la sclerosi multipla.
  • Neuroprotettive: questo cannabinoide può essere un buon alleato per combattere le patologie neurodegenerative.
  • Ansiolitiche e antidepressive: alcune ricerche indicano che il CBD potrebbe essere vantaggioso nel trattamento dei disturbi mentali.

CBN o Cannabinolo: questo cannabinoide è un metabolita del THC, motivo per cui i livelli di CBN aumentano quando la cannabis viene conservata per molto tempo. L’effetto psicoattivo di questo cannabinoide è di gran lunga inferiore a quello del THC, più o meno il 10 %. E, a quanto pare, quando il CBN va insieme al THC, la sensazione di ansietà a volte provocata dal THC è meno intensa. Ci sono studi che dimostrano che questo cannabinoide presenta le seguenti proprietà:

  • Antidolorifiche
  • Anticonvulsivanti e antinfiammatorie: possono aiutare ad alleviare i disturbi derivati da malattie come il lupus.
  • Stimolanti dell’appetito

CBC o Cannabicromene: è un cannabinoide su cui bisogna ancora indagare un po’ più a fondo. Si trova, in piccole quantità, nella composizione della pianta di cannabis. Gli studi eseguiti su questo cannabinoide non-psicoattivo rivelano che:

  • E’ un potente antidepressivo
  • Combatte l’insonnia
  • Produce effetti antinfiammatori
  • Possiede proprietà antibiotiche
  • E’ un antimicrobico e antimicotico idoneo

(Fonte: www.humboldtseeds.net)

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CBD+CBDA per cani e gatti

Cannabis terapeutica per cani e gatti: quando si utilizza e quali sono gli effetti positivi

Il CBD, il cannabidiolo non psicoattivo presente nella cannabis, viene utilizzato non solo per curare gli esseri umani, ma anche per intervenire sui cani, gatti e altri animali. Particolarmente diffuso negli Stati Uniti, il CBD oggi può essere somministrato ai nostri animali in caso di alcune condizioni come ansia, dolore, infiammazioni e tumori che non rispondono alle normali terapie farmacologiche. La veterinaria Elena Battaglia ci racconta alcuni dei casi più eclatanti.

CBD, cos’è
Quando parliamo di CBD ci riferiamo al cannabidiolo, un metabolita che non è psicoattivo (come è invece il TCH che agisce sui processi psichici), che ha effetti rilassanti e antiinfiammatori e per questo viene utilizzato come coadiuvante in caso di malattie che comportano dolori, ma è anche utile per limitare le crisi epilettiche.

CBD per cani
Sulla scia dell’utilizzo del CBD per trattare gli esseri umani, alcuni veterinari, in particolare negli Stati Uniti dove l’utilizzo è legale ormai da tempo, stanno somministrando la sostanza a cani che non reagiscono adeguatamente alle cure farmacologiche normalmente impiegate. Anche in Italia c’è chi ha iniziato questo percorso ottenendo già importanti risultati.

CBD in Italia, il caso della veterinaria Elena Battaglia
A Spotorno, in Liguria, la veterinaria Elena Battaglia racconta di aver scelto di trattare alcuni cani con il CBD ottenendo risultati soddisfacenti anche su casi in cui le normali terapie non stavano dando risultati. Le principali patologie per le quali consiglia di utilizzare il CBD sono:

artrosi
deficit cognitivi in cani e gatti anziani
ictus
malattie neurologiche
nevriti
ansia/stress
diabete
epilessia
tumori
dermatiti
problemi al tratto gastrointestinale
osteoporosi
malattie autoimmunitarie

“La gente comincia a rendersi conto che la marijuana ha un posto nella farmacopea della medicina veterinaria. Molti stanno scegliendo estratti di CBD per il trattamento di animali in difficoltà, in particolare per quanto riguarda il sollievo dalla stretta del dolore. Questa molecola meravigliosa può trattare anche l’ansia del vostro animale domestico, il che la rende l’elemento chiave per avere un momento di calma durante una intensa sessione di fuochi artificiali di quartiere. Il CBD si è dimostrato miracoloso per gli esseri umani che soffrono di ansia. La buona notizia è che sembra avere lo stesso effetto sui cani.
Julianna Carella, fondatrice di Treatibles, ha dichiarato che la medicina contenente CBD induce generalmente una sensazione di calma nei cani, ed ha aggiunto che il farmaco è al 100% sicuro e non tossico.”

Gli animali domestici possono essere sottoposti a stress quotidiani che possono portare a problemi di ansia, dolore e sonno. Il CBD composto non è solo un modo efficace per stimolare il corpo a creare più dei propri cannabinoidi, ma può anche aiutare a indurre il corpo ad aiutare a riparare i sintomi.

L’olio di CBD è una ricca fonte di cannabinoidi vegetali che possono aiutare a sostenere il corpo del tuo animale domestico e ritrovare il suo equilibrio interno incoraggiando un generale senso di benessere.

Il vantaggio di scegliere olio di CBD di alta qualità per animali domestici è che può essere usato per te e per i tuoi amici a quattro zampe. Il CBD composto è lo stesso in tutti i nostri prodotti perché crediamo che i tuoi animali domestici meritino anche il potere della natura in ogni goccia, proprio come te. Animali come cavalli, cani e gatti sono alcuni dei tipi più comuni di animali domestici che possono trarre beneficio dall’assunzione di CBD.

L’introduzione di prodotti a base di CBD nel regime quotidiano del tuo animale domestico potrebbe potenzialmente aiutarti a ripristinare l’equilibrio interno nel corpo e nella mente. Proprio come i loro proprietari, gli animali domestici hanno un sistema endocannabinoide che promuove l’equilibrio e regola le funzioni vitali del corpo; tra cui immunità, dolore, umore e sonno.

La pianta di canapa è una ricca fonte di cannabinoide CBD (cannabidiolo), che si ritiene abbia proprietà calmanti, lenitive e riequilibranti, che aiutano a risolvere problemi di ansia, stress e sonno. Introducendo i cannabinoidi nella dieta del tuo animale domestico, contribuisci a promuovere un effetto armonizzante nel loro corpo.

COME USARE IL CBD PER GLI ANIMALI ?

L’olio medio di Endoca Raw CBD contiene 1 mg di CBD + CBDA per goccia. Ideale per basse dosi ed è più adatto a cani e gatti.

L’olio essenziale di Endoca Raw CBD contiene 5 mg di CBD + CBDa per goccia. Ideale per dosi medio-alte, adatto a cani e cavalli di taglia medio-grande.

L’estratto di canapa endoca è uno dei nostri prodotti più forti e contiene 200mg di CBD per grammo. Questa opzione è la migliore per le razze di cani extra-grandi che hanno bisogno di una dose più forte o di animali molto grandi come i cavalli – NON raccomandato per animali di piccola e media taglia -.

Gocce di olio di CBD crudo ed estratto di canapa possono essere aggiunti alla bocca del tuo animale domestico o aggiunti al cibo usando il contagocce in dotazione.

NOTA DI SICUREZZA : non mettere il contagocce di vetro direttamente nella bocca dell’animale, poiché il vetro potrebbe rompersi.

I cristalli di Endoca CBD sono uno dei nostri prodotti più puri e versatili , contenenti 500mg di CBD puro al 99% per vaso . L’opzione migliore per i proprietari che vogliono dare ai propri animali domestici puro CBD senza sapore di canapa . Aggiungi direttamente al cibo o utilizza per creare prelibatezze per animali domestici sani.

Scopri la nostra guida al dosaggio di CBD per animali domestici per aiutarti a trovare la dose perfetta per il tuo animale domestico.

L’OLIO DI CBD PER CANI E UMANI È LO STESSO ?

Tutti i prodotti Endoca CBD per cani sono adatti sia per cani che per esseri umani, infatti sono uguali. Non daremmo al tuo cane niente di meno dei migliori estratti di canapa di alta qualità che offriamo agli umani. Crediamo che i tuoi animali domestici meritino la stessa qualità farmaceutica che produciamo per te.

Ecco alcuni degli ultimi studi sul CBD per cani.

CBD per epilessia nei cani

CBD per artrite nei cani

CBD per infiammazione nei cani

CBD per ansia dei cani

CBD cani e gatti

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Il sistema endocannabinoide regola moltissimi processi fisiologici

Il Sistema Endocannabinoide è stato scoperto negli anni ’60 durante lo studio degli effetti del THC, la molecola psicoattiva della Cannabis, sul sistema nervoso. Nonostante il Sistema Endocannabinoide rivesta un ruolo chiave in moltissime funzioni, una vera e propria ricerca è cominciata a partire dagli anni ’90 fino ad arrivare al giorno d’oggi.

Gli studi scientifici hanno messo in evidenza due recettori: il CB1 e il CB2. 

Il CB1 è un recettore di membrana che si trova nel Sistema Nervoso Centrale in due zone che controllano il comportamento alimentare: la zona mesolimbica, legata al piacere di assumere cibo gustoso, alcool, nicotina e droghe, e la zona ipotalamica, legata alla produzione di molecole che regolano l’apporto di cibo. In seguito, i recettori CB1 sono stati trovati anche negli organi che controllano il metabolismo, come il tratto gastro-intestinale, il fegato, il pancreas endocrino, il tessuto adiposo e il muscolo scheletrico.

Il CB2 invece è un recettore coinvolto nel metabolismo dell’osso e ha la capacità di modulare la risposta immunitaria.

Dalla presenza di questi recettori, si arrivò ben presto alla conclusione che dovevano esistere anche delle molecole prodotte dal corpo che vi si legassero. Vennero quindi scoperti gli endocannabinoidi ( o cannabinoidi endogeni), rappresentati da molecole di derivazioni lipidica molto simili ai cannabinoidi esogeni (o fitocannabinoidi) della Cannabis. Fu subito chiaro quindi che l’organismo è dotato di un vero e proprio Sistema Endocannabinoide che si occupa di sintetizzare, o al contrario, di smaltire questi composti.

A differenza degli ormoni tradizionali e dei neurotrasmettitori che vengono immagazzinati in vescicole secretorie fino al momento del rilascio, gli endocannabinoidi sono sintetizzati e rilasciati sul momento e degradati subito la loro azione. Il Sistema Endocannabinoide agisce quindi su richiesta, esercitando le sue azioni solo dove e quando necessarie.

Il Sistema Endocannabinoide si basa su meccanismi intra-neuronali diversi da quelli dei normali neurotrasmettitori. Ecco perché è coinvolto sia nel controllo dell’appetito sia in molte altre funzioni fisiologiche correlate alla risposta allo stress e al mantenimento dell’omeostasi.

Gli endocannabinoidi hanno proprietà neuro-protettrici, sono in grado di regolare l’attività motoria e della memoria. Inoltre, il Sistema Endocannabinoide è coinvolto nella modulazione della risposta immunitaria, infiammatoria, endocrina ed esercita anche un’azione antiproliferativa.

Gli endocannabinoidi influenzano sensibilmente anche il sistema cardiovascolare e quello respiratorio, controllando il ritmo cardiaco, riducendo la pressione arteriosa e favorendo la  bronco-dilatazione.

Da un punto di vista nutrizionale, lo studio del sistema endocannabinoide è utile per comprendere il crescente fenomeno delle malattie metaboliche e dell’obesità legate ad uno stile di vita ed ad un’alimentazione poco sana che nel tempo sfociano in sovrappeso, diabete, dislipidemie, disturbi cardio-circolatori, ipertensione, infarti e ictus.

In condizioni fisiologiche gli endocannabinoidi vengono rilasciati durante il digiuno e promuovono la spinta a nutrirsi, riducendosi una volta esaurita l’assunzione di cibo e confermando che gli endocannabinoidi sono prodotti su richiesta.

Il Sistema Endocannabinoide modula, inoltre, i circuiti del piacere, fra cui l’appetito. Il cibo ingerito svolge un’azione sulle fibre nervose della dopamina, degli oppioidi, della serotonina e della noradrenalina, le quali connettono rombencefalo e mesencefalo all’ipotalamo per modulare l’azione di appetito e sazietà.

Da un lato c’è quindi una forte correlazione tra i livelli limbici di endocannabinoidi e dopamina e l’aumentato desiderio verso il cibo gustoso. Dall’altro lato però livelli costantemente elevati di endocannabinoidi, provocando un aumento del desiderio di cibo e quindi di gratificazione, continuano ad attivare il Sistema Endocannabinoide, che richiama altro cibo e che favorisce lo stoccaggio dei grassi.

La capacità di immagazzinare i grassi da parte delle cellule adipose aumenta e questo contribuisce al sovrappeso, all’obesità e ai disturbi metabolici già descritti.

Nella pratica clinica quotidiana è importante capire se la persona ha un comportamento alimentare regolare oppure se utilizza il cibo come gratificazione, al pari di qualsiasi altra dipendenza come fumo, droghe e alcool. In quest’ultimo caso il Sistema Endocannabinoide è molto più attivo della norma e questo sembra essere correlato all’obesità viscerale. Nelle forme più gravi, il Sistema Endocannabinoide diventa anche bersaglio dei farmaci che interferiscono con questa iperattivazione bloccando i recettori CB1, considerati utili per il trattamento dell’obesità e dei relativi fattori di rischio cardiometabolico (fonte: Veronica Pacella in www.enecta.com)

In parole semplici, la carenza di endocannabinoidi (CECD) è una condizione in cui il corpo produce una quantità inferiore di cannabinoidi rispetto a ciò che è essenziale per vivere una vita sana. La teoria sostiene inoltre che c’è una linea di malattie che può essere causata da questa carenza sottostante nel corpo.

Fu il Dr. Russo a inventare questa teoria, credendo che non fosse solo una deficienza limitata a condizioni come IBS, emicrania e fibromialgia – malattie che la medicina moderna non è ancora riuscita a spiegare pienamente – ma considerò che includeva il seguente:

  • MS (sclerosi multipla)
  • Parkinson
  • malattia di Huntington
  • Depressione
  • Insufficienza neonatale a prosperare
  • Fibrosi cistica
  • Glaucoma
  • dismenorrea
  • Spreco fetale inspiegabile (aborti ripetitivi)
  • Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
  • Malattia bipolare

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18773754

http://www.giornaledicardiologia.it/allegati/00669_2008_04/fulltext/S1-4_2008_10%2074-82.pdf