Una selezione di integratori di minerali naturali formulati per supportare energia, equilibrio e benessere generale dell’organismo in modo naturale.

Viviamo in un’epoca in cui il cibo è sempre più disponibile, ma paradossalmente sempre meno nutriente. L’alimentazione moderna, infatti, non solo è spesso sbilanciata, ma è anche segnata da una forte presenza di sostanze che indeboliscono il nostro organismo: pesticidi, fertilizzanti, conservanti, coloranti, fino ad arrivare a cibi artificiali privi di vitalità. Questo fenomeno viene chiamato “nutrizione negativa”: una costante esposizione a elementi che non nutrono, ma anzi stressano il nostro corpo.

Eppure il problema non si limita alle sostanze indesiderate. Anche quando scegliamo alimenti più sani, biologici o naturali, dobbiamo fare i conti con un’altra realtà: il crollo della nutrizione positiva. Le monocolture intensive impoveriscono i terreni, i raccolti vengono anticipati per esigenze della grande distribuzione, i lunghi trasporti e la conservazione riducono i nutrienti, e persino i metodi di cottura contribuiscono a svuotare i cibi di vitamine e minerali.

Il risultato è chiaro: mangiamo di più, ma assimiliamo meno.

Perché gli integratori tradizionali non bastano

Negli ultimi decenni si è diffuso l’uso degli integratori multivitaminici e multiminerali. Una soluzione logica sulla carta, ma con un limite importante: la maggior parte di queste sostanze è di sintesi.

Le vitamine e i minerali inorganici non sono pensati per il nostro organismo: spesso vengono assorbiti solo in minima parte e, a volte, ciò che non assimiliamo rischia di accumularsi dove non dovrebbe. Pensiamo al calcio carbonato, uno degli integratori più prescritti: la sua assimilazione non supera il 4%, lasciando in sospeso il destino del restante 96%.

In altre parole, molti integratori non fanno altro che rendere… la nostra pipì più costosa.

MultiNATURAL®: nutrizione completa 100% naturaleLa risposta della natura: la microalga Klamath

Se il problema sta nella scarsa assimilabilità delle sostanze di sintesi, la soluzione non può che arrivare da nutrienti naturali, in forma organica e biodisponibile.

Qui entra in gioco la microalga Klamath, un piccolo miracolo della natura. Questa microalga d’acqua dolce contiene:

  • tutte le 14 vitamine (anche se alcune, come la C e la E, in quantità moderate),
  • ben 73 minerali e oligoelementi,
  • molecole nutraceutiche uniche, che la ricerca scientifica ha collegato ad azioni antiossidanti, antinfiammatorie, immunologiche e perfino neurologiche.

Grazie a queste proprietà, la Klamath rappresenta una fonte completa e facilmente assimilabile di nutrienti. Non a caso, negli anni sono stati sviluppati estratti brevettati come Klamin® e AphaMax®, capaci di concentrare e valorizzare specifici effetti della microalga, oggi supportati da numerosi studi scientifici e clinici.

Benefici per la salute

Supporto al sistema immunitario

Studi hanno evidenziato che l’alga AFA può stimolare la produzione di cellule staminali nel midollo osseo, contribuendo così al rafforzamento del sistema immunitario .

Proprietà antiossidanti e antinfiammatorie

La ficocianina presente nell’alga Klamath è un potente antiossidante che aiuta a combattere lo stress ossidativo e l’infiammazione, proteggendo le cellule dai danni e supportando la salute generale.

Supporto cognitivo e umorale

Alcuni studi suggeriscono che l’estratto di AFA, noto come Klamin®, possa migliorare l’umore, ridurre l’ansia e potenziare l’attenzione e l’apprendimento, indicando un potenziale ruolo nel supporto delle funzioni cognitive .

Proprietà neuroprotettive

Ricerche recenti hanno evidenziato gli effetti neuroprotettivi dell’AFA, contribuendo alla riduzione dello stress e al miglioramento del benessere durante la menopausa, oltre a mitigare condizioni infiammatorie in modelli sperimentali.

MultiNATURAL®: nutrizione completa 100% naturaleLa nascita di MultiNATURAL®

Dopo anni di ricerca, il passo successivo è stato naturale: migliorare ulteriormente la Klamath dal punto di vista nutrizionale. L’idea vincente è stata quella di unire la ricchezza della microalga con estratti vegetali e di frutta, così da potenziare le vitamine meno presenti e completare lo spettro nutrizionale.

È così che nasce MultiNATURAL®, un integratore 100% naturale, multivitaminico e multiminerale, perfettamente assimilabile perché derivato da fonti alimentari.

Grazie al brevetto internazionale PCT/EP2016/079690, MultiNATURAL® rappresenta oggi una risposta concreta al problema del crollo della nutrizione positiva: un alleato prezioso per chi desidera un’integrazione realmente efficace, rispettosa della fisiologia del nostro corpo e in armonia con la natura.

In definitiva, MultiNATURAL® non è un semplice integratore, ma un ponte tra la scienza e la saggezza della natura: un modo per restituire vitalità alla nostra alimentazione e sostegno autentico alla nostra salute.

Ingredienti principali

  • Microalghe Klamath RW®max (Aphanizomenon flos-aquae): 16,7 g per 100 g di prodotto (1.000 mg per 2 bustine). Questa microalga è ricca di vitamine, minerali e molecole bioattive.
  • Banana succo concentrato disidratato: Contribuisce al contenuto di potassio e fibre.
  • Orgen-ALL: Miscela di estratti da Emblica officinalis (frutti), Psidium guajava (frutti), Ocimum sanctum (erba), Murraya koenigii (foglie), Citrus limon (frutti). Fornisce antiossidanti e supporto immunitario.
  • Orgen-Zn: Estratto di Psidium guajava (foglie), fonte di zinco.
  • AFA-Minerals: Estratto da microalghe Klamath, ricco di minerali e oligoelementi.
  • Orgen-C: Estratto di Phyllanthus emblica (frutti), fonte naturale di vitamina C.
  • Bamboo (Bambusa arundinacea) germogli e.s.: Fonte di silicio naturale.
  • Dunaliella salina tallo e.s.: Contiene betacarotene, precursore della vitamina A.
  • Ascophyllum nodosum tallo: Alga ricca di iodio e minerali.
  • Orgen-B’s: Miscela di estratti da Psidium guajava (frutti), Ocimum sanctum (erba), Citrus limon (pericarpo), per supportare il metabolismo.
  • Orgen-SE: Estratto di Brassica nigra (semi), fonte di selenio.
  • Vitamina D3 (Colecalciferolo): Derivata da licheni, supporta la salute ossea e immunitaria.
  • Caratteristiche nutrizionali (per 100 g e per 2 bustine)
    Sostanza100 g2 bustine%VNR*
    Microalghe Klamath RW®max16,7 g1.000 mg–
    Orgen-ALL6,7 g400 mg–
    Orgen-Zn2,9 g175 mg–
    AFA-Minerals2,8 g165 mg–
    Orgen-C1,3 g80 mg–
    Bamboo germogli e.s.1 g60 mg–
    Dunaliella salina0,6 g36 mg–
    Ascophyllum nodosum0,33 g20 mg–
    Orgen-B’s0,17 g10 mg–
    Orgen-SE0,12 g7 mg–
    Betacarotene0,08 g4,8 mg–
    Vitamina A0,013 g0,8 mg100%
    Vitamina B10,028 g1,67 mg152%
    Vitamina B20,025 g1,475 mg105%
    Vitamina B30,19 g11,34 mg71%
    Vitamina B50,16 g9,88 mg165%
    Vitamina B60,13 g8,22 mg587%
    Acido Folico (B9)0,0037 g0,217 mg109%
    Vitamina B120,000042 g0,0025 mg100%
    Biotina (H)0,00067 g0,04 mg80%
    Vitamina C1,36 g81 mg101%
    Vitamina D0,000083 g0,005 mg100%

Perché scegliere MultiNATURAL®

Nutrizione completa e naturale

MultiNATURAL® nasce dall’unione della microalga Klamath con estratti vegetali e di frutta, creando un integratore completo di vitamine, minerali e oligoelementi. A differenza dei multivitaminici sintetici, i nutrienti in MultiNATURAL® sono di origine alimentare, quindi più facilmente assimilabili dal nostro organismo. Questo significa che ogni capsula o compressa fornisce elementi realmente utilizzabili per il corpo, senza sprechi e senza sovraccaricare i reni.

Supporto scientificamente validato

Gli estratti brevettati Klamin® e AphaMax® contenuti in MultiNATURAL® sono stati studiati a livello clinico e scientifico, dimostrando effetti positivi antiossidanti, antinfiammatori, immunologici e neurologici. L’integrazione non si limita a “riempire il fabbisogno”, ma supporta il benessere generale e la vitalità quotidiana.

Ricchezza nutrizionale unica

La Klamath contiene tutte le 14 vitamine essenziali, 73 minerali e oligoelementi, oltre a molecole nutraceutiche con effetti biologici significativi. Questo spettro completo rende MultiNATURAL® un integratore unico: non solo vitamine e minerali, ma anche componenti attivi che favoriscono energia, concentrazione, difese immunitarie e protezione cellulare.

Sicurezza e qualità

MultiNATURAL® è realizzato con microalghe e ingredienti certificati e controllati, minimizzando i rischi di contaminazione e garantendo un prodotto sicuro e naturale. La scelta di fonti affidabili e controllate è essenziale per un’integrazione sana e duratura.

Risposta al problema della nutrizione moderna

In un’epoca in cui il cibo è spesso povero di nutrienti essenziali, MultiNATURAL® rappresenta una soluzione pratica e affidabile. Non sostituisce l’alimentazione, ma ne completa le carenze, fornendo ciò che la dieta moderna spesso non riesce a garantire.

In sintesi: affidarsi a MultiNATURAL® significa scegliere un integratore naturale, completo, sicuro e supportato da evidenze scientifiche, capace di dare al corpo ciò di cui ha veramente bisogno, rispettando la fisiologia e la biodiversità della natura.

Fonte originale: presentazione Dott. Scoglio

Bibliografia:

  1. Composizione nutrizionale dell’AFA. Un’analisi dettagliata dei nutrienti presenti nell’AFA, tra cui proteine, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali.
  2. Potenziale commerciale dell’AFA, Uno studio che esplora il potenziale commerciale dell’AFA, evidenziando il suo alto contenuto proteico e la presenza di composti bioattivi.
  3. AFA e cellule staminali ematopoietiche. Uno studio che dimostra come il consumo di AFA possa aumentare il numero di cellule staminali ematopoietiche CD34+ nel sangue periferico di soggetti sani.
  4. Proprietà antiossidanti della ficocianina. Una ricerca che evidenzia le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie della ficocianina, un pigmento presente nell’AFA.
  5. Benefici per il benessere durante la menopausa. Uno studio che esplora gli effetti dell’AFA nel migliorare il benessere durante la menopausa, riducendo lo stress e migliorando la qualità della vita.
  6. https://www.comunicati-stampa.net/la-scelta-vincente-delle-vitamine-naturali/
  7. https://www.erboristeriarcobaleno.it/vitamine/multinatural-la-scelta-vincente-delle-vitamine-naturali/
  8. https://www.erboristeriarcobaleno.it/difese-immunitarie/integratori-multivitaminici-utili-nella-riduzione-dello-sviluppo-allergie-alimentari-nei-bambini-eta-prescolare/
  9. https://www.erboristeriarcobaleno.it/vitamine/carenze-vitaminiche-e-minerali/

 

Le vitamine e i minerali sono micronutrienti essenziali: servono in piccole quantità, ma hanno un impatto enorme sul nostro organismo. Proteggono il cuore e i vasi sanguigni, sostengono il metabolismo, rinforzano il sistema immunitario e partecipano a processi complessi come la sintesi del DNA e la funzionalità del sistema nervoso (ISS, EpiCentro, 2022).

Negli ultimi anni, tuttavia, anche in Italia si osserva una crescita delle carenze nutrizionali, dovute in gran parte all’abbandono della dieta mediterranea tradizionale a favore di un’alimentazione più ricca di calorie, grassi saturi e cibi industriali. Conservazione e trattamenti come lavaggio, cottura e raffinazione riducono ulteriormente il contenuto di vitamine e minerali: ad esempio, una mela dopo due mesi può perdere fino a un terzo della vitamina C originaria.

La dieta italiana: buona ma migliorabile

Gli studi confermano che la dieta italiana è mediamente di buona qualità e migliore rispetto a quella di altri Paesi europei, come la Francia. Tuttavia, emergono criticità, soprattutto sul fronte delle carenze vitaminiche e minerali (IMMPaCt Program, CDC, 2021).

Un esempio riguarda il ferro, fondamentale per il trasporto dell’ossigeno. Si trova in legumi e frutta secca, ma non sempre viene assorbito a sufficienza, specialmente da bambini e donne in gravidanza, le categorie più vulnerabili (OMS, 2020). Un trucco semplice per migliorarne la biodisponibilità è abbinarlo alla vitamina C: un’insalata di radicchio condita con limone è un abbinamento perfetto.

Anche il calcio merita attenzione. È abbondante nei latticini, ma spesso non viene assorbito correttamente. Gli adolescenti sono a rischio particolare: in questa fase avviene il “picco di massa ossea”, che non sarà più raggiungibile in età adulta. L’abuso di bibite gassate peggiora la situazione, perché l’acido ortofosforico in esse contenuto ostacola l’assorbimento del calcio (Società Italiana di Nutrizione Umana, LARN, 2014).

Le vitamine più carenti in Italia

  • Vitamina D: essenziale per il metabolismo del calcio e la salute delle ossa. La sua carenza, frequente anche in Italia, può causare rachitismo nei bambini e osteomalacia negli adulti.
  • Acido folico (B9): fondamentale per la sintesi di DNA ed emoglobina, e per prevenire difetti congeniti come le malformazioni del tubo neurale.
  • Vitamina B6: coinvolta nel metabolismo di aminoacidi e lipidi e nella produzione di emoglobina. La sua carenza può causare debolezza e anemia.
  • Vitamina B12: cruciale per il sistema nervoso e la formazione dei globuli rossi. È presente solo negli alimenti animali: chi segue una dieta vegana deve integrarla, soprattutto in gravidanza (Harvard T.H. Chan School of Public Health, 2021).

Vitamine e sistema immunitario

Un sistema immunitario efficiente dipende da sonno, attività fisica, equilibrio intestinale e, soprattutto, da un’alimentazione corretta. In questo contesto:

  • la vitamina C potenzia i globuli bianchi e ha un’azione antinfiammatoria;
  • la vitamina A protegge le mucose e sostiene le difese;
  • le vitamine B6 e B12 favoriscono la produzione di cellule immunitarie;
  • la vitamina E contribuisce al mantenimento delle difese naturali.

Carenze vitaminiche e mineraliAttenzione ai contaminanti

Gli studi mostrano che l’esposizione ai contaminanti è in generale contenuta, ma alcuni elementi meritano cautela:

  • il cadmio, che danneggia i reni;
  • il metilmercurio, concentrato soprattutto nei grandi pesci predatori come tonno e pesce spada;
  • le micotossine H-2 e HT-2;
  • l’alluminio, la cui esposizione dipende anche dall’uso di utensili e contenitori.

Per ridurre i rischi, è importante variare la dieta e i fornitori: questo garantisce un apporto più completo di nutrienti e riduce la probabilità di accumulare contaminanti sempre uguali.

Vitamine naturali vs sintetiche: cosa dicono gli studi?

Un tema molto discusso riguarda la differenza tra vitamine naturali (assunte tramite gli alimenti/integratori) e quelle sintetiche (farmaci).

  • Vitamina C: diversi studi clinici mostrano che la biodisponibilità della vitamina C naturale e di quella sintetica è simile. Tuttavia, i cibi che contengono vitamina C offrono anche flavonoidi e antiossidanti che ne potenziano l’efficacia biologica. Un esperimento ha dimostrato che il succo d’arancia proteggeva i globuli bianchi dai danni ossidativi meglio della stessa quantità di vitamina C sintetica (Johnston et al., Journal of Nutrition, 2003). Inoltre, un trial clinico su ragazze adolescenti ha mostrato che la vitamina C naturale migliorava l’assorbimento del ferro più della forma sintetica (El-Sayed et al., Journal of Scientific Research & Reports, 2016).
  • Vitamine del gruppo B: uno studio pilota ha evidenziato che le vitamine B naturali miglioravano in misura leggermente superiore i livelli plasmatici e la riduzione dell’omocisteina rispetto alle forme sintetiche (Lutomski et al., European Journal of Nutrition, 2020).
  • Vitamina E: qui la differenza è più netta. La forma naturale (RRR-α-tocoferolo) è biologicamente più attiva e meglio utilizzata dal corpo rispetto alla forma sintetica (dl-α-tocoferolo), che contiene miscele di stereoisomeri meno efficaci (Traber & Sies, Annals of Nutrition & Metabolism, 1996).
  • Rischi da eccesso di integratori: studi epidemiologici hanno segnalato che dosi elevate di vitamina C sintetica possono quasi raddoppiare il rischio di calcoli renali negli uomini (Thomas et al., JAMA Internal Medicine, 2013), sottolineando che le fonti naturali sono più sicure.
Tabella comparativa vitamine naturali vs sintetiche
VitaminaForma NaturaleForma SinteticaAssorbimento & BiodisponibilitàSicurezza & Effetti Collaterali
ABeta-carotene da frutta e verduraRetinolo palmitato/acetato da olio di pesce o palma + beta-iononeCorpo converte secondo fabbisognoBeta-carotene meno tossico; sintetico può accumularsi
B1Tiamina legata al fosfato da pianteTiamina cloridrato/mononitrato da catrame di carbone e sostanze chimicheNaturale facilmente digerita; sintetica meno assorbibileSintetica cristallina può accumularsi e danneggiare articolazioni
B2Riboflavina vegetaleRiboflavina sintetica da fermentazione GM o chimicaNaturale rimane nel sangue più a lungoSintetica espulsa rapidamente
B3Niacinamide da alimentiAcido nicotinico chimicoNaturale ben assorbitaSintetica maggiore rischio flushing e effetti collaterali
B5Pantotenato naturaleAcido pantotenico sinteticoEntrambe assorbite, naturale più “integrata”Sintetico stabile sugli scaffali, naturale meglio assimilabile
B6Piridossina fosfato da piantePiridossina cloridrato da petrolioNaturale pronta all’uso; sintetica deve essere convertitaSintetica può interferire con B6 naturale e avere effetti collaterali
B7Biotina alimentareBiotina sintetica da acido fumaricoNaturale ben assorbitaSintetica meno studiata
B9Folati alimentariAcido folico cristallino sinteticoNaturale facilmente assimilataSintetico meno assorbibile
B12Cobalamina microbicaCianocobalamina da cianuroNaturale da microrganismi facilmente utilizzabileSintetica contiene cianuro in tracce, sicuro ma artificiale
ColinaLegata a fosfatoCloruro o bitartrato sinteticoNaturale meglio assimilataSintetica meno biodisponibile
CAcido ascorbico + flavonoidi da frutta/verduraAcido ascorbico isolato da mais OGMNaturale più efficace grazie ai cofattoriSintetica meno biodisponibile
DD3 da sole, funghi, licheniD3 da lanolina irradiataNaturale altamente biodisponibileSintetica simile ma processo chimico
E8 tocoferoli liposolubili da oli vegetalidl-alfa-tocoferolo sinteticoNaturale assorbita più a lungoSintetica eliminata rapidamente
KK1 da verdure a foglia verdeMenadione sintetico da catrame e oli idrogenatiNaturale più biodisponibileSintetica potenzialmente tossica

Differenze tra vitamine naturali e sintetiche

Biodisponibilità e assorbimento

Studi scientifici suggeriscono che le vitamine naturali, presenti negli alimenti, possano essere più biodisponibili rispetto alle loro controparti sintetiche. Questo significa che il corpo potrebbe assorbirle e utilizzarle in modo più efficiente. Ad esempio, l’acido ascorbico associato all’estratto di limone è stato trovato essere più biodisponibile rispetto all’acido ascorbico da solo (Arkopharma).

Complessità e sinergia dei nutrienti

Le vitamine naturali negli alimenti sono spesso accompagnate da altri nutrienti e fitonutrienti che possono lavorare sinergicamente per migliorare l’assorbimento e l’efficacia. Gli integratori sintetici, pur essendo utili in caso di carenze specifiche, potrebbero non offrire lo stesso livello di sinergia .

Efficacia clinica

Alcuni studi clinici hanno suggerito che le forme naturali di vitamine, come la vitamina E (d-alfa-tocoferolo), possono essere più efficaci rispetto alle forme sintetiche (dl-alfa-tocoferolo) in termini di biodisponibilità e attività biologica (Previdir).

I limiti della sintesi chimica: esperimenti storici

Molti esperimenti hanno dimostrato che non tutte le vitamine sono uguali, a seconda della loro origine naturale o sintetica.

  • Nel 1946, uno studio riportato su Vitamina Research News mostrò che topi affetti da scorbuto guarivano più rapidamente con vitamina C naturale estratta da piante rispetto alla stessa quantità di vitamina C sintetica.
  • Nel 1952, St. Rusznyak e Albert Szent-Györgyi pubblicarono su Nature un esperimento in cui animali trattati con peperoni (ricchi di vitamina C naturale) guarivano da fragilità dei vasi sanguigni, mentre quelli trattati con vitamina C sintetica non ottenevano lo stesso risultato.

Questi esempi indicano che, come nell’acqua di mare ricreata artificialmente, esistono fattori non completamente noti presenti negli alimenti naturali che ne amplificano l’efficacia biologica.

Carenze vitaminiche e mineraliIntegratori naturali vs sintetici

Un integratore alimentare è un prodotto che integra la dieta, fornendo nutrienti come vitamine, minerali, fibre o estratti vegetali in forma concentrata e pre-dosata. Non è un farmaco: le concentrazioni sono più basse e l’obiettivo è sostenere la fisiologia dell’organismo, non trattare una malattia.

Gli integratori si dividono in:

  • Sintetici: contengono uno o pochi principi attivi isolati o creati in laboratorio.
  • Naturali: minimamente processati e ricchi di nutrienti in sinergia, riconosciuti dal corpo come cibo e assimilati più facilmente.

La ricerca scientifica dimostra che le sinergie nutrizionali presenti negli integratori naturali aumentano notevolmente l’efficacia dei singoli nutrienti, mentre gli integratori sintetici, pur utili in caso di carenze, hanno un’azione inferiore.

Quando assumere integratori

Una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano sono la base per un adeguato apporto di nutrienti. Tuttavia, i cibi moderni sono spesso troppo lavorati, poveri di vitamine e minerali, e ricchi di grassi saturi e calorie “vuote”.

In periodi di stress, durante la gravidanza, in età avanzata o in diete vegetariane/vegane, gli integratori possono essere utili. Tuttavia, non sono miracolosi: devono far parte di una strategia più ampia di miglioramento dello stile di vita, compresi alimentazione equilibrata, attività fisica e gestione dello stress.

La regola d’oro: varietà e stagionalità

La conclusione è chiara: le vitamine naturali, inserite in un’alimentazione varia e stagionale, sono generalmente più efficaci e sicure rispetto agli integratori sintetici, che andrebbero utilizzati solo in presenza di carenze diagnosticate o esigenze particolari (gravidanza, età avanzata, diete restrittive).

Mangiare frutta e verdura fresca, alternare le fonti proteiche, esporsi regolarmente al sole e limitare i cibi industriali sono scelte semplici che aiutano a coprire i fabbisogni e a mantenere un organismo sano.

In sintesi: la dieta italiana resta un punto di forza, ma dobbiamo prestare maggiore attenzione a ferro, calcio, vitamina D, folati e B12. E ricordare sempre che le vitamine assunte attraverso il cibo naturale lavorano in sinergia con altri nutrienti, garantendo benefici che la singola pillola sintetica non può replicare.

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Bibliografia:

  1. International Micronutrient Malnutrition Prevention and Control Program (IMMPaCt). CDC, 2021. Micronutrient Deficiencies Worldwide. https://www.cdc.gov/globalhealth/
  2. Istituto Superiore di Sanità (ISS). Vitamine e minerali: raccomandazioni e carenze nutrizionali in Italia. EpiCentro, 2022. https://www.epicentro.iss.it/vitamine/
  3. Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana, 2014. https://www.sinu.it/html/pag/linee_guida.html
  4. Szent-Györgyi, A., & Svirbely, J. L. (1932). “Hexuronic Acid as the Antiscorbutic Factor”. Nature, 129, 576–577. 
  5. Wikipedia Contributors (2025). “Vitamine”. Wikipedia. Wikipedia
  6. https://www.erboristeriarcobaleno.it/alghe/multinatural-nutrizione-completa-100-naturale/

 

LITHOTHAMNIUM CALCAREUM  è un’alga di color rosso che cresce nei mari della Gran Bretagna, Irlanda e Francia. La polvere, che si ottiene da quest’alga, risulta particolarmente ricca di Sali di Calcio (fino al 40%) e con un buon contenuto di Magnesio (fino al 15%) e di Silicio (fino al 9%). Il suo utilizzo risulta, quindi, particolarmente utile in tutti i casi di osteopenia/osteoporosi per l’importante apporto di questi Sali, che aiutano la mineralizzazione delle ossa.

Le nostre ossa non sono strutture statiche: si rinnovano ogni giorno, in un delicato equilibrio tra costruzione e riassorbimento. Dopo i 25 anni, però, questo bilancio inizia lentamente a pendere verso la perdita di massa ossea. Nelle donne, la menopausa accelera bruscamente il processo, aumentando il rischio di osteoporosi, una condizione che colpisce milioni di persone nel mondo e che porta a fragilità scheletrica e fratture anche in seguito a piccoli traumi.

Le terapie farmacologiche possono rallentare la malattia, ma non ripristinano la struttura originaria delle ossa. Per questo, la prevenzione nutrizionale è considerata la vera arma vincente: garantire al corpo un apporto costante e di qualità di minerali è fondamentale per costruire ossa forti prima e mantenerle sane poi.

E qui entra in gioco un alleato inaspettato: Lithothamnium calcareum, un’alga rossa che cresce nei mari freddi del Nord Europa. A prima vista sembra una pietra, ma è in realtà un concentrato di calcio, magnesio, silicio e oligoelementi in una forma altamente biodisponibile. Un dono del mare che, secondo diversi studi, potrebbe aiutare a prevenire e contrastare i segni del tempo sulle ossa, ma anche migliorare equilibrio acido-base, salute cutanea e funzionalità cardiovascolare.

A differenza delle alghe morbide e filamentose che tutti conosciamo, questa specie ha un tallo duro e calcareo, tanto da sembrare una pietra. Ed è proprio questa sua particolarità a renderla unica: nel corso della sua crescita, incorpora una quantità impressionante di sali minerali, trasformandosi in una vera “miniera naturale” di calcio, magnesio, silicio e oligoelementi essenziali.

Oggi sappiamo che il calcio non è tutto uguale. Non basta “ingerirlo” per avere ossa sane: conta la forma in cui si presenta, la sua biodisponibilità e la capacità del nostro corpo di assimilarlo. Ed è qui che Lithothamnium calcareum si distingue: il calcio di quest’alga è altamente assimilabile e si rilascia lentamente, garantendo un apporto costante nel tempo.
Non a caso, diversi studi scientifici hanno iniziato ad attirare l’attenzione su questo tesoro marino: ricerche pubblicate su PubMed suggeriscono che i suoi minerali possano aiutare a contrastare la perdita di massa ossea, migliorare la resistenza scheletrica e perfino favorire il benessere di articolazioni, stomaco e pelle.

In un’epoca in cui l’osteoporosi è considerata una vera emergenza sanitaria — soprattutto per le donne dopo la menopausa — integrare fonti naturali di calcio biodisponibile non è solo una scelta nutrizionale, ma una vera forma di prevenzione. E Lithothamnium calcareum, il “calcio del mare celtico”, sembra avere tutte le carte in regola per diventare un alleato prezioso del nostro benessere.Lithothamnium: il calcio del mare che coccola le ossaL’unica vera cura per l’osteoporosi è la prevenzione che può essere fatta integrando nella dieta quotidiana alimenti ricchi di calcio.

Il Professor Franco Berrino, medico epidemiologo e già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha più volte sottolineato l’importanza di un’alimentazione equilibrata nella prevenzione dell’osteoporosi, soprattutto in menopausa. Contrariamente alla comune credenza che associa il consumo di latticini a ossa più forti, Berrino evidenzia che l’eccesso di proteine animali, presenti in alimenti come carne e formaggi, può acidificare il sangue. Per compensare questa acidità, l’organismo mobilita calcio dalle ossa, indebolendole ulteriormente. Pertanto, una dieta ricca di alimenti vegetali come broccoli, cavoli, semi di sesamo, mandorle e alghe è consigliata per mantenere un equilibrio acido-base ottimale e supportare la salute ossea.

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In natura la fonte più ricca di calcio organico è il Lithothamnium calcareum, un alga rossa che cresce nei mari freddi del nord Europa. Il carbonato di calcio presente nel Lithothamnium è altamente biodisponibile e biocompatibile perciò anche un assunzione prolungata non può portare il rischio della formazione di calcoli renali

Mezzo grammo al giorno di Lithothamnium calcareum integra una quantità di calcio e di Sali minerali alcalinizzanti sufficienti a prevenire efficacemente l’osteoporosi.

Efficace nella prevenzione dell’osteoporosi e dei problemi osteoarticolari degenerativi come l’artrite e l’artrosi. Aiuta a contrastare la decalcificazione ossea e può essere utile in caso di fratture.

L’alga LITHOTHAMNIUM CALCAREUM è fortemente alcalina: il suo pH è circa 9,5 questo consente di ristabilire l’equilibrio acido-basico dell’organismo. Allevia il bruciore di stomaco e l’acidità, ma soprattutto questa sua alta alcalinità gli permette di contrastare l’acidosi che è una delle cause più importanti delle nostre malattie moderne. Il carbonato di calcio neutralizza l’acidità di stomaco e l’acidità del corpo (acidosi tissutale).

Inoltre, il Calcio e Magnesio, permettendo la fissazione di altri Minerali, influiscono favorevolmente sul decorso di fenomeni infiammatori articolari e muscolari come artriti, tendiniti, mialgie.

La biodisponibilità del Lithothamnium rende quest’alga una alternativa migliore rispetto ad altre fonti di Calcio. Il Calcio presente è per il 30-35% di tipo organico naturale: una volta ingerita, di questa quota il corpo riesce ad assimilarne il 96% con un valore pH nello stomaco di 10,5.

L’alga contiene tre differenti strutture di Calcio: la calcite, l’aragonite e la veterite. L’aragonite e la veterite sono strutture polimorfe della più comune calcite e hanno rispettivamente una forma ortorombica ed esagonale. Questa caratteristica rende il Calcio più solubile e biodisponibile, permettendo un lento assorbimento nell’arco di 6/8 ore.

LITHOTHAMNIUM CALCAREUM è particolarmente utile per il trattamento della decalcificazione ossea (osteoporosi) e come valido aiuto nella alla crescita e alla ricostruzione delle ossa nelle fratture.

LITHOTHAMNIUM CALCAREUM è un alga che offre un complemento nutrizionale anti-età, previene l’invecchiamento delle cellule e migliora l’elasticità dei vasi sanguigni. E’ indicato nel trattamento dell’arteriosclerosi, nelle malattie cardiovascolari e dell’ipertensione, contrasta l’atonia celebrale, la perdita di concentrazione e di memoria.

Costituenti attivi

  • Minerali e oligoelementi: contribuiscono all’equilibrio della pelle, aiutano a rigenerare e proteggere l’epidermide, ne salvaguardano il contenuto di acqua e promuovono la microcircolazione.
  • Magnesio (1,4-2,9%):stimola la produzione di proteine e gli scambi cellulari.
  • Rame (2 – 15 mg/kg), Zinco (15 – 60 mg/kg) e Silicio:garantiscono una buona elasticità della pelle stimolando la sintesi del collagene.
  • Calcio (26-32%), Potassio (0,4-2%) e Sodio (0,3-4,7%):contribuisce alla buona idratazione della pelle.
  • Zinco (15-60 mg/Kg) e Zolfo (2,8-6%):sebo-regolatori, sono particolarmente utili per la pelle grassa o mista
  • Manganese (100-480 mg/kg) e Selenio:antiossidanti, agiscono contro i segni dell’invecchiamento cutaneo.

Lithothamnium: il calcio del mare che coccola le ossaPer chi è indicata:

  • E’ particolarmente indicata per normalizzare l’equilibrio acido-base, dell’organismo per assolvere alla funzione tampone evitando che il corpo si privi di preziosi minerali, come Calcio e Magnesio, per riequilibrare il sistema..
  • E’ particolarmente indicato per le donne in menopausa perché in questo periodo le ossa si depauperano di preziosi Minerali e in concomitanza con una alimentazione eccessivamente acida può portare a quadri di osteoporosi seri. Nella fase di menopausa si assiste ad un deterioramento dell’architettura scheletrica con progressiva riduzione della massa dell’osso, ne derivano un’aumentata incidenza di algie ossee, mal di schiena e schiacciamenti vertebrali ma un rischio accresciuto di fratture, anche in seguito a minimi traumi.
  • Grazie alla sua ricchezza di Silicio è utile per il mantenimento della salute cardiovascolare. Come ampiamente dimostrato delle ricerche in patologia, il colesterolo ossidato è una delle principali cause della formazione della placca nelle arterie con l’indurimento delle stesse che ne determina l’aterosclerosi ; ciò aumenta l’ostruzione del flusso sanguigno verso i tessuti e inibisce la corretta respirazione nonché il metabolismo cellulare.
  • Aiuta a contrastare l’atonia celebrale, la perdita di concentrazione e di memoria. Il Silicio organico ha un ruolo importante di controllo nei confronti degli effetti tossici dell’alluminio e protegge dal Morbo di Alzheimer. E ‘stato riscontrato che una maggiore quantità di alluminio si trova nelle lesioni cerebrali dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer. E ‘stato osservato che il silicio, attraverso il suo legame con l’alluminio, ne impedisce l’assorbimento nel tratto gastro-intestinale prevenendone in tal modo la tossicità. Uno studio del “Journal of Clinical Nutrition” (2005, 81:897-902) ha dimostrato che l’assunzione di Silicio organico può ridurre il rischio di sviluppare una demenza o Morbo di Alzheimer.
  • E’ utile per ritardare e combattere l’invecchiamento cutaneo. Una pelle sana e luminosa è spesso il riflesso dello stato di salute dell’organismo. Problemi dermatologici, acne e rughe sono invece indice di uno squilibrio a livello di Sali minerali, processi infiammatori in corso o stress ossidativo. Per quanto riguarda l’alimentazione la pelle necessita essenzialmente di un’alimentazione basica. L’invecchiamento cutaneo è ineluttabile, ma può essere rallentato. Per mantenersi sana ed elastica la pelle necessita di Sali Minerali. Tra questi in particolare Silicio, Zolfo e Zinco. Il Silicio è un Sale Minerale implicato nella formazione del tessuto connettivo. Una carenza di Silicio rende la pelle meno elastica e predispone ad una maggiore formazione di rughe e macchie della pelle. LITHOTHAMNIUM CALCAREUM grazie alla ricchezza di Silicio, Zolfo e Zinco stimola la sintesi del collagene, migliora la tonicità e l’elasticità della pelle ed è indicata per prevenire i danni di un invecchiamento precoce.
  • E’ particolarmente indicata per una integrazione ottimale di importanti micronutrienti nella Dieta Vegana e Vegetariana. Grazie all’alta concentrazione di Calcio, perfettamente assimilabile e biodisponibile, LITHOTHAMNIUM CALCAREUM viene usato per fornire un’alternativa a coloro che non amano o sono allergici o intolleranti al latte e ai prodotti caseari.

Come si presenta

LITHOTHAMNIUM CALCAREUM è in forma di compresse e la modalità di assunzione è più comoda e rapida. Pochi grammi di alga LITHOTHAMNIUM CALCAREUM al giorno migliorano il benessere ed aumentano l’energia. Disponibile in Flacone di vetro da 180 compresse.

Controindicazioni e precauzioni d’uso

Nonostante gli aspetti benefici legati all’uso di questa alga, è importante notare che come con qualsiasi integratore o alimento, potrebbero esserci alcune controindicazioni o precauzioni da tenere in considerazione. Nel dettaglio, le persone con allergie o sensibilità alle alghe marine potrebbero manifestare reazioni allergiche all’alga litotamnio. Se si sospetta una reazione allergica, è consigliabile quindi interrompere l’uso e consultare un medico. Secondo alcune fonti, inoltre, l’elevato contenuto di calcio dell’alga litotamnio potrebbe essere problematico per le persone con una storia di calcoli renali. Tuttavia, la ricerca su questo argomento è limitata, motivo per il quale è sempre consigliabile consultare un professionista della salute prima di apportare cambiamenti significativi alla dieta, specialmente in presenza di condizioni mediche preesistenti.

Come con molti integratori alimentari, l’assunzione di alga litotamnio potrebbe interferire con alcuni farmaci o trattamenti medici. Ad esempio, il suo alto contenuto di calcio potrebbe influenzare l’assorbimento di farmaci contenenti tetracicline, bisfosfonati o fluorochinoloni. Alcuni studi suggeriscono che le alghe marine, compresa l’alga litotamnio, potrebbero contenere quantità significative di iodio. Coloro che soffrono di disturbi della tiroide, come l’ipotiroidismo o l’ipertiroidismo, potrebbero quindi dover limitare l’assunzione di iodio. In questi casi, è consigliabile consultare un medico prima di utilizzare integratori di alghe marine.

Tra le altre precauzioni, si raccomanda di non associare a aceti o bevande acide e non consumare in caso di diete iposodiche.

Il Lithothamnion è oggetto di diverse pubblicazioni scientifiche

Riferimenti:

  • Zenk JL, Frestedt JL, Kuskowski MA. Effect of Calcium Derived from Lithothamnion sp. on Markers of Calcium Metabolism in Premenopausal Women. J Med Food. 2018 Feb;21(2):154-158. doi: 10.1089/jmf.2017.0023. 
  • Aslam MN, Kreider JM, Paruchuri T, Bhagavathula N, DaSilva M, Zernicke RF, Goldstein SA, Varani J. A mineral-rich extract from the red marine algae Lithothamnion calcareum preserves bone structure and function in female mice on a Western-style diet. Calcif Tissue Int. 2010 Apr;86(4):313-24. doi: 10.1007/s00223-010-9340-9.
  • Flammini L, Martuzzi F, Vivo V, Ghirri A, Salomi E, Bignetti E, Barocelli E. Hake fish bone as a calcium source for efficient bone mineralization. Int J Food Sci Nutr. 2016;67(3):265-73. doi: 10.3109/09637486.2016.1150434.

 

 

Il magnesio gioca un ruolo cruciale nella regolazione neuro-muscolare, nella produzione energetica e nella salute cardiovascolare. Ma non tutte le sue forme si equivalgono: ogni composto ha un diverso grado di assorbimento e indicazioni preferenziali. In questo articolo analizziamo le principali formulazioni disponibili, confrontando biodisponibilità, meccanismi d’assorbimento e utilizzi clinici per una scelta consapevole e personalizzata.

Il magnesio è uno dei minerali più importanti per il nostro organismo. Coinvolto in oltre 300 reazioni enzimatiche, partecipa a processi fisiologici vitali come la produzione di energia (ATP), la sintesi delle proteine e degli acidi nucleici, la trasmissione degli impulsi nervosi e il controllo della contrazione muscolare. Inoltre, svolge una funzione strutturale: è presente nella matrice ossea e nella struttura del DNA.

Quando l’apporto alimentare è insufficiente, oppure in condizioni di aumentato fabbisogno (stress, attività fisica intensa, gravidanza, patologie croniche), gli integratori alimentari di magnesio possono rivelarsi un valido supporto.

Magnesio: non esiste in forma libera

In natura e negli integratori, il magnesio non si presenta mai da solo, ma legato ad altre molecole con cui forma sali o complessi. Questi composti influenzano profondamente:

  • Biodisponibilità (cioè quanto magnesio effettivamente assorbiamo);
  • Effetti collaterali (ad esempio azione lassativa);
  • Distribuzione tissutale (capacità di raggiungere organi specifici).

Scegli il magnesio giusto

Organico o inorganico? La classificazione dei composti del magnesio

  • Composti inorganici: derivano da sali minerali presenti in rocce, acque marine o suoli (es. ossido, cloruro, solfato, carbonato).
  • Composti organici: derivano dall’unione del magnesio con acidi organici (es. citrato, pidolato, gluconato) o aminoacidi (es. bisglicinato, taurato).

In generale, i composti organici sono più biodisponibili rispetto agli inorganici, ovvero vengono assorbiti in misura maggiore a livello intestinale.

Biodisponibilità e destinazione d’uso

  • Alta biodisponibilità → maggiore efficacia nel correggere una carenza.
  • Scarsa biodisponibilità → maggiore effetto locale, ad esempio lassativo o antiacido.

Va considerato anche che il tipo di magnesio assunto può influenzare la sua distribuzione nei diversi tessuti (muscoli, cervello, ossa), ma su questo esistono principalmente studi su modelli animali, per la difficoltà di misurazione diretta nell’uomo.

Scegli il magnesio giusto

LE PRINCIPALI FORME DI MAGNESIO

COMPOSTI INORGANICI

Magnesio Ossido (MgO)

  • Biodisponibilità: molto bassa (~4%).
  • Usi principali: lassativo, antiacido.
  • Note: elevata quantità di magnesio elementare, ma poco assorbito.

Magnesio Idrossido

  • Uso comune: antiacido e lassativo (es. Magnesia San Pellegrino).
  • Assorbimento: molto scarso.

Magnesio Solfato (MgSO₄)

  • Chiamato anche: “sale inglese”.
  • Usi: lassativo potente, bagni rilassanti.
  • Limiti: scarsa evidenza di efficacia sistemica per via orale.

Magnesio Carbonato

  • Usi: antiacido, presente in Magnesia Bisurata.
  • Biodisponibilità: limitata.

Magnesio Cloruro (MgCl₂)

  • Fonte naturale: acqua di mare.
  • Forme: esaidrato, magnesio marino.
  • Biodisponibilità: la più alta tra i composti inorganici.
  • Usi: carenze, acidità gastrica, contratture muscolari.

Scegli il magnesio giustoCOMPOSTI ORGANICI

Magnesio Citrato

  • Origine: sale dell’acido citrico.
  • Biodisponibilità: elevata.
  • Indicazioni: fibromialgia, crampi, osteoporosi, sindrome metabolica.
  • Note: leggero effetto lassativo.

Magnesio Pidolato

  • Origine: sale dell’acido pidolico.
  • Particolarità: alta affinità per il sistema nervoso.
  • Usi: sindrome premestruale, ansia, cefalea, declino cognitivo.
  • Non indicato: per osteoporosi.

Magnesio Gluconato

  • Biodisponibilità: buona.
  • Studi: protezione in gravidanza, benefici epatici (preliminari).
  • Tolleranza: elevata, ma poco studiato nell’uomo.

Magnesio Taurato

  • Chelato con: taurina.
  • Indicazioni: ipertensione, aritmie, ansia, sindrome metabolica.
  • Azione sinergica: cardiovascolare e neuroprotettiva.

Magnesio Lattato

  • Origine: sale dell’acido lattico.
  • Caratteristiche: ben tollerato, biodisponibilità media.
  • Usi: crampi gravidici, osteoporosi, sport.

Magnesio Malato

  • Origine: sale dell’acido malico (presente nella frutta).
  • Biodisponibilità: buona, assorbimento intestinale efficace.
  • Indicazioni: fibromialgia, stanchezza.
  • Effetto lassativo: minimo.

Magnesio Treonato

  • Origine: sale dell’acido L-treonico.
  • Punti di forza: attraversa la barriera emato-encefalica.
  • Usi: declino cognitivo, memoria, ansia, neuroinfiammazione.
  • Studi: prevalentemente su modelli animali.

Magnesio Bisglicinato

  • Chelato con: due molecole di glicina.
  • Biodisponibilità: tra le più alte.
  • Usi: insonnia, ansia, stress, cefalea, fibromialgia.
  • Tolleranza: eccellente; non ha effetto lassativo.

Magnesio Orotato

  • Componente attivo: acido orotico (precursore DNA/RNA).
  • Usi: supporto cardiovascolare, stanchezza cronica, sport.
  • Studi: efficacia in pazienti con insufficienza cardiaca.

Scegli il magnesio giusto

Magnesio Colloidale

  • Caratteristiche: particelle ultrafini sospese in acqua.
  • Assorbimento: rapido per via sublinguale e orale; adatto a chi ha malassorbimento o problemi digestivi.
  • Biodisponibilità: buona, ma contenuto elementare basso (misurato in ppm).
  • Indicazioni: mantenimento, non adatto per carenze gravi.
  • Limiti: mancano studi comparativi su larga scala.

Il magnesio colloidale è una forma innovativa in cui il magnesio è disperso in acqua sotto forma di particelle ultrafini (nanometriche o submicrometriche) sospese in fase colloidale. Questo significa che le particelle di magnesio non sono disciolte, ma fluttuano nella soluzione, restando stabili grazie alla carica elettrica che impedisce loro di aggregarsi.

Questa formulazione è apprezzata per l’elevata biodisponibilità: grazie alle dimensioni ridotte delle particelle e alla loro forma ionica o quasi-ionica, il magnesio colloidale è assorbito molto rapidamente dalle mucose orali e intestinali, con un minimo impegno digestivo. È quindi indicato anche per chi ha problemi di malassorbimento, alterazioni della mucosa intestinale o difficoltà digestive.

Un vantaggio ulteriore è che il magnesio colloidale può essere assunto per via sublinguale, bypassando il tratto gastrointestinale e permettendo un assorbimento diretto nel circolo ematico.

Tuttavia, è importante notare che la concentrazione di magnesio elementare presente in queste soluzioni è solitamente bassa (misurata in ppm – parti per milione), il che rende il magnesio colloidale più adatto per un’integrazione di mantenimento, piuttosto che per colmare rapidamente una carenza severa.

Inoltre, mancano ancora studi clinici di ampio respiro che ne valutino in modo comparativo l’efficacia rispetto ad altre forme di magnesio più studiate, come il citrato, il bisglicinato o il pidolato.

In sintesi, il magnesio colloidale può rappresentare una valida opzione di supporto quotidiano, particolarmente utile per chi ha difficoltà ad assumere capsule o compresse, oppure per chi cerca un’assunzione veloce e diretta, ma non è attualmente la prima scelta in casi di carenza acuta o fabbisogno elevato.

I colloidali sono diventati sempre più popolari come integratori alimentari e rimedi alternativi per regolare le funzioni dell’organismo. Questi possono essere assunti sia per via orale che transdermica, a seconda delle preferenze personali. La forma orale può essere sotto forma di gocce o spray, mentre quella transdermica sotto forma di creme o gel.

Tabella comparativa sintetica

Forma di MagnesioBiodisponibilitàIndicazioni principaliNoteTollerabilità
CitratoAltaCrampi, fibromialgia, stipsi, sindrome metabolicaLieve effetto lassativoMedia
Bisglicinato (chelato)Molto altaInsonnia, ansia, emicrania, fibromialgiaEccellente tollerabilità gastrointestinaleAlta
PidolatoAltaDisturbi neurologici, ansia, PMS, stressAlta affinità per SNCAlta
CloruroBuonaCasi di carenza, contratture, uso topicoSapore amaro, disponibile in soluzioneMedia
OssidoBassaStipsi, aciditàEffetto osmotico intestinale, non sistemicoBassa
TauratoAltaSupporto cardiovascolare, ipertensione, ansiaSinergico con taurinaAlta
TreonatoAlta (cerebrale)Memoria, ansia, neuroprotezionePenetra barriera emato-encefalicaAlta
ColloidaleBuona (sublinguale)Malassorbimento, mantenimento, uso frequenteAdatto per uso orale diretto; basso contenuto elementareAlta
LattatoMediaCrampi gravidici, osteoporosi, sportOttima tollerabilità digestivaAlta
MalatoBuonaStanchezza, fibromialgia, supporto muscolareMinimo effetto lassativoAlta
OrotatoAltaStanchezza cronica, insufficienza cardiacaSupporto mitocondriale e sportivoAlta
Carbonato                          Bassa – mediaIndigestione, acidità, supplementazione di base.

 

Effetto lassativoMedia bassa

Conclusioni

La scelta della forma di magnesio dipende da:

  • Obiettivi clinici (es. supporto neurologico, cardiovascolare, muscolare);
  • Tollerabilità gastrointestinale;
  • Rapidità d’azione richiesta;
  • Preferenze nella modalità d’assunzione (capsule, polveri, soluzioni, sublinguale).

Forme come magnesio bisglicinato, citrato, pidolato e taurato sono generalmente più indicate per usi sistemici, mentre quelle inorganiche come ossido o carbonato trovano impiego per effetti locali o sintomatici.

Come scegliere il magnesio più adatto?

Non esiste una forma “migliore in assoluto”: tutto dipende dalle tue esigenze personali . Ecco uno schema semplice per orientarti:

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  7. Erboristeria Arcobaleno: MINERAL P-450®: supporto minerale biodinamico
  8. Erboristeria Arcobaleno: Magnesio e benessere intestinale
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  10. Erboristeria Arcobaleno:  Magnesio bisglicinato: benefici e proprietà

Bibliografia

  1. Peikert A. et al. “The efficacy of magnesium in migraine prophylaxis: a randomized double-blind placebo-controlled study.” Cephalalgia, 1996.
  2. Wacker WE, Parisi AF. “Magnesium metabolism.” New England Journal of Medicine, 1968.
  3. Cuciureanu MD, Vink R. “Magnesium and stress.” Nutr Clin Pract, 2011.
  4. Walker AF et al. “Magnesium supplementation: evidence for effectiveness in reducing migraine.” Cephalalgia, 2001.
  5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK507271/
  6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28788060/
  7. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29123461/
  8. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/14596323/
  9. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30587761/
  10. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26940126/
  11. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29679349/
  12. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23876043/
  13. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28337245/
  14. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16366126/

 

 

Spesso sottovalutato, l’acido fulvico si sta rivelando uno dei più straordinari alleati della salute umana: una sostanza antichissima che, grazie alla ricerca moderna, trova oggi nuove applicazioni in ambito nutraceutico, detox e medicina integrata. Un concentrato naturale di energia e salute: scopri come l’acido fulvico può rigenerare il tuo organismo a livello cellulare.

L’acido fulvico è una sostanza umica di origine naturale, derivante dalla decomposizione microbica della materia organica. Si distingue per la sua struttura molecolare complessa e per una vasta gamma di proprietà bioattive, tra cui azioni antiossidanti, antinfiammatorie, immunomodulanti e detossificanti. Questa molecola, presente in composti come lo shilajit, è oggetto di crescente interesse per il suo potenziale impiego in medicina integrata e nella prevenzione di numerose patologie cronico-degenerative. Il presente articolo analizza la letteratura scientifica disponibile sugli effetti dell’acido fulvico, con particolare attenzione alle sue proprietà biologiche, ai benefici per la salute umana e al ruolo nel modulare la tossicità di metalli pesanti.

Secondo la tradizione, l’acido fulvico avrebbe un effetto regolatore sulla digestione, alleviando stitichezza, flatulenza, diarrea e intolleranze alimentari. Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che l’acido fulvico svolge un’azione antinfiammatoria nel tratto digerente, indicando un suo possibile utilizzo nel trattamento della sindrome dell’intestino permeabile (in inglese leaky gut).

L’acido fulvico supporta il nostro corpo anche nell’equilibrio acido-base, ossia a mantenere o raggiungere il livello ottimale di pH. Alcalizzando l’organismo, aiuta l’intestino a resistere a funghi, batteri e altri invasori dannosi.

Le conclusioni di uno studio pubblicato nel 2011 sul “Journal of Alzheimer’s Disease” hanno suggerito che l’acido fulvico presenti “chiare proprietà neuroprotettive“. L’acido fulvico andrebbe a ricalibrare i valori del GABA nel cervello e per questo sono in corso degli ulteriori studi clinici come potenziale trattamento naturale efficace nell’epilessia di lieve e media entità.

Gli acidi fulvici sono estratti da antichi depositi di piante che hanno vissuti più di 75 milioni di anni fa. Essi contengono un ampio raggio di potenti fitochimici, nutrienti, ormoni, antiossidanti, dismutasi, antivirali, antibiotici e antifungini. Essi sono completamente liberi da ogni additivo chimico dovuto all’inquinamento.

Gli acidi fulvici sono essenziali alla salute e al benessere perché:

  • aumentano la biodisponibilità di minerali e nutrienti importanti;
  • aiutano nella rigenerazione cellulare, garantendo la permanenza a lungo dei nutrienti nelle cellule;
  • combattono gli effetti dannosi delle tossine, i radicali liberi e i metalli pesanti;
  • riparano l’equilibrio elettrico delle pareti cellulari danneggiate.

Gli acidi fulvici sono il veicolo di una grande quantità di nutrienti che permeano le cellule del corpo, in altre parole sono efficaci nel trasferire i nutrienti direttamente nelle cellule. In questo modo, gli acidi fulvici provvedono anche una perfetta soluzione ai problemi di malnutrizione, ma anche di intossicazione.

Origine e composizione chimica

L’acido fulvico rappresenta una delle tre principali frazioni delle sostanze umiche, insieme all’acido umico e all’humina. Viene prodotto naturalmente dalla decomposizione microbica di residui vegetali e animali nel suolo, nella torba e in acque ricche di materiale organico [1]. Chimicamente, è costituito da una miscela eterogenea di composti organici, inclusi acidi carbossilici, acidi fenolici, flavonoidi, zuccheri e piccole quantità di minerali chelati [2].

La sua bassa massa molecolare e l’elevata solubilità in un ampio intervallo di pH gli conferiscono una particolare biodisponibilità e la capacità di attraversare le membrane cellulari [3]. Tali caratteristiche rendono l’acido fulvico un vettore naturale per il trasporto intracellulare di nutrienti e oligoelementi.Acido Fulvico: energia, detox e saluteProprietà biologiche e meccanismi d’azione

Azione immunomodulante e antinfiammatoria

Numerosi studi in vitro e in vivo hanno evidenziato che l’acido fulvico può modulare la risposta immunitaria, attenuare l’infiammazione e contrastare lo stress ossidativo [4,5]. È stato osservato che è in grado di inibire la produzione di citochine pro-infiammatorie come il TNF-α, l’IL-1β e l’IL-6 [6].

Un piccolo studio clinico condotto su pazienti HIV-positivi ha mostrato che l’integrazione di shilajit contenente acido fulvico, in combinazione con terapia antiretrovirale, ha migliorato la risposta immunitaria, riducendo sintomi gastrointestinali e proteggendo la funzionalità epatica e renale [7].

Neuroprotezione e salute cerebrale

Alcune ricerche precliniche suggeriscono che l’acido fulvico possa interferire con l’aggregazione delle proteine tau e beta-amiloide, implicate nella patogenesi del morbo di Alzheimer [8]. In uno studio pilota della durata di 24 settimane, l’associazione tra acido fulvico e vitamine del gruppo B ha mostrato una stabilizzazione della funzione cognitiva in soggetti con demenza lieve [9].

Supporto digestivo e assorbimento dei nutrienti

L’acido fulvico agisce favorevolmente sull’ecosistema intestinale, modulando la flora batterica e migliorando la permeabilità intestinale. La sua capacità di formare complessi solubili con minerali e micronutrienti ne favorisce l’assorbimento cellulare [10].

Regolazione del metabolismo e funzione muscolare

Alcuni studi clinici hanno indicato che lo shilajit, grazie al contenuto di acido fulvico, può migliorare la forza muscolare, i livelli di testosterone e l’efficienza energetica mitocondriale [11]. In uno studio randomizzato su 63 soggetti maschi attivi, l’integrazione con 500 mg di shilajit ha aumentato significativamente la forza isometrica rispetto al placebo [12].

Detox e chelazione dei metalli pesanti

Particolarmente rilevante è il ruolo dell’acido fulvico nella chelazione e detossificazione dei metalli pesanti. Uno studio in vitro su cellule epiteliali oviduttali di suino ha evidenziato che l’acido fulvico forma complessi stabili con il rame, facilitandone l’assorbimento intracellulare e riducendo al contempo la sua tossicità [13].

L’osservazione al microscopio ha mostrato che il rame complessato si aggrega nel perinucleo, evitando danni diretti al DNA e al citoscheletro cellulare. La modellazione computazionale ha confermato che l’acido fulvico riduce l’interazione diretta tra gli ioni metallici e le membrane cellulari [13].Acido Fulvico: energia, detox e saluteApplicazioni cliniche e prospettive

Diabete e metabolismo del glucosio

L’acido fulvico ha dimostrato di migliorare la sensibilità insulinica e il metabolismo del glucosio in modelli animali e in studi preliminari sull’uomo, suggerendo un suo potenziale utilizzo come coadiuvante nella gestione del diabete di tipo 2 [14].

Dermatologia e cura della pelle

Grazie alle sue proprietà antiossidanti, antibatteriche e antinfiammatorie, l’acido fulvico si rivela utile nella gestione di condizioni cutanee come acne, eczemi, psoriasi e dermatite atopica. Inoltre, agisce come protettore contro gli agenti ambientali (UV, inquinanti) e contribuisce al miglioramento della luminosità cutanea [15].

ACIDO FULVICO – APPLICAZIONI TERAPEUTICHE PRINCIPALI

Area di SaluteEffetti PrincipaliMeccanismo d’Azione/Note
Sistema Immunitario– Potenziamento delle difese immunitarie
– Modulazione della risposta infiammatoria
– Riduzione del TNF-α e citochine pro-infiammatorie
– Attività immunomodulante bifasica (stimolo/soppressione bilanciata)
Funzione Cerebrale– Neuroprotezione
– Miglioramento della memoria
– Rallentamento del declino cognitivo
– Inibizione dell’aggregazione delle proteine tau (Alzheimer)
– Azione antinfiammatoria e antiossidante
Assorbimento dei Nutrienti– Miglioramento della permeabilità intestinale
– Ottimizzazione del trasporto e dell’assimilazione dei micronutrienti
– Legame con minerali e metalli, che ne aumenta la biodisponibilità
– Supporto al microbiota intestinale
Energia e Prestazioni Fisiche– Aumento della forza muscolare
– Miglioramento della performance sportiva
– Stimolo mitocondriale
– Aumento dei livelli di testosterone (dimostrato in alcuni studi su shilajit)
Salute Cardiometabolica– Riduzione LDL
– Aumento HDL
– Miglioramento sensibilità insulinica
– Azione antiossidante e regolazione del metabolismo lipidico e glucidico
Detossificazione da Metalli Pesanti– Chelazione selettiva di metalli tossici (es. rame, piombo, mercurio)– Formazione di complessi stabili con metalli
– Riduzione della tossicità cellulare
Mal di Montagna– Riduzione dei sintomi da ipossia
– Supporto alla produzione energetica in condizioni di bassa ossigenazione
– Azione sul metabolismo cellulare e sull’ossigenazione periferica
Attività Antibatterica e Dermatologica– Azione antibatterica e antinfiammatoria topica
– Supporto nella gestione di acne, eczema, dermatite atopica, psoriasi
– Protezione antiossidante e regolazione dell’infiammazione cutanea
Salute Intestinale e Microbiota– Miglioramento della disbiosi
– Riduzione di gonfiori, irritazioni e disturbi gastrointestinali
– Attività prebiotica e modulazione della barriera intestinale
Cura della Pelle– Effetto anti-aging
– Azione illuminante e anti-macchia
– Protezione dai raggi UV e inquinamento
– Antiossidante topico, ottimale se associato a vitamina C
– Migliora texture e tonicità cutanea
Supporto in Oncologia Integrata– Potenziale chemioprotettivo
– Miglioramento della tollerabilità ai farmaci (es. antiretrovirali, antiepilettici)
– Protezione mitocondriale e modulazione della tossicità indotta da farmaci

Conclusione

L’acido fulvico si configura come una sostanza naturale dalle straordinarie potenzialità per la salute umana, grazie alla sua azione sistemica su numerosi organi e apparati. La sua capacità di veicolare nutrienti, contrastare l’infiammazione, modulare l’immunità, proteggere il cervello e favorire la detossificazione lo rende un promettente alleato nella medicina preventiva e integrata. Ulteriori studi clinici di alta qualità sono necessari per consolidarne l’efficacia e determinarne i protocolli d’impiego più idonei.

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Il corpo umano è progettato per essere sano.

Il nostro organismo è il risultato di milioni di anni di evoluzione biologica ed è geneticamente programmato per vivere in salute. I nostri geni custodiscono le istruzioni fondamentali per il mantenimento dell’omeostasi, la capacità del corpo di autoregolarsi per rimanere in equilibrio fisiologico. Tuttavia, perché queste informazioni genetiche possano esprimersi correttamente, devono essere rispettate specifiche condizioni ambientali e nutrizionali.

Nel mondo moderno, molte di queste condizioni non vengono più soddisfatte: l’ambiente è profondamente cambiato, così come il nostro stile di vita e il modo in cui ci alimentiamo. Carenze marginali di micronutrienti, abbinate a squilibri metabolici cronici, passano spesso inosservate, ma minano lentamente e inesorabilmente la capacità del nostro organismo di funzionare in modo ottimale.

La sinfonia dei nutrienti: equilibrio e simultaneità

Il corretto funzionamento dell’organismo richiede la disponibilità simultanea e in proporzioni bilanciate di almeno 160 elementi chiave. Tra questi figurano:

Ogni carenza, anche minima, di uno di questi elementi può compromettere interi processi biochimici, soprattutto quando si verifica in sinergia con altre disfunzioni metaboliche. Questo stato di squilibrio, spesso non percepito, rappresenta la base della cosiddetta fame nascosta.

Secondo un recente studio pubblicato su The Lancet Global Health, nel mondo la metà dei bambini in età prescolare e due donne su tre in età riproduttiva soffrono di “fame nascosta”, una forma di malnutrizione dovuta alla carenza di micronutrienti e vitamine, come ferro, iodio, zinco, folato e vitamina A e D.

La fame nascosta è una sindrome silenziosa che indebolisce l’organismo, lo rende più vulnerabile alle malattie e compromette funzioni vitali come lo sviluppo neurologico nei bambini, il sistema immunitario, la fertilità e la salute materno-infantile. Secondo i dati dello studio, il 56% dei bambini tra i 6 e i 59 mesi e il 69% delle donne non gravide in età fertile (15-49 anni) soffrono di almeno una carenza micronutrizionale. In termini assoluti, si parla di circa 372 milioni di bambini e 1,2 miliardi di donne nel mondo.

Nutrienti Essenziali per l’Omeostasi Cellulare

CategoriaEsempiFunzioni principali
MacronutrientiCarboidrati, proteine, lipidiEnergia, strutture cellulari, precursori ormonali
VitamineA, B-complex, C, D, E, KCofattori enzimatici, antiossidanti, immunoregolazione
MineraliMagnesio, zinco, ferro, selenio, calcioEquilibrio elettrolitico, metabolismo osseo, funzione enzimatica
Aminoacidi essenzialiLisina, metionina, triptofano, ecc.Sintesi proteica, neurotrasmettitori, detossificazione
Acidi grassi essenzialiOmega-3 (EPA/DHA), omega-6Integrità della membrana, infiammazione, funzione cerebrale
FitonutrientiPolifenoli, flavonoidi, carotenoidiAntiossidanti, antinfiammatori, epigenetica
Probiotici e prebioticiLattobacilli, bifidobatteri, inulina, FOSEquilibrio del microbiota intestinale, immunità, assorbimento
Cofattori metaboliciQ10, NAD⁺, ALA, glutationeMitocondri, antiossidazione, produzione energetica

Fame Nascosta: la nuova frontiera della malnutrizioneIl termine “fame nascosta” (hidden hunger) descrive uno stato di deficit cronico marginale di micronutrienti, come vitamine, minerali e oligoelementi, che non causa segni clinici immediati ma incide profondamente sulla salute nel lungo periodo. A differenza della malnutrizione severa del passato — come lo scorbuto (carenza di vitamina C) o il beriberi (carenza di tiamina) — la fame nascosta si presenta con sintomi sfumati, subclinici, spesso scambiati per “stanchezza”, “stress”, “cambiamenti ormonali” o semplicemente “età”.

Secondo stime internazionali, oltre due miliardi di persone nel mondo soffrono di carenze micronutrizionali, inclusi molti soggetti in sovrappeso o obesi. Questo paradosso riflette la realtà odierna: si può essere ipernutriti in termini calorici, ma malnutriti in termini qualitativi.

La fame nascosta è una forma subdola di malnutrizione: le calorie non mancano, ma mancano i micronutrienti. Spesso presente anche in chi ha un peso nella norma o è in sovrappeso, è correlata a un’alimentazione povera di nutrienti veri e ricca di alimenti processati.

Fame Nascosta: Confronto tra Cibo Industriale e Cibo Vivo

AspettoCibo industriale ultra-processatoCibo vivo ricco di nutrienti
Energia (calorie)AltaModerata
MicronutrientiBassi o assentiElevati
FibreCarentiRicche
Zuccheri aggiuntiAltiAssenti
Additivi chimiciPresentiAssenti
Impatto metabolicoPro-infiammatorio, disfunzionaleAnti-infiammatorio, regolatore
Effetto sul microbiotaDisbioticoEubiotico

I meccanismi silenziosi della disfunzione metabolica

Le carenze marginali di micronutrienti alterano gradualmente:

  • La produzione e l’efficienza degli enzimi
  • L’equilibrio del sistema immunitario
  • La funzionalità mitocondriale (e quindi la produzione di energia)
  • La detossificazione epatica
  • La regolazione endocrina e il ritmo circadiano

Queste alterazioni si amplificano quando si combinano con disturbi metabolici moderni, quali:

  • Insulino-resistenza: causa e conseguenza di squilibri alimentari, è associata a infiammazione cronica, obesità viscerale e diabete di tipo 2.
  • Disbiosi intestinale: alterazione del microbiota, legata a deficit immunitari, ansia, depressione, malattie autoimmuni.
  • Infiammazione cronica sistemica di basso grado (low-grade chronic inflammation): presente alla base della maggior parte delle malattie croniche moderne, come le patologie cardiovascolari, neurodegenerative, oncologiche e autoimmuni.
  • Danno mitocondriale: compromette la capacità delle cellule di generare energia e di rispondere agli stress ossidativi.

Il comune denominatore? Una dieta squilibrata, ipercalorica e povera di micronutrienti, composta da alimenti ultra-processati, ricchi di zuccheri raffinati, grassi trans e poveri di nutrienti vitali.

Le conseguenze della fame nascosta

La fame nascosta non è un problema teorico. È una condizione clinicamente rilevante che contribuisce a un’ampia gamma di patologie, tra cui:

  • Ridotta funzione immunitaria, maggiore suscettibilità a infezioni
  • Disturbi cognitivi e declino neuropsicologico
  • Disregolazione ormonale (es. alterazioni tiroidee o surrenali)
  • Aumento del rischio di malattie autoimmuni (Hashimoto, lupus, artrite reumatoide)
  • Maggiore incidenza di patologie cardiovascolari, diabete, tumori
  • Ridotta capacità di rigenerazione e guarigione dei tessuti
  • Invecchiamento precoce

Tutte queste condizioni sono spesso affrontate con farmaci, ma raramente si considera la correzione alla base: la riattivazione del metabolismo cellulare attraverso una nutrizione funzionale completa.

Carenze micronutrizionali e relative conseguenze cliniche

CarenzaConseguenze principaliSintomi subclinici frequenti
Vitamina DOsteopenia, immunodepressione, infiammazioneFatica, dolori muscolari, infezioni frequenti
MagnesioDisfunzioni neuromuscolari, aritmie, ansiaInsonnia, crampi, stanchezza
ZincoImmunodeficienza, infertilità, difficoltà cognitiveAcne, alterazioni del gusto, vulnerabilità
Vitamine BDisfunzioni mitocondriali, anemia, neuropatieIrritabilità, calo energetico, formicolii
Omega-3Infiammazione, disturbi dell’umore, disbiosiPelle secca, ansia, problemi articolari
FerroAnemia, ipossia cellulareDebolezza, pallore, respiro corto

Fame Nascosta: il disordine nutrizionale del terzo millennioDalla diagnosi alla prevenzione: il ruolo dell’analisi metabolomica

Fino a pochi anni fa, individuare carenze marginali era molto difficile: gli esami di routine (come emocromo, glicemia, colesterolo) non sono in grado di rilevare disfunzioni biochimiche sottili ma significative. Oggi, grazie all’analisi metabolomica, è possibile mappare con precisione lo stato del metabolismo cellulare. Questa metodologia consente di misurare:

  • Cofattori enzimatici
  • Marker di stress ossidativo
  • Indicatori di disbiosi
  • Alterazioni del ciclo di Krebs
  • Segnali di carenze vitaminico-minerali intracellulari

Un approccio diagnostico così sofisticato consente interventi personalizzati, non solo per trattare patologie, ma anche per prevenire l’insorgenza delle malattie croniche attraverso la medicina nutrizionale di precisione.

Effetti di una Corretta Integrazione Nutraceutica (esempi clinici)

Obiettivo terapeuticoNutrienti impiegatiBenefici osservati
Ridurre la stanchezza cronicaMagnesio, CoQ10, vitamine BAumento energia, lucidità, resistenza
Migliorare immunitàVitamina D, zinco, lattoferrina, probioticiMeno infezioni, risposta infiammatoria controllata
Supportare il microbiotaPrebiotici (inulina, FOS), polifenoli, fibreMiglior digestione, meno infiammazione intestinale
Modulazione del dolore cronicoOmega-3, PEA, curcumina, magnesioRiduzione dolore, migliore mobilità
Sostenere la funzione mitocondrialeNAD⁺, riboside, acido alfa-lipoicoEnergia cellulare, miglior tolleranza allo sforzo

Conclusioni: guarigione come equilibrio biochimico

La fame nascosta rappresenta una delle principali minacce alla salute pubblica del XXI secolo, perché è subdola, diffusa e poco diagnosticata. Essa mina le fondamenta della salute metabolica, immunitaria e neurologica, predisponendo allo sviluppo di malattie croniche.

Tuttavia, non è irreversibile. L’identificazione precoce delle carenze e l’intervento nutrizionale mirato consentono al corpo di riattivare i suoi meccanismi di autoguarigione. La medicina del futuro sarà sempre più una medicina preventiva, personalizzata, che parte dal riconoscere e correggere gli squilibri biochimici prima che diventino patologia manifesta.

Il raggiungimento di uno stato ottimale di salute non è frutto del caso, ma il risultato della sinergia tra geni, ambiente e stile di vita. Nutrire correttamente le cellule, fornendo tutti gli elementi necessari in modo simultaneo e bilanciato, significa attivare i meccanismi naturali di autoguarigione.

Molti pazienti, dopo anni di terapie sintomatiche, riscontrano i primi miglioramenti già nei primi 6-8 mesi di un intervento nutrizionale mirato, con progressi stabili nel giro di un anno e un’ottimizzazione metabolica sostenibile nel tempo.

La consapevolezza della fame nascosta e delle sue implicazioni cliniche rappresenta quindi un passaggio essenziale verso un modello di salute proattiva, personalizzata e preventiva.

Fonte: https://www.clinicametabolomica.it/

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Nel grande universo dei superfood, le alghe occupano un posto di crescente interesse, tanto per le loro qualità nutrizionali quanto per le loro potenzialità terapeutiche. Ma spesso si fa confusione: sotto il nome generico di “alghe”, si raggruppano organismi di natura anche molto diversa. Ad esempio, si parla indistintamente di alghe marine e di alghe verdi-azzurre, senza considerare che appartengono a regni biologici diversi. E tra queste ultime spicca un vero gioiello naturale: l’alga Klamath, ancora poco conosciuta ma dalle potenzialità eccezionali.

Le alghe marine: fonti preziose ma parziali

Le alghe marine sono veri e propri vegetali pluricellulari che vivono in ambienti salini. Sono ormai ben conosciute anche in Europa grazie alla diffusione della cucina orientale, e vengono comunemente classificate in alghe brune, rosse e verdi. Alcuni esempi noti sono Kombu, Wakame, Nori, Dulse, Kelp e Hijiki.

Sul piano nutrizionale, queste alghe rappresentano un’importante fonte di:

  • sali minerali (in particolare iodio, ferro, calcio e magnesio),
  • vitamine del gruppo B,
  • fibre solubili e insolubili,
  • e composti bioattivi come i fucani (polisaccaridi solforati con attività antivirale e immunomodulante) e i flavonoidi.

Tuttavia, le alghe marine non possiedono uno spettro nutrizionale completo. Inoltre, la variabilità nella composizione (influenzata da specie, zona di raccolta, condizioni ambientali e tecniche di essiccazione) può limitarne la consistenza terapeutica.

Le “alghe verdi-azzurre”: non alghe, ma cianobatteri

Molto diverso è il caso delle cosiddette “alghe verdi-azzurre“, termine popolare con cui ci si riferisce in realtà ai cianobatteri. Questi organismi unicellulari, dal punto di vista biologico, non sono alghe: appartengono al regno dei batteri, ma hanno la capacità di effettuare fotosintesi clorofilliana come le piante. Si tratta di organismi procarioti antichissimi, comparsi circa 3,5 miliardi di anni fa, che hanno reso possibile lo sviluppo della vita sulla Terra producendo ossigeno primordiale.

Oggi i cianobatteri sono tra i principali produttori di ossigeno del pianeta, contribuendo per circa l’80% all’ossigenazione globale. Sono presenti ovunque: in acque dolci, salmastre, marine, suoli umidi, rocce, alberi e persino nei deserti.

Due tra i più noti sono:

  • la Spirulina (Arthrospira platensis), coltivata in laghi salmastri tropicali;
  • e l’Aphanizomenon flos-aquae, comunemente nota come Klamath, che cresce spontaneamente in un unico luogo al mondo: il lago Upper Klamath, in Oregon.

Alghe marine e verdi-azzurre: due mondi diversi

Il lago Klamath: un ecosistema unico

Il lago Upper Klamath, situato a oltre 1.200 metri di altitudine nel sud dell’Oregon, è un bacino vulcanico di origine antichissima, la cui conformazione e composizione lo rendono un habitat eccezionale per la crescita dell’Aphanizomenon flos-aquae.

Il lago è alimentato da 17 sorgenti geotermiche e ha un fondo profondo fino a 10 metri, ricco di sedimenti carichi di sali minerali, composti organici e nutrienti vitali. Queste condizioni lo rendono uno degli ecosistemi più biodinamici al mondo.

Qui, la Klamath cresce spontaneamente, rigenerandosi ogni anno con i cicli naturali, senza bisogno di coltivazione artificiale. La raccolta, se effettuata con criteri etici e controlli accurati, garantisce un prodotto purissimo, privo di contaminazioni e altamente biodisponibile.

Klamath: un alimento completo ed evolutivo

L’alga Klamath, nella sua versione pura, è uno degli alimenti più completi conosciuti in natura. Contiene oltre 115 micronutrienti, tutti in forma altamente assimilabile, grazie alla struttura cellulare lipoglicoproteica, simile al glicogeno umano.

Ecco cosa la rende così speciale:

Proteine di alta qualità
  • Contiene il 65% di proteine nobili, con tutti e 20 gli aminoacidi, inclusi gli 8 essenziali;
  • Grazie alla sua struttura, queste proteine hanno un coefficiente di assorbimento superiore al 95%, senza bisogno di processi digestivi complessi.
Complesso vitaminico completo
  • La Klamath fornisce tutte le vitamine, inclusa la vitamina B12 nella forma attiva, a differenza della spirulina che contiene solo una pseudo-B12 inattiva per l’uomo;
  • Apporta anche vitamine antiossidanti come C ed E, vitamina K per le ossa e la coagulazione, e un vasto spettro di vitamine del gruppo B.
Minerali e oligoelementi
  • Ne contiene oltre 28, tra cui ferro, calcio, magnesio, potassio, zinco, selenio, rame, fosforo;
  • Tutti in forma organica e chelata, quindi ad altissima biodisponibilità.
Acidi grassi essenziali
  • Ricca di omega-3 e omega-6 in rapporto ottimale;
  • Contiene GLA (acido gamma-linolenico), presente anche nel latte materno, che supporta funzioni cerebrali, ormonali e immunitarie.
Potenti antiossidanti naturali
  • Altissimo contenuto di clorofilla (fino al 9%), con effetto detossificante e ossigenante;
  • Betacarotene e carotenoidi in forma biodisponibile;
  • Ficocianine, glutatione, e Superossido dismutasi (SOD), uno degli enzimi antiossidanti più potenti nel proteggere le cellule dallo stress ossidativo

Alghe marine e verdi-azzurre: due mondi diversi

Un alimento per il benessere globale

L’alga Klamath agisce a livello cellulare e sistemico, sostenendo i processi di rigenerazione, ossigenazione e depurazione dell’organismo. Può contribuire concretamente a:

  • incrementare energia e vitalità, contrastando la stanchezza cronica;
  • migliorare la concentrazione e l’equilibrio emotivo, grazie al supporto neurochimico;
  • rafforzare il sistema immunitario, modulando l’infiammazione;
  • detossificare fegato e intestino, favorendo l’eliminazione di tossine e metalli pesanti;
  • nutrire in profondità, offrendo un supporto completo in caso di stress, carenze alimentari, disbiosi o convalescenza.

Spirulina o Klamath? Una comparazione necessaria

Spesso si tende a paragonare la Klamath alla Spirulina, ma si tratta di organismi diversi per origine, habitat e composizione.

CaratteristicaKlamath (AFA)Spirulina
OrigineSelvatica (non coltivata)Coltivata
AcquaDolce, vulcanicaSalmastra
BiodisponibilitàOltre 95%Inferiore
Clorofilla6–9%Circa 1%
B12AttivaInattiva
AntiossidantiSOD, Glutatione, FicocianineSoprattutto ficocianine
ContaminazioniRarissime (se testata)Più frequenti in coltivazioni industriali
Klamath: il superfood selvatico ad altissimo valore biologico

La Klamath ha una parete cellulare morbida, a base di glicogeno, altamente digeribile e assimilabile (97%). Questo la rende particolarmente indicata anche per persone con problemi digestivi o malassorbimento. È anche una potente immunomodulante e svolge un’azione rigenerativa sul sistema nervoso, grazie alla presenza di aminoacidi liberi precursori dei neuropeptidi.

Tra le sue caratteristiche straordinarie:

  • Acido gamma-linolenico (GLA): essenziale per la pelle, il sistema nervoso, la sintesi delle prostaglandine.
  • Vitamina B12 attiva: fondamentale per la prevenzione dell’anemia e la salute neurologica.
  • Antiossidanti endogeni (SOD, glutatione) e pigmenti naturali: con proprietà anti-aging, antivirali e anti-tumorali.
  • Spettro completo di minerali e oligoelementi, in forma biodisponibile e bilanciata.

L’alga Klamath è una delle più ricche fonti naturali di nutrienti biodisponibili. Crescendo in un ecosistema incontaminato e fortemente mineralizzato, assorbe e concentra in sé un vasto spettro di elementi vitali. A differenza di altre alghe come la Spirulina o la Chlorella, che vengono coltivate in bacini artificiali, la Klamath è completamente selvatica e ciò si riflette nella sua composizione unica.

Ecco una sintesi comparativa tra Klamath, Spirulina e alghe marine, che mostra chiaramente la superiorità nutrizionale della Klamath:

Conclusione: sebbene entrambe siano fonti interessanti, la Klamath offre un profilo nutrizionale più completo, sicuro e biodisponibile, rendendola adatta anche a bambini, anziani, sportivi, vegani e persone con fabbisogni aumentati. La sinergia naturale tra le sue componenti – vitamine, enzimi, proteine nobili, acidi grassi essenziali, antiossidanti, minerali – fa della Klamath non solo un alimento completo, ma un regolatore intelligente dell’equilibrio biologico dell’organismo. È un’opzione alimentare che risponde perfettamente alle sfide della nutrizione moderna: povertà nutrizionale, stress ossidativo, infiammazione cronica, squilibri ormonali.

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Il ferro è un elemento indispensabile al nostro organismo. La sua funzione principale riguarda la produzione dell’emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi che permette il trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti, e della mioglobina, un’altra proteina deputata a fissare l’ossigeno all’interno dei muscoli. È inoltre essenziale per il buon funzionamento di diversi altri enzimi e proteine.

Circa il 70 per cento del ferro presente nel corpo umano è contenuto nei globuli rossi, legato all’emoglobina e un altro 10 per cento si trova all’interno della mioglobina. Il restante 20 per cento circa va a formare (nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici) una riserva.

Questa riserva è necessaria ogni volta che ci sia un improvviso aumento del fabbisogno di ferro, come avviene per esempio in seguito a una emorragia, quando l’organismo deve provvedere a produrre una gran quantità di nuovi globuli rossi.

FUNZIONI DEL FERRO

Il ferro è un componente essenziale di centinaia di proteine ed enzimi che supportano funzioni biologiche essenziali, come:

  • il trasporto di ossigeno (affidato ad emoglobina e mioglobina);
  • la produzione di energia;
  • la sintesi del DNA.

La carenza di ferro è la carenza nutrizionale più comune al mondo. Colpisce principalmente i bambini, le donne in età fertile, le donne incinte, i donatori di sangue frequenti e le persone con determinate condizioni mediche.

Tra le cause comuni di carenza di ferro ricordiamo:

  • l’assunzione inadeguata di ferro a causa di una dieta povera o restrittiva;
  • le malattie intestinali;
  • un aumentato fabbisogno di ferro durante la gravidanza o l’attività fisica di durata;
  • le perdite di sangue durante i periodi mestruali;
  • le varie cause di sanguinamento interno.

Qualunque sia la causa, la carenza grave di ferro può provocare spiacevoli sintomi, che possono influire negativamente sulla qualità della vita. Questi sintomi includono scarsa concentrazione e produttività lavorativa, facile affaticamento e palpitazioni. L’anemia da carenza di ferro si verifica quando le riserve di ferro nel corpo sono così basse che la sintesi dell’emoglobina e la formazione dei globuli rossi sono gravemente compromesse.

La carenza di ferro si manifesta anche con stanchezza, facile affaticamento e, se è notevole e protratta, con anemia. Altri sintomi comuni sono cefalea, palpitazioni, nevralgie, maggiore suscettibilità alle infezioni. Anche diverse manifestazioni a carico della cute e delle mucose può essere dovuta a un deficit di ferro: bruciori alla lingua, piccole fessurazioni (ragadi) agli angoli della bocca e delle unghie. E i capelli ne risentono diventando secchi e fragili.

FERRO colloidale: il miglior modo di assimilare ferro senza effetti collateraliSINTOMI CUTANEI E OCULARI

Il pallore della pelle e la colorazione pallida all’interno delle palpebre inferiori sono segni comuni della carenza di ferro. L’emoglobina nei globuli rossi conferisce al sangue il suo colore rosso, quindi livelli bassi di emoglobina rendono il sangue meno rosso. Ecco perché nei casi di carenza di ferro la pelle può perdere il suo colore sano e rosato. Questo pallore può comparire su tutto il corpo, oppure può essere limitato a un’area, come il viso, le gengive, l’interno delle labbra, le palpebre inferiori e persino le unghie.

RICONOSCERE LA CARENZA DI FERRO DAGLI OCCHI

Abbassando la palpebra inferiore, lo strato interno dovrebbe mostrarsi di un rosso vivace. Se si nota un colore rosa o giallo molto pallido, questo segno potrebbe indicare una carenza di ferro.

CI SONO MOLTE POSSIBILI CAUSE DELLA CARENZA DI FERRO

Assumere poco ferro con la dieta per lunghi periodi di tempo può causare una carenza di questo minerale.

CARENZE DI FERRO NEI VEGANI

Sebbene vegetariani e vegani tendano ad assumere quantità di ferro simili o addirittura più elevate dei non-vegetariani, sono esposti a un maggior rischio di carenza di ferro, . Tale rischio deriva dal fatto che la dieta vegetariana e quella vegana apportano principalmente ferro non EME, che viene assorbito in misura nettamente inferiore rispetto al ferro presente nei prodotti animali  (2). Per questo motivo, i vegetariani hanno maggiori probabilità di avere basse riserve di ferro. Inoltre, una percentuale maggiore di questi soggetti presenta anemia da carenza di ferro, soprattutto le donne in premenopausa (3).

INCAPACITÀ DI ASSORBIRE IL FERRO

Alcuni disturbi o interventi chirurgici che interessano lo stomaco e l’intestino possono diminuire la capacità di assorbire il ferro alimentare. In questi casi, anche se la dieta è abbastanza ricca, può comunque svilupparsi una carenza di ferro.

Tra gli individui più esposti al rischio di uno scarso assorbimento di ferro rientrano quelli che soffrono di:

  • Celiachia: malattia autoimmune che interessa circa l’1% della popolazione.
    Quando le persone celiache consumano cibo o prodotti contenenti glutine, la risposta del sistema immunitario danneggia la mucosa intestinale; questo danno può causare malassorbimento di ferro e altri nutrienti, provocando anemia sideropenica.
  • Gastrite atrofica: questa condizione è associata alla presenza di anticorpi diretti verso le cellule dello stomaco ed è implicata nell’anemia perniciosa. La gastrite atrofica compromette simultaneamente l’assorbimento della vitamina B12 e del ferro.
  • Infezione da Helicobacter pylori: è associata ad anemia da carenza di ferro, specialmente nei bambini, anche in assenza di sanguinamento gastrointestinale.
    Inoltre, l’infezione da Helicobacter pylori può avere un ruolo nella patogenesi della gastrite atrofica.
  • Malattie infiammatorie intestinali (IBD): l’anemia da carenza di ferro è comunemente riportata tra i pazienti con IBD (es. Colite ulcerosa, morbo di Crohn), probabilmente a causa dell’assorbimento intestinale alterato e della perdita di sangue dalla mucosa ulcerata.
  • Chirurgia bariatrica (es. bypass gastrico): alcuni tipi di bypass gastrico aumentano il rischio di carenza di ferro causando malassorbimento generalizzato.
  • Malattie Croniche: l’infiammazione acuta e cronica può portare a concentrazioni circolanti anormalmente basse di ferro e allo sviluppo di anemia.

Questo tipo di anemia infiammatoria, noto anche come anemia di malattia cronica, è comunemente osservata nei casi di:

  • disturbi infiammatori,
  • cancro,
  • malattie critiche,
  • traumi,
  • infezioni croniche,
  • infestazioni parassitarie.

Obesità: un’associazione inversa tra peso corporeo e stato del ferro è stata riportata in diversi studi osservazionali su bambini e adulti. Anche in questo caso, la maggiore espressione di epcidina nelle persone obese compromette l’assorbimento del ferro. La perdita di peso potrebbe quindi ridurre la concentrazione sierica di epcidina e migliorare lo stato del ferro negli individui obesi. Si pensa che l’anemia si sviluppi perché l’assorbimento del ferro da parte della dieta e la mobilizzazione del ferro dalle riserve corporee sono inibiti dall’up-regolazione dell’epcidina indotta dall’infiammazione.

L’epcidina è un ormone che regola il metabolismo del ferro.

In particolare, l’epcidina:

  • blocca l’assorbimento di ferro nell’intestino;
  • promuove il sequestro del ferro cellulare;
  • riduce la biodisponibilità del ferro.

L’espressione di epcidina aumenta quando le riserve di ferro corporeo sono sufficienti e si riduce nella carenza di ferro. Tuttavia l’epicidina aumenta anche in presenza di condizioni infiammatorie, favorendo la carenza di ferro.

RIASSUMENDO, I GRUPPI DI PERSONE A PIÙ ALTO RISCHIO DI CARENZA DI FERRO INCLUDONO:

  • Neonati e bambini piccoli;
  • Bambini obesi;
  • Donne in età fertile e donne in gravidanza;
  • Atleti di resistenza;
  • Donatori di sangue frequenti;
  • Persone che hanno un disturbo intestinale (celiachia, malattie infiammatorie intestinali e infezioni intestinali);
  • Pazienti che hanno subito un intervento chirurgico all’intestino (gastrectomia, resezione intestinale, chirurgia bariatrica);
  • Persone con insufficienza cardiaca;
  • Pazienti con malattia renale cronica;
  • Pazienti con cancro (colon, retto, stomaco; chemioterapia).

INTEGRATORI DI FERRO

L’integrazione di ferro è utile e talvolta necessaria per colmare le carenze alimentari di ferro. La carenza di ferro può infatti avere gravi conseguenze sulla salute e la dieta potrebbe non essere in grado di correggere rapidamente questa condizione.  Pertanto, un integratore di ferro risulta spesso necessario quando la carenza di ferro è diventata sintomatica.

L’integrazione di ferro generalmente prevede apporti quotidiani da 15 a 200 mg di ferro elementare. Tuttavia, ricerche recenti suggeriscono che assumere il ferro a giorni alterni sarebbe altrettanto efficace, grazie a un assorbimento migliore (4).

L’assunzione di alte dosi di ferro per bocca presenta note criticità legate ai problemi di malassorbimento intestinale. Questo inconveniente si associa alla comparsa di fastidiosi effetti collaterali a livello gastrointestinale (dolori addominali, nausea, costipazione, diarrea, colorazione scura delle feci).

Il problema è legato all’assorbimento duodenale che rappresenta solo una percentuale, circa 10-15%, del ferro introdotto. L’inconveniente è sempre stato superato somministrando dosi elevate di ferro. In letteratura si consigliano 100-200 mg di ferro elementare per somministrazione orale al dì da proseguire per alcuni mesi con l’obiettivo di reintegrare i depositi esauriti (Camaschella C. et al, 2015; Lopez A. et al, 2015). Recenti reviews segnalano che il ferro non assorbito date le sue capacità ossidanti non sia innocuo ma anzi possa danneggiare la mucosa intestinale con numerosi effetti collaterali. La presenza di un elevato valore di ferro nelle feci è associato ad un cambiamento della flora microbica intestinale con proliferazione delle specie patogene e diminuzione di quelle eubiotiche (Zimmermann MB et al, 2010).

LATTOFERRINA

La lattoferrina, somministrata per via orale, contrasta la carenza di ferro (5):

  • facilitando l’assorbimento del ferro nell’intestino,
  • inibendo i processi infiammatori responsabili di anemia delle malattie croniche.

Secondo una meta-analisi di 4 studi clinici su 600 donne gravide, la lattoferrina bovina orale è efficace quanto il solfato ferroso (un comune integratore di ferro) nel migliorare i parametri ematologici, ma presenta meno effetti collaterali a livello gastrointestinale.

La lattoferrina ha inoltre mostrato effetti migliori sui livelli di emoglobina nelle donne in gravidanza con anemia moderata, rispetto al solfato ferroso .

In uno studio su 16 podiste di lunga distanza, l’integrazione di lattoferrina e ferro per 8 settimane è risultata più efficace del ferro isolato nell’aumentare la conta dei globuli rossi e nel ridurre i livelli di acido lattico dopo una corsa di 3.000 metri (6).

FERRO COLLOIDALE PURO, UN MODO NUOVO DI ASSIMILARE FERRO SENZA EFFETTI COLLATERALI PERCHÉ VIENE ASSORBITO DIRETTAMENTE DALLE MUCOSE E NON IMPEGNA IL TRANSITO INTESTINALE.

La biodisponibilità di Ferro Colloidale permette l’apporto ottimale di ferro elementare con soli 20 spruzzi giornalieri, vantando appunto una biodisponibilità di circa 5 volte superiore alla media dei più comuni sali ferrosi. Infatti con 20 spruzzi giornalieri per gli adulti (15 per i ragazzi) si soddisfa ottimamente il fabbisogno di ferro giornaliero oltre a quello che si assorbe mediamente attraverso il cibo.

La formulazione in nanotecnologia oltre che a favorire l’assorbimento riduce al minimo gli effetti collaterali gastrointestinali dei normali integratori ferrosi come diarrea, stitichezza, nausea, vomito, dolori addominali e colorazione nera delle feci.

Fonte: https://magazine.x115.it/

Altri articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno: Lattoferrina: una risposta all’anemia
  2. Erboristeria Arcobaleno:  FERRO colloidale: il miglior modo di assimilare ferro senza effetti collaterali
  3. Erboristeria Arcobaleno:  Anemia clorofilla e alghe
  4. Erboristeria Arcobaleno: Ferro e salute

Bibliografia

  1. Biodisponibilità di ferro, zinco e altri oligoelementi dalle diete vegetariane (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12936958/)
  2. Biodisponibilità del ferro e valori dietetici di riferimento (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20200263/)
  3. L’effetto delle diete vegetariane sullo stato del ferro negli adulti: una revisione sistematica e una meta-analisi (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27880062/)
  4. Assorbimento del ferro da integratori orali di ferro somministrati a giorni consecutivi rispetto a giorni alterni e come dosi singole mattutine rispetto a dosi frazionate due volte al giorno in donne con deplezione di ferro: due studi randomizzati controllati in aperto (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29032957/)
  5. Lattoferrina per la prevenzione e il trattamento dell’anemia e dell’infiammazione nelle donne in gravidanza: una revisione completa (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34440102/)
  6. Effetto preventivo dell’assunzione di lattoferrina sull’anemia nelle corridori di lunga distanza (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18391460/)


Lo Shilajit nella sua forma di resina pura è una ricca fonte di oltre 85 nutrienti benefici, tra cui vitamine e minerali in forma ionica, aminoacidi, fosfolipidi e circa il 2%-10% di acidi naturali. Questa composizione offre al corpo una preziosa fonte di energia naturale. Tra i benefici più significativi dello Shilajit, spicca il contenuto di acido fulvico naturale, il quale facilita un assorbimento ottimale dei nutrienti nel corpo, contribuendo così a sostenre la salute e il benessere.

Lo Shilajit (anche noto come salajeet, mumijo o mumie) è una sostanza resinosa di origine naturale che si trova nelle regioni montuose dell’Asia, tra cui alcune regioni dell’Himalaya e del Caucaso, ma anche in Iran, Mongolia e nel Perù meridionale. Si forma gradualmente attraverso la decomposizione di piante e materiale vegetale in ambienti montani e può richiedere secoli per svilupparsi completamente (rappresenta cioè un residuo fossile della decomposizione di resti vegetali sotto la pressione della roccia).

Conosciuto come “benedizione della natura” in Nepal, lo Shilajit è noto per essere ricco di minerali, acidi fulvici e altri composti organici. È stato utilizzato tradizionalmente nella medicina ayurvedica e in altre pratiche mediche tradizionali per le sue presunte proprietà benefiche per la salute. Si ritiene che abbia proprietà antiossidanti, anti-infiammatorie e possa contribuire a migliorare l’energia, la vitalità e il benessere generale. Ad oggi viene venduto sia sotto forma di estratto secco che come parte di integratori alimentari adattogeni, cosmetici e prodotti alimentari.

Nella Medicina Ayurveda, “shilajit” significa “demolitore della debolezza”, ed è considerato un Rasayana, o sostanza per allungare la vita. Secondo il “Charaka Samhita”, testo scritto nel periodo Gupta dal 320 al 600 d.C., “non vi è alcuna malattia incurabile nell’universo che non possa essere curata dal Shilajit.” Nell’Ayurveda, è anche usato per aumentare la virilità, curare diabete, anemia, ulcere, calcoli renali e biliari, asma, artrite, ansia, problemi cardiaci, itterizia ed epilessia. Gli antichi testi vedici, “Rig Veda”, parlano circa una mitica sostanza chiamata “soma”, e affermano che il soma “ha le montagne e le pietre come corpo” e “abita nelle rocce di montagna dove cresce”, che appare come una chiara allusione allo Shilajit.

Nella Medicina Greco-Arabica, chiamata Unani-Tibb, lo Shilajit è conosciuto come “mumijo”, e viene utilizzato come un antidoto per veleni, per trattare un’ampia gamma di malattie oltre ad essere applicata direttamente sulla cute, in caso di gonfiore, artrite e contusioni. Vi sono state estese ricerche per capire che cosa in realtà sia questa sostanza. Vi sono molte teorie, inclusa una che afferma che è la degradazione batterica e/o fungina di piante ricche in resina e lattice.

Un’altra teoria suggerisce che essa sia originata da muschi e dalla pianta Hepatica Nobilis, che distrugge il suolo e le rocce. Comunque, qualunque sia la sua attuale derivazione, differenti locali producono Shilajit con differenti composizioni chimiche. Lo Shilajit che deriva dalle Himalaya è considerato superiore e di prima qualità rispetto a quello raccolto in altre catene montuose.

Più recentemente, ha guadagnato popolarità come stimolante del testosterone e della libido. Solo la natura può creare qualcosa di così complesso ed efficace.

Lo Shilajit contiene minerali organici, acidi fulvici e umici, carbonio-60 (C60), antiossidanti a base vegetale e molti altri acidi e minerali organici. Solo la Shilajit  ha la perfetta combinazione di ingredienti naturali che saranno accettati e assorbiti dal tuo corpo immediatamente, il che rende lo Shilajit probabilmente il miglior integratore alimentare al mondo.

Shilajit è indicato per:

  • favorire l’azione tonica e sostenere l’organismo,
  • contrastare fatica, spossatezza e stanchezza,
  • contrastare ansia e stress,
  • sostenere le naturali difese dell’organismo che possono essere indebolite da una condizione di stress cronico,
  • migliorare il benessere generale di mente e corpo.

FA BENE AI NOSTRI “DUE CERVELLI”

Questa preziosa sostanza che era già stata annoverata tra i rimedi ayurvedici come “rasayana”, ovvero capace di promuovere la longevità, è anche considerata antiossidante e antinfiammatoria. E sono proprio queste caratteristiche che la rendono utile al benessere del cervello: lo shilajit sostiene efficienza cerebrale e memoria e alcuni studi ne stanno valutando l’utilità nella prevenzione dell’Alzheimer. Ma questa resina agisce anche sul nostro secondo cervello, ovvero l’intestino, sia contrastando i processi infiammatori a suo danno, sia promuovendo la crescita dei batteri buoni presenti nel colon, fondamentali per le difese. Lo shilajit viene anche indicato come un aiuto per la corretta digestione.

RINFORZA LE DIFESE: allo shilajit sono riconosciute proprietà immunostimolanti e di rinforzo alle difese.

RIDUCE LA FAME: dando energia e riducendo lo stress, lo shilajit contolla anche la fame, soprattutto quella emotiva.

FAVORISCE IL DESIDERIO: questa resina sostiene la produzione di testosterone, per questo è considerata afrodisiaca.

AUMENTA LA SINTESI DI COLLAGENE: alcune ricerche riconoscono allo shilajit un’ulteriore utile proprietà. Una ricerca condotta dall’Università di Nebraska-Lincoln ne ha valutato l’efficacia nel favorire la sintesi di collagene di tipo I, un’abbondante proteina strutturale importante per la pelle. gli occhi, le ossa, i legamenti, i tendini e i muscoli. È stato dimostrato che l’integrazione di shilajit aumenta la sintesi del collagene, con benefìci ad esempio per le articolazioni.

Ma, come detto, il collagene è presente anche a livello epidermico e qui favorisce la salute, l’idratazione e la compattezza della pelle.

CON LA PAPPA REALE DIVENTA ANCOR PIÙ EFFICACE

In genere lo shilajit è venduto puro, ma alcuni prodotti lo associano alla pappa reale e ad estratti come il ginseng o la spirulina, che ne potenziano l’azione energizzante. In questo caso si tratta di integratori formulati in modo tale da ottenere un equilibrio fra le varie sostanze energizzanti, senza eccessi. Puoi anche affiancarlo a un cucchiaino di pappa reale, da prendere a giorni alterni, per due-tre settimane.

L’Himalaya ha una storia mistica molto legata al buddismo tibetano. È da questa regione inospitale con le sue montagne quasi senza fine che ha origine una sostanza che ricorda il catrame e che le popolazioni dell’Himalaya chiamano Shilajit, ovvero “nettare divino”.

Miti e folclore di ogni tipo circondano la scoperta dello Shilajit. È però sicuro che lo Shilajit faccia parte della medicina tibetana da almeno 3.000 anni e che durante i secoli è entrato a far parte della tradizione di altre regioni sud-asiatiche. Questa resina densa e nera è prodotta da oltre 6.500 piante diverse, alcune delle quali estinte, che sono state compresse per migliaia di anni dall’enorme pressione e dal peso delle montagne. In verità non si sa con certezza se lo Shilajit sia davvero completamente vegetale o se sia anche di origine geologica; le analisi biochimiche infatti non hanno ancora prodotto dei risultati chiari. Tutto questo, ovviamente, non fa altro che alimentare i miti sullo Shilajit.

Lo shilajit si presenta come una sostanza viscosa come una resina, di colore marrone molto scuro o nero. Solubile in acqua, contiene minerali e oligoelementi (calcio, magnesio, sodio, ferro, cromo, piombo, selenio, potassio, …) e varie altre sostanze tra cui idrocarburi, proteine, carboidrati, aminoacidi, acidi grassi, alcoli, … ma soprattutto è composto per il 60-80% da sostanze umiche, formate naturalmente durante la decomposizione e la trasformazione a lungo termine dei residui vegetali. Si noti tuttavia che la composizione esatta varia a seconda del deposito, in base al materiale di partenza.

Ha un sapore amaro, che ad alcuni ricorda quello del cacao puro.

La letteratura disponibile è particolarmente scarsa e non è quindi possibile attribuire con ragionevole certezza alcun effetto farmacologico alla sostanza; è stata proposta per varie indicazioni, come ad esempio il mal di montagna, ma alcuni autori, in considerazione di potenziali effetti legati al controllo dei disturbi cognitivi associati all’invecchiamento, l’hanno suggerito come potenziale molecola d’interesse nel campo del morbo di Alzheimer.

Moderni studi scientifici ci dicono anche con certezza che lo Shilajit è una delle sostanze della Terra più ricche di nutrienti, con almeno 85 MINERALI IN FORMA IONICA. Tra questi troviamo: antimonio, bario, boro, berillio, bismuto, bromo, cerio, cesio, cloro, cobalto, disprosio, ferro, erbio, europio, fluoro, gadolinio, gallio, germanio, oro, afnio, olmio, iridio, iodio, carbonio, lantanio, litio, lutezio, neodimio, nichel, niobio, osmio, palladio, fosforo, platino, praseodimio, renio, rodio, rubidio, rutenio, samario, ossigeno, scandio, selenio, argento, stronzio, zolfo, tallio, tellurio, terbio, torio, titanio, tungsteno, idrogeno, itterbio, ittrio, stagno, zirconio.

Questa sconfinata gamma di minerali essenziali, che solitamente manca nei classici prodotti multiminerali, è impressionante. Ma non è finita qui: lo Shilajit contiene anche triterpeni, acido umico e acido fulvico. L’acido fulvico sembra essere la sostanza chiave per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che l’hanno reso protagonista di diversi studi in ambito neurologico e gastroenterologico, nella fattispecie nell’area dell’Alzheimer, delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino e del diabete.

8 INGREDIENTI PRINCIPALI

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ACIDO FULVICO

L’acido fulvico è un potente antiossidante. È stato dimostrato che stimola l’attività cerebrale e inibisce l’aggregazione della proteina Tau, che è vitale per la comparsa o lo sviluppo della malattia di Alzheimer. È l’elettrolito naturale più potente e ha un effetto anti-infiammatorio. L’acido fulvico attrae molte vitamine, minerali e altre sostanze a sé stesso, alimentandole alle cellule del corpo e fornendo quindi l’equilibrio cellulare. Allo stesso tempo, l’acido fulvico aumenta l’energia e accelera la rigenerazione.

Secondo la tradizione, l’acido fulvico avrebbe un effetto regolatore sulla digestione, alleviando stitichezza, flatulenza, diarrea e intolleranze alimentari. Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che l’acido fulvico svolge un’azione antinfiammatoria nel tratto digerente, indicando un suo possibile utilizzo nel trattamento della sindrome dell’intestino permeabile (in inglese leaky gut).

L’acido fulvico supporta il nostro corpo anche nell’equilibrio acido-base, ossia a mantenere o raggiungere il livello ottimale di pH. Alcalizzando l’organismo, aiuta l’intestino a resistere a funghi, batteri e altri invasori dannosi.

Le conclusioni di uno studio pubblicato nel 2011 sul “Journal of Alzheimer’s Disease” hanno suggerito che l’acido fulvico presenti “chiare proprietà neuroprotettive”. L’acido fulvico andrebbe a ricalibrare i valori del GABA nel cervello e per questo sono in corso degli ulteriori studi clinici come potenziale trattamento naturale efficace nell’epilessia di lieve e media entità.

Gli acidi fulvici sono estratti da antichi depositi di piante che hanno vissuti più di 75 milioni di anni fa. Essi contengono un ampio raggio di potenti fitochimici, nutrienti, ormoni, antiossidanti, dismutasi, antivirali, antibiotici e antifungini. Essi sono completamente liberi da ogni additivo chimico dovuto all’inquinamento.

Gli acidi fulvici sono essenziali alla salute e al benessere perché:

  • aumentano la biodisponibilità di minerali e nutrienti importanti;
  • aiutano nella rigenerazione cellulare, garantendo la permanenza a lungo dei nutrienti nelle cellule;
  • combattono gli effetti dannosi delle tossine, i radicali liberi e i metalli pesanti;
  • riparano l’equilibrio elettrico delle pareti cellulari danneggiate.

Gli acidi fulvici sono il veicolo di una grande quantità di nutrienti che permeano le cellule del corpo, in altre parole sono efficaci nel trasferire i nutrienti direttamente nelle cellule. In questo modo, gli acidi fulvici provvedono anche una perfetta soluzione ai problemi di malnutrizione, ma anche di intossicazione.

ACIDO UMICO

L’acido umico attira anche molte vitamine e minerali a sé stesso, assicurando così che le vitamine e i minerali viaggino più velocemente attraverso il flusso sanguigno verso le cellule. L’acido umico è una sostanza estremamente importante per il rafforzamento del sistema immunitario e ha potenti proprietà anti-infiammatorie. La ricerca ha dimostrato che l’acido umico inibisce l’infiammazione e il gonfiore delle articolazioni. Inoltre, l’acido umico è importante per la rigenerazione di tessuti e ossa danneggiati.

SELENIO

Il selenio è il principale minerale per il corretto funzionamento del corpo umano. Il selenio svolge un ruolo importante nella digestione e nella normale attività tiroidea ed è fondamentale per la salute umana. Inoltre, è estremamente vantaggioso per il sistema immunitario e le capacità cognitive, mentre previene le malattie cardiovascolari.

POTASSIO

Il potassio è fondamentale per il funzionamento del sistema nervoso, poiché svolge un ruolo vitale nell’attivazione degli impulsi nervosi attraverso il sistema nervoso. Gli impulsi nervosi aiutano a bilanciare le contrazioni muscolari, l’impulso cardiaco, i riflessi e molti altri processi nel corpo. Inoltre, il potassio riduce la pressione sanguigna e previene l’osteoporosi e calcoli renali. La dieta attuale non fornisce un apporto sufficiente di potassio.

CALCIO

Il calcio svolge un ruolo importante in molte funzioni di base del corpo umano. Il corpo umano ha bisogno di calcio per la circolazione sanguigna, la funzione muscolare e il rilascio di ormoni. Il calcio aiuta anche a trasmettere messaggi dal cervello ad altre parti del corpo. Inoltre, è di vitale importanza per la salute dentale e delle ossa, poiché influenza la struttura e la forza delle ossa nel corpo umano. Quest’ultimo non è in grado di produrre calcio da solo, motivo per cui il calcio deve essere ingerito con il cibo.

MANGANESE

Il manganese è un minerale necessario per la normale funzione del cervello, del sistema nervoso e di molti altri sistemi enzimatici del corpo umano. Sebbene il corpo umano immagazzini fino a 20 mg di manganese in reni, fegato, pancreas e ossa, anche il manganese deve essere ingerito con il cibo per una funzione ottimale del corpo. Il manganese svolge un ruolo importante nel metabolismo, controlla i livelli di zucchero nel sangue, riduce le reazioni infiammatorie, allevia e previene i crampi premestruali e aiuta a mantenere una tiroide sana.

MAGNESIO

Il magnesio è uno dei principali sette minerali necessari per il normale funzionamento dell’organismo. Il magnesio è coinvolto in numerosi processi nel corpo umano, motivo per cui deve essere ingerito in grandi quantità. Anche una dieta sana spesso non fornisce una quantità sufficiente di magnesio. Un’assunzione adeguata può aiutare a prevenire problemi di ossa, sistema cardiovascolare, diabete e altri disturbi.

FERRO

Essendo il componente principale dell’emoglobina, il ferro è un minerale estremamente importante. L’emoglobina è una sostanza che si trova nei globuli rossi e che lega l’ossigeno, trasportandolo così attraverso i polmoni in tutto il corpo. La carenza di ferro provoca anemia, dove i principali sintomi rivelano affaticamento, mal di testa, accelerazione dell’attività cardiaca e vertigini.

PIÙ DI 80 ALTRI INGREDIENTI NATURALI….

Shilajit contiene anche molti oligoelementi. Il corpo umano possiede quantità molto piccole di tali minerali, normalmente meno di 5 grammi per organismo. Inoltre, l’assunzione giornaliera raccomandata è ridotta, di solito fino a 100 mg al giorno. Nonostante la minima presenza nel corpo, tali minerali sono vitali per il normale funzionamento del corpo umano (elettroliti, metabolismo, energia, disintossicazione, bilanciamento ormonale, ecc.). Tra gli oligoelementi che compongono lo Shilajit vi sono: iodio, fluoruro, rame, sodio, cloro, fosforo, zinco , cromo, cobalto, bromo, nichel, boro, silicio, vanadio, litio, alluminio, stronzio, germanio, piombo, rubidio, stagno, ecc. Oltre ai minerali, lo Shilajit contiene anche numerosi acidi organici, carbonio-60 e molti altri.

Gli Sherpa (un gruppo etnico delle montagne del Nepal ) affermano che Shilajit sia un elemento essenziale della loro alimentazione e certamente questo contribuisce allo sviluppo della loro forza straordinaria e al loro elevato livello di sana longevità. Il Shilajit che viene raccolto sull’Himalaya è considerato il più ricco ed efficace al mondo.

Molto affascinanti sono anche le attuali scoperte sulle proprietà dello Shilajit in oncologia. Uno studio del 2008, infatti, mostra come lo Shilajit sia tossico per le cellule tumorali di polmoni, seno, intestino, ovaie e fegato. Lo Shilajit sembra interessante anche per le persone in trattamento radioterapico. Uno studio pubblicato nel 2016 sul “Archives of Gynecology and Obstetrics” ha scoperto che lo Shilajit protegge le ovaie durante la radioterapia e aiuta anche a mantenere la fertilità delle pazienti.

MUSCOLI E TESTOSTERONE

Lo shilajit è stato tradizionalmente usato per migliorare la salute riproduttiva negli uomini. In uno studio clinico su uomini sani, lo shilajit purificato (250 mg due volte al giorno) per 3 mesi ha aumentato il testosterone totale e libero, così come il deidroepiandrosterone (DHEA).

Uno studio di 3 mesi su 96 uomini ha rilevato che l’assunzione di 500 mg di shilajit al giorno ha aumentato significativamente i livelli di testosterone rispetto a un gruppo placebo .

In uno studio di 12 settimane su 60 adulti con obesità, 500 mg di shilajit al giorno hanno contribuito a migliorare la forza muscolare. Inoltre, uno studio di 8 settimane su 63 uomini attivi ha mostrato risultati simili con la stessa quantità di questo integratore.

Fonti:

  • Shilajit: a natural phytocomplex with potential procognitive activity. Int J Alzheimers Dis.; 2012: 674142.
  • https://elite-shilajit.com/
  • Therapeutic potential of fulvic acid in chronic inflammatory diseases and diabetes. J Diabetes Res; Sep 10; 2018:5391014.
  • Clinical evaluation of purified Shilajit on testosterone levels in healthy volunteers. 2016 Jun;48(5):570-5.
  • Review on shilajit used in traditional Indian medicine. Journal of ethnopharmacology. Volume 136, Issue 1, 14 June 2011.
  • Shilajit: a review. Phytotherapy research, 21 (2007), pp. 401-405.
  • Gunapadam Thathu Jeeva Vaguppu (fourth ed.), Directorate of Indian Medicine and Homeopathy, Chennai, India (1992).

Riferimenti bibliografici

  1. Stohs SJ; “Safety and efficacy of shilajit (mumie, moomiyo).” Phytother Res. 2014 Apr. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23733436)
  2. C Velmurugan, B Vivek, E Wilson, T Bharathi, and T Sundaram; “Evaluation of safety profile of black shilajit after 91 days repeated administration in rats”; Asian Pac J Trop Biomed. 2012 Mar; 2(3): 210–214. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3609271/)
  3. Mohammad Khaksari, Reza Mahmmodi, Nader Shahrokhi, Mohammad Shabani, Siavash Joukar, and Mobin Aqapour; “The Effects of Shilajit on Brain Edema, Intracranial Pressure and Neurologic Outcomes following the Traumatic Brain Injury in Rat”; Iran J Basic Med Sci. 2013 Jul. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3758058/)
  4. Biswas TK, Pandit S, Mondal S, Biswas SK, Jana U, Ghosh T, Tripathi PC, Debnath PK, Auddy RG, Auddy B; “Clinical evaluation of spermatogenic activity of processed Shilajit in oligospermia.” Andrologia. 2010 Feb;42(1):48-56. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20078516)
  5. Dr. David Jockers; “The remarkable health benefits of shilajit” October 26, 2013, Naturalnews Defending Health, Life and Liberty. (https://www.naturalnews.com/042670_shilajit_health_benefits_Ayurvedic_medicine.html)
  6. Carlos Carrasco-Gallardo, Leonardo Guzmán, and Ricardo B. Maccioni; “Shilajit: A Natural Phytocomplex with Potential Procognitive Activity”; Hindawi, Volume 2012 |Article ID 674142 | 4 pages. (https://www.hindawi.com/journals/ijad/2012/674142/)
  7. Ahmed R. Al-Himaidi, Mohammed Umar (2013). “Safe Use of Salajeet During the Pregnancy of Female Mice”. Journal of Biological Sciences. 3 (8): 681–684. doi:10.3923/jbs.2003.681.684. (https://scialert.net/abstract/?doi=jbs.2003.681.684)
  8. Bucci, Luke R (2000). “Selected herbals and human exercise performance”. The American Journal of Clinical Nutrition. 72 (2 Suppl): 624S–36S. PMID 10919969. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10919969)
  9. Igor Schepetkin, Andrei Khlebnikov, Byoung Se Kwon, Medical drugs from humus matter: Focus on mumijo. (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/ddr.10058)


L’oro colloidale è oro in forma organica: agendo direttamente sulle cellule disinfiamma l’organismo, rafforza il sistema immunitario e ne riequilibra tutti gli organi.

L’Oro colloidale è un integratore che agisce direttamente sulle cellule agevolandone e riequilibrandone le funzioni.

Nello specifico migliora l’assorbimento di elementi importantissimi per l’organismo quali magnesio, ossigeno, fosforo, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina D e vitamina E.

Ma come si ottiene questo meraviglioso rimedio?

Per produrlo, le particelle del metallo (e in minima parte anche di argento e rame) vengono scomposte in parti più piccole; quindi queste ultime vengono caricate elettromagneticamente e sospese in acqua. Attraverso questo procedimento l’oro diventa organico, cioè assimilabile dal nostro corpo, al quale regala tantissimi benefici.

Come funziona l’Oro colloidale?

L’oro colloidale può essere assimilato dall’organismo proprio perché le particelle d’oro diventano molto piccole e riescono quindi ad agire direttamente sul metabolismo cellulare. L’oro colloidale è insapore e il suo colore dipende dalla concentrazione e dalla taglia delle particelle d’oro: varia dal rosso vivo (se le particelle d’oro sono più piccole di 100 nano metri) al giallognolo (se le particelle sono più grandi). Dopo l’ingestione il maggiore assorbimento del prodotto avviene nell’intestino tenue, da lì passa direttamente nel sangue circolando in tutto l’organismo.

Oro colloidale: un solo integratore, molte proprietà

I benefici per la nostra salute sono davvero tantissimi, poiché l’oro riesce a riattivare e equilibrare le principali funzioni fisiologiche.

Ecco una lista dei più importanti benefici:

  • Conferisce da subito una sensazione di benessere generale: stimola la vitalità e dà l’energia. Preso regolarmente e per lunghi periodi aumenta la longevità;
  • Ha effetti antidepressivi e contrasta ansie e tristezza;
  • Potenzia il sistema immunitario
  • Rilassa i muscoli e disinfiamma le articolazioni;
  • Aggiunto a creme per viso o corpo purifica e rende la pelle più elastica;
  • Migliora la digestione, la circolazione sanguigna, il sistema linfatico, le funzioni cerebrali e la concentrazione.

(Fonte: www.riza.it)