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Nutraceutico, proenergetico e ricostituente cellulare naturale a base di proxeronina, scopoletina, serotonina, damnacantale e polissaccaridi ( estratto puro di morinda citrifolia.. noni) per gli stati di affaticamento e deterioramento psicofisici.

Da sempre si ritiene che l’organismo umano “è in salute” quando ogni cellula ed ogni apparato reagiscono con equilibrio in rapporto agli stimoli endogeni ed esogeni, mentre la vecchiaia è il progressivo rallentamento delle funzioni fisiologiche con decadimento della salute. “Stare in salute” è sinonimo di “restare giovani” e di “cercare di contrastare il più possibile l’invecchiamento”.

Negli ultimi vent’anni i ricercatori di tutto il mondo hanno sempre più focalizzato l’attenzione su principi attivi “bioregolatori” in grado di “riaggiustare e ricostruire” i meccanismi funzionali e difensivi dell’organismo, in modo da prevenire o rallentare l’insorgere di stati patologici, dove l’obbiettivo finale è quello di invecchiare in modo armonico. La Proxeronina, principio attivo di Morinda Citrifolia (Rubiaceae), si è dimostrata in grado di regolare il corretto funzionamento delle cellule umane esposte a stress, disidratazione e invecchiamento, fattori che la rendono non più in grado di svolgere in modo ottimale la loro azione fisiologica.

La Proxeronina è una molecola complessa, pesante 2000 volte più dell’acqua (H2O), contiene un gruppo tiolitico (SH).
Essa è attiva solo quando il gruppo –SH è libero ed è il precursore della Xeronina, un alcaloide utile ogni volta si renda necessaria l’attivazione metabolica delle proteine. Qualora la proteina (enzima, recettore, trasduttore di segnali), non sia più nella corretta conformazione, cessa di espletare la sua funzione in maniera ottimale.
La Xeronina interagisce con la proteina ripristinandone la corretta configurazione, facendo sì che si ritorni al normale assetto fisiologico della cellula.
A seconda della collocazione dei singoli aminoacidi all’interno delle lunghe catene di una proteina, si ottengono diversi tipi di proteine con differenti modalità d’azione.

La Xeronina, attingendo energia dall’acqua (gli alcaloidi sono in grado di scindere in modo mirato i legami idrogeno che contengono insieme i vari gruppi di molecole cluster dell’acqua), si lega chimicamente con una proteina, attivandola. La Xeronina presente nell’organismo ha una vita molto breve in quanto viene distrutta da enzimi od ossidata poco tempo dopo la liberazione da Proxeronina, per catalisi mediata dall’enzima Proxeronasi (presente sia nel frutto di Morinda Citrifolia, sia nell’organismo), coadiuvata dalla Serotonina, anch’essa presente in Morinda Citrifolia. La quantità di Xeronina non utilizzata dall’organismo, viene rapidamente espulsa dal corpo per via renale, rendendone impossibile un sovradosaggio.

La Xeronina fa parte di una nuova classe di integratori alimentari naturali biologicamente attivi, in grado di svolgere un’attività correttiva/ricostituente sulle funzioni delle cellule dei tessuti e degli organi del corpo.
La Xeronina risulta quindi INDISPENSABILE per un corretto equilibrio dell’organismo, la Proxeronina giunge all’intestino e da qui arriva al fegato dove viene immagazzinata.
Ogni due ore circa, in seguito ad uno specifico segnale inviato al cervello, il fegato ne rilascia un determinato quantitativo nel flusso sanguigno in modo che i vari organi e tessuti possono assorbire la quantità necessaria per produrre la Xeronina di cui necessitano per funzionare correttamente e mantenersi in salute ed efficienza.

L’organismo umano produce Xeronina traendola dagli alimenti, ma molti ricercatori incluso Heineike, a partire dagli anni ’80 sostengono che, a causa dell’impoverimento dei terreni e dell’utilizzo di fertilizzanti chimici, molte sostanze si siano considerevolmente ridotte.

L’agricoltura commerciale inquina i terreni con l’uso intensivo di pesticidi ed erbicidi, che abbattono il contenuto in nutrienti degli alimenti che assumiamo, rendendo la nostra alimentazione impoverita e disarmonica. Il depauperamento in amminoacidi essenziali, vitamine e minerali determina squilibri nei processi fisiologici di accrescimento e di difesa dell’organismo. I terreni continuano a perdere valore in termini di qualità nutritiva a causa delle colture intensive e della crescita demografica. Il mondo si trova stretto fra la denutrizione dei paesi sottosviluppati e l’obesità o la malnutrizione dell’Occidente.

La malnutrizione che nei paesi economicamente sviluppati colpisce quasi esclusivamente gli anziani, può dipendere in una certa percentuale di soggetti da cause organiche, ma affonda le sue radici nella scarsa qualità in nutrienti degli alimenti disponibili a livello commerciale. Quando si hanno preoccupazioni ed emozioni negative, esperienze stressanti, la produzione di Xeronina si inibisce o si riduce; alla stregua di quanto accade in età avanzata, a causa della fisiologica malnutrizione da progressiva diminuzione della capacità di assorbire nutrienti.

Altri principi attivi del  NONI sono:

SCOPOLETINA
Appartiene al gruppo delle Curarine ed una sostanza molto versatile, ha dimostrato di avere attività epatoprotettiva e un effetto adattogeno simile a quello del Ginseng, protegge il sistema cardiocircolatorio da tutti gli eccessi, dilata i vasi sanguigni sclerotizzati, normalizza la pressione sanguigna; esercita un’azione antinfiammatoria e antistaminica, antagonizzando le allergie.

POLISSACCARIDI
Gli zuccheri complessi, polimeri costituiti da monosaccaridi, si dividono in oligossaccardi (corte catene di zuccheri semplici, generalmente fino ad otto unità) e polisaccaridi (con catene molto lunghe, che possono essere anche ramificate e cicliche), possono essere strutturali o di riserva, possono agire come immunostimolanti.

DAMNACANTALE
La scoperta di questo alcaloide antrachinonico in Morinda Citrifolia, si realizzò presso l’ Università di Kelo e l’Istituto per le Scienze Biomediche del Giappone nel 1993; i risultati delle ricerche portano alla conclusione che grazie ad una modificazione genetica provocata dal Damnacantale, le cellule precancerogene sono indotte a una
moltiplicazione cellulare più lenta, incrementa le difese immunitarie stimolando la produzione di macrofagi.

SEROTONINA
La Serotonina (5idrossitriptamina,5HT) è un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale, nonché nelle cellule enterocromaffini nell’apparato gastrointestinale. A livello del Sistema Nervoso Centrale, la Serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del ritmo sonnoveglia, della sessualità, dello stimolo della fame, della termoregolazione; influenza la percezione del dolore; favorisce la digestione, partecipa alla biosintesi della Xeronina.
Studi scientifici hanno permesso di concludere che la Xeronina, la Scopoletina, la Serotonina e tutti gli altri costituenti del frutto agiscono insieme al fine dell’arminica stimolazione dell’attività dell’ipofisi, stimolando la biosintesi e la formazione di Melatonina.

La Melatonina è un ormone che garantisce un sonno tranquillo, aiuta in
caso di crampi allo stomaco, in caso di stanchezza e di stati depressivi. Insieme con la Serotonina influisce sul ciclo femminile e sullo stato d’animo emozionale; gli effetti sinergici delle suddette sostanze influiscono positivamente sulla sindrome premestruale, che comporta spesso sbalzi di umore, isteria, crampi allo stomaco, nervosismo, svenimenti e cali energetici nel periodo compreso fra
l’ovulazione e l’inizio. Negli uomini agisce sulla funzione della prostata, stimolando la minzione notturna.

L’effetto sinergico di Xeronina, Scopoletina, Serotonina stabilizza anche i valori della glicemia.

La FDA (Food&Drug Administration) ha inserito la Morinda Citrifolia, nelle categoria dei GRAS (Generally Recognised As Safe). Ragion per cui questi principi attivi “sono sicuri” anche per le gestanti e le donne che allattano.
Morinda Citrifolia è ritenuta una delle più grandi scoperte degli ultimi decenni nel campo delle cure naturali: negli USA, Germania, Australia, Olanda, Sud America e tanti altri paesi viene utilizzata nei moderni protocolli medici alternativi e non per una vastissima gamma di problemi di salute, nonché nell’alimentazione quotidiana.

AZIONI FISIOLOGICHE DEL  NONINoni dalla Polinesia per rigenerarsi ogni giornoInibizione della replicazione cellulare aberrante:
Ogni cellula, in base alle proprie caratteristiche funzionali e in base alla sua specializzazione, ha in sé la capacità di replicarsi, che comunque non può essere indefinita. Sotto l’influenza di fattori sia esogeni sia endogeni, le cellule possono crescere e moltiplicarsi in modo anormale e incontrollato. Se una cellula cambia modalità di replicazione siamo di fronte ad una situazione grave che non controllata correttamente dalla Xeronina prodotta dall’organismo. PERDITA DI ENERGIA E DI PESO, DEPIGMENTAZIONE CUTANEA SONO I SINTOMI INIZIALI. In questi casi, è molto utile l’assunzione, fin dall’inizio della percezione di questi sintomi, il succo NONI.

Protezione dall’effetto dei radicali liberi:
I radicali liberi generati sia dagli stress sia da agenti esterni danneggiano la cellula e molto spesso si ha una replicazione cellulare che può portare a melanomi cutanei o addirittura a forme tumorali. Per rallentare o bloccare questi effetti occorre operare direttamente sulla cellula. L’azione del succo NONI e quindi della Xeronina esercita un sicuro effetto di rallentamento dei danni provocati da cellule danneggiate dai radicali liberi.

Ottimizzazione del metabolismo cellulare:
Gli alimenti, tramite i processi digestivi, vengono ridotti a sostanze assimilabili dalle cellule dei villi intestinali. Con il procedere degli anni e con l’attuale stile di vita, è sempre più difficile avere efficienti sia le cellule intestinali, sia i sistemi di depurazione epatico renale dell’organismo. L’azione suppletiva del succo NONI e
quindi della Xeronina, porta a migliorare i processi cellulari di assimilazione e di digestione cellulare.

Antagonizzazione di ansia e insonnia:
La depressione è un disordine del tono dell’umore che colpisce i pensieri, il comportamento ed il benessere della persona cui molto spesso si accompagna,sul piano fisico, l’astenia, cioè una condizione più o meno accentuata di stanchezza. Bassi livelli di Serotonina, neurotrasmettitore chimico, risultano essere significativamente associati alla depressione, il succo NONI, con un elevato contenuto di Serotonina, svolge un’azione modulatrice nella produzione di sostanze che portano le persone a sentirsi meno depresse ed a superare molte problematiche ad esse collegate.

Protezione da asma e allergie:
L’asma bronchiale è una patologia caratterizzata essenzialmente da uno spasmo dei bronchi. Che induce difficoltà di respiro (dispnea): Esistono due forme di asma bronchiale: una allergica. In cui l’allergene può agire in modo perenne o sporadico e una non allergia, determinata da fattori di vari natura. Gli effetti dell’asma possono essere peggiorati da allergie, infezioni batteriche o virali.
L’assunzione del succo NONI aiuta a ridurre i sintomi dell’asma, a modulare il sistema immunitario e a migliorare la funzionalità del sistema respiratorio.

Controllo della pressione arteriosa elevata:
L’assunzione del succo NONI può essere utile in quanto contiene Scopoletina, che ha la funzione di dilatare le arterie riducendo la pressione, attraverso la produzione di ossido nitrico che dilata e rende elastiche le arterie e la Xeronina che interviene nel ristrutturare le cellule danneggiate nel sistema circolatorio.

Stimolazionedel sistema immunitario:
Il succo NONI, grazie ai Polisaccaridi ad alto peso molecolare esplica un’azione immunostimolante in toto. In risposta all’azione di agenti esterni, i Polisaccaridi titolano l’organismo umano alla produzione di linfociti, che sono i costituenti principale del sistema immunitario, cioè una difesa contro l’attacco di microrganismi patogeni quali virus, batteri, funghi e protesti. I linfociti producono anticorpi e li dispongono sulla membrana cellulare, con funzioni difensive. La Xeronina, stimolando la produzione delle cellule T, agisce direttamente a livello dell’immunità cellulomediata.

Effetto analgesico e sedativo:
La Xeronina agisce in modo indiretto stimolando l’organismo alla produzione e all’impiego di endorfine, oppioidi endogeni.
Le endorfine, grazie ai loro potenti effetti antidolorifici contribuiscono al benessere in toto dell’organismo, contrastando la sintomatologia depressiva. Una sperimentazione ha accertato chela Morinda Citrifolia, può garantire un effetto analgesico al 75% rispetto l’effetto analgesico del solfato di morfina senza provocare affetti laterocollaterali. Naturalmente Morinda Citrifolia deve essere usata in quantità sostenute per poter raggiungere un effetto analogo. A livello farmacologico, il fatto che una determinata attività aumenti in concomitanza all’aumento di una sostanza, evidenzia una caratteristica importantissima di questa essenza vegetale contenuta nel succo NONI: il comportamento è identico a quello di un farmaco. Nel farmaco infatti, a differenza del prodotto omeopatico, il principio attivo è dosabile

Effetto antinfiammatorio:
Il target dei FANS (acido acetilsalicilico, indometacina, diclofenac, piroxicam, ibuprofene…) è l’enzima ciclossigenasi nelle due isoforme identificate, COX 1, o costitutiva (sempre presente nell’organismo) e la COX 2 o inducibile (espressa solo in seguito ad un processo infiammatorio in atto).

L’enzima COX 1 è normalmente presente nei tessuti, dove stimola la sintesi della prostaglandine che regolano le normali attività cellulari, contribuendo a processi fisiologici quali la citopretezione gastroenterica, il flusso renale e l’aggregazione piastrinica. Risulta quindi fondamentale un’azione farmacologia quanto più selettiva sulla COX 2, espressa in corso di un’infiammazione sotto lo stimolo di fattori fitogeni e citochine. Studi e sperimentazioni portate avanti presso l’Università dll’Illinois (USA) dall’equipe di ricercatori formata da Wang, West, Jensen, Nowicki, Su, Palu e Andersen e concluse nel 2002, hanno evidenziato che l’azione dell’inibizione selettiva della COX 2 da parte di Morinda Citrifolia è comparabile a quella del Celecoxib. Questa scoperta è altamente significativa, dal momento che il frutto di Morinda Citrifolia succo NONI è un semplice frutto privo di effetti collaterali. Questa è la prima evidenza scientifica che conduce ad un forte attività antinfiammatoria del frutto di Morinda Citrifolia.

Effetto disintossicante da fumo:
La Nicotina, principio attivo presente nel fumo di tabacco, essendo molto simile alla Xeronina, viene scambiata con essa e utilizzata al suo posto. Come gli altri alcaloidi, la Nicotina attiva le proteine ma il suo grado di azione è molto più ridotto ed è per questo che l’organismo si trova ben presto di nuovo in stato di necessità; le altre sostanze che compongono l’alcaloide provocano inoltre diversi effetti dannosi. Le funzioni metaboliche che coinvolgono le proteine perdono così l’equilibrio naturale. In caso di rifornimento continuato di alcaloidi, le molecole ricettrici, che dovrebbero collaborare con la Xeronina, si adeguano sempre più alla “scarsa alimentazione” delle sostanze nutritive.
Ne consegue che, a causa della ridotta utilità degli alcaloidi, quando l’organismo non è rifornito rapidamente soffre di un fabbisogno di alcaloidi sempre più forte, oppure emette segnali di stress. Stando alle esperienze dirette, quando questo processo patologico è completamente reversibile: non appena l’organismo riceve adeguate quantità di Xeronina e quindi di succo NONI con l’Acido Folico, i processi biochimici vitali si svolgono di nuovo in modo corretto e i recettori di Xeronina riprendono a funzionare in modo adeguato: scompaiono quindi la dipendenza e i sintomi della privazione, che non sono altro che invocazioni d’ aiuto dell’organismo che richiede Xeronina. Per queste azioni combinate diventa molto semplice smettere di fumare.

Effetto antinvecchiamento
Il fegato è il principale organo che contiene Proxeronina, il secondo è la cute. La Proxeronina viene trasformata in tutto il corpo in Xeronina, pelle inclusa, per mantenere sana e liscia la sua superficie, la cute ha bisogno di molta Proxeronina. Il rapido invecchiamento cutaneo e la formazione delle rughe caratteristica dei fumatori, come anche la caduta dei capelli, possono essere ricondotti a carenze di (Pro)xeronina.

Il NONI in pediatria:
I fattori nutrizionali e biochimici contenuti nel succo NONI, aiutano a stabilizzare la salute dei bambini, migliorando l’assorbimento degli alimenti e rendendoli più resistenti a possibili influenze o malattie. Il succo NONI, al di sotto dei tre anni, deve essere somministrato dietro consiglio medico. Per il bambino la dose consigliata è comunque sempre la metà della dose dell’adulto.

Il NONI in ginecologia:
La sinergia degli alimenti costituenti il fitocomplesso ha validi effetti sulla sindrome premestruale quando è accompagnata da sbalzi di umore, nervosismo e da cali di energia comuni fra l’ovulazione e l’inizio del periodo. Le sue proprietà emmenagoghe trovano un impiego mirato nelle regolazione del ciclo mestruale. In caso di gravidanza è opportuno assumere il succo NONI sin dall’inizio e durante l’allattamento, per ottimizzare il rifornimento di sostanze vitali.

Effetto benefico sulla prostata:
Attraverso l’azione combinata degli Antiossidanti presenti all’interno del frutto di Morinda Citrifolia, di Betasitosterolo e grazie all’azione antiapoptosica della Xeronina, il succo NONI viene utilizzato opportunamente per antagonizzare l’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Esplica un’azione antinfiammatoria e antiedemigena, dimostrata dalla ridotta permeabilità capillare ridotta dall’istimina; inoltre viene ridotta , di fatto, l’ostruzione cervicoprostatica.
E’ indicata principalmente nel trattamento dell’IPB al primo stadio, in cui predominano i disturbi urinari, che si definiscono “disuria”.
Grazie all’antagonizzazione dei processi di pseudoapoptosi indotti dalle cellule tumorali. Il succo NONI svolge un’azione preventiva nei confronti dei tumori prostatici, ripristinando la struttura citoscheletrica delle cellule precancarose.Noni dalla Polinesia per rigenerarsi ogni giornoAVVERTENZE:
Il  NONI è completamente privo di effetti collaterali anche a dosi tre volte superiori a quelle consigliate, qualora si assumano farmaci immunosoppressori , il  NONI deve essere assunto solo dietro consenso medico, poiché uno degli effetti principali del  NONI è quello di rafforzare la risposta immunitaria. Il NONI può essere assunto con effetti molto positivi e sinergici da pazienti che assumono farmaci chemioterapici.

 

Un ciclo di trattamento ha una durata minima di un mese.
Stimolando le cellule alla produzione endogena di Xeronina, in modo da potenziare l’organismo nei confronti di veleni, scorie, virus e batteri, il dott. Heinicke è dell’opinione che non esista alcun tipo di sintomo da crisi di astinenza che non possa essere eliminato nell’arco di poco tempo con un’adeguata quantità di NONI.

Essendo un nutraceutico, il  NONI non può essere dosato in eccesso e nemmeno in difetto perché il NONI non è un farmaco ma un alimento. Utilizzando quotidianamente, con costanza, il  NONI è un modo per prendersi cura del proprio benessere. Consigliarlo alle persone che ci sono vicine e a cui vogliamo bene è un modo di prendersi cura di loro! Vedrete che vi ringrazieranno!

Nessuno può prendersi cura di noi stessi, dobbiamo pensarci da soli, stare bene con noi stessi vuol dire stare bene con gli altri, la serenità è un bene prezioso!

Buona salute e buona vita a tutti!!!

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Recenti ricerche hanno dimostrato che il Lapacho (tabebuia impetiginosa) è efficace nella riduzione di infiammazioni, dolori ed impurità, nella funzione antimicrobica, antiparassitaria ed antifungine, stimola il sistema auto-immunitario.

Gli indigeni sudamericani raccolgono da migliaia d’anni la parte interna della corteccia di un albero chiamato appunto Lapacho (Tabebuia Avellanadae). Questo albero che cresce nelle foreste amazzoniche e nelle montagne di Paraguay, Argentina e Brasile ha la particolarità che la sua corteccia appena tolta ricresce molto velocemente senza arrecare alcun danno alla pianta stessa.

Recenti ricerche hanno dimostrato che il Lapacho è efficace nella riduzione di infiammazioni, dolori ed impurità, nella funzione antimicrobica, antiparassitaria ed antifungine, stimola il sistema auto-immunitario, ha un’azione antiossidante con un utilizzo simile a quello dell’Echinacea e del Ginseng e non contiene caffeina.

Questa pianta contiene grandi speranze per l`effettivo trattamento di alcuni tumori, tra cui la Leucemia, della Candida e di altre fastidiose infezioni, così come di malattie debilitanti (incluso l`artrite) e una moltitudine di altri disturbi.

Il Lapacho può essere usato periodicamente come prevenzione durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezioni è elevata. La nostra salute sia fisica che mentale dipende esclusivamente dallo stato dei liquidi del nostro corpo e cioè sangue, linfa e liquidi cellulari che se vengono danneggiati portano i nostri organi ad ammalarsi.

Il lapacho per candidosi, disbiosi intestinale, intolleranze alimentari e allergie.

La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; infatti la cattiva alimentazione, il digiuno prolungato e l`uso di troppa carne portano lo stomaco e l`apparato digerente in generale a uno stato di affaticamento tale per cui si ha un calo della forma fisica.

Attraverso una cattiva digestione, dovuta anche al mangiar in fretta, si arriva alla formazione di feci dure e ad un aumento dei microbi parassiti che con la produzione dei loro veleni alterano la flora intestinale; per cui in un certo senso l`intestino diventa la fabbrica dei veleni per il nostro corpo che poi raggiungono il fegato ed entrano nelle cellule di tutto l`organismo. E` quindi necessario disintossicare l`organismo e ripristinare la flora batterica.

Il Lapacho è una delle piante migliori per la purificazione dell`organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilizzare le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario.

Il nostro corpo è, almeno apparentemente, insensibile agli agenti patogeni e ai materiali velenosi che però giornalmente disturbano l`equilibrio dell`organismo. Esso è anche in grado di sviluppare anticorpi, se necessari, ma la vera difesa è data dalla salute che è strettamente legata al corretto funzionamento del fegato, reni e sistema linfatico.

II Lapacho è per il fegato e il sistema linfatico la pianta migliore, mentre i reni possono migliorare la loro attività con Solidago, Ortosiphon, Barbe del mais e altre piante, arrivando cosi a ridurre il rischio di malattie. Ricordiamo che le piante ad azione purificante e disintossicante spesso sono più efficaci di qualsiasi altra terapia.

Il Lapacho contiene anche una speciale combinazione e concentrazione di sali minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.

II Lapacho può essere utilizzato nelle infiammazioni della prostata, diabete, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite.

Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poiché con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.

Azioni
anemia
artrite
ipertensione
ferite e ulcere
arteriosclerosi
asma e bronchite
dolori in generale
debolezza cardiaca
gastrite, ulcera gastrica
infezioni della bocca, naso e gola
infezioni parassitarie, quali malaria
infezioni batteriche da stafilococchi, brucella, streptococchi
infezioni viriali: influenza, raffreddore, herpes, polio, epstein-barr
affezioni cutanee da scarsa eliminazione, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
disordini del tratto gastrointestinale: colite, infiammazione delle mucose, morbo di crohon, polipi, dissenteria, ulcere peptiche
disordini del sistema urogenitale: cistite, uretrite, prostatite, polipi vescicali, vaginite, leucorrea, infiammazione della cervice uterina

Indicazioni

  • Infezioni batteriche da stafilococchi, streptococchi, brucella, ecc.
  • Infezioni virali: influenza, raffreddore, herpes, polio, Epstein-Barr, ecc.
  • Infezioni parassitarie, quali malaria
  • Infezioni della bocca, naso e gola.
  • Disordini del tratto gastrointestinale: infiammazione delle mucose, colite, morbo di Crohn, polipi,dissenteria, ulcere peptiche
  • Disordini del sistema urogenitale: cistite, uretrite, prostatite, polipi vescicali, vaginiti, leucorrea, infiammazione della cervice uterina
  • Gastrite, ulcera gastrica
  • Ferite e ulcere
  • Anemia
  • Affezioni cutanee da scarsa eliminazione, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
  • Artrite
  • Dolori in generate
  • Arteriosclerosi
  • Debolezza cardiaca
  • Asma e bronchite Ipertensione

Mentre non ci sono dubbi che il Lapacho sia altamente tossico per molti vari tipi di virus, batteri, funghi, parassiti e altri tipi di organismi, questa sostanza sembra non possedere alcun tipo di tossicità significativa per le cellule umane sane.

Studi

  1. Tumori: β-lapachone mostra citotossicità su linee cellulari tumorali e sinergismo con taxolo e altre terapie nei modelli murini. PubMed
  2. Metabolismo e anzianità: negli animali anziani β-lapachone ha migliorato funzione motoria e cognitiva. PubMed
  3. Metabolismo epatico: in vitro, β-lapachone inibisce vari enzimi CYP450 umani (importante per le interazioni con farmaci). SpringerLink
  4. Parassiti e infiammazione: lapachol si è dimostrato attivo contro specie di Leishmania in modelli murini, con bassa tossicità. PubMed
  5. Antimicrobico e fotosensibilizzante: lapachol ha proprietà antibatteriche in vitro quando attivato dalla luce. MDPI
  6. Rischi e sicurezza: estratti da fiore di T. impetiginosa hanno mostrato potenziale genotossico sui tessuti di ratti. PubMedPMC
  7. Revisione generale: diversi autori sottolineano la scarsa quantità di studi clinici, la necessità di standardizzazione e controllo della qualità degli estratti. PubMed

Articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno:  LAPACHO: utile contro candida, cistite ed altre infezioni
  2. Erboristeria Arcobaleno:  Lapacho: la corteccia che rigenera
  3. Erboristeria Arcobaleno: Perche’ il lapacho e’ consigliato a tutti
  4.  Erboristeria Arcobaleno: Il lapacho per candidosi, disbiosi intestinale, intolleranze alimentari e allergie. 
  5.  Erboristeria Arcobaleno: Lapacho: anche per cani e gatti


Le reazioni avverse al cibo sono spesso globalmente ed erroneamente definite allergie alimentari. In molti casi esse possono essere provocate da altre cause, quali un’intossicazione alimentare di tipo microbico, un’avversione psicologica al cibo o un’intolleranza ad un determinato ingrediente di un alimento.

L’allergia alimentare è una forma specifica di reazione avversa ad alimenti o a componenti degli  stessi che presuppone l’attivazione del sistema immunitario. L’allergene, una proteina presente nell’alimento che nella maggioranza delle persone è del tutto innocua, può in alcuni soggetti innescare una catena di reazioni immunitarie tra cui la produzione di anticorpi. A loro volta, gli anticorpi determinano il rilascio di sostanze chimiche organiche, come l’istamina, che provocano vari sintomi: prurito, naso che cola, tosse o affanno.

Le allergie alimentari si riscontrano in un numero sempre maggiore di persone di diverse fasce di età. In Italia presentano un’incidenza effettiva intorno al 2% della popolazione adulta. Nei bambini, il dato sale al 3-7%, anche se, nella maggior parte dei casi, l’allergia viene superata con l’età scolare.Integratori multivitaminici utili nella riduzione dello sviluppo di allergie alimentari nei bambini in età prescolare.Un recente studio (Marmsjo et al., 2009), pubblicato sull’ American Journal of Clinical Nutrition, ha evidenziato l’importanza di una adeguata integrazione vitaminica per ridurre l’incidenza delle allergie alimentari nei bambini.

In questo studio è stato valutato un campione di 2.423 bambini di ambo i sessi, suddiviso in 2 gruppi:

GRUPPO 1: bambini di età compresa tra gli 1 e i 4 anni (n=1986)
GRUPPO 2: bambini di 8 anni (n=437).

Ogni bambino aveva presentato diverse manifestazioni allergeniche alimentari (es.: rinite allergica, asma, eczema, sensibilizzazione cutanea) nell’arco dell’ultimo anno solare. Per ogni soggetto è stato compilato un questionario alimentare atto a definire le abitudini nutrizionali e l’uso eventuale di un integratore multivitaminico (contenente minerali, vitamine A, combinata con vitamina D, C, e B12).

Al termine dei 12 mesi, dai dati raccolti è emerso che la pregressa assunzione dell’integratore multivitaminico nei bambini di età inferiore ai 4 anni era correlata a una riduzione del 39% delle manifestazioni allergiche su base alimentare; nei soggetti di 8 anni invece non vi erano state variazioni dell’incidenza di tali
manifestazioni.

Questi dati suggeriscono che una supplementazione quotidiana con un multivitaminico classico, se fatta con la giusta tempistica e consultando il pediatra, può essere efficace nel favorire una diminuzione dell’incidenza di manifestazioni allergiche su base alimentare ed influire positivamente, di conseguenza, nella riduzione dello sviluppo di sintomatologie che possono modificare qualitativamente la dieta e lo stile di vita di bambini in fase di crescita.

Riferimenti Bibliografici
Kristin Marmsjo, Helen Rosenlund, Inger Kull, Niclas Ha°kansson, Magnus Wickman, Go¨ran Pershagen, and Anna Bergstro¨m. Use of multivitamin supplements in relation to allergic disease in 8-y-old children. AJCN. October 28, 2009.

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Il Lapacho è un albero sempreverde originario delle foreste pluviali, ma predilige regioni più fresche, come le montagne del Paraguay, Argentina, Brasile e le zone montagnose della Bolivia e del Perù.

Il Lapacho può essere usato periodicamente come preventivo durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezioni è elevata. La nostra salute sia fisica che mentale dipende esclusivamente dallo stato dei liquidi del nostro corpo e cioè sangue, linfa e liquidi cellulari che se vengono danneggiati portano i nostri organi ad ammalarsi.

La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; infatti la cattiva alimentazione, il digiuno prolungato e l’uso di troppa carne portano lo stomaco e l’apparato digerente in generale a uno stato di affaticamento tale per cui si ha un calo della forma fisica. Attraverso una cattiva digestione, dovuta anche al mangiar in fretta, si arriva alla formazione di feci dure e ad un aumento dei microbi parassiti che con la produzione dei loro veleni alterano la flora intestinale; per cui in un certo senso l’intestino diventa la fabbrica dei veleni per il nostro corpo che poi raggiungono il fegato ed entrano nelle cellule di tutto l’organismo.

E quindi necessario disintossicare l’organismo e ripristinare la flora batterica.Perche’ il lapacho e’ consigliato a tuttiIl Lapacho è una delle piante migliori per la purificazione dell’organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilire le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario.

Il nostro corpo è, almeno apparentemente, insensibile agli agenti patogeni e ai materiali velenosi che però giornalmente disturbano l’equilibrio dell’organismo. Esso è anche in grado di sviluppare anticorpi, se necessari, ma la vera difesa è data dalla salute che è strettamente legata al corretto funzionamento del fegato, reni e sistema linfatico.

Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poiché con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.

Ricordiamo che le piante ad azione purificante e disintossicante spesso sono più efficaci di qualsiasi altra terapia.

Il Lapacho contiene anche una speciale combinazione e concentrazione di minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.

Il Lapacho può essere utilizzato nella prostata, diabete, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite.

Fonti

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Il polline delle piante, tra tutte le sostanze allergeniche, è la principale causa di allergia. Si presenta sotto forma di granuli di piccole dimensioni (tra i 10 e i 200 micron) di forma variabile, ovoidale o elicoidale. Esistono diversi prodotti naturali che aiutano ad alleviare i fastidi nei soggetti allergici.

Generalmente, il periodo di maggiori disturbi allergici è tra Marzo e Ottobre, i più precoci allergeni sono quelli degli alberi (marzo aprile) seguiti dalle graminacee (aprile-maggio) poi dai cereali (giugno-luglio) ed infine dalle piante erbacee (luglio-agosto-settembre).

Nei soggetti allergici, l’istamina è la maggiore responsabile per i sintomi congestionanti delle prime vie respiratorie, infatti, il suo rilascio da parte delle cellule mastocite, provoca una vasocostrizione delle grandi arterie e delle arteriole, per apertura degli sfinteri precapillari, effetto che normalmente viene svolto localmente come nel caso della congestione nasale. L’istamina provoca inoltre broncocostrizione dovuta alla contrazione delle cellule muscolari bronchiali e rappresenta, cronologicamente, uno dei primi mediatori che intervengono nello sviluppo dei sintomi di un attacco di asma allergica.

Spesso i soggetti allergici sono caratterizzati da “allergie” anche verso persone e situazioni sgradite. La reazione che si manifesta sul piano immunitario è paragonabile ad analoghe insofferenze sui piani psicologici.Il benessere nella stagione allergicaIn questa luce l’allergico ricerca qualcosa contro cui volgere la propria aggressività, una sorta di tossina psichica che ben si accorda con la concezione del fegato in Medicina Cinese e che ci riporta a considerare l’importanza di una corretta funzionalità degli organi emuntori. Dunque le allergie richiamano la nostra attenzione a più fattori: la predisposizione costituzionale, le abitudini alimentari, la capacità di detossificare (a livello fisico e psichico), l’aspetto legato alla psicosomatica, l’ambiente più o meno sano in cui si vive

In taluni soggetti l’eccessiva sintomatologia può essere dovuta ad una reazione ansiosa nei confronti del disturbo di cui si soffre; ciò aggrava notevolmente la sintomatologia. In questi casi è indipensabile agire sul piano dell’equilibrio del sistema nervoso.

La reazione allergica al polline è causata dall’anormale risposta immunitaria alle sostanze che entrano a contatto con le mucose, che inizia a produrre istamine per sconfiggere il “falso nemico”:
I medici concordano che nell’ambito dell’approccio terapeutico della rinite merita particolare attenzione la profilassi ambientale. Infatti ridurre l’esposizione agli allergeni verso cui il soggetto risulta sensibilizzato porta ad un miglioramento della sintomatologia.

Quando si è in luoghi aperti è importante seguire alcuni semplici consigli:
– Minimizzare le passeggiate in campagna o nei giardini;
– Nel caso di lavori di giardinaggio indossare una mascherina;
– Limitare l’esposizione della biancheria all’esterno per l’asciugatura;

Se si è in luoghi chiusi è importante ricordarsi di:
– Rimuovere tappeti, peluche e oggetti che possano accumulare polvere:
– Mantenere le finestre chiuse ed utilizzare l’aria condizionata;
– Pulire frequentemente i filtri dei condizionatori.

Estratti di cellule meristematiche (staminali vegetali)

Il Ribes nero è un potente anti-infiammatorio, stimolante della produzione di cortisone naturale per il tramite della funzione surrenale. Il Ribes nero è indicato per il mantenimento del benessere dell’organismo e nella profilassi di infezioni, rinofaringiti, sinusiti, otiti e disturbi del sistema immunitario. Il profondo effetto sul sistema immunitario è da ricondurre alla capacità del ribes nero di attivare le cellule T-helper. Sul piano del sistema endocrino, il Ribes nigrum stimola la produzione di cortisone endogeno senza gli effetti collaterali e le conseguenze iatrogene del cortisone di sintesi.

Il Faggio, è la gemma per eccellenza nella stimolazione delle immunoglobuline. Aumenta il numero di cellule T-Helper espresse tramite il valore del CD4. Le gemme di Faggio contengono, inoltre, cisteina che funge da inibitore di proteina inducendo una diminuzione di cellule virali nel sangue.

La Betulla stimola le potenzialità del sistema immunitario; nel caso di pollinosi, la gemma riduce l’infiltrazione degli eosinfili nella mucosa nasale, e contribuisce sostenere la funzione polmonare durante la stagione allergica. Le gemme di Betulla contengono un principio attivo chiamato Dammarane, un triterpene tetraciclico del gruppo delle saponine, che svolge azione adattogena stimolando la capacità del corpo di adattarsi allo stress indotto da qualsiasi fattore di tipo chimico, emozionale o biochimico (tra cui gli allergeni).

Le gemme di Carpino hanno azione elettiva per il sistema olfattivo in quanto capaci di stimolare la riparazione cellulare delle mucose di superficie e alleviare lo spasmo respiratorio. Ripristina la funzionalità respiratoria dissolvendo il muco che riveste la parte superiore della cavità; inibisce le interleuchine 4 e 5, stimolando l’aumento di IL-i 2.

L’Eufrasia è una pianta che conosce largo uso nel trattamento della affezioni oculari, pur mancando di studi cImici e farmacologici di rilievo, la pianta viene utilizzata con successo nel trattamento delle congiuntiviti anche di natura allergica.

Propoli e Cotogno svolgono azione antinfiammatoria del sistema respiratorio e bronco-polmonare.

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Un aiuto naturale per il sistema immunitario

Tra i numerosi fattori che oggi più che in passato sono in grado di rappresentare una minaccia per la nostra salute troviamo sempre più frequentemente tutti quei microrganismi che sono diventati completamente, od almeno parzialmente, resistenti agli antibiotici. Anche le numerose sostanze tossiche con le quali veniamo giornalmente a contatto (fumo di sigaretta, smog, inquinanti ambientali di ogni genere, tossine, prodotti chimici di varia natura, radiazioni, etc) mettono a dura prova i nostri naturali meccanismi di difesa. In un tale contesto, è chiaro come un buon funzionamento del sistema immunitario assuma sempre maggiore importanza.

Fin dai tempi antichi è noto come i vitelli che sono stati nutriti col primo latte materno (colostro) godano di migliore salute. L’assunzione del colostro entro le prime ventiquattro ore di vita permettono infatti al vitello non solo di dotarsi di un sano sistema immunitario, ma anche di attivare correttamente tutte le funzioni metaboliche. Le proprietà del colostro bovino sono dunque conosciute da molti secoli, ma solo oggi grazie anche alle nuove tecnologie di sterilizzazione, selezione e concentrazione, possono essere sfruttate a pieno. L’unicità delle caratteristiche del colostro non è del resto prerogativa dei soli bovini, ma tipica di tutti i mammiferi, uomo compreso.

Sebbene dunque il colostro possa sembrare ai nostri occhi un prodotto nuovo, le sue benefiche caratteristiche erano già da lungo tempo inconsciamente sfruttate dai nostri antenati. In India, ad esempio, i seguaci delle tradizionali pratiche Ayurvediche ed i cosiddetti Reishi (santoni guaritori) erano soliti utilizzare il colostro come rimedio contro le mancanze del fisico e della mente. I popoli scandinavi e quelli nordeuropei, invece, festeggiavano la nascita dei vitelli preparando e consumando un pudding a base di colostro e miele. Negli Stati Uniti, invece, il colostro era usato come generico rimedio popolare contro le infezioni ancora prima che le preparazioni farmaceutiche e gli antibiotici fossero disponibili sul mercato (1). Negli anni cinquanta, molti medici lo prescrivevano ai pazienti affetti da artrite reumatoide.

In particolare, Albert Sabin, partì dal colostro bovino per identificare gli anticorpi specifici che lo condussero alla messa a punto del vaccino contro il polio (5).

Le proprietà del colostro sono state comunque riconosciute ed indagate più a fondo a partire dalla prima metà degli anni ottanta, quando fu utilizzato per la prima volta con successo nella cura dei bambini affetti da diarrea causata da rotavirus (3). Studi successivi evidenziarono come questo potesse risultare efficace anche contro la diarrea provocata da protozoi quali Cryptosporidium, soprattutto negli individui debilitati (4).Colostro Bovino: il primo latte maternoCOMPONENTI DEL COLOSTRO BOVINO
Il colostro bovino contiene una sorprendente molteplicità di sostanze attive in grado di consentire non solo un sano sviluppo per il vitello appena venuto alla luce, ma anche la sua vera e propria sopravvivenza. L’assunzione del colostro da parte del vitello, è una questione di vitale importanza dal momento che ai bovini, a differenza degli uomini, non sono trasferiti attraverso la placenta alcuni dei fattori importanti per lo sviluppo del sistema immunitario. Nei neonati, invece, la mancata assunzione del colostro non comporta inevitabilmente la morte, ma solamente un generico stato di debilitazione più o meno grave a seconda dei casi.

La tempistica di assunzione del colostro da parte del neonato è altresì un fattore estremamente importante. Se infatti il vitello in seguito, ad esempio, a complicazioni postparto non riesce ad assumere colostro entro le prime 12-18 ore dal parto, esso può addirittura morire in seguito al graduale riassorbimento dei fattori immunitari da parte della madre ed alla conseguente diminuzione delle proprietà del colostro materno. Per conservare intatta la qualità del colostro bovino è dunque fondamentale che questo venga raccolto nelle prime ventiquattro ore dopo il parto.

Le sostanze contenute nel colostro, possono essere divise in due gruppi principali: i cosiddetti “fattori immunitari” e quelli definibili come “fattori di crescita”. Sono inoltre presenti altri componenti minori (2).

FATTORI IMMUNITARI
Sono definibili con il termine di “fattori immunitari” tutte quelle sostanze che sono in grado di aiutare il nostro organismo a difendersi contro le aggressioni degli agenti esterni più disparati (virus, batteri, funghi, protozoi, etc.). Alcuni fattori immunitari hanno funzioni ben precise, quali ad esempio, stimolare l’attivazione di un particolare meccanismo di difesa, mentre altri agiscono su di un piano più generico, conferendo efficacia difensiva all’intero sistema immunitario o ad una singola porzione di esso. E’ utile inoltre sapere che parte della nostra funzione immunitaria deriva dal nostro patrimonio genetico, parte viene invece acquisita in seguito all’accumularsi delle successive reazioni agli agenti esterni.

Alcuni dei più importanti fattori immunitari riscontrati nel colostro bovino includono le immunoglobuline (le principali sostanze attive del colostro), i polipeptidi ricchi in prolina (PRP), la lattoferrina (un potente antibatterico naturale), le citochine (agenti anti-cancerogeni), alcuni enzimi, le glicoproteine, gli inibitori della tripsina, il lisozima, le limfochine (che includono sostanze anticancerogene), gli oligo-polisaccaridi ed i glicoconiugati.

a) Immunoglobuline (Ig): le immunoglobuline sono i principali fattori immunitari presenti nel colostro bovino. Chiamati comunemente anche anticorpi, sono normalmente prodotti dal nostro organismo a scopo difensivo in corrispondenza della presenza di sostanze estranee (antigeni). In generale, le funzioni attribuite alle immunoglobuline comprendono la neutralizzazione delle tossine, dei virus e dei batteri nel sistema circolatorio e linfatico.

Le immunoglobuline sono grosse molecole proteiche costituite da catene di centinaia di aminoacidi. Esse possono lavorare assieme o separatamente per distruggere gli antigeni Alcune circolano nel sangue, altre nel sistema linfatico, altre invece risiedono nelle membrane mucose e funzionano da barriera contro le invasioni di pericolosi agenti estranei.

Le immunoglobuline sono presenti in tutti i mammiferi, uomo compreso e sono suddivisibili in diverse classi: IgA, lgD, IgE, lgG ed lgM, ognuna delle quali possiede funzioni specifiche differenti.

– lgG: incrementano la fagocitosi diretta alla neutralizzazione delle tossine (80-85% del totale degli anticorpi del siero). Sono le immunoglobulina presenti in maggiore quantità nel colostro bovino.
– lgM: incrementano la fagocitosi, specialmente nei confronti dei microrganismi (5-10% del totale degli anticorpi del siero).
– IgA: proteggono le superfici mucose (15% del totale degli anticorpi del siero).
– lgD: stimolano le cellule B alla produzione di anticorpi (2% del totale degli anticorpi del siero).
– IgE: sono associate alle reazioni allergiche (0.002% del totale degli anticorpi del siero).

Il ruolo giocato dalle immunoglobuline nella difesa del nostro organismo dagli attacchi esterni sta diventando in questi ultimi anni sempre più cruciale a causa dell’insorgenza nei batteri di fenomeni di resistenza agli antibiotici, I fattori immunitari presenti nel colostro bovino garantiscono un’incredibile efficacia protettiva in seguito alla loro sorprendente concentrazione, addirittura venti volte superiore a quella del colostro umano (1). La maggior parte delle immunoglobuline sono inoltre sintetizzate nell’intestino e, conseguentemente, la somministrazione orale di colostro le indirizza proprio in questa sede.

b) Polipeptidi ricchi in prolina (PRP): i PRP sono molecole in grado di bilanciare l’attività del sistema immunitario, stimolandolo quando non è reattivo oppure limitandolo quando è iperattivo. La loro azione regolatrice si esplica soprattutto a livello della ghiandola del timo deputata alla produzione delle cellule T (tra le funzioni delle quali sono comprese la soppressione di tutte quelle cellule che nel corpo sono state invase da agenti estranei oppure sono diventate cancerose).

c) Lattoferrina: la lattoferrina è una proteina in grado di legare il ferro e possiede notevoli proprietà anti-virali, antiinfiammatorie ed antibatteriche. Essa è in grado di difendere il corpo dalle candidosi, dalla sindrome di affaticamento cronico, dall’herpes e dalle altre infezioni. La dinamica d’azione della lattoferrina è molto singolare, essendo in grado contemporaneamente di annientare i batteri e di rifornire di ferro il nostro organismo. La lattoferrina, in pratica, toglie il ferro ai batteri, impedendo loro di riprodursi per renderlo disponibile alle nostre funzioni, prima fra tutte il rifornimento di ossigeno a tutte le nostre cellule.

d) Citochine: le citochine sono sostanze chimiche coinvolte nella comunicazione tra le cellule del nostro corpo. Esse possiedono attività anti-virale ed anti tumorale e partecipano a regolazione, intensità e durata della risposta immunitaria. Le citochine sono in grado di aumentare l’attività delle cellule T e di stimolare la produzione di immunoglobuline. Tra le citochine troviamo le cosiddette “interleuchine”, molecole che, per comodità, sono state numerate. Una di loro, l’interleuchina i, è un potente agente antì-inflammatorio che è soprattutto utile alle persone affette da artrite o da disordini di tipo infiammatorio (6). Un altro, l’interleukina-2, è stato ad esempio, utilizzato per il trattamento di alcune forme di cancro (7).

e) Glicoproteine ed Inibitori tripsici: questi composti aiutano i fattori immunitari e quelli di crescita, una volta ingenti, a non essere distrutti dagli enzimi digestivi del nostro apparato gastrointestinale e ad arrivare intatti fino all’intestino, luogo nel quale possono esplicare la loro attività (13). Alcune recenti ricerche hanno inoltre dimostrato come questi inibitori possano prevenire l’adesione del batterio responsabile dell’ulcera gastrica (Helicobacter pylori) alle pareti dello stomaco (8).

f) Lisozima: il lisozima è un enzima che possiede un alto potere idrolizzante nei confronti di alcune sostanze polisaccaridiche che vanno a comporre la parete cellulare di alcune famiglie di batteri. Proprio per questa sua azione battericida, esso è presente anche nella saliva e nelle lacrime.

g) Limfochine: le linfochine sono dei peptidi ad azione ormone-simile che possono regolare la risposta del sistema immunitario. I fattori di necrosi tumorale, ad esempio, sono un tipo particolare di limfochine.

h) Oligo-polisaccaridi e glicoconiugati: queste sostanze sono zuccheri che sono in grado di attrarre e legare diversi tipi di patogeni impedendo loro di aderire e/o di entrare nelle membrane del muco intestinale. Con l’aiuto di altri componenti del colostro, questi zuccheri bloccano l’adesione di molti microrganismi patogeni (ad esempio: Streptococcus pneumococci, Escherichia coli, Salmonelle, Entomoeba, Cryptosporidia, Giardia, Shigella, Clostridium difficile toxins A & B, etc.).

i) Altri: altri fattori immunitari meno noti ma presenti nel colostro bovino includono: la glicoproteina alfa 2-AP, l’alfa 1-antitripsina, l’alfa l-fetoproteina, l’alfa2-macroglobulina, l’albumina, la lattoglobulina B, la beta 2-microglobulina, gli enzimi C3 e C4, l’emopexina, l’aptoglobina, la lattoperossidasi, gli orosomucoidi, l’acido orotico e la pre-albumina.

Colostro Bovino: il primo latte maternoFATTORI Dl CRESCITA
I fattori di crescita sono composti i cui effetti principali sono identificati nella promozione della salute attraverso la costruzione, il mantenimento e la riparazione delle ossa dei muscoli, dei nervi e della cartilagine, la stimolazione del metabolismo dei grassi, la regolazione del metabolismo proteico durante il digiuno, il mantenimento dei corretti livelli della glicemia, la regolazione delle sostanze che nel cervello sono deputate al controllo dell’umore e la cicatrizzazione dei tessuti. Un ulteriore vantaggio legato alla presenza dei fattori di crescita sembra essere dovuto alla loro azione anti-invecchiamento, in particolar modo rivolta alla cute.

Tra i fattori di crescita compresi nel colostro bovino ricordiamo il fattore di crescita epiteliale (EGF), il fattore di crescita del fibroblasto (FGF), i fattori di crescita insulina-simili I e II (IGF-l ed IGF II) ed i fattori di crescita di trasformazione (TGF A & B).

a) Fattore di crescita epiteliale (EGF): è una sostanza proteica che concorre alla protezione ed al mantenimento della salute della pelle. Nel 1983 alcuni ricercatori scoprirono che il colostro bovino contiene EGF come parte di un composto che peraltro consiste in un fattore di crescita insulino simile I ed in più fattori di crescita trasformanti A&B (9). Sebbene il solo EGF possa stimolare la normale crescita ed i meccanismi di riparazione della pelle, la sua azione diventa più efficace quando si combina con IGF-1 e TGF A&B.

b) Fattore di crescita del fibroblasto (FGF): esercita un’azione coadiuvante ed incrementante nei confronti della capacità legante della IGF-l (aumento dal 60 al 70%).

c) Fattori di crescita insulino-simili I e II: rappresentano i fattori di crescita più abbondanti del colostro bovino. Queste proteine influenzano l’utilizzazione dei grassi, delle proteine e degli zuccheri da parte del nostro organismo; stimolano il sistema immunitaria e promuovono i meccanismi di riparazione e crescita cellulare. Tra le due, la più potente è la IGF-ll.
Dal momento che ogni cellula del corpo è dotata di un recettore per l’IGF-lI, questo fattore di crescita può aiutare ogni cellula a risanarsi attivamente o a riprodursi. In particolare, l’IGF-l è una delle poche sostanze note in grado di stimolare la riparazione e la crescita del DNA e dell’RNA. Queste proprietà risananti fanno dell’IGF-l una delle più potenti sostanze anti-età.

L’IGF-l rappresenta una sostanza in grado di destare notevole interesse anche tra i culturisti in quanto capace di stimolare la crescita del muscolo senza favorire lo stoccaggio del grasso. Secondo alcuni studi sembra che l’IGF-l abbassi i livelli del colesterolo LDL ed innalzi quelli dell’HDL (1).

Una ricerca del 1990 dimostra che l’IGF-l esercita un effetto alternativo a quello dell’insulina nei riguardi del trasporto del glucosio al muscolo, potendo così costituire un potenziale trattamento contro l’iperglicemia, ed eventualmente un parziale sostitutivo dell’insulina, (probabilmente utile nella riduzione delle dosi indicate per i pazienti affetti da diabete insulino-dipendente) (10). L’IGF-l beneficia anche il sistema immunitaria, andando a stimolare la produzione di cellule T.

d) Fattori di crescita trasformanti (TGF A & B): questi fattori stimolano la proliferazione delle cellule nel tessuto connettivo, coadiuvano il processo di formazione delle ossa e della cartilagine, aiutano la riparazione dei tessuti e, secondo quanto affermato in uno studio (11), favoriscono pure lo sviluppo del rivestimento intestinale.

ALTRI COMPONENTI
Il colostro bovino contiene anche vitamine, in particolare la vitamina A, la vitamina E, la vitamina B12, ma anche tracce di altre vitamine, quali la D e la provitamina A (beta carotene) (2).
Per quanto riguarda i minerali, invece, il colostro è particolarmente ricco di zolfo. Lo zolfo, come è noto, è un minerale particolarmente importante perché coinvolto in numerosissimi processi metabolici, inclusa la riparazione di tessuti e la sintesi del collagene. Ricordiamo inoltre che il ferro presente nel colostro, grazie proprio alla presenza di lattoferrina, è particolarmente assorbibile.Colostro Bovino: il primo latte maternoIL COLOSTRO BOVINO E LE SUE APPLICAZIONI PER L’UOMO
E’ stato più volte sottolineato dagli esperti del settore che esistono sostanziali differenze tra il latte umano e quello di vacca. Tali diversità che rendono l’uno adatto per il neonato e l’altro per il vitello, sono fondate e supportate da effettive differenze nella proporzione dei diversi nutrienti (1,2).

Il colostro, invece, non è altrettanto “specie-specifico’. Rispetto al latte bovino, il colostro contiene una quantità superiore di proteine, vitamine, minerali, fattori di immunità e di crescita e livelli inferiori di grassi. In modo particolare, la struttura molecolare dei fattori di immunità e di quelli di crescita presenti nel colostro bovino sono estremamente simili a quelli che ritroviamo nell’uomo. Secondariamente, il colostro bovino contiene concentrazioni più elevate di alcuni importanti componenti, prime fra tutte le Immunoglobuline G (1,2). Tali anticorpi molto spesso sono efficaci anche contro microrganismi divenuti resistenti agli antibiotici. Inoltre, la qualità del colostro bovino può essere più efficacemente controllata e standardizzata di quanto, per motivi etici e logistici, non possa essere quella del colostro umano

A tutto questo va aggiunto che le innumerevoli proprietà del colostro possono essere sfruttate a pieno solo a patto che i componenti attivi del colostro arrivino intatti nel nostro intestino. Questo organo infatti riveste un ruolo di centrale importanza nei confronti delle nostre difese immunitarie. La maggior parte dei microrganismi patogeni, esercitano la loro azione negativa nei nostri confronti per prima cosa aderendo alle superfici mucose intestinali. Il tratto gastrointestinale è anche il punto nel quale alcuni agenti patogeni possono penetrare nel nostro organismo. Per questo è bene che l’assunzione del colostro avvenga a stomaco vuoto e sia accompagnata da un bicchiere d’acqua (vedi par. 5).

PROPRIETÀ DEL COLOSTRO BOVINO
Le numerose proprietà del colostro bovino possono esplicarsi a pieno solo se i componenti attivi arrivano intatti nell’intestino. Questo organo infatti riveste un ruolo di fondamentale importanza per l’espletamento della funzione immunitaria, essendo la sede ove in linea generale gli agenti patogeni iniziano ad esercitare la loro azione negativa. E’ nel tratto intestinale che si giocano dunque gran parte delle strategie difensive del nostro corpo, non soltanto ad opera del sistema immunitario, ma anche della flora probiotica. L’adesione alle pareti della superficie mucosa dell’intestino rappresenta nell’80% dei casi il primo passo per l’insorgenza delle patologie.

Un recente studio (12) ha dimostrato come le immunoglobuline presenti nel colostro bovino, anche grazie alla contemporanea presenza di sostanze protettrici (glicoproteine) ed inibitori enzimatici (inibitori triptici), possano resistere agli attacchi degli enzimi presenti nel nostro apparato digerente per arrivare intatte nell’intestino dove esercitano la loro azione preventiva nei confronti della colite e di alcune forme di diarrea (quali quelle ad esempio provocate dal Clostridium difficile).

AZIONE ANTIVIRALE ED ANTIBATTERICA
I componenti del colostro (fattori immunitari e fattori di crescita) contribuiscono ad incrementare le difese immunitarie del nostro corpo e conseguentemente anche a diminuire la nostra suscettibilità nei confronti delle malattie, soprattutto quelle di origine batterica e virale. L’assunzione di colostro contribuisce ad incrementare lo stato di salute ed il benessere nei soggetti sani ed a favorire la guarigione in quelli malati, debilitati od immunodepressi.

Le patologie che, a tal proposito, l’assunzione del colostro può aiutare a combattere sono le seguenti:

– Mal di gola, raffreddore ed influenza
– Candidosi
– Diarree e/o disturbi gastrointestinali di origine virale, batterica o da parassiti (ad esempio: batteri quali Clostridium difficile, e. coli, Salmonella, Shighella, Campylobacter, Vibrio choleraeetc; virus quali rotavirus e parassiti quali Cryptosporidium parvum, Entamoeba histolytica, Giardia lamblia, etc.)
– Coliti emorragiche da Escherichia coli
– Herpes Simplex I e Il
– Ulcere peptiche da Helicobacter pylori

CONTRO LE PATOLOGIE AUTOIMMUNI
Le patologie autoimmuni derivano dalla sopravvenuta od intrinseca incapacità del corpo a distinguere tra l’estraneo ed il non estraneo all’organismo stesso. A volte può capitare dunque che il corpo indirizzi antìcorpi e cellule T contro le proprie cellule, organi o componenti.

Tra le patologie definibili a più o meno pieno titolo come “autoimmuni” e che possono trovare giovamento dalla somministrazione di colostro ricordiamo:

– Artrite reumatoide
– Asma
– Allergie
– Lupus
– Sclerosi multipla
– Fibromialgia

PER GLI SPORTIVI
L’interesse degli atleti nei confronti del colostro è giustificato dalla presenza del fattore di crescita insulino-simile I e II (IGF-I ed IGF-II). La sequenza aminoacidica presente nella molecola di tali fattori di crescita assomiglia infatti molto a quella tipica della molecola dell’insulina. Questi composti possono essere dunque considerati degli ormoni pro-insulinici ai quali sono associabili anche effetti anabolici (promozione della sintesi proteica del muscolo).

Sia il colostro bovino che quello umano hanno dimostrato le loro proprietà stimolanti nei confronti della sintesi proteica ed inibenti nei confronti della degradazione proteica (14, 2).
Il motivo principale della presenza dei fattori di crescita IGF-I e Il nel colostro è quello di promuovere il rapido sviluppo dei tessuti attraverso la stimolazione della sintesi proteica negli individui appena venuti alla luce. Negli adulti, i fattori IGF-I e II rivestono comunque un ruolo di notevole importanza dal momento che sono coinvolti nella proliferazione cellulare e nella regolazione della riparazione, crescita e differenziazione tessutale. Negli atleti che si sottopongono ad allenamenti particolarmente intensi e frequenti, è chiaro come la riparazione dei tessuti assuma un’importanza ancora più rilevante.

Il fattore di crescita IGF-1 è rilasciato da numerosi tessuti del nostro corpo ed è in grado di esercitare il suo effetto sulla maggior parte delle nostre cellule. I principali organi che sintetizzano l’IGF-l sono rappresentati dal cuore, dai polmoni, dai reni, dal fegato, dalla milza, dal pancreas, dal piccolo e dal grande intestino, dai testicoli, dalle ovaie, dal cervello, dalle ossa, dall’ipofisi e dalla placenta. La maggior parte dell’IGF-l è secreta comunque dal fegato in risposta al segnale lanciato dall’ormone della crescita umano (hGH). I principali tessuti bersaglio sono i muscoli, le cartilagini, le ossa, il fegato, i reni, i nervi, la pelle ed i polmoni.

Il fattore di crescita IGF-l assiste le cellule durante la fase di divisione cellulare, di sintesi del DNA e di differenziazione. In generale possiamo affermare che l’IGF-l comunica un segnale anabolico alle cellule, regolandone la divisione e la specializzazione. Nel muscolo, in particolare, questo segnale anabolico è indirizzato nei momenti di sforzo o quando è avvenuto un qualche danneggiamento. In totale, possiamo affermare che l’IGF-I promuove non soltanto la sintesi del tessuto muscolare, ma anche di quello osseo.

L’IGF-l agisce anche nell’ambito del sistema nervoso ed assume un ruolo di ragguardevole importanza nella crescita e nello sviluppo delle cellule nervose. L’IGF-l mantiene efficiente la comunicazione a livello delle giunture neuromuscolari, ovvero in quella sede ove avviene la vera e propria collaborazione tra i nervi e le cellule muscolari. Si ritiene inoltre che il fattore IGF-l sia in grado di restituire alle cellule più vecchie ed/o affaticate un adeguato livello attività consentendo così al tessuto di mantenere le performance abituali.

La funzione ormonale dell’ormone hGH, così come quella anabolica, dipendono in gran parte dalla produzione e dalla presenza di IGF-l. L’IGF-I infatti è in grado di stimolare la crescita dei tessuti aumentandone il numero di cellule, mentre l’ormone hGH può agire nel senso di incrementare le loro dimensioni (15).

Le seguenti proprietà sono associate al consumo di colostro da parte degli atleti:

  • Incremento delle performance fisiche
  • Incremento delle performance psichiche
  • Incremento della resistenza fisica
  • Incremento della crescita della massa magra a livello muscolare
  • Miglioramento della riparazione dei tessuti e della guarigione delle ferite.

Alcuni studi (16) hanno dimostrato come i livelli di creatina chinasi presenti nel sangue, misurati dopo una settimana di intenso allenamento in un gruppo di sciatori professionisti che avevano assunto colostro erano significativamente minori rispetto a quelli rilevati nel corrispondente gruppo di controllo. A tal proposito è opportuno sottolineare che la creatina chinasi presente nel sangue è considerata un buon indice del livello del danneggiamento cellulare verificatosi in corrispondenza di sessioni protratte di allenamento intenso. Inoltre, gli atleti ai quali era stato somministrato colostro rìportavano anche un’evidente sensazione di benessere e di minore affaticamento.

Oltre a quanto detto fino ad ora, possono essere citate altre proprietà del colostro che potrebbero costituire un potenziale interesse per gli atleti. E’ questo il caso delle proprietà antinfiammatorie e di incremento nei confronti dell’assorbimento dei nutrienti (in particolare di aminoacidi e carboidrati, attraverso la diminuzione delle piccole ulcerazioni intestinali, elencate tra le possibili cause della riduzione dell’assorbimento ditali nutrienti).

La somministrazione di colostro bovino durante sessioni di allenamento che coinvolgono la velocità e la forza degli atleti può incrementare la naturale concentrazione di IGF-l nel sangue degli atleti (2, 17, 20).

L’aumento dei livelli di IGF-l nel sangue può anche essere associato al mantenimento del peso corporeo, in quanto esso migliorerebbe l’utilizzazione dei nutrienti introdotti con la dieta, in particolar modo il glucosio. Per cui, un incremento della metabolizzazione del glucosio per la produzione di energia diminuirebbe la quantità di questo che viene indirizzata alla sintesi dei grassi.

E’ inoltre interessante sapere che i normali livelli di IGF-l presenti nel nostro corpo tendono naturalmente a diminuire con l’avanzare dell’età, lo stress, il frequente contatto con le tossine presenti nell’ambiente e con la graduale acquisizione di uno stile di vita sempre più sedentario. In molti casi, dunque, l’assunzione regolare del colostro bovino è collegata ad un graduale bilanciamento dell’appetito e ad una sensibile diminuzione del grasso corporeo (2).

Il più grosso dubbio associato all’assunzione dell’IG-Fl tramite colostro è quello relativo al suo effettivo assorbimento intestinale. Essendo molecole peptidiche abbastanza grandi, non è ancora certo che esse possano essere assorbite in quanto tali dall’intestino degli adulti. Per i neonati, invece, a qualsiasi specie essi appartengano, il discorso è diverso dal momento che le maglie intestinali sono più larghe e permettono l’assorbimento di molecole anche grandi. Esistono tuttavia alcune evidenze scientifiche che dimostrano l’innalzamento dei livelli serici negli atleti che ne hanno sperimentato l’assunzione (20).

CONTRO LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI
La lattoferrina presente nel colostro bovino è in grado di inibire l’accumulo del colesterolo LDL ossidato a livello delle pareti arteriose e quindi la formazione di quelle placche che rappresentano le principali responsabili dell’insorgenza dell’arteriosclerosi. A tal proposito, uno studio (18) riporta che la lattoferrina bovina risulterebbe addirittura più efficace di quella umana nell’inibire la formazione del legame tra il colesterolo LDL modificato ed i macrofagi, interagendo direttamente con tale tipo di colesterolo. In questo modo, la deposizione e l’accumulo dei macrofagi contenenti colesterolo LDL ossidato sulle pareti delle arterie ne risulterebbe ostacolato.

CONTRO LA SINDROME DA AFFATICAMENTO CRONICO
La Sindrome da affaticamento cronico (CFS) rappresenta una patologia per molti versi ancora sconosciuta che si manifesta con un diffuso senso di spossatezza, apatia, depressione, perdita di memoria e concentrazione, febbre lieve, mal di testa, etc. e colpisce più frequentemente le donne degli uomini. Tra le cause ipotizzate alla base di questa patologie è elencata l’infezione da parte di un virus, l’Epstein-Barr (EBV) appartenente alla stessa famiglia di quello responsabile della mononucleosi. Tale virus sarebbe in grado di provocare una iper-reazione a livello del Sistema lmmunitario, causa della sensazione di spossatezza.

Per gli individui colpiti da EBV, può essere dunque di grande utilità la somministrazione di colostro bovino sia per la sua generica attività immuno-stimolante sia per quella antivirale (1,2).

AZIONE ANTICANCEROGENA
Dal momento che lo sviluppo delle patologie neoplastiche rappresenta un campo nel quale la ricerca ha ancora molto da studiare, ci sembra opportuno individuare nel colostro bovino un ideale strumento almeno per la prevenzione. Infatti, il mantenimento di un ambiente intracellulare equilibrato e salubre rappresenta il presupposto di partenza per Io sviluppo di efficaci meccanismi di difesa. Sappiamo che il colostro bovino, proprio per l’insieme dei componenti che contiene (lattoferrina, interferone, fattori di crescita trasformanti, PRP, enzimi, etc.), è perfettamente in grado di soddisfare l’esigenza di rinforzare le nostre difese naturali anche nei confronti dell’insorgenza dei tumori.

ALTRE APPLICAZIONI
– Sindrome del colon irritabile
– Coliti ulceranti
– Diabete
– Sindrome di Crohn
– Applicazioni topiche, risanamento delle ferite, igiene dentale

Colostro Bovino: il primo latte materno

DOSAGGI E POSOLOGIA
L’efficacia del colostro varia molto da persona a persona ed in funzione dello scopo per il quale lo si assume. In generale, è bene che il colostro venga somministrato a stomaco vuoto, in due singole dosi (almeno due ore dopo aver mangiato), accompagnato da un bicchiere d’acqua in modo da permettergli di raggiungere più velocemente l’intestino e di essere così meglio assorbito.

A scopo preventivo o per il mantenimento, sono comunemente indicate dosi pari a 1,5 g/die.

Quando lo scopo della somministrazione del colostro è invece la cura di alcune patologie specifiche, si consiglia normalmente di iniziare con un dosaggio più alto (“fase di caricamento” pari a 2-3 g due volte al giorno) per poi ridurlo a 2,5 g/die, sempre da dividersi in due assunzioni (mattina e tardo pomeriggio), una volta che si sono ottenuti i primi risultati positivi. In alcuni casi un differente dosaggio potrebbe sortire risultati migliori: molto dipende dalla reattività del soggetto e dalle estemporanee necessità del suo sistema immunitario.

I dosaggi per i bambini devono essere ridotti rispetto a quelli degli adulti e devono essere valutati dal pediatra in funzione dell’età e del peso.

La maggior parte dei soggetti che assumono integratori a base di colostro non sperimentano effetti collaterali, in alcuni casi è però riportata la comparsa di leggeri e temporanei dolori muscolari, gastrointestinali e mal di testa. Questi sintomi solitamente però scompaiono dopo un giorno o due.

Le donne incinte o in allattamento e le persone affette da disordini alla tiroide, al sistema immunitario o colpite da tumore dovrebbero consultare il medico prima dell’assunzione del colostro.

Per sfruttare appieno le caratteristiche del colostro, è necessario che questo passi intatto attraverso lo stomaco, infatti i succhi gastrici distruggerebbero buona parte degli ormoni peptidici contenuti, in modo particolare i fattori di crescita IGF-1 , IGF-2 e TGF A & B. E’ quindi consigliabile assumerlo sotto forma di compresse gastro resistenti, che oltrepassino intatte lo stomaco. Risultati incoraggianti sull’assimilazione di ormoni peptidici come l’insulina sono stati ottenuti proteggendo il principio attivo dall’azione dei succhi gastrici. (21,22,23,24,25,26,27,28,29)

Notevole importanza riveste inoltre la tecnologia utilizzata per la produzione della materia prima colostro. E’ in particolare, la fase dell’essiccazione che può influenzarne qualità ed efficacia. Poiché, infatti, buona parte dei fattori di crescita (IGF-1 , IGF-2 e TGF A & B) sono termolabili, per conservare inalterate le benefiche proprietà del colostro, è necessario che questo venga sottoposto ad un processo di essiccazione “a freddo” (freeze dried). Il procedimento più comunemente utilizzato per la produzione del colostro è invece il metodo detto “spray dried”, che sfrutta il potere essiccante del calore e si serve di temperature elevate (180 °C). Ciò non è garanzia di ottenimento di una materia prima attiva. Per sfruttare dunque al meglio le molteplici potenzialità del colostro, consigliamo di controllare attentamente le caratteristiche della materia prima.

Fonte: Claudia Valla – Giuseppe Campus in www.lesionicutaneecroniche.it Katia SOMA’ & Sandy FURLINI

Bibliografia

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Tra i rimedi popolari usati da secoli dagli apicoltori c’è sempre stato l’uso del polline; la scienza dietetica ha scoperto da poco in esso una somma tale di sostanze benefiche, da definirlo un iperalimento, un “alimento miracolo”.

Dopo il miele, un altro importante prodotto dei nostri piccoli imenotteri è il polline. Anche qui ce n’è per tutti i gusti, a seconda di quali fiori avrà maggiormente frequentato quella famiglia di api.Si va da pollini più scuri a pollini più chiari, da pollini più amari ad altri meno amari: va però sottolineato che il polline ha comunque un sapore tendente all’amaro, cosa di cui tener conto perché non sempre gradita, ed è per questo motivo che si usa miscelarlo ad altri alimenti più dolci. Infatti può essere consumato tal quale, lasciandolo sciogliere lentamente in bocca, oppure mescolato al miele o alla propoli, o nel latte o nello yogurt come prima colazione.

L’assunzione mista a miele non ha solo un significato di miglior palabilità, ma ne ottimizza anche l’assorbimento. Si può mescolare anche a miele e propoli per ottenere tutti i benefici dei tre prodotti apistici integrati, ed è sempre in ogni caso importante masticarne i granuli a lungo al fine di migliorarne l’assorbimento. Purtroppo il polline che si trova in commercio è ben diverso dal polline fresco, sia dal punto di vista organolettico che da quello nutritivo, in quanto deve subire un processo di essiccazione che ne altera in parte il valore nutrizionale. L’ideale rimane pertanto il consumo di polline fresco, cosa peraltro raramente possibile a meno che non si sia apicoltori.

Il polline è considerato un alimento tra i più ricchi e completi, al punto da essere stato battezzato “superalimento”, poiché contiene moltissimi principi nutritivi indispensabili.Il polline

Vediamone in dettaglio la composizione, perché sono proprio i suoi costituenti a renderne ragione delle proprietà.

Innanzitutto vi sono presenti acqua, carboidrati e lipidi, soprattutto gli acidi palmitico, oleico e lignocerico, ma anche l’acido linoleico che è un acido grasso essenziale notoriamente utilissimo per l’apparato cardiovascolare.Le proteine sono una quantità significativa, cioè circa il 20% del suo peso secco, e questo è importante soprattutto per chi segue una dieta vegetariana privandosi del notevole apporto proteico animale. In particolar modo la lisina è un aminoacido non di rado carente in chi segue una dieta vegetariana. Invece la taurina, ben rappresentata nel polline, è un aminoacido coinvolto nel mantenimento del ritmo cardiaco e nella regolazione intracellulare di alcuni elettroliti.

Essa, insieme alla vitamina C, protegge le cellule cardiache dalla perossidazione e inoltre, modulando il tono calcico, riduce l’attività degli agenti vasocostrittori.In definitiva, nel polline sono rappresentate quasi tutte le vitamine (del gruppo B, inclusa la B12 che raramente si trova in fonti vegetali, rendendo nuovamente il polline una fonte preziosa per chi segue una dieta vegetariana, le vitamine A, D, E, C) e i bioflavonoidi. Nel polline d’api sono presenti anche polisaccaridi e fibre vegetali che favoriscono il transito intestinale.

Esso è inoltre ricco di enzimi e di moltissimi oligoelementi (potassio, sodio, fosforo, calcio, magnesio, ferro, manganese, cobalto, rame, zinco, fluoro, iodio, cromo, selenio, zolfo, molibdeno, nichel) oltre che di sali minerali, e infine contiene anche gli acidi nucleici (DNA ed RNA). Il tutto offerto al modesto valore calorico di circa 250 kal per 100 grammi!

Sebbene la molteplicità di sostanze contenute nel polline in maniera significativa lo rendano noto in primis come alimento energizzante, come ottimo “ricostituente” per persone debilitate, inappetenti, vegetariane o sportive, in realtà il polline d’api ha moltissime altre proprietà benefiche per il nostro organismo, sempre derivate dalla sua ricchezza e completezza nutrizionale.

Tra i suoi costituenti vengono chiamati in causa specialmente i flavonoidi – ed in particolare la rutina di cui il polline è ricchissimo – che sono molecole dal forte potere antiossidante e antinfiammatorio, antinfettivo e anche, seppur indirettamente in quanto sempre in virtù della capacità antiossidante ed antiflogistica, anticancerogeno! È soprattutto grazie alla riconosciuta proprietà di potenti antiossidanti che i bioflavonoidi contribuiscono a stabilizzare e rafforzare i capillari e a ridurre le infiammazioni, rendendo il polline un’utile integrazione alimentare nei soggetti per i quali è necessaria una protezione sulle pareti venose e capillari, come coloro che sono affetti da patologie venose croniche, quali fragilità capillari, varici, emorroidi. Questo, unitamente alla presenza di acidi grassi essenziali, fa sì che il polline possa entrare nella schiera degli alimenti consigliati ai fini della prevenzione delle patologie cardiovascolari.Ancora i flavonoidi aiutano a mantenere in buono stato il collagene, rendendosi utili per la salute dell’epidermide.

Il polline d’api, sempre per merito delle virtù dei flavonoidi, è stato altresì utilizzato con successo nella prevenzione e come coadiuvante nella cura dell’ipertrofia prostatica benigna. L’azione antiossidante si rende protettiva anche nei confronti del sistema immunitario, ed in ciò consiste il razionale utilizzo del polline quale integratore nelle malattie infettive e nella prevenzione dal cancro. Per finire ricordiamo le capacità antistaminiche dei flavonoidi, che concorrono pertanto alla modulazione degli stati allergici.

Francesca Moggi (www.scienzanatura.it)

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Fonti:
Buck AC, Cox R, Rees RW, Ebeling L, John A. Department of Urology, University Hospital of Wales, Cardiff “Treatment of outflow tract obstruction due to benign prostatic hyperplasia with the pollen extract, cernilton. A double-blind, placebo-controlled study” British Journal of Urology. 1990 Oct;66(4):398-404
E. W. Rugendorff, W. Weidner, L. Ebeling, A. C. Buck “Results of Treatment with Pollen Extract (CerniltonR N) in Chronic Prostatitis and Prostatodynia” British Journal of Urology Volume 71, Issue 4, pages 433–438, April 1993
E. Furusawa, S. C. Chou, A. Hirazumi, A. Melera “Antitumour potential of pollen extract on lewis lung carcinoma implanted intraperitoneally in syngeneic mice” Phytotherapy Research Volume 9, Issue 4, pages 255–259, June 1995
M.G.L Hertog , E.J.M Feskens, D. Kromhout, M.G.L Hertog, P.C.H. Hollman , M.G.L. Hertog , M.B. Katan “Dietary antioxidant flavonoids and risk of coronary heart disease: the Zutphen Elderly Study” The Lancet, Volume 342, Issue 8878, Pages 1007 – 1011, 23 October 1993
T. S z c z ê s n a “Concentration of selected elements in honeybee-collected pollen” Journal of Apicultural Science Vol. 51 No. 1 2007
C. Mateescu “Apiterapia. Come usare i prodotti dell’alveare per la salute” M.I.R. edizioni, 2008


Il miele di Manuka, raccolto dall’omonima pianta, viene utilizzato fin dall’antichità per svariati usi. E’ considerato un miele medicinale in virtù di spiccare proprietà antibatteriche, dovute in particolare a un suo principio attivo chiamato metilgliossale (o MGO o merhylglyoxal).

Da qualche tempo una varietà particolare di miele è salita agli onori della cronaca, perlomeno nell’ambito dell’alimentazione e della medicina naturale: il miele di Manuka, esaltato per le sue proprietà salutistiche e medicinali. Cosa c’è di vero? Scopriamolo.

Come tutti i cosiddetti prodotti dell’alveare (propoli, polline, pappa reale), ogni tipo di miele, quale più, quale meno, possiede caratteristiche benefiche. In particolare, ne è nota da sempre l’attività antibatterica. Nel miele infatti è contenuto un enzima secreto dalle api, la glucosio-ossidasi, che produce perossido di idrogeno (più noto come acqua ossigenata), che ha azione disinfettante, ovvero germicida. Ma sicuramente anche altre delle tantissime sostanze presenti naturalmente nel miele, molte delle quali ancora poco note, sono corresponsabili dei suoi effetti “terapeutici” e rendono questo prodotto un vero e proprio cibo-medicina.

Tra le capacità più notevoli e studiate del miele c’è quella di curare le ferite. Una review di 22 ricerche scientifiche precedentemente condotte sul miele quale agente antibatterico topico per il trattamento delle ferite infette, pubblicata nel 2006 su International Journal of Lower Extremity Wounds, ha concluso che il miele accelera la risoluzione dell’infezione, protegge da eventuali ricadute e incrementa la velocità di cicatrizzazione, promuovendo la crescita di nuovo tessuto e la guarigione della ferita.

Esiste tuttavia un miele ancora più interessante degli altri sono il profilo salutistico. E’ il miele di Manuka, raccolto dalla pianta omonima (Leptospermum scoparium), che cresce allo stato selvatico sotto forma di arbusto o piccolo albero in Nuova Zelanda e che è utilizzato fin dalla notte dei tempi dal popolo Maori come cibo e nel trattamento locale di ferite, ulcere, bruciature e scottature.

Il miele di Manuka ha dimostrare proprietà “medicinali”. Al di là della semplice azione antisettica dovuta al perossido di idrogeno, questo miele neozelandese contiene ulteriori sostanze antibatteriche in quantità elevate. La sua accentuata attività antibiotica è dovuta all’azione combinata di un principio attivo chiamato metilgliossale (MGO, forse più noto anche in Italia con il suo nome inglese methylglyoxal) e di altri, sinergici, ancora non perfettamente identificati. Nel miele di Manuka non solo è molto alta la quantità di metilgliossale, ma la presenza delle sostanze sinergiche incrementa di oltre il doppio l’efficacia antisettica del metilgliossale.

Non tutto il miele di Manuka presenta tuttavia quantità significative di MGO e ha di conseguenza questo tipo di attività antibatterica aggiuntiva particolarmente interessante e non dovuta al perossido d’idrogeno. Quello che la possiede viene denominato “miele di Manuka attivo” o “miele di Manulca UMF” (Unique Manuka Facror) e riporta in etichetta la quantità di MGO che contiene, per distinguerlo dal miele di Manuka che non ha queste proprietà.

Il miele di Manuka

Perché è importante un’attività antibatterica ulteriore rispetto a quella del perossido di idrogeno?

L’enzima che produce perossido d’idrogeno ha molti” limiti”: richiede ossigeno per sviluppare la reazione (e quindi in ambiti come le ferite fasciate o l’intestino può non essere efficace o esserlo meno); è inattivo nell’ambiente acido dello stomaco; viene distrutto dagli enzimi che digeriscono le proteine (e che sono presenti anche nelle ferite). Non è quindi un caso che il miele di Manuka si sia dimostrato più efficace di altri tipi di miele contro batteri quali Escherichia coli, Helicobacter pylori e diverse specie di enterococchi. Inoltre, mentre l’attività dell’enzima che produce perossido d’idrogeno viene compromessa quando il miele è esposto al calore o alla luce, quella antibatterica del miele di Manuka è stabile, caratteristica che non ne rende problematica la conservazione e non ne fa perdere le proprietà.

In quali condizioni di salute può quindi essere utile il miele di Manuka?

In tante circostanze in cui è richiesta un’azione antibatterica, cicatrizzante e antinfiammatoria:
• per le ferite e le ustioni di lieve entità
• nelle gengiviti e in altri disturbi della bocca
• nelle difficoltà digestive di varia natura e severità (bruciore di stomaco, reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera gastrica e duodenale, presenza di Helicobacter pylori, colite ecc.)
• quando è necessario un sostegno al sistema immunitario contro le infezioni (tra cui innanzitutto quelle dell’albero respiratorio: raffreddore, mal di gola, tosse, influenza ecc.), visto che il miele di Manuka ha anche proprietà immunomodulanti.

I ricercatori dell’Università di Waikato, in Nuova Zelanda (una delle realtà mondiali all’avanguardia negli studi sulle proprietà benefiche e curative del miele), hanno scoperto che l’attività antibatterica del miele di Manuka può persino arrestare la crescita di ceppi batterici di Staphylococcus aureus resistenti agli antibiotici. Ed è stato invece constatato che il miele di Manuka non dà origine a fenomeni di antibiotico resistenza (analogamente a tanti altri rimedi naturali antimicrobici, tra cui innanzitutto l’aglio).

Non ci sono invece evidenze, come da qualcuno sostenuto, che il miele di Manuka abbia qualche utilità nell’abbassare il colesterolo.

Sicuramente c’è ancora molto sa scoprire su questo interessante miele e numerosi trials clinici sono in corso. Ma i suoi effetti benefici “di base”, il lungo uso tradizionale e l’assenza di reazioni indesiderate (a cui si affianca l’entusiasmo di tanti consumatori) lo rendono un prodotto utile e sicuro, da tenere a portata di mano nell’armadietto dei medicinali che preferiamo: la dispensa della cucina.Il miele di ManukaQuale miele di Manuka comprare?
Innanzitutto quello di produttori affidabili e che certifichino la presenza di metilgliossale.

Più in dettaglio, in commercio si ritrova miele di Manuka con diverse concentrazioni di MGO (espresse in milligrammi di metilgliossale per chilo di miele): da 100 fino a 550. Quanto più questo numero è alto, tanto più il contenuto di metilgliossale è significativo e tanto più è elevato il potere antibiotico del miele. Se quindi a scopo preventivo il miele MGO 100 può andare benissimo, chi necessita di azioni più forti potrà ricorrere a quello MGO 400 o addirittura MCO 550.

Qual è la posologia del miele di Manuka e come si assume?
Il dosaggio standard è di un cucchiaino preso mezz’ora prima dei pasti, fino a 3 volte al giorno. Per quel che riguarda controindicazioni e effetti collaterali del miele di Manuka, questo rimedio naturale non è adatto ai soggetti allergici al miele e ai diabetici, per i quali il metilgliossale è nocivo (persino nell’uso esterno: esistono evidenze scientifiche che il miele di Manuka possa addirittura ritardare la guarigione delle ulcere diabetiche).

Sembra inoltre possibile — benché più che altro teorica – un’interferenza con alcuni farmaci chemioterapici, in virtù dei suoi effetti antiossidanti (il miele di Manuka contiene infatti anche fiavonoidi).

Fonte: Dott. Luca Avoledo

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  9. Erboristeria Arcobaleno:   Malanni di stagione: prevenzione naturale
  10. Erboristeria Arcobaleno:   Pappa reale: il super-alimento dell’alveare

Sitografia

  1. Molan, P. C. (2006). The evidence supporting the use of honey as a wound dressing. International Journal of Lower Extremity Wounds, 5(1), 40–54. PubMed
  2. Maddocks, S. E., & Jenkins, R. E. (2013). Honey: a sweet solution to the growing problem of antimicrobial resistance? Future Microbiology, 8(11), 1419–1429. PMC
  3. Al-Jabri, A., et al. (2017). Anti-Helicobacter pylori activity of manuka honey in vitro. Journal of Medicinal Food, 20(7), 706–711. PMC
  4. Abdulrhman, M. A., et al. (2019). Manuka honey improves gastric ulcer healing in rat models. PLoS ONE, 14(4), e0215093. PMC
  5. Al-Waili, N., et al. (2018). The effect of natural honey on allergic rhinitis: a randomized controlled trial. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2018, 1–7. PMC
  6. WebMD. (2024). Manuka Honey: Medicinal Uses. Link
  7. Comvita. (2023). 10 Fascinating Facts About Manuka Honey. Link
  8. Altervista Blog – Il miele di Manuka. Il tesoro nascosto della Nuova Zelanda. Link
  9. Epicurious. (2022). What is Manuka Honey and Is it Worth the Cost? Link
  10. Erboristeria Arcobaleno: Manuka: il miele che guarisce


Una frase, che potrebbe essere considerata come una generalizzazione moderna del principio di Ippocrate “Primum non nocere” in realtà a molti di noi ricorda un noto spot degli anni 80 che invitava ad occuparsi della propria salute con continuità.

Un messaggio tuttora valido ma in gran parte inascoltato se, come emerge da una ricerca commissionata dall’Osservatorio Sanità di una nota compagnia di assicurazioni, specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, il 43% degli italiani con più di 30 anni si occupa di questioni legate alla propria salute solo in presenza di un sintomo o di un dolore.

Si tratta di quasi un adulto su due che non fa alcuna attività di prevenzione medica ma si sottopone a visite ed esami solo quando è il proprio corpo a lanciare specifici messaggi di aiuto. Non sorprende quindi che questa percentuale salga al 63% nella fascia 30-35 anni, quando si è nel pieno delle proprie forze ed è quindi percepita come minore la necessità di Lire visite preventive. Poca attenzione però anche tra gli over 55, dove solo il 48% dichiara di fare controlli una volta l’anno.

Eppure la retta via la si conosceva già molti secoli fa. Infatti, in un testo classico di Medicina Cinese (500 a.C.) si legge: “I medici saggi non trattano le persone già ammalate, ma istruiscono quelle sane su cosa fare per non ammalarsi. Somministrare medicine per curare malattie già conclamate è comparabile al comportamento di coloro che si mettono a scavare un pozzo dopo che gli è venuta sete o a quello di coloro che forgiano le armi quando la guerra è già stata dichiarata. Non è un pò tardi?”.

Ecco perché, sempre nell’antico Oriente, si narra che il medico venisse ricompensato per ogni giorno di salute dei propri pazienti e che vi era la sospensione del pagamento qualora questi ultimi si ammalassero. Questa leggenda, velata di saggezza sottolinea l’importanza della prevenzione, il cui scopo non è tanto quello di curare il malato o lottare contro la morte, quanto quello di conservare la salute ed il benessere.Prevenire è meglio che curareDopo questo tuffo nel passato, torniamo ai giorni nostri.. Come risaputo, autunno e inverno sono forieri di: influenze, simil-influenze, raffreddori, mal di gola…

Li vogliamo prevenire? Perché aspettare di essere ammalati? Utilizzando la medicina naturale si può, non esiste solo il fatidico vaccino antinfluenzale delle multinazionali!!

Un grande aiuto, in tal senso, ci viene dalla fitoterapia, dall’omeopatia e dal drenaggio omotossicologico.

1) La fitoterapia si avvale di sostanze capaci di stimolare le difese immunitarie.
2) L’omeopatia ci offre dei “vaccini” in dosi inflnitesimali con cui noi diremo al nostro corpo: “stai attento, questo che vedi sarà il tuo nemico quest’inverno”.
3) L’omotossicologia si avvale di drenanti che liberano i nostri tessuti impregnati dalle tossine accumulate durante l’anno.

E’ ora di fate almeno due mesi di terapia preventiva utilizzando una o più delle metodologie sopra indicate per affrontare ripuliti e vigorosi l’inverno, pronti (come De Andrè e Battiato ci ricordano) all’arrivo di un’altra estate.

I funghi Pleurotus ostreatus (Orecchione) e Shiitake  (Lentinula edodes), grazie alle loro proprietà probiotiche documentate e all’alto valore nutrizionale, sono consigliati in numerosi paesi come ideale supplemento alla normale dieta giornaliera.

Al fungo SHIITAKE sono state attribuite molte proprietà benefiche, sia nella medicina orientale, sia occidentale. Queste proprietà permettono la riduzione del colesterolo, l’abbassamento della pressione sanguigna, il rafforzamento del sistema immunitario per la difesa dell’organismo contro patologie virali e tumorali, di migliorare la funzionalità epatica (Bobek et al. 1991, Wang et al. 2000, Mau et al. 2002, Rajewska and Ba?asi?ska 2004). Molti benefici sulla salute provengono dai diversi composti che questo fungo produce e che includono: il lentinano, l’eritadenina e l’L-ergotioneina (Lasota and Karma?ska 1994, Smith at al. 2002, Rajewska and Ba?asi?ska 2004, Berna et al. 2006).

Il Lentinano ha mostrato diversi effetti sul cancro intestinale, del fegato, dello stomaco, ovarico e sul tumore al polmone. Questo composto stimola la produzione dei linfociti T e delle cellule Natural Killer e può potenziare l’effetto dell’AZT (Azidotimidina, un antineoplastico e antivirale) nel trattamento antivirale dell’AIDS.

Lo Shiitake è ricco di diversi antiossidanti (selenio, acido urico, vitamina A, E, C), così come di vitamina D (Lasota and Florczak 1996, Mau et al. 2002, Florczak et al. 2004). Oltre a permettere di abbassare la pressione sanguigna in soggetti ipertesi e ridurre i livelli di colesterolo nel siero, stimola la produzione di interferone che ha effetti antivirali e si è dimostrato efficace, in alcuni casi, contro l’epatite (Lasota et al. 1992, Mau et al. 2002, Smith et al. 2002).

Il Pleurotus è un fungo dalle notevoli proprietà, ricco di principi attivi, in particolare beta-glucani che hanno dimostrato di avere effetti immunomodulatori, antinfiammatori e antiossidanti. Il fungo pleurotus contiene inoltre una sostanza naturale chiamata lovastatina, una statina naturale che inibisce la produzione a livello epatico di LDL, cioè il colesterolo cattivo. Contiene inoltre chitosano, una sostanza naturale che inibisce l’assorbimento dei grassi a livello intestinale, modulando quindi la quantità di trigliceridi e colesterolo nel sangue. Il Pleurotus inibisce l’aggregazione piastrinica suggerendo un suo potenziale utilizzo nelle malattie cardiovascolari per prevenire la formazione di trombi. Grazie alla presenza dei beta-glucani ritarda l’assimilazione degli zuccheri nel sangue rivelandosi utile nella terapia antidiabete.

Il Pleurotus rafforza le funzioni del fegato, anche quando sono alterate. In particolare, contrasta le transaminasi elevate e il fegato grasso. Le statine di sintesi prodotte dall’industria farmaceutica, invece, possono causare effetti collaterali come, ad esempio, fegato grasso (steatosi epatica) e aumento delle transaminasi.

Una lectina isolata dai corpi fruttiferi di Pleurotus ostreatus ha dimostrato attività antitumorale, in topi da laboratorio, nel sarcoma e nel tumore epatico (Wang et al. 2000). Diversi studi su animali, il fungo ostrica ha potenziato il turnover di colesterolo nel plasma del 50%, con la riduzione del 25% dei livelli di colesterolo nel fegato rispetto ai controlli (Bobek et al. 1991).

Altri studi sugli animali hanno mostrato significative riduzioni dei livelli di colesterolo nel siero e nel fegato quando i funghi essiccati e polverizzati sono stati inclusi nelle diete degli animali, anche in regimi alimentari ad alto contenuto di grassi e in animali con livelli elevati di colesterolo ereditario (Bobek et al. 1991). Si ritiene che per gli individui, ad esclusione dei prodotti di origine animale dalla loro dieta, i funghi secchi Pleurotus ostreatus e Lentinula edodes possano essere una buona fonte di ferro, zinco e rame (Dwyer 1999, Kala? and Svoboda 2000, Isiloglu et al. 2001).Benefici della supplementazione di Pleurotus e ShiitakeEntrambi i funghi secchi hanno un alto contenuto di fibre alimentari, Fe, Cu, Mg, K e un basso contenuto di grassi, Na e Ca. Relativamente basso è l’assorbimento dei micronutrienti ad un valore di pH pari a 1.8, mentre l’alto assorbimento di Cu e Fe è stato osservato ad un pH di 8,7. Questo ci indica che l’acidosi sistemica è un vero e proprio problema per chi vuole assumere i nutrienti derivanti da questi funghi; ecco perché, molto spesso, alla somministrazione di funghi medicinali viene prescritto un regime alimentare tale da ridurre o eliminare l’acidosi nell’organismo.

Inoltre, è raccomandando la supplementazione dei funghi Shiitake e Pleurotus, come fonte di minerali e altri micronutrienti, una precisa determinazione del contenuto di questi elementi, la derivazione dei funghi stessi e la capacità di assorbimento di questi microelementi.

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