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Il magnesio è uno dei minerali di maggiore importanza per l’organismo umano ma è anche uno dei minerali di cui al giorno d’oggi vi è la maggiore carenza nell’organismo umano. Può essere considerato come il “minerale del rilassamento” per eccellenza; dal magnesio dipendono più di 300 reazioni enzimatiche nel corpo.

Il magnesio si trova in tutti i tessuti del corpo ed in particolare nel cervello, nelle ossa e nei muscoli. E’indispensabile per le cellule affinché producano energia, per stabilizzare le membrane e per aiutare i muscoli a rilassarsi e pertanto ogni situazione in cui vi è tensione, crampi ed irrigidimento e contrazione, può denotare una carenza di magnesio.

Si tratta purtroppo anche di uno dei minerali di cui al giorno d’oggi vi è la maggiore carenza. L’alimentazione moderna manca di sostanze ricche di magnesio ed anche gli alimenti che una volta ne contenevano molto, a causa dell’impoverimento in minerali dei terreni, ormai ne contengono poco. Inoltre numerose sostanze purtroppo diffuse, come ad es. l’alluminio (contenuto in preparati contro l’acidità di stomaco, rilasciato da pentole e contenitori in alluminio ecc.) esercitano un effetto antagonistico sulla assimilazione del magnesio da parte dell’organismo.

I livelli di magnesio nell’organismo vengono inoltre diminuiti anche da alcol, caffè, zucchero, acido fosforico (contenuto nelle coca cola), sudorazione intensa, diuretici, antibiotici ed alcuni altri medicinali. Purtroppo anche una respirazione sbagliata porta a perdite di magnesio nell’organismo; si tratta di un fatto poco conosciuto ma importante e consiglio di leggere il mio articolo sulla respirazione Buteyko

Non è facile accertare la quantità di magnesio presente in qualcuno poiché quello che conta è in realtà il magnesio intracellulare (il magnesio dentro le cellule dei vari tessuti) e non quello dentro l’urina o il sangue, che varia molto a seconda degli alimenti mangiati nei giorni precedenti l’analisi.

Si può tuttavia dare per quasi certo che tutti soffriamo, più o meno, di una carenza di magnesio, in particolare se sono presenti i seguenti problemi:irritabilità, depressione,ansia, crampi, contrazioni e irrigidimenti, palpitazioni cardiache, mal di testa frequenti,stanchezza,asma, calcoli renali, diabete. La lista delle malattie e problemi collegate alla carenza di magnesio è molto lunga:vi sono nella letteratura medica oltre 3.500 riferimenti a problemi connessi alla carenza di magnesio.

Purtroppo si tratta anche di uno dei minerali più difficili da assimilare con integratori generici, che non lo portano la dove dovrebbe andare, e cioè all’interno delle cellule. Il consiglio pertanto, oltre a quello di mangiare alimenti possibilmente ricchi di magnesio, come le verdure verdi, noci e fagioli, è quello di integrare la dieta con un prodotto sicuro ed efficace.

MAGnesio, il MAGnificoPer mantenere stabili questi livelli, l’apporto quotidiano consigliato è pari a 320 mg di magnesio per le donne e 420 mg per gli uomini.

L’importanza del magnesio

  • È il secondo sale minerale più presente all’interno delle nostre cellule dopo il potassio.
  • Contribuisce alla funzione muscolare, essendo coinvolto nei meccanismi di contrattilità e rilassamento del muscolo.
  • Rientra nei meccanismi di regolazione di minerali come calcio, sodio e potassio.
  • È coinvolto in oltre 300 attività enzimatiche (elementi che accelerano le reazioni biochimiche all’interno del nostro organismo).
  • Mantiene il regolare metabolismo energetico e la funzionalità del sistema nervoso.

Una delle ragioni di ciò è che lo stress causato dal moderno stile di vita tende a incidere sulle riserve di magnesio molto più rapidamente di quanto si possa immaginare. Il calcio, un grande minerale, necessita del magnesio per poter essere assimilato dal nostro corpo. Il calcio stesso, comunque, non dovrebbe essere mai assunto da solo, poiché elimina il magnesio dalle varie parti del corpo per poter essere assimilato. Ciò determina una carenza di magnesio e conseguentemente può far si che ci sì senta peggio. Questo può accadere a coloro che hanno un regime alimentare molto ricco di latte e latticini. Il latte, infatti, è composto da circa otto parti di calcio contro una di magnesio. L’eccesso di calcio nell’organismo forma dei depositi quali calcoli biliari, calcoli renali e depositi di calcio nelle giunture. È dimostrato come tutte queste manifestazioni si attenuino con l’assunzione di magnesio, soprattutto sotto forma di bevanda.

Le principali funzioni del magnesio sono:

  • Funzione Metabolica: il magnesio svolge un ruolo fondamentale nel processo di immagazzinamento, trasferimento e utilizzo dell’energia. Infatti, la carica positiva dello ione di magnesio si lega a quella negativa dell’ATP, mantenendo la molecola in una conformazione stabile; inoltre il magnesio è un fondamentale cofattore che entra in gioco ogni volta che l’ATP deve rilasciare o immagazzinare energia per i numerosi processi metabolici che avvengono nelle cellule.
  • Funzione Muscolare: il magnesio è necessario per fornire, tramite l’ATP, energia ai muscoli. Inoltre, interviene direttamente nella gestione delle riserve di calcio delle cellule muscolari, influenzando quindi il processo di contrazione e rilassamento.
  • Funzione Neurologica: il magnesio è coinvolto nella sintesi di numerosi neurotrasmettitori, quali la dopamina, la noradrenalina, la serotonina, la melatonina e il GABA. Per questo è un elemento fondamentale nel mantenimento delle normali funzioni celebrali e cognitive (soglia dell’attenzione, memoria, apprendimento), nella regolazione del ritmo del sonno e del tono dell’umore. Inoltre, influisce anche nel controllo del comportamento, dei movimenti volontari e della temperatura corporea.
  • Funzione Ossea: il magnesio immagazzinato nelle ossa mantiene costante la concentrazione del minerale nel sangue. Quando si verifica una carenza, le riserve ossee intervengono per ristabilire l’equilibrio di magnesio. Oltre a ciò, agendo direttamente nella sintesi della vitamina D, è essenziale per l’assorbimento del calcio e la salute delle ossa.
  • Funzione cardiaca ed ematica: a livello cardiaco il magnesio influenza la contrattilità del miocardio, il tono e le resistenze vascolari periferiche.

Che cosa esaurisce il magnesio

Calcio e magnesio lavorano insieme. Purtroppo, gli stress causati dalla vita moderna, da regimi alimentari non equilibrati, dalle condizioni ambientali o dall’eccessivo stress riducono le riserve di magnesio velocemente, molto più velocemente delle riserve di calcio. Tutto questo può generare dunque una forte carenza di magnesio e si hanno di conseguenza sintomi da carenza di magnesio anche quando si assumono integratori a base di magnesio ma in forma poco biodisponibile.

Adeguati livelli di magnesio possono fare la differenza tra un organismo stressato e uno completamente rilassato.

Il magnesio è una sostanza nutriente fondamentale. In presenza di carenza di magnesio molte funzioni fisiologiche possono risultare compromesse e si può arrivare alle manifestazioni sopra descritte.

Grazie all’assunzione di magnesio sotto forma di bevanda, si potrà efficacemente contrastare la comparsa di una serie di fastidi localizzati in diversi distretti organici. Il magnesio attiva un enzima che si trova in tutte le membrane cellulari. Questo enzima controlla il corretto equilibrio fra sodio e potassio, mantenendo il sodio nel liquido extra cellulare e il potassio all’interno delle cellule. Questo equilibrio è essenziale per mantenere fisiologici livelli di liquidi nei tessuti, per favorire l’attività cellulare e per la produzione di energia cellulare. Senza sufficienti quantità di magnesio a livello cellulare, il potassio è rapidamente eliminato dall’organismo generando una carenza che può causare stanchezza, debolezza, fino a giungere a forme di collasso.

MAGnesio, il MAGnificoIl magnesio: un aiuto per molti disturbi

La sindrome premestruale è sostanzialmente causata dalla carenza di magnesio. Tale carenza può essere colmata con l’assunzione di adeguate quantità di magnesio solubile in acqua, con evidenti benefici. Uno squilibrio tra la quantità di calcio e di magnesio a livello organico ed eccessivi livelli di calcio possono avere come conseguenza una dannosa forma di ipercalcificazione di alcune strutture organiche. È perciò necessario mantenere sempre adeguati livelli di magnesio per contrastare il verificarsi di questa situazione. Magnesio e calcio, se in equilibrio tra loro, lavorano insieme per controllare la contrazione muscolare. Il calcio favorisce la contrazione dei muscoli, il magnesio li rilassa. Quando il magnesio è carente, i muscoli rimangono contratti causando crampi. Questo può accadere quando sono presenti eccessivi livelli di calcio e ridotti livelli di magnesio. Prestate attenzione alla vostra alimentazione e, ed anche dopo necessario integratela con magnesio per colmare il vostro fabbisogno organico di questo nutriente essenziale per numerose funzioni organiche.

La carenza di magnesio è una delle principali cause della sensazione di eccessiva stanchezza e della stanchezza cronica. Questi stati si possono superare integrando la dieta con magnesio.

Il magnesio è molto valido anche in presenza di stipsi. Consistenti quantità di magnesio sono sempre state determinanti per dare sollievo. Infatti l’integrazione di magnesio non darà risultati in questo senso se assunta in piccole quantità. La stitichezza, certamente, al di là del trattamento di emergenza, va eventualmente osservata nelle sue cause e trattata di conseguenza. Il magnesio è l’unica soluzione veloce che non fallisce quando c’è necessità di un rimedio immediato.

Sistema nervoso e insonnia

Il magnesio è indicato per il fisiologico funzionamento del sistema nervoso. In presenza di carenze di magnesio si può verificare una compromissione della trasmissione degli stimoli nervosi con manifestazioni di eccessiva irritabilità e nervosismo. Le manifestazioni più frequenti sono rappresentate dai rumori che sembrano eccessivamente forti: la persona sussulta sen- tendo, per esempio, una porta che sbatte, è nervosa e, come solitamente si dice, “ha i nervi a fior di pelle”. La carenza di magnesio può causare insonnia, risvegli con spasmi muscolari, crampi, tensione e sensazione di disagio. La maggior parte di questi disturbi può scomparire assumendo adeguate quantità di magnesio.

Sicurezza

Il magnesio è un nutriente sicuro se utilizzato in maniera adeguata. Se ne assumete in eccesso, l’organismo lo eliminerà. In caso di eccessiva assunzione di magnesio, l’effetto indesiderato che si potrà manifestare è la diarrea. Seguite le indicazioni riportate sulla confezione e apporterete così i livelli di integrazione necessaria al vostro organismo.

Magnesio per un cuore in salute

Il cuore, come tutti sappiamo, è un muscolo che si contrae continuamente per far circolare il sangue dal centro verso la periferia. Essendo il cuore un muscolo, una carenza di magnesio può influire negativamente sulla sua contrazione, alterando così le funzioni fisiologiche che esso è deputato a svolgere. Ciò può accadere perché, come detto, il magnesio favorisce il rilassamento dei muscoli.

L’importanza del magnesio

Il magnesio è così determinante che è necessario per svariati importanti processi biochimici quali, per esempio la digestione, la sintesi proteica, la produzione di energia cellulare e il metabolismo del glucosio. Come già sappiamo, il magnesio è la chiave per il giusto utilizzo del calcio e del potassio e di molti altri nutrienti.

Che cosa causa la carenza di magnesio

Così, la grande domanda che ora ci si pone è: che cosa causa la carenza di magnesio? Questo è un punto molto importante e la sua comprensione è  determinante. Le sostanze e i fattori che elencheremo provocano la perdita di magnesio a livello organico. Mettete in pratica ciò che avete imparato: più fate uso di queste sostanze, più alta sarà la quantità di magnesio di cui il vostro organismo avrà bisogno.

Queste sostanze accelerano clamorosamente il consumo della scorta di magnesio nell’organismo, rendendo necessaria una sua integrazione. Ecco i “nemici”: caffè, zucchero, diuretici, ridotta funzionalità tiroidea, stress e una dieta ad alto contenuto di calcio.

Esatto, una dieta ad alto contenuto di calcio. Ciò non significa che il calcio vi fa male. Ma se avete un regime alimentare più ricco di calcio che di magnesio (cosa che spesso accade), sarà meglio che integriate la vostra alimentazione con del magnesio per evitare i problemi derivanti dall’eccesso di calcio, tra cui: depositi di calcio nelle giunture ossee, calcoli biliari, calcoli renali e, in casi estremi, problemi a livello cardiocircolatorio o cerebrale.

Inoltre in questa situazione si potranno comunque manifestare anche i maggiori problemi dovuti a carenza di magnesio, e cioè irrequietezza, problemi legati al sonno, tensione, maggiore stress, sindrome premestruale e altro. Il magnesio e il calcio devono essere presenti nelle corrette proporzioni in base alle vostre necessità, altrimenti il calcio può diventare una sostanza nociva per il vostro organismo causando disturbi a livello cardiocircolatorio come perdita di elasticità delle arterie, senilità precoce, calcificazione delle articolazioni. In altre parole, l’eccesso di calcio può rappresentare un reale problema, a differenza di un eccesso di magnesio. Una soluzione ideale per assumere il magnesio è scioglierlo in acqua calda (meglio se si riesce a trovare un’acqua con un basso contenuto di residuo fisso, sotto i 50 mg/litro). In questa forma, il magnesio viene assimilato velocemente dall’organismo.

Quali cibi contengono il magnesio

Il magnesio è presente in una vasta scelta di alimenti e in particolare in quelli freschi a foglia verde, essendo esso un elemento essenziale della clorofilla. Il magnesio si trova anche nei semi oleosi (semi di girasole…), nelle noci, nelle mandorle, nelle nocciole, nei pistacchi, nei datteri, nelle arachidi, nelle banane, nei fichi, nelle mele, pesche, albicocche, germe di grano intero, nei cereali integrali, miglio, mais, soia, nei legumi, nei fagioli di Spagna, nell’aglio, nel pesce, nei broccoli e nei topinambur. Va comunque evidenziato che questo minerale essenziale, responsabile tra l’altro di molti processi metabolici, è carente in tutti i cibi raffinati e in quelli trattati con concimi e pesticidi di sintesi.

Di quanto magnesio abbiamo bisogno ogni giorno?

L’apporto giornaliero consigliato di magnesio per un uomo adulto, indicato dalle direttive europee, è di circa 400 mg al giorno. Tuttavia in particolari condizioni (aumentata sudorazione, diarrea, vomito, compromissioni renali, terapie farmacologiche, ecc…) il fabbisogno giornaliero di magnesio può aumentare sensibilmente.

La carenza di magnesio intracellulare è una condizione comune nella popolazione, e si è osservato che aumenta con l’avanzare dell’età.

Tale carenza è difficilmente rilevabile tramite esame ematici, dal momento che il magnesio non circola libero nel sangue, ma viene immagazzinato nelle cellule e nel muscolo principalmente.

Per questo l’integrazione di magnesio è consigliabile in tutte le fasce d’età, ed in particolare nelle popolazione più anziana.

Fonte: Peter F. Gillham

Peter Gillham è un pioniere nella ricerca in campo nutrizionale ed è all’avanguardia come ricercatore sul magnesio (studi da circa 30 anni). La sua analisi avanzata lo portò a fare parecchie conquiste delle quali si tratta esaurientemente nel suo opuscolo Il Nutriente Prodigioso. Peter Gillham spiega perché alcuni prodotti a base di magnesio possano non funzionare adeguatamente e come la carenza di questo prezioso nutriente possa determinare situazioni di malessere e quindi, necessità di ricorrere alla supplementazione nutrizionale. Le sue ricerche sono sempre state indirizzate alla funzionalità, stabilendo in primo luogo che cosa funziona e, quindi trovando ciò che può funzionare ancora meglio. Peter è originario dell’Australia e il suo interesse per la nutrizione nasce nel 1968. La sua ricerca lo condusse a sviluppare la bevanda di magnesio, che ha dimostrato di riuscire a colmare la carenza di questo minerale soprattutto nella fase notturna.

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ALOE: una tradizione antica che si rinnova.

Ogni foglia di Aloe è una vera miniera di composti nutritivi con una variegata presenza di Vitamine, Minerali, Mono e Polisaccaridi, Aminoacidi ed Enzimi. Tutte queste sostanze nutritive compensano, nel nostro organismo, la carenza dovuta alla scarsità di risorse nutrizionali all’interno dei prodotti alimentari che acquistiamo ogni giorno.

Negli ultimi anni, l’interesse verso rimedi naturali e approcci olistici alla salute è cresciuto enormemente. Tra i protagonisti indiscussi di questa rivoluzione verde c’è senza dubbio l’Aloe Vera, una pianta succulenta utilizzata da millenni per le sue straordinarie proprietà curative. Sebbene molti la conoscano per il suo gel lenitivo, soprattutto in caso di scottature o irritazioni della pelle, il succo di Aloe Vera da bere si sta facendo largo come potente alleato del benessere quotidiano.10 ottimi motivi per bere ogni giorno Aloe VeraIl primo grande vantaggio dell’assunzione regolare di succo di Aloe Vera riguarda la salute dell’apparato digerente. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e lenitive, l’Aloe aiuta a calmare e riequilibrare la mucosa gastrica e intestinale. Chi soffre di acidità, bruciore di stomaco, gonfiori o digestione lenta, può trovare sollievo già dopo pochi giorni di assunzione. Inoltre, agisce delicatamente sulla regolarità intestinale, favorendo l’eliminazione delle tossine e supportando la flora batterica.

Il succo di Aloe Vera è ricco di polisaccaridi, vitamine (A, C, E), enzimi e sali minerali: un vero cocktail naturale che stimola il sistema immunitario. In un periodo in cui è fondamentale difendersi da virus e batteri, l’assunzione costante di Aloe può rappresentare una forma di prevenzione quotidiana e completamente naturale.

L’Aloe è composta per circa il 99% da acqua: bere il succo significa nutrire le cellule in profondità, favorendo l’idratazione non solo della pelle, ma anche degli organi interni. Un corpo ben idratato è più energico, più lucido mentalmente e meno incline a dolori muscolari e affaticamento.

A differenza di molti prodotti disintossicanti che agiscono in modo aggressivo, l’Aloe Vera ha un’azione dolce ma efficace sul fegato e sull’intestino. Aiuta ad eliminare tossine accumulate a causa di alimentazione scorretta, stress, farmaci o inquinamento ambientale. L’effetto che ne deriva è spesso una sensazione di maggiore leggerezza, energia e una pelle visibilmente più luminosa.

Alcuni studi indicano che l’Aloe Vera può favorire il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, sostenendo chi segue un’alimentazione sana e desidera controllare il proprio peso. Inoltre, migliorando l’assorbimento dei nutrienti, rende più efficaci anche eventuali integrazioni vitaminiche o minerali.

Con i sistemi di coltivazione odierni come pesticidi e OGM, e la raccolta prematura per farli arrivare sugli scaffali dei supermercati con l’aspetto di prodotto appena raccolto, non consentono alla frutta e verdura di completare il loro ciclo di vita biologico, pertanto la presenza di sostanze nutritive essenziali all’uomo non può essere garantita.

10 BUONI MOTIVI PER BERE OGNI GIORNO ALOE VERA:

1) Aiuta l’intestino pigro, migliora la regolarità intestinale e riduce il bruciore di stomaco quando ci sono problemi di cattiva digestione.

2) Aiuta l’organismo a difendersi, fornisce un supporto naturale con i sali minerali come Zinco, Magnesio e Ferro.

3) Contiene la dose giornaliera di minerali importanti per il nostro organismo come Calcio, Sodio, Potassio, Cromo, Manganese, Rame, Zinco e tanti altri stimolando i processi enzimatici per garantire un buon equilibrio organico.

4) Integra l’apporto giornaliero di Vitamine quali A, B1, B2, B12, C ed E, per soddisfare e compensare la loro carenza dovuta ad una dieta non equilibrata.

5) Contiene Aminoacidi e numerosi Enzimi, molto utili per i processi di rinnovamento cellulare e per la sintesi delle Proteine.

6) E’ un depurativo e facilita l’eliminazione delle scorie tossiche, sonnolenza e stanchezza spesso sono i primi sintomi di sostanze indesiderate che non riusciamo ad espellere, aloe vera è utile per riequilibrare in modo naturale l’organismo.

7) Ripara la Pelle, con le sue proprietà rigenerative in virtù del Fitocomplesso ricco di mucillagini, Minerali, Vitamine e Aminoacidi.

8) Ha proprietà anti-infiammatorie, l’aloe vera contiene 12 sostanze naturali che hanno dimostrato di poter combattere le infiammazioni autonomamente. Aiuta anche le Articolazioni e la mobilità Muscolare.

9) Procura un’azione lenitiva per piccole scottature, tagli, graffi e irritazioni della pelle.

10) Assicura igiene e salute dentale, con l’azione anti-infiammatoria è molto utile a chi soffre di gonfiori continui alle gengive;

Il succo di Aloe Vera può diventare un rituale quotidiano semplice ma potente, capace di sostenere l’organismo su più fronti. Non si tratta di una “pozione magica”, ma di un aiuto concreto per chi vuole prendersi cura di sé in modo naturale e costante. Come tutte le buone abitudini, i benefici si vedono nel tempo — e il corpo ringrazia.

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La depurazione dell’organismo diventa particolarmente importante in primavera. La primavera, in tutte le culture, è infatti il periodo del rinnovamento e della purificazione dalle scorie invernali. Non è infatti un caso che la Natura porti a maturazione proprio in primavera le piante più utili alla depurazione: Tarassaco, Carciofo, Cicoria, Crescione Bardana…

La depurazione non è solo un gesto di benessere: è un vero e proprio atto di rinascita. Con l’arrivo della primavera, il corpo e la mente avvertono il bisogno di liberarsi dalle scorie accumulate, aprendo la strada a nuova energia e vitalità. In tutte le culture, questo periodo è simbolo di rinnovamento, e la natura stessa ci offre, proprio ora, piante dal potente effetto depurativo come tarassaco, carciofo, cicoria, crescione e bardana: veri alleati per un organismo più leggero, efficiente e vitale.

Primavera: il tempo naturale per la depurazione

Nei mesi freddi il metabolismo rallenta, l’alimentazione tende a essere più ricca e i ritmi di vita più sedentari. Questo porta a un accumulo di tossine, che possono indebolire le difese e ridurre la nostra energia. La primavera rappresenta il momento ideale per invertire la rotta: stimolare gli organi emuntori, migliorare la circolazione dei fluidi e risvegliare il metabolismo.

La saggezza di ieri, confermata dalla scienza di oggi

Dalla fitoterapia alla medicina occidentale, l’importanza di depurarsi è sempre stata riconosciuta. Un tempo si ricorreva a digiuni, purghe e salassi — oggi superati — accompagnati da diete leggere, riposo, attività fisica moderata e contatto con la natura. Questi semplici accorgimenti erano già sufficienti per ritrovare energia, buon umore e benessere psico-fisico.

Gli organi emuntori: il sistema di pulizia del corpo

Una depurazione efficace agisce sugli organi responsabili dell’eliminazione delle scorie:

  • Fegato e colecisti – filtrano il sangue e metabolizzano tossine.
  • Reni – eliminano i prodotti di scarto idrosolubili.
  • Intestino – rimuove i residui solidi e ospita un microbiota equilibrato.
  • Polmoni – espellono gas di scarto e sostanze volatili.
  • Pelle – regola l’espulsione di tossine attraverso sudore e sebo.

Fitoterapia e oligoelementi: la forza della sinergia

L’uso combinato di erbe officinali e oligoelementi agisce su più fronti:

  • Drena i liquidi in eccesso.
  • Stimola la funzione epatica.
  • Supporta l’attività renale e intestinale.
  • Riduce l’infiammazione e sostiene il sistema immunitario.
    Zinco, rame, manganese e selenio, associati a piante depurative, creano un trattamento completo: detossinante, ricostituente e riequilibrante.

Quanto dura una depurazione efficace

Un ciclo depurativo può durare da 15 giorni a un mese. È consigliabile ripeterlo nei cambi di stagione o dopo periodi di stress, cattive abitudini alimentari o trattamenti farmacologici.

I benefici di depurarsi

  • Energia fisica e mentale rinnovata.
  • Digestione più leggera.
  • Pelle più luminosa.
  • Meno gonfiore e ritenzione idrica.
  • Maggior lucidità e stabilità emotiva.


Spesso si desidera dimagrire per motivi di carattere estetico, dimenticando che il conseguimento, o il mantenimento, del peso ideale è un obiettivo da perseguire soprattutto per ragioni di salute.

Iniziamo con una verità semplice ma non banale: il corpo umano è una macchina perfetta, ma va capito. Ingrassare non è un errore, né un fallimento: è una risposta del corpo a determinati segnali. Spesso si pensa che ingrassare sia solo questione di mangiare troppo. È vero in parte. Il bilancio energetico conta: se introduci più energia (calorie) di quella che consumi, il corpo accumula l’eccesso, spesso sotto forma di grasso. Ma non è tutta colpa del cibo.

1. L’Alimentazione moderna

Viviamo in un mondo in cui il cibo è sempre disponibile. Supermercati aperti fino a tardi, delivery 24h, snack ovunque. E il cibo industriale è progettato per piacere tanto, saziarti poco e farti venire voglia di altro. Questo porta facilmente a mangiare troppo, anche senza accorgersene.

2. La Sedentarietà

Il nostro corpo è nato per muoversi. Ma oggi passiamo ore seduti: in ufficio, in macchina, sul divano. Quindi, mentre continuiamo a introdurre energia, non la stiamo consumando. E l’equazione è semplice: più introiti, meno uscite = accumulo.

3. Ormoni e metabolismo

Ci sono persone che mangiano “poco” eppure ingrassano. Succede, e spesso c’entrano gli ormoni:

  • La tiroide lenta rallenta il metabolismo.
  • L’insulina alta (spesso causata da una dieta troppo ricca di zuccheri) fa accumulare grasso.
  • Il cortisolo, l’ormone dello stress, può stimolare la fame e portare all’aumento di peso soprattutto nella zona addominale.

4. Fattori emotivi e psicologici

Mangiare non è solo nutrizione. È anche conforto, ricompensa, abitudine. Molti ingrassano per fame emotiva, non fisica. Si mangia per noia, tristezza, rabbia o stress. E spesso nemmeno ce ne rendiamo conto.

5. Età e cambiamenti fisiologici

Con il passare degli anni, il metabolismo rallenta. La massa muscolare tende a diminuire, e il corpo brucia meno anche a riposo. Questo è normale, ma se non si adatta lo stile di vita, è facile accumulare peso.Perché si ingrassa?...Dimagrire! Ma come?Gli alimenti introdotti nel nostro corpo fungono da “combustibile” per le attività quotidiane. Se la quantità di calorie ingerite è superiore a quelle consumate, le calorie superflue si trasformano in grasso. Dimagrire non è facile e il metodo è uno solo: far diventare negativo il bilancio calorico, introducendo meno calorie pur mantenendo una alimentazione varia ed equilibrata, e aumentando il dispendio di calorie attraverso l’esercizio fisico.

“La perdita di peso deve essere graduale e moderata”

Il miglior metodo per dimagrire in modo sicuro si basa su l’attuazione di un programma equilibrato di cui 3 sono e componenti fondamentali:

  1. ADEGUATA ATTIVITA’ FISICA +
  2. EQUILIBRATA ALIMENTAZIONE +
  3. INTEGRATORI ALIMENTARI SPECIFICI

Gli integratori alimentari sono costituiti generalmente da sostanze vegetali come fibre ad azione saziante e altri principi attivi utili per contrastare la ritenzione idrica, per favorire la termogenesi, per contenere l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri, per limitare il senso di fame. Spesso l’aumento di peso è associato ad una cattiva funzionalità del fegato e delle vie biliari, che intasandosi di sostanze di deposito o di scarto (tossine), ne impediscono il corretto e totale funzionamento. I nutrienti introdotti in eccesso non vengono trasformati in energia e si accumulano sottoforma di grasso, oppure vengono metabolizzati ma non smaltiti, generando accumulo di tossine e scorie.

IL DRENAGGIO
In questo caso l’approccio del drenaggio è assolutamente indispensabile. In ogni caso la strategia del drenaggio, indipendentemente dai trattamenti effettuati successivamente, è sempre raccomandata, in quanto un organismo ripulito è più ricettivo ai successivi trattamenti, che risultano pertanto più efficaci e duraturi nel tempo. Il drenaggio è una tecnica di eliminazione dei cataboliti, attraverso una stimolazione più o meno spinta degli organi emuntori (cute, apparato respiratorio, intestino, reni). Il drenaggio viene applicato per preparare l’organismo a un trattamento specifico, e può essere aspecifico, per aumentare la fisiologica funzione depurativa dell’organismo, o specifico, se agisce di prevalenza su un determinato organo emuntore o se viene effettuato in un preciso momento temporale.

Ogni stagione è indicata per una dieta disintossicante: nutrito di vitamine, il nostro corpo si rinforza e si prepara ai benefici influssi dell’estate. A tavola, tutto ciò che è verde e bianco (stiamo parlando di frutta e verdura, naturalmente) è ideale per sgonfiare e accelerare un ripulisti dagli eccessi che possono mettere alla prova apparato digerente, reni, fegato, intestino. Facciamoci aiutare anche da specifici integratori alimentari che depurano l’organismo, eliminando le scorie tossiche che si accumulano nel tempo.

Per partire col piede giusto durante la giornata non dobbiamo trascurare il riposo. La primavera ha un effetto eccitante sull’organismo: l’aumento di ore di luce stimola la serotonina e la dopamina, che sono i neurotrasmettitori dello stress. Allo stesso tempo, diminuiscono i livelli di melatonina, che è legata al buio. Questo squilibrio può alterare sensibilmente la qualità del sonno. Dunque, per risincronizzare l’orologio biologico e favorire il riposo è utile reintegrare la melatonina dall’esterno, da sola o in abbinamento alla valeriana, che riduce i leggeri stati d’ansia.

Anche lo sport è un antidoto contro i disturbi legati al cambio di stagione perché aiuta il corpo e la mente a stare meglio. A differenza di quanto si possa pensare, infatti, è l’inattività a provocare stanchezza! Infine, per fortificarsi niente meglio di un frutto esotico ricco di sostanze biologicamente attive come la papaya.Papaya fermentataUsata come integratore, è un ottimo tonico del corpo e contribuisce ad aumentare l’energia fisica. Inoltre, stimola le difese immunitarie, aiuta a digerire e a contrastare i radicali liberi e apporta nutrienti utili per il benessere dell’intero organismo.
Se vogliamo purificare il nostro organismo la Papaya ci aiuta perché stimola l’eliminazione e lo smaltimento delle sostanze di scarto e purifica il sangue, effettua anche una sorta di pulizia dell’intestino, stimola gli organi emuntori, aiuta anche a ridurre il sovrappeso stimolando il metabolismo e aiutando a scomporre più velocemente le proteine, con beneficio per la digestione e con minor formazione di sostanze di scarto che l’organismo deve eliminare, perché tossiche.

Si ritiene anche che la Papaya abbia una sorta di azione “ringiovanente” per l’organismo, perché il suo effetto depurativo non si limita al canale alimentare, ma si estende anche alle altre cellule. Da alcuni studi effettuati recentemente si è notato, infatti, che l’uso della Papaya riduce l’incidenza di alcune malattie degenerative.

Gli aborigeni australiani conoscevano da secoli i benefici effetti della Papaya sull’organismo, ed essa costituiva un alimento chiave della loro dieta per la sua ricchezza di sostanze nutritive.

Grandi esploratori come Cristoforo Colombo, Marco Polo, Vasco de Gama e Magellano, al ritorno dalle loro spedizioni riferirono dell’uso della Papaya presso le popolazioni che avevano conosciuto. In particolare Colombo annotò nei suoi appunti l’uso della Papaya dopo i pasti per prevenire i problemi digestivi, mentre Marco Polo verificò la sua efficacia contro lo scorbuto (malattia causata dalla carenza di Vitamina C, anticamente diffusa fra i naviganti che stavano in mare moltissimo tempo senza potersi approvvigionare di cibi freschi).

Oggi sappiamo che queste azioni benefiche sono dovute al fatto che la Papaya contiene un enzima, la papaina, che ha un’azione proteolitica quindi è molto utile per migliorare la digestione; inoltre è ricchissima di Vitamina C (più dei kiwi e delle carote!) la cui carenza provoca lo scorbuto.

La Papaya contiene anche in gran quantità antiossidanti come selenio, flavonoidi, carotene e provitamina A, che l’organismo trasforma in Vitamina A; infatti questo frutto contiene più carotenoidi del pompelmo, dell’avocado, delle arance, del kiwi, delle banane, dei limoni e persino delle carote.

I carotenoidi principali sono il licopene e la B-criptoxantina, che insieme agli altri antiossidanti proteggono le cellule dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare, e dalle patologie legate alla degenerazione cellulare indotta appunto dai radicali liberi.

I flavonoidi regolano la permeabilità dei vasi sanguigni, quindi sono importanti per il microcircolo e per la circolazione del sangue in generale.

La Papaya, inoltre, è ricca di minerali, in particolare potassio, magnesio e calcio, in forma naturale biologica, assimilabile, utili per le ossa, soprattutto durante la menopausa per prevenire l’osteoporosi, e di enzimi, sostanze importantissime senza le quali la vita sarebbe impossibile, poiché essi entrano a far parte di tutte le reazioni chimiche che avvengono nell’organismo, rendendole compatibili con la vita. Essi sono definiti infatti “biocatalizzatori” perché attivano e favoriscono i processi fondamentali della vita stessa. La parola enzima deriva dal greco “zumé”, che significa “lievito”. Nel 1897 Eduard Buschner isolò il primo enzima dal lievito di birra e lo chiamò “Zimase”: vinse il premio Nobel.

Il frutto acerbo della Papaya contiene molti più enzimi del frutto maturo; i principali sono la papaina, la chimopapaina e la papaialisozima. Le vitamine, i minerali e gli oligoelementi di cui la Papaya è ricca, svolgono la cosiddetta funzione di “coenzimi”.
La moderna alimentazione spesso non ci fornisce un’adeguata quantità di enzimi, poiché la cottura e la conservazione impoveriscono i nostri alimenti di queste importantissime sostanze, mentre la Papaya, che ne è ricchissima, può fornircene in abbondanza.

Una particolare forma di assunzione della Papaya è la Papaya fermentata, che potenzia le caratteristiche benefiche di questo frutto e ci aiuta ancora di più a mantenerci in forma, combattendo l’invecchiamento cellulare indotto dai radicali liberi.

La Papaya fermentata contiene, infatti, frutti maturi ma ancora verdi, perché è in questo stadio di maturazione che la Papaya sviluppa il massimo di principi attivi e di enzimi, ed è preparata utilizzando la polpa, i semi, la buccia e le foglie, per avere la totalità dei principi attivi della pianta.

La fermentazione avviene in presenza di Tè verde, succo di limone fresco e un particolare lievito, la Kombucha; si ottiene così un arricchimento di sostanze benefiche e si rende il composto totalmente assimilabile, per via della fermentazione che è quasi una pre-digestione, e lo rende utile a tutti e a tutte le età.

Papaya fermentata

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Col passare dei secoli, l’acqua ha assunto un valore meno spirituale e molto più “corporeo”, tanto da divenire oggi uno dei mezzi più utilizzati per ritrovare salute e forma fisica. Ma quali sono gli effetti benefici prodotti dall’acqua?

L’acqua è un elemento fondamentale per la vita: costituisce circa il 60% del corpo umano e svolge una serie di funzioni essenziali per il nostro benessere fisico e mentale. Bere acqua regolarmente, in quantità adeguate, apporta numerosi effetti benefici, molti dei quali spesso sottovalutati.

In primo luogo, l’acqua è indispensabile per mantenere l’idratazione cellulare. Le cellule, che compongono tutti i tessuti e gli organi del nostro corpo, necessitano di un ambiente adeguatamente idratato per svolgere al meglio le loro funzioni vitali. Anche una lieve disidratazione può compromettere l’efficienza del metabolismo cellulare, causando affaticamento, difficoltà di concentrazione e peggioramento delle funzioni cognitive.

L’acqua contribuisce anche alla regolazione della temperatura corporea, grazie al processo di sudorazione. Durante l’attività fisica o quando fa caldo, sudare permette di dissipare calore e mantenere costante la temperatura interna, evitando colpi di calore o disidratazioni più gravi.

Un altro beneficio fondamentale riguarda la depurazione dell’organismo. L’acqua favorisce l’eliminazione delle tossine e dei prodotti di scarto attraverso l’urina e il sudore. Un buon apporto idrico aiuta anche a prevenire infezioni urinarie e a mantenere in salute reni e fegato, organi chiave per la filtrazione e l’espulsione delle sostanze nocive.

Dal punto di vista della digestione, bere acqua facilita la produzione di succhi gastrici e sostiene il corretto transito intestinale. Una buona idratazione è spesso raccomandata per prevenire la stitichezza e migliorare l’assorbimento dei nutrienti.

L’acqua svolge anche un ruolo di protezione fisica: agisce come un ammortizzatore naturale per organi vitali come il cervello, il midollo spinale e le articolazioni. Ad esempio, il liquido sinoviale, che lubrifica le articolazioni, è composto in gran parte da acqua: mantenerne un adeguato volume aiuta a ridurre l’attrito e a prevenire dolori e infiammazioni articolari.

Dal punto di vista circolatorio, un corpo ben idratato consente al sangue di mantenere una buona fluidità, facilitando il trasporto di ossigeno e nutrienti verso le cellule e migliorando, di conseguenza, la funzionalità cardiovascolare.

A livello estetico, i benefici dell’acqua sono evidenti nella pelle: un’idratazione ottimale la rende più elastica, luminosa e resistente agli agenti esterni. Bere acqua aiuta anche a ridurre la comparsa di rughe sottili, a mantenere un colorito sano e a favorire la naturale rigenerazione cutanea.

Infine, l’acqua può avere un effetto regolatore dell’appetito. Spesso, la sensazione di sete viene confusa con quella di fame: bere un bicchiere d’acqua prima dei pasti può aiutare a controllare l’assunzione di cibo e a favorire un migliore equilibrio calorico, utile anche nei percorsi di perdita di peso.Benefici dell'acquaIn sintesi:

L’acqua é la principale fonte di energia.

L’acqua produce in ogni cellula del corpo energia elettrica e magnetica, cioè la forza per la vita.

L’acqua é una sostanza legante che tiene insieme la struttura cellulare.

L’acqua impedisce il danneggiamento del DNA e provvede per una maggiore efficacia dei suoi meccanismi di riparazione.

L’acqua aumenta le capacità delle prestazioni del sistema immunitario nel midollo spinale, il luogo in cui il sistema di difesa e tutte i suoi meccanismi vengono prodotti.

L’acqua é il principale solvente per tutte le sostanze nutritive, Vitamine e Minerali. Essa serve per scomporre gli alimenti in piccoli elementi per metabolizzarli e assimilarli.

L’acqua arricchisce gli alimenti con energia. Gli elementi alimentari possono rifornire il corpo di questa energia durante il processo digestivo. Perció alimenti senza acqua hanno per il corpo nessun valore energetico.

Con l’aiuto dell’acqua il corpo può assimilare più sostanze essenziali dagli alimenti.

L’acqua serve come mezzo di trasporto per tutte le sostanze nel corpo.

Con l’aiuto dell’acqua i globuli rossi possono assimilare piú ossigeno nei polmoni.

L’acqua fornisce le cellule di ossigeno e trasporta i gas utilizzati dalle cellule ai polmoni, cosí che possano essere eliminati.

L’acqua raccoglie le sostanze tossiche di scarto dalle diverse parti del corpo e le trasporta al fegato e ai reni, cosí che possano essere eliminate.

L’acqua é il lubrificante principale nelle giunture delle articolazioni ed aiuta a impedire l’artrite e mal di schiena.

Con l’aiuto dell’acqua i dischi intervertebrali diventano tra le vertrebe degli ammortizzatori del tipo “cuscini d’acqua”

L’acqua é la miglior sostanza lassativa e impedisce la stipsi (stitichezza).

L’acqua riduce il rischio da infarto e ictus cerebrale.

L’acqua impedisce l’occlusione delle arterie del cuore e cervello.

L’acqua é un elemento essenziale del sistema di raffreddamento (sudore) e di riscaldamento (calore elettrico) del corpo.

L’acqua fornisce la forza e l’energia elettrica per tutte le funzioni del cervello, in special modo per il pensiero.

L’acqua é necessaria per la costruzione di tutti i neurotrasmettitori (inclusa la serotonina)

L’acqua é necessaria per la costruzione di tutti gli ormoni prodotti dal cervello (inclusa la melatonina)

L’acqua puó aiutare ad impedire la formazione della Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) nei bambini e adulti.

L’acqua aumenta le capacitá di prestazioni e lavoro in quanto prolunga il margine della concentrazione.

L’acqua é un rivitalizzante, migliore di qualsiasi altro tipo di bibita esistente al mondo e non ha nessuna controindicazione.

Con l’acqua si possono ridurre lo Stress, Paura e Depressione.

Con l’acqua si ripristina di nuovo il normale ritmo del sonno.

L’acqua riduce l’apparizione di sintomi di fatica e ci da energia giovanile.

L’acqua rende la pelle più liscia e diminuisce gli effetti dell’invecchiamento.

L’acqua da brillantezza e barlume agli occhi.

L’acqua aiuta ad impedire il glaucoma.

L’acqua normalizza i sistemi della creazione del sangue nel midollo spinale ed aiuta ad impedire la leucemia e linfomi

L’acqua è per le capacità del sistema immunitario indispensabile. Essa aiuta a combattere le infezioni e a fermare l’apparizione di cellule cancerogene li dove esse si formano.

L’acqua diluisce il sangue e previene la formazione di coaguli.

L’acqua diminuisce dolori premestruali e vampate di calore.

Il corpo umano non puó fare scorte d’acqua, esso non puó dunque ricorrere a riserve anche in tempi di scarsità d’acqua, quindi si deve bere l’acqua regolarmente e in modo uniforme durante tutto il giorno.

In caso si carenza d’acqua non vengono prodotti gli ormoni sessuali, una delle ragioni principali dell’impotenza e perdita di libido.

Bere acqua provvede a che si possa distinguere la fame dalla sete.

Bere acqua é la possibilità migliore, per dimagrire. Bevendo regolarmente acqua di dimagrisce senza dover essere costretti a seguire una dieta.

Attraverso una carenza d’acqua le sostanze tossiche vengono depositate nei tessuti, articolazioni, nei reni e nel fegato, nel cervello e nella pelle. L’acqua scioglie queste deposizioni

L’acqua diminuisce la nausea in gravidanza.

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Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che si formano per lo più dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua salmastra dei mari. Si trovano in grande quantità in giacimenti e ne sono presenti più di cento tipologie diverse. La zeolite clinoptilolite ha una struttura cristallina estremamente stabile caratterizzata da una superficie microporosa in grado di interagire con molte sostanze.

Le caratteristiche peculiari della zeolite clinoptilolite attivata (ZECLA) sono costituite dalla capacità di legare, a livello intestinale, radicali liberi, metalli pesanti, ione ammonio e tossine, allontanandole dall’organismo, attività descritte nella definizione stilata dal Nomenclatore Europeo dei dispositivi medici.

Una combinazione con entità variabili dei quattro tipi di sostanze tossiche prima riportate è stata rilevata nei tumori nei quali esse possono svolgere la funzione di responsabili diretti nella loro insorgenza odi adiuvanti nella loro induzione, come dimostrato da numerose ricerche.

Zeolite come adiuvante nella chemio e radioterapia

Confortato da tali dati il Prof Pavelic (1) ha svolto ricerche in vitro per verificare la possibilità che l’eliminazione di questi induttori potesse influenzare la velocità di sviluppo dei tumori ed ha evidenziato un’azione inibitrice della ZECLA nei confronti della crescita delle cellule tumorali variabile in funzione del dosaggio utilizzato e della tipologia di neoplasia.

Ulteriori studi in vivo effettuati trattando con ZECLA topi e cani affetti da una varietà di tumori ha portato ad un miglioramento dello stato di salute, prolungamento del tempo di sopravvivenza e ad una diminuzione delle dimensioni del tumore. Inoltre l’applicazione locale di ZECLA su tumori della pelle ha diminuito la formazione del tumore stesso e la sua crescita. Infine studi tossicologici effettuati su topi e ratti hanno dimostrato che il trattamento non ha effetti negativi (2).

La ZECLA è anche in grado in indurre una stimolazione della risposta immunitaria legata ad una diminuzione della perossidazione lipidica derivante dalla formazione di radicali liberi in eccesso.

Alcuni studi hanno evidenziato in culture cellulari in soluzione nutriente senza silicio l’arresto dopo breve tempo delle principali funzioni di sintesi, ad esempio la sintesi proteica e la sintesi clorofilliana, con compromissione della parete cellulare che diventa instabile (3).

Questa perdita metabolica presente anche nel substrato della matrice extracellulare nei malati cronici e tumorali è stata confermata, tra l’altro, da deficit di adenosina trifosfatasi, dall’inibizione della pompa Na+/K+, dalla riduzione dell’ossiemoglobina nel sangue, dal maggiore consumo di ossigeno, dall’eccesso di radicali 02 liberi ed infine da problemi di natura elettrofisiologica. In caso di neoplasia infatti si riscontra un potenziale negativo eccedente in quanto il tessuto tumorale agisce come una batteria che si sta fortemente scaricando.

Gli effetti collaterali generati dalla radioterapia sono legati all’elevata energia che viene assorbita dalle cellule circostanti la massa tumorale con formazione di radicali liberi che comportano un incremento dello stress ossidativo e dalla reazione infiammatoria locale, anche a livello del derma, che modifica la fisiologia cellulare.

La capacità adiuvante della ZECLA nella terapia antitumorale, chemio e radio, può essere quindi attribuita alla sua partecipazione alla sintesi proteica, alla capacità di contribuire alla costruzione del tessuto connettivo, all’azione adsorbente, al controllo del metabolismo del calcio nelle cellule da parte del silicio presente nella sua struttura ed infine all’azione antiossidante.

Numerose applicazioni cliniche hanno pienamente confermato tali attività ed il risultato finale è caratterizzato da migliori condizioni di vita dei pazienti trattati, con tempi di recupero funzionale molto brevi dopo le applicazioni di chemio o radio-terapia. Tali risultati sono confortati dai dati clinici che dimostrano un incremento dell’emoglobina fino alla sua normalizzazione ed il netto miglioramento nel tempo della formula leucocitaria in genere sconvolta dalla terapia (3).

L’organismo è quindi in grado di reagire meglio nei confronti del tumore rendendo più efficaci le terapie.

Bibliografia

  1. M. Colic Al, K. Pavelic, Journal of Molecular Medicine 78, 333—336, (2000)
  2. K. Pavelic et al. Molecular Medicine 78: 708-720 (2001)
  3. K. Hecht, E. Hecht-Savoley, Natur-Mineralien, Regulation und Gesundheit. Schibri-Verlag, Berlin! Milow (2005)
  4. Effetti della zeolite come sistema di somministrazione di farmaci sulla terapia del cancro: una revisione sistematica
  5. Erboristeria Arcobaleno: Zeolite e salute: un aiuto per l’uomo dalle profondita’ della terra
  6. Erboristeria Arcobaleno: Zeolite come adiuvante nella chemio e radioterapia
  7. Erboristeria Arcobaleno: ZEOLITE potente disintossicante anche per gli animali
  8. Erboristeria Arcobaleno: Zeolite: alleata contro tossine e tumori
  9. Erboristeria Arcobaleno: Zeolite e radioattività
  10. Erboristeria Arcobaleno: Zeolite e medicina rigenerativa


Dall’incontro di lava e acqua salmastra un aiuto all’uomo per proteggere e disintossicare gli organi, per ridurre l’ossidazione, per chelare i metalli pesanti e molte altre sostanze dannose.

Cosa sono le zeoliti

Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che si fonnano perlopiù dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua salmastra dei mari. Si trovano in grande quantità in giacimenti e ne sono presenti più di cento tipologie diverse. Le zeoliti si presentano come minerali naturali dalla struttura microporosa costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla salute. (come anche radicali liberi, nitrosamine, ammonio, micotossine, pesticidi e cationì radioattivi). Numerosi studi sono stati effettuati su un particolare tipo di zeolite per la sue possibili applicazioni in medicina: la zeolite clinoptilolite sottoposta ad attivazione.

Zeolite e salute: un aiuto per l’uomo dalle profondita’ della terra

Attivazione

Per attivazione si intende in genere l’applicazione di un procedimento chimico, chimico-fisico o fisico ad un materiale perché possa reagire più facilmente. Nel caso di particolari solidi caratterizzati dalla capacità di legare sostanze tossiche sulla loro superficie come il carbone, si cerca di incrementarne la porosità o di aumentarne la superficie attraverso la diminuzione delle dimensioni delle particelle. Ciò consente di avere a disposizione un maggior numero di canali capaci di legare le sostanze tossiche.

Immaginate un chilometro quadrato di pianura e un chilometro quadrato di alpi, nel secondo caso la superficie a contatto con l’aria è enormemente superiore rispetto al primo caso perché, oltre allo sviluppo orizzontale della superficie, vi è anche quello verticale. Ma se le alpi fossero ridotte in polvere sottile la superficie globale esposta all’aria aumenterebbe enormemente perché sarebbe costituita dalla sommatoria delle superfici di tutte le piccole particelle generate.

Proprio quest’ultimo è il tipo di attivazione applicato alla zeolite clinoptilolite e viene realizzato sottoponendo il minerale ad un processo che provoca la collisione delle particelle fra di loro, evitando la diretta collisione con le pareti o con le pale metalliche dei mulini in modo che le particelle ottenute non vengano inquinate dai metalli presenti. 11 risultato è l’incremento del numero di particelle con dimensioni ridotte e quindi un incremento della superficie totale (le alpi). Inoltre, grazie a questa metodologia di attivazione, che si attua con l’utilizzo di speciali mulini, la struttura delle particelle acquisisce particolari proprietà che unite all’incremento della superficie, consentono loro di legare più velocemente e più stabilmente tossine e metalli, incrementandone l’attività.

In conclusione partendo da una dimensione di circa 3 metri quadrati per grammo di zeolite clinoptilolite, dopo l’attivazione si raggiungono persino i mille metri quadrati per grammo. Si tratta quindi, in questo caso, di un procedimento puramente fisico.

Stress ossidativo 

I radicali liberi sono presenti nel nostro organismo che li utilizza come sistema di difesa. Gli studi sullo stress ossidativo indicano però che un eccesso di radicali liberi può non solo provocare patologie, ma anche aggravarle; tra queste, il diabete, il cancro, le patologie cardiovascolari, quelle del tratto gastrointestinale e molte altre ancora. I fattori che provocano la formazione di radicali liberi sono molteplici e complessi: inquinamento, polven sottili, sostanze inquinanti presenti nei cibi, alimentazione irregolare e squilibrata, fumo, stress, fannaci, malattie croniche etc.

La conseguenza della presenza di un eccesso di radicali liberi nell’organismo è l’attacco di alcune strutture cellulari con conseguenti danni funzionali che, se non eliminati, possono provocare l’insorgenza di varie patologie. L’azione dei radicali liberi è responsabile anche dei processi di invecchiamento. La zeolite rientra tra gli strumenti importanti per combattere e neutralizzare i radicali liberi. E’ possibile oggi misurare l’entità dei radicali liberi presenti nell’organismo con appositi test.

Metalli Pesanti

Mercurio, piombo, cadmio sono tra i più conosciuti e pericolosi agenti tossici per l’organismo e per l’ambiente, presenti in quantità minime nelle polveri che respiriamo e nei cibi che ingeriamo.

La tossicità elevata di questi metalli può danneggiare significativamente le cellule riducendone il loro buon funzionamento, con conseguente indebolimento dell’organismo (malattie autoimmuni, allergie etc).

La presenza concomitante di più metalli tossici crea sinergie che aumentano drasticamente la loro pericolosità. La zeolite attraverso la riduzione di questi metalli nel tratto gastro-intestinale può ridurne la presenza nell’intero organismo (detossicazione) e/o evitarne l’assorbimento nei tessuti (prevenzione).

Quali sono le applicazioni

Le zeoliti clinoptiloliti attivate sono caratterizzate da numerose cariche negative presenti nei canali che sono neutralizzate da altrettanti cationi come calcio, magnesio, potassio e sodio e quindi sono in grado di svolgere una duplice funzione: quella di legare nei canali molecole organiche di varia natura, ad esempio tossine, (funzione di setaccio molecolare) e quella di rilasciare i cationi in esse presenti legando al loro posto i metalli pesanti tossici (scambiatori di cationi).

Queste due funzioni principali della zeolite clinoptilolite, hanno dato prova di un loro possibile utilizzo a largo spettro nell’organismo umano (ed animale), Numerosi studi scientifici hanno messo in evidenza aspetti applicativi molto interessanti: un’elevata attività antiossidante derivante dalla neutralizzazione dei radicali liberi, un’azione adiuvante in numerose patologie, comprese quelle tumorali, una capacità di ridurre gli effetti secondari della chemioterapia e della radioterapia, una riduzione della produzione di acido lattico ed infine un’elevata capacità di legare metalli pesanti e tossine.

La Clinoptilolite potrebbe rappresentare quindi una nuova frontiera nella lotta ai radicali liberi presenti in molte patologie, nel contrastare la tossicità dei metalli pesanti allontanandoli dall’organismo, nell’adiuvare i trattamenti terapeutici e nel trattamento di alcune patologie dermatologiche, con importanti vantaggi rispetto alle sostanze naturali o di sintesi,  non è tossica per l’organismo ed attraversa il tratto gastro-intestinale senza essere assorbita.

Le sue caratteristiche strutturali le consentono di esplicare alcune attività utili per l’organismo:

  • legare mediante scambio cationico i metalli pesanti eliminandoli;
  • adsorbire tossine inattivandole;
  • salvaguardare l’organismo dai danni dci radicali liberi attraverso la sua capacità antiossidante;
  • è associabile ad altri composti in quanto non sono state rilevate interazioni con altri prodotti o farmaci. Infatti la sua utilizzazione come additivo alimentare, ampiamente sperimentata sugli animali, ha dimostrato i notevoli benefici effetti sulla salute, in assenza di tossicità o di reazioni avverse anche in associazione con altre sostanze;
  • non necessita di particolari condizioni per la conservazione e la sua stabilità risulta estremamente lunga.

Per la prima volta ci troviamo di fronte ad una sostanza in grado di svolgere le funzioni antiossidante e d.etossicante oltre a quella adsorbente, in grado di esplicare la sua attività nel tratto gastro-intestinale per essere poi eliminata con le feci.

Ulteriori indicazioni dalla ricerca

Recenti studi sull’utilizzazione della zeolite clinoptilolite attivata in abbinamento alle terapie standard hanno evidenziato la sua azione positiva sul sistema circolatorio, sulla pressione arteriosa, sul recupero dopo l’infarto o ancora sul sistema digestivo, sull’iperacidità gastrica e sulle ulcere duodenali. L’azione della zeolite è stata anche studiata sui reumatismi, sulla cura delle infezioni renali e anche sul trattamento delle patologie dermatologiche presenti nei pazienti affetti da diabete, mentre altre osservazioni riguardavano t’applicazione diretta della polvere e numerose affezioni della pelle. Secondo gli studi cImici, la zeolite consentirebbe di migliorare l’efficacia delle terapie standard e di ridurre il periodo di recupero. Ciò ha portato all’uso della zeolite come coadiuvante nella cura delle patologie gravi.

A chi può essere utile

Sportivi
Lc zeoliti clinoptiloliti attivate, anche in sinergia con altri principi attivi, vengono usate per ridurre l’acidosi lattica e aumentare resistenza e recupero.
Manager di ogni età e sesso, lavoratori, imprenditori, studenti
Le zeoliti aiutano ad aumentare concentrazione (attraverso la riduzione di ammonia nel corpo) ed a ridurre stress ossidativo e stanchezza.

Anziani, convalescenti e persone sottoposte a stress
Le zcoliti possono favorire la riduzione di stress e stanchezza aiutando a superare affaticamento e debolezza con risorse proprie e naturali

Stress ossidativo
La riduzione dello stress ossidativo provocata dall’assunzione di zeolite clinoptilolite aiuta inoltre a ridurre l’insorgenza di molte patologie (prevenzione) e migliora la qualità della vita. (minore uso degli organi). Si trova in commercio in forma di dispositivo medico.

A cura del Prof. Fedele Manna, Docente di Chimica Farmaceutica, Università “La Sapienza” di Roma

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Nei sistemi viventi l’acqua è coinvolta in toto nella dinamica della vita. Non solo per la sua presenza numerica (oltre il 99% della totalità delle biomolecole) ma anche per il contributo energetico che questa garantisce continuamente alla materia vivente.

La caratteristica dell’acqua di trovarsi distribuita tra superfici biologiche come le membrane le consente di assumere una estesa forma di organizzazione che mette in fase i vari Domini di Coerenza presenti in essa. È lecito quindi parlare di Coerenza di Coerenze (Supercoerenza) per l’ “acqua biologica” dei sistemi viventi: un vero e proprio secondo ordine di organizzazione di fase dell’acqua. La caratteristica del singolo Dominio di Coerenza di “caricarsi” dell’ energia ambientale viene massimizzata dalla rete supercoerente (neghentropia).

Si avvia così un efficiente meccanismo di conversione energetica dai Domini di Coerenza alle biomolecole presenti nella materia vivente, che garantisce un continuo apporto di energia biochimica necessaria al mantenimento dei cicli vitali. Tale meccanismo agisce in sinergia con la dinamica biologica delle corrispondenti reazioni energetiche biochimiche e costituisce una vera e propria respirazione dell’acqua. La possibilità di progettare rimedi supercoerenti (omeopatici, omotossicologici, Fiori di Bach ecc.) apre nuove potenzialità e prospettive alle metodiche terapeutiche naturali.

La dinamica della materia vivente è profondamente diversa dalla dinamica della materia non vivente. Infatti la materia non vivente richiede sempre un apporto immediato di energia esterna per variare il proprio stato di moto e/o compiere lavoro esterno. La materia vivente, al contrario, è capace di movimento spontaneo ottenuto a spese di un capitale energetico accumulato nel tempo attraverso l’attività metabolica e al quale attinge nel momento della necessità. Mentre un frullatore inizia il suo moto solo nel momento in cui la sua spina è inserita nella presa, un essere vivente può iniziare a muoversi attingendo all’energia accumulata e immagazzinata magari il giorno prima.

Qual è la possibile origine di questa differenza?

Rivolgiamoci alla termodinamica e scriviamone il primo principio per un sistema che evolva dallo stato iniziale 1 allo stato finale 2. La variazione di energia U2-U1 è la somma del lavoro L e del calore Q scambiati con l’ambiente durante la trasformazione.

equazione (1): U2 – U1 = L + Q

Ricordando che la temperatura assoluta T (la temperatura assoluta è quella il cui zero è situato a 273 gradi centigradi sotto il punto di fusione del ghiaccio) è all’incirca costante nei processi biologici e introducendo l’entropia S, si ha:

equazione (2): Q = T ( S2 – S1 )

che, combinata con l’equazione (1), dà:

equazione (3): L = U2 – U1 – T ( S2 – S1)

L’equazione (3) dà luogo a due possibilità:

1. durante la trasformazione dallo stato 1 allo stato 2 l’entropia cresce; questo vuol dire che una parte dell’energia in transito nel sistema va perduta per attriti e alimenta gradi di libertà che non danno luogo a lavoro “utile”. In questo caso il sistema è capace di erogare lavoro sull’ambiente, cioè di dar luogo ad L negativo, se e solo se la differenza U1 – U2 è positiva e maggiore del “costo” della trasformazione, cioè T ( S 2 – S1 );

2. il sistema è in grado di diminuire la sua entropia, per cui ( S2 – S1 ) è negativo. In questo caso il sistema deve cedere energia all’ambiente, cioè U2 – U1 deve essere negativo. In questo caso il “nucleo dissipativo” cede energia alla struttura attiva del sistema che può compiere lavoro esterno.

Il primo caso corrisponde ad un sistema passivo che deve ricevere dall’esterno un’energia abbastanza alta, tale da eccedere gli attriti, per produrre lavoro. Il secondo caso invece corrisponde ad un sistema attivo come è appunto un organismo vivente. Esso estrae l’energia che gli serve dallo stock accumulato al proprio interno con alto contenuto entropico e la concentra poì sui gradi di libertà utili determinando così un calo di entropia (meccanismo attivato dalla funzione di vortici che si formano all’interno dei Domini di Coerenza; tale meccanismo viene esposto successivamente nel presente scritto). Questa riduzione di entropia può essere compiuta se il sistema è aperto.

La chiave per avere una materia “attiva”, e quindi vivente, è la capacità di diminuire l’entropia. Questo punto è stato sottolineato da un certo numero di pionieri come Schroedinger1, Szent-Gyorgyi2, Prigogine3, che hanno introdotto il concetto di neghentropia, ovvero di entropia negativa, come chiave per la comprensione dello stato vivente. I progressi della moderna teoria quantistica dei campi4 e 5 hanno mostrato il ruolo centrale delle interazioni elettromagnetiche tra le molecole per raggiungere questo obiettivo.

Riassumiamo brevemente la linea argomentativa che emerge dalla teoria dei campi. Prendiamo un insieme di unità microscopiche, ad esempio molecole, capaci di esistere in una pluralità di configurazioni interne; per semplicità supponiamo che queste configurazioni siano soltanto due. La dimensione tipica di queste molecole è qualche Angstrom (l’Angstrom è un centomilionesimo di centimetro), mentre il tipico salto di energia tra differenti configurazioni interne della molecola è dell’ordine di alcuni elettronvolt; per fissare le idee diciamo una decina, come nel caso dell’acqua. Questo insieme di unità microscopiche interagisce con il campo elettromagnetico, sia quello contenuto nell’eventuale fondo ambientale, sia quello connesso con le fluttuazioni quantistiche del vuoto. Il campo elettromagnetico interagisce con la materia non in modo continuo ma attraverso lo scambio di quantità discrete di energia dette fotoni.

Quanto è esteso spazialmente un fotone?

La risposta della teoria dei campi è che un fotone non può essere più piccolo della lunghezza d’onda dell’oscillazione cui corrisponde. Nel caso di un fotone di 12 elettronvolt la sua lunghezza d’onda è 1000 Angstrom. Pertanto un fotone è un oggetto esteso in una regione il cui volume è il cubo della lunghezza d’onda.

Notiamo perciò che l’agente fisico capace di indurre cambiamenti di configurazione interna in un oggetto avente la dimensione di qualche Angstrom è un oggetto fisico molto più grande al cui interno possono trovarsi molte altre molecole. Per esempio, nel caso dell’acqua, alla temperatura di 100 gradi centigradi e alla pressione di 1 atmosfera, un fotone di 12 elettronvolt coinvolge simultaneamente, all’interno della sua lunghezza d’onda, 20.000 molecole.

Esaminiamo ora l’interazione di questo fotone proveniente dal vuoto quantistico oppure dal fondo ambientale e le molecole presenti nello stato di gas. Un fotone comincia ad eccitare una molecola portandola dalla configurazione di bassa energia a quella di alta energia. La molecola resta eccitata per un breve periodo (dell’ordine di una piccolissima frazione di secondo) quindi decade nello stato originale riemettendo il fotone che a sua volta può avere due differenti destini. Può tornare nel mezzo (fondo ambientale o vuoto quantistico) da cui era venuto, oppure può eccitare una seconda molecola. La variabile critica che definisce il destino del fotone è la densità delle molecole. Detta P la probabilità che il fotone ecciti una molecola singola, se il numero N delle molecole contenuto nel volume occupato dal fotone è tale che il prodotto PN eccede 1, il fotone non sarà più capace di tornare da dove era venuto ma rimbalzerà continuamente da una molecola all’altra producendo quindi all’interno di quella regione un campo elettromagnetico che non si spegne più.

Il vuoto, ovvero il fondo ambientale, ha perduto stabilmente un fotone a vantaggio della materia ma esso continua a fluttuare elettromagneticamente, per cui produce continuamente nuovi fotoni che subiscono lo stesso destino del primo. In un tempo molto breve nella regione data si accumula un numero di fotoni sufficiente a fare oscillare simultaneamente tutte le molecole tra le due configurazioni; la regione è diventata un Dominio di Coerenza. Le molecole che precedentemente si muovevano in modo indipendente ora hanno acquisito una correlazione, un comportamento collettivo, che ne limita l’indipendenza individuale determinando perciò una diminuzione dell’entropia.

La diminuzione dell’entropia è perciò connessa all’insorgenza della coerenza elettrodinamica. La proprietà sopra discussa è una proprietà universale della materia che si applica a tutte le specie molecolari. In particolare l’insorgere della coerenza nell’oscillazione tra le configurazioni della nuvola elettronica delle molecole caratterizza lo stato liquido, mentre l’estensione della coerenza ai nuclei dà luogo all’apparizione dello stato solido.La respirazione dell'acqua come base della dinamica della vitaIn questo quadro l’acqua liquida gode di una proprietà peculiare, non condivisa dalle altre specie molecolari, che la rende adatta a dare origine al fenomeno della vita. Infatti, nel caso dell’acqua liquida, l’oscillazione coerente delle nuvole elettroniche delle molecole che dà luogo alla formazione dei Domini di Coerenza avviene tra una configurazione di bassa energia in cui tutti gli elettroni sono fortemente legati all’interno della molecola e uno stato eccitato di alta energia in cui per ogni molecola un elettrone è pressoché libero, nel senso che l’energia residua di legame è estremamente piccola. Perciò, mentre le molecole non coerenti di acqua non possono cedere elettroni, i Domini di Coerenza dell’acqua hanno una forte propensione a cedere elettroni, diventando quindi elementi chimicamente riducenti, oppure possono dar luogo a stati eccitati in quanto eventuali apporti di energia esterna al Dominio di Coerenza possono indurre la formazione di stati eccitati collettivi (vortici) di questo insieme di elettroni quasi liberi.

Il Dominio di Coerenza dell’acqua liquida a differenza dei Domini di Coerenza delle altre specie molecolari è suscettibile di dar luogo a un gran numero di stati eccitati. Nasce di conseguenza la possibilità di un ulteriore livello di coerenza generato dall’oscillazione collettiva di una pluralità di Domini di Coerenza dell’acqua tra due proprie configurazioni: una coerenza tra Domini di Coerenza, ovvero una Supercoerenza, che da un lato fa crescere la dimensione della regione correlata dal decimo di micron dei Domini di Coerenza elementari dell’acqua fino ai micron delle cellule, ai centimetri degli organi o ai metri degli organismi superiori.

Come avviene l’oscillazione collettiva di questi Domini di Coerenza?

Data la pluralità dei livelli eccitati del Dominio di Coerenza esso è in grado di prelevare dal rumore ambientale piccole quantità di energia trasformandole in vortici coerenti di elettroni quasi liberi. La durata di tali eccitazioni vorticose può essere molto lunga (giorni, settimane, mesi) poiché a causa della coerenza l’attrito interno è nullo, non vi sono collisioni e il Dominio non può dissipare energia in forma termica.

Data la lunga durata di queste eccitazioni è possibile sommarne un gran numero all’interno del dominio, come essere in grado di accumulare un capitale di 1 milione di euro in monetine da 1 centesimo. Ogni vortice è un moto di elettroni, cioè di particelle elettricamente cariche, che dà luogo alla apparizione di un momento magnetico, il quale a sua volta si allinea col campo magnetico ambientale, che in ultima analisi può anche essere il campo magnetico terrestre. I vortici perciò non possono elidersi l’un l’altro ma si sommano coerentemente, trasformando quindi energia ambientale di bassa qualità (alta entropia) in energia coerente di alta qualità (bassa entropia) capace di indurre, come preconizzato da Szent-Gyorgyi, l’eccitazione elettronica delle molecole circostanti il dominio di coerenza. Di fatto come spiegato altrove, quando l’energia accumulata nel dominio di coerenza raggiunge il livello corrispondente all’energia di attivazione chimica delle biomolecole presenti nel dominio di coerenza nell’acqua, si ha per risonanza elettromagnetica il trasferimento di energia.

Il Dominio di Coerenza si scarica, completando così la sua oscillazione, e un insieme di reazioni chimiche ben definito ha luogo, governato da una legge di risonanza elettromagnetica e non dal regime diffusivo fondato sui moti e urti casuali delle molecole tipico della chimica non biologica. In questo modo è possibile raggiungere simultaneamente due obiettivi:

1. si rende possibile l’oscillazione dei Domini di Coerenza dell’acqua, precondizione necessaria per l’insorgenze della Supercoerenza, che estende il raggio di correlazione su distanze di interesse biologico;

2. si genera una biochimica non governata dagli urti casuali tra molecole ma da un codice di mutuo riconoscimento e richiamo tra molecole fondato sulla interazione elettromagnetica a lunga distanza.

Le reazioni biochimiche diventano così selettive, cioè obbedienti a specifici codici organici, e veloci. Inoltre l’energia chimica liberata durante le reazioni chimiche, una volta assunta dal Dominio di Coerenza, ne modifica la frequenza caratteristica di oscillazione, determinando a sua volta la modifica del tipo di specie molecolari capaci di risuonare col dominio. Abbiamo perciò un regime coerente non stazionario ma che si evolve nel tempo generando a sua volta un quadro biochimico dipendente dal tempo.

In questo modo si ottiene un accordo qualitativo con le principali manifestazioni della dinamica del vivente che appaiono incomprensibili nel quadro concettuale di una chimica governata dal regime diffusivo e dagli urti casuali. La dinamica complessiva del vivente appare in ultima analisi emergere dal ritmo oscillatorio dell’acqua e dalle manifestazioni energetiche connesse che, come spiegato altrove7, possono essere viste come una sorta di respirazione dell’acqua.

È possibile verificare la fondatezza delle proprietà su esposte dell’acqua attraverso alcuni test empirici ed applicazioni pratiche (Tecnologia WHITE), che rappresentano la declinazione di un fondamentale principio biofisico di funzionamento proposto da A.Tedeschi8 e 9 per la realizzazione di acqua supercoerente che sta a monte delle particolari e specifiche rappresentazioni tecnologiche che ne conseguono. Questo avanzamento scientifico nella comprensione della natura fisica dell’acqua presente nei sistemi viventi consente non solo di evidenziare maggiormente il ruolo dell’acqua nella materia vivente ma anche di progettare i rimedi (omeopatici, omotossicologici, Fiori di Bach ecc.) in accordo sinergico con le caratteristiche del vivente e di permettere così nuove potenzialità di azione terapeutica. La dinamica energetica e informazionale dei sistemi viventi ruota infatti prevalentemente attorno al suo componente essenziale: l’acqua, esattamente come nella stragrande maggioranza dei rimedi. L’acqua è infatti l’essenza della materia vivente (circa il 99% del numero delle molecole e il 60-70% del peso).

L’acqua biologica dei sistemi viventi ha la caratteristica di essere supercoerente, ovvero di avere una organizzazione estesa della stessa, un ritmo collettivo di oscillazione tra i Domini di Coerenza (Coerenza tra Domini di Coerenza). In condizioni di normalità e di salute l’acqua del sistema vivente si trova nella condizione di supercoerenza, facilitata dalla presenza di continue superfici biologiche interfacciali che ne inducono l’organizzazione, mentre la semplice acqua (“bulk water”, come quella contenuta in un rimedio o in un bicchiere d’acqua) non presenta normalmente questa caratteristica fondamentale.

La possibilità invece di realizzare acqua supercoerente anche nella forma di semplice acqua (bulk water) consente la progettazione di rimedi che possono regolare (in accordo con la specificità delle specie molecolari disciolte o diluite in acqua) le caratteristiche di supercoerenza naturalmente presenti in un corpo sano. In particolare si interviene su vari fattori:

1. regolazione dell’accesso al fondo elettromagnetico (Vuoto), ovvero della capacità di essere costantemente “nutriti” di energia di alta qualità (neghentropica) convogliata dall’ambiente a favore dell’ attività biologica vitale. (NdA: c’è un forte parallelismo di fatto tra la spiegazione fisica qui proposta e il concetto di Jing e Chi (o Qi), il capitale di energia vitale descritto dalla Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Se per l’MTC il Jing e Chi iniziale dato alla nascita si estingue nella vita più o meno velocemente secondo gli eventi storici della persona (malattie, abitudini di vita, qualità ambientale, alimentazione ecc..) , nella visione fisica qui proposta il Chi diventa l’accesso continuo all’energia di fondo ambientale (fluttuazioni quantistiche del Vuoto) che permea ogni spazio ed è inestinguibile per definizione. Il decadimento nel tempo della capacità di rimanere coerenti e soprattutto di aggiornare la propria dinamica coerente alle inevitabili variazioni ambientali (plasticità di adattamento) determinano la conseguente perdita, più o meno importante, dell’accesso all’energia vitale prelevata dall’ambiente. È evidente quindi la funzione centrale della coerenza biologica nel mantenimento della vitalità!

2. regolazione ed estensione dei livelli di coerenza biologica che si manifestano nella capacità di dialogare e risuonare con l’ambiente circostante a più livelli.

Ogni organismo vivente non può essere considerato un corpo isolato ma un elemento biologico che dinamicamente dialoga con il proprio ambiente costituito non solo da altri organismi viventi ma anche da materia inanimata. In generale si può quindi affermare che il corpo dialoga naturalmente con l’interezza dell’esistenza (la vita è un sistema aperto!).

La coerenza e i fenomeni dissipativi che la fondano determinano infatti le caratteristiche del continuo scambio tra corpo e ambiente (G.Vitiello)10, propriamente regolato dalla struttura supercoerente dell’acqua biologica. Quanto è allora più ampia la dinamica delle coerenze nel corpo, tanto maggiore e più efficiente risulterà il dialogo, la risonanza e l’integrazione con l’ambiente; di conseguenza si avranno minori aspetti conflittuali, stress e problemi di adattamento disfunzionale e una aumentata capacità di risoluzione dei conflitti biologichi e psichici di varia natura. In questa ottica, la pratica delle metodiche terapeutiche naturali assume nuovi e interessanti orizzonti da esplorare.

Bibliografia
1Schroedinger, E. (1944). What is life? Cambridge: Cambridge University Press;
2Szent-Gyorgyi A. Bioenergetics. Academic Press Inc. New York, 1957;
3Nicolis G, Prigogine I (1977). Self-organization in non-equilibrium systems. Wiley & Sons, New York;
4G.Preparata, QED Coherence in Matter, World Scientific , London, New Jersey , Singapore, 1995;

5Del Giudice E, Vitiello G (2006). Role of the electromagnetic field in the formation of domains in the process of symmetry-breaking phase transition. Phys Rev A. 74: 1-9;
6Del Giudice E, Tedeschi A (2009). Water and the autocatalysis in living matter, Electromagnetic Biology and Medicine, 28, 46;
7Voeikov, VL, Del Giudice, E ,Water Respiration – the Basis of the Living State , Water Journal , (waterjournal.org), 1-2009;
8E.Del Giudice, A.Tedeschi, La vita come forma di organizzazione dell’acqua, La Medicina Biologica, ott-nov 2008;
9A.Tedeschi, Is the living dynamics able to change the properties of water? , “The International Journal of Design, Nature and Ecodynamics” ,WIT, special issue “The Nature of Water” referred to “Structures of liquid water: physical-chemical and biological aspects”, Brainstorming in Ischia (NA) , 2010;
10G.Vitiello, Essere nel mondo: io e il mio doppio, Atque, 2008.

Articolo scritto il 5 aprile 2010 da Prof. Emilio Del Giudice – Coautore dell’articolo: Alberto Tedeschi.

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La lavorazione Spagyrica è l’applicazione della filosofia alchemica agli elementi della natura. L’applicazione dell’Arte nella preparazione di tinture vegetali o metalliche è determinata dalla preparazione di spiriti o mestrui che provocando un’evoluzione delle materie presenti in natura per poi purificarle ed esaltarne le proprietà. Uno dei suoi iniziatori ed utilizzatori era Paracelso (1493-1541) ma tali tecniche erano già in uso fra gli Egizi ed i Greci. Il termine deriva dalle parole greche “spao” (dividere, separare, estrarre) e “geras” (dono divino, nutrice, per estensione anche Divina Unità): implica quindi i concetti di estrarre i doni divini dalla natura.

Al giorno d’oggi siamo abituati ad assumere prevalentemente farmaci che più o meno conosciamo, appartenenti alla medicina che va per la maggiore, definita “allopatica”. Il farmaco, prodotto di sintesi, proviene da un processo eseguito soltanto su alcune delle molecole della pianta, “estratte” chimicamente in laboratorio. I nostri vecchi e i nostri avi, si sono sempre curati sin dalla notte dei tempi con le erbe, assunte sotto forma di decotti, tisane e impasti. La tisana è conosciuta ormai da tutti. Questa la si ottiene utilizzando di preferenza la pianta fresca, appena raccolta (ma anche quella secca va bene, per chi non ha tempo di cercarsela, a patto che provenga dalle nostre terre), immergendola in acqua bollente: si aspetta 15′, si filtra e la si beve con un po’ di miele, (meglio se monofiore, di preferenza acacia, rosmarino, tiglio e timo) e per chi non lo tollera, meglio lo zucchero grezzo.

SPAGIRIA E OMEOPATIA. Altri metodi di utilizzo più complessi di utilizzo e lavorazione della pianta sono costituiti dalla Spagiria e dall’Omeopatia. La Spagiria come l’Omeopatia, usa la pianta intera senza escludere nulla, lavorandola con mezzi e tecniche appropriate. In questo caso la si lavora con le mani, servendosi di utensili che provengono da metalli puri, come il rame, il bronzo e il vetro, per i vari processi lavorativi. La differenza tra Spagiria ed Omeopatia sta nel fatto che la seconda salta alcuni passaggi di elaborazione che risultano alla fine i più importanti, anche se richiedono tempi di preparazione molto più lunghi (più di 3/4 mesi). Per una questione economica, quindi, l’Omeopatia ha deciso di fare a meno di alcuni dei passaggi per ottenere maggiori quantitativi di prodotto da vendere sul mercato farmaceutico.

CONOSCENZA DELLA NATURA. Come diceva Goethe: “La conoscenza della Natura deve rappresentare un punto di incontro, un ritmo tra l’estremo empirico e quello astratto. Tale punto di incontro si realizza in un nuovo sistema di conoscenza, chiamato “intuizione” o percezione del “fenomeno originario”. In essa il fatto percepito perde la sua particolarità empirica per rivelare l’idea, la legge profonda della natura, idea e legge che in un altro modo non potrebbe mai essere colta al di fuori dell’ambito sensibile. Questo è possibile perché l’Uomo fa parte della Natura ed è Natura lui stesso e quindi non si può avere una contrapposizione tra soggetto ed oggetto nel conoscere, poiché lo stesso spirito si esprime nell’Uomo e nella Natura. L’Uomo conoscendo il mondo conosce se stesso e nel soggetto vi è tutto ciò che è nell’oggetto.”

IL PRODOTTO SPAGIRICO. II termine Spagiria deriva dal greco “Spao” e “Agheuro” che significa letteralmente separare e ricongiungere. Il processo di ottenimento dei rimedi spagirici è basato sull’opera del medico svizzero Paracelso (1493-1541), ritenuto l’iniziatore della Spagiria. Oggi, comunque, con l’ampliamento delle conoscenze sulle fonti tradizionali, siamo in grado di affermare che la Spagiria come l’Alchimia, ha avuto i suoi natali nell’antico Egitto. Questa è poi approdata nella Magna Grecia, intorno al 500 a.C., dando luogo alla Scola Italica, preesistente a Pitagora medesimo. Può essere considerata come un ponte fra l’omeopatia classica e la fitoterapia moderna e si distingue da queste per alcune peculiarità ben distinte. La produzione della tintura spagirica (così viene chiamato il prodotto ottenuto) è basata su tre tappe essenziali: la fermentazione, la distillazione e l’incenerimento.

In questo modo possono venir estratti gli oli essenziali (sostanze aromatiche), le sostanze minerali e gli oligoelementi propri a ciascuna pianta. Il vantaggio di queste essenze spagiriche risiede dunque nel fatto che contengono non solo delle sostanze organiche, ma anche delle materie inorganiche (sali minerali, oligoelementi). Solitamente le tinture contengono poco alcool (10%-20%) e se il dosaggio prescritto è rispettato, non sono tossiche; sono inoffensive e senza effetti secondari conosciuti. Tramite le differenti tappe di produzione, viene utilizzata tutta la forza della pianta.Estratti SPAGIRICI: tutta la forza e l'equilibrio della naturaLE PIANTE. Per la produzione delle essenze spagiriche si utilizzano preferibilmente piante fresche raccolte in zone incontaminate o a basso inquinamento, come possono essere le nostre montagne. Solitamente un buon spagirista sottomette le piante ad un severo controllo di qualità prima di utilizzarle per la produzione. Questo controllo comporta fra l’altro un’analisi delle impurità, come la presenza di erbicidi, pesticidi e di metalli pesanti.

LA FERMENTAZIONE. Le piante sono sottomesse ad una fermentazione in acqua e ciò rappresenta la prima tappa della produzione di un’essenza spagirica. Secondo le piante, questo processo può durare parecchi giorni o addirittura settimane. Durante il processo di fermentazione, gli oli essenziali vengono liberati e delle sostanze aromatiche caratteristiche ad ogni pianta si sviluppano. Durante la fermentazione, dei cambiamenti strutturali del materiale vegetale generano la formazione d nuove sostanze. La fermentazione è seguita dalla distillazione.

LA DISTILLAZIONE. La massa vegetale è sottomessa ad una distillazione a vapore d’acqua che è una forma di distillazione dolce. Il suo scopo è di recuperare le sostanze aromatiche e l’etanolo estratto dalle piante durante la fermentazione. Dopo aver raggiunto la quantità di distillato prescritto questa tappa di produzione è terminata. Il distillato presenta un aroma molto gradevole che è rinforzato dal processo di fermentazione precedente.

L’INCENERIMENTO. La tappa seguente è l’incenerimento del residuo di distillazione. Lo scopo dell’incenerimento (calcinazione, secondo il termine alchemico) è di estrarre dalla massa vegetale i sali minerali e gli oligoelementi propri alle piante. Questi sono poi rimessi in soluzione nel distillato, e l’eccesso viene filtrato. Notiamo che questo processo di combustione elimina ogni traccia di sostanze organiche potenzialmente tossiche (alcaloidi).

COME UTILIZZARE UNA TINTURA SPAGIRICA
Le tinture spagiriche si utilizzano non solo sotto forma liquida di essenze, individuali o in miscela, ma anche sotto forma di unguenti (oleoliti).
Vanno assunte sotto forma di gocce con poca acqua, alla mattina a digiuno.
Le gocce possono variare da 2 a 5 a seconda del trattamento. Nel caso acuto se ne utilizzano anche 7.

OLEOLITI SPAGIRICI. Per quanto riguarda gli oleoliti, il procedimento risulta essere più semplice da attuare rispetto alle tinture, e chiunque di noi può cimentarsi a casa propria, avendo però la cura di utilizzare pentole in ghisa più resistenti alle alte temperature. Dapprima si lascia asciugare la pianta al sole, fino a quando tutta l’acqua è evaporata. Come secondo procedimento si invasa la pianta assieme all’olio di ricino (acquistabile in una qualsiasi farmacia) e la si lascia in infusione per circa 40 giorni.
Alla fine si filtra il composto e si passa alla calcinazione, ovvero incenerimento, della pianta possibilmente in un forno a combustione naturale: il prodotto che si ottiene assume un colore biancastro e si riduce in polvere. Tale polvere va rimescolata assieme all’olio filtrato. L’oleolito è così pronto.

PREPARAZIONE E SPIEGAZIONE. La raccolta, la preparazione e la manipolazione delle piante dovrà avvenire in tempi precisi e con modalità rigidamente in sintonia con i ritmi della Natura, vale a dire scegliendo il giorno ed anche l’ora più propizi per la raccolta. Un buon libro di Erbe Officinali, ci indicherà, poi, il periodo di crescita di ogni singola pianta, in modo tale da poter scegliere con cura quella che più si addice alle nostre esigenze. Altro fattore da tenere in considerazione, e che i nostri Avi ben conoscevano, erano le “similitudini” con le divinità (Forze di Natura) che si associavano alle erbe. Come alcuni di noi ben sanno, presso i Celti esistevano numerose divinità, ed anche per ogni singola creatura ve ne era una preposta ad hoc, che ne donava caratteristiche uniche e inequivocabili. Per la preparazione spagirica dobbiamo tenere conto di alcuni fattori.

Ogni pianta è composta di tre parti fondamentali, ottenibili per separazione naturale: L’ Acido, positivo. La Base, negativa. Il Sale, neutro, risultante dall’unione dei primi due. In via generale, per macerazione, distillazione ed infine calcinazione, si ottengono i tre elementi separati che, alla fine, riuniti assieme, danno luogo alla cosiddetta Quinta Essenza, che risulta essere un elemento infinitamente potenziato rispetto alla pianta di partenza, in quanto contiene in sé l’elemento energetico che alimenta, sostiene e dirige la parte fisica della pianta.

La pianta è complementare all’uomo: RADICI preposte al CERVELLO. TRONCO E FOGLIE preposte alla ZONA TORACICA. FIORE preposte agli ORGANI RIPRODUTTIVI. FRUTTI E SEMI preposte agli ORGANI DEL RICAMBIO.

LUCE DEL MEDIOEVO. Un esempio più recente di questa metodologia spagirica, la ritroviamo nel nostro medioevo, con i monaci benedettini che, all’interno del monastero, costruito secondo i canoni geometrici sacri, vagliavano gli individui da sanare, sia fisicamente che spiritualmente, praticando una vera e propria terapia Psicosomatica. Essi producevano medicamenti spagirici ed alchemici nei propri laboratori, potenziandoli con la sacralità sia del luogo che delle loro tecniche, vere e proprie rituarie sacre. Siamo di fronte ad una filosofia olistica, cioè unitaria, che vede l’Universo come un unico corpo vivente, composto da infiniti elementi interdipendenti, dei quali l’uomo è il riassunto, potremmo dire il luogo geometrico del sistema e che costituisce l’elemento ultimo catalizzatore di tutte le forze divine.

Da questo si può ritenere chiaramente che non è il Male, la Malattia ad Esistere, ma il Malato, in questo caso considerato come un piccolo Universo sconnesso, mal combinato, con il quale veniamo in contatto, innanzitutto per via sottile, e che possiamo veramente portare a guarigione. La luna è la lente di convergenza di tutte le forze cosmiche in generale e delle stelle in particolare. Questo in Spagiria è fondamentale e la maggior parte degli operatori del settore lo ignora completamente. La Natura, la Grande Madre, mentre toglie con una mano, si premura di dare con l’altra; cioè, viste le forze sfavorevoli, possiamo evitarle e mutarle a nostro vantaggio.

Fonte: ariannaeditrice.it