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L’albero Morinda Citrifolia sta provocando entusiasmo nel mondo dell’industria del benessere naturale. La Morinda Citrifolia, conosciuta nelle Isole del Sud Pacifico come Noni, è ritenuto una delle più grandi scoperte degli ultimi decenni nel campo delle cure naturali. Negli USA, Germania, Australia, Olanda, Sud America e in tanti altri paesi viene utilizzata nei moderni protocolli medici alternativi e non, in una vastissima gamma di problemi di salute, nonché nell’alimentazione quotidiana. 

La pianta di Noni, veniva e viene utilizzata dalle popolazioni del Sud Pacifico sia come alimento sia come ricostituente, grazie alle sue qualità, genuinità e benefici. Tra le enormi varietà vegetali, la pianta di Noni, è ritenuta la madre di tutte le piante; per oltre 2000 anni i polinesiani l’hanno utilizzata per nutrirsi e creato rimedi efficaci contro centinaia di malattie guadagnandosi il titolo di pianta sacra. Dai secoli dei miracoli nel mondo naturale alle accurate indagini nei laboratori scientifici, il Noni ha prodotto risultati incredibili. Contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante che si presentano ed appaiono in modo naturale. Inoltre, le foglie e le radici del Noni contengono l’intero spettro degli aminoacidi rendendo tutti i prodotti che ne derivano una perfetta e completa fonte proteica. Contiene anche l’alcaloide xeronina e il suo enzima necessario che è la proxeronase.

Gli effetti benefici sono dati dalla sinergia di tutti questi potenti ingredienti naturali che lavorano insieme tra loro come un’ orchestra perfetta ed in armonia. Nessuno sa esattamente perché il Noni offre tantissimi benefici in materia di salute. Il punto focale da ricordare è che il Noni funziona. Ugualmente importante è l’approfondita ricerca scientifica che ne conferma l’efficacia e la sicurezza.

Possiede un’ampia varietà di proprietà medicinali che scaturiscono dalle diverse componenti della pianta. 
Produce effetti unici antidolorifici ed antinfiammatori.
Regola la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate.
Poiché il Noni sembra operare a livello cellulare di base, è utile per una grande varietà di condizioni.
Elimina e lotta contro molti tipi di batteri, come E. Coli.
Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario (le cellule T svolgono un ruolo chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie).
Inibisce la crescita dei tumori cancerosi. Il damnacanthale, un composto trovato nella Morinda Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione precancerosa.
Genera proprietà adattogeniche.
Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo.

Il Noni contiene due dei migliori antiossidanti – la vitamina C ed il selenio oltre alle altre sostanze che agiscono contro i radicali liberi irritanti ed infiammatori nel corpo, riducono l’infiammazione e diminuiscono il dolore notevolmente.
Fornisce composti di rafforzamento della salute come gli antiossidanti, i fitonutrienti ed i bioflavonoidi.

E’ importante far rilevare che alcuni dei costituenti attivi del Noni sono solubili quindi tendono ad essere eliminati tramite l’urina o la sudorazione.

Uno studio ha mostrato che i costituenti del frutto del Noni raggiungono la loro massima funzione curativa due ore dopo l’ingestione ed iniziano ad indebolirsi dopo quattro ore, eppure sono ancora attivi anche dopo 12 ore.

La somministrazione in capsule evita la “sofferenza” dell’ingerire un succo dal sapore sgradevole che può essere difficoltoso per i palati più delicati. La dose consigliata è di 2 capsule al giorno (800 mg) preferibilmente alla mattina prima della colazione. Gli effetti rispetto al succo sono leggermente più ritardati in quanto ci vuole più tempo per far si che tutti i principi attivi del Noni vengano sprigionati all’interno del nostro organismo.

 

Giovinezza, energia, buonumore: l’elisir di lunga vita è racchiuso nella pianta del Noni. Per rinforzare le difese e affrontare l’inverno con straordinario vigore.

Il benessere arriva da lontano
Giovinezza, energia, buonumore: l’elisir di lunga vita è racchiuso nella pianta del Noni. Per rinforzare le difese e affrontare l’inverno con straordinario vigore

Da tempo provoca grande entusiasmo nell’industria del benessere naturale e il suo segreto è racchiuso in un frutto che arriva da molto lontano, dall’area del Pacifico meridionale. Si chiama Noni o, se preferite, Morinda Citrifolia. Per migliaia di anni i guaritori di quelle terre hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti della “pianta sacra” per preparare rimedi efficaci a decine e decine di problemi di salute. In Occidente, le prime ricerche sui benefici che apporta questa pianta straordinaria risalgono agli anni ’50.

Oggi, la scienza è in grado di confermare ciò di cui la tradizione erboristica delle isole della Polinesia era già a conoscenza da migliaia di anni: il Noni è un dono della natura degno della nostra più grande attenzione.

Il Noni contiene oltre 150 nutrienti come vitamine, minerali, enzimi, oligoelementi e alcaloidi benefici, oltre all’intero spettro degli aminoacidi che rende tutti i prodotti che ne derivano una completa fonte proteica. Per questo, è considerato uno dei migliori integratori alimentari reperibili sul mercato internazionale.

Il suo funzionamento passa attraverso l’attivazione della xeronina, una sostanza prodotta naturalmente al nostro interno che fornisce una struttura alle proteine, processo essenziale per la vita, e stimola la ghiandola pineale, responsabile di numerose funzioni dell’organismo e di due dei principali ormoni del sistema nervoso: Serotonina e Melatonina.

La xeronina assume dunque un ruolo fondamentale affinché tutte le cellule del corpo funzionino correttamente, consentendo alle proteine di eseguire i loro compiti.NONI: il benessere che arriva da lontanoI benefici che il Noni apporta sono davvero importanti: rinforza il sistema immunitario, attiva gli “ormoni del benessere”, allevia il dolore nelle sue varie manifestazioni, migliora la qualità del sonno, regola la pressione arteriosa, incrementa l’energia fisica e la lucidità mentale, riduce stress e affaticamento. Non solo: rigenera le cellule e fornisce al nostro corpo gli antiossidanti utili per combattere l’invecchiamento e i radicali liberi. E’ infine utile al raggiungimento di una migliore forma fisica, perché drena i liquidi in eccesso.

Insomma, il Noni è un ottimo tonico per il corpo e per la mente: una fonte di giovinezza, benessere e buonumore tutta naturale. Attenzione però: non è una medicina e non guarisce. Semplicemente, nutre l’organismo affinché possa difendersi da solo, donandogli tante sostanze preziose per la sua salute. Il tutto, in armonia con i suoi ritmi fisiologici.

Il succo di Noni fermentato è una vera innovazione: un prodotto di qualità superiore, puro al 100%, non rigenerato da polveri e senza l’aggiunta di acqua. E’ ottenuto da frutti che nascono e crescono in coltivazioni biologiche accuratamente selezionate nelle zone pantropicali, in terreni non contaminati e dove il clima è più adatto per garantire la loro prosperità.

Dai frutti di Noni fermentati naturalmente in grandi cisterne esposte alla luce solare diretta per ben 8 settimane, si ricava un succo denso, dall’aroma intenso.
Il processo di fermentazione consente al succo di autopreservarsi senza l’aggiunta di conservanti, ne migliora le caratteristiche organolettiche e permette di evitare il dannoso processo di pastorizzazione, che rischierebbe di deteriorare i principi attivi

Il succo Di NONI fermentato accentua tre fondamentali attività: 
• combatte i radicali liberi
• stimola il benessere psicofisica
• potenzia il sistema immunitaria

Questo prezioso succo è un vero elisir di benessere psicofisico. Viene custodito in una bottiglia ambrata e schermante, che preserva integro il prodotto, al riparo dalla luce solare.

Nutraceutico, proenergetico e ricostituente cellulare naturale a base di proxeronina, scopoletina, serotonina, damnacantale e polissaccaridi ( estratto puro di morinda citrifolia.. noni) per gli stati di affaticamento e deterioramento psicofisici.

Da sempre si ritiene che l’organismo umano “è in salute” quando ogni cellula ed ogni apparato reagiscono con equilibrio in rapporto agli stimoli endogeni ed esogeni, mentre la vecchiaia è il progressivo rallentamento delle funzioni fisiologiche con decadimento della salute. “Stare in salute” è sinonimo di “restare giovani” e di “cercare di contrastare il più possibile l’invecchiamento”.

Negli ultimi vent’anni i ricercatori di tutto il mondo hanno sempre più focalizzato l’attenzione su principi attivi “bioregolatori” in grado di “riaggiustare e ricostruire” i meccanismi funzionali e difensivi dell’organismo, in modo da prevenire o rallentare l’insorgere di stati patologici, dove l’obbiettivo finale è quello di invecchiare in modo armonico. La Proxeronina, principio attivo di Morinda Citrifolia (Rubiaceae), si è dimostrata in grado di regolare il corretto funzionamento delle cellule umane esposte a stress, disidratazione e invecchiamento, fattori che la rendono non più in grado di svolgere in modo ottimale la loro azione fisiologica.

La Proxeronina è una molecola complessa, pesante 2000 volte più dell’acqua (H2O), contiene un gruppo tiolitico (SH).
Essa è attiva solo quando il gruppo –SH è libero ed è il precursore della Xeronina, un alcaloide utile ogni volta si renda necessaria l’attivazione metabolica delle proteine. Qualora la proteina (enzima, recettore, trasduttore di segnali), non sia più nella corretta conformazione, cessa di espletare la sua funzione in maniera ottimale.
La Xeronina interagisce con la proteina ripristinandone la corretta configurazione, facendo sì che si ritorni al normale assetto fisiologico della cellula.
A seconda della collocazione dei singoli aminoacidi all’interno delle lunghe catene di una proteina, si ottengono diversi tipi di proteine con differenti modalità d’azione.

La Xeronina, attingendo energia dall’acqua (gli alcaloidi sono in grado di scindere in modo mirato i legami idrogeno che contengono insieme i vari gruppi di molecole cluster dell’acqua), si lega chimicamente con una proteina, attivandola. La Xeronina presente nell’organismo ha una vita molto breve in quanto viene distrutta da enzimi od ossidata poco tempo dopo la liberazione da Proxeronina, per catalisi mediata dall’enzima Proxeronasi (presente sia nel frutto di Morinda Citrifolia, sia nell’organismo), coadiuvata dalla Serotonina, anch’essa presente in Morinda Citrifolia. La quantità di Xeronina non utilizzata dall’organismo, viene rapidamente espulsa dal corpo per via renale, rendendone impossibile un sovradosaggio.

La Xeronina fa parte di una nuova classe di integratori alimentari naturali biologicamente attivi, in grado di svolgere un’attività correttiva/ricostituente sulle funzioni delle cellule dei tessuti e degli organi del corpo.
La Xeronina risulta quindi INDISPENSABILE per un corretto equilibrio dell’organismo, la Proxeronina giunge all’intestino e da qui arriva al fegato dove viene immagazzinata.
Ogni due ore circa, in seguito ad uno specifico segnale inviato al cervello, il fegato ne rilascia un determinato quantitativo nel flusso sanguigno in modo che i vari organi e tessuti possono assorbire la quantità necessaria per produrre la Xeronina di cui necessitano per funzionare correttamente e mantenersi in salute ed efficienza.

L’organismo umano produce Xeronina traendola dagli alimenti, ma molti ricercatori incluso Heineike, a partire dagli anni ’80 sostengono che, a causa dell’impoverimento dei terreni e dell’utilizzo di fertilizzanti chimici, molte sostanze si siano considerevolmente ridotte.

L’agricoltura commerciale inquina i terreni con l’uso intensivo di pesticidi ed erbicidi, che abbattono il contenuto in nutrienti degli alimenti che assumiamo, rendendo la nostra alimentazione impoverita e disarmonica. Il depauperamento in amminoacidi essenziali, vitamine e minerali determina squilibri nei processi fisiologici di accrescimento e di difesa dell’organismo. I terreni continuano a perdere valore in termini di qualità nutritiva a causa delle colture intensive e della crescita demografica. Il mondo si trova stretto fra la denutrizione dei paesi sottosviluppati e l’obesità o la malnutrizione dell’Occidente.

La malnutrizione che nei paesi economicamente sviluppati colpisce quasi esclusivamente gli anziani, può dipendere in una certa percentuale di soggetti da cause organiche, ma affonda le sue radici nella scarsa qualità in nutrienti degli alimenti disponibili a livello commerciale. Quando si hanno preoccupazioni ed emozioni negative, esperienze stressanti, la produzione di Xeronina si inibisce o si riduce; alla stregua di quanto accade in età avanzata, a causa della fisiologica malnutrizione da progressiva diminuzione della capacità di assorbire nutrienti.

Altri principi attivi del  NONI sono:

SCOPOLETINA
Appartiene al gruppo delle Curarine ed una sostanza molto versatile, ha dimostrato di avere attività epatoprotettiva e un effetto adattogeno simile a quello del Ginseng, protegge il sistema cardiocircolatorio da tutti gli eccessi, dilata i vasi sanguigni sclerotizzati, normalizza la pressione sanguigna; esercita un’azione antinfiammatoria e antistaminica, antagonizzando le allergie.

POLISSACCARIDI
Gli zuccheri complessi, polimeri costituiti da monosaccaridi, si dividono in oligossaccardi (corte catene di zuccheri semplici, generalmente fino ad otto unità) e polisaccaridi (con catene molto lunghe, che possono essere anche ramificate e cicliche), possono essere strutturali o di riserva, possono agire come immunostimolanti.

DAMNACANTALE
La scoperta di questo alcaloide antrachinonico in Morinda Citrifolia, si realizzò presso l’ Università di Kelo e l’Istituto per le Scienze Biomediche del Giappone nel 1993; i risultati delle ricerche portano alla conclusione che grazie ad una modificazione genetica provocata dal Damnacantale, le cellule precancerogene sono indotte a una
moltiplicazione cellulare più lenta, incrementa le difese immunitarie stimolando la produzione di macrofagi.

SEROTONINA
La Serotonina (5idrossitriptamina,5HT) è un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale, nonché nelle cellule enterocromaffini nell’apparato gastrointestinale. A livello del Sistema Nervoso Centrale, la Serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del ritmo sonnoveglia, della sessualità, dello stimolo della fame, della termoregolazione; influenza la percezione del dolore; favorisce la digestione, partecipa alla biosintesi della Xeronina.
Studi scientifici hanno permesso di concludere che la Xeronina, la Scopoletina, la Serotonina e tutti gli altri costituenti del frutto agiscono insieme al fine dell’arminica stimolazione dell’attività dell’ipofisi, stimolando la biosintesi e la formazione di Melatonina.

La Melatonina è un ormone che garantisce un sonno tranquillo, aiuta in
caso di crampi allo stomaco, in caso di stanchezza e di stati depressivi. Insieme con la Serotonina influisce sul ciclo femminile e sullo stato d’animo emozionale; gli effetti sinergici delle suddette sostanze influiscono positivamente sulla sindrome premestruale, che comporta spesso sbalzi di umore, isteria, crampi allo stomaco, nervosismo, svenimenti e cali energetici nel periodo compreso fra
l’ovulazione e l’inizio. Negli uomini agisce sulla funzione della prostata, stimolando la minzione notturna.

L’effetto sinergico di Xeronina, Scopoletina, Serotonina stabilizza anche i valori della glicemia.

La FDA (Food&Drug Administration) ha inserito la Morinda Citrifolia, nelle categoria dei GRAS (Generally Recognised As Safe). Ragion per cui questi principi attivi “sono sicuri” anche per le gestanti e le donne che allattano.
Morinda Citrifolia è ritenuta una delle più grandi scoperte degli ultimi decenni nel campo delle cure naturali: negli USA, Germania, Australia, Olanda, Sud America e tanti altri paesi viene utilizzata nei moderni protocolli medici alternativi e non per una vastissima gamma di problemi di salute, nonché nell’alimentazione quotidiana.

AZIONI FISIOLOGICHE DEL  NONINoni dalla Polinesia per rigenerarsi ogni giornoInibizione della replicazione cellulare aberrante:
Ogni cellula, in base alle proprie caratteristiche funzionali e in base alla sua specializzazione, ha in sé la capacità di replicarsi, che comunque non può essere indefinita. Sotto l’influenza di fattori sia esogeni sia endogeni, le cellule possono crescere e moltiplicarsi in modo anormale e incontrollato. Se una cellula cambia modalità di replicazione siamo di fronte ad una situazione grave che non controllata correttamente dalla Xeronina prodotta dall’organismo. PERDITA DI ENERGIA E DI PESO, DEPIGMENTAZIONE CUTANEA SONO I SINTOMI INIZIALI. In questi casi, è molto utile l’assunzione, fin dall’inizio della percezione di questi sintomi, il succo NONI.

Protezione dall’effetto dei radicali liberi:
I radicali liberi generati sia dagli stress sia da agenti esterni danneggiano la cellula e molto spesso si ha una replicazione cellulare che può portare a melanomi cutanei o addirittura a forme tumorali. Per rallentare o bloccare questi effetti occorre operare direttamente sulla cellula. L’azione del succo NONI e quindi della Xeronina esercita un sicuro effetto di rallentamento dei danni provocati da cellule danneggiate dai radicali liberi.

Ottimizzazione del metabolismo cellulare:
Gli alimenti, tramite i processi digestivi, vengono ridotti a sostanze assimilabili dalle cellule dei villi intestinali. Con il procedere degli anni e con l’attuale stile di vita, è sempre più difficile avere efficienti sia le cellule intestinali, sia i sistemi di depurazione epatico renale dell’organismo. L’azione suppletiva del succo NONI e
quindi della Xeronina, porta a migliorare i processi cellulari di assimilazione e di digestione cellulare.

Antagonizzazione di ansia e insonnia:
La depressione è un disordine del tono dell’umore che colpisce i pensieri, il comportamento ed il benessere della persona cui molto spesso si accompagna,sul piano fisico, l’astenia, cioè una condizione più o meno accentuata di stanchezza. Bassi livelli di Serotonina, neurotrasmettitore chimico, risultano essere significativamente associati alla depressione, il succo NONI, con un elevato contenuto di Serotonina, svolge un’azione modulatrice nella produzione di sostanze che portano le persone a sentirsi meno depresse ed a superare molte problematiche ad esse collegate.

Protezione da asma e allergie:
L’asma bronchiale è una patologia caratterizzata essenzialmente da uno spasmo dei bronchi. Che induce difficoltà di respiro (dispnea): Esistono due forme di asma bronchiale: una allergica. In cui l’allergene può agire in modo perenne o sporadico e una non allergia, determinata da fattori di vari natura. Gli effetti dell’asma possono essere peggiorati da allergie, infezioni batteriche o virali.
L’assunzione del succo NONI aiuta a ridurre i sintomi dell’asma, a modulare il sistema immunitario e a migliorare la funzionalità del sistema respiratorio.

Controllo della pressione arteriosa elevata:
L’assunzione del succo NONI può essere utile in quanto contiene Scopoletina, che ha la funzione di dilatare le arterie riducendo la pressione, attraverso la produzione di ossido nitrico che dilata e rende elastiche le arterie e la Xeronina che interviene nel ristrutturare le cellule danneggiate nel sistema circolatorio.

Stimolazionedel sistema immunitario:
Il succo NONI, grazie ai Polisaccaridi ad alto peso molecolare esplica un’azione immunostimolante in toto. In risposta all’azione di agenti esterni, i Polisaccaridi titolano l’organismo umano alla produzione di linfociti, che sono i costituenti principale del sistema immunitario, cioè una difesa contro l’attacco di microrganismi patogeni quali virus, batteri, funghi e protesti. I linfociti producono anticorpi e li dispongono sulla membrana cellulare, con funzioni difensive. La Xeronina, stimolando la produzione delle cellule T, agisce direttamente a livello dell’immunità cellulomediata.

Effetto analgesico e sedativo:
La Xeronina agisce in modo indiretto stimolando l’organismo alla produzione e all’impiego di endorfine, oppioidi endogeni.
Le endorfine, grazie ai loro potenti effetti antidolorifici contribuiscono al benessere in toto dell’organismo, contrastando la sintomatologia depressiva. Una sperimentazione ha accertato chela Morinda Citrifolia, può garantire un effetto analgesico al 75% rispetto l’effetto analgesico del solfato di morfina senza provocare affetti laterocollaterali. Naturalmente Morinda Citrifolia deve essere usata in quantità sostenute per poter raggiungere un effetto analogo. A livello farmacologico, il fatto che una determinata attività aumenti in concomitanza all’aumento di una sostanza, evidenzia una caratteristica importantissima di questa essenza vegetale contenuta nel succo NONI: il comportamento è identico a quello di un farmaco. Nel farmaco infatti, a differenza del prodotto omeopatico, il principio attivo è dosabile

Effetto antinfiammatorio:
Il target dei FANS (acido acetilsalicilico, indometacina, diclofenac, piroxicam, ibuprofene…) è l’enzima ciclossigenasi nelle due isoforme identificate, COX 1, o costitutiva (sempre presente nell’organismo) e la COX 2 o inducibile (espressa solo in seguito ad un processo infiammatorio in atto).

L’enzima COX 1 è normalmente presente nei tessuti, dove stimola la sintesi della prostaglandine che regolano le normali attività cellulari, contribuendo a processi fisiologici quali la citopretezione gastroenterica, il flusso renale e l’aggregazione piastrinica. Risulta quindi fondamentale un’azione farmacologia quanto più selettiva sulla COX 2, espressa in corso di un’infiammazione sotto lo stimolo di fattori fitogeni e citochine. Studi e sperimentazioni portate avanti presso l’Università dll’Illinois (USA) dall’equipe di ricercatori formata da Wang, West, Jensen, Nowicki, Su, Palu e Andersen e concluse nel 2002, hanno evidenziato che l’azione dell’inibizione selettiva della COX 2 da parte di Morinda Citrifolia è comparabile a quella del Celecoxib. Questa scoperta è altamente significativa, dal momento che il frutto di Morinda Citrifolia succo NONI è un semplice frutto privo di effetti collaterali. Questa è la prima evidenza scientifica che conduce ad un forte attività antinfiammatoria del frutto di Morinda Citrifolia.

Effetto disintossicante da fumo:
La Nicotina, principio attivo presente nel fumo di tabacco, essendo molto simile alla Xeronina, viene scambiata con essa e utilizzata al suo posto. Come gli altri alcaloidi, la Nicotina attiva le proteine ma il suo grado di azione è molto più ridotto ed è per questo che l’organismo si trova ben presto di nuovo in stato di necessità; le altre sostanze che compongono l’alcaloide provocano inoltre diversi effetti dannosi. Le funzioni metaboliche che coinvolgono le proteine perdono così l’equilibrio naturale. In caso di rifornimento continuato di alcaloidi, le molecole ricettrici, che dovrebbero collaborare con la Xeronina, si adeguano sempre più alla “scarsa alimentazione” delle sostanze nutritive.
Ne consegue che, a causa della ridotta utilità degli alcaloidi, quando l’organismo non è rifornito rapidamente soffre di un fabbisogno di alcaloidi sempre più forte, oppure emette segnali di stress. Stando alle esperienze dirette, quando questo processo patologico è completamente reversibile: non appena l’organismo riceve adeguate quantità di Xeronina e quindi di succo NONI con l’Acido Folico, i processi biochimici vitali si svolgono di nuovo in modo corretto e i recettori di Xeronina riprendono a funzionare in modo adeguato: scompaiono quindi la dipendenza e i sintomi della privazione, che non sono altro che invocazioni d’ aiuto dell’organismo che richiede Xeronina. Per queste azioni combinate diventa molto semplice smettere di fumare.

Effetto antinvecchiamento
Il fegato è il principale organo che contiene Proxeronina, il secondo è la cute. La Proxeronina viene trasformata in tutto il corpo in Xeronina, pelle inclusa, per mantenere sana e liscia la sua superficie, la cute ha bisogno di molta Proxeronina. Il rapido invecchiamento cutaneo e la formazione delle rughe caratteristica dei fumatori, come anche la caduta dei capelli, possono essere ricondotti a carenze di (Pro)xeronina.

Il NONI in pediatria:
I fattori nutrizionali e biochimici contenuti nel succo NONI, aiutano a stabilizzare la salute dei bambini, migliorando l’assorbimento degli alimenti e rendendoli più resistenti a possibili influenze o malattie. Il succo NONI, al di sotto dei tre anni, deve essere somministrato dietro consiglio medico. Per il bambino la dose consigliata è comunque sempre la metà della dose dell’adulto.

Il NONI in ginecologia:
La sinergia degli alimenti costituenti il fitocomplesso ha validi effetti sulla sindrome premestruale quando è accompagnata da sbalzi di umore, nervosismo e da cali di energia comuni fra l’ovulazione e l’inizio del periodo. Le sue proprietà emmenagoghe trovano un impiego mirato nelle regolazione del ciclo mestruale. In caso di gravidanza è opportuno assumere il succo NONI sin dall’inizio e durante l’allattamento, per ottimizzare il rifornimento di sostanze vitali.

Effetto benefico sulla prostata:
Attraverso l’azione combinata degli Antiossidanti presenti all’interno del frutto di Morinda Citrifolia, di Betasitosterolo e grazie all’azione antiapoptosica della Xeronina, il succo NONI viene utilizzato opportunamente per antagonizzare l’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Esplica un’azione antinfiammatoria e antiedemigena, dimostrata dalla ridotta permeabilità capillare ridotta dall’istimina; inoltre viene ridotta , di fatto, l’ostruzione cervicoprostatica.
E’ indicata principalmente nel trattamento dell’IPB al primo stadio, in cui predominano i disturbi urinari, che si definiscono “disuria”.
Grazie all’antagonizzazione dei processi di pseudoapoptosi indotti dalle cellule tumorali. Il succo NONI svolge un’azione preventiva nei confronti dei tumori prostatici, ripristinando la struttura citoscheletrica delle cellule precancarose.Noni dalla Polinesia per rigenerarsi ogni giornoAVVERTENZE:
Il  NONI è completamente privo di effetti collaterali anche a dosi tre volte superiori a quelle consigliate, qualora si assumano farmaci immunosoppressori , il  NONI deve essere assunto solo dietro consenso medico, poiché uno degli effetti principali del  NONI è quello di rafforzare la risposta immunitaria. Il NONI può essere assunto con effetti molto positivi e sinergici da pazienti che assumono farmaci chemioterapici.

 

Un ciclo di trattamento ha una durata minima di un mese.
Stimolando le cellule alla produzione endogena di Xeronina, in modo da potenziare l’organismo nei confronti di veleni, scorie, virus e batteri, il dott. Heinicke è dell’opinione che non esista alcun tipo di sintomo da crisi di astinenza che non possa essere eliminato nell’arco di poco tempo con un’adeguata quantità di NONI.

Essendo un nutraceutico, il  NONI non può essere dosato in eccesso e nemmeno in difetto perché il NONI non è un farmaco ma un alimento. Utilizzando quotidianamente, con costanza, il  NONI è un modo per prendersi cura del proprio benessere. Consigliarlo alle persone che ci sono vicine e a cui vogliamo bene è un modo di prendersi cura di loro! Vedrete che vi ringrazieranno!

Nessuno può prendersi cura di noi stessi, dobbiamo pensarci da soli, stare bene con noi stessi vuol dire stare bene con gli altri, la serenità è un bene prezioso!

Buona salute e buona vita a tutti!!!

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Tra i rimedi popolari usati da secoli dagli apicoltori c’è sempre stato l’uso del polline; la scienza dietetica ha scoperto da poco in esso una somma tale di sostanze benefiche, da definirlo un iperalimento, un “alimento miracolo”.

Dopo il miele, un altro importante prodotto dei nostri piccoli imenotteri è il polline. Anche qui ce n’è per tutti i gusti, a seconda di quali fiori avrà maggiormente frequentato quella famiglia di api.Si va da pollini più scuri a pollini più chiari, da pollini più amari ad altri meno amari: va però sottolineato che il polline ha comunque un sapore tendente all’amaro, cosa di cui tener conto perché non sempre gradita, ed è per questo motivo che si usa miscelarlo ad altri alimenti più dolci. Infatti può essere consumato tal quale, lasciandolo sciogliere lentamente in bocca, oppure mescolato al miele o alla propoli, o nel latte o nello yogurt come prima colazione.

L’assunzione mista a miele non ha solo un significato di miglior palabilità, ma ne ottimizza anche l’assorbimento. Si può mescolare anche a miele e propoli per ottenere tutti i benefici dei tre prodotti apistici integrati, ed è sempre in ogni caso importante masticarne i granuli a lungo al fine di migliorarne l’assorbimento. Purtroppo il polline che si trova in commercio è ben diverso dal polline fresco, sia dal punto di vista organolettico che da quello nutritivo, in quanto deve subire un processo di essiccazione che ne altera in parte il valore nutrizionale. L’ideale rimane pertanto il consumo di polline fresco, cosa peraltro raramente possibile a meno che non si sia apicoltori.

Il polline è considerato un alimento tra i più ricchi e completi, al punto da essere stato battezzato “superalimento”, poiché contiene moltissimi principi nutritivi indispensabili.Il polline

Vediamone in dettaglio la composizione, perché sono proprio i suoi costituenti a renderne ragione delle proprietà.

Innanzitutto vi sono presenti acqua, carboidrati e lipidi, soprattutto gli acidi palmitico, oleico e lignocerico, ma anche l’acido linoleico che è un acido grasso essenziale notoriamente utilissimo per l’apparato cardiovascolare.Le proteine sono una quantità significativa, cioè circa il 20% del suo peso secco, e questo è importante soprattutto per chi segue una dieta vegetariana privandosi del notevole apporto proteico animale. In particolar modo la lisina è un aminoacido non di rado carente in chi segue una dieta vegetariana. Invece la taurina, ben rappresentata nel polline, è un aminoacido coinvolto nel mantenimento del ritmo cardiaco e nella regolazione intracellulare di alcuni elettroliti.

Essa, insieme alla vitamina C, protegge le cellule cardiache dalla perossidazione e inoltre, modulando il tono calcico, riduce l’attività degli agenti vasocostrittori.In definitiva, nel polline sono rappresentate quasi tutte le vitamine (del gruppo B, inclusa la B12 che raramente si trova in fonti vegetali, rendendo nuovamente il polline una fonte preziosa per chi segue una dieta vegetariana, le vitamine A, D, E, C) e i bioflavonoidi. Nel polline d’api sono presenti anche polisaccaridi e fibre vegetali che favoriscono il transito intestinale.

Esso è inoltre ricco di enzimi e di moltissimi oligoelementi (potassio, sodio, fosforo, calcio, magnesio, ferro, manganese, cobalto, rame, zinco, fluoro, iodio, cromo, selenio, zolfo, molibdeno, nichel) oltre che di sali minerali, e infine contiene anche gli acidi nucleici (DNA ed RNA). Il tutto offerto al modesto valore calorico di circa 250 kal per 100 grammi!

Sebbene la molteplicità di sostanze contenute nel polline in maniera significativa lo rendano noto in primis come alimento energizzante, come ottimo “ricostituente” per persone debilitate, inappetenti, vegetariane o sportive, in realtà il polline d’api ha moltissime altre proprietà benefiche per il nostro organismo, sempre derivate dalla sua ricchezza e completezza nutrizionale.

Tra i suoi costituenti vengono chiamati in causa specialmente i flavonoidi – ed in particolare la rutina di cui il polline è ricchissimo – che sono molecole dal forte potere antiossidante e antinfiammatorio, antinfettivo e anche, seppur indirettamente in quanto sempre in virtù della capacità antiossidante ed antiflogistica, anticancerogeno! È soprattutto grazie alla riconosciuta proprietà di potenti antiossidanti che i bioflavonoidi contribuiscono a stabilizzare e rafforzare i capillari e a ridurre le infiammazioni, rendendo il polline un’utile integrazione alimentare nei soggetti per i quali è necessaria una protezione sulle pareti venose e capillari, come coloro che sono affetti da patologie venose croniche, quali fragilità capillari, varici, emorroidi. Questo, unitamente alla presenza di acidi grassi essenziali, fa sì che il polline possa entrare nella schiera degli alimenti consigliati ai fini della prevenzione delle patologie cardiovascolari.Ancora i flavonoidi aiutano a mantenere in buono stato il collagene, rendendosi utili per la salute dell’epidermide.

Il polline d’api, sempre per merito delle virtù dei flavonoidi, è stato altresì utilizzato con successo nella prevenzione e come coadiuvante nella cura dell’ipertrofia prostatica benigna. L’azione antiossidante si rende protettiva anche nei confronti del sistema immunitario, ed in ciò consiste il razionale utilizzo del polline quale integratore nelle malattie infettive e nella prevenzione dal cancro. Per finire ricordiamo le capacità antistaminiche dei flavonoidi, che concorrono pertanto alla modulazione degli stati allergici.

Francesca Moggi (www.scienzanatura.it)

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Fonti:
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E. Furusawa, S. C. Chou, A. Hirazumi, A. Melera “Antitumour potential of pollen extract on lewis lung carcinoma implanted intraperitoneally in syngeneic mice” Phytotherapy Research Volume 9, Issue 4, pages 255–259, June 1995
M.G.L Hertog , E.J.M Feskens, D. Kromhout, M.G.L Hertog, P.C.H. Hollman , M.G.L. Hertog , M.B. Katan “Dietary antioxidant flavonoids and risk of coronary heart disease: the Zutphen Elderly Study” The Lancet, Volume 342, Issue 8878, Pages 1007 – 1011, 23 October 1993
T. S z c z ê s n a “Concentration of selected elements in honeybee-collected pollen” Journal of Apicultural Science Vol. 51 No. 1 2007
C. Mateescu “Apiterapia. Come usare i prodotti dell’alveare per la salute” M.I.R. edizioni, 2008


Le foglie dell’olivo vengono utilizzate per uso terapeutico da migliaia di anni senza perdere di attualità. L’estratto delle foglie è efficace contro batteri, virus, funghi, organismi unicellulari, malattie da vermi ed altri parassiti. L’assunzione dell’Estratto di foglie d’olivo (EFO) “pulisce” i vasi da eventuali depositi. L’EFO aiuta di allontanare le tossine dal tessuto connettivo e dalle cellule. La capacità infiammatoria dell’organismo diminuisce in generale.

BATTERI
L’EFO viene utilizzato per molti batteri conservando la flora batterica fisiologica intestinale.
Molti studi specifici sono stati effettuati sulla sostanza principale: la Oleuropina.

L’EFO può essere utilizzato anche in casi di infezioni delle vie respiratorie superiori, Leaky-Gut-Syndrom, colon irritabile, colite ulcerosa, Morbo di Crohn, colecistiti, sinusiti, borreliosi e gastrite.
L’uso dell’EFO non è paragonabile ad una terapia antibiotica però e molto efficace e può essere eseguito senza problemi anche per mesi. La lista degli agenti patogeni include anche Borrelia, Corynebacterium, Salmonella, Helicobacter pylori, Bacillus subtilis, Stafilococcus (anche pluriresistenti), Chlamydia, batteri tubercolari.

VIRUS
Contro gli infezioni virali esistono solo pochi rimedi. Perciò l’impiego di EFO è molto interessante.
La lista dei virus trattabili include l’Epstein-Barr-virus, Human Papilloma Virus (HPV), Virus dell’Epatite A/B/C, Herpes labialis/genitalis/zoster, (Para-)Influenza, Morbillo, Parotite, Newcastle-Disease-Virus (NDV), Polio-Virus, determinati Coxsackie-Virus ecc.

FUNGHI
Gli antimicotici classici provocano spesso effetti collaterali a livello epatico, diversamente l’EFO non ha effetti collaterali per gli organi.
L’assunzione è consigliata in caso di Aspergillus niger, Candida albicans (anche orale e vaginale), micosi cutanei ed altri.
La terapia topica come tintura per applicazioni esterne è possibile in caso di micosi cutanea a livello dei piedi e delle verruche. La colorazione della pelle dovuta all’applicazione del prodotto è solo temporanea.

VERMI (ELMINTI) E ORGANISMI UNICELLULARI (PROTOZOI)
L’EFO è utile anche in caso di infezioni da elminti e protozoi. Esempi sono le infezioni da Lamblia, Ascaridi, Anchilostoma, Tenia, Malaria (anche come profilassi). L’uso esterno può essere utile in caso di pulci, pidocchi, acari ed altri agenti tropicali. La terapia di queste infezioni può durare anche per mesi. L’uso dell’EFO è idoneo anche come trattamento complementare, perché l’estratto viene tollerato bene anche in caso di trattamenti di lunga durata.

“PULIZIA DEI VASI”
In caso di disturbi della circolazione arteriosa e venosa è utile un trattamento della causa delle placche ateromasiche con una terapia chelante, l’uso di veleni di serpente o dell’EFO. L’EFO può essere utilizzato anche in caso di una degenerazione maculare, stenosi dell’arteria renale e concomitante ipertensione arteriosa, stenosi delle arterie carotidei e cerebrali che sono accompagnati da rischio di ictus, sclerosi delle arterie coronarie con rischio d’infarto, angina pectoris, occlusione della circolazione profonda degli arti inferiori, sclerosi dell’aorta toracica o addominale ed insufficiente circolazione gastrica. Contemporaneamente va migliorata anche la fluidità del sangue aumentando l’apporto sanguigno a livello periferico (“cute pallida”) ed anche la pressione parziale dell’ossigeno, cosi si riduce indirettamente anche l’iperacidità periferica. L’assunzione contemporanea di antiaggreganti deve essere controllata dal medico. In caso di una degenerazione maculare è possibile notare già dopo tre mesi un miglioramento del campo visivo.

DISINTOSSICAZIONE
I drenanti possiedono la capacità di trasportare tossine del tessuto connettivo e delle cellule nel sangue. Sostanze tossiche depositati in profondità si mobilizzano difficilmente e l’EFO li rende solubili. Anche il drenaggio degli agenti patogeni e dei parassiti, spesso presenti in caso di un’intossicazione, viene accelerato. E’ stato osservato anche il drenaggio di precipitati immunologici della sinovia (liquido vischioso che umetta le superfici articolari). I disturbi articolari diminuiscono o scompaiono completamente.

INFIAMMAZIONI
I polifenoli contenuti nell’EFO possiedono una capacità inibitoria sui mediatori dell’infiammazione.
Questo vale per i Leukotriene (specificamente Leukotriene B4) e le Prostaglandine. L’EFO contiene sostanze che inibiscono la Lipossigenasi e la Ciclossigenasi. Perciò il suo effetto antinfiammatorio assomiglia a quello dell’Aspirina del gruppo degli antireumatici non-steroidei. L’effetto antidolorifico dell’EFO è comunque meno intenso.
Molti disturbi vengono accompagnati da infiammazioni come per esempio: reazioni immunitarie ed allergie, disturbi della cute e delle mucose, infezioni tissutali, foci dentali, parassitosi e molti altri.

ALLERGIE E SISTEMA IMMUNITARIO
La produzione eccessiva di determinati Leukotrieni favorisce uno squilibrio del Sistema immunitario scatenando malattie autoimmuni come per esempio: Epatite autoimmune, Morbus Crohn, Colite ulcerosa, Sclerosi multipla, diverse malattie reumatiche, Pancreatite asintomatica e subclinica, Tiroidite di Hashimoto, Miastenia gravis, Lupus eritematodes, Sclerodermia o Vitiligo.
Una terapia d’accompagnamento con EFO può influenzare positivamente i disturbi del Sistema immunitario come anche le reazioni infiammatorie conseguenti.
La stessa cosa vale anche per l’asma, raffreddore da fieno, disturbi intestinali e Lucky-Gut- Syndrom, dermatite atopica, psoriasi ecc.

DIABETE
L’assunzione dell’EFO migliora il valore HbA1c, l’utilizzo del glucosio e riduce cosi la componente infiammatoria delle Isole di Langerhans del pancreas.

APPLICAZIONE TOPICA
Gli effetti sopracitati ovviamente inducono anche all’applicazione cutanea dell’EFO. L’EFO in combinazione con altre sostanze in forma di crema può essere applicato in caso di dermatite atopica, psoriasi, rosacea ed altri disturbi cutanei.

Estratto di foglie d'olivo: il rinascimento di un rimedio antico

ESPERIENZE TERAPEUTICHE

L’associazione dell’EFO aumenta la velocità e l’effetto di molte terapie:

Helicobacter pylori: una terapia efficace dell’Helicobacter pylori è la combinazione di Estratto di Foglie d’oliva e Zeolite / minerale vulcanico. L’EFO aggredisce l’agente patogeno e riduce la reazione infiammatoria della mucosa gastrica. La Zeolite / minerale vulcanico distrugge l’involucro d’ammoniaca del batterio, il quale lo protegge dagli acidi gastrici, e lo rende vulnerabile.

Dermatite atopica: l’assunzione dell’estratto e l’applicazione topica in forma di crema cutanea riducono molto la sintomatologia della Dermatite atopica. Lesioni cutanei migliorano subito e possono scomparire già dopo una settimana.

Psoriasi: l’estratto in forma di tintura può essere applicato direttamente sulla pelle. La colorazione dovuta al colore naturale scompare in poco tempo. In questo modo si previene anche una eventuale infezione micotica secondaria. In ogni caso é necessario associare una terapia disintossicante..

Borreliosi: in caso di una Borreliosi di lunga durata (Neuroborreliosi) gli antibiotici col tempo possono diventa meno efficaci, anche per il fatto, che l’agente patogeno (Borrelia burgdorferi) si è ritirata a livello intracellure. In questo caso è consigliabile l’associazione dell’EFO.

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Fungo parassita di un lepidottero, Cordyceps sinensis è originario del Tibet, dove cresce a 5000 mt. d’altezza. Nella tradizione Tibetana orientale è considerato un potente tonico dei reni, sede della nostra energia Vitale. È ritenuto il fungo che per eccellenza tonifica il QI renale, dando calma all’animo e vigore al corpo. Ottimo rimedio per aumentare la performance sportiva (no dopping) e sessuale.

Moderni studi scientifici hanno confermato e ampliato le scoperte della medicina tradizionale cinese, ovvero che il fungo Cordyceps presenta una moltitudine di benefici per la salute ed è in grado di curare una vasta gamma di malattie e disturbi.

Un vero e proprio super-alimento

Sin dagli albori delle prassi di guarigione degli sciamani, risalenti a oltre 50.000 anni fa, l’umanità è alla ricerca di ingredienti guaritivi allo scopo di preparare la panacea definitiva – una cura universale. Fra gli ingredienti più ricercati vi era il Cordyceps, una sostanza venerata a un punto tale che nell’antica Cina il suo uso era riservato esclusivamente alla famiglia reale. Le analisi chimiche hanno dimostrato che le sue presunte straordinarie proprietà sono molto più che frutto di superstizione o semplice folclore.

Il Cordyceps sinensis è una nuova generazione di fungo attualmente utilizzato dall’industria farmaceutica, nonché come integratore dietetico dai consumatori maggiormente informati che sono alla ricerca di alternative ai trattamenti più convenzionali per cancro, AIDS e una vasta gamma di altri problemi di salute e connessi al sistema immunitario.

LA FDA (Food and Drug Administration, ente statunitense preposto al controllo alimentare e farmacologico, ndt) considera il Cordyceps un “alimento”, peraltro classificato come “generalmente riconosciuto come sicuro” (GRAS).

Ricercatori in numero sempre crescente ora lo considerano un “super-alimento” includibile in quasi ogni regime dietetico.

Per quale motivo, dunque, tali funghi ‘riscoperti’ vengono ora considerati alla stregua di super-alimenti?

Questi funghi medicinali sono estremamente ricchi tanto di beta-glucani, riconosciuti di ausilio nelle terapie contro il cancro, quanto di polisaccaridi; questi ultimi sono lunghe catene di zuccheri con all’interno numerose sezioni di ossigeno e, quando scomposti dall’organismo, le molecole di ossigeno vengono rilasciate e assorbite a livello cellulare. Sappiamo che il cancro in tutte le sue forme non è in grado di sussistere in un ambiente ricco di ossigeno e che, privo di adeguati livelli di ossigeno, l’organismo si ritrova a precipitare in stati degenerativi che favoriscono cancro, cardiopatie, disordini immunitari e diabete, e che inoltre consentono a numerose malattie virali quali epatite C, morbo di Lyme e altre di attecchire.

La chiave è come somministrare ossigeno all’organismo a livello cellulare. Questa schiera di funghi medicinali comprende rinomati prodotti quali Reishi, Maitake e Agaricus, ricchi di beta-glucani nonché note fonti di ossigeno. La lista continua a crescere, con studi clinici che attualmente includono oltre settanta diverse specie di funghi, la più interessante delle quali è il Cordyceps sinensis, che cresce in Tibet a circa 16.000 piedi (4.877 metri) di altitudine.

Il Cordyceps sinensis incrementa di quasi il ventotto per cento i livelli di ATP (adenosina trifosfato) nell’organismo. L’ATP costituisce la fonte di energia del corpo – la batteria dell’organismo, per così dire – ed è necessaria per tutti i processi enzimatici. Si ritiene inoltre che l’ATP sia il ‘luogo’ in cui si verificano i processi di fusione fredda (“gas di Brown”) a livello molecolare. Sebbene il concetto di fusione fredda a livello molecolare non sia l’argomento del presente articolo, è mia opinione che essa sia la radice degli scambi di energia biologica, il che verrà trattato in scritti di prossima realizzazione.

Il solo impatto sullo stato energetico renderebbe questo fungo un vero super-alimento, nondimeno vi è altro da tenere in considerazione.

Quello che rende il Cordyceps importante nel trattamento del cancro è il fatto che contiene beta-glucani e polisaccaridi. Quando gli zuccheri si scompongono, le numerose molecole di ossigeno vengono rilasciate a livello cellulare, con il risultato che i materiali cancerosi presenti vengono immediatamente distrutti. La cordicepina, uno dei composti bersaglio (nucleosidi), inibisce il meccanismo di riparazione del DNA ed è probabilmente responsabile dei suoi effetti antivirali (HIV).

Fungo medicinale: il cordyceps sinensisChimiche a spettro intero
Al giorno d’oggi nel campo dei funghi medicinali regna molta confusione per quanto concerne quale forma di prodotto fungino sia la migliore da impiegare. Vari componenti del fungo sono stati utilizzati come composti separati.

Il responsabile delle proprietà del fungo è il corpo fruttifero, il micelio o un estratto standardizzato in base a un qualche specifico composto?

Tale questione non è così ovvia come potrebbe sembrare.

Corpo fruttifero. Si tratta del fungo che si vede spuntare dal terreno, la parte che produce le spore implicata nella riproduzione; sostanzialmente il corpo fruttifero equivale al fiore di una pianta. Il corpo fruttifero si forma soltanto in risposta a una qualche sollecitazione dell’ambiente.

Micelio. Si tratta della forma di crescita dell’organismo al di sotto del terreno, dove avvengono tutti i processi della vita: crescita, nutrimento, competizione per la vita e alcune forme di riproduzione.

Brodo di coltura. Nei prodotti fungini coltivati il processo di crescita del micelio può essere indotto o tramite fermentazione all’interno di una vasca piena di “brodo” liquido, oppure su un solido substrato di qualche materiale presente nelle condizioni di crescita naturali.

Per la produzione di numerosi farmaci e integratori ricavati dai funghi, i composti non vengono estratti dal micelio, bensì dal brodo in cui quest’ultimo viene coltivato.
Ad esempio, dal fungo Shiitake si ricavano vari prodotti farmaceutici: la lentinina dal corpo fruttifero; LEM dal micelio e KS-2 dal brodo di coltura residuo, un composto extracellulare.

L’estrazione della lentinina dai funghi Shiitake è un processo chimico alquanto semplice. Ma che dire di un altro composto presente nel Shiitake, denominato eritadenina?
Tale composto è di ausilio nel trattamento di livelli elevati di colesterolo, mentre la lentinina viene utilizzata nel trattamento del cancro.
Se si estraggono composti del Shiitake impiegando acqua calda e quindi alcol per far precipitare la frazione dei polisaccaridi, la lentinina risulta concentrata e il prodotto derivante risulta a sua volta efficace nel trattamento del cancro e per la stimolazione del sistema immunitario. Ad ogni modo, con tale procedimento va persa l’eritadenina e l’estratto non manifesta alcun effetto sul colesterolo del sangue.

Di conseguenza, anche se un prodotto derivato dallo Shiitake grezzo presenta una grande efficacia nel trattamento del colesterolo alto, l’“estratto standardizzato” attualmente disponibile risulta inutile a tale scopo.

Qual è, dunque, il prodotto di maggior pregio: lo Shiitake grezzo a spettro intero oppure l’estratto standardizzato? La risposta è nessuno dei due o entrambi; in realtà dipende da quel che ci si propone di ottenere con l’integratore.

Per un generico utilizzo di integratori a scopo di mantenimento della salute, il prodotto migliore è quello che presenta la massima efficacia per una vasta gamma di condizioni. In questo esempio, ha molto più senso impiegare un intero spettro di prodotti – il corpo fruttifero, il micelio e il brodo.

La precisione teutonica ha inaugurato la concezione di estratti standardizzati, tuttavia ora stiamo iniziando a comprendere che le chimiche miste rivestono un ruolo più importante rispetto all’efficacia del modo in cui chimiche non correlate potrebbero determinare risultati specifici.

Si tratta di una forma complessa non ancora compresa appieno, che comunque produce esiti clinici non conseguibili con estratti standardizzati. Nel complesso i funghi medicinali vengono utilizzati in forma di estratti per i loro potentissimi ed efficacissimi prodotti e ricette, che tuttavia sono estratti assai specifici e mirati, realizzati per il particolare scopo di concentrare specifici composti. Inoltre, è proprio in virtù del fatto che questi composti chimici vengono prodotti in forma di estratti che all’industria farmaceutica è consentito detenerne i brevetti. Gli alimenti naturali non sono brevettabili.

Nei funghi medicinali sono presenti due categorie di composti bioattivi:

  1. i polisaccaridi, che comprendono la maggior parte dei composti medicinali, sono solubili in acqua calda ma non in alcol; la ben nota azione immunostimolante dei funghi attiene a tale classe di composti. Se si è alla ricerca di un’azione di immunomodulazione, allora non vanno usati estratti all’alcol, in quanto risulteranno inefficaci;
  2. i nucleosidi, altra classe di composti, sono solubili in solventi non polari quali alcol ed esano. In genere, rispetto ai polisaccaridi, tali composti hanno minore dimensione molecolare e risultano più specifici nella loro azione. Nucleosidi, deossinucleosidi e la maggior parte dei nostri antibiotici e antimicrobici rientrano in questa categoria.

Benefici per la salute e studi clinici

Le proprietà medicinali del Cordyceps sono ragguardevoli. Nella medicina tradizionale cinese l’impiego principale del Cordyceps ha riguardato il trattamento dell’asma e altre affezioni bronchiali. Ora la moderna ricerca avvalora l’efficacia di questi antichi utilizzi.

Gran parte di quanto si sa in Occidente a proposito del Cordyceps sinensis è merito dell’opera del Dr. Georges Halpern, medico e professore emerito presso l’Università di Hong Kong, nonché autore di svariati libri concernenti il Cordyceps.
Uno dei punti culminanti della ricerca moderna è stato la scoperta di nuovi antibiotici presenti nel fungo, uno dei quali, la cordicepina, è assai efficace contro tutti i tipi di batteri che hanno sviluppato, o stanno sviluppando, resistenza ad altri più comuni antibiotici (come la penicillina, un prodotto fungino!).

Il Cordyceps risulta particolarmente efficace contro tubercolosi, lebbra e leucemia umana, così come rilevato in numerosi test condotti in Cina, Giappone e altrove.

Di seguito sono delineati alcuni ulteriori benefici del Cordyceps per la salute.

Incrementa la resistenza fisica
La più nota azione medica del Cordyceps sinensis concerne l’incremento della capacità di resistenza fisica. Nel 1993, la Chinese National Games sottopose questo fungo all’attenzione delle autorità sportive internazionali. Un gruppo composto da nove atlete, le quali avevano assunto il Cordyceps, polverizzò nove record mondiali.
Vi sono stati molti rapporti a riguardo di strabilianti miglioramenti della performance in vari sport dovuti all’assunzione di Cordyceps, e persino colloqui volti a bandire il Cordyceps dall’ambito delle discipline sportive in quanto potrebbe conferire un iniquo vantaggio a coloro che hanno la possibilità di procurarselo!Nel complesso gli atleti professionisti che ne fanno uso ora sono poco propensi ad ammetterlo, in virtù dell’eventualità che qualche autorità sportiva ne renda illecito l’impiego; per converso, il Comitato Olimpico canadese ha adottato una posizione ufficiale sul

Cordyceps, stabilendo che nel contesto delle competizioni a livello professionale il suo uso è consentito. La ricerca clinica ha dimostrato che l’impiego del Cordyceps aumentava la bioenergia cellulare – ATP (adenosina trifosfato) – sino a una misura pari al cinquantacinque per cento. Sono stati segnalati un’accresciuta sintesi dell’ATP e un più rapido recupero di energia. A quanto pare il Cordyceps migliora il meccanismo di equilibrio interno, rendendo in tal modo più efficace l’utilizzazione dell’ossigeno. Tali proprietà potrebbero rendere conto del generale potenziamento fisico, della resistenza supplementare e degli effetti anti-affaticamento riscontrati negli individui che assumono il Cordyceps.

Migliora la funzione respiratoria
Vari studi scientifici hanno dimostrato i benefici indotti dal Cordyceps sinensis nell’alleviare i sintomi di varie malattie respiratorie fra cui asma e bronchite cronica.

Incrementa l’assorbimento dell’ossigeno
In uno studio a doppio cieco controllato con placebo condotto su trenta volontari in età avanzata, il Cordyceps ha dimostrato di migliorare in modo rilevante la quantità massima di ossigeno che i soggetti riuscivano ad assimilare. Studi cinesi su malattie cardiovascolari hanno indicato che estratti di etanolo dai miceli del Cordyceps e soluzioni di fermentazione del Cordyceps determinavano una modifica dell’azione biologica che consentiva un aumento sino al quaranta per cento dell’assorbimento di ossigeno cellulare. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato l’effetto di questi composti nel mitigare patologie polmonari ostruttive croniche.

Migliora la funzione cardiaca
Numerosi studi hanno dimostrato i benefici del Cordyceps sinensis nel trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco quali aritmia cardiaca e infarto cronico.

Contribuisce a mantenere livelli di colesterolo salutari
Quattro studi hanno dimostrato che il Cordyceps sinensis ha contribuito ad abbassare del 10-21 per cento il colesterolo totale e del 9-26 per cento i trigliceridi (grassi neutri), contribuendo al contempo a elevare del 27-30 per cento il colesterolo (“buono”) HDL.

Migliora le funzioni epatiche
Il Cordyceps sinensis ha dimostrato di migliorare le funzioni epatiche nonché di essere di ausilio in caso di cirrosi, epatite cronica e sub-cronica, nonché patologie epatiche correlate, più diffuse di quanto comunemente ritenuto. Il fegato è il filtro vivente dell’organismo, ripulisce dalle impurità il sangue e altri fluidi. Senza un fegato funzionante non si sopravvive e men che meno si gode di un buono stato di salute.
Prove cliniche con integrazione di Cordyceps, implicanti trentatré pazienti affetti da epatite B e otto pazienti affetti da cirrosi epatica, hanno evidenziato un miglioramento pari al 71.9 per cento nel test di torbidità del timolo e del 78.6 per cento nel test SGPT; trattasi di test enzimatici indicanti cambiamenti nelle funzioni epatiche.

Migliora le patologie renali
Uno studio cinese ha dimostrato un miglioramento pari al 51 per cento dell’insufficienza renale cronica dopo un solo mese di integrazione dietetica di Cordyceps.

Riduce le dimensioni dei tumori
In Cina e in Giappone si sono condotti vari studi clinici su malati di cancro, impiegando una dose terapeutica di 6.0 grammi di Cordyceps al giorno. In uno studio effettuato con cinquanta pazienti affetti da cancro polmonare cui, in concomitanza con la chemioterapia, era stato somministrato Cordyceps, nel quarantasei per cento dei casi le dimensioni dei tumori si sono ridotte. Uno studio implicante malati di cancro affetti da vari tipi di tumore ha rilevato che l’estratto di Cordyceps sinensis (6.0 grammi al giorno per oltre due mesi) ha migliorato i sintomi soggettivi nella maggior parte dei pazienti; nella metà dei casi i conteggi dei globuli bianchi si sono mantenuti stabili e le dimensioni dei tumori si sono ridotte in modo rilevante.

In Giappone alcuni ricercatori hanno riportato che nei soggetti affetti da cancro il Cordyceps incrementa la reattività generale del sistema immunitario. Per giungere a tale scoperta, costoro hanno iniettato per via sottocutanea ad alcuni topi cellule cancerose (linfoma) e quindi somministrato per via orale Cordyceps; tale prassi ha comportato una riduzione delle dimensioni del tumore e prolungato la vita. Negli studi in questione il Cordyceps ha inoltre migliorato la risposta degli anticorpi.

Incrementa l’immunità e la produzione di cellule-T
Si è riscontrato che il Cordyceps sinensis accresce l’attività della cellula “killer naturale” (NK), incrementando in tal modo la produzione delle cellule-T che a sua volta determina una ampliata massa muscolare; il vigore muscolare risulta potenziato con la produzione di giovani cellule sane.

Il Cordyceps ricarica con efficacia la schiera protettiva di cellule NK. La capacità dell’organismo di contrastare le infezioni e i tumori dipende dalla disponibilità di cellule NK, essenziali in quanto prima linea di difesa per il mantenimento del meccanismo di protezione dell’organismo, comunemente noto come sistema immunitario. Vari studi scientifici riguardanti il Cordyceps si sono concentrati in modo particolare sulle cellule NK e sull’effetto che il Cordyceps ha su di esse quando correlate alla formazione del cancro. Uno studio in vitro ha dimostrato che il Cordyceps accresce in modo rilevante l’attività delle cellule NK tanto negli individui sani quanto nei soggetti affetti da leucemia.

Secondo uno studio cinese, pubblicato sul Chinese Journal of Integrated Traditional and Western Medicine, il Cordyceps naturale ha accresciuto l’attività delle cellule NK del 74 per cento in soggetti comuni e del 400 per cento in pazienti affetti da leucemia. Analoghi progressi dell’attività delle cellule NK sono risultati in casi di estesi melanomi.

Coadiuva i sintomi dell’invecchiamento
Ricerche ciniche in studi controllati hanno rivelato che pazienti anziani soggetti ad affaticamento e sintomi connessi alla senilità, dopo aver utilizzato Cordyceps per trenta giorni hanno riportato conforto a tali problemi. I sintomi di affaticamento si sono ridotti del 92 per cento, quelli di percezione di freddo dell’89 per cento e quelli di vertigine dell’83 per cento. Pazienti affetti da problemi respiratori si sono sentiti fisicamente più vigorosi e alcuni soggetti sono riusciti a percorrere a piccole falcate sino a 600 piedi (183 metri).

Protegge dai danni provocati dai radicali liberi
Vari studi hanno dimostrato che il Cordyceps sinensis ha svolto una funzione protettiva rispetto ai danni provocati dai radicali liberi e ha presentato poderose proprietà antiossidanti.

Contribuisce a lenire l’affaticamento degli arti inferiori
Vari studi hanno dimostrato che il Cordyceps sinensis ha migliorato il flusso del sangue nell’organismo rilassando i muscoli lisci dei vasi sanguigni e consentendo loro di espandersi, aumentando inoltre la funzionalità di cuore e polmoni.Di conseguenza il Cordyceps previene o riduce la contrazione dei vasi sanguigni che interferisce con l’afflusso di sangue agli arti inferiori – principale causa dell’affaticamento delle gambe.

Migliora la funzione sessuale
Tre distinti studi cinesi a doppio cieco controllati con placebo condotti su oltre duecento maschi adulti con “ridotta libido e altri problemi sessuali” hanno prodotto esiti ragguardevolmente analoghi. Al termine del periodo sperimentale, rispetto al 24 per cento del gruppo del placebo, in media il 64 per cento degli utilizzatori di Cordyceps ha riportato un miglioramento significativo.
In un altro studio a doppio cieco controllato con placebo condotto su ventuno donne in età avanzata con problemi analoghi, rispetto a nessuna del gruppo di controllo, dopo l’impiego di Cordyceps il 90 per cento delle utilizzatrici del fungo ha riportato miglioramenti delle rispettive condizioni.

Il Cordyceps ha dimostrato di ottimizzare la libido e la qualità della vita di donne e uomini, di contrastare l’infertilità e di accrescere il conteggio e la sopravvivenza degli spermatozoi. Studi clinici implicanti 189 pazienti di ambo i sessi con libido e desiderio ridotti hanno evidenziato un miglioramento delle condizioni nel 66 per cento dei casi.

Uno studio a doppio cieco condotto dall’Institute of Materia Medica di Pechino ha evidenziato un aumento del desiderio e della libido femminili pari all’86 per cento. La prova concreta più drastica è derivata da uno studio sulla fertilità comprendente 22 maschi, il quale ha dimostrato che dopo otto settimane di assunzione di Cordyceps il conteggio degli spermatozoi è aumentato del 33 per cento, l’incidenza di relative malformazioni è diminuita del 29 per cento e il loro tasso di sopravvivenza è aumentato del 79 per cento.

Inverte l’HIV
In uno studio condotto nel 2004 in Ghana, a 3.000 individui affetti da HIV in fase iniziale è stato somministrato un preparato il cui ingrediente principale era il Cordyceps sinensis. Al di là delle più rosee aspettative, al termine dei sei mesi tutti i 3.000 soggetti non manifestavano “alcuna presenza di HIV nel sangue”.

Funzione immune, risposta anti-cancro e riparazione del DNA
Ormai è assodato da tempo che i composti di beta-glucano presenti in numerose specie di funghi elevano in modo rilevante la funzione immune. Tale classe di composti è la classe di medicinali anticancro maggiormente prescritta a livello mondiale; esempi in tal senso sono i farmaci lentinina, PSK e grifolan.

Oltre alla ben nota modulazione immune innescata dai composti dei polisaccaridi, nella risposta antitumorale del Cordyceps sinensis vi sono riscontri di un altro meccanismo in gioco, connesso alla struttura di almeno alcuni dei nucleosidi alterati presenti nel Cordyceps, esemplificati dal composto della cordicepina (3’-deossiadenosina); si tratta di una molecola quasi identica alla normale adenosina, eccetto per il fatto che è priva di un atomo di ossigeno sulla porzione di ribosio della molecola alla posizione 3’.

La stessa mancanza di ossigeno 3’ è riscontrabile in altri composti del Cordyceps, quali la dideossiadenosina. Si ritiene che la mancanza di ossigeno in questa particolare posizione sia importante secondo una modalità assai specifica. La struttura del DNA dipende da tale ossigeno per creare il legame fra nucleosidi adiacenti, legame fra le posizioni 3’ e 5’ sulle porzioni di ribosio dei nucleosidi, a formare di fatto la “struttura a scala” che tiene assieme il DNA.
Nella replicazione di qualsiasi cellula, la prima fase consiste nella separazione della molecola del DNA nel mezzo, come l’apertura di una cerniera, fra le coppie di nucleosidi complementari.

La fase successiva è l’inserimento, uno alla volta, di nuovi nucleosidi di complemento, i quali formano i legami di idrogeno fra coppie di complemento e i legami zuccheri-fosfato fra le posizioni 3’ e 5’ sul bordo esterno della molecola, ovvero la porzione di ribosio.

La sintesi delle nuove molecole di DNA procede con l’inserimento in successione, uno alla volta, di nuovi nucleosidi di complemento nella molecola di DNA in nuova formazione sino a quando l’originario trefolo di DNA non viene replicato due volte, ciascuno dei trefoli è l’esatta copia dell’originale e forma il codice genetico per una nuova generazione di cellule. Tale sintesi prosegue con l’inserimento di ciascun nuovo nucleoside, a meno che non venga introdotta una molecola di 3’-deossiadenosina (cordicepina).

Quando questo accade, in quella vitale posizione non vi è ossigeno per formare il legame 3’-5’, quindi la replicazione della nuova molecola di DNA si interrompe, la cellula non può continuare a dividersi né si forma alcuna nuova cellula (nelle normali cellule dei mammiferi tale inserzione di adenosina deossigenata riveste scarsa importanza, in quanto le cellule sane dispongono di un insito meccanismo di riparazione del DNA).

Quando si verificano errori di questo genere, il nucleoside alterato (cordicepina) viene rimosso dalla serie di nucleosidi e viene inserito un nuovo segmento di adenosina. Ad ogni modo, proprio per la loro natura le cellule cancerose hanno perso questo meccanismo di riparazione del DNA. (Se riuscissero a correggere i loro errori del DNA non sarebbero cellule del cancro.)

La maggior parte dei batteri e tutti i virus (compreso il virus dell’immunodeficienza umana HIV) sono privi ditale meccanismo di riparazione del DNA.
Quando osserviamo la velocità secondo la quale le cellule del cancro si riproducono, risulta chiaro il modo in cui tale meccanismo potrebbe esercitare una significativa risposta antitumorale. Ad esempio, una normale cellula sana di tessuto del seno ha una vita media di dieci giorni, al cui termine si riproduce e si forma una nuova cellula. Le cellule del cancro, però, si moltiplicano a una velocità assai superiore rispetto a quelle sane, mediamente ogni venti minuti.

Questo significa che le cellule del cancro del seno si riproducono all’incirca 750 volte più rapidamente rispetto al tessuto sano circostante. Se la cordicepina fosse ugualmente tossica per entrambi i tipi di cellule, ucciderebbe le cellule del cancro 750 volte più rapidamente di quelle sane ma, dato il meccanismo di riparazione del DNA di queste ultime, la cordicepina non sembra interferire con la loro replicazione, e la velocità di uccisione delle cellule tumorali risulta di fatto assai superiore al rapporto 750:1.

Lo stesso tipo di meccanismo di interruzione del DNA è inoltre responsabile degli effetti antitumorali di alcuni altri agenti chemioterapici. Questo medesimo meccanismo di inibizione della sintesi del DNA è probabilmente il meccanismo responsabile degli effetti antivirali riscontrati con la cordicepina.

Fungo medicinale: il cordyceps sinensis

Conclusione
La più nota azione medicinale del Cordyceps sinensis è l’incremento della resistenza fisica. La cordicepina è assai efficace contro tutti i tipi di batteri che hanno sviluppato resistenza ad altri antibiotici. Il Cordyceps ha dimostrato di migliorare il meccanismo di equilibrio interno, rendendo in tal modo più efficiente l’utilizzo dell’ossigeno. Numerosi studi hanno evidenziato i benefici apportati dal Cordyceps sinensis nell’ambito dei disturbi del ritmo cardiaco quali aritmie cardiache e infarto cronico.

Quattro eccellenti studi hanno dimostrato i benefici del Cordyceps sinensis nel contribuire ad abbassare il colesterolo totale e i trigliceridi, nonché ad aumentare il colesterolo HDL (“buono”).

Studi clinici su pazienti di ambo i sessi affetti da libido compromessa hanno evidenziato rilevanti miglioramenti dei sintomi. La prova fisica più drastica è giunta da uno studio sulla fertilità maschile, il quale ha indicato che, dopo otto settimane di assunzione, l’integrazione di Cordyceps ha aumentato notevolmente il conteggio dello sperma, diminuendone le malformazioni e migliorandone il tasso di sopravvivenza.

Tali proprietà e altre ancora potrebbero rendere conto del potenziamento fisico generale, della accresciuta resistenza, delle caratteristiche di incremento della libido e degli effetti anti-affaticamento riscontrati negli esseri umani in concomitanza con l’impiego di Cordyceps sinensis.
Studi condotti in tutto il mondo hanno dimostrato che questo modesto fungo dispensa benefici potenzialmente ancor più vivificanti di quanto dichiarato. Si tratta di un super-alimento che sta appena iniziando a farsi conoscere nella letteratura medica occidentale.

Anche la riduzione di questo materiale fungino attivo a dimensioni nanoparticellari promette assai bene, laddove si sta conducendo ulteriore lavoro di ricerca che potrebbe sfociare in ulteriori farmaci brevettati.
Ancor più importante, l’intero spettro di composti presente nel corpo fruttifero, nel micelio e nel brodo della sostanza allo stato naturale continua a dimostrare, ancora una volta, che l’antico sapere soddisfa la verifica della scienza moderna.

L’autore: Richard Alan Miller, fisico ed erborista nonché esperto di coltivazione e commercializzazione di prodotti della botanica, è autore di svariati documenti e libri concernenti metafisica, parapsicologia e agricoltura alternativa. I suoi articoli pubblicati su NEXUS, scritti assieme a Iona Miller, comprendono “HAARP, la minaccia planetaria” (nr. 45), “Le risonanze di Schumann e la psicobiologia umana” (nr. 48) e “DNA, dall’elica all’ologramma” (nr. 50). L’articolo pubblicato in questo numero è un estratto dal primo capitolo del suo libro Power Tools for the 21st Century, pubblicato da Earthpulse Press (https://www.earthpulse.com).

Articolo di Richard Alan Miller © 2008-2009
Originariamente pubblicato sul nr. 81 di Nexus New Times (agosto-settembre 2009).

Pubblicazioni scientifiche: 

Cordyceps è oggetto di oltre 2604 pubblicazioni scientifiche.

I funghi Pleurotus ostreatus (Orecchione) e Shiitake  (Lentinula edodes), grazie alle loro proprietà probiotiche documentate e all’alto valore nutrizionale, sono consigliati in numerosi paesi come ideale supplemento alla normale dieta giornaliera.

Al fungo SHIITAKE sono state attribuite molte proprietà benefiche, sia nella medicina orientale, sia occidentale. Queste proprietà permettono la riduzione del colesterolo, l’abbassamento della pressione sanguigna, il rafforzamento del sistema immunitario per la difesa dell’organismo contro patologie virali e tumorali, di migliorare la funzionalità epatica (Bobek et al. 1991, Wang et al. 2000, Mau et al. 2002, Rajewska and Ba?asi?ska 2004). Molti benefici sulla salute provengono dai diversi composti che questo fungo produce e che includono: il lentinano, l’eritadenina e l’L-ergotioneina (Lasota and Karma?ska 1994, Smith at al. 2002, Rajewska and Ba?asi?ska 2004, Berna et al. 2006).

Il Lentinano ha mostrato diversi effetti sul cancro intestinale, del fegato, dello stomaco, ovarico e sul tumore al polmone. Questo composto stimola la produzione dei linfociti T e delle cellule Natural Killer e può potenziare l’effetto dell’AZT (Azidotimidina, un antineoplastico e antivirale) nel trattamento antivirale dell’AIDS.

Lo Shiitake è ricco di diversi antiossidanti (selenio, acido urico, vitamina A, E, C), così come di vitamina D (Lasota and Florczak 1996, Mau et al. 2002, Florczak et al. 2004). Oltre a permettere di abbassare la pressione sanguigna in soggetti ipertesi e ridurre i livelli di colesterolo nel siero, stimola la produzione di interferone che ha effetti antivirali e si è dimostrato efficace, in alcuni casi, contro l’epatite (Lasota et al. 1992, Mau et al. 2002, Smith et al. 2002).

Il Pleurotus è un fungo dalle notevoli proprietà, ricco di principi attivi, in particolare beta-glucani che hanno dimostrato di avere effetti immunomodulatori, antinfiammatori e antiossidanti. Il fungo pleurotus contiene inoltre una sostanza naturale chiamata lovastatina, una statina naturale che inibisce la produzione a livello epatico di LDL, cioè il colesterolo cattivo. Contiene inoltre chitosano, una sostanza naturale che inibisce l’assorbimento dei grassi a livello intestinale, modulando quindi la quantità di trigliceridi e colesterolo nel sangue. Il Pleurotus inibisce l’aggregazione piastrinica suggerendo un suo potenziale utilizzo nelle malattie cardiovascolari per prevenire la formazione di trombi. Grazie alla presenza dei beta-glucani ritarda l’assimilazione degli zuccheri nel sangue rivelandosi utile nella terapia antidiabete.

Il Pleurotus rafforza le funzioni del fegato, anche quando sono alterate. In particolare, contrasta le transaminasi elevate e il fegato grasso. Le statine di sintesi prodotte dall’industria farmaceutica, invece, possono causare effetti collaterali come, ad esempio, fegato grasso (steatosi epatica) e aumento delle transaminasi.

Una lectina isolata dai corpi fruttiferi di Pleurotus ostreatus ha dimostrato attività antitumorale, in topi da laboratorio, nel sarcoma e nel tumore epatico (Wang et al. 2000). Diversi studi su animali, il fungo ostrica ha potenziato il turnover di colesterolo nel plasma del 50%, con la riduzione del 25% dei livelli di colesterolo nel fegato rispetto ai controlli (Bobek et al. 1991).

Altri studi sugli animali hanno mostrato significative riduzioni dei livelli di colesterolo nel siero e nel fegato quando i funghi essiccati e polverizzati sono stati inclusi nelle diete degli animali, anche in regimi alimentari ad alto contenuto di grassi e in animali con livelli elevati di colesterolo ereditario (Bobek et al. 1991). Si ritiene che per gli individui, ad esclusione dei prodotti di origine animale dalla loro dieta, i funghi secchi Pleurotus ostreatus e Lentinula edodes possano essere una buona fonte di ferro, zinco e rame (Dwyer 1999, Kala? and Svoboda 2000, Isiloglu et al. 2001).Benefici della supplementazione di Pleurotus e ShiitakeEntrambi i funghi secchi hanno un alto contenuto di fibre alimentari, Fe, Cu, Mg, K e un basso contenuto di grassi, Na e Ca. Relativamente basso è l’assorbimento dei micronutrienti ad un valore di pH pari a 1.8, mentre l’alto assorbimento di Cu e Fe è stato osservato ad un pH di 8,7. Questo ci indica che l’acidosi sistemica è un vero e proprio problema per chi vuole assumere i nutrienti derivanti da questi funghi; ecco perché, molto spesso, alla somministrazione di funghi medicinali viene prescritto un regime alimentare tale da ridurre o eliminare l’acidosi nell’organismo.

Inoltre, è raccomandando la supplementazione dei funghi Shiitake e Pleurotus, come fonte di minerali e altri micronutrienti, una precisa determinazione del contenuto di questi elementi, la derivazione dei funghi stessi e la capacità di assorbimento di questi microelementi.

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I funghi medicinali sono stati utilizzati per millenni in Oriente a scopo terapeutico; il loro “leggendario” effetto sulla promozione della salute, della vitalità e delle capacità adattative dell’organismo è supportato da un numero sempre crescente di studi scientifici, per cui il loro utilizzo ha destato l’interesse anche di medici, biologi e nutrizionisti.

“Siamo tutti sottoposti a molteplici livelli di stress derivanti da vari fattori presenti nella nostra quotidianità, che vanno a incidere sull’equilibrio del nostro organismo. Esistono fattori stressogeni di tipo psico-emotivo o fisico ma anche chimico-iatrogeno (dovuto ad esempio all’assunzione elevata di farmaci) ed elettromagnetico, da radiazioni o microoonde. Inoltre le carenze nutrizionali presenti nella nostra alimentazione, dovute alla qualità stessa degli alimenti che consumiamo, ad allevamenti e culture intensivi, alla perdita dei ritmi stagionali, contribuiscono a creare una situazione di squilibrio nel nostro organismo. Hans Selye, pioniere nella ricerca delle alterazioni neuroendocrine associate allo stress sostiene che la quantità di “energia adattativa” diminuisce con l’esposizione continua ai fattori di stress.

Ecco che allora diventa importante cercare di sostenere la nostra risposta ai fattori di stress e in questo, i funghi, in quanto adattogeni, vanno ad agire proprio sulla fase di resistenza e di innalzamento della risposta, modulando e favorendo il mantenimento dell’equilibrio omeostatico.

La maggior parte degli studi sui funghi e sulle molecole bioattive in essi contenute sono orientate alla loro azione sul potenziamento della risposta immunitaria, ma la loro azione si rivela molto più complessa e completa di così. Contengono infatti numerosi composti definiti “modulatori di risposta biologica” e “potenziatori delle difese dell’ospite” in grado di rinforzare l’organismo aumentandone la resistenza aspecifica ad agenti stressogeni di varia natura, è proprio tale loro capacità ad essere definita adattogena.Funghi e saluteGli adattogeni sono da sempre rimedi tradizionalmente usati per aumentare la longevità, il Reishi (o Ling zhi), il “Re degli Adattogeni” e viene definito anche fungo dell’immortalità.

I primi a studi sugli adattogeni vengono svolti in Russia, nel 1947 N.V.Lazarev definisce così il concetto di adattogeno “Sostanze in grado di determinare uno stato di resistenza “non specifica” agli stressors di qualsiasi natura”. È proprio questa caratteristica di “non specificità” degli adattogeni che li rende polifunzionali, essi permettono infatti all’organismo di seguire le proprie priorità, esercitando un effetto normalizzante e di regolazione dei suoi sistemi e degli organi.

Recenti ricerche farmacologiche hanno permesso di spiegare l’azione dei funghi a livello farmacologico come regolatori omeostatici attraverso vari meccanismi sia immunitari che neuroendocrini. Ciò fornisce un razionale per il loro utilizzo per il mantenimento della salute e per la gestione di situazioni di stress, di malattia e a supporto di terapie farmacologiche”

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